FRONTLINE
"Rebirth"
(Frontiers Music s.r.l)
release date: 15-05-2026
genere: AOR
voto: 7.5
Line up: Stephan Kämmerer - lead vocals, Christian Mühlroth - guitar, Diego de Sousa Pires - drums, Eric Juris - guitar, Andreas Latzko – keyboards
Tracklist: Burning Horizon, Blacktop Parachute, After You're Gone, Two Tickets To The Afterglow, Boulevard Echo, Burning Shadows, One Life One Love, Stone And Feather, Shattered Glass Dreams, Heart On The Dashboard, Burning The Distance, White Line Miracle, Back To The Bright, Arc Of Lightning.
Il Grande Ritorno dell'AOR Tedesco, gia perché dopo un lungo silenzio discografico, i Frontline tornano a far palpitare i cuori degli appassionati di AOR e melodic hard rock. Pubblicato il 15 maggio 2026 sotto Frontiers Music Srl, Rebirth non è solo un nuovo capitolo, ma una vera e propria resurrezione artistica. Nascono a Norimberga nel 1989 diventando presto delle icone del genere con capolavori come The State of Rock (1994) considerato ancora oggi uno dei loro lavori migliori fino ad arrivare al 2010 con il loro ultimo album "Ultimate Salvation". Purtroppo la scomparsa del chitarrista e principale compositore Robby Böbel nel 2022 sembrava aver scritto la parola "fine" sulla storia della band. Eppure, per la gioia dei fan che hanno tenuto vivi i Frontline in tutti questi anni esce Rebirth che celebra l'eredità del passato e apre, al contempo, una nuova fase creativa. Al centro di tutto rimane l'inconfondibile voce di Stephan Kämmerer, affiancato dal nuovo chitarrista e produttore Christian Mühlroth, che ha saputo infondere nuova energia nel sound della band. Album definito da loro stessi "una riaffermazione della nostra identità e una celebrazione della melodia e dell'emozione, rinate per il presente, ma anche un tributo alla memoria di Robby Böbel. L’apripista Burning Horizon stabilisce subito il tono del disco, proponendo un melodic rock solido che punta tutto su ritmi accattivanti, capace di far risaltare l’impronta vocale di Stephan Kämmerer. Il brano ti trasmette quella sensazione di freschezza necessaria per una band che torna sulle scene dopo una lunga pausa. Con Two Tickets To The Afterglow il secondo singolo uscito i Frontline accelerano in po il passo con un pezzo dal sound marcatamente più ritmato. È un brano che si affida a melodie immediatamente orecchiabili. È un album che scorre via, si passa dalle ballad con quell impronta cinematografica ("Heart On The Dashboard", "Shattered Glass Dreams") a canzoni piu frizzanti ("Blacktop Parachute", "Burning The Distance") la performance di Kämmerer trasmette calore e intensità e l’anima melodica che da sempre contraddistingue il loro stile é sempre presente. Non era facile raccogliere l'eredità di Robby Böbel senza snaturarsi, ma i Frontline hanno superato la sfida a testa alta. Christian Mühlroth si rivela un innesto preziosissimo, capace di rispettare il passato modernizzando il sound con intelligenza, mentre Stephan Kämmerer dimostra di non aver perso un briciolo del suo carisma interpretativo. Rebirth è un album vibrante, ispirato e incredibilmente solido, che riconferma la band di Norimberga ai vertici del rock melodico europeo. Un acquisto obbligato per i fan e un eccellente biglietto da visita per chiunque voglia scoprire il lato più autentico ed emozionante dell'AOR. I Frontline sono tornati, e la loro rinascita è un dono prezioso per tutta la scena.
Katia
JOHN CORABI
"New Day"
(Frontiers Music srl)
genere: rock, hard rock
release date: 24 - 04 - 2026
voto: 8
Line up: John Corabi – vocals, Marti Frederiksen chorus, guitras, piano, percussions, Evan Frederiksen – drums, bass, organo B3, electric guitars, mandolino and e programmation, Richard Fortus – lead guitar, Paul Taylor - piano, organo, clavinet, Charlie Starr – lead guitars solo.
