ISSA
“Fire and Ice”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 28 – 08 - 2026
genere: Aor
voto: 7.5
Line up: Isabell Øversveen – vocals, Tom Martin – guitars, bass, James Martin keyboards
Tracklist: The Call of Love, Stranded, Fire & Ice, Sea of Desire, All or Nothing, The Shadow of Night, Bullet on the Road, Pay the Price, One Step to Paradise, Running from the Night, The Waiting Game
Con "Fire and Ice", la cantante norvegese Isabell Øversveen, in arte Issa, torna a distanza di poco più di due anni da “Another World” con quello che si preannuncia come il suo disco più ambizioso e cinematografico. L'intero album è stato scritto e prodotto dai fratelli Tom e James Martin, che confezionano un sound capace di catturare lo spirito dell'AOR anni '80 mantenendo però un'anima contemporanea. Issa non ha bisogno di presentazioni per chi segue il melodic rock europeo: da oltre un decennio è una delle voci più riconoscibili del genere, e Fire and Ice conferma perché. Il titolo stesso — fuoco e ghiaccio — racconta bene la filosofia del disco: un equilibrio tra passione e introspezione, tra intensità ed eleganza, con ritornelli pensati per restare in testa a lungo dopo l'ascolto. Sonoramente, l'album si muove tra diverse anime dell'AOR. Issa stessa ha descritto la title track "Pay The Price" come uno dei brani più riusciti, con cori imponenti, synth stratificati e chitarre incisive, mentre "Bullet On The Road" strizza l'occhio al mondo di Jim Steinman e "Running From The Night" flirta apertamente col synthwave. È proprio questa varietà di registri — dalla ballata epica all'hard rock da stadio — il punto di forza del lavoro: un disco che non si accontenta di ripetere una formula, ma prova a spingersi in territori leggermente diversi da traccia a traccia, pur restando fedele all'estetica anni '80 che ha reso celebre Issa. La voce dell'artista resta l'elemento centrale: potente, calda, capace di passare senza sforzo dal graffio rock alla vulnerabilità della ballata. Gli arrangiamenti di Tom e James Martin costruiscono attorno a lei pareti sonore lussureggianti, fatte di tastiere avvolgenti e chitarre puntute, evocando con mestiere l'epoca d'oro dell'AOR senza scadere nella semplice nostalgia. Punti di forza: varietà stilistica, produzione curatissima, interpretazione vocale sempre convincente. Possibili limiti: chi cerca sorprese radicali rispetto ai precedenti lavori di Issa troverà comunque un disco che si muove entro i confini ben noti del genere — un aspetto che può essere letto sia come coerenza artistica che come scarsa voglia di rischiare. Ad ogni modo, l'album risulta un album solido e ben costruito, ideale per chi ama l'AOR classico rivisitato con gusto moderno.
Ayryn83
