recensioni 2008




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CHINA BLUE
‘Twilight of Destiny’
(Frontiers)

line up: Tony Mills (vocals), Josh Ramos (guitar), Doug Odell (bass), Eric Ragno (keyboards), Zane Petersen (drums)
 
Tracklist: What Do You Need But Love, I Feel Like Dying, Changing Ways, So Wrong,  Don't Be A Stranger,  Crimes (of Passion), Passions, Movin' On, Twilight of Destiny, Lost, Take Me As I Am,  A Last Goodbye

Ottimo lavoro questo nuovissimo album dei China Blue, band formatasi a fine eighties per ‘mano’ del keys-player Eric Ragno ma che solo adesso dà alla luce il primo ufficiale full lenght album. Nulla da eccepire in quanto a scelte di line up da parte del bravo Eric che ha scelto il singer degli attuali TnT (Tony Mills) e l’eccellente chitarra solista di Josh Ramos, accompagnato nelle ritmiche da Ronny Smith. La voce del bravissimo Tony ben si adatta all’Aor-pomp rock edulcorato e ammaliante di questo ‘Twilight of Destiny’ e, se sommiamo una sezione ritmica precisa e potente quanto basta, un superbo keyboards work del già citato Eric Ragno ed un guitar work che sa spaziare tra momenti eufonici e solos di indubbio valore, beh…otteniamo una miscela sicuramente eccelsa di sound che farà felici tutti gli amanti del melodic rock e non solo. Le song sono di elevata caratura tecnico – compositiva ma soprattutto sono tutte cariche di grande feeling: ottima l’opener ‘What Do You…’ un Aor molto intenso e gradevole al tempo stesso come anche le  pulsanti (ottimo lavoro della sezione ritmica in entrambe ) ‘So Wrong’ e ‘Crimes (of Passion) dedite ad un pregevole pompous rock ma anche in grado di dare scosse di adrenalina. Grandi melodie e tanto feeling sulla title track che altri non è che un breve strumentale (circa un minuto e mezzo) che ci prepara a ‘Lost’ song  molto eufonica e anch’essa carica di pathos. Molto bello anche l’ultimo brano tutto strumentale ‘A Last Goodbye’ dove Mr. Ramos da sfoggio a un’ottima prova alla sei corde senza mai, però, sfociare in ‘masturbazioni’ di chitarra fini solo a se stesse ma bensì confezionando tre minuti e mezzo di ottimo guitar work sound. Bel disco!

Roby Comanducci  

 

ROBERT BERRY
‘The Dividing Line’
(Frontiers)

Line up: Robert Berry - voce e tutti gli strumenti - guest:- David Lauser - batteria in ‘A Life Worth Livin'
- Gary Phil - chitarra in ‘A Life Worth Livin'

Tracklist: The Dividing Line, One Good Man, Listen To The People, Faith, This Life, A Life Worth Livin', Can't Let Go, I Gave You The Best Of Me, Young Hearts, 10. Wait, Life Is On Fire, Bonus Track: Wait (Bonus multimedia video)

Ottima release sempre proposta dalla iper-attiva label Frontiers questa del bravissimo artista Robert Berry. Per chi non loconoscesse bene bene dico solo che trattasi di uno dei membri del supergruppo GTR e fautore del bellissimo album ‘3’ ancora ad oggi una perla nel settore hard-pomp rock. Il nostro cantante e poli-strumentista (tra l’altro in questo suo album ha fatto tutto lui ad eccezione di qualche piccolo aiuto come potrete leggere sopra sulla line up…) ha anche avuto un’intensa attivita di arrangiatore e session man con tantissime gloriose band e quindi , adesso, lo vediamo all’opera con un progetto tutto suo dedito ad un FM rock molto radiofonico con svisate nel pomp rock e nel melodic rock/Aor puro. Momenti di pura eufonia come ‘Faith’ o la suadente ‘Wait’ (presente anche come traccia multimediale video) si alternano a song più pompous rock quali ‘This Life’ o ‘Listen To The People’, hard rock come l’opener ‘The Diving Line’, oppure eccellenti rock song  come ‘One Good Man’ e ‘Life Is On Fire’. In definitiva la totalità dell’album è lodevole sia come arrangiamento che come musicalità finale. Un bel prodotto, edulcorato e ammaliante al punto giusto per piazzarlo come colonna sonora di una serata ….”importante”. Ottimo lavoro Robert!!

Roby Comanducci

 

WEDNESDAY 13
‘F**k it We'll  Do it Live”  (live cd + dvd)
(Demolition Rec.  / Frontiers)

Line up: Wednesday 13 – vocals, guitar, J-Sin Trioxin – guitar, Nate Manor – bass, Jonny Chops – drums

Tracklist: "Intro", "Gimmie Gimmie Bloodