Dic 18

VAN ZANT
“Always Look Up”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 22 - 11 - 2024
genere: rock
voto: 4

Line-up: Johnny Van Zant - lead vocals, Donnie Van Zant - vocal, guitar, Mark Matejka - lead guitar, rhythm, slide, Carl Lindquist - lead duitar, rhythm, slide, Jimmy Carter - bass guitar, Shawn Fichter - drums & percussion, Jeffrey Roach – keyboards, Chris Hurst - keyboards, Dennis Wage – keyboards.

Tracklist: Awesome God, Stand Up, Warrior, There You Are, Speak His Name, Why God Brought Me Here, Praying, It's Up to You, Holy Moment, Leaning on the Cross, Jesus Christ.

Okok lo ammetto, ho letto il nome Van Zant, ho cercato “Sweet home Alabama” sul mio store, l'ho ascoltata a palla in macchina e poi ho recensito quest'album. Non potevo non farlo!Le icone del Southern Rock Johnny Van Zant (Lynyrd Skynyrd) e Donnie Van Zant (.38 Special), si sono riunite e hanno pubblicato il loro primo nuovo album in quasi due decenni. Always Look Up è la prima incursione del duo nella musica cristiana, pur mantenendo salde le loro radici southern rock.Iniziamo con una middle time dal sapore di ballad: AWESOME GOD, che, escludendo le tematichetrattate di facile interpretazione, risulta piacevole e con delle sonorità che ricordano proprio gli ultimi album dei lynyrd. Canzone pulita e lineare che chiude in fade-out per aprire a un nuovo fade-in con STAND UP, pianoforte in crescita assecondato dalla cassa che scandisce il tempo, fino ad arrivare a un piccolo ma incalzante inno. Assolo con chitarra e Hammond da lacrimuccia. Piacevole.Ritmo accattivante, senza accelerare troppo i bit per WARRIOR, dove i cori e il sound epico la fanno da padrone, molto curato l'arrangiamento dove voce e chitarre si sovrappongono prendendo una bella spinta in alto con il celestiale sottofondo corale.Tipicamente southern anche THERE YOU ARE, dove cori e voce insistono a più non posso sulla linea eroica e potente, la chitarra garbata accenna leggeri assoli fino a diventare acustica, preludio a SPEAK HIS NAME, ballad per eccellenza con chiari e ancora più palesati (se ancora non fosse chiaro) riferimenti divini a celebrità bibliche. Nel complesso canzone piacevole e scorrevole, ascoltabilissima mentre il tramonto interviene prepotente con le sue luci rosse sulle lunghe highways dell'Alabma e la vostra Cadillac con tettuccio aperto, vi scompiglia i capelli.Si rallenta ulteriormente mantenendo una fantastica intensità sonora con: WHY GOD BROUGHT ME HERE, piacevolissima canzone dove, come sempre, in maniera perfetta, le sonorità vocali e “strumentistiche” si siedono a tavola e banchettano senza limitarsi ma nemmeno sovrapporsi ad altricompagni di mangiata, bilanciata alla perfezione.PRAYING si libera di ogni fronzolo e parte con una voce e poco altro, fino a crescere impetuosamente e diventare anch'esso un inno, dove tutti, all'unisono, si lasciano andare a un canto angelico, guardando in alto con gioia infinita. Potente!Chitarra acustica per IT'S UP YO YOU, quasi intrinseca rispetto alle altre, più personale, come se, invece che un inno, sia una piccola preghiera per se stessi.HOLY Moment segue il filone precedente ma con un riff iniziale tagliente ed efficace, entra un charlie e un pianoforte a rafforzare la ritmica, la voce calda di Johnny esalta ogni nota in un crescendo ormai tipico di tutto l'album.Si torna angelici e catartici con LEANING ON THE CROSS, dove si riprende la stessa linea sonoraben improntata (e ovviamente per le tematiche) come a fare da fil rouge dal primo minuto.
Poi quando non te lo aspetti, la canzone più rock dell'album, JESUS CHRIST, la batteria ci prende gusto e inizia a spingere sul rullante, mentre la chitarra regala un atmosfera da vicolo buio al centro di Detroit. Entra la voce e tutto sale aprendo a un ritornello morbido, lasciando spazio a i cori. Si scende di nuovo verso la strofa granitica, un sottile Hammond in sottofondo fa capolino. Assolo che si lascia andare quasi come se si fosse trattenuto per tutto il disco. Tripudio finale all'unisono con Johnny che si sfoga come non mai.Fade.Poi si rientra con un tono di marcia tipico americano. Crescendo imponente per il finale maestoso! Si forse un po' inaspettato tutto questo richiamo al divino ma il sound tipico degli ultimi Lynyrd è comunque sempre un piacere per le orecchie e per il cuore.

Iven 

Dic 11

POWELL-PAYNE "Voilà"

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POWELL-PAYNE
"Voilà "
(Frontiers Music srl)
release: 06- 12 -2024
genere: melodic rock, hard rock
voto: 3.5

Line up: Adam Payne - vocals, Mark Powell - dums, Aydan Watkins - guitar, Alex Anderson - bass

Tracklist: Better Days, No Escape, Voices, The Storm, Staring At The Sun, Girl Like You, Questions, Fly High, Taking Back Yesterday, Distance Between Us,  All For Love