Tracklist: New Day, That Memory, Faith, Hope And Love, When I Was Young, One More Shot, 1969, Laurel, Good To Be Back Here Again, Love That’ll Never Be, Cosi´ Bella, Your Own Worst Enemy, Everyday People
Ed anche il nostro amato singer Corabi è arrivato a regalarci il suo – primo – album solista! Ok, ci ha messo un po' di tempo, ma se teniamo conto che altri illustri musicisti – leggasi Mick Mars – ci han messo oltre quattro decadi per sfornare un solo project album beh, possiamo ancora perdonarlo. John lo conosciamo tutti per la sua avventura Motley Crue (tra l'altro un'ottima prova vocale nel disco più alternativo e più “incriminato” della “ciurmaglia colorita”....nda) ma ovviamente anche per i tanti progetti tra cui i bravissimi Union e i più recenti The Dead Daisies, e mille partecipazioni con dischi come guest e/o co-autore di altri artisti internazionali. Tra l'altro, siamo reduci dalla sua recente – e ottima – esibizione live al Frontiers Rock Festival VIII di maggio, cosa che ci ha fatto ancor più valorizzare le capacità vocali del frontman (ma anche chitarrista) di Filadelfia. In questo album il nostro dichiara: "Sono davvero entusiasta che tutti possano ascoltare questa nuova raccolta di canzoni! Volevo realizzare un album di brani eclettici e genuini che ricordassero la musica con cui sono cresciuto, e credo davvero di esserci riuscito! Questo è un classico del rock and roll che suona come gli anni '60 e '70... Alzate il volume e godetevelo! Sottoscrivo ogni singola parola di quanto detto e aggiungo che “New Day” suona sì dannatamente seventies ma pesca anche dagli eighties e non risulta “vecchio”, poiché accreditato da un arrangiamento lodevole e una composizione comunque fresca ed accattivante. Se lo devo accostare a un album del passato citerei l'eccellente “Heartbreak Station” (1990) dei Cinderella; non è certamente uguale ma ha lo stesso “piglio” musicale, la medesima attitude e il mood che si respirava in quell'album di Tom Keifer e soci. Per farvi capire quanto appena detto, ascoltate subito il rock di “When I Was Young”, elegante, anche mainstream se vogliamo, e con quell'accenno simil country che non fa mai male. Fantastica song. Tutto il disco non delude e non cala mai di tono; “1969”, l'hard rock di “Your Own Worst Enemy”, la stessa title track, lo spudorato hard rock settantiano di “One More Shot” oppure i momenti più melodici, tra cui citerei “Laurel”, la lenta e semi acustica “ Good To Be Back Here Again” – dove svetta l'interpretazione vocale di John – o l'ammaliante “ Faith, Hope And Love”, dimostrano quanto sia in forma a livello di songwriting il nostro artista. Non mi rimane quindi che consigliarvi l'acquisto di questo “New Day”, indiscutibilmente uno dei migliori album di “cantautorato (hard)rock usciti quest'anno!
Roby Comanducci
FATAL VISION
“Four Sides For Every Story”
(Escape Music)
release date: 22 -05 - 2026
genere: melodic rock/AOR
voto: 8
Line up: Simon Marwood – vo1als, Juan Miguel Gomez Montant – guitars, Andrew Burns – bass, Alex Wickham – drums.
Tracklist: Girl Against the World, All That Glitters, Run With Me, Turn Around, No More Tears to Cry, If This Is Who You Are, Maybe Someday, Out Of the Blue, After All These Years, Do You See Me, Every Time I Think of You, Too Close to The Sun, Fly, The Best Is Yet to Come
Un po’ di storia, per chi non ancora non conoscesse la band: come una fenice, i Fatal Vision sono tornati alla ribalta nel 2021 dopo una pausa di trent'anni. La band era nata originariamente nei giorni esaltanti in cui l'hard rock dominava MTV e le arene di tutto il Nord America. Originari di Ottawa, in Canada, il cantante Simon Marwood e i suoi compagni di band hanno fuso il loro amore per band come Asia, Europe, i Journey, i Survivor e i Van Halen per creare un sound rock fresco e melodico. Dopo un periodo di stop, piuttosto lungo, finalmente nel 2019 Marwood ricevette un regalo di compleanno inaspettato: una sessione di registrazione in uno studio locale. Anziché scegliere una cover, rispolverò decenni di quaderni scritti a mano pieni di brani originali. Con la benedizione dei membri originali, queste sessioni hanno riacceso il motore dei Fatal Vision, ora alimentato da una nuova formazione composta da Andrew Burns (basso), Juan Miguel Gomez Montant (chitarre) e Alex Wickham (batteria). Il loro ritorno è stato col botto: con i loro singoli hanno scalato le classifiche mondiali e sono stati in tour nel 2023 e nel 2024 in Canada e nel Regno Unito, facendo il pieno di pubblico. I Fatal Vision sono diventati famosi anche per la loro ambiziosa narrazione continua raccontata attraverso più di trenta video musicali a lungometraggio, tutti con attori ricorrenti che interpretano gli stessi personaggi. L'album rappresenta il lavoro più ambizioso e scenografico realizzato finora dalla band, combinando un potente sound rock melodico con un concept visivo incentrato sulla narrazione che è diventato un tratto distintivo delle recenti del gruppo. Sull'onda del successo del loro acclamato album “Three Times Lucky”, i Fatal Vision continuano ad ampliare la loro visione artistica con un disco che esplora la complessità emotiva delle relazioni, del dolore per una delusione amorosa e della redenzione. Il titolo stesso dell'album riflette l'idea che ogni storia possa essere vista da diverse