Lug 18

 

 

Line up: Aura Danciulescu – lead vocals, Mihai Danciulescu – guitars and vocals, Rene Nistor – bass and vocals, Doru Florin Gheorgita – drums.

Tracklist: The world is not enough, Metal Hell, Battle Cry, Stormbreaker, Loose Cannon, I am the one, High in the sky, The Heretic, Daddy’s Lil Monster, A Blast from the past, Scarlets United

Nel panorama delle novità in ambito metal di questa primavera gli Scarlet Aura ci danno una scossa sincera e molto apprezzata, con un lavoro di ottima professionalità e che riesce a essere originale e accattivante pur appoggiandosi a tutti i classici stilemi del classic/power metal, con forti influenze dalla primordiali radici del genere (Sabbath/Priest dei mid 70s!) aggiungendovi corposi aggiornamenti ma senza mai smarrire il passo epico eppure non appesantito da troppi fronzoli, e riuscendo nell’ottimo lavoro di sfruttare appieno le qualità vocali declinate al femminile dalla singer Aura Danciulescu. La band ha ormai qualche anno di esperienza e innanzitutto fonda la sua fama su una ampia sequenza di prestazioni live di supporto ad altri importanti act del genere; arrivati a questo nuovo disco, il progetto presentato è quello della seconda puntata di una trilogia votata ad un unico concept, una narrazione di genere fantasy nello specifico. Non che mi manchi la passione per questi aspetti, tuttavia lascio ai lettori la soddisfazione di approfondire questo lato se desiderato; in questa sede ritengo più utile e di immediato interesse per chi ci legge parlare dell’aspetto musicale puro e semplice. In tal senso, cosa si può dire? Come enunciato in partenza, il classic/power della band, nonostante la forte enfasi epica in alcuni tratti, a mio modo di vedere è decisamente interessante per la sua classicità e al contempo la ricerca di struttura melodiche innnovative, senza ripercorrere le classiche cavalcate in 4/4 dei 70’s. La base del tutto è un riffing di chitarra molto molto marziale e che detta le strutture delle canzoni, accompagnato da una sezione ritmica molto precisa. Le qualità vocali di Aura sono notevoli perché, pur venendo a volte quasi sacrificate allo spazio necessario per esprimersi al riffing di chitarre (tra l’altro, suonate dal fratello Mihai), riescono egualmente ad aggiungere un notevole livello interpretativo alle song; a questo contribuisce lo stile fortemente graffiante del suo canto, non particolarmente accentuato sulle tonalità alte, ma che riesce a essere, forse inaspettatamente per una voce femminile, aggressivo ed espressivo nello stesso tempo, completando perfettamente la gamma di tonalità necessarie per un ottimo disco classic metal quale quello di cui sto scrivendo. La produzione è secondo me semplicemente ottima, riesce a dare un tono molto moderno e cristallino, perfetto per il tema fantasy trattato e dunque per l’atmosfera che si cerca di dare all’album, senza snaturare il genere della band, ovvero senza appesantire eccessivamente la struttura. Si tratta di un lavoro decisamente interessante e che non posso che consigliare vivamente, una piccola perla in un genere che decisamente non muore mai.

Nikki

Lug 15

 

 

Line up: Cosmic Serge - guitar and vocals (Tribal Bops, The Starliters), Cosmic Frank - drums and vocals (The Starliters), Cosmic Pepper - keyboards and vocals (The Coiche, B.E.S.T.), Cosmic Valo - Bass (Impulsive Youth,The Brightest Room)

Tracklist: Cocktail man, Cheater Baby*, Largo Swims, Go Go World, Laura, Joe 90*, Space Invaders, Viva Las Vegas*.

Sembra di rivivere in un'atmosfera retro-futurista, quei momenti epici che caratterizzarono i sixties con le donne dai vestiti a tubino le mini supersoniche e la moda, lo stile insomma, un mondo a se....che sarebbe bello poter rivivere. Con questo album nuovo di zecca dei bravi The Cosmics riusciamo in tutto questo; i nostri amici lombardi non sono di primo pelo anzi, il progetto nacque nel 1997 in occasione della prima edition delle “Iene” su Italia Uno per cui i nostri scrissero l'intera colonna sonora. Però, nonostante molte esibizioni live il full lengh album, il primo vero disco esce solo adesso. Ma se dovevamo aspettare tanto tempo allora abbiamo fatto strabene. Un disco che ammalia nei suoi suoni che sembrano tratti da B movies sessantiani, atmosfere beat, rock'n'roll '50, extraterrestri navicelle spaziali e tanto divertimento. Molto originale il sound di questo quartetto, non si riesce a tenere il 'piedino fermo' poiché la voglia di lasciarsi andare a qualche ballo sfrenato sorge per ogni traccia. In tutte le song (eccetto due delle tre cover) non c'è un vero e proprio cantato ma a tratti frasi filtrate, ripetute come annunci e avvisi....originalissimo. La musica la fa da padrone e gli otto brani di cui tre cover (una del King Elvis.....'Viva Las Vegas') ed una bossanova 'Laura' che poteva benissmo far parte di un momento “soft” di qualche 007 d'annata sono da lodare. Tutti ottimi strumentisti i nostri, tra cui troviamo una nostra conoscenza, Cosmic Valo, leader vocalist e chitarra dei The Brightest Room (andate a leggervi la mia recensione del loro bello e nuovissimo album “Run”) qui però in veste di bassista. Due brani su tutti danno l'idea di questo grande lavoro e trattasi di 'Space Invaders' e ' Largo Swims', non potete lasciarvi scappare questo piccolo gioiellino di grande musica. Vi assicuro che una volta inserito nel lettore cd ce lo lascerete per molto tempo!!!! Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -   Facebook