I gallesi Powell-Payne escono questo mese con il loro album di debutto "Voilà". Il disco è composto da undici brani ed è partito con la promozione avvalendosi del buon singolo "Better Days " che è un ottimo biglietto da visita capace di far capire agli ascoltatori il genere e il sound proposto da questi musicisti. L'intero full lenght album si attesta su sonorità care al rock melodico ma non disdegna, a tratti, puntate che strizzano l'occhio ad altri stili come quanto proposto in "Voices", un brano che cambia tiro e si avvicina più al glam dandoci una scossa di adrenalina con un up tempo e stop & go che ci fanno subito muovere il piedino e saltellare sulla sedia. Con "The storm" si torna a un rock più melodico e sdolcinato, molto edulcorato ma di egregia fattura. Altre due tracce da segnalare che si attestano sopra la media sono "Girl like you" che ricorda molto l'hair metal ottantiano e "Questions" che ha uno start interessante merito di un arpeggio acustico molto country - blues che prosegue sviluppandosi in una semi ballad ammiccante i Cinderella di "Heartbreak Station". Vera e propria ballad strutturata su piano-voce è la successiva "Fly High" che ha dalla sua una forte componente emotiva. Per esser il loro album di debutto questa band è riuscita a inserire sonorità non scontate e dal giusto appeal proponendo un mix di song che spaziano dal suono più radiofonico a momenti più carichi di energia.

Luca

Dic 02

TAK MATSUMOTO GROUP
"TMG II"
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 6 - 12 - 2024
genere: hard rock
voto: 3.5

Line up: Tak Matsumoto - guitar, Jack Blades - bass & vocal, Eric Martin – vocal, Matt Sorum - drums

Tracklist: Crash Down Love, Eternal Flames (Feat. BABYMETAL), The Story Of Love (Feat. LiSA), Color In The World, Jupiter And Mars, My Life, Endless Sky, Dark Island Woman, Faithful Now, The Great Divide, Guitar Hero

Dopo circa 20 anni il guitar hero Tak Matsumoto ha avuto la bellissima idea di ridare vita alla sua creatura "TMG", una vera all stars band che due decenni orsono partorì il primo disco e, con la medesima formazione e l'aggiunta dell'ottimo drummer Matt Sorum (Guns & Velvet Revolver), adesso ci regala il prosieguo, semplicemente chiamato "II". Il sound è un autentico concentrato di hard rock, fm rock, heavy rock tutto egregiamente confezionato e arrangiato per creare il giusto mood e feeling alle canzoni. Martin svolge un egregio lavoro alle vocals coadiuvato dalle backing vocals dall'altro marpione Jack Blades e, in due song, dalle female vocals di Babymetal e Lisa. Difatti le due song Eternal Flames (Feat. BABYMETAL) e The Story Of Love (Feat. LiSA) sono due tracce dal vasto airplay, radiofoniche al punto giusto e sicuramente potenziali hit singles; se fossimo stati indietro di qualche decennio avrebbero sicuramente spopolato, soprattutto nelle radio hit americane, in ogni caso mi auguro che ottengano tantissimi streaming perché ne vale veramente la pena. La cosa interessante di questo album è che il guitar man Tak non sovrasta il songwriting con le sue esecuzioni e i suoi tecnicismi anzi, mette la chitarra al servizio delle song e poi, ovviamente, le abbellisce con solos di elevata caratura tecnica e, soprattutto, carichi di feeeling, fattore spesso più importante della mera tecnica fine a se stessa (e questo vale per tutti i "velocisti della sei corde"!...nda). Un album "solare" con atmosfere ariose e refrain accattivanti; c'è qualcosa della parte più commerciale dei maestri Mr. Big e il merito indiscutibilmente va al lead singer ma, Matsumoto, è riuscito a dare una sua personale linea e identità a queste undici composizioni. Ok, "TMG II" non verrà sicuramente ricordato come l'album più originale dell'anno ma possiede numerose frecce al suo arco per far breccia nei cuori degli appassionati di hard rock melodico e di classe.

Roby Comanducci

Nov 22

LIONVILLE "Supernatural"

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LIONVILLE
"Supernatural"
(Frontiers Music srl)
release: 15 - 11 - 2024
genere: Aor
voto: 4


Line up: Stefano Lionetti - guitars, backing vocals, keyboards, Alexander Strandell - lead & backing vocals, Michele Cusato - guitars, Fabrizio Caria - piano & keyboards, Giulio Dagnino - bass,
Martino Malacrida – drums

Tracklist: Heading for a Hurricane, Supernatural, Gone, Breakaway, The Right Time, Nothing is Over, Unbreakable, The Storm, Another Life, The One, Celebrate Our Life

Gli italiani Lionville escono con il loro nuovo ed attesissimo lavoro in studio intitolato " Supernatural " e con una grande novità ovvero Alexander Strandell alla voce solista. La formazione è composta da Stefano Lionetti alla chitarra, tastiere e vocals, l'appena menzionato Strandell come lead singer, Michele Casuto chitarra, Fabrizio Caria piano e tastiere, Giulio Dagnino basso e Martino Malacrida alla batteria.  Questo nuovo lavoro è sicuramente importante anche per la band stessa perché implica un nuovo cammino, un nuovo capitolo con il nuovo cantante. Un album non lunghissimo, circa 48 minuti, dedito e basato su un sound style di chiaro stampo AoR-melodic rock. Le song sono valide, citerei la title track che ci regala una elegante melodia, sicuramente molto classica e spudoratamente AoR ma con alcuni spunti di chitarra e voce inseriti al momento giusto che impreziosiscono il valore della canzone. In "Gone"  la doppia voce e la parte di tastiere creano il mood giusto e creano corposità ad un'ottima song. "Breakaway" si discosta invece dalle due tracce precedenti regalandoci sonorità più potenti ed aggressive, sicuramente più hard rock oriented; indubbiamente questo brano, da solo, vale l'acquisto del full lenght album! Undici brani di una ottima qualità con alcune tracce sopra la media, citerei anche "Nothing is over" che ci delizia con le doti canore del bravo lead singer Alexander. In conclusione un lavoro che consiglierei a tutti gli amanti del melodic rock, bravi Lionville!

Luca