Mag 05

LIVE REPORT: FRONTIERS ROCK FestVIIal 25-26-27 Aprile @ Live Music Club – Trezzo sull'Adda (Milano)

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FRONTIERS ROCK FESTIVIIAL
25-26-27 Aprile @ Live Music Club – Trezzo sull'Adda (Milano)

report by Roby Comanducci
photo by: Cristina Galeazzi

E quindi siamo arrivati al termine di questi tre giorni a dir poco palpitanti e fantastici. Una lunga e succosa kermesse di hard rock come non se ne sentivano..... dall'ultimo Frontiers (hehe...) purtroppo fermatosi per sei anni. Ne avevamo bisogno noi rockers, dai più giovani che si affacciano a questo fantastico mondo e che quindi hanno tutto da "imparare" e "immagazzinare" ai vecchietti come il sottoscritto con vivono di aria e rock'n'roll, la cui linfa vitale sono le note che, in questo caso, queste eccezionali ventuno (21!!!!) band ci hanno regalato. Un autentico successo e il merito va tutto alla volontà del boss Serafino Perugino, del grande Mario De Riso e poi tutto lo staff, sempre precisi, gentili e accomodanti che hanno riportato in auge il mitico Fest https://www.facebook.com/frontiersmusicsrl (un merito va anche all'ottima location e organizzazione dell'oramai impeccabile Live Music Club di Trezzo https://www.facebook.com/LIVEMUSICCLUB). Lo han fatto nel migliore dei modi ottenendo, manco a dirlo, un meritatissimo SOLD OUT! Tre giorni di abbracci, urla, inni, calore, amicizia, sudore, strette di mano, ammiccamenti, risate, eccitazione, euforia, gioia, musica. Questa è la MUSICA che l'oramai longeva e inossidabile Frontiers Music srl ci regala da decenni ed è un onore essere stato partecipe di questa festa, aver lavorato a questo reportage col mio staff e i miei più cari amici affianco. Tutti aspettavano il ritorno del festival del melodic rock per eccellenza, e questa edizione è stata assai varia, lode in più quindi agli organizzatori, poiché ha portato in Italia band di pomp rock, Aor, pop metal, class metal, hard rock, sleaze rock insomma, quanto di meglio il music world possa proporre ai suoi fans. Da mostri sacri come Asia, Winger, Mike Tramp's White Lion, Harem Scarem, FM, Robin McAuley che hanno fatto la storia ad acts come Crazy Lixx, sicuramente tra le band top del settore street/sleaze rock e tante nuove proposte come Fans Of The Dark, Cassidy Paris, GATC, The Big Deal. Dire o dare una classifica è assolutamente riduttivo e impossibile; non c'è stato un vero vincitore, una band cardine, al Frontiers ha vinto la VERA MUSICA suonata con l'amore, col cuore e la voglia di artisti che non si sono piegati a certe regole di mercato e continuano imperterriti dopo una vita, a proporre la loro musica senza tempo. E' stato anche il festival delle nuove proposte dimostrando che non è vero che il mondo musicale oramai viva solo di "nu" metal estremo e voci "growl" (con tutto il rispetto, io stesso ascolto anche molte di queste ban...nda) ma l'hard'n'roll è ancora vivo e vegeto e tante giovani band hanno scelto questa strada per farcelo amare ulteriormente. Tre giorni al cardiopalma dove la nostra Cristina ha immortalato tutti sottopalco con la sua macchina fotografica e il photo report lo potete vedere qui nell'articolo mentre il sottoscritto ha spalancato orecchie ed occhi per carpire ogni minimo momento, coadiuvato dagli amici carissimi Mark, Katia, Sofia e Luca che ci hanno accompagnato in questa goduria musicale. Come dicevo ho apprezzato tutte le esibizioni e dopo spenderò qualche parola per ognuna ma, se vogliamo proprio riassumere le band che mi han fatto venire la "pelle d'oca" beh.....vediamo....

momenti di pausa con la "truppa Cathouse & Friends"

 

