Dic 02

CASSIDY PARIS
“Bittersweet”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 21 – 11 - 2025
genere: hard rock, pop rock
voto: 7

Cassidy Paris – vocals, Tom Rog Rogowski - bass , guitar, Alex Rog - drums

Tracklist: Butterfly, Nothing Left To Lose, Finish What We Started, Wannabe, Getting Better, Give Me Your Love, Can’t Let Go, Undecided, Sucker For Your Love, Brand New Day, Is Anybody Out There, Turn Around And Kiss Me, Stronger

Cassidy Paris è tornata col suo secondo full lenght album intitolato "Bittersweet" tramite la sempre attenta e prolifica Frontiers Music. Il nuovo lavoro è composto da tredici brani con una ispirazione molto anni ottanta ma con un tocco decisamente moderno. Questo si nota, soprattutto, nel brano "Stronger" caratterizzato da chitarre accattivanti e cambiamenti di aggressività nella voce ove fa trasparire tutta la grinta, la voglia e l'impegno speso per questo disco. In "Finish What we Started " ritroviamo tematiche care a Cassidy essendo un brano che incoraggia a lottare e superare le avversità della vita. Uno dei temi a lei cari come filo di continuità del primo suo lavoro nel quale c'erano riferimenti sul bullismo. Questa artista Australiana mostra una crescita continua anche con il contributo alla scrittura di Paul Laine e Steve Brown. "Bettersweet" vede la nostra female singer più matura, non solo come cantautrice ma anche come performer, in un album che bilancia ricchi ritornelli con ballate dal forte impatto emotivo, riuscendo a catturare vulnerabilità e forza contemporaneamente. Cassidy Paris con "Bittersweet" si conferma come un'artista emergente da tenere molto in considerazione. In "Can't let go" usa la voce con una dolcezza e carisma che rendono questa ballad un momento decisamente toccante. Un lavoro sopra la media che ci mostra lo sviluppo e l'evoluzione musicale di questa brava artista

Luca

HELL IN THE CLUB
"Joker In The Pack”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 07 – 11 – 2025
genere: hard rock, street metal
voto: 7,5

Line up: Andrea “Andy” Buratto – bass, Terese “Tezzi” Persson – vocals, Andrea “Picco” Piccardi – guitar, Marco “Mark” Lazzarini – drums

Tracklist: The Devil Won’t Forget Me, New Desire, Dirty Love, Robert The Doll, Fairytale, The Ocean, Magnetars, Pretty Little Freak Show, Out In The Distance, When The Veil Of Night Falls

Eccoci qua a provare a recensire il nuovo ed ultimo parto discografico dei nostrani Hell In The Club, indubbiamente autentico "fiore all'occhiello" del music biz italiano soprattutto per quanto concerne il settore hard rock e street metal. La band fondata da Andrea "Andy" Buratto (Secret Sphere), Dave "Damna" Moras (Elvenking) e Andrea "Picco" Piccardi è arrivata dopo quattordici anni al traguardo (lodevole) del settimo album. Dall'ormai lontano "Let The Games Begin" targato 2011 ne è passato di tempo ma il combo di Alessandria ha avuto la caparbietà, la capacità e la forza di imporsi non solo con campo italico bensì in tutto il mondo; la band ha un buon seguito all'estero, sono conosciuti non solo per le loro capacità tecnico/qualitative ma anche per incessanti tour di spalla ad acts quali Crashdïet, Jettblack e Crucified Barbara e partecipazioni a festival importanti tra cui Sonisphere, Basin Fire Fest e Heineken Jammin' Festival. Bene, questo nuovo parto discografico però segna un cambiamento abbastanza radicale e importante per il gruppo; la causa è stata la dipartita del bravo lead singer Dave Moras e la band ha pensato di continuare cambiando radicalmente le linee vocali inserendo una cantante donna. La decisione è andata sulla brava female singer svedese Terese "Tezzi" Persson (Infinite & Divine, Venus 5) con ha sicuramente dato una svolta importante senza, però, snaturare il sound della band e/o scimmiottare la voce dell'ex cantante. Una scelta di carattere (un po' come quella fatta dai Linkin Park), poiché le vocals e quindi le tonalità, i colori, la versatilità, la timbrica tra un cantante uomo e una cantante donna sono assolutamente differenti ma, con questo caso, la brava Terese, non fa rimpiangere l'ottimo Dave e dà il suo imprinting al suono degli HITC. La nostra svedesina ha una voce importante, potente, quasi "mascolina", grintosa e sicuramente modulabile, unica "pecca" è la non eccessiva originalità... ma non stiamo a cercare il pelo nell'uovo. Detto questo "Joker In The Park" suona "fottu**mente" come un classico Hell In The Club album, senza avere nulla da elemosinare ai vecchi dischi e, anzi, in alcuni momenti, forse per merito della voce di Terese, il suono è quasi più heavy che in passato. Però, attenzione, questo è sempre un eccellente album che miscela hard rock ottantiano, heavy rock, punte di sleaze e tanto street metal. Il disco parte bene con l'anthemica "The Devil Won't Forget Me" proseguendo il percorso con "New Desire" - che è anche il singolo – caratterizzato da un hard rock di pregevole fattura. "Dirty Love" invece ci riporta al glam metal ottantiano con il suo incedere ruffiano e ammaliante. "Robert The Doll" è una buona rock song che ci prepara alla più pomposa e agguerrita "Fairytale" e poi ci lascia tra le melodiche eufonie della semi ballad "The Ocean" che rende merito all'interpretazione della nostra female singer. "Magnetars" torna a rockare con quel pizzico di vena pop e refrain da vasto airplay. Si torna allo street metal con la potente "Pretty Little Freak Show" mentre la penultima "Out In The Distance" alterna momenti hard con passaggi più tranquilli e raffinati, nelle chorus line c'è anche la presenza di chitarre acustiche che stemperano la durezza e conferiscono ariosità al sound. Si chiude l'album con la rabbiosa e veloce "When The Veil Of Night Falls", che nel guitar work sembra omaggiare gli Skid Row di un tempo. Cosa dire quindi? Un album di assoluto valore che farà la gioia di tutti coloro che seguono il gruppo e, sicuramente, contribuirà a far acquisire nuovi fans. Bravi!

