Ayryn83

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Feb 10

MINDFEELS “2WO”

MINDFEELS
“2WO”
(Burning Minds Music Group)
release date: 30 – 01 - 2026
genere: AOR/Westcoast/Prog
voto: 8

Line Up: Davide Gilardino - lead & backing vocals, Luca Carlomagno - lead, rhythm & acoustic guitars, keyboards programming, Roberto Barazzotto – bass, Italo Graziana - drums, percussion, backing vocals & keyboards programming.
Special Guest: Kasper Viinberg - Vocals, keyboards and percussion on “The Other Side Of You”, Michael Kratz - Vocals on “The Other Side Of You”, Aldo Bulgheroni - Synth solo on “Passengers”.

Tracklist: Out Of Spin, We Will Make It, Fading Lights, Again In The Wind, Something New, Flying Away From This World, Here With Me, The Other Side Of You, Passengers, Dreamland, You Can't Let It Go, Run Away, The Wait


Formatisi nel 1994 come Dejanira, una tribute band dei “Toto” (come anche il loro nuovo nome suggerisce, dato che esiste un album dei Toto che si chiama “Mindfields”) gli italianissimi“Mindfeels” si sono poi evoluti in un progetto musicale originale. Come già si era accennato, il nuovo nome “Mindfeels” è un esplicito omaggio proprio ai Toto e al loro undicesimo album in studio. Il primo disco della band, “XXenty”, pubblicato nel novembre 2017, ha celebrato oltre vent'anni di musica insieme. A dicembre 2017 è seguita un'edizione giapponese. Il gruppo ha tenuto concerti in Italia, condividendo il palco con Boulevard e Soul Seller e nel 2018 ha collaborato con Michael Kratz al brano “Dragging Me Outside”. Nel maggio 2025 ha contribuito con il nuovo brano “All Behind” alla compilation “We Still Rock...The World”. Seguendo il percorso stilistico del suo predecessore “XXenty”, “2WO” mette in mostra la capacità della band italiana di fondere abilità tecnica e capacità compositive di alta classe, accompagnate dalla spinta a superare costantemente i confini, un marchio di fabbrica che non manca mai nelle opere migliori del genere classico Westcoast/AOR. Mixato e masterizzato da Roberto Priori (Danger Zone, Wheels Of Fire, Raintimes, Michele Luppi, StreetLore), il CD ha un libretto contenente una nota introduttiva scritta dal grandissimo Marco Garavelli, conduttore radiofonico dei programmi “Linea Rock” e “Hard ‘N’ Heavy” su “Radio Lombardia”. L’album spicca decisamente per la qualità sonora in chiave AOR, fusa magistralmente qua e là con pennellate prog, che però non risultano mai leziose né esagerate; le melodie sono infatti piacevoli, ben fruibili ed orecchiabili e sono coniugate con un buon livello di songwriting. La band si caratterizza per un buon grado di intimità stilistico-espressiva e mostra di saper mettere molto di sé nei testi e nella composizione. Nonostante in alcune tracce (nella traccia introduttiva, “Out Of Spin”, ed in quella conclusiva, “The Wait”, entrambe strumentali, così come nella traccia n.3 “Fading Lights”) vi siano degli inserti di campionamenti tipicamente prog alla “Pink Floyd” (o se preferite, alla “Dream Theater”), l’identità AOR non va (per fortuna!) affatto persa nel resto dell’album, soprattutto nelle traccia n. 2, “We Will Make It”, n. 4, “Again In The Wind”, n. 5, “Something New”, n. 6, “Flying Away From This World” che spiccano per cori orecchiabili e riff melodiosi di chitarre precise e potenti, in puro stile “80’s melodico” ma anche per i testi scritti magistralmente e scanditi nel cantato in perfetto inglese. La ballad, traccia n. 7 “Here With Me”, è piacevolmente romantica e “stracciamutande pornosoft” come ogni ballad ‘80 merita di essere mentre la traccia 8, “The Other Side Of You” si presta bene all’alternanza vocalica tra i super ospiti Kasper Viinberg (che qui suona anche le tastiere e le percussioni) e Michael Kratz, alla voce insieme alla new entry, ovvero il lead singer Davide Gilardino. La traccia 9, “Passengers” fa volare il synth di Aldo Bulgheroni, altro super ospite, synth che però non è mai stucchevole o artificiale, con un effetto molto efficace e naturale in cui l’AOR si fonde con il prog, senza mai risultarne tiranneggiato. L’unico pezzo dall’impronta un po’ più nettamente prog risulta la traccia n. 10, “Dreamland”, anche se l’album torna a virare verso l’AOR nelle tracce 11 e 12, “You Can't Let It Go” e “Run Away”. Una buona prova di abilità musicale pienamente superata!

