Nov 21

1000mods "Cheat Death"

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1000mods
"Cheat Death"
(Ouga Booga and the Mighty Oug Recordings)
release: 08 – 11 – 2024
genere: heavy rock, alt rock
voto: 3,5

Tracklist: Overthrown, The One Who Keeps Me Down, Gotzen Hammer, Astral Odor, Love, Speedhead, Misery, Bluebird, Cheat Death, Grey Green Blues

Carissimi, dopo vari tentativi getto la spugna: non sono riuscito a risalire alla line up di questi tre pazzoidi che si celano dietro il moniker di 1000mods! Nulla. Nella product info arrivatami dall'etichetta niente, altre info sulla storia di questi baldi eroi niente.....nemmeno cercando di persona info su di loro. Eppure su questa band greca circolano parecchi “rumors” ma i loro nomi ...no. Vabbè.....Saltiamo a "piè pari" la line up e arriviamo al dunque, la recensione pura. Cosa dire: dopo l'ascolto sono rimasto incuriosito dal sound proposto dai 1000mods e ho appurato che anche la Grecia riesce a sfornare buoni acts musicali e i qui presenti 1000mods con quest'ultimo "Cheat Death" sono arrivati al quinto full lenght album! Ammetto che prima d'ora non li conoscevo anche se, dalla loro bio, risulta abbiano girato il mondo in lungo e in largo con tantissimi live show e in patria siano seguiti da una folta schiera di fans. Tutto meritato, oserei dire. L'album fuorvia subito il potenziale acquirente causa la copertina: a vederla sembra quella di un prodotto hardcore, punk o di band storiche quali MOD e DRI? Ecco....la copertina da quell'idea ma il sound è diametralmente opposto: i nostri creano un connubio tra heavy, punk, alt rock e un pizzico di alternative. Vanno ad abbracciare maestri quali Black Sabbath (notevoli le influenze all'interno di questo lavoro) e Motorhead . Il risultato è un mix di energia che prende spunto da momenti Sabbathiani fine anni settanta fino ad arrivare a passaggi alt rock che graffiano nel loro malato e al tempo stesso rabbioso incedere e fanno capolino agli anni '90 con - anche- passaggi grunge, esempio palese è "Love". Il lavoro scivola via bene con composizioni di media e talvolta eccessiva lunghezza (ci sono song da sei, sette fino a dieci minuti!). L'iniziale “Overthrown” è un po' il biglietto da visita che rispecchia appieno la linea musicale dell'album; brano lunghissimo di quasi otto minuti che si divide in due parti prendendo a piene mani quanto fatto dal Sig. Osbourne e Iommi ricalcandone l'enfasi, la ritmica, il mood e, nella seconda parte, quando il brano accelera sensibilmente, sfiora il plagio con la celeberrima “Children Of The Grave”. Un brano tecnicamente valido con progessioni complesse nella parte centrale che strizzano l'occhio ad un certo prog settantiano ma che perde quando copia spudoratamente il ritornello dei Black Sabbath. Più potente e diretta nel suo incedere punk – alt rock è la successiva “The One Who Keeps Me Down” che abbandona il “Sabba Nero” per regalarci un brano più originale e frizzante. Aggressione sonora che prosegue nella corrosiva “ Gotzen Hammer”. Un autentico tuffo nella grunge – era lo abbiamo con le successive “Astral Odor” e “Love” mentre “Speedhead” ci riporta al buon Lemmy e i suoi compari. “Misery”, un'altra song di sei minuti e mezzo, rende omaggio – ancora- ai Sabbath, inizia con un heavy cadenzato, lento che sembra voglia trascinarsi di forza verso la fine ma, ad un certo punto, ecco un cambio di ritmo con una accelerazione degna dei migliori Iron Maiden (?!) degli esordi con un guitar work che sembra quello proposto dalla coppia Murray-Smith e rende il brano veloce e dirompente. “Bluebird” è un lento strumentale dove la chitarra e soprattutto il basso la fanno da padrone. Traccia suggestiva e d'effetto. Arriva il momento della title track che torna su territori più alt rock con una discreta originalità. In chiusura troviamo gli oltre dieci minuti di “Grey Green Blues”; la prima parte è lenta e basata su un hard con venature blues, pregevole anche il solo di chitarra bluesy e poi nel prosieguo, verso metà della song, come già successo – e probabilmente è una caratteristica del songwriting di questo gruppo – si aumenta il ritmo con la sezione ritmica che parte come un treno e tutto il sound si avviluppa in un contesto più veloce scortandoci fino alla conclusione del brano. Ok....cosa dobbiamo dire: sicuramente un lavoro diverso che spazia e riesce ad accomunare differenti stili amalgamandoli senza pasticciare anzi, riuscendo spesso a proporre qualcosa di interessante. Peccato a certi passaggi esageratamente devoti ai Black Sabbath ma, dato il risultato d'insieme, possiamo sorvolarci sopra. Il mio consiglio è di provare ad ascoltare questo "Cheat Death", sicuramente troverete validi spunti e momenti di buona musica.

Roby Comanducci

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Additional Info

  • Artist: 1000mods
  • Release Date: Venerdì, 08 Novembre 2024
  • Genre: heavy rock, alt rock
  • Production by: Ouga Booga and the Mighty Oug Recordings
  • Voto: 3.5

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