Line up: Santiago Ramonda – vocals, Marcelo Gelbcke -guitars, bass, keyboards, Felipe Souzza - drums
Tracklist: Eye of the storm, Satellite falling, Sweet true lies, Question of time, Neonskies, Way of the warrior, Soldiers of Love, Lovers in the dark, Horizon chase, Last trip to eden, Call of the wind
Gli Stormwarning sono un gruppo sudamericano con alla voce il cantante argentino Santiago Ramonda. Per il debutto hanno collaborato con Sergio Mazul (Semblant ) e Marcelo Gelbcke (Landfall ). “Stormwarning” è un disco di ben undici tracce per una durata di cinquanta minuti. Come debutto è un buon inizio visto che è molto diretto. Un classico melodic rock molto orecchiabile che già dal primo ascolto ti fa venir voglia di canticchiare alcuni refrain e addirittura mettersi a ballare. "Eye of the storm" fa già intuire le capacità canore del vocalist e la sua notevole versatilità. "Question of time" è una classifica ballad sicuramente non anonima che rimane facilmente impressa; trattasi quindi di un full lenght album abbastanza easy listening, adatto anche all'ascolto durante i lunghi viaggi o mentre si fa qualche party con gli amici. Musicalmente è strutturato molto bene con cori di supporto messi nei punti giusti, ma la parte bella sono i riff e assoli di chitarra. Un album che va sempre in “crescendo” perché anche se parte subito col botto altre tracce, come "Sweet true lies", più “tranquille” nella fase iniziale, dopo qualche secondo accelerano il ritmo. Per gli amanti di questo genere è un disco da ascoltare!
Luca
Line up: Devix Szell – vocals, George Lynch – guitars, Joe Haze - programming, synth, engineer, mixer
Tracklist: Reaction, Max Pain (ft. Richard Patrick), Right (ft. Tommy Victor), Lost Horizon, The Dread (ft. Jason Charles Miller), Reunion, Terra Nullius, Got What You Wanted, Terror (ft. Tommy Victor), Machine And Bone
Bene, eccoci qua a recensire questo nuovo progetto scaturito dall'immensa versatilità stilistico musicale di uno dei più grandi axe men che il mondo del rock abbia mai avuto, Mr. George Lynch. L'ex ascia dei gloriosi Dokken, ma anche Lynch Mob più altri side project ed infinite collaborazioni nonché eccellenti album solisti, questa volta si è voluto spingere oltre, varcando la soglia del suono più corrosivo e meccanico, industriale, facendo uso di sonorità cupe e pregne di un sound saturo e robotico. Si è avvalso di altri due validissimi performers, il cantante-musicista-produttore Devix Szell (Stayte, The Narcosis Design, MomenTem, Symbolism con ex membri di Samhain e Christian Death ecc...) e Joe Haze un produttore, ingegnere, mixer, remixer, chitarrista e programmatore incredibilmente versatile. Il tutto con ospiti d'eccezione tra cui citerei il grande Tommy Victor, leader dei seminali industrial metaller Prong! Cosa poteva uscire quindi da un connubio di forze e menti di questo tipo? Beh, sicuramente non un album di class metal....bensì un disco che verte su un mix di industrial metal, programming, cyber rock e alternative; mettete insieme i Prong, qualcosa dei Fear Factory, aggiungete Swamp Terrorist, Varga e Spineshank ed otterrete la musicalità dei The Banishment. In questo contesto, ovviamente – e lo dico per i fans del nostro chitarrista e della sei corde – la chitarra ha un ruolo sì importante ma più in veste di riffing e creazione di un tappeto sonoro compresso e iper saturo, con ritmiche che sembrano un pugno diretto nello stomaco. Poi c'è il grande lavoro di programming e mixaggio che rende le tracce dirompenti ma molto industrial e corrosive; esempio lampante è la ritmica ossessiva quasi “techno” con cassa dritta di “Terra Nullius” che si alterna a fraseggi e un interessante solo di chitarra del nostro George. Assurda, difficile da spiegare, solo ascoltandola potrete capire le qualità e il poderoso “tiro”. Molto bella la traccia che è anche il singolo, “Right”, interpretata alla voce dal già menzionato Tommy Victor dei Prong. Altri momenti di “violenza electro-industrial” li potrete ascoltare in “Got What You Wanted” o “Max Pain” con alla voce Richard Patrick (Filter). Cosa dire in conclusione? E' un album sicuramente diverso e non per tutti i palati, sicuramente arrangiato e prodotto egregiamente anche se non propriamente originale, band quali i già menzionati Swamp Terrorist facevano cose simili a fine anni ottanta. Di sicuro, l'impatto del suono e il muro granitico che ne esce è di “spessore”, un album strano, diverso, da ascoltare.