Ayryn83

Feb 02

MAYHEM MAVERICKS “Mayhem Mavericks”

MAYHEM MAVERICKS
“Mayhem Mavericks”
(Street Symphonies Records & Burning Minds Music Group)
release date: 30 – 01 - 2026
genere: melodic hard rock/sleaze
voto: 9

Line-Up: Marcello Spera – vocals, Andrew Trabelsi – guitars, keyboards, Andrea Oliverio – drums. Special Guest: Vanessa Odry, Angelo Sasso, Stefania Sarre, Mauro Balestra, Matteo Castelli – bass,
Cristiano Stefana – guitar

Tracklist: Divide, Killing Eyes, Midnight Crawler, With Me, I Can Feel The Heartache, Eclipse, Join The Fight, More To Ask, Best Of Me, One Day In A Lifetime, Road With No End

I “Mayhem Mavericks” nascono dalle ceneri degli “Alchemy”, band bresciana che già si era fatta notare nel panorama rock nostrano, purtroppo scioltasi in seguito a divergenze artistiche tra musicisti. I membri principali Marcello Spera (“StreetLore”) e Andrew Trabelsi (“Shining Line, StreetLore, Füel For Tunes, ex- Mastro”) hanno quindi dato vita a questa formazione. Personalmente non mi sarei aspettata così tanta energia fin dalla prima traccia (“Divide”): una forte impronta ‘80, che ricorda molto i primi “Bon Jovi”, sia a livello vocale sia a livello strumentistico-melodico. Soprattutto, con potenza! Questa band potrebbe benissimo essere annoverata nel panorama sleaze svedese (Heat, Crazy Lixx, Eclipse tanto per fare qualche nome) e invece sono italianissimi. Queste influenze ed ispirazioni emergono in quasi tutti i pezzi (“I can feel the Heartache” per esempio). L’album è la carta d’identità di questi musicisti molto “ottantosi”, in quanto esprime con chiarezza la loro visione: riff aggressivi, linee vocali potenti e un’energia che riflette sia la maturità acquisita che una rinnovata ambizione. Il disco è arricchito dal contributo di diversi bassisti ospiti: Vanessa Odry, Angelo Sasso (“StreetLore, Airbound”), Stefania Sarre (“Soul Seller, Shining Line”), Mauro Balestra e Matteo Castelli (ex “Alchemy”), ciascuno con una impronta distintiva. A completare il quadro, il chitarrista Cristiano Stefana (ex “Alchemy”) firma e interpreta alcuni assoli, conferendo profondità al sound. Pur trattandosi di un debutto, l’album porta con sé l’esperienza di anni di collaborazione e palchi condivisi. Il risultato è un lavoro che suona al tempo stesso fresco e maturo, radicato nella tradizione dell’hard rock ma con lo sguardo rivolto al futuro. Con questa prima uscita, i “Mayhem Mavericks” si presentano come una nuova voce della scena rock internazionale: autentica, energica e determinata a tracciare il proprio percorso. A dare un’impronta tipicamente ‘80 cori e armonizzazioni vocali che entrano nella testa e nel cuore con potenza, tastiere presenti in tutti i pezzi a conferire quel tocco di dolcezza potente, ballad romantiche (“With You”) ma energiche al punto giusto in quanto contornate da riff metallici ma molto raffinati ed accurati (con inserti di chitarra acustica molto piacevoli, ad accompagnare chiusure di pianoforte molto accurate). Sarà che la copertina, dal design molto “Post Eighties Apocalypse”, mi ha ispirata fin da subito e infatti non mi sbagliavo. Se fossi la loro etichetta, me li terrei ben stretti e non me li lascerei scappare. Da tenere d’occhio assolutamente anche per i live; sono curiosissima di vederli dal vivo.

Ayryn83