DEEP PURPLE LIVE @ Unipol Forum di Assago (Mi) - 17 - 10 - 2026
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Saranno disponibili un numero limitato di Vip Package. Radiofreccia è la radio ufficiale del concerto dei DEEP PURPLE. Metalitalia è media partner del concerto dei DEEP PURPLE.
LIVE REPORT: SPREAD EAGLE @ McRYAN’S DI MONCALIERI 04/09/2026
LIVE REPORT: SPREAD EAGLE @ McRYAN’S DI MONCALIERI 04/09/2026
testo e foto by: Sofya Simone
Lo streetmetal di New York conquista la serata
Una serata all’insegna dell’hard rock più ruvido e viscerale quella andata in scena venerdì 4 settembre al McRyan’s di Moncalieri, dove gli americani Spread Eagle hanno fatto tappa con il loro The Brutal Divine Tour 2026. L’appuntamento torinese rappresentava la data italiana del tour europeo della band newyorkese, nonché la prima data in Italia della loro carriera. Ad aprire il concerto sono stati i TinkerToyz, giovane formazione proveniente da Milano, chiamata a scaldare il pubblico prima dell’arrivo degli headliner americani. Una scelta coerente con lo spirito della serata: una formazione giovane, fortemente legata alle sonorità hard rock e sleaze, prima di lasciare il palco a una band che di quella stessa attitudine ha fatto una delle proprie caratteristiche distintive. Quando tocca agli Spread Eagle, il’McRyan’s diventa il punto d’incontro fra due epoche del rock americano. Nati a New York alla fine degli anni Ottanta, gli Spread Eagle hanno costruito la propria reputazione attraverso una miscela esplosiva di hard rock, heavy metal, sleaze e streetmetal, caratterizzata da riff pesanti, groove serrati e un’attitudine decisamente urbana. Il loro debutto omonimo del 1990 rimane il punto di riferimento imprescindibile della carriera, grazie anche a brani come “Switchblade Serenade”, mentre il successivo “Open to the Public” del 1993 ha consolidato la loro identità. A Moncalieri, però, il passato non è l’unico elemento al centro dello spettacolo. Il concerto arriva pochi mesi dopo la pubblicazione di “The Brutal Divine”, il quarto album in studio degli Spread Eagle, pubblicato il 12 giugno 2026 da Frontiers Music Srl. Il disco rappresenta un nuovo capitolo nella storia della band e conserva l’aggressività degli esordi, affiancandola a una maggiore maturità compositiva. La formazione schierata sul palco del McRyan’s comprende Ray West alla voce, Gianmaria “Jommy” Puledda alla chitarra, Rob De Luca al basso e Rik De Luca alla batteria. È una line-up che restituisce pienamente l’identità della band: la voce graffiante di West al centro, la chitarra di Puledda a costruire il muro sonoro e la sezione ritmica dei fratelli De Luca a fornire il groove necessario a tenere insieme la componente più metal e quella più street del sound. Il concerto del 4 settembre ha rappresentato dunque un appuntamento particolarmente significativo per gli appassionati italiani dell’hard rock americano. Una serata costruita attorno a un genere che, nonostante gli anni trascorsi, continua a trovare nel circuito dei club il proprio habitat naturale. Gli Spread Eagle hanno portato a Moncalieri la propria miscela di streetmetal, hard rock e sleaze, inserendola nel contesto di un tour europeo dedicato a “The Brutal Divine”. Per chi era al McRyan’s, la serata ha rappresentato soprattutto l’occasione di vedere da vicino una band che appartiene alla storia dell’hard rock americano ma che, nel 2026, continua a guardare avanti. Spread Eagle, insomma, ancora in strada: vecchia scuola nell’attitudine, nuova linfa nelle canzoni e la stessa voglia di suonare forte.






