Roberto

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Il supergruppo svedese Crowne ci presenta il nuovo singolo, "Heaven Tonight", tratto dal loro prossimo album in studio "Wonderland", in uscita il 22 agosto 2025, tramite Frontiers Music Srl.

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KAPTURA FESTIVAL 24-27 Luglio – Piea (Asti)

report di sabato 26 luglio

by Roby Comanducci

 

 

Carissimi, eccomi dunque a scrivere due righe su questo gran bel festival, il Kaptura Fest 2025. Era già alla terza edizione e il sottoscritto, purtroppo, non ne conosceva nemmeno l'esistenza! Capita....ma i cari amici Katia (che ha anche scattato qualche foto ricordo che abbiamo pubblicato, nda) e Mark – che avevano già partecipato all'edizione 2024 - hanno organizzato la “trasferta” (beh...circa 180 km) e hanno avuto ragione, è stata un'esperienza veramente fantastica. Abbiamo presenziato alla data di sabato 26 e devo ammettere che ho potuto constatare la validità, serietà, qualità e bravura degli organizzatori nel creare un festival di musica accomunato a stand culinari di prim'ordine e – come poteva non esserlo essendo con Piemonte – vini doc da poter sorseggiare e bere durante tutta la serata. Il festival è promosso dalla Fondazione MOS della Pro Loco di Piea in collaborazione inizialmente con SNODI, finanziato dal PNRR e MIC ma attualmente seguito da una rete interregionale Nord Ovest Cultura.

Quattro giorni di concerti con inizio alle 21.30 e ...completamente gratuiti!! Il tutto con una location ad effetto, una sorta di oasi in mezzo al bosco e quindi solo verde, piante, cielo stellato e ….un po' di “freschino”, aveva piovuto di giorno e in quel di Piea la temperatura non è certo come da noi a Milano hehe....

 

Ma veniamo alla nostra serata; c'è da fare un appunto, il festival ha tributato il “Madman” e ogni band ha contribuito a regalare al pubblico presente qualche cover del compianto Ozzy! Beh, che dire....una “lacrimuccia” mi è scesa, non posso negarlo. Detto questo alla nostra serata si sono esibiti i bravissimi Dobermann in apertura e la Purple Night, eccelso tributo a Blackmore e soci feauturing due grandi personaggi quali Michele Luppi alla voce (ricordando anche il suo ruolo di tastierista, bassista, produttore e vocal coach! E la militanza con band quali Whitesnake, Mr. Big, Kee Marcello, Vision Divine, Los Angeles, Killing Touch, Michele Luppi's Heaven, Secret Sphere and more...) e il maestro Andrea Braido (Vasco Rossi, Mina, Baccini, Tullio De Piscopo, Raf, Zucchero Fornaciari and more più una folta schiera di dischi solisti). E' stato tutto perfetto; un palco “da paura” con luci al top, impiantistica eccelsa e spazi aperti che non hanno sicuramente “costretto” il pubblico ad accalcarsi bensì si è riusciti a gustarci (è proprio il caso di dirlo....io ero col calice di barbera sottopalco...ehm...nda) quasi quattro ore di musica suonata da veri professionisti.

Iniziano i Dobermann, band italiana al vertice come qualità, musicalità e impatto visivo; il loro hard – street rock esiste già dal 2011 e ad ora li potrei definire tra i top acts che la nostra penisola possa offrire anzi, siamo a livello globale, la band fondata da Paul Del Bello (basso e voce) è rinomata in tutta Europa, conosciuta per aver aperto a band storiche e con già diversi album all'attivo si possono considerare al pari delle migliori realtà nord europee se non anche americane. Vederli poi, finalmente, in un contesto live a loro congeniale come un festival di questo tipo con un palco e una situazione doc beh....mi ha rallegrato il cuore. Ci hanno deliziato con circa un'ora di live performance ripescando brani dal loro repertorio e scaldando a dovere il già folto pubblico presente. Assolutamente bravi!

Arriva quindi il momento di questa band che tributa i grandi Deep Purple ed è formata dai due talenti superlativi che abbiamo appena menzionato più l'aiuto di altrettanti validissimi strumentisti. Si capisce subito che non si scherza, il gruppo prende possesso dell'area live e con carisma e magnetismo sciorina un vasto repertorio del “Profondo Viola” epopea Gillan e Coverdale;

