GINEVRA
“Beyond Tomorrow”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 28 – 03 -2025
genere: melodic metal / hard rock
voto: 4
Line up: Kristian Fyhr - vocals, backing vocals, keyboards, Magnus Karlsson - guitar, keyboard, Magnus Ulfstead – drums, Jimmy Press Johansson - bass
Tracklist: Moonlight, Lightning Roses, True North, Let Freedom Ring, Echoes Of The Lonely, Beat The Devil, Samurai, Arms Of Oblivion, Wild Ones, Higher, Enemy Of Your Destiny,
Eccoci dunque alle prese con il nuovissimo parto discografico della all stars band svedese Ginevra. Il loro nuovo full lenght album si intitola "Beyond Tomorrow" e il gruppo è formato da Kristian Fyhr (Seventh Crystal), Magnus Karlsson ( The Ferrymen, Primal Fear), Magnus Ulfstedt (ex Eclipse, Nordic Union) e Jimmy Press Johansson al basso. Il disco contiene undici brani dediti ad un eccellente melodic metal e altri pezzi – sempre qualitativamente validi - che strizzano l'occhio ad un certo hard rock caro a nomi come Pretty Maids o Crowne, sempre però con quel pizzico di originalità che i Ginevra riescono ad ottenere. Si nota una grande ricerca e impegno nel songwriting e nell'arrangiamento dei brani. Tutte le tracce presenti sono molto accattivanti; tanto per fare qualche esempio su "Echoes of the Lonely" gli assoli e i cori sono incastonati come delle piccole perle che contribuiscono a dare un tocco di eleganza alla canzone. "Samurai" è un altro brano dove eccelle il guitar work; iniziano le chitarre con un bel suono graffiante che continua in tutto il brano culminando il tutto in un assolo a dir poco da brividi. Se invece amate atmosferee cariche d'intensità direi che l'ammaliante "Arms of Oblivion" farà al caso vostro. Ma sono solo alcuni esempi: tutto l'album è validissimo e consigliato ai tanti ammiratori di questo fantastico genere.
Luca
STREETLIGHT
“Night Vision”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 14 – 03 - 2025
genere: melodic rock
voto: 3.5
Line-up: Johannes Häger - lead vocals and guitars, Filip Stenlund - guitars, backing vocals, John Svensson - keys, backing vocals, Erik Nilsson - drums, backing vocals, Johan Tjernström - bass, backing vocals
Tracklist: Long-Distance Runner, Captured In The Night, Sleep Walk, Learn To Love Again, Late Night Hollywood, Leanna, Straight To Video, Fly With Eagles, Where Did Love Go, End Game
Siamo a marzo, accadono tante cose in questo mese, a volte pasqua, a cadenze regolari il mio compleanno; e in questo specifico marzo anche il nuovo album degli Streetlight intitolato “Night Vision”. Gli Streetlight sono un gruppo melodic rock di Jonkoping, Svezia. La band rimane fedele al genere, offrendo sonorità distintive e ritornelli incisivi, con grandissima ispirazione verso istituzioni come Journey, Toto e Kansas. Gli Streetlight sono fatti apposta per essere vissuti dal vivo e la band porta la sua musica in tour, suonando sia nei club che nei festival, tra cui il festival svedese AOR Malmö Melodic. Gli Streetlight vogliono mediare, facendo musica che sia divertente da ascoltare, oltre che da suonare Più che definirlo un album, “Night Vision”, potrebbe essere definito una autentica macchina del tempo che ha come anno scritto sul display di viaggio il 1980! Partiamo con il singolo che apre e promuove il disco: “Long-Distance Runner “ è gli anni 80 tutti insieme: synth protagonisti a pieno palco, voce potente e decisa, solo finale di chitarra molto southern, tutto perfettamente equilibrato in un'atmosfera malinconica ma speranzosa. Le chitarre si inaspriscono mantenendo comunque un equilibrio preciso con la voce e le tastiere in “ Captured In The Night”, dove si aggiungono i cori per non dimenticare il “mood eighties” che rappresenta perfettamente gli Streetlight. Assolo deciso che slitta in una lieve pausa pronta a tornare sul ritornello. Fade finale immancabile! “Sleep Walk” scende leggermente di tempo e apre sul ritornello aumentando di valore melodico; chitarre armonizzate seguono il percorso della voce e i cori aprono all'infinito. I synth questa volta protagonisti assoluti con un assolo d'impatto. Un po Cindy Lauper, un po Journey per “Learn To Love Again”, ballad per