Ayryn83
VON GROOVE
"Born To Rock”
(Frontiers Music S.r.l)
release date : 15 – 05 - 2026
genere: melodic hard rock/AOR
voto: 8
Line Up: Mladen — guitars, Michael Shotton — drums, vocals, Matthew Gerrard — bass
Tracklist: Born To Rock, Fearless, Champion, Adrenaline, Angela, Undefeated, Do It All Over Again, Heart Of Forgiveness, Dreams, Waiting For The Sky To Fall, Always Endlessly
Fondati nel 1990, i Von Groove si sono rapidamente affermati sulla scena del melodic hard rock. Il loro album di debutto omonimo del 1992, prodotto da Richie Zito e con Deen Castronovo (in seguito membro dei Journey) alla batteria in qualità di turnista, rimane una pietra miliare del genere. Nel corso degli anni, hanno pubblicato album molto amati dai fan come “Mission Man” (“Chameleon” in Europa), “Test of Faith” e “The Seventh Day”. Nonostante la pausa nel 2001, i membri sono rimasti attivi, collaborando con leggende del rock e contribuendo a importanti progetti relativi a diversi generi musicali. Oggi, dopo oltre vent'anni di silenzio, i Von Groove tornano trionfalmente con un nuovo album mozzafiato che riunisce la classica formazione originale: Mladen alla chitarra, Michael Shotton alla batteria e alla voce e Matthew Gerrard al basso. Non si tratta solo di un ritorno, ma di una vera e propria resurrezione! Come una fenice pronta a rockeggiare rinvenendo dalle proprie ceneri. Primo album in studio dal 2001, questo disco sembra nato dallo stesso fuoco del loro leggendario album di debutto del 1992. Il brano di apertura, “Born To Rock”, esplode con la stessa urgenza e spavalderia del loro iconico “Once Is Not Enough” — citandolo persino con un sottile cenno che farà venire i brividi lungo la schiena ai fan di lunga data. Ancora più emozionante è sapere che i Von Groove torneranno sul palco nel 2026, riportando il loro rinnovato fuoco e il loro sound senza tempo davanti al pubblico dal vivo per la prima volta a distanza di 25 anni. Sebbene non siano molto conosciuti, fatta eccezione per i cultori del genere che hanno ben presente l’energia dei rockers canadesi, i Von Groove come dice anche il loro nome, sono ancora in grado di emozionare e di “lasciare il segno”, di produrre vibrazioni e di mantenere un bel tiro AOR, come se gli anni non fossero mai passati. Davvero tanta roba!
Ayryn83
FIGHTER V
“Dejà Vu”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 10 – 04 – 2026
genere: melodic hard rock/AOR
voto: 8
Line up: Emmo Acar – vocals, Lobe Valentin – guitar, Lucien Egloff – drums, Roman Stalder – bass
Tracklist: Raging Heartbeat, Victory, Made For A Heartache, Foolish Heart, Deja Vu, Stand By Your Side, All Your Love, Hold The Time, For All This Time, Break Those Limits, Victim Of Changes