Roby Comanducci

Nov 13

SHIRAZ LANE
“In Vertigo”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 24 – 10 - 2025
genere: street – sleaze rock
voto: 7

Line up: Hannes Kett – vocals, Jani Laine – guitar, Miki Kalske – guitar, Joel Alex – bass, Ana Vilkkumaa – drums

Tracklist: Stone Cold Lover, Dangerous, The Ray Of Light, Live A Little More, Babylon, Plastic Heart, Sayonara Love, Bullsh!T, Come Alive, Brand New Day

Avevo già recensito altri lavori in studio di questi sleazers finlandesi e, tutto sommato, ammetto che sono sempre riusciti ad incuriosirmi con dischi interessanti, magari non pietre miliari del settore, ma conditi sempre dalla giusta dose di accattivanti eufonie. Ulteriore prova di quanto appena scritto è il recente "In Vertigo" che, anzi, sembra quasi dare un ulteriore tocco di malizia ed energia a questi artisti del nord Europa. Sicuramente il loro sleaze rock miscelato a tematiche hard rock e modern rock con accenni anche pop e, ovviamente, una "strizzata d'occhio agli edulcorati anni ottanta, riesce sempre ad ammaliare l'ascoltatore non risultando mai banale o semplicistico. Sono bravi questi Shiraz Lane, accomunano arena song anthemiche come l'opener "Stone Cold Lover" ad autentici sleaze-glam rock song come "Plastic Heart" o "Dangerous". Tracce di elegante – ed ammiccante al punto giusto – pop (hard) rock su "Come Alive" o "Babylon" convivono tranquillamente con momenti più aggressive e modern rock quali "Bullshit" (uno dei primi singoli usciti...nda). La capacità di Hannes Kett e soci nel confezionare refrain accattivanti, ritornelli commerciali e al contempo taglienti - ascoltatevi la lenta, ma non è una ballad, "Live a little More" e capirete, è una carta vincente che contribuisce a rendere questo full lenght album di facile assimilazione per diversi "palati musicali"; da coloro che amano coretti e malizia glamour retrò a chi invece preferisce sì un sound street rock ma comunque con una buona dose di energia. Interessante.

Roby Comanducci

Nov 05

ANDY AND THE ROCKETS
“Casino”
(Delapop)
release date: 10 -10 - 2025
genere: hard rock
voto: 7

Line up: Andreas Forslund - lead vocals and guitar, Filip Westgärds - bass guitar and backing vocals, Robin Lagerqvis - lead guitar and backing vocals, Max Marcusson- drums

Tracklist: I'm Alive, Your Touch is Too Much, I'll Die if You're Done, The Other Side, Cyanide, Wild Ones, Creatures of the Dark, Dirty Love, Seven Years of Bleeding, Ride or Die, In From The Cold, Heartbreak City

Nuovo album per questo combo di artisti Svedesi (....oramai la Svezia è il paese culto del rock d'autore!) che, con l'aiuto al songwriting dell'onnipresente mammasantissima del music biz nord Europeo, Mr. Erik Martensson (Eclipse) hanno sicuramente dato nuova linfa vitale al già loro particolare sound; questo “Casino” è un bel disco di elegante rock, a tratti eufonico e radiofonico e in altri momenti più elettrico ed heavy rock. Il loro è un eccellente mix tra D.a.D – su “Ride or Die” il giro di chitarra iniziale è praticamente identico a “Sleeping My Day Away - Eclipse, Gotthard – ascoltate la granitica “ Heartbreak City” e mi direte - e nei momenti più leggeri i Nickelbeck (più duri....perdonate lo strano giro di parole...nda). Ma sono influenze ed accenni, poiché Andreas Forslund e soci hanno comunque dalla loro una discreta originalità e si riescono a fare apprezzare per spunti dettati da qualità e capacità esecutiva. Un album che parte sicuramente in “pompa magna” con una delle song “clou” di tutta la tracklist, “I'm Alive”, autentica arena song, dal refrain accattivante e dal riff di chitarra che si conficca nel cervello e non va più via per intere giornate. Medesima energia ma dal sapore più street la troviamo nella successiva “Your Touch is Too Much” con strizza l'occhio agli HCSS ma rimane sempre ben salda allo stile dei 'Rockets. Ma, in definitiva, è l'intereo prodotto che piace, ammicca, stuzzica l'ascoltatore sia nei momenti più spudoratamente pop (rock) come “I'll Die if You're Done”, nelle ballate edulcorate ma mai banali come ”In From The Cold” o negli ottimi passaggi heavy rock di “The Other Side” o fm rock di “Seven Years of Bleeding”. Non ci si annoia di sicuro ascoltando “Casino” e questo è indubbiamente un grande pregio.

Roby Comanducci