DON FELDER
“The Vault - Fifty Years Of Music”
(Frontiers Music srl)
release date: 23 – 05 – 2025
genere: rock
voto: 7.5
Line up: Don Felder – guitars and lead vocals.
Guest musicians: Steve Lukather, David Paich, Greg Phillinganes, Chad Cromwell, Matt & Gregg Bissonette, e Nathan East, Nina Winter
Tracklist: Move On, Free At Last, Hollywood Victim, Last All Night, Digital World, I Like The Things You Do, All Girls Love To Dance, Together Forever, Heavy Metal, Let Me Down Easy, Blue Skies
Molti di voi conosceranno, anche solo per fama, il grande chitarrista e compositore americano Don Felder, soprattutto per la sua lunga militanza nei gloriosi Eagles (1974–1980, 1994–2001). Una carriera di oltre cinquant'anni dove, oltre alla band appena menzionata, il nostro guitar man ha lavorato a diversi suoi prodotti solisti e collaborato con innumerevoli artisti. Questo "The Vault - Fifty Years Of Music" è il primo lavoro dopo circa cinque anni ed è un album assolutamente particolare: è una raccolta di brani e demo ri-registrati, mai pubblicati, tracce inedite create durante tutta la sua carriera, ma che prendono "vita" con un album in questo eccellente lavoro. Il songwriting ovviamente è tutto "made Folder" ma l'esecuzione delle tracce vede una miriade di ospiti tra cui Steve Lukather, David Paich, Greg Phillinganes, Chad Cromwell, Matt & Gregg Bissonette, Nathan East, Nina Winter il tutto per un risultato d'insieme di qualità. Il sound west-costiano del nostro in queste song la fa da padrone, i fraseggi di chitarra e le partiture in bilico fra pop rock e fm rock sono gustosissimi, e anche momenti (quasi) hard rock e addirittura reggae fanno capolino. Si parte con la scanzonata "Move On" brano solare da gustare all'aria aperta magari sorseggiando un bel drink in spiaggia, "Free At Last" invece è più seriosa ma ugualmente "radiofonica" soprattutto nel refrain e ritornello. Segue "Hollywood Victim" melodica e dal forte trasporto emozionale mentre la successiva". Last All Night" è un rock pulsante ma edulcorato al punto giusto che non avrebbe sfigurato in un disco dei Night Ranger o in un album solista del grande Steve Lukather. Ritmi più caldi e caraibici li ritroviamo con il reggae di "Digital World" impreziosito anche dalla chitarra ospite di Steve Lukather. E' il turno di "I Like The Things You Do", un altro brano di ottimo rock sound, ammiccante e "spensierato" ma dal forte impatto che vi farà venir voglia di ballare. Atmosfere gustosamente ottantiane le troviamo – con piacere - nella ruffiana "All Girls Love To Dance", brano che rimembra il migliore Robin Trower con un ottimo guitar work e chorus line da potenziale hit single. Una delle song più "goderecce" di tutto l'album! Finiamo quindi – momentaneamente – di saltare in salotto e ci sediamo comodamente ad ascoltare la lenta ed avvolgente "Together Forever" che ci porta poi alla rocciosa "Heavy Metal", titolo alquanto esplicativo anche se non propone una musicalità heavy, e ci coinvolge con un sanguigno (hard) rock cesellato da ottimi riff, un buon guitar solo e la giusta aggressività. La penultima "Let Me Down Easy" è un'altra melodic song impreziosita da una bellissima interpretazione vocale della female singer Nina Winter. "Blue Skies" ha il compito di chiudere questo album e lo fa con delicatezza ed eufonia; circa due minuti di musica imperniati sulla chitarra acustica accompagnata da un arrangiamento pomposo e sinfonico dovuto alla presenza del quartetto d'archi Orchid Quartet, il tutto per un risultato dal forte pathos racchiuso in una atmosfera sognante. Cosa dire quindi? Beh, di album come questo ne dovrebbero uscire uno ogni bimestre, qui si respira armonia, eleganza, gioia di vivere e tanta qualità. Ottimo lavoro Don!
Roby Comanducci
