Roberto

Roberto

“80REWIND from rock to pop – New season 70's/80's/90's Disco party“ @ Centrale Rock Pub
 
Venerdì 8 settembre 2023
 
Ciao a tutti ragazzi!!!
Dopo le vacanze è un piacere tornare al Centrale rock Pub per la prima data della nuova stagione e lo facciamo con il progetto 80REWIND nella nuova formula “ampliata” comprendente dai 70 anni 90!!
Quindi, come già sapete, oltre ai SETTANTA e ovviamente le pop (e rock) hits degli OTTANTA andremo a sconfinare anche negli anni NOVANTA.
Gli anni OTTANTA sono stati sinonimo di stravaganza, esagerazione, colore, allegria e tanto, tantissimo fun & crazy time!!!!
Andremo quindi a creare un mashup tra musica POP e musica ROCK. Avrete modo quindi di ascoltare pop hit di Madonna, Duran Duran, Tears for Fears, Spandau Ballet, Depeche Mode, Sig Sig Sputnik, Michael Jackson, Roxette, Bangles, Bananarama e Rock hit di Europe, Billy Idol, Doctor and the Medics, Iggy Pop, Bruce Springsteen, David Bowie, Motley Crue, Van Halen, Toto, Litfiba, Bonnie Tyler......senza però scadere nelle song trash del periodo. Inoltre per gli amanti del rock avremo il glam/street marcato EIGHTIES!
...e poi ci sarà anche un omaggio al mondo e la musica dei SEVENTIES con le più grandi hit pop, dance ed anche rock, radio hit e mainstream di quella fantastica decade: Donna Summer, Amii Stewart, Bee Gees, KC and The Sunshine Band, Village People, Sylvester, Sister Sladge, Chic, Blondie, The Rockets, Giorgio Moroder, Boney M., Abba, Tina Charles, Hot Chocolate, Anita Ward….......
... e Rock come Kiss, Lou Reed, David Bowie, Rod Stewart, Supertramp, Led Zeppelin, The Who, Survivor, The Doors....and more!
….ed infine sfoceremo nel pop e nelle hits dei gloriosi anni NOVANTA!!!
Tutta musica di qualità quindi!
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ingresso: GRATUITO
… START 23.00
.... END 03.30
Music selection by Cathouse Crew:
CRISY, ROBY COMANDUCCI
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photo by: Cris Galeazzi
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www.cathouse.it
https://www.facebook.com/pages/CATHOUSE-RNR-PROJECT-ITALY/227264560628682
80REWIND “from rock to pop”
https://www.facebook.com/80rewind/
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info locale:
Naturale evoluzione del vecchio ROCK PUB CENTRALE di Lurago d'Erba, storico
locale della Brianza che in 21 anni di attività ha promosso la diffusione dell'underground musicale,in tutti i generi e sottogeneri del ROCK e del METAL e che è stato il punto di ritrovo
di diverse generazioni di rockers, il CENTRALE si ripresenta ora ad Erba in una location più ampia
per dare spazio anche alla musica LIVE, senza snaturare la sua essenza underground.
Il nuovo CENTRALE propone tanti tipi di birra in bottiglia ed alla spina provenienti dai più prestigiosi birrifici d'Europa
e tanti cocktails alcoolici e non. Potete inoltre gustare le nostre
specialità di piccola cucina:panini, piadine, hamburger,
salamelle e patatine fritte,con una sezione dedicata a vegetariani e vegani.
Trovate anche una sala giochi con freccette, flipper, videogames e calciobalilla.
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More info:
http://www.rockcentrale.com/index.php?option=com_content...
https://www.facebook.com/pages/Centrale-Rock-Pub/116920755174170?rf=115638061835019
www.cathouse.it
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Indirizzo
CENTRALE-ROCK-PUB
Via Cascina California, 9
Erba (CO)

Dai loro umili inizi come “Liquid Mojo” nel 2017 al loro trionfante riemergere come “Nattsvermer” nel 2020, la band norvegese ha costantemente guadagnato slancio nella propria nazione. Ora, sono pronti per intraprendere il loro viaggio più ambizioso con l'uscita del loro album di debutto omonimo, i Nattsvermer promettono un'avventura sonora come nessun'altra. Il prossimo album di debutto porta gli ascoltatori in un’esperienza coinvolgente, abbracciando undici tracce che trascendono i tradizionali confini di genere. "Nattsvermer" fonde perfettamente elementi di metal alternativo, presentando un arazzo sonoro che sfida la categorizzazione. Ogni canzone dell’album testimonia le diverse influenze della band e mette in mostra la loro capacità di creare composizioni sfaccettate. Traendo ispirazione da band acclamate come Godsmack, Alter Bridge e Metallica, i Nattsvermer hanno affinato il proprio suono distintivo. Le loro performance accattivanti gli hanno fatto guadagnare un seguito devoto e hanno raccolto consensi positivi da parte di un pubblico entusiasta. L'uscita dell'album è prevista per il 22 settembre 2023 by Rob Mules Records.

listen music

 

I Lynch Mob pubblicano oggi il nuovo singolo “Time After Time”, tratto dal loro prossimo nuovo album in studio “Babylon”, in uscita il 20 ottobre 2023. La band è nota per la sua alta energia, l'atmosfera hard rock guidata dalla chitarra, mentre presenta elementi di rock classico, blues e metal, con una propensione all'improvvisazione. Insieme al venerato chitarrista e fondatore della band George Lynch (The End Machine, The Banishment, ex-Dokken) per questo nuovo album dei Lynch Mob ci sono il cantante Gabriel Colón, il bassista Jaron Gulino (Tantric, Heavens Edge) e il batterista Jimmy D'anda (ex- Bulletboys). “Babylon” è l’ottavo album in studio dei Lynch Mob in assoluto e il primo da “The Brotherhood” del 2017. 