Una bella sorpresa me l'hanno data gli Shakra (la band "cuginetta dei Gotthard") che, tra l'altro, avevano anche molti supporter con le loro t-shirt tra il pubblico. Una band comunque attiva dal 1997 con 10 album pubblicati; bravi, diretti, un hard rock elegante e grintoso, un cantante Mark Fox, dalla presenza scenica coinvolgente. Poi gli indiani GATC che oramai si stanno facendo apprezzare in lungo ed in largo per il mondo con il loro heavy metal e la stupenda voce del leader Girish. Gli sleazers Crazy Lixx, che hanno mantenuto le promesse di band prima della classe, il vocalist dei veterani FM, che mi ha letteralmente stregato con la sua voce, ha una timbrica e modulazione vocale come pochi. Winger, autentico marpione del palco, accompagnato dalla sua band originale e da uno "sfortunato" Reb Beach (ha interrotto due volte lo show causa problemi della sua amata sei corde, nda) che però ci ha regalato momenti di autentica euforia. Ronnie Romero invece ci ha fatto capire come il sound di R.J Dio e Rainbow sia sempre intramontabile e ci ha regalato una prestazione vocale paurosa con una band che ha schiacciato tutti i presenti con tonnellate di watts e un hard rock potente come un macigno. Mike Tramp beh....la sua esibizione mi ha fatto scendere una lacrimuccia; song senza tempo che ci fanno capire il perchè il class metal - hair metal americano sia stato uno dei generi più rinomati e famosi del decennio d'oro, quello ottantiano.

La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la forte "comunione e fratellanza" delle migliaia di rockers presenti da ogni dove: tanti italiani si....ma tantissimi stranieri, Svizzeri, Tedeschi, Spagnoli, Greci, Svedesi! Mi è sembrato di tornare "ai miei tempi" quando ci si trovava e ci si chiamava tutti "fratelli", quando non c'era bisogno del cellulare per organizzarsi e ci si trovava nei posti conosciuti da tutti e, sovente, ci si andava anche da soli poiché....soli....non lo si era MAI! Ecco, questo concetto caro alla mentalità rocker è, a mio parere, un po diminuito in questi ultimi tempi ma nella kermesse rockettara del Frontiers l'ha fatta da padrone. Eravamo tutti fratelli, c'era un bel clima, c'era elettricità positiva nell'aria.

La musica ha vinto ancora una volta e il merito va in primis a questi musicisti che hanno dato il "sangue" sul palco e si sono fermati - sovente- nella zona "living" del bar e della cucina a parlare coi fans, come se ci si conoscesse da una vita.....nessun atteggiamento da rockstar! FANTASTICO!

Ok, adesso facciamo un brevissimo sunto band by band, una sorta di mio "personalissimo" punto di vista. Non troverete le scalette dei brani suonati bensì il mood che il vostro "scribacchino" ha percepito nell'istante di ogni gig....

Giorno 1
25 Aprile 2025

FANS OF THE DARK: da inizio alle "danze" - tra l'altro con una sala già strapiena! - questa band svedese capitanata dall'androgino ed eclettico frontman Alex Falk. Bravi nell'esecuzione dei brani dai loro primi due album ma soprattutto valorizzati dalla bella voce di Alex. Peccato per i suoni....probabilmente il "sound" stava ancora "regolandosi" e la loro performance è stata leggermente penalizzata.

ART NATION: seguono quindi questi rockers svedesi anch'essi penalizzati dai suoni, infatti ad un certo momento si sentiva solo la batteria. Poi hanno sistemato il tutto e la band ha dato sfogo al suo sound, un mix tra melodic rock e heavy rock, ben dosato e dal giusto appeal


SHAKRA: una delle band top dell'intero festival. Io li definisco i cuginetti dei Gotthard, vuoi anche per la provenienza elvetica, ma tale definizione risulta riduttiva. Anche se per molti sembrano una band "nuova" questi ragazzi fanno dischi dal 97 e hanno un tiro ancora più heavy degli stessi Gotthard. Un plauso al singer Mark Fox, autentico frontman dall'ugola potente e ammaliante. Bravi!

