BOY’S FROM HEAVEN
“The Wanderer”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 22-06-2026
genere: AOR
voto: 9.5

Line up: Chris Catton - lead vocals, Jonas Klintström Larsen – saxophone, Mads Noyé – keyboards, Mads Schaumann – guitar and backing vocals, Søren Viig Mathiesen – drums.

Tracklist: I’ll Wait, Hotline, Hold Your Heart, Street Life, Say Goodbye, How Long, Eileen, I Will Never Let You Down, Time Is On Our Side, Till The Bitter End.

Hai presente gli anni 80? Sto parlando degli anni 80 eleganti, rilassati e morbidi… Ecco quest’album ti porta esattamente lì. Già, perché i Boys From Heaven tornano con un nuovo e attesissimo album da me personalmente consacrato come l'album più sexy del 2026! Nuovo traguardo per i nostri danesi che con "The Wanderer" debuttano per Frontiers Music che come ormai sappiamo non sbaglia un colpo. Per chi non conoscesse i Boys From Heaven vi dico che arrivano da Copenaghen, si distinguono per una cura maniacale delle melodie, tastiere atmosferiche e il sax: un vero e proprio marchio di fabbrica. Hanno debuttato nel 2020 con "The Great Discovery" che effettivamente è stata una grande scoperta, non è una band che si limita a essere una banale riproduzione, hanno una loro identità ben definita. Nel 2023 hanno alzato l'asticella con "The Night is Young", é un album più sofisticato del primo con un certo sentore dei Journey e dei Boston. E ora arriviamo finalmente al 2026 con questa nuova uscita che conferma che il rock melodico non ha bisogno di essere "vecchio" per essere classico. La voce di Chris Catton continua a essere il collante perfetto sempre così pulita ed espressiva, anche questo album richiama il sound senza tempo dei Toto. L’album è stato prodotto dal frontman insieme alla band e mixato e masterizzato da un signore della scena scandinava che noi tutti conosciamo bene: Erik Martensson (Eclipse, WET). Il primo singolo lanciato è stato "I'll Wait" descritto dalla band come il successore spirituale di "Sailing On" (singolo dell'album precedente). C’è poi “Hold Your Heart" accompagnata anche da un video ufficiale, è il pezzo che sigilla l'eleganza del disco con arrangiamenti lussuosi e un equilibrio perfetto tra melodia e potenza. Ma ci sono tracce anche più profonde come “How Long", un brano dove l'ispirazione dichiarata arriva dritta da album storici dei Toto come “Isolation” o “The Seventh One”. Insomma, queste tracce scorrono via che è un piacere, tra ballad che scaldano il cuore e pezzi più ritmati che ti fanno venire voglia di guidare nella notte verso l'orizzonte. Se cercate un disco che sappia di classe, nostalgia e freschezza, i Boys From Heaven sono oggi la risposta più elegante che il mercato possa offrire.

Katia

 

MICHAEL SWEET
“The Master Plan”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 10-04-2026
genere: heavy rock
voto: 7

Line up: Michael Sweet - voce solista, chitarre e testi, Michael Kelly - basso e mandolino, Tom Diehl - batteria e percussioni.

Tracklist: The Master Plan, Lord, Stronger, Eternally, You Lead I’ll Follow, Desert Stream, Believer, Again, Faith, Worship You


Michael Sweet, meglio conosciuto come frontman della band christian metal “Stryper, peraltro vincitrice multi-platino, fresca fresca di successoni discografici, è uscito con il suo attesissimo nuovo album da solista, “The Master Plan”, coprodotto da Sweet stesso insieme a Jeff Savage (TobyMac, Jars of Clay, Natalie Imbruglia). Progetto profondamente personale e di ampio respiro sonoro, l’album segna un netto distacco dal caratteristico sound hard rock di Sweet, mettendo in luce un mix eclettico di influenze che riflettono le sue radici musicali e le ispirazioni che lo hanno accompagnato nel corso della vita. A differenza di qualsiasi altro lavoro del suo vasto repertorio, “The Master Plan” offre agli ascoltatori una nuova prospettiva sull’arte di Sweet. «È completamente diverso... Non è un disco rock-metal. È un mix eclettico di tutto ciò con cui sono cresciuto», spiega. «Non volevo seguire nessuna regola: volevo semplicemente fare quello che mi andava di fare». Effettivamente molto melodico, con venature folk e southern rock ed un pizzico di soft rock (fa un po’ “ABBA” in effetti) l’album, oltre alla sua varietà musicale, trasmette un forte messaggio di fede, perseveranza e incoraggiamento, tratti distintivi della carriera pluridecennale di Sweet. Ricordiamo la malattia dell’artista, con cui ha dovuto recentemente combattere; la Fede, insieme alla Musica, gli hanno sicuramente dato una spinta positiva; infatti l’abbiamo visto molto in forma e carico al Frontiers Rock Festival VIII, a chiudere l’ultima giornata come headliner. «Spero che le persone possano sentirsi sollevate, incoraggiate, ispirate... Se riesco ad aiutare qualcuno attraverso una canzone, ho fatto il mio dovere», racconta Sweet. «Per me è stato terapeutico, e vorrei che lo fosse anche per gli altri». Ed effettivamente lo sto ascoltando in un momento un po’ impegnativo, abbastanza fitto di ansie e preoccupazioni che il vivere a volte ci regala; in effetti ha avuto un effetto di calma energica che mi ha permesso di staccare e di dare una boccata d’ossigeno alla mente e all’anima. Sweet ha sempre una voce grintosa e non gorgheggia troppo, i testi sono pregni di spinta e vigore, seppur nella delicatezza melodica, che però non risulta mai né eccessiva né stucchevole. In particolare Again, traccia 8, mi ricorda le sonorità di "Carrie" degli Europe e ciò è un gran bene. Grazie Michael! Diciamolo, riesci a commuovere anche i cuori di metallo duri e puri. Non sarà un caso che abbia il nome di un Arcangelo... :-D