Highway Star, Strange Kind of Woman, Black Night, Smoke on the Water, Woman from Tokyo, You Fool no One, Burn, Mistreaded, Speed King, Child in Time....tanto per citare alcuni brani in scaletta alcuni dei quali riproposti con chiave di bis finale poiché il pubblico continuava ad inneggiare i musicisti e non c'era modo di finire questo show, nonostante fossero superate già due ore di musica. Andrea Braido è stato a dir poco mostruoso, mettendo in mostra la sua grande tecnica, parti veloci suonate con una disinvoltura quasi imbarazzante, parti lente dove ha saputo far “cantare” la sua sei corde avvalendosi di tanti trucchi e tecniche come lo sweep picking, l'alternative picking, grandiosi tapping e una variegata serie di stili dove faceva capolino, la fusion il rock e il blues. Il suo modo di suonare è eclettico ma mostruosamente “naturale”, ricordiamo che col suo problema della mezza falange mancante nell'indice mano destra la pennata è stata studiata da lui stesso in modo particolare. Un vero maestro che in tutti i brani proposti non ha certamente sfigurato facendo una comparazione con il "mammasantissima" Ritchie Blackmore e deliziandoci con solos da paura soprattutto con quanto proposto in chiave solista all'interno del brano “You Fool no One”....stratosferico! Dall'altra parte abbiamo ascoltato una prestazione vocale da antologia: il buon Luppi ha fatte sue song storiche superando anche la prova difficilissima dell'interpretazione di “Child In Time”, una delle ballad più belle dell'intera storia rock e, assolutamente difficile da cantare! Anche Michele, comunque, come Andrea erano sempre col sorriso sulle labbra, si vede che in primis si stavano divertendo un mondo con la moltitudine di fans; la semplicità e la naturalezza con la quale hanno coverizzato i Purple ( attenzione stiamo parlando di un tributo a una delle più grandi rock band della storia con brani di assoluto livello e tecnicamente difficili!!) mi ha lasciato basito e credo proprio che un concerto così era da tempo che non lo vedevo. Cosa volete che aggiunga.... di concerti ne ho visti veramente tanti e quindi ho la “scorza dura” e sono abbastanza critico ma, di fronte a una tale esibizione posso solo guardare in cielo e....ringraziare.

 

I Reaper's Revenge hanno pubblicato un nuovo EP, "Fire Force Devil", un'implacabile riflessione sulle fiamme della distruzione che devastano il nostro mondo oggi. Questa band di heavy metal bavarese non sta solo facendo musica; sta trasmettendo un poderoso messaggio sulle conseguenze dell'indifferenza di fronte al disastro. Con immagini suggestive di Sebastian Bockisch e Benedikt Bokisch di DigitalstandART che accompagnano i tre brani, questa pubblicazione promette di accendere sia il pensiero che l'emozione. 

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Le leggende britanniche del rock melodico FM sono lieti di annunciare l'uscita di “Don’t Call It Love,” il secondo singolo tratto dal loro attesissimo 15° album in studio Brotherhood. Pubblicato mercoledì 6 agosto, il nuovo singolo è un coinvolgente inno rock pensato per le radio rock. 

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Lug 28

RUST N' RAGE “Songs Of Yesterday”

RUST N' RAGE
“Songs Of Yesterday”
(Frontiers Music s.r.l.)
release date: 22 – 08 – 2025
genere: street/sleaze rock
voto: 7.5

Line up: Vince (Vinsentti Koivula), Johnny (Joni Kuuri), Jezzie (Joel Korpela), Eddy (Eero Mäkinen)

Tracklist: One For All (All For One), Songs Of Yesterday, Just Like Brothers, Hey Jane, Gone But Never Forgotten, Rollin' Till The Morning, Open Fire, I Am The One, Gave It All I Got, Fire It Up

Inutile girarci intorno: il nord europa oramai dal nuovo millennio (beh detto così sembra l'altro ieri ma son passati oltre vent'anni....gulp!...nda) è divenuto la Los Angeles degli anni ottanta. Un pò in generale oserei dire, poichè non solo band dedite al rock pià stradaiolo come questi Rust N Rage, ma anche sonorità più grevi, metal ed estreme. Un segno del passare del tempo, un segno di come l'America si sia accasata su suoni più alternativi o commerciali e tutto il “calderone” del rock – in questo specifico caso – hard 'n' roll la fa da padrone in paesi nordici come Svezia ma anche altri tra cui la Finlandia, patria di questi ragazzi provenienti da una piccola cittadina chiamata Pori. Il loro primo album targato 2020 (prodotto da Jimmy Westerlund de One Desire...nda), seguito da una forte attività live li ha fatti e li sta facendo conoscere a migliaia di fans. Adesso il quartetto esce con questo fresco “Songs Of Yesterday” che ci delizia con questa manciata di song dall'alto tasso di adrenalina, ricche di ammiccanti chorus line, eccitanti hook, riff di chitarra poderosi e taglienti e tanto...tanto gusto per il divertimento. Una vera party band che ha preso dalla scuola ottantiana di Motley, Guns, Ratt, Skid Row con però il moderno “piglio” di acts quali Crashdiet, Crazy Lixx o Reckless Love. Un piatto ricco sicuramente, ed anche con quel pizzico di originalità che li distingue dalla moltitudine (beh....forse è un termine esagerato hehe...nda) di prodotti usciti di recente. Precisiamo: i RNR non propongono nulla di nuovo, ma il loro full lenght album esegue a puntino tutti i cliché di questo genere senza cadere però nello scontato e, soprattutto, nel noioso “già sentito”. Le composizioni infatti scivolano via una dietro l'altra facendo battere il piedino all'ascoltatore e dando la carica giusta che una band di questo genere deve dare. Per capire il “tiro” di “Songs Of Yesterday” basta ascoltare l'anthemica e pulsante opener “One For All (All For One)”, il grintoso street metal che fa tanto Skid Row, “Just Like Brothers”, la più radiofonica “Hey Jane”, l'”arena sound” espresso nella rocciosa “ Rollin' Till The Morning” ma anche il veloce up tempo della conclusiva “Fire It Up”. Troviamo anche due lenti di sicuro interesse, “Gone But Never Forgotten” e “Gave It All I Got” che hanno dalla loro un forte magnetismo e carica emotiva, l'esatto contrario di tante asettiche e banali melodic song. Un prodotto fatto per divertirsi e fare divertire che mieterà tante nuove vittime conquistando il cuore di numerosi rockers!

Roby Comanducci