I “Fighter V” hanno fatto il loro ingresso sulla scena nel 2019. Originaria di Hergiswil, in Svizzera, la band trae profonda ispirazione dai grandi nomi dell'hard rock e dell'arena rock degli anni '80, come Whitesnake, Journey, Survivor, Bon Jovi, Def Leppard (che personalmente restano nella mia top 10) trasformando quell'energia vintage in moderni inni rock melodici. Il frontman della band, Emmo Acar, a parer mio, fonde le doti vocali di un crooner con una grezza vocalità metal un po’ sporca alla Lemmy, senza però mai esagerare, dato che cori puliti e riff AOR di chitarre e tastiere vanno a bilanciare quella tonalità di voce così particolare, che però può raggiungere delle punte molto elevate (si ascolti la title-track “Dejà Vu”). Il loro album di debutto, “Fighter” (2019), registrato in Svezia con il produttore Jona Tee (H.E.A.T), comprendeva 12 brani caratterizzati da riff guidati dalla tastiera e ritornelli rock in stile old-school, affermando rapidamente la band come uno dei gruppi di rock melodico più promettenti d’Europa. Nel 2024 sono tornati con “Heart Of The Young”, con una formazione rinnovata guidata dal cantante Emmo Acar, proponendo un omaggio nuovo ma fedele all’anthem rock degli Anni ’80. Ora, con “Déjà vu”, i “Fighter V” aprono un nuovo capitolo: il loro primo album pubblicato dalla Frontiers Records, un passo fondamentale che porta il loro sound a un pubblico globale più ampio. Il disco è sia un nostalgico cenno alle loro radici che un'audace evoluzione: aspettatevi il mix caratteristico della band fatto di riff super orecchiabili, melodie azzeccate, voci ricche di armonizzazioni e scintillanti trame di tastiera, ora affinati da un songwriting più maturo e da una produzione più curata. E la pennellata svedese si sente, eccome se si sente. “Deja Vu” è più di un album: è un viaggio intenso e senza tempo attraverso l’epoca d’oro del rock, rivisitata da una band che sta raggiungendo nuovi traguardi. La band ha raccontato come è nato l'album: «Deja Vu» è il nostro terzo album, dopo «Fighter» e «Heart Of The Young». È stato registrato, mixato e masterizzato nel 2025 nello studio svizzero «Little Creek» dall'ingegnere Pulver e prodotto da Emmo Acar. Le parti vocali e il lavoro di produzione sono stati affidati a collaboratori esterni. Le registrazioni vocali e la produzione sono state curate da Ronny Lang, alias “The Voicefinder”, nel suo studio in collaborazione con Emmo. La parte di tastiera è stata prodotta, suonata e registrata da Victor Olsson, con cui avevamo già lavorato in precedenza per le parti di tastiera dell’album. I cori sono stati registrati separatamente da Emmo, Victor, Tess e Ronny. Anche il sassofono è stato suonato da Magnus Hägglund”. L’album presenta una varietà di stili, proprio come il precedente, grazie alla collaborazione con Dave Niederberger (ex cantante degli FV) e con Roman ed Emmo. Influenzati dai nostri idoli degli anni ’80, rendiamo omaggio all’epoca d’oro del Melodic Hardrock/AOR, come si può percepire dall’autenticità del nostro sound», hanno proseguito. “Il titolo ‘Deja Vu’ non è solo il titolo dell’album, ma anche quello di una canzone al suo interno. Questa classica citazione francese descrive gli eventi che vediamo già arrivare ma dai quali non possiamo salvarci. Si ripeteranno perché alcune cose sono scolpite nella pietra”. Ora non ci resta che goderci la loro performance al Frontiers VIII; stay rock!