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I Pathos Trio di Brooklyn pubblicheranno il secondo album, "Polarity" il 15 settembre per l'etichetta Imaginary Animals. La band è composta dai percussionisti Marcelina Suchocka e Felix Reyes, e dal pianista/compositore Will Healey.
In questo album sperimentano la fusione di suoni oscuri, densi e pesanti con la musica classica contemporanea, rompendo i confini con l'infusione di elementi elettronici.

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Ago 21

MATTEO MANCUSO “The Journey”

 

 

Line up: Matteo Mancuso Chitarre, Stefano India Basso, Giuseppe Bruno Batteria, Riccardo Oliva Basso, Gianluca Pellerito Batteria, Giuseppe Vasapolli Piano, Tastiere, Vincenzo Mancuso Chitarra

Tracklist: Silkroad, Polifemo, Falcon Flight, Open Fields, Drop D, Blues for John, Time To Leave, Samba Party, The Journey

In questi ultimi mesi sono tronfio di quello che mi è arrivato dalle labels come materiale da recensire italiano, o meglio, scritto e composto da artisti made in Italy. Tanto per capirci in questo ultimo periodo estivo ho avuto il piacere di lodare le gesta di Heel In The Club, Delirio and The Phantoms, Gabriele Bellini, tutti top albums che rendono gloria al nostro “paesello” da sempre relegato in secondo piano nel rock world rispetto allo strapotere straniero. Adesso ecco che mi spunta questo ventisettenne, Matteo Mancuso, siciliano doc e indiscutibilmente autentico prodigio della sei corde; qua siamo di fronte ad un talento come pochi, di quelli che “ne nasce uno ogni cent'anni” come narra un proverbio. Ma in questo caso proverbi e motti vanno lasciati stare poiché il qui presente figlio d'arte (suo padre Vincenzo Mancuso, chitarrista anche presente nel disco) sin dalla tenera età girava in lungo e in largo per la penisola a suonare (a dodici anni suonò al “Castelbuono jazz festival”.... non certo alla festa della birra!!! ...hehehe) e poi ha collaborato con tantissimi musicisti tra cui la PFM! La sua estrazione è chitarra classica e flauto traverso (diplomato) e poi si è sviluppata verso territori spiccatamente jazz e fusion. Da notare che su di lui hanno fatto lodevoli apprezzamenti gente del calibro di Al Di Meola, Steve Vai, Dweezil Zappa, Joe Bonamassa e Stef Burns. Cosa dire quindi? Onore e lode ad un giovane che si è dato alla musica in una delle sue massime espressioni a livello qualitativo tecnico/esecutivo e -anche- espressionistico. Il suo sound è molto particolare in quanto ha maturato una sua originale e particolare tecnica esecutiva con le dita. Difatti negli arpeggi, nei passaggi veloci, nei momenti di virtuosismo esasperato, riesce a “condire via” l'ascoltatore senza annoiare bensì fornendo quel pizzico di novità, freschezza compositiva e innovazione che solo i grandi della chitarra ci hanno saputo regalare negli anni. Questo è il debut album, tutto strumentale, che omaggia – se vogliamo fare un accostamento – i favolosi Dixie Dregs o i lavori solisti di Steve Morse. Rock fusion e jazz di prim'ordine con qualità inarrivabile per tantissimi e la capacità di passare da un genere all'altro con maestria ineguagliabile. Tutto questo viene mostrato nella superba “Drop D” (anche primo singolo estratto) dove il nostro passa da momenti fusion a un solo in chiave rock da antologia consacrando questa song come la più “rock oriented” di tutta la tracklist. Per il resto Matteo potrei definirlo senza paura di smentita il novello Allan Holdsworth italiano; in questo disco mi sembra di riascoltare passaggi di “The Sixteen Men of Tain”, uscito nell'oramai lontano 2000. Particolare anche “Open Fields”, suadente e ricca di pathos nei primi cinque minuti per poi accelerare nell'ultimo minuto verso un rock sostenuto e ficcante. Intrigante il blues di “Blues for John”, dove una chitarra indubbiamente bluesy spadroneggia su una ritmica di matrice jazz. Gioiellino. Ritroviamo poi l'anima di Holdsworth su “Time To Leave” e “Polifemo” mentre nell'opener “Silkroad” abbiamo sentori di Steve Vai. Un album per veri intenditori di musica, della chitarra e dei suoi mille colori ed emozioni che riesce a regalare.

Roby Comanducci