CREYE
“IV: Aftermath”
(Frontiers Music s.r.l.)
release: 24 – 04 - 2026
genere: melodic hard rock
voto: 8.5
Line up: Simon Böös - vocals, Andreas Gullstrand - lead guitar, Fredrik Joakimsson - rhythm guitar, Denny Karlsson - bass, Vidar Savbrant – drums.
Tracklist: Something Missing, Bad Romance, Rust, Left In Silence, Don’t Talk About It, Trough The Window, Only You, Glow, Aligned, The Last Night On Earth, Clay.
Se segui la scena svedese sai che Andreas Gullstrand e i suoi Creye non ne sbagliano una dal 2015, ma con questo nuovo album “IV: Aftermath” hanno alzato per bene l’asticella. Fin dall’inizio si sono rapidamente affermati nella scena AOR scandinava e dopo l’ottimo riscontro dell’ultimo album “Weightless” del 2023 eccoli tornati con questo nuovo album che segna una maturazione definitiva mescolando gli anni 80 ad una produzione decisamente più moderna. I cinque di Malmö hanno lanciato un lavoro piuttosto ambizioso mescolando i tipici suoni del hard rock con synth molto retrò e una precisione tecnica impeccabile. Questo album segna un importante giro di boa col debutto ufficiale di Simon Böös dietro il microfono, che con la sua voce si conferma un punto fisso della band, capace di spaziare da momenti più confidenziali a esplosioni vocali cariche di grinta con una semplicità disarmante. Non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di chiedere a Simon quali sensazioni avesse provato nel fare il suo ingresso in una realtà già così consolidata. Entrare a far parte di un progetto già solido non è mai un passo banale, ma Simon mi ha raccontato la sua esperienza con grande entusiasmo: ‘’Ascolto personalmente la band da diversi anni e li trovo davvero fantastici! Quindi, quando Andreas mi ha chiesto se volevo unirmi alla band come nuovo frontman, non è stata una decisione difficile da prendere. Naturalmente pensi sempre a come reagiranno gli ammiratori, ma sento di aver ricevuto un'accoglienza molto calorosa da parte dei fans!‘’ L’album parte a cannone con “Something Missing” che effettivamente è un titolo profetico perché ci mancava qualcosa, ovvero il ritorno dei Creye, con riff di chitarra che menano forte e un ritornello che rimane subito incollato in testa, è un perfetto mix tra il rock dei tempi d’oro e i suoni puliti di oggi. Arriva poi “Rust” una ballad più malinconica per riprendere fiato, è un pezzo più ragionato con melodie di chitarra più eleganti, un po’ alla vecchia maniera come piace a noi nostalgici. Il viaggio si chiude in bellezza con “The Last Night On Earth” e “Clay” due pezzi con un atmosfera diversa, che vanno in crescendo poco alla volta. Questo album ti fa capire che i Creye non sono solo bravi a scrivere singoli che funzionano in radio ma sanno creare un esperienza sonora che ti lascia qualcosa anche quando la musica finisce. Con quest’album i ragazzi svedesi non si limitano a scimmiottare il rock melodico di quarant’anni fa ma lo stanno aggiornando per le nuove generazioni, sinceramente dopo averlo ascoltato la curiosità di sentire come rendono dal vivo è altissima. Non vedo lora di vederli on stage al Frontiers Rock Festival per capire se riusciranno a portare tutta questa carica anche al Live Club. Ci vediamo sotto palco!
Katia