BONFIRE: ed eccoli qua...li aspettavo a braccia aperte essendo (lo dico senza remore) una delle band che ho sempre seguito assiduamente. Purtroppo della formazione storica è rimasto solo uno dei fondatori, il chitarrista Hans Ziller che, vuoi il caso, purtroppo non ha potuto presenziare al festival!! Quindi la band era senza un membro originale (si parla di artisti di "Fireworks" e "Point Blank"...i due loro capolavori, nda) e con il nuovo singer. Ammetto che dopo la dipartita del mitico vocalist Claus Lessman il loro sound ha subito qualche cedimento ma tantè, sono riusciti a deliziarci con una buona prova live e, nonostante il nuovo singer Dyan Mair sia dotato di un'ugola portentosa e una buona presenza scenica, qualcosina si è perso, soprattutto come feeling. In ogni modo ottima gig da sufficienza piena .

HONEYMOON SUITE: arriva il turno dei canadesi Honeymoon Suite, quelli del bellissimo "Racin After Midnight” targato 1988 tanto per intenderci. Il loro pop/fm rock spruzzato da tinte Aor e accenni heavy rock è sempre attuale e lo hanno dimostrato in sede live. Un plauso speciale va al bravo chitarrista/tastierista/back vocalist Derry Grehan che ci ha regalato un paio di momenti di solismo della sua sei corde lodevoli.

PRIDE OF LIONS: li aspettavano in molti poiché sono attualmente tra il meglio con si possa ascoltare in campo Aor! La band del longevo Jim Peterik (co-fondatore dei The Ides of March, autore per 38 Special e Sammy Hagar tra gli altri e membro dei Survivor per molti anni), con il talentuoso singer Toby Hitchcock hanno dato vita ad uno show tra i migliori (insieme ai già menzionati Shakra) della prima giornata. Hanno iniziato con "Eyes Of the Tiger" ed è stato tripudio generale, come anche il momento di "Burning Heart" ma c'era da immaginarsi che i Survivor facessero "capolino" nella tracklist dei nostri. Show carico di pathos e feeling da vendere!

 

ASIA: ecco dunque gli headliner, pomp rock band che ha segnato la storia con dischi memorabili. In sede live Geoff Downes e soci hanno saputo ricreare bene il feeling che si respira nei loro album. Una performance eccelsa anche se lo show è stato piuttosto statico, d'altronde la loro musica è senza tempo e va ascoltata attentamente nelle sue mille sfaccettature. Dal vivo si apprezza indiscutibilmente la caratura tecnica dei membri ed il perché, adesso dopo decenni, siano ancora sul podio delle band storiche del settore.

Giorno 2
26 Aprile 2025


CASSIDY PARIS: siamo arrivati al secondo giorno e l'onore di aprire le "danze2 spetta alla giovanissima female singer australiana Cassidy Paris. Il suo pop rock risulta valido anche in sede live, anzi, qui si percepisce un leggero indurimento del sound che, viceversa, su album è più edulcorato. Ha rifatto brani dell'album appena uscito mostrandosi all'altezza di questo importante festival




GIRISH AND THE CHRONICLES: la band indiana era veramente molto attesa e non ha smentito le aspettative. Il loro potente sound heavy metal sempre stemperato dalla giusta melodia l'ha fatta da padrone e ha contribuito a dare il "quid metallico" al bill del secondo giorno. Precisi, potenti, tecnicamente validi e con quel pizzico di originalità che non guasta mai, i nostri hanno tenuto uno show ad altissimi livelli merito anche della possente e bellissima voce del lead singer e frontman Girish Pradham.


CHEZ KANE: dopo gli indiani arriva l'inglese Chez Kane, female singer dal forte carattere e dalla voce possente che ci ha ammaliato (a parte il "look"....nda) con il suo sound molto anni ottanta; un hair / pop metal che strizza l'occhio a Bon Jovi, Poison e risulta assai radiofonico su disco. In veste live, invece, coadiuvata da ottimi musicisti, la brava singer ha indurito il suono con un risultato di tutto rispetto!