Roby Comanducci

Lug 22

 

 

Line up: John Elliot – vocals, Blomman – guitar, Pontus – guitar, Ludwig – bass, Sam Samael - drums

Tracklist: So What?, Malleus, Welcome Insanity, A Beautiful Mind, Heresy, Burn 'em All, Is It Love, My Vicious Way, 509, Prominence, One For The Road

Si fa un gran parlare per questo combo svedese di sleaze rockers che, con questo disco, è al quarto full lenght album. Si vanno ad inserire quindi nel “nuovo” filone sleaze-glam che in questi ultimi anni ci sta dando discrete soddisfazioni. Non li conoscevo benissimo, lo ammetto, ma è bastato poco per capire bene la loro linea ed il loro potenziale commerciale. Il sound è un mix tra Crazy Lixx, qualcosa dei Crashdiet e, nei momenti più hard, gli Skid Row. Formazione a cinque con due axe men (forse anche esagerato per il genere) che ci servono pregevoli riff e un guitar work sicuramente valido. Da vecchio glamster non posso che apprezzare queste uscite discografiche soprattutto se, come nel caso dei Confess, trattasi di un prodottino carino ed originale; ovviamente, preciso, non stiamo gridando al miracolo, ma i cinque ragazzi in questoione ci sanno fare. Soprattutto nelle song più street metal oriented quali la veloce title track, vero martello in quanto ad energia e potenza. Notevole la forza punkeggiante della corrosiva '509' mentre la chiara scuola sleze-steet rock compare in song ammalianti come 'So What?', 'My Vicious Way', 'Malleus' rimembra invece qualcosina dei grandi Skid Row, e 'A Beautiful Mind' è cadenzata e cattiva al punto giusto. Ci sono anche momenti più “commerciali” o easy (ma mai banali o sempliciotti, attenzione!) come 'Is It Love' o 'Welcome Insanity' che si fanno apprezzare e canticchiare con piacere. L'album si chiude in bellezza con una vera arena-song, 'One for The Road' da cantare a squarciagola durante i loro live act (ma anche nel vostro salotto se vorrete...hehe). Bravi, acquisto consigliato a tutti gli amanti del buon rock'n'roll! https://www.facebook.com/confessofsweden - http://www.confess.se

Roby Comanducci

 

 

Line up: Eddie Spaghetti - lead & harmony vocals, acoustic guitar, bass, Marty Chandler - lead guitar, backing vocals, Chris Von Streicher – drums & percussion, backing vocals

Tracklist: Ain’t Gonna Stop (Until I Stop It), Getting Into Each Other’s Pants, Deceptive Expectation, You Ain’t The Boss Of Me, Bringing It Back, Play That Rock ‘ Roll, That’s A Thing, Last Time Again, Die Alone, Dead, Jail Or Rock N’ Roll, A Certain Girl, Ain’t No Day

Bene ragazzi, eccoci di fronte a questo nuovo full lenght album dei cinque rockers di Tucson, Arizona. I signori in questione sono in auge dal 1988 e di dischi ne han fatti ben undici più svariati live ed altro ancora. Non sono di primo pelo quindi. E' un periodo strano questo, di dischi come questo “PlayThat Rock'n'Roll” non ne arrivano molti (anche se c'è un nutrito sottobosco che continua imperterrito a produrre questa musica!!) e quindi è un piacere inserire il cd ed ascoltare questo minimale, sano, crudo, sporco e diretto rock'n'roll. RnR senza contaminazioni, senza particolari novità – in effetti la pecca del disco è la poca originalità delle composizioni- ma d'altronde se uno vuole suonare un rock crudo fatto di riff carichi di energia, chorus line canticchiabili davanti ad un buon boccale di birra il tutto coadiuvato da una voce essenziale e leggermente rauca del singer....il risultato è puro divertimento. Metti su la veloce 'Last Time Again' e fai casino con gli amici, questo è quello dobbiamo aspettarci da “Play That Rock'n'Roll”, disco che sicuramente non verrà ricordato nella storia come un must, anzi, però un pizzico di spensieratezza la regala. Da notare la cover del brano tratto dalla carriera solista di Mr. Michael Monroe 'Dead, Jail Or Rock N’ Roll' qui eseguito senza infamia e senza lode. Se volete una manciata di song capaci di rockare al punto giusto senza grosse pretese allora i Supersuckers fanno al caso vostro.

Roby Comanducci