prospettive, un approccio che caratterizza sia la narrazione musicale che quella visiva alla base del progetto, “quattro prospettive per ogni storia” appunto. L'album contiene quattordici brani, ciascuno accompagnato da un proprio video musicale, che costituiscono la quarta stagione della serie cinematografica di video di Fatal Vision. Nel loro insieme, i video raccontano la storia del percorso di una giovane donna dopo una delusione amorosa, con gli stessi attori che interpretano gli stessi personaggi lungo tutta la saga dell'amore perduto e ritrovato. Dal punto di vista musicale, “Four Sides To Every Story” rimane saldamente radicato nella tradizione intramontabile del rock melodico che contraddistingue i Fatal Vision, traendo ispirazione da gruppi classici come Survivor, Bad English, Heart, Van Halen, Journey e Asia, pur introducendo al contempo elementi sonori innovativi. Diversi brani esplorano arrangiamenti più progressive, caratterizzati da cambi di tempo e sezioni contrastanti che ampliano la tavolozza musicale della band senza perdere il loro caratteristico senso della melodia e il forte impatto emotivo. L'album vanta una formazione impressionante di musicisti ospiti e collaboratori provenienti da tutta la scena internazionale del rock melodico, tra cui: Phil X (Bon Jovi, Triumph), David Forbes (Boulevard), Harry Hess (Harem Scarem), Jeff Scott Soto (Journey, Trans-Siberian Orchestra), Paul Laine (Danger Danger, The Defiants), Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever, Hardline), JK Northrup (King Kobra, XYZ), Michael Shotton (Von Groove), Marc LaFrance (Loverboy, Mötley Crüe), David Cagle (Silent Tiger), Christine Corless, che dà quel tocco femminile molto gradevole e potente nei cori e nelle armonizzazioni vocali. La composizione dei brani è affidata principalmente a Simon Marwood e Juan Miguel Gomez Montant, con la collaborazione di Alessandro Del Vecchio, Michael Shotton e alcuni membri dei Boulevard. Per la prima volta nella storia della band, anche il bassista Andrew Burns e il batterista Alex Wickham contribuiscono alla composizione di due brani. L'album include anche “Turn Around”, il primo singolo in assoluto dei Fatal Vision, che ha già superato le 150.000 riproduzioni in streaming e che ora compare per la prima volta in un album. La produzione di “Four Sides To Every Story” è stata curata da Marwood, Montant e JK Northrup, mentre il missaggio è stato affidato a JK Northrup e al leggendario produttore Ron Nevison, noto per la sua collaborazione con artisti quali Heart, Survivor ed Europe. Mike Shotton ha supervisionato la produzione delle parti vocali principali, mentre Alessandro Del Vecchio si è occupato della produzione dei cori, contribuendo alle ricche armonie stratificate e ai potenti arrangiamenti vocali dell’album. Le parti vocali si armonizzano perfettamente a quelle strumentali di chitarre, basso, batteria, sassofono (in alcuni brani), tastiere, contribuendo a delineare perfettamente quel suono dal sapore “Eightees” che tanto amiamo. Appassionante e coinvolgente, fin dal primo ascolto.
Ayryn83
LYNCH MOB
“The Final Ride (Live)”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 29 – 05 – 2026
genere: class metal
voto: 7
Line up: George Lynch - guitars, Gabriel Colon - vocals, Jaron Gulino - bass, Jimmy D’Anda – drums.
Tracklist: Lightning Strikes Again, River Of Love, No Good, Caught Up, Hell Child, Let The Music Be Your Master, Time After Time, Paris Is Burning, Rain, Street Fighting Man, It's Not Love, Wicked Sensation.
Il sipario cala ufficialmente sulla gloriosa epopea dei Lynch Mob con "The Final Ride (Live)", pubblicato tramite Frontiers Music. Registrato al The Guild Theater di Menlo Park, in California, durante il tour del 2024, questo album si propone come l’ultimo, energico testamento live della creatura guidata dal leggendario chitarrista George Lynch. Così come gli album precedenti della band, anche quest’ultimo brilla innanzitutto per la devastante forma tecnica del suo leader. George Lynch è un titano assoluto: il suo timbro inconfondibile, i riff affilati e gli assoli fulminanti dominano la scena dall'inizio alla fine; supportato da una sezione ritmica d'acciaio composta da Jaron Gulino e Jimmy D'Anda. La scaletta è una vera e propria celebrazione che pesca a piene mani dal repertorio storico, regalando gemme dei Dokken come “Lightning Strikes Again” e “Paris Is Burning”, fino a tracce iconiche come “Wicked Sensation”. La produzione, affidata a Chuck Alkazian, è eccellente, mantenendo intatta la carica grezza e l'urgenza di uno show dal vivo. Il frontman Gabriel Colon è indubbiamente un cantante solido, dotato di grande estensione e di un'attitudine marcatamente metal. Tuttavia, confrontarsi con l'eredità di vocalist storici non è un compito semplice. Se da un lato Colon se la cava egregiamente sui pezzi più pesanti, dall'altro fatica a replicare quel feeling squisitamente hard rock e quel calore bluesy che caratterizzavano i vecchi classici della band. Non fa assolutamente un brutto lavoro, sia chiaro, ma a tratti il suo stile risulta un po' distante dal mood originale dei brani. "The Final Ride" resta un documento storico godibile e un acquisto obbligato per i fan. Un'ottima scarica di energia power-rock che celebra degnamente una carriera straordinaria.
Sofya