antonomasia, pulita e senza fronzoli, i synth, come per legge, regalano il ritmo al riff centrale che danza con la voce, lasciando gli altri strumenti un po' più in disparte. Assolo hard rock e voce potente. Molto bene ragazzi! Suggestivo inizio di tastiere e cori per “Late Night Hollywood”, quasi stile Poison, voce più potente e chitarre più spinte, ottima la salita vocale verso il solo che duetta con la voce. Poi ancora synth a rimettere tutto in riga, canzone potente! “Leanna” prende a piene mani le ritmiche dei Toto trasformando però in un suono un po' soul e un po funky, con una malinconia da ballad. Le chitarre si riposano e lasciano la voce primeggiare seguita dai synth. Middle time che apre bene nel finale. Un po' di Van Halen per “Straight To Video”, molto più hard rock delle altre, ben cadenzata e potente, assolo degno del miglior Eddie! Si rallenta e si piange con “Fly With Eagles”, dove una voce ricca di memorie nel cuore narra la sua storia e chiede aiuto alla chitarra per rendere il racconto appassionato. “Where Did Love Go” prosegue come la precedente in un inno appassionato di note di chitarra mentre la voce alza il tiro: lenta e candida ma ricca di acute performance. “End Game” sembra un videogioco anni 80 (ovviamente) e si evolve piano piano, mantenendo un canovaccio lineare e continuo, da sfogo agli strumenti come fosse una presentazione di ogni singolo elemento. Parte centrale con il sax che spiazza l'ascoltatore e da respiro in mezzo ai 7 minuti totali. Ultimo minuto rallentato, quasi inno e quasi saluto per dire grazie l'ascoltatore e mettere un bel punto finale. Come spesso capita per questi generi un po' rievocativi del passato, si sfrutta a pieno la tecnologia e le competenze della modernità, inserendola in un contesto rock dei mitici anni 80, questa cosa crea canzoni di sicuro impatto sonoro e piacevoli all'ascolto ma che spesso peccano di originalità (in un certo senso anche giustamente) prendendo spunto e a volte addirittura dei passaggi, dalle icone dei tempi gloriosi. Forse ci vorrebbe qualcosa che faccia anche storcere il naso a volte, perché le nostre orecchie non sono abituate, ma fu così anche per la musica elettronica e, per fortuna o purtroppo,
oggi è parte integrante della società musicale. Proviamoci!
Iven
LUPONERO
“Luponero”
(Icons Creating Evil Art)
release: 21 -03 -2025
genere: rock /alternative rock
voto: 4
Line up: Marco Luponero - vocals, bass, Jim Heikkinen - guitar, Simon Grundvall - drums
Tracklist: Everything Nothing, Bipolaroids, Killing Time, Running on Empty, Helsinki Intersection Mindfunk, Sapiens, Angelo, Pickup Artist, Burden, The End
Di dischi, qui al Cathouse web, ne arrivano molti, di vari generi, ovviamente tutti sempre rientranti in un “gruppo” di sonorità’ trattate dal nostro progetto. Arrivano tante novità’ e, sovente, sono tutte di discreta se non buona e talune ottima qualità. A noi piace recensire i dischi migliori o, perlomeno, quelli che a nostro modestissimo parere, valgono la pena di un ascolto e soprattutto di un acquisto. Questa volta siamo al cospetto di questa band, questo potente trio di musicisti Finlandesi che hanno partorito un self titled album carico di adrenalina, originalità e aggressività coadiuvate però anche dalla giusta dose di melodia e chorus line accattivanti che si conficcano nel cervello. Il loro e’ un modern rock che miscela anche sonorità care agli eighties, spruzzate di hard rock, qualcosa di grunge, energia punk, acid rock e una dose di alternative rock. Il tutto rende questo full lenght album un piccolo concentrato di robusto rock’n’roll dalle mille sfaccettature ma, la sua qualità’ principale e’ l’esser riuscito a catturarmi con – finalmente - qualcosa di originale; album interessanti ne ascolto a decine e sovente vengono recensiti anche bene se la qualità’ musicale è presente ma, il difficile, e’ trovare qualcosa che sappia catalizzare l’attenzione e sia padrone di una propria spiccata personalità’. Ecco, i Luponero, pur non avendo inventato niente di nuovo, sono stati capaci di elevare il loro sound sopra la media di tantissime uscite discografiche di questi ultimi tempi. Il disco si apre con “Everything Nothing”, brano che parte con un crescendo di potenza come un pugno diretto allo stomaco, ritmiche serrate un cantato graffiante e “acido” al punto giusto il tutto sorretto da un guitar work corrosivo e tagliente. Song apripista coinvolgente nella sua malata aggressività! La seguente “Bipolaroids” calma un poco l’atmosfera offrendoci un bel rock, a tratti anche commerciale dai gustosi refrain , una canzone – se vogliamo – anche radiofonica. Si torna invece a rockare con più energia con “Killing Time” che strizza l’occhio al modern rock e al rock alternativo di fine anni novanta; gradevole il lavoro alla sei corde di Heikkinen, e altrettanto azzeccata la sezione ritmica e l’interpretazione vocale del bravo vocalist. Si continua con una song melodica, “Running On Empty”, non una ballad intendiamoci, bensì un'ottima traccia di elegante rock, ben arrangiata e ricca di atmosfere ariose da ampio respiro. “Helsinki Intersection Mindfunk” è in assoluto la perla di questo album; un concentrato di rabbia punk e acid rock che sembra riesumare le partiture più violente di Mr. Iggy Pop si scaglia attraverso le cuffie nei padiglioni auricolari dell'incauto ascoltatore e la voglia di prendere, salire sulla sedia del salotto e fare stage divingdiving diventa una cruda realtà. Sguaiata, irriverente e sfacciata. Bravissimi! La successisa “Sapiens” è uno stuzzicante up tempo dedito ad un rock'n'roll ottimamente arrangiato e suonato, dal refrain azzeccatissimo, e capace di far ballare anche uno zombie! “Angelo” parte lenta con un accenno della canzone “Mamma” di Beniamino Gigli (?!?!) si, avete letto bene, canticchiata giusto per quei pochi secondi mentre si avviluppa la song vera e propria che si attesta su un pop rock suadente che ci culla per i suoi (quasi) quattro minuti. Si torna su ritmi più sostenuti con la scoppiettante “Pickup Artist”, un rock (pop) energico e frizzante, moderno nel suo arrangiamento e gradevole e ammaliante al tempo stesso. Chiudono l'album “l'Aerosmithiana” “Burden” e la finale “The End”, altro brano che punta maggiormente su un impatto armonico/melodico con un refrain molto Abba oriented. Cosa dire in conclusione? Questo “Luponero” si attesta tra le uscite top di questa primissima parte del 2025 e sono sicuro che catturerà l'attenzione di molti estimatori. Bravi!
Roby Comanducci
ENGLISH TRANSLATION
There are many records, here at Cathouse web, of various genres, obviously all always part of a "group" of sounds covered by our project. A lot of news arrives' and, often, they are all of fair if not good and some of them are of excellent quality. We like to review the best records or, at least, those that in our humble opinion, are worth a listen and above all a purchase. This time we are in the presence of this band, this powerful trio of Finnish musicians who have given birth to a self-titled album full of adrenaline, originality and aggressiveness assisted by the right amount of melody and captivating chorus line that stick in the brain. Theirs is a modern rock that also mixes sounds dear to the eighties, sprinkles of hard rock, something grunge, punk energy, acid rock and a dose of alternative rock. All this makes this full length album a small concentrate of robust rock'n'roll with a thousand facets but, its main quality is that it has managed to capture me with - finally - something original; I listen to dozens of interesting albums and they are often reviewed well if the musical quality is present but, the difficult thing is to find something that knows how to catalyze attention and is the master of its own strong personality'. Here, Luponero, despite not having invented anything new, have been able to raise their sound above the average of many record releases of recent times. The album opens with "Everything Nothing", a song that starts with a crescendo of power like a punch straight to the stomach, tight rhythms, a scratchy and "acid" singing at the right point, all supported by a corrosive and sharp guitar work. Song forerunner engaging in his sick aggressiveness! The following "Bipolaroids" calms the atmosphere a little by offering us a nice rock, sometimes even