Line-up: Kip Winger - vocals, bass, keyboards, acoustic guitars, Reb Beach - guitar, vocals, Rod Morgenstein – drums, Paul Taylor - keyboards, guitar, John Roth - guitar, vocals
Tracklist: Proud Desperado, Heaven's Fallen, Tears Of Blood, Resurrect Me, Voodoo Fire, Broken Glass, It’s Okay, Stick The Knife In And Twist, One Light To Burn, Do Or Die, Time Bomb, It All Comes Back Around
Eccoci qui, dunque, a parlare del nuovo parto discografico dell'ex ragazzo “dalle uova d'oro”, al secolo Kip Winger! Beh si....il nostro bassista e cantante ha sicuramente gioito di un periodo di fama che lo ha portato sul tetto del rock world; stiamo parlando dei famigerati anni ottanta e del suo esordio con l'omonimo album del 1988 che, grazie anche a due singoli azzeccati ('Seventeen' e 'Headed for a Heratbreak”), fece vendere a Kip vagonate di dischi. Poi si era ripetuto col secondo album ma, al sottoscritto, è piaciuto in modo assoluto nell'eccelso “Pull” targato 1993. Poi un lungo stop di oltre dodici anni e il ritorno con il quarto album nel 2006. Con questo “Seven” siamo invece a quota sette (il titolo parla già da se....nda) e l'album arriva dopo ben nove anni di distanza dal penultimo “Better Days Comin'”. Cosa aspettarsi? Beh, la qualità c'è sempre e la band è la line up originale più il chitarrista John Roth (non membro originale ma in line up già dalla reunion a partire da “IV”...nda). Il risultato d'insieme non si scosta molto da quanto fatto dai Winger in passato e si muove su binari “sicuri” senza osare troppo e senza dare grosse scosse di adrenalina. Però, anche non eccellendo in originalità, le composizioni scivolano bene e scorrono nel nostro lettore con piacere; piacevoli i momenti 'up' caratterizzati dal rock più pompato e vigoroso come l'opener “Proud Desperado” (anche singolo...nda), l'energica “Stick The Knife In And Twist”, o le più cadenzate “Tears Of Blood” e “Voodoo Fire”. Curiosa la finale e lunga (oltre sette minuti...nda) “It All Comes Back Around“ che non è una vera ballad bensì una rock song dal sicuro impatto e con un arrangiamento elegante caratterizzato da ottimi momenti strumentali – plauso a Reb Beach - al suo interno. Bentornato Kip!
Roby Comanducci
Line up: Alessandro Schümperlin - vocals, backing vocals, programming, loops, synth, composer, producer, Chiara Manese - vocals, backing vocals, composer, Antonino Sidoti - guitars, synth, composer, Bruno Tortora - bass, editing, Stefano Morelli - drums
Tracklist: Premonition, Alpha, Seele, Auspizium, Wie Geht Es Dir (Traum), Deviation Into Exit, Du Bist Nicht Da, Alchemical Passion, Schatten, Wrong Soul, Verdammter Traum
Il 12 maggio è uscito il nuovo lavoro – il quarto - dei Blut, eccellente combo di musicisti made in Italy. Il progetto e la band stessa sono il frutto della fervida mente dell'artista Alessandro Schumperlin che inserisce nel suo songwriting e nelle composizioni un elegante mix di suoni e stili su base heavy ma che spaziano fino all'industrial, al gothic rock e addirittura strizzano l'occhio a momenti dark, il tutto calibrato con sapiente maestria e con un risultato finale decisamente intrigante. Oltre ad Alessandro Schumperlin troviamo alla seconda voce, la brava Chiara Manese che contribuisce non poco alla riuscita di questo album. “Traum” consta di ben undici tracce con sonorità molto intense e cupe e con chorus line ad effetto impreziosite dall'alternanza dei due vocalist in momenti decisamente ricchi di pathos che sfiorano quasi l'opera e frangenti granitici e poderosi con cantato in growl!!!! Un album di sicuro interesse per gli amanti dell'industrial e delle ambientazioni gotiche ma in grado – anche - di farsi apprezzare da un più vasto pubblico. Una nota particolare voglio darla ai tre brani cantati in tedesco, "Wie geht es dir", "Du bist nicht da" e "Schatte", a mio modestissimo parere le vere chicche dell'intero lavoro, espressive, esclusive e di grande effetto. Inutile girarci intorno, noi italiani, quando vogliamo, sappiamo far bene anche nel settore rock, e i Blut sono qui per dimostrarlo! Band info: https://blutband.com
Luca
Line up: Mark Evans - lead vocals, Reggie Wu - guitars, backing vocals, David Rath - drums, percussion, Steve Parry - guitars, backing vocals, Jaron Gulino – bass
Tracklist: Had Enough, Gone Gone Gone, Nothing Left But Goodbye, What Could’ve Been, When The Lights Go Down, Raise ‘Em Up, 9 Lives (My Immortal Life), Dirty Little Secrets, Beautiful Disguise, I’m Not The One
