Apr 12

 

 

Line-up: Valerio “The Brave” Caricchio - lead vocals, Francesco Bucci - bass, Alex Mele - guitars, Paolo Campitelli - guitars, Alfonso “Fo” Corace - drums

Tracklist: Demondome, The Metal Monster, The Human God, Darksteel, Mistress Of Disaster, 52Hz. Wisdom Of The Ages (Feat. Steve Di Giorgio and Herbie Langhans), Silver Fever, Dancing With Shadows, Scream Machine

Gli Screamachine sono un progetto classic/power metal che ha le sue origini a Roma dall’idea del bassista song e writer Francesco Bucci, noto per i suoi lavori con gli Stormlord, nell’intento di riproporre in modo innovativo delle composizioni sul genere che ha avuto il suo apice…. Numerose volte come sappiamo, ma che certamente non sarebbe lo stesso senza band come Judas Priest, Accept, Saxon, e successivamente Savatage e “recentemente” (a partire da più di 20 anni fa) Iced Earth ed epigoni dell’ultima ondata power. La presenza tra gli ospiti di Steve di Giorgio, figura di grande valore ma certamente che ha avuto la sua prima gloria con pilasti del metal mondiale come Testament e Death, ci suggerisce, come avviene ed è un bene, delle influenze thrash nel songwriting e nel riffing che completano opportunamente l’ispirazione della band della capitale. Non mi dilungo sulle ospitate (comunque pregevoli, e di diversi nomi che ben conoscerete se leggete queste righe) (e cito Steve non perché realizzi molte parti, ma solo per l’accostamento a un genere in cui ha fatto il suo) e vado a spendere qualche parola sul disco. L’album parte in modo molto aggressivo e via via digrada verso temi più epici e power. La prima parte invece poggia su un riffing estremamente quadrato e su linee di chitarra aggressive; in alcuni punti la linea vocale del singer Valerio Caricchio è davvero spinta sulle linee acute che hanno reso celeberrimo mr. Rob Halford, ma in generale resta su un registro più "epico" e meno estremizzato. Quello che a mio pare riesce bene alla band è non spostarsi mai davvero completamente su una dei temi musicali che chiaramente la ispirano, se prima emergono i richiami priestiani, appena dopo una linea più thrash fine 80s emerge, e in altre canzoni la parte epica è più importante (penso ad esempio alla song #4, The Human God). Do merito a Caricchio come agli altri di dimostrare un’eccellente professionalità nell’adattarsi ai vari registri musicali. La resa tecnica dei vari membri è molto buona, dimostra qualità e precisione, mentre forse per la produzione si può obiettare, ma è molto soggettivo, come il suono non sia sempre pulitissimo e cerchi, di canzone in canzone, di adattarsi al registro della stessa, con maggiore attenzione alle linee di chitarra o a quelle ritmiche, il che può confondere un po’ a volte. Io direi comunque che la band riesce in un lavoro originale e godevole dandosi le predette coordinate, ben precise, e non è un risultato così scontato. Aggiungo, anche se lo faccio spesso, ancora una volta, che attenderò volentieri alla prova live i 5 ragazzi di Roma. Un bel disco consigliato a tutti.

Nikki

 

 

 

Line-up: Tezzi – lead vocals and backing vocals, Jan Åkesson - guitars, bass, keyboards, backing vocals and programming. Additional musicians: Jens Westberg - drums

Tracklist: I Feel Alive, Infinite And Divine, Keep Moving On, Not Too Late, Wasteland, Burn No More, We Are One, Off The End Of The World, You And I, While You’re Looking For Love, Perplexed Perfection

Interessante esordio per questo duo di talentuosi musicisti nordici (dalla Svezia per precisione, nda). Mr. Akesson, noto autore, produttore, e chitarrista (SoneLake, Shadow Rain e numerose collaborazioni...nda), insieme alla bellissima voce della cantate Tezzi a/k/a Terese Persson (Epysode e diverse band metal e progressive, nda) hanno iniziato la stesura nell'estate del 2019 e adesso hanno dato alla luce questo elegante “Silver Living” sotto il moniker Infinite & Divine. Un album che concentra la sua essenza sulle armonie e le eufemie di base di un metal melodico ma al tempo stesso a tratti progressive e soprattutto pomposo e sinfonico. Il tutto merito degli arrangiamenti del buon Jan che con le keyboards and programming riesce a creare quell'alone di pomposità a tutte le composizioni presenti che poi vengono sorrette da un ottimo guitar work a tratti anche tagliente con gustosi riff ma soprattutto impreziosito dalla voce suadente ed energica della bella Tezzi. Il disco ha una vera e propria perla che è l'opening track 'I Feel Alive”, con la quale i nostri danno il tocco magico all'intera composizione di questo “Silver...”. Questa song miscela pomp rock sinfonico con passaggi progressive metal ed ottiene il massimo della sua maestosità dall'ugola della female singer che nelle chorus line alza la tonalità per avvolgere l'ascoltatore in un turbinio di forti emozioni. Un piccolo gioiello. Diciamo che il disco inizia con la top song e le altre tracce, seppur di ottima caratura tecnica, non riescono a raggiungere questo livello. Ma indubbiamente si trovano altre belle song tra cui citerei 'Keep Moving On' dal guitar work roccioso e 'Not To Late' dall'iniziale riff assassino che poi si apre su ariose armonie dal forte impatto. Se volete più commerciabilità la troverete nell'interessante e melodica (ma non è una ballad, nda) 'Off The End Of The World' dal ritornello che fa molto fm rock e ci regala un'altra bella interpretazione vocale di Terese. Un buon album che sarebbe stato anche ottimo se ci fosse stata una maggiore varietà compositiva tra i vari pezzi.