Roby Comanducci
Line up: James Robledo – vocals, Jimi Bell – guitars, Francesco Savino – guitars, Chuck Wright – bass, Ken Mary – drums. Additional Musicians: Alessandro Del Vecchio - keyboards, guitars, backing vocals
Tracklist: I Stand, Disappear, Down In A Hole, On My Way To You, Where Will Our Tears Fall?, Book Of Love, Stranded In The Middle Of Nowhere, Follow Me, To The Edge Of The World,
Search Over The Horizon, Only The Brave
I Demons Down sono una sorta di all stars band formata da James Robledo (Sinner's Blood) alla voce, Jimi Bell (House of Lords, Autograph) alla chitarra, Francesco Savino (False Memories) chitarra, Chuck Wright (Quiet Riot, ex-House of Lords, etc.) al basso e Ken Mary (ex-House of Lords, Alice Cooper, Fifth Angel, etc.) alla batteria. Questo che stiamo recensendo e il loro album di debutto "I Stand" che sarà pubblicato dalla Frontiers Music srl ed è un ottimo concentrato di sano hard rock. Un disco con undici brani di una qualità eccelsa. "I Stand" brano che da il titolo all'album ha un sound molto accattivante e una voce molto caratteristica. "Disappear" ha un attacco di batteria che è molto coinvolgente e il brano è molto intrigante con dei riff di chitarra molto belli e posizionati nei punti giusti del brano."Book of Love" è un gran bel pezzo di puro hard rock che ti coinvolge e ti fa ballare ed è impreziosito da assoli stupendi e graffianti. "To the edge of the world" è un pezzo dove ci sono dei virtuosismi nei riff che mettono questo brano a un livello superiore, sicuramente tra i momenti migliori del disco. Per gli amanti del classico hard rock è un album da avere e poi con questi nomi/artisti che provengono da band storiche di questo genere come (House of Lords, Quiet Riot... ) beh, il buon risultato è pressoché scontato.
Luca
Line-Up: Adrienne Cowan - vocals and orchestration, Jack Kosto – guitars, Peter de Reyna – bass, Chris Dovas – drums, Roy Khan - guest vocals on 'This God Is Dead'
Tracklist: Wanderer’s Prayer, Gods Of Debauchery, Ghost Of Yesterday, The Cabaret Of Dreams, Succumb, In Sickness In Health, Bury You, Drum Solo, Oceans Of Time, Shadow On An Endless Sea, Dare To Live, This God Is Dead (Feat. Roy Khan), Through Lifetimes (End)
I Seven Spires escono con "Live At Progpower USA XXI". Un disco di ben 13 canzoni tratte dal live che ha visto partecipare il gruppo al ProgPower USA XXI fest Atlanta con questa formazione: alla voce Adrienne Cowan, Jack Kosto alla chitarra, Peter de Reyna al basso, Christian Dovas batteria e Roy Khan (Conception) come ospite in "This God is Dead". Partiamo proprio da questa canzone la penultima della scaletta musicale del live. Ha un inizio molto corale e solenne ma dopo inizia a spingere con tutta la parte di orchestra e le linee vocali impressionanti di questa female singer che passa da una voce pulita e potente al growl-black metal (stile Cradle of Filth) con una grande semplicità. Un disco che riesce a unire tutte le sfaccettature del metal con grande sapienza e in "Gods Of Debauchery" si nota questa abilità di riuscire a fondere tutti questi generi. "Ghost of Yesterday" è un classico pezzo sinfonico e con una “strizzata d'occhio” allo speed metal. "In Sickness, In Health" è la canzone che fa riprendere il fiato mentre "Bury you" è un altro capolavoro di questi ragazzi." Shadow on an Endless Sea" per chi ama sonorità più pesanti e cambi di voce è il connubio ideale. Un disco per chi ama il genere metal nelle sue varie sfaccettature. Ascoltatelo bene e sono convinto che vi stupirà.
Luca