CRAZY LIXX: li aspettavo anche loro, non avendoli mai visti e considerandoli musicalmente una tra le band top del movimento sleaze mondiale. Essendoci dal 2002 (quindi con un ventennio di storia alle spalle) la band del singer Danny Rexon e del batterista Joel Cirera ha regalato l'unico momento glam dell'intera kermesse musicale. Questo per la gioia dei tanti fans venuti -anche- per loro. Presenza scenica da primi della classe, ottimo impatto sonoro, sezione ritmica top, forse un poco penalizzata la chitarra solista, ma onestamente non ho ben capito se si trattasse di un fatto voluto o causato da problematiche di sound check. Tantè... siamo rimasti soddisfatti e non vediamo l'ora di rivederli dal vivo!


FM: altro combo musicale atteso dai fans del Frontiers; la band del vocalist Steve Overland, alla faccia dei quarant'anni di storia sulle spalle, ci ha regalato uno show di altissimo livello, tecnicamente ineccepibile con la reinterpretazione di tanti loro eccelsi hit ma, soprattutto, la vera padrona è stata l'ugola di Steve, in assoluto, tecnicamente parlando, una delle migliori voci ed interpretazioni vocali dell'intero festival. Una goduria per chi li ha sempre amati ma anche per chi, magari, li avrà visti per la prima volta.


TREAT
: dopo il sound più melodico degli FM si elettrizza l'aria con il pomp/hard/heavy rock sound del longevi svedesi Treat capitanati dall'istrionico vocalist Robert Ernlund. La band non ha lesinato in energia, capacità tecniche e presenza sul palco. Hanno rispolverato anche vecchi classici e nell'insieme hanno mantenuto le aspettative.

WINGER: eccoli dunque....con la formazione originale di un tempo. I grandi Winger (tra le band più attese dei tre giorni!!) hanno veramente stregato la folla accalcatasi sottopalco. Un Live Club strapieno ha cantato a squarciagola quasi tutti i brani proposti dal sempre bravo frontman e leader Kip e i pezzi storici hanno fatto letteralmente saltare tutti (compreso il sottoscritto!). Un grosso peccato sono stati i problemi tecnici alla chitarra del guitar hero Reb Beach, che ha dovuto fermare lo show per ben due volte causa cambio di chitarra e check del suono. In ogni caso si sono fatti perdonare dai fans per il grande spessore artistico e il carisma che li contraddistingue da sempre. Indubbiamente un altro dei momenti migliori di questi primi due giorni.

 

Giorno 3
27 Aprile 2025


SEVENTH CRYSTAL: siamo dunque all'apertura del terzo (e ultimo sigh!...nda) giorno del festival, ed il compito viene dato ad un'altra band svedese, gli heavy rockers Seventh Crystal. Il loro show, pur non entusiasmandomi molto, è stato ben eseguito; il loro genere fa capolino su una base heavy stemperata però da momenti di melodia e i membri della band ci sanno fare on stage avendo dalla loro un forte appeal verso il pubblico.

THE BIG DEAL: ero curioso di vedere questa band proveniente dalla Serbia e creata dal chitarrista, produttore e compositore Srdjan e l'avvenente pianista e cantante accademica Nevena che, in compagnia dell'altra bellissima e bravissima co-lead vocalist Ana Nikolic, hanno stregato l'audience che, nei primi momenti, sembrava abbastanza disinteressata, un poco "distratta" da questo inizio di live show. Invece, col passare dei brani, le due female singers hanno saputo conquistare il pubblico in primis con la loro superlativa prova vocale e poi con il sound d'insieme molto sinfonico e metal al tempo stesso. Una prova decisamente interessante.

RONNIE ROMERO: attenzione, fermi tutti. Qua, probabilmente, abbiamo toccato una delle vette musicali dell'intero festival. La performance del dotato e carismatico Romero ( Ritchie Blackmore's Rainbow, Michael Schenker Group, Lords of Black, The Ferrymen, Sunstorm, Vandenberg, Gotus ed Elegant Weapons) ha zittito tutti....in senso metaforico ovvio (haha). Ha dato il vigore portentoso del sano ed incontaminato hard rock come se sul palco fossero presenti mister RJ Dio o i Rainbow del grande Ritchie. La sua è una voce portentosa ma al contempo modulabile, una presenza scenica da fare scuola e un carisma come pochi. Inutile dire che con "Rainbow in the Dark", "Kill the king" e "Stargazer" stava "venendo giù" il Live Club dalle urla delle migliaia di fans. Superlativo!