Roby Comanducci

Apr 07

 

 

 

Line up: Michael Schenker - guitar, vocals, Ronnie Romero – vocals. Other musicians: Ralf Scheepers – vocals, Joe Lynn Turner – vocals, Michael Voss – vocals, Barry Sparks – bass, Steve Mann - guitar, keyboards, Bodo Schopf – drums, Simon Phillips – drums, Brian Tichy – drums, Gary Barden – vocals, Robin McAuley – vocals, Doogie White – vocals, Derek Sherinian - keyboards

Tracklist: Drilled To Kill, Don´t Die On Me Now, Knight Of The Dead, After The Rain, Devil’s Daughter, Sail The Darkness, The Queen Of Thorns And Roses, Come On Over, Sangria Morte, In Search Of The Peace Of Mind

Devo per prima cosa scusarmi per la pubblicazione con un pò di ritardo di questo nuovissimo full lenght album dell'inossidabile guitar hero Michael Schenker. Purtroppo causa implementazione/creazione del nostro attuale new website, il reinserimento di tutte le recensioni ed altro ancora ha provocato questa “dimenticanza”: beh, abbiamo rimediato, tanto il disco è uscito il 18 gennaio e magari, anche se osannato dalla critica globale, alcuni di voi non ne erano ancora a conoscenza (magra consolazione hehehe....nda). Allora. Schenker torna con questo album ad usare il moniker MSG (invece di quello usato nei recenti lavori 'Michael Schenker Fest') e accompagnato dall'ugola d'oro di Ronnie Romero e una folta schiera di ospiti e session man illustri, partorisce questo “Immortal” che a tutto tondo ci regala tre quarti d'ora di possente ed incontaminato hard rock. Il nostro guitar player oramai ha una carriera infinita alle sue spalle e non sarò certo io a riscrivere qua le sue gesta, basti dire Scorpions, Ufo e MSG, e da sempre ha altalenato ottimi lavori con altri un pò meno brillanti ma, e non si discute su questo, la qualità c'è e c'è sempre stata. I livelli del periodo “Captain Nemo” a mio parere non li ha più raggiunti, ma il suo inconfondibile stile si fa sempre riconoscere sin dalle prime note di una sua composizione. L'abilità del nostro di colpire nel segno è risaputa, ascoltatevi il veloce up tempo dell'opener 'Drilled To Kill' e vi renderete conto di cosa vi aspetterà nei prossimi quaranta minuti! In alcune tracce vengono “scomodati” anche i mitici Rainbow, leggasi ' Knight Of The Dead', oppure si rimane ammaliati dall'heavy rock - dal cantato molto “Axl Rose oriented” -  di 'Devil’s Daughter'. Intrigante il mood della bella 'The Queen Of Thorns And Roses' con Michael Voss on vocals; melodica ed al contempo sorretta comunque da un energico guitar work. Veramente notevole la 'reprise' di un pezzo del disco degli Scorpions (con Schenker in line up!), parlo del rifacimento di 'In Search Of The Peace Of Mind' dallo storico “Lonesome Crow” (targato 1972!!!!), qui suonato con maestria e l'ausilio di quattro voci McAuley, Doogie White, Romero e Barden, ma il bello viene con lo straripante assolo finale dove Michael da un saggio della sua bravura e chiude questo album degno di ogni rockers che si rispetti!

Roby Comanducci

 

 

Line up: Harley Vendetta – vocals, guitars, Alex Nine – guitars, Alister – bass, Rizzy - drums

Tracklist: Ballad Of The Headless Horseman, Buried, Mister Hyde, Burn, Devil In Me, I’ll Never Be Yours, Under The Moonlight, In Forever (We All Fall Down), Clown Prince Of Hell, We Don’t Belong, Home, Through Hell, Ballad Of The Headless Horseman (Bonus Track – Orchestral Version)

Allora carissimi, veniamo al dunque; questo è un disco assai anomalo da recensire e che da una parte entra nella “linea musicale” attualmente seguita dal nostro progetto Cathouse anche se, indubbiamente, con una leggera “forzatura”. I qui presenti Mister Misery di origine svedese sono all'atto del secondo full lenght album che segue il debut "Unalive" nel 2019. Questi quattro “loschi” figuri dall'immagine spudoratamente glamour nuovo millennio, un pò androgini, un po kictch, ma sicuramente con un look che farà la gioia di tante metal & alternative girls, sono dediti a quello che molti definiscono il modern horror metal (e sulle etichette sapete che ce ne sarebbe da dire per un articolo intero!!!!....nda). L'album è particolare anche se non gridiamo certo al miracolo; è un mix tra i Murderdolls, vocalizzi growl in puro death metal style con alternanza a parti vocali più easy che fanno l'occhiolino ai Tokio Hotel (si proprio loro....ve li ricordate quei ragazzini emo-pop- punk rock???). Detto questo direte che mi sono fumato qualche strana “cosa” prima di fare questa recensione ed invece no; in molte song c'è questa alternanza tra un potente heavy riff con vocalizzi growl e/o comunque una timbrica corrosiva e puramente metal e le chorus line più “commerciali” con questi ritornelli dalla voce 'fine' e molto “pop”. Un classico esempio è l'opener “Ballad Of The Headless Horseman”, ripresa poi anche nel finale come bonus track 'Orchestral Version' (!!). E' di sicuro impatto questa loro immagine glam e la musica proposta ma credo che questo nuovo 'A Brighter Side Of Death” abbia le carte per piacere molto o essere odiato. Non ci sono mezze misure. Di sicuro se volete brani per sfogarvi dopo una giornata lavorativa di 'cacca' beh....song come “Buried”, “Burn” o la già menzionata 'Ballad Of The Headless Horseman' faranno al caso vostro.

Roby Comanducci

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