Apr 18

PANZERBALLETT “Übercode Œuvre”

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PANZERBALLETT
“Übercode Œuvre”
(Hostile City)
release date: 25 april 2025
genere: progressive metal / jazz metal
voto: 4

Line-up: Jan Zehrfeld – Lead guitars, Heiko Jung - Bass guitar, Sebastian Lanser – Drums, Joe Doblhofer – Rhythm guitars, Alexander von Hagke – Saxophone

Tracklist: Bleed, Seven Steps to Hell, The Four Seasons_ Summer, Alien Hip Hop, Andromeda, Ode to Joy (vocal), Pick Up the Pieces, The Devil's Staircase, Ode to Joy (instrumental), Andromedaron (Digital Bonus Track).

Giorni altalenanti di pioggia e sole in questo inizio di aprile, almeno qui dalle mie parti, cornice che si adatta perfettamente a questo parto mentale e sonoro ricco di variabili inaspettate. Indossate il costume e prendete l'ombrello! I moonboot per la neve e gli occhiali da sole. Sedetevi su montagne russe sonore instabili come capita di rado. Preparatevi ai Panzerballett e al loro tripudio di sfumature. Il nuovo album in studio dei Panzerballett, “Übercode Œuvre”, porta la visione musicale di questa band tedesca a nuovi livelli, con il contributo di batteristi di fama mondiale come Virgil Donati, Marco Minnemann, Anika Nilles e altri. Con composizioni che fondono influenze classiche, jazz e metal, l'album esplora nuovi territori sonori, pur mantenendo l'umorismo e il virtuosismo che contraddistinguono questi ragazzi di Monaco. Iniziamo in modo del tutto inusuale con “Bleed”, dove prog metal e sonorità da festa di paese (inteso in senso positivo) si incontrano in una trama piacevolissima, i continui e insoliti cambi di tempo traggono in inganno e lasciano spiazzati. Ci pensa una chitarra aggressiva e intensa a mettere le cose in chiaro tra uno spunto assolutamente personale e l'altro. “Seven Steps to Hell”, prende il filone della precedente ma con una trama molto più precisa e chiara, le alternanze tra gli strumenti sono più nette e definite e gli intrecci più ricercati e precisi; il basso impressiona per come tiene tutti in riga. “The Four Seasons_ Summer” regala più velocità di esecuzione, rimanendo più ferma sul canovaccio principale, risulta quindi più efficace e attrae l'orecchio improvvisamente al minuto 2, con assolo di basso davvero notevole. Finale di canzone a dir poco spumeggiante! Tooliana memoria per “Alien Hip Hop”, dove prog metal e salsa e merengue si mischiano in un connubio originale, pieno di sfaccettature ritmiche che non può essere descritto, é da ascoltare! 8 minuti di tanta carne al fuoco dove la ritmica regala un intreccio poderoso e continuo mentre la chitarra cattiva é sempre presente e ricorda bene da dove si arriva. Il panorama musicale si amplia ancora di più in “Andromeda”, dove musica lounge e chillout si intrecciano ulteriormente ai suoni già conosciuti, in una ballad affascinante e ricca di sentimenti contrastanti. Si sente alla fine una voce in “Ode To Joy”, geniale rivisitazione del mitico inno, inizialmente lirico e poi puff, cattiveria e tecnica allo stato puro, in un mesh up davvero folle! Sempre con grande positività; anche qui i cambi di tempo si sprecano, mettendo così la propria firma in un esecuzione ben nota. IMPREVEDIBILE! Cambiamo nuovamente registro e inseriamo una nota di funky per rendere tutto più morbido e variabile ancora una volta: questa é “Pick Up the Pieces”, assolo di sax a metà dell'opera, con cornice di basso accentuato e batteria sincopata, un classico misto con gli anni 80, gli anni della grande musica per intenderci. Detto tutto! Finale all'unisono pieno di note e di colore.Una bellissima scalata, geniale richiamo alle scale dell'inferno per quella sei corde che sale e scende all'esasperazione in “The Devil's Staircase,”, un unisono di saliscendi alternati da distorsioni che ne cambiano atmosfera. Torniamo all'inno alla gioia, in questo caso versione strumentale, dove un profumo persistente di jazz apre le danze come nelle migliori atmosfere anni 30, alternato alla perfezione da quella chitarra elettrica che la fa sempre da padrona ma con garbo. Cambio repentino ed elettronica spiccia a metà del brano, come a dire: "Davvero? Pensavate ci limitassimo a solo due misere influenze sonore?" e poi via, di nuovo jazz in un altalena di suoni ormai tipico ma che ad ogni ascolto regala una sfumatura inaspettata. Atmosfere più che astrali, li dove il suono non arriva e si amplifica in un silenzio disarmante, lo spazio infinito e impensabile, raccontato nelle note di un sax, caposquadra di una spedizione composta da un tappeto di note tipico della ballad anni 80 più intensa, questa é “Andromedaron”, la bonus track finale, ricca di spunti ed emozioni, nonostante le caratteristiche solite, rese granitiche canzone dopo canzone, stupisce per intensità e malinconia. La chitarra regala note lunghe e pulite per poi sfociare in spazi di rabbia pura, ogni sensazione viene riproposta. Un saluto, pieno di contrasti e pensieri.Un arrivederci alla prossima scala tonale

Iven

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Additional Info

  • Artist: PANZERBALLETT
  • Release Date: Venerdì, 25 Aprile 2025
  • Genre: progressive metal / jazz metal
  • Production by: Hostile City
  • Voto: 4

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