STORACE: dopo la "botta" Romero il compito di mantenere alto il wattaggio sembrava arduo ma Mr. Storace (dai più conosciuto come l'ugola degli storici svizzeri Krokus) reduce dal recentissimo (ed interessante...nda) album "Crossfire" si è impadronito del palco forte di una presenza scenica carismatica e del suo stile molto Ac/Dc oriented. Nulla da eccepire, è riuscito nell'intento di ammaliare una platea già estasiata (anche in questo caso molti erano venuti anche per lui....nda) con brani vecchi e nuovi. Particolare la cover di "American Woman" fatta insieme a Romero che per l'occasione è salito on stage a duettare con Marc. Ottimo.

ROBIN MCAULEY: il buon Robin è come il vino, più invecchia e più è buono. Lo aspettavo assiduamente, viste le ottime prove in studio (che potrete leggere nella nostra sezione review) dove la voce sembra quella di trent'anni fa. Beh....non ci ha smentito, la sua ugola è indiscutibilmente ancora forte, chiara, modulabile e dai mille "colori" come un tempo; il suo segreto (ha detta sua) è un costante allenamento ma per me qui è la natura che è stata benevola. Lo show è stato decisamente di altissimo livello. Tra i classici l'indimenticabile singolo tratto da un album dei Mcauley -  Shenker Group, "Anytime", che ha mandato in visibilio la folla. Sempre e comunque bravo Robin e un plauso ai musicisti con lo stanno accompagnando nella sua avventura.

 

MIKE TRAMP's WHITE LION: un altro gruppo tra i più attesi è stato quello dell'istrionico Mike Tramp che in questa occasione ha ridato vita alla creatura White Lion, una delle band protagoniste dell'hair metal statunitense anni ottanta. Unico membro rimasto della storica line up ma attorniato da superlativi musicisti Mike ci ha fatto piangere dalla gioia con l'interpretazione di song quali "Lady of The Valley", l'indimenticabile "Broken Heart", "Wait", la fantastica "El Salvador" (per il sottoscritto uno dei momenti clou dell'intero Frontiers Festival!!), la suadente "When the Children Cry"...insomma, ci ha fatto rivivere un momento della nostra vita bellissimo (per chi come me lo ha vissuto) e ai più giovani ha mostrato cosa vuol dire e come si deve suonare hard rock col piglio dei tempi d'oro. Inoltre la sua voce ha tenuto abbastanza bene, il passare degli anni si sente (non è il caso di McAuley...hehe) ma il biondo Tramp riesce ancora a calibrare bene l'ugola che, anche attestandosi su tonalità più basse e "rotonde", le vette di un tempo sono proibitive, riesce a regalare forti emozioni. Lode speciale per la sua presenza scenica che, ma forse non c'è bisogno di dirlo, non deve niente a nessuno. Top!

HAREM SCAREM: arriviamo dunque all'ultima gig del fest, quella dei maestri dell'Aor canadesi, al secolo Harem Scarem. Anche loro attesissimi dai tanti fans presenti, hanno dato vita ad uno show perfetto, meno d'impatto visivo e più' da ascolto, un po' come lo è stato per gli altri pomp gods Asia il primo giorno. Anche loro reduci da un recente album (recensito sempre nella nostra sezione review) hanno creato il giusto mood col pubblico che li ha supportati a gran voce per la maggior parte dell'intero show. Harry Hess e Pete Lesperance sono una autentica garanzia di qualità, chorus line accattivanti e song dal vastissimo airplay. Tutto questo è stato riproposto senza sbavatura in sede live contribuendo a chiudere un festival che ci ha regalato fortissime emozioni.


SHORT INTERVIEW

ANDREA SEVESO guitar player Robin McAuley
by Roby Comanducci
photo: Cristina Galeazzi

girovagando nel backstage e zona bar abbiamo incontrato il giovane guitar hero Andrea Seveso che ha contribuito non poco alla realizzazione del nuovo album di Robin McAuley e....lo abbiamo sottoposto a poche, brevi ma interessanti domande!!!