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BLIND REVOLUTION
“Far From The Sun”
(Deko Entertainment/Glass Onion Pr)
release date: 13 - 03 - 2026
genere: melodic hard rock/AOR
voto: 7
Line up: Simone Sipione – guitar, Cristiano Sipione – vocals, Angelo Moretto – drums, Massimiliano Ricciardo – bass
Tracklist Far from the Sun, The Gang, Christine, Message of Love, Break Free, Heroes Never Die, Sense of It All, Words, You’re Not the One, Rise Up
I Blind Revolution sono una rock band italiana di melodic hard rock/AOR originaria di Siracusa, Sicilia, fondata nel 2010 da fratelli Simone e Cristiano Sipione, rispettivamente alla chitarra e alla voce, che hanno deciso di dare vita a un nuovo progetto dopo diverse esperienze musicali precedenti. Sono noti per il loro sound ispirato agli anni ’80, caratterizzato da riff accattivanti e ritornelli di grande impatto, fortemente influenzato da band classiche come Journey, Whitesnake e Bon Jovi (a proposito di Bon Jovi, mi viene spontanea un’osservazione: anche il buon Jon ha origini italiane, anzi per essere più precisi, ha origini sicule; nel mondo dell’hard rock e del metal le origini italiane di molti musicisti di ieri e di oggi sono molto molto diffuse :-) ). Spinti dal desiderio di rendere omaggio ai propri idoli e alle proprie influenze musicali, i Blind Revolution hanno trovato nel bassista esperto Massimiliano Ricciardo il partner perfetto per la sezione ritmica. Tra i tre è nata immediatamente una chimica naturale, che si è presto trasformata in una grande amicizia. Dopo alcuni cambiamenti nella formazione, hanno avuto un colpo di fortuna e hanno accolto Giovanni Maucieri alla batteria, uno dei batteristi più talentuosi della zona, portando così a compimento la formazione della band. Hanno pubblicato il loro album di debutto, “Money, Love, Light”, nel 2020. Ora ne segue il secondo album, "Far From The Sun", che contiene dieci brani inediti, tra cui il primo singolo e la title track “Far From The Sun”. A pochi mesi dall’inizio della produzione, gli arrangiamenti per quasi metà dell’album erano già stati completati; tuttavia, uno dei membri aveva altri impegni che hanno causato un rallentamento e prolungato le sessioni di registrazione. Così, nel 2024, dopo dieci anni con la band, il batterista Giovanni Maucieri decide di lasciare il gruppo per dedicarsi ad altri progetti. I restanti membri, tuttavia, non si sono scoraggiati e, dopo alcune audizioni, hanno trovato in Angelo Moretto la persona giusta per subentrare e diventare il nuovo batterista ufficiale. I ragazzi sono davvero entusiasti della loro nuova uscita e, come spiega Cristiano, «Tutti lo dicono del proprio lavoro, ma noi non potremmo davvero essere più orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato con "Far From the Sun". Queste canzoni rappresentano esattamente ciò che i Blind Revolution sono oggi — al cento per cento». Simone continua: «Far From the Sun è un album che ti ricollega alle tue emozioni più viscerali: può farti arrabbiare e infiammare, spingerti a riflettere e poi a lasciarti andare. È un hard rock melodico e potente che parla direttamente all’anima». Massimiliano aggiunge: «Il processo di scrittura e produzione ha richiesto parecchio tempo, ma siamo convinti che ne sia valsa la pena. Le canzoni sono sempre state al primo posto e crediamo davvero che risultino sincere e autentiche». Moretto conclude: «Questo album è particolarmente significativo per me, poiché è la mia prima registrazione di materiale originale. “Far From The Sun” fonde potenti riff melodici, ritmi trascinanti e armonie memorabili, e spero che risuoni nel cuore degli ascoltatori». Ed effettivamente la band non delude le aspettative, come pressoché tutte le band melodic hard rock AOR in circolazione: le melodie sono orecchiabili ed entrano subito in testa, come solo le melodie AOR sanno fare. Trovare un progetto di questo tipo nel panorama italiano attuale è una rarità, quindi sta a noi alfieri della buona musica tenere alto lo stendardo.
Ayryn83
VENUS 5
“March Of The Venus 5”
(Frontiers Music S.r.l.)