ISSA “Fire and Ice”
ISSA
“Fire and Ice”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 28 – 08 - 2026
genere: Aor
voto: 7.5
Line up: Isabell Øversveen – vocals, Tom Martin – guitars, bass, James Martin keyboards
Tracklist: The Call of Love, Stranded, Fire & Ice, Sea of Desire, All or Nothing, The Shadow of Night, Bullet on the Road, Pay the Price, One Step to Paradise, Running from the Night, The Waiting Game
Con "Fire and Ice", la cantante norvegese Isabell Øversveen, in arte Issa, torna a distanza di poco più di due anni da “Another World” con quello che si preannuncia come il suo disco più ambizioso e cinematografico. L'intero album è stato scritto e prodotto dai fratelli Tom e James Martin, che confezionano un sound capace di catturare lo spirito dell'AOR anni '80 mantenendo però un'anima contemporanea. Issa non ha bisogno di presentazioni per chi segue il melodic rock europeo: da oltre un decennio è una delle voci più riconoscibili del genere, e Fire and Ice conferma perché. Il titolo stesso — fuoco e ghiaccio — racconta bene la filosofia del disco: un equilibrio tra passione e introspezione, tra intensità ed eleganza, con ritornelli pensati per restare in testa a lungo dopo l'ascolto. Sonoramente, l'album si muove tra diverse anime dell'AOR. Issa stessa ha descritto la title track "Pay The Price" come uno dei brani più riusciti, con cori imponenti, synth stratificati e chitarre incisive, mentre "Bullet On The Road" strizza l'occhio al mondo di Jim Steinman e "Running From The Night" flirta apertamente col synthwave. È proprio questa varietà di registri — dalla ballata epica all'hard rock da stadio — il punto di forza del lavoro: un disco che non si accontenta di ripetere una formula, ma prova a spingersi in territori leggermente diversi da traccia a traccia, pur restando fedele all'estetica anni '80 che ha reso celebre Issa. La voce dell'artista resta l'elemento centrale: potente, calda, capace di passare senza sforzo dal graffio rock alla vulnerabilità della ballata. Gli arrangiamenti di Tom e James Martin costruiscono attorno a lei pareti sonore lussureggianti, fatte di tastiere avvolgenti e chitarre puntute, evocando con mestiere l'epoca d'oro dell'AOR senza scadere nella semplice nostalgia. Punti di forza: varietà stilistica, produzione curatissima, interpretazione vocale sempre convincente. Possibili limiti: chi cerca sorprese radicali rispetto ai precedenti lavori di Issa troverà comunque un disco che si muove entro i confini ben noti del genere — un aspetto che può essere letto sia come coerenza artistica che come scarsa voglia di rischiare. Ad ogni modo, l'album risulta un album solido e ben costruito, ideale per chi ama l'AOR classico rivisitato con gusto moderno.
Ayryn83
ELEINE: la metal band svedese fa uscire il singolo in attesa del disco a dicembre
PAUL LAINE: a fine settembre il suo nuovo album solista
Il rinomato cantante canadese Paul Laine è entusiasta di annunciare che il suo nuovo album in studio, "The Long Road Back", uscirà il 25 settembre 2026 per Frontiers Music Srl. Una vera lezione di melodic rock: il nuovo album di Paul Laine offre ritornelli trascinanti, ballate intense e inni perfetti per i grandi stadi, spaziando attraverso l'intero spettro del genere. Dall'energia travolgente di "Love Me Or Leave Me" alla vulnerabilità intima di "Someday" (scritta insieme ad Andrew Oye), ogni brano è curato nei minimi dettagli e mette in risalto la potenza vocale e la sensibilità melodica che contraddistinguono Laine. "Don’t Let Me Go Tonite" prende vita grazie a un video d'impatto che ne esalta l'energia contagiosa. Laine ha dichiarato: "Sin da quando ho pubblicato il mio primo album da solista, mi sono chiesto quando avrei finalmente avuto l'occasione di realizzarne un altro. La vita – e la musica – hanno il potere di portarti in luoghi che non avresti mai immaginato. Guardandomi indietro, ogni capitolo della mia carriera mi ha condotto su una strada diversa, e ognuno di essi mi ha plasmato sia come autore che come persona".
LIVE REPORT: JUDAS PRIEST – Teatro Clerici, Brescia - 5 settembre 2026
LIVE REPORT: JUDAS PRIEST – Teatro Clerici, Brescia (5 settembre 2026)
testo e foto by: Ayryn83
Sabato 5 settembre il Teatro Clerici di Brescia ha ospitato una tappa del "Faithkeepers Tour" dei Judas Priest, show che ha registrato il tutto esaurito già diverse settimane prima della data. La serata non ha previsto gruppi spalla, permettendo al pubblico di godersi per intero il repertorio della band guidata da Rob Halford, anche se le condizioni climatiche particolarmente intense hanno messo a dura prova la serata nonostante l'ottima acustica del locale.
Il concerto arriva a un anno di distanza dall'ultima tappa italiana della band, quella del Ferrara Summer Festival incentrata sui 35 anni di 'Painkiller', e si inserisce in un tour che punta a ripercorrere le diverse epoche della discografia del gruppo, toccando anche Pordenone, Roma e Bari.