Ciao Andrea e grazie del tuo tempo e della tua disponibilità. Ne approfitto quindi per farti qualche veloce domanda prima che tu salga più tardi sul palco del Frontiers Festival. La prima cosa è sapere da te come è avvenuto l'incontro con il grande Robin e come è stato iniziare e poi continuare a lavorare con lui...

Beh...che dire, iniziare a lavorare con Robin innanzi tutto è stato un vero onore; sin da piccolino ascoltavo i suoi dischi e lo seguivo come artista e poi ho avuto questa grande fortuna di conoscerlo. Abbiamo quindi iniziato quasi da subito a lavorare, comporre e scrivere musica in studio e, credimi, dovesi riassumere con un'unica parola quello che mi è successo direi "surreale"! Questo perché partire da bambino e considerare un artista come una vera icona, la sua voce il suo carisma e poi vederlo interpretare qualcosa con ho scritto io è ...fantastico!!

Quindi, da quanto mi dici, le song presenti nell'ultimo full length album le avete scritte insieme?

Si si certo, abbiamo lavorato insieme e scritto entrambi, io in particolare ho contribuito su sette brani dell'intero album.

Hai composto le parti musicali o il songwriting dei testi?

Musica, musica....ho composto e arrangiato le parti musicali delle canzoni mentre Robin ha scritto tutte le parti vocali. Diciamo che io ho messo le "fondamenta" del disco e lui ha inserito la "magia"!

Cosa ha di segreto il buon Robin che a 72 anni ha l'ugola identica come quarant'anni fa?

Guarda....lui si prende tanto, tantissimo cura della sua voce. Alla fine è il suo "strumento" e si è creato negli anni una tecnica che segue scrupolosamente e di routine.

Parlando del vostro ultimo disco...così, adesso, dopo che è stato ultimato ed è uscito, cambieresti qualcosa? Pensi che si poteva migliorare qualcosa o sei pienamente soddisfatto?

Domanda difficile. In realtà il disco suona come ci eravamo imposti e si è cercato di dargli un approccio, un aspetto, una produzione più incisiva e grezza rispetto magari agli album precedenti, più guitar oriented direi. Robin mi ha proprio chiesto di scrivere e "buttar fuori le chitarre". Così ho fatto poi c'è stata la collaborazione del produttore, altri songwriter e quindi, alla fine, è uscito il prodotto che avete ascoltato tutti.

Tu sei italiano e ammetto che per me è un piacere vedere musicisti italiani che accompagnano e formano line up insieme a grandi big stranieri. Raccontami brevemente la tua storia musicale...

Io già a due anni e mezzo con l'appoggio dei miei genitori maneggiavo una chitarrina poi con età adolescenziale iniziai a suonare la chitarra elettrica seriamente e da li suona una cover, suonane un'altra, suona in giro, conosci persone eccetera ... la "macchia d'olio si espande" e, nel mio caso, mi ha portato addirittura a conoscere un artista come Robin col quale è dal 2021 che lavoriamo insieme...esattamente da "Standing on the Edge"

Quindi sei nella band anche i sede live da allora?

In realtà quella di stasera è la prima data come Robin McAuley, un po' il battesimo del fuoco (risate...nda)

Benissimo ed io e i ragazzi saremo sotto palco a inneggiarvi, Ok Andrea....ti lascio andare e ci si rivede tra un paio d'ore on stage. Grazie e complimenti per tutto!|

Grazie a te Roby a dopo!!!

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bene siamo arrivati alla fine del nostro report e vi salutiamo tutti aspettandovi quindi al prossimo Frontiers e, ovviamente, a tanti altri eventi live e vi salutiamo con la foto della new entry del Cathouse Italy, la nostra mascotte che ci ha accompagnato in questa "calda" tre giorni di rock duro: signore e signori ....Pingu!!!!! :-)

 

 

 

Grazie di cuore a tutti

Stay rock

Roby Comanducci & Cathouse Italy RnR Project

 

 

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Read 2092 times Last modified on Martedì, 06 Maggio 2025 14:57

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