“Un disco per l'estate”, recitava il format di tanti anni or sono, si parla degli anni ottanta/novanta e si trattava di musica nostrana pop o dance. Cosa c'entra con questa recensione? Nulla. Hehe... No ok, non son impazzito. E' solo che, dopo l'ascolto di questo “Get It Right” dei riformati e (per fortuna!!!!!) rinati Heavens Edge, viene da pensare ad una sola cosa; l'estate, il caldo, le spiagge assolate e piene di belle fanciulle e tanto divertimento a ritmo di....sano rock'n'roll. Ecco. Se esistesse un format “un disco (Rock) per l'estate” i nostri di Philadelphia sarebbero tra i candidati al premio assoluto (almeno fino a questo momento!). Questa combo americano si formò nel lontano 1987 a Philadelphia e segui la scia oramai segnata da acts già consacrati nel settore del class metal americano e heavy rock come Bon Jovi, Britny Fox, Night Ranger et similia ma, purtroppo, non ottenendo gli stessi risultati in fatto di commerciabilità, vendite e fama. Eppure il loro primo lavoro fu ben accolto dai fans e dalla critica (l'omonimo album registrato nel 1989 appena rimessosi in sesto il bassista George G.G. Guidotti a seguito di un proiettile vagante sparato da un pazzo ad un loro show e uscito nel 1990...nda) e, tra l'altro, venne contrattualizzato da una major quale la Columbia Records. Poi, dopo il 1993, la band per varie vicissitudini si sciolse e, tranne qualche breve apparizione e una raccolta di demo e rarità considerata come secondo album "Some Other Place” (1998), non si è fatta risentire fino alla reunion datata 2013. Adesso, quindi, abbiamo finalmente il nuovo full lenght album, a tutti gli effetti il terzo della discografia con la medesima line up eccetto il bass player George G.G. Guidotti deceduto per malattia e sostituito da Jaron Gulino. Dieci tracce di frizzante e spumeggiante hard rock americano, pomposo ed edulcorato al punto giusto, carico di feeling e chorus line dal grande effetto che contribuiscono a creare un certo arena-sound impreziosito da fraseggi e un guitar work incisivo ma mai esagerato. Il pregio di Mark Evans e soci è la capacità di creare tante potenziali hit singles che, se le radio si decidessero a trasmettere ANCHE queste band e questo genere, farebbero la fortuna del gruppo e conquisterebbero sicuramente tanti nuovi fans. Non ci sono cadute di tono o momenti “down”; l'album sin dalla pompata e pulsante opener “Had Enough” è capace di farvi muovere il piedino e scapocciare la testa. Stesso dicasi per l'up tempo di “Lives (My Immortal Life)”, l'hard rock corposo di “Gone Gone Gone” ma anche dall'eleganza strutturale di certe song come “What Could’ve Been” che devono molto ai migliori Night Ranger. Un album, quindi, eccellente per il suo ammaliante risultato d'insieme, ricco di momenti positivi, ritornelli canticchiabili che si conficcano nel cervello e che, sono sicuro, saranno nella top list della vostra (calda) estate.
Roby Comanducci
Line up: Mirka Rantanen - drums
Tracklist: Alive And Kickin ft. Girish Pradhan, 2. Keep On Shining ft. Jeff Scott Soto, Holdin' The Gun ft. Santiago Ramonda, The War Is Over ft. Mark Boals, Nine Lives ft. Mr. Lordi, All I Need ft. Pinja, Truth Or Consequences ft. Jay Lewis, Death Makes No Sound ft. Antony Parviainen, Is It Any Wonder ft. David Readman, The Beast ft. Sevi, Fix ft. Peter James Goodman, Heavy Fire ft. Rafael Castillo, Sunrise ft. Bernie Shaw, Edge of Destiny Ft. Ilkka Keskitalo - Bonus Track Digital
"Lost Behind the Mask" è il secondo album di questo progetto mastodontico di Mirka Rantanen batterista dei ( King Company ). In questo progetto fanno parte tantissimi guest tra cui membri dei Lordi, Pink Cream 69, Uriah Heep, Sons of Apollo, Girish and the Chronicles, Ring of Fire e molti altri. Tredici brani di puro ed energico hard rock. "Alive and Kicking" è la traccia di apertura e si capisce subito lo scopo di questo progetto che è dar lustro a questo genere. "Holdin' the Gun" è un bel pezzo dove oltre ad essere impreziosito da pregevoli solos di chitarra la voce del cantante è veramente azzeccata e potente, soprattutto nelle parti più acute. Su "Nine Lives" si nota subito la voce del frontman dei Lordi e infatti questo pezzo è molto simile al sound di questa band, sembra quasi estrapolato da uno dei loro dischi. "All I Need" è un brano lento ed è di un'interpretazione e bellezza che da i brividi, intenso e sicuramente d'effetto. Questo progetto Finlandese è molto interessante ed è bello anche grazie a tutte le influenze dei vari ospiti che hanno partecipato. Do un voto alto per la bellezza e capacità di Mirka nell'aver avuto la bravura di creare un'alchimia molto strutturata per tutto il lavoro senza cadute di tono.
Luca