L'esibizione
Dal punto di vista musicale, la band ha regalato un ritmo serratissimo, con Halford poco incline alle chiacchiere tra un brano e l'altro — tranne un estemporaneo botta e risposta col pubblico — ma sempre solido nei suoi celebri vocalizzi, al punto che in un passaggio ha strizzato l'occhio a “La Donna è mobile”, un piccolo omaggio alla tradizione lirica italiana.
Sul piano visivo, le grafiche proiettate sui maxi-schermi hanno ripreso le copertine storiche della band, con momenti particolarmente riusciti durante “The Sentinel” e “Turbo Lover”, dove gli iconici artwork di Doug Johnson hanno preso vita sugli schermi.
Da segnalare, per i fan più esigenti, alcune chicche in scaletta: il ritorno di brani come “The Ripper” e “Delivering The Goods”, oltre a “Desert Plains”, gemma tratta dal sottovalutato “Point Of Entry”, e la travolgente “Steeler”, eseguita per la prima volta in Europa in questo tour.
La scaletta ha saputo bilanciare i classici intramontabili — da “Breaking the Law” a “Painkiller”, passando per “Electric Eye” e “Living After Midnight” — con incursioni più rare nel catalogo, offrendo al pubblico un viaggio completo attraverso le varie epoche dell'heavy metal targato Judas Priest. Nonostante qualche criticità organizzativa e le condizioni climatiche non ideali (caldo tropicale insopportabile sotto quel tendone) la band ha confermato una tenuta live ancora impressionante, capace di reggere un tour che attraversa l'Italia in lungo e in largo.
La scaletta
1. You've Got Another Thing Comin'
2. Metal Gods
3. Breaking the Law
4. The Ripper
5. The Sentinel
6. Desert Plains
7. Lightning Strike
8. Turbo Lover
9. Steeler
10. Delivering the Goods
11. Panic Attack
12. Victim of Changes
13. No Surrender
14. Painkiller
Encore:
15. The Hellion
16. Electric Eye
17. Hell Bent for Leather
18. Living After Midnight
EUROPE: ecco il nuovo singolo “Scandinavian Eyes”
Gli Europe svelano un nuovo, significativo assaggio del loro prossimo album in studio Come This Madness con il nuovo singolo “Scandinavian Eyes”, un brano che è già un inno, dalla melodia capace di entrare in testa praticamente al primo ascolto. Come This Madness uscirà il 25 settembre per Silver Lining Music. Il pre-order è già disponibile qui. Costruita attorno ad un riff incalzante, un ritornello inconfondibile, grandiose linee vocali ed incredibili arrangiamenti, “Scandinavian Eyes” ha la dimensione di una vera e propria sinfonia pensata per il palco. Il brano possiede un respiro particolarmente ampio, con gli Europe capaci di fondere la potenza e l'immediatezza del rock con la profondità della musica orchestrale. “Questo riff trascinante, la magia degli arrangiamenti orchestrali e le melodie vocali e di chitarra ne fanno uno dei miei brani preferiti degli Europe da molto tempo!”, racconta Joey Tempest, membro fondatore e frontman della band. “Il testo parla del superare il confine tra ciò che è giusto e ciò che lo è... un po' meno. Siamo davvero orgogliosi di questo pezzo e non vediamo l'ora di suonarlo dal vivo!” . Il performance video che accompagna il singolo, diretto da Patric Ullaeus, cattura gli Europe a pieno regime e restituisce tutta la forza della loro presenza dal vivo. L'intesa, la qualità dei musicisti e l'energia della band sono messe in primo piano, lasciando che sia l'intensità di “Scandinavian Eyes” a parlare da sé.
Black Blood Sthlm: l'hard rock band svedese estrapola un singolo dal nuovo Ep in uscita questo mese
La hard rock band svedese Black Blood Sthlm pubblica “I Know You Believe”, terzo singolo estratto dall’omonimo EP in arrivo in digitale il 18 settembre 2026. Dopo “In The Wind” e “Holy Man”, la band presenta l’ultimo singolo prima dell’uscita dell’EP completo. Con “I Know You Believe”, i Black Blood Sthlm mostrano un lato più melodico del proprio sound, mantenendo però ben salde le radici in una scrittura classica, in performance autentiche e in un’idea di band fondata sull’interplay tra musicisti. Il brano porta con sé un’impronta melodic hard rock che può richiamare la classe e il trasporto emotivo dei Whitesnake, senza però allontanarsi dall’identità che i Black Blood Sthlm hanno iniziato a costruire con le prime uscite. Non si tratta di copiare un’epoca o riprodurre una formula, ma di parlare quel linguaggio con naturalezza: chitarre, voce, sezione ritmica e scrittura lavorano nella stessa direzione.
