Mag 11

BLACK EYE "Black Eye"

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Line up: David Readman - vocals, Aldo Lonobile - guitar, Luca Princiotta - guitar, Andrea Arcangeli - bass, David Folchitto - drums 

Tracklist: Hurricane, Space Travel, Breack the chains, No Turning Back, Darkest Night, Midnight Sunset, Under enemy's fire, The landing, Don't trust anyone, When you're gone, Time stand still

 

I Black Eye sono una band nata sostanzialmente per dare spazio all’ex Pink Cream 69 David Readman, affidato dalla Frontiers alle sapienti capacità del produttore (e molto altro) Aldo Lonobile per questo progetto classic/power metal. Come di consueto evitiamo la tiritera delle mille collaborazioni cui hanno partecipato in passato i membri della band (a cominciare dal singer inglese stesso ovviamente) e parliamo della musica. La mano di Lonobile si sente decisamente nel modo in cui è confezionato il disco, con uno stile power sinfonico molto appariscente e a tratti addirittura barocco, con lo spazio delle song assolutamente riempito in primis dalle linee di chitarra molto aggressive, a seguire da effetti e tastiere che in ogni momento sostengono le linee melodiche. Il suo talento lo sentiamo anche nella parte suonata del disco dove la sua tecnica è peraltro ineccepibile. Abbiamo quindi un set di song che vanno a coprire le principali fonti di ispirazione del power, specialmente, io credo da quello di fine anni ’90 che però molto doveva agli 80s, quindi parliamo di Rage, Running Wild, ma di più Stratovarius e il periodo di Andi Deris alla voce degli Helloween; song al tempo stesso molto aggressive e quadrate ma che non sarebbero certo le stesse senza le elaborate melodie di tastiere ed effetti ad accompagnarle. E sin qui non mi sono espresso su quello che, nelle intenzioni di chi ha voluto il disco, doveva essere l’ingrediente principale, ovvero la voce di Mr.Readman: l’esito è alterno per i motivi che vi spiego subito. La qualità vocale espressa è eccellente in tutti i pezzi, e si adatta perfettamente al muro di suono congegnato per esaltarla; viene da pensare che tuttavia il lavoro di arrangiamento sia andato oltre il previsto come sforzo compositivo, anche creando più spunti melodici del necessario, finendo col creare una varietà di song molto notevole, in un genere che forse a volte soffre del proprio innamoramento e della difficoltà di svariare. Ma proprio perché si è ottenuto tanto dal punto di vista strumentale, a mio modo di vedere forse non si sono create le condizioni per permettere alle linee vocali di esprimersi davvero in tutte le loro qualità: sono infatti rari i momenti ove davvero sentiamo vocalizzi espressivi (“Darkest Night”) ma è comunque ottima la possenza e il tono graffiante in generale espresso (con forse il suo momento migliore nella quasi conclusiva “Under enemy’s fire”). Per finire un ottimo lavoro, professionale e ispirato, che spero abbia un seguito che sviluppi ulteriormente le idee sviluppate.

Nikki

Mag 10

 

 

Line up: Renan Zonta – vocals, Brad Gillis – guitars, Billy Sheehan – bass, David Huff - drums, Alessandro Del Vecchio - keyboards, backing vocals

Tracklist: Escape Machine, Blame It On The Night, Different Worlds, Losing The Track, Writings On The Wall, Show Me The Way, Just When I Needed You, Need To Fall, Stop The World, Hearts Of Stone, Don't Break My Heart

E' sempre bello ed accattivante quando si ha tra le mani un nuovo album di una all stars band. Sovente la cosa è sinonimo di qualità e di grande musica, ed infatti anche in questo caso i quattro signori in questione non lesinano e ci regalano un bel dischetto di hard rock edulcorato e ottimamente arrangiato. Non dimentichiamoci che in questa line up c'è uno dei bass player più rinomati al mondo, Sheehan (Mr. Big, The Winery Dogs, Sons Of Apollo e mille altre collaborazioni....), il bravo guitar man dei Night Ranger Brad Gillis, David Huff (Giant) alla batteria, il nostro Alessandro Del Vecchio alle tastiere e il vocalist da più parti considerato come una delle nuove “sensation” del panorama rock, Renan Zonta.  Il disco rimembra in alcune parti (e poteva non esserlo???? ...nda) i Mr.Big; palese è la somiglianza di stile nell'up tempo “Blame It On The Night” oppure ci culla in gustose melodic song come “Losing The Track” nella quale Zonta da sfoggio delle sue qualità vocali. Questo “Different Worlds” fila via liscio e si lascia apprezzare per la sua totalità, un po' meno per le singole tracce in quanto, piccolo neo, manca una vera e propria song trainante che si elevi per originalità e contribuisca a dare il “quid” e la “scossa” a questa produzione. Nel suo insieme però i fans dell'Aor e dell'hard melodico ne avranno di materiale per sfamare la loro voglia di musica ma, considerato gli elementi presenti nella band, mi sarei aspettato qualcosa di più. In ogni caso....buon ascolto!

Roby Comanducci

Mag 01

 

 

Line up: A.T. Rooster – vocals, Dany Rockett – guitar, Alex Jawbone – guitar, Jack Chevy – bass, Mikki Mixx - drums

Tracklist: Take Me To The 80’s, Countach, Workout, One Night Together, Chic & Destroy, Rock Hard (In My Party!), We Are The Rock, Red Lips, Raise Your Fist, Tonight, Back In Time, Scandalo!

Oh bene....credo che tutti conosciate bene i nostrani glamsters d.o.c di Vicenza, stiamo parlando dei bravi Reckless. Formatisi nel 2006 ne hanno fatta di gavetta e hanno maturato sia su disco ma anche nelle loro mirabolanti esibizioni live, tanta capacità e appeal che senza ombra di dubbio li classifica tra i migliori acts italiani di questo colorato e pazzoide mondo del glam metal. Eccoli dunque freschi di un nuovo full lenght album "T.M.T.T.80" (acronimo dell'opener "Take Me To the 80s") che non fa che confermare quanto appena scritto: i cinque “giovinastri” in questione la sanno lunga su come fare un album di rock'n'roll e, soprattutto, sanno farci rivivere letteralmente e pienamente i famigerati anni ottanta! Il sound dei Reckless deve tutto al decennio padre dell'hair metal, costellato di suoni zuccherosi ma al contempo taglienti, ruffiani e ammiccanti ma carichi di adrenalina a mille e ricchi di chorus line catchy che si conficcano nel cervello e fanno battere il piedino ovunque vi troviate. Dodici song che caricherebbero di energia positiva anche un morto: echi di Wasp, D'Molls, Tigertailz, Twisted Sister aleggiano in questo album che è un autentico salto temporale; i nostri sembrano usciti verso metà eighties, arrangiamenti, stile, metrica, sound sono lo specchio di quel periodo. Ed è una cosa che di “prima battuta” sembrerebbe semplice ma che invece – credetemi ne so qualcosa avendo vissuto direttamente quegli anni- non è assolutamente facile. Spesso, molte band, nel cercare di emulare il sound ottantiano, finiscono per ridursi a emeriti cloni e a sfornare songs pacchiane e stucchevoli; i Reckless sono l'esatto opposto, e sono stra-felice che siano un prodotto made in Italy! Certo, le loro canzoni hanno tutti gli “ingredienti” care al genere che tutti noi amiamo ma, attenzione, hanno anche una buona dose di originalità e carattere. La struttura delle canzoni è semplice ma non “insipida”, i nostri sono comunque ottimi musicisti e nell'insieme riusciamo a carpirne le qualità anche se il glam metal non necessita di masturbazioni tecniche à la Dream Theater tanto per capirci, ma questo è, senza dubbio, la magia del rock'n'roll! Ascoltare l'intrigante “Chic & Destroy” mi rievoca i mitici Pretty Boy Floyd, il veloce up tempo “Back In Time“ ha il “tiro” degli L.A. Guns (ottimo il guitar work) mentre la bellissima “Countach” poteva benissimo esser stata scritta da Nikki Sixx e, scusate se è poco!!!!! Non mi dilungo, questo disco ogni rockers che si rispetti deve inserirlo nella propria discografia personale. Bravi!!

Roby Comanducci

Apr 26

TREAT “The Endgame”

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Line up: Robert Ernlund - lead vocals, Anders ”Gary” Wikström - guitars, backing vocals, Jamie Borger - drums, percussion, Nalle Påhlsson - bass, backing vocals, Patrick Appelgren - keyboards, backing vocals

Tracklist: Freudian Slip, Rabbit Hole, Sinbiosis, Home Of The Brave, Both Ends Burning, My Parade, Wake Me When It’s Over, Jesus From Hollywood, Magic, Carolina Reaper, Dark To Light, To The End Of Love

Con l'eccezione del bass player Nalle Påhlsson tornano al disco gli storici svedesi d.o.c, i Treat, con la formazione originale degli esordi! E lo fanno nel migliore dei modi inanellando una song frizzante e pomposa dietro l'altra, fattore importantissimo visto la longevità della suddetta band in auge dal lontano 1982 (nel 1985 la data del loro debut album “Scratch and Bite”...nda). Ne sono passati di anni ma Robert Ernlund vanta una voce ancora ammaliante, radiofonica e commerciale, capace di intrattenere l'ascoltatore in una enfasi di atmosfere sicuramente hard ma con sempre quel giusto tocco di “commerciabilità” che ne ha decretato lo stile e la fortuna. Ascoltatevi “Sinbiosis”, “Home Of The Brave”, “ Both Ends Burning”, dai refrain maliziosi sorretti da un ottimo guitar work e chorus line d'eccezione. Qui siamo in bilico tra Fm rock, Aor, Pomp rock e un certo heavy rock con tinte pop ma mai banale o troppo “edulcorato”. Anche song come “Jesus From Hollywood” con un ottimo arrangiamento e guitar & keyboards sound di elevato livello, riescono ad unire alla grinta il marcato gusto per il “ritornello”, quel maledetto quanto amato momento della canzone che -spesso- ne decreta il successo o meno. Su questo i Treat sono assolutamente maestri e “The Endgame” è un concentrato di potenziali hits. In attesa dell'estate oramai “in avvicinamento”, tenetevi ben stretto questo album da ascoltare sotto l'ombrellone o a “palla” nello stereo della vostra automobile. Consigliato a tutti coloro che cercano nella musica gioia di vivere e divertimento.

Roby Comanducci