Ayryn83

Mag 11

VON GROOVE
"Born To Rock”
(Frontiers Music S.r.l)
release date : 15 – 05 - 2026
genere: melodic hard rock/AOR
voto: 8

Line Up: Mladen — guitars, Michael Shotton — drums, vocals, Matthew Gerrard — bass

Tracklist: Born To Rock, Fearless, Champion, Adrenaline, Angela, Undefeated, Do It All Over Again, Heart Of Forgiveness, Dreams, Waiting For The Sky To Fall, Always Endlessly

Fondati nel 1990, i Von Groove si sono rapidamente affermati sulla scena del melodic hard rock. Il loro album di debutto omonimo del 1992, prodotto da Richie Zito e con Deen Castronovo (in seguito membro dei Journey) alla batteria in qualità di turnista, rimane una pietra miliare del genere. Nel corso degli anni, hanno pubblicato album molto amati dai fan come “Mission Man” (“Chameleon” in Europa), “Test of Faith” e “The Seventh Day”. Nonostante la pausa nel 2001, i membri sono rimasti attivi, collaborando con leggende del rock e contribuendo a importanti progetti relativi a diversi generi musicali. Oggi, dopo oltre vent'anni di silenzio, i Von Groove tornano trionfalmente con un nuovo album mozzafiato che riunisce la classica formazione originale: Mladen alla chitarra, Michael Shotton alla batteria e alla voce e Matthew Gerrard al basso. Non si tratta solo di un ritorno, ma di una vera e propria resurrezione! Come una fenice pronta a rockeggiare rinvenendo dalle proprie ceneri. Primo album in studio dal 2001, questo disco sembra nato dallo stesso fuoco del loro leggendario album di debutto del 1992. Il brano di apertura, “Born To Rock”, esplode con la stessa urgenza e spavalderia del loro iconico “Once Is Not Enough” — citandolo persino con un sottile cenno che farà venire i brividi lungo la schiena ai fan di lunga data. Ancora più emozionante è sapere che i Von Groove torneranno sul palco nel 2026, riportando il loro rinnovato fuoco e il loro sound senza tempo davanti al pubblico dal vivo per la prima volta a distanza di 25 anni. Sebbene non siano molto conosciuti, fatta eccezione per i cultori del genere che hanno ben presente l’energia dei rockers canadesi, i Von Groove come dice anche il loro nome, sono ancora in grado di emozionare e di “lasciare il segno”, di produrre vibrazioni e di mantenere un bel tiro AOR, come se gli anni non fossero mai passati. Davvero tanta roba!

Ayryn83

Mag 10

CONFESS
“Metalmorphosis”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 15 – 05 – 2026
genere: sleaze metal
voto: 7.8

Line up: John Elliot - vocals, Ludwig Nordlander - guitars, Asser Hakala - guitars, Lucky - bass, Samuel Samael - drums.

Tracklist: Colorvision, The Warriors, Wicked Temptations, Metalmorphosis, Beat Of My Heart, Pursuit Of The Jenny Haniver, The Other Side, Running To My Death, Plague Of Steel, Silverman.

I Confess, alfieri dello Sleaze Metal svedese nati a Stoccolma nel 2008, tornano finalmente sulla scena musicale dopo sei anni di silenzio. La band è guidata da John Elliot, un frontman carismatico che i fan dei Crashdïet conoscono bene. Nonostante i cambi di line-up e la pandemia, i Confess sono riusciti a creare un nuovo album che rappresenta il punto più alto della loro carriera in termini di scrittura e dinamismo. Il genere proposto è un potente Sleaze Metal ma che non dimentica mai la melodia, e che in questo nuovo album appare più robusto e moderno. Se dovessimo fare dei paragoni, i Confess si muovono agilmente tra l'attitudine sporca degli storici Shotgun Messiah e la professionalità delle band contemporanee come gli Eclipse. Non a caso l’album è stato prodotto da Erik Mårtensson, che ha dato alle tracce una pulizia sonora e una potenza di fuoco impressionanti, elevando la band oltre i confini del genere di nicchia. Entrando nel merito delle canzoni l'album si apre con l'energia esplosiva di “Colorvision” e “The Warriors", che chiariscono subito l'intento della band: riff pesanti e ritornelli pensati per le arene. La vera punta di diamante è però la title-track “Metalmorphosis", un brano strutturato e coraggioso che parte con un arpeggio melodico per poi esplodere in una progressione travolgente. Anche il primo singolo “Wicked Temptations” è molto convincente, un classico inno sleaze che sprizza adrenalina e sicurezza da ogni nota. Nel complesso, l'album scorre tra momenti più oscuri e riff taglienti come in “Plague Of Steel", fino a tracce più orecchiabili e dirette come “Beat Of My Heart". “Metalmorphosis” è sì un ritorno, ma che spinge i Confess ai vertici della scena Hard Rock contemporanea, regalando ai fan un lavoro maturo, compatto e privo di punti deboli. I Confess hanno fatto un ottimo lavoro e sono pronti a tornare sulla scena musicale con un album che sicuramente piacerà ai fan del genere. Noi fan italiani non vediamo l’ora di vederli live on stage al frontiers festival!

Sofya