IAN PARRY’S CONSORTIUM PROJECT VI “Legacy of Empires”
IAN PARRY’S CONSORTIUM PROJECT VI
“Legacy of Empires”
(Frontiers Music S.r.l)
genere: power metal/symphonic metal/progressive metal
release date: 28 -08-2026
voto: 8
Line up: Ian Parry - lead, harmony & choir vocals all songs. Midi synth strings & organ on tracks; 1 & 5; Stephan Lill – rhythm, solo guitars on tracks 1, 3, 4, 5 & 8. Keyboards on tracks; 3,4 & 8, Johann Cadot – rhythm, acoustic guitars & Keyboards on tracks 2, 7 & bonus 11. Backing vocals on tracks; 2,3,4,5,7, 8 & Japanese acoustic bonus track 11, Luca Sellitto – rhythm, acoustic, solo guitar & strings on tracks; 6,9 &10. Backing vocals on tracks; 2,3,4,5,7 & 8, Allan Sorensen – drums on all tracks (except track 10), Anjdreas Passmark – bass, guitars on tracks; 5 & 6, Franky Rummler. Bass guitars on tracks; 3,4 & 8. GUESTS: Bass, guitars – Jan Bijlsma - performs on track 8, Kris Gildenlow - performs on track 2, Robert Finan - performs on track 10, Carmine Vivo- performs on track 9, Drums, – Casey Grillo - performs on track 10, Keyboards – Peter Jan Kleevens - performs Hammond organ on track 6, Stefan Weissmuller - performs piano & strings on track 10, Guitars – Patrick Rondat - performs solo guitar on track 2, Manolo Arias - performs solo guitar on track 7, Vocals – Ombeline Duprat - Performs choir & harmony vocals on tracks; 2, 4, 5, 7 & Japanese acoustic bonus track 11, Brenda Davis - Performs lead & harmony vocals on track 10.
Tracklist: The Constellation Of The Stars, Legacy Of Empires, A Declaration Of Independence, Gods From The Heavens Above, A Kingdom For Heroes, Pyramids Of Power, The Secrets Of Creation, Awake The Forgotten Souls, The Burden Of Truth, Nature’s Eyes
Dopo anni di attesa, Ian Parry torna con orgoglio con “Legacy Of Empires”, il nuovo e potente capitolo dell’acclamata serie Consortium Project. Opera ambiziosa e colossale di progressive metal, l’album rappresenta un trionfale ritorno per uno degli artisti più visionari e orientati ai concept del genere. Parry ha dichiarato: “‘Legacy of Empires’ non solo celebra i miei 45 anni di carriera come cantautore professionista, ma mi permette anche di rimettere mano e portare finalmente a termine il sesto capitolo della saga del Consortium Project. La sfida con ogni album del Consortium Project è quella di eguagliare la qualità delle precedenti pubblicazioni, apportando al contempo qualcosa di nuovo alla musica. Credo che ‘Legacy of Empires’ riesca proprio in questo. La possibilità di riunire musicisti che hanno accompagnato il percorso del Consortium Project per decenni, insieme a nuovi collaboratori di grande talento, ha reso questo album un’esperienza davvero speciale.” Coniugando una narrazione epica, profondità emotiva e virtuosismo musicale, “Legacy Of Empires” esplora temi quali il potere, l’eredità, il conflitto, l’ascesa e la caduta delle civiltà attraverso un panorama musicale ricco e dinamico. Dai maestosi passaggi sinfonici ai riff travolgenti del progressive metal e agli arrangiamenti melodici di grande slancio, l’album cattura lo spirito dei classici concept album, spingendo al contempo il sound dei Consortium Project verso nuovi e audaci orizzonti. L'album vanta una formazione internazionale d'eccezione, che comprende membri dei “Vanden Plas”, dei “Kamelot” ed ex membri dei “Pain of Salvation”, le cui identità musicali distintive contribuiscono a creare l'atmosfera ampia e drammatica dell'album. Le loro interpretazioni trasformano il progetto in un'esperienza davvero coinvolgente, in cui la maestria tecnica si bilancia con un'intensità emotiva genuina. L’impronta del power-metal nordeuropeo (tedesco e olandese in primis) si nota immediatamente; del resto anche solo la presenza in questo ambizioso progetto di grandi musicisti di questa area geografica è indicativa. “Legacy Of Empires” è destinato a conquistare gli appassionati di musica sofisticata, melodica e ricca di emozioni. L’album segna l’inizio di una nuova ed entusiasmante era per il Consortium Project di Ian Parry, riaffermandone il ruolo tra i progetti più ambiziosi della scena progressive metal.
Ayryn83