genere: modern melodic metal
voto: 7
Line up: Karmen Klinc – vocals, Herma – vocals, Jelena Milovanovic – vocals,Tezzi Persson – vocals, Erina Seitllari – vocals, Andrea Buratto – bass, Gabriele Robotti – guitars, Antonio Agate – keys, Marco Lazzarini – drums
Tracklist: March Of The Venus 5, Like A Witch, Far Away, Set Me Free, Stereotypes, Surrender, Satelite, Invincible, Winter On My Skin, Take It From The Start, The Other Shore
Nato da un'idea sviluppata dal sempre creativo Serafino Perugino, presidente e responsabile A&R della Frontiers, Venus 5 si preannuncia come una delle novità musicali più fresche ed entusiasmanti emerse dalla scena metal europea negli ultimi anni. Il concetto alla base di Venus 5 è nato dall'idea di creare una versione “metal” dei progetti pop che si sono moltiplicati nel corso degli anni, ma conferendo a tale progetto la credibilità che deriva da un ensemble di individui dotati di un talento e di un carisma musicale eccezionale. Mettere insieme i cantanti e i musicisti ha richiesto un enorme dispendio di tempo ed energie, poiché era necessario trovare i talenti giusti in grado di lavorare insieme in modo coeso e con una vera intesa. Non c'era alcun interesse a concentrarsi esclusivamente sull'aspetto fisico, che doveva essere secondario rispetto al talento. Il risultato finale è che cinque eccezionali star del canto in erba, provenienti da diversi ambienti musicali (e paesi), sono state riunite per lavorare insieme con l'obiettivo di creare un album straordinario da lanciare su un pubblico ignaro; a dispetto di questo, anche l’occhio vuole la sua parte e infatti le cinque rockeuses nonché voci delle Venus 5 sono anche una gioia per gli occhi, non solo per le orecchie. Il quintetto, fenomeno pop-metal europeo tutto al femminile ad eccezione dei musicisti, torna con un secondo album più potente, più intenso e più incisivo. Riunendo cinque voci provenienti da tutto il continente – Karmen Klinc (Slovenia), Jelena Milovanovic (Serbia), Tezzi Persson (Svezia, cantante degli “Hell in the Club”), Herma (Italia, cantante dei “Sick N’ Beautiful”) ed Erina Seitllari (Albania) – la band porta il proprio sound a nuovi livelli, abbracciando una direzione metal più tradizionale pur mantenendo i ritornelli accattivanti e la produzione raffinata che hanno caratterizzato il loro debutto. Prodotto anche stavolta da Aldo Lonobile (“Secret Sphere”), con il contributo alla composizione di Jake E. (ex-”Amaranthe”, “Cyhra”), l’album presenta un approccio più maturo e incentrato sui riff, ricco di elementi sinfonici ed elettronici, armonie vocali stratificate e ritornelli esplosivi su misura per i fan di “Within Temptation”, “Amaranthe” e del metal europeo moderno (di questo non c’è da stupirsi e ciò non sorprende, vista la partecipazione al progetto del chitarrista dei “Within Temptation” Stefan Helleblad e dell'ex cantante degli “Amaranthe” Jake E). A me vengono in mente anche i The Big Deal”, altra band serba quasi completamente femminile in casa Frontiers Records, vista l’anno scorso proprio a calcare il palco del Frontiers Festival 2025. Erina Seitllari ha dichiarato: “Questo album sembra una tempesta fatta di fuoco e velluto! Selvaggio, elettrico e impossibile da trattenere. Ogni traccia porta con sé quella forza femminile affascinante, il tipo che si eleva, risplende e rifiuta di essere domata”. “Il nuovo album delle Venus 5 è realizzato con tutte le qualità necessarie affinché ogni ascoltatore possa scoprire qualcosa che lo tocchi nel profondo. Al suo interno si nascondono delizie sonore inaspettate, potenti e sorprendenti, che non vediamo l’ora di svelare e far arrivare alle orecchie del nostro pubblico”, ha continuato Karmen Klinc. Parlando di “Surrender” Karmen Klinc ha commentato il brano dicendo: «La canzone invita a non arrendersi, anche quando sembra che tutto ti sia contro. È quel momento in cui decidi di credere in te stessa, di dimostrare che si sbagliano e di affacciarti finalmente alla tua luce». “Surrender” è un brano di pura energia con un messaggio che invita a non lasciare che nessuno ti demoralizzi e a non mettere in discussione la tua forza e le tue capacità», ha aggiunto Tezzi Persson. Con diverse esibizioni ai principali festival già alle spalle, le Venus 5 si stanno preparando a tornare sul palco per promuovere il nuovo album, pronte a dimostrare che la loro potenza è innegabile dal vivo tanto quanto lo è in studio. Potere dell’alchimia femminile, fatta di timbri vocali melodiosi ma diversi tra di loro e potere della magia del metal.
Ayryn83
DEGREED
“Curtain Calls”
(Frontiers Music S.r.l)
release date: 10 – 04 - 2026
genere: AOR/melodic hard rock
voto: 8.5
Line up: Robin Eriksson – bass/vocals, Mats Eriksson – drums, Mikael Blanc – keyboards, Daniel Johansson – guitars
Tracklist: One Helluva Ride, Holding On To Yesterday, Believe, Guiding Light, My Blood, Curtain Calls, The Rambler, Matter Of The Heart, Broken Dreams, Promise Me
I rocker svedesi Degreed sono entusiasti di annunciare l'uscita del loro nuovo album in studio “Curtain Calls”, con uscita il 10 aprile 2026 per Frontiers Music Srl. I Degreed pubblicano musica acclamata dalla critica sin dall'inizio della loro carriera con il loro primo album “Life, Love, Loss” nel 2010. Nel corso della loro carriera, la band è andata sempre più rafforzandosi con ogni uscita, cimentandosi in tour e conquistando fan in tutto il mondo. Il loro sound mescola il classico melodico e l'hard rock. Il cantante Robin Eriksson ha commentato così la title track: “Questa canzone mostra un lato più oscuro e profondo dei Degreed. Il testo è molto personale per me. L'ho scritto pensando al mio ritorno alla vita dopo anni di dipendenza”. Parlando del nuovo album, Eriksson ha dichiarato: “Questo è davvero uno dei migliori album con abbiamo mai realizzato. Sì, è un cliché. Sì, molte band lo dicono di ogni nuovo disco che realizzano. Ma credo davvero che questo sia uno dei nostri migliori, se non IL migliore. Non sono mai stato così concentrato durante la realizzazione di un album come lo sono stato per questo”. Con “Curtain Calls”, i Degreed realizzano uno degli album più forti e concentrati della loro carriera. La band rimane fedele al suo sound consolidato, perfezionandolo con precisione: una produzione potente e contemporanea, performance tecnicamente solide e, soprattutto, un eccezionale senso della melodia e dell'accessibilità. Prodotto da Mats Eriksson, l'album raggiunge un eccellente equilibrio tra maestria tecnica e appeal immediato per l'ascoltatore. Le canzoni sono energiche e raffinate ma sempre accessibili e mettono in mostra uno stile di scrittura sicuro che fonde un sound AOR molto moderno e attuale con la sensibilità melodica dell'hard rock classico. Ascoltando l’album per la prima volta ho notato una citazione abbastanza esplicita, musicalmente parlando (traccia 7, “The Rambler”) a qualcosa di apparentemente lontano dal sound dei Degreed, ovvero un riff introduttivo di chitarra acustica che ricorda l’intro di “Ring Of Fire” di Johnny Cash, tanto è vero che mi sono detta: “Ma guarda che bella cover completamente rivisitata!”. E invece è un pezzo dei Degreed; davvero un bel lavoro di rivisitazione, introspettivo e potente, in cui la band mette tutta se stessa, rielaborando le proprie esperienze musicali e di vita e mettendo in campo il proprio background di musicisti e di persone. Altri pezzi, come “Broken Dreams” ad esempio, sono un impasto molto ben riuscito di melodia, hard rock “Swedish Style”, in cui le tastiere danno quel tono epico di solennità da saga letteraria nordica, pennellata da cori molto ben armonizzati e schitarrate energiche e pulite. “Curtain Calls” si posiziona come una release molto competitiva nell'attuale panorama dell'hard rock melodico: coerente, ben prodotto e fortemente orientato al pubblico, pur conservando pienamente l'identità della band. Non ci resta che gustarceli dal vivo al “Frontiers Music Festival”. “Delad glädje är dubbel glädje! Delad sorg är halv sorg!” (Proverbio svedese che recita: “La gioia condivisa è doppia gioia! Il dolore condiviso è mezzo dolore!”).
Ayryn83