commercial with tasty refrains, a song – if you want – even radio. Instead, we return to rock with more energy with "Killing Time" which winks at modern rock and alternative rock of the late nineties; Heikkinen's work on the six strings is pleasant, and the rhythm section and the vocal interpretation of the good vocalist are equally apt. It continues with a melodic song, "Running On Empty", not a ballad mind you, but an excellent track of elegant rock, well arranged and full of airy atmospheres with a wide scope. "Helsinki Intersection Mindfunk" is absolutely the pearl of this album; a concentrate of punk and acid rock rage that seems to exhume the most violent scores of Mr. Iggy Pop hurls itself through the headphones into the ears of the unwary listener and the desire to take, get on the living room chair and do stage diving becomes a harsh reality. Coarse, irreverent and cheeky. Well done! The successful "Sapiens" is a tantalizing up tempo dedicated to a rock'n'roll excellently arranged and played, with a very apt refrain, and capable of making even a zombie dance! "Angelo" starts slowly with a hint of the song "Mamma" by Beniamino Gigli (?!?!) yes, you read that right, hummed just for those few seconds while the actual song wraps itself up and settles on a persuasive pop rock that lulls us for its (almost) four minutes. We return to more sustained rhythms with the crackling "Pickup Artist", an energetic and sparkling (pop) rock, modern in its arrangement and pleasant and bewitching at the same time. The album closes with "the Aerosmithian" "Burden" and the final "The End", another song that focuses more on a harmonic/melodic impact with a very Abba oriented refrain. What can I say in conclusion? This "Luponero" stands among the top releases of this very first part of 2025 and I am sure it will capture the attention of many admirers. Good!
HAREM SCAREM
“Chasing Euphoria”
(Frontiers Music srl)
release: 25 – 04 - 2025
genere: Aor
voto: 3.5
Line up: Harry Hess - lead & backing vocals, keyboards, Pete Lesperance - guitars and bass, Creighton Doane – drums, Darren Smith - lead and backing vocals
Tracklist: Chasing Euphoria, Better The Devil You Know, Slow Burn, Gotta Keep Your Head Up, World On Fire, Bad Way, Reliving History, A Falling Knife, Understand It All, Wasted Years
Gli Harem Scarem sono oramai un’icona, dall’anno di fondazione 1987, sono un punto di riferimento per chiunque voglia addentrarsi nel mondo del rock melodico ed elegantemente suonato. I maestri in questione stanno per uscire con il loro nuovo e attesissimo "Chasing Euphoria" previsto per fine aprile e noi siamo orgogliosi di darvi il nostro parere con un discreto anticipo. La band composta da Harry Hess alla voce e tastiere, Pete Lesperance chitarre e basso, Creighton Doane batteria e Darren Smith voce e cori oramai ci ha abituati a lavori in studio di elevato livello e con questo nuovissimo disco direi che i rockers canadesi sono riusciti a racchiudere tutto quello che li riguarda dalla fine degli anni '80 ad oggi. Ovvero un suono e melodie classiche di quel periodo ma al contempo molto attuali. Un esempio calzante è il brano "Slow Burn", commerciale al punto giusto, radiofonico ed anche molto ballabile, ma anche l’intensa ballad "World on Fire" la dice lunga sulle loro capacita’ compositive e suscita immediatamente forti brividi dovuti ad una interpretazione molto convincente. "Chasing Euphoria " è composto da dieci brani di assoluto valore che ovviamente si basato sul loro Adult Oriented Rock d’autore con la consueta classe cristallina e il giusto pizzico di malizia che contribuisce a rendere grandi i loro lavori in studio (oltre un milione di dischi venduti in oltre 40 paesi al giorno d’oggi non sono “noccioline”, soprattutto per questo genere musicale). Questo album, che si e’ fatto aspettare per ben cinque anni, ha un forte carisma e pathos nel suo insieme, duro fatica a prediligere brani su altri anche se una maenzione particolare la darei a "Reliving History" e "A Falling Knife ". Concludo consigliando “ Chasing Euphoria” non solo ai tanti fans della band ma anche a tutti coloro che amano la bella musica!
Luca
