STEELCITY
"Reverence"
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 20 - 09 - 2024
genere: hard rock
voto: 4
Line up: Roy Cathey - lead vocals, Jason Cornwell - bass, Anthony White - drums, Tony Stahl - keyboards, Mike Floros - guitars
Tracklist: I Ain’t Dreamin’ Bout You, Hammer’s Fallin’, No Angel, Dizzy, Walk Away, B.A.N.K., Midnight Dancer, Broken, Losing Control, Blinded, The Journey
Interessante proposta musicale quella di questi musicisti provenienti dalla laboriosa città del Mid-Western, Youngstown in Ohio, posto che ha anche dato l'idea al fondatore e chitarrista Mike Floros di coniare il nome "Steelcity". I membri della band in questione sono oramai navigati musicisti, il cantante proviene dai Cold Sweat (band che uscì nel 1990 con l'eccellente album "Break Out, nda) come il batterista, il bass player è un session men d'eccezione, lo stesso fondatore è un eccellente guitar player e compositore; da quest'amalgama ne scaturisce un album indubbiamente interessante che è solo fuorviante nella copertina, senza dubbio più adatta ad una band di puro heavy o power metal che al sound prettamente hard rock dei nostri Steelcity. Ma, onestamente, questo è l'ultimo dei problemi; meglio una copertina di dubbio gusto ma un contenuto valido che il contrario! "Reverence" trattasi del loro terzo full lenght album ed è un'autentica macchina macina riff; nel sound troviamo rimandi a Kiss, Europe, Winger il tutto però arrangiato con uno stile abbastanza personale che valorizza il lavoro rendendolo elettrizzante e pomposo. Le song sono interessanti, si parte in pompa magna con l'anthem di "I Ain’t Dreamin’ Bout You" ma anche le tracce successive non mollano il colpo; siamo sempre su ritmi medio alti, up tempo o cadenzati e grintosi riff spudoratamente di matrice hard coadiuvati da refrain accattivanti e un guitar work preciso e tagliente. "Dizzy" e "Walk Away" dimostrano quanto appena scritto e, attenzione, non ci sono ballad, fatta eccezione per la conclusiva "The Journey" che però è una rock song che alterna fraseggi e momenti più eufonici e lenti ad altri più sostenuti con un pregevole risultato finale. Questo disco è veramente interessante, siamo al cospetto di un combo musicale che se ne frega delle mode, dei trend musicali e suona quello che ha nel sangue, quello che gli viene meglio anche se, probabilmente, non sarà al centro dell'attenzione del business world, oramai servizievole solo nei confronti di nu metal, crossover e ibridi vari. Qua si gode di sano ed incontaminato hard rock, non ci sono influenze o tentativi di sperimentazione, gli Steelcity suonano quella che, a mio parere, se fatta con maestria e intelligenza è la musica più bella in circolazione: l'hard rock!
Roby Comanducci
