Lug 17

SPREAD EAGLE
“The Brutal Divine”
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 12-06-2026
genere: street metal
voto: 7.5

Line up: Ray West - lead vocals, Gianmaria “Jommy” Puledda - guitars and vocals, Rob De Luca - bass and vocals, Rik De Luca - drums

Tracklist: Flat Earth Vultures, Street Noise, Gunflower, Jail Rat, Forbidden Local Honey, Pushed To The Limit, Ant Farm, Scars In Our Eyes (City Kids), Inside A Shrunken Head, Makebeliever

Gli Spread Eagle sono tornati, e se qualcuno sperava in una svolta matura, riflessiva o acustica, farebbe meglio a girare al largo. Con “The Brutal Divine”, la band newyorkese dimostra che il passare degli anni non ha minimamente scalfito quella rabbia metallica e l’attitude urbana che li aveva resi un piccolo oggetto di culto nei primi anni '90. Questo è un album che fa esattamente ciò che promette: colpisce duro. The Brutal Divine è un disco "viscerale e sporco". Gli Spread Eagle non cercano la modernità a tutti i costi, ma preferiscono raddoppiare la scommessa sul loro marchio di fabbrica: quell'ibrido tra lo sleaze metal più pesante e il thrash straccione della East Coast. La voce di Ray West è l'autentica colonna portante dell'album, capace di graffiare l'asfalto oggi esattamente come trent'anni fa, il suo timbro infonde a ogni traccia una minaccia costante. Il drumming di Rik De Luca (e la sua direzione) tiene insieme i pezzi con una sezione ritmica che è una vera e propria macchina da guerra. La produzione è secca, priva di fronzoli digitali, focalizzata sulla pura potenza d'impatto. I riff di Jommy Puledda sono distorti e decisi. Non c'è spazio per le power ballad qui. Quest’album è una tempesta di riff implacabile. Gli Spread Eagle hanno preso il lato più oscuro di New York e l'hanno infilato in un amplificatore al massimo del volume. La band ha pianificato di portare questa scarica di adrenalina direttamente sui palchi con il “The Brutal Divine Tour 2026”. I concerti sono partiti già in primavera negli Stati Uniti e proseguiranno durante l'estate e l'autunno toccando anche l'Europa e il Regno Unito. Un'occasione d'oro per vedere come queste nuove tracce, così fisiche e stradali, sappiano infiammare la dimensione live. Per concludere “The Brutal Divine” è un album crudo, fiero e sfacciato. È la colonna sonora ideale per un viaggio in una metropoli degradata e non fa prigionieri. Non rivoluzionerà il genere, ma per i puristi del rock duro e puro è una scarica di adrenalina. I re dello street metal più pesante sono tornati, e hanno ancora i denti affilati.

Sofya

Lug 05

MATTADOR “III”

Written by

MATTADOR
“III”
(Frontiers Records S.r.l)
release date: 19-06-2026
genere: hard rock/melodic hard rock
voto: 8

Line up: Carlos Benitez - drums, percussion, background and lead vocals, Abraham Millett - bass and keyboards,Miguel Rodriguez - guitars, lead guitar, violin, Mike Villegas - lead vocals, acoustic guitars.

Tracklist: Awake, Black Water, Out For Blood, Say You’ll Stay, Levitate, Crawling, Same Kind Of Crazy, Falling Backwards, Portal, Slow Down, Moksha, No Way Out

Mattador, la storica band melodic rock di Puerto Rico, ritorna con "III" - il loro nuovo, potente album in studio composto interamente da brani inediti. Attiva originariamente dal 1988 al 1995, la band si è guadagnata un seguito fedele grazie ad esplosivi concerti dal vivo e a una miscela unica di hard rock e influenze latine, suonando accanto a leggende come Aerosmith e Iron Maiden e attirando l'attenzione della scena rock europea. Riunitisi nel 2022, i membri fondatori hanno riacceso la loro vena creativa, riversando decenni di esperienza in 12 brani completamente nuovi. Dalle power ballad più epiche agli inni carichi di riff fino ai brani rock ad alto numero di ottani, "III" cattura il suono distintivo dei Mattador con rinnovata energia e visione. Co-prodotto e curato tecnicamente da Bob St. John (Extreme, Dokken, Collective Soul), l'album segna anche l'inizio della collaborazione della band con Frontiers Music Srl, pronta a portare la loro musica a un pubblico globale. Insieme, danno vita a un suono unico che unisce le sensibilità melodiche del rock classico a una vena hard rock con un tocco di prog e un'impronta contemporanea. Radicati a Puerto Rico e pronti per il palcoscenico mondiale, i Mattador sono tornati - più coesi, più potenti e più ispirati che mai. Carlos Benitez ha commentato: "'Out For Blood' è uno dei brani più aggressivi e diretti di 'III'. Ispirato dal conflitto e dalla determinazione a difendere le proprie posizioni, è in fondo una canzone sull'unità e sulla lotta per ciò in cui si crede. Ci siamo divertiti molto a svilupparla in studio con Miguel Rodriguez e Mike Villegas, e si è trasformata in uno dei momenti più rappresentativi dell'album grazie alla sua energia grezza, alla potenza vocale, al lavoro chitarristico tagliente e a una sezione ritmica inarrestabile. Inizialmente avevo registrato il demo di 'Out For Blood' senza testo, concentrandomi esclusivamente sulla creazione di un brano potente trainato dalla chitarra. Dopo che la band ha aggiunto le proprie parti, Carlos l'ha chiamata 'Out For Blood' per via dell'intensità della musica, e questo ha dato il via alla direzione del ritornello e dei testi. Più o meno nello stesso periodo era scoppiata la guerra in Ucraina, e l'ispirazione si è improvvisamente aggiustata da sola. È un promemoria del fatto che le idee per scrivere canzoni possono arrivare da qualsiasi parte - a volte proprio quando meno te lo aspetti", ha aggiunto Mike Villegas. Carlos Benitez ha dichiarato: "Sentiamo di avere un grande album, ricco di canzoni straordinarie, dalle grandi ballate alle composizioni acustiche, fino agli inni rock e molto altro ancora. È un'evoluzione della band e ha davvero di tutto. La produzione è più orientata verso un sound organico, per quanto riguarda la resa sonora dell'album. Non volevamo che suonasse come le altre produzioni in circolazione oggi, e abbiamo lavorato duramente per trovare il giusto equilibrio, in modo che risultasse potente e attuale ma diverso da ciò che oggi viene considerato lo standard; e siamo soddisfatti del risultato. Per questo album ci siamo concentrati maggiormente sulla musica che abbiamo scritto. L'album è stato co-prodotto e mixato da Bob St John, che ha lavorato con band come Collective Soul, Extreme, Duran Duran e molte altre. Il nuovo arrivato nella band è il nostro bassista e polistrumentista Abraham Millett, che proviene da un'esperienza di lavoro e tour come membro dei Third Eye Blind e molti altri", ha aggiunto. "Io suono la batteria e ho anche prodotto l'album, mentre alla voce c'è il cantante originale Mike Villegas, e alla chitarra il membro originale Miguel Rodriguez. Nel complesso, tutti i membri originali sono stati coinvolti in concerti/band di alto profilo e hanno lavorato con artisti internazionali e tour mondiali durante la pausa della band, portando tutta quell'esperienza e crescita nel processo creativo del gruppo. Con questa formazione abbiamo trovato il giusto equilibrio che ci ha ispirato a realizzare questo nuovo album.". L’album è effettivamente molto potente e costituisce uno svecchiamento dell’hard rock anni ‘70 in stile Led Zeppelin e Deep Purple (“Crawling” è una nuova “Black Dog” nelle sonorità molto zeppeliniane, così come le intro di brani quali ad esempio “Moksha”, che poi vira in armonizzazioni e riff molto “ottantosi”) ma ha anche molto del Melodic Hard Rock ‘80; si nota lo studio e l’ascolto di diverse influenze che va a creare un bel mix esplosivo. Si pensa al Sudamerica come al Paese del reggaeton e della bachata ma il metallo devo dire che qui ha una bella tradizione e un bel seguito. Puerto Rico inoltre fa parte degli U.S.A, pur essendo un Paese caraibico; e a livello di influenza musicale si sente eccome ma forse ancora di più conta la vicinanza alle Isole Vergini Britanniche, dato che è il sound del British Metal a prevalere; la band tuttavia non perde di personalità, anzi, al contrario, acquista in potenza, facendo un bel mix di tutta la tradizione di British Hard Rock and Heavy Metal.

Ayryn 83

Lug 02

MASTERPLAN
“Metalmorphosis”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 26-06-2026
genere: power metal/progressive metal/symphonic metal
voto: 7/8

Line up: Rick Altzi – voce, Roland Grapow – guitars, Jari Kainulainen – bass, Axel Mackenrott – keyboards, Kevin Kott – drums.

Tracklist: Chase The Light, Electrict Nights, Shadow Man, Bound To Fall, Pain Of Yesterday, Metalmorphosis, Through The Storm, Ghostlight, The Call, Rise Again


I Masterplan sono tra i nomi più duraturi e influenti del power metal tedesco. Fondati nel 2001 dal chitarrista Roland Grapow e dal batterista Uli Kusch dopo la loro uscita dagli Helloween, la band ha rapidamente stabilito un'identità distintiva basata su melodie forti, precisione tecnica e un approccio metal epico ma allo stesso tempo moderno. Il loro album di debutto omonimo, pubblicato nel 2003, ha ricevuto un ampio consenso di critica e un immediato successo nelle classifiche, ponendo le basi per una carriera caratterizzata da coerenza ed evoluzione. Nel corso degli anni, i Masterplan hanno pubblicato diversi album molto apprezzati - tra cui "Aeronautics", "MK II", "Time To Be King" e "Novum Initium" - ognuno dei quali ha messo in mostra una scrittura raffinata e un potente equilibrio tra l'energia classica del power metal ed elementi progressivi. Il loro lavoro ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tour estesi in Europa e oltre, e premi del settore che hanno confermato il loro status di forza trainante nel genere. Dopo una lunga pausa dalle pubblicazioni in studio, i Masterplan sono riemersi con una rinnovata spinta creativa. La band ha recentemente firmato un nuovo contratto mondiale con Frontiers Music srl segnando una pietra miliare significativa e l'inizio di un nuovo capitolo nella loro carriera. Ora, da vere leggende del power metal dalla spiccata vena teutonica, i tedescacci sono entusiasti di annunciare l'uscita del loro nuovo album in studio, "Metalmorphosis", che è anche la title track; Roland Grapow ha commentato così: “Il brano potrebbe suonare un po' inaspettato all'inizio, ma ascoltatelo qualche volta e inizierà a rivelarsi. Nel suo nucleo, la canzone parla di cambiamento, forza e rinascita dopo i momenti difficili: "Rinato di nuovo da tutto il dolore". Il resto sta a voi. Ognuno sentirà e percepirà qualcosa di diverso in questa canzone. Basta alzare il volume e godersi il viaggio."Metalmorphosis" cattura davvero ciò che questo album rappresenta per noi: una trasformazione, ma comunque fedele allo spirito dei Masterplan. Siamo cresciuti nel corso degli anni, sia come musicisti che come persone, e lo si può sentire nelle nuove canzoni. Alcune idee risalgono a molti anni fa, e ora finalmente hanno preso vita. È potente, melodico ed emozionante - classico stile Masterplan, ma con un'energia nuova”. L’album rappresenta sia trasformazione che continuità: un'edizione più pesante e aggressiva combinata con la sofisticatezza melodica che ha sempre definito il suono dei Masterplan. I “ragazzoni” sono cresciuti e dimostrano come le esperienze di vita personali possano influire in modo imponente sulla carriera artistica e sulle influenze musicali. Un power metal più contaminato, che tocca anche punte sinfoniche, strizzando a volte anche l’occhio al progressive, con la consueta precisione e “sboronaggine” tedesca da manuale.

Ayryn 83

Giu 30

ROMEO
“Dejà Vu Letters”
(Burning Minds/Street Symphonies Records)
release date: 29-05-2026
genere: hard rock/post glam, punk revival
voto: 7

Line up: Max Colliva – vocals, guitars, Andrea Zanolli – guitars, Rudy B. - bass, Luke Cocchieri – drums

Tracklist: Frankfurt Lights, Italian Guy, True Confessions, Romeo (A Loyal Borderline), Soul Staller, No More Chances, I Need To Know, What’s Going On, Decadent Man

I Romeo sono una rock ’n’ roll band dal carattere forte e orgogliosamente senza compromessi, nata nel 2024. Ispirati dal sound iconico e vintage di metà anni '70 e primi anni '80, raccolgono l’eredità di artisti come “Thin Lizzy”, “UFO”, “Cheap Trick” e “The Dogs D’Amour”. Anima del progetto è Max Colliva, già noto per le esperienze con i The Loyal Cheaters e nella band di Ricky Rat, qui impegnato come voce e chitarra alla guida di una formazione che punta tutto su personalità e istinto piuttosto che su eleganze ricercate o snobismi musicali. Fin dal primo ascolto emerge l’attitudine nettamente vintage della band, nel sound e nelle movenze. Personalmente ho trovato alcune risonanze molto simili a quelle di Hanoi Rocks e Michael Monroe, a patire dalla terza traccia in poi; ascoltando le prime due invece mi sembravano molto più vicini all’indie rock alla Franz Ferdinand (spero non si offenda nessuno ;D ) ma per fortuna andando avanti con l’ascolto la commistione “Hanoi Rocks + Hellacopters” si è fatta più viva, così come la modalità “garage punk” e “new wave of Scandinian Rock. Decisamente l’album recupera punti con lo scorrere delle tracce, probabilmente anche grazie alle ospitate a cui prendono parte El Xicano, alle tastiere e hammond, Lena McFrison e Filippo Tramontana ai fiati, a dare quella coloritura ancora più vintage. Fin dalle prime battute, il lavoro si colloca in quella terra di mezzo dove power pop, glam e classic rock si fondono in modo fluido, con una resa sonora volutamente scarna, quasi da garage, che evita le finiture patinate tipiche della produzione odierna a favore di un'impronta analogica e leggermente grezza. Questa scelta produttiva, pur non priva di qualche limite sul piano della profondità, trasmette efficacemente l'idea di un gruppo che vuole apparire vivo e diretto, più concentrato sull'intesa tra i musicisti che sulla cura maniacale del dettaglio. I nove brani che compongono il disco oscillano tra atmosfere romantiche notturne e una malinconia dichiarata, secondo le stesse parole della band, con un filo conduttore costituito da melodie immediate e una spiccata propensione all'orecchiabilità, come dimostrano le aperture power pop in stile “Cheap Trick” e la naturalezza con cui certi refrain restano in testa. Tuttavia, alcuni brani tendono a cristallizzarsi, penalizzati da strutture piuttosto convenzionali e da soluzioni che generano una sensazione di già sentito non solo nel titolo, ma anche nello sviluppo effettivo delle canzoni. Sicuramente in un panorama italiano sempre più arido di nuove leve, è apprezzabile che una nuova band, tutta italiana, da soli due anni sulla scena, abbia saputo tirar fuori qualcosa di comunque interessante, seppur con atmosfere molto retrospettive, ma non per questo meno valide. Sicuramente da chi ama gli Anni ‘70 i “Romeo” saranno molto apprezzati.

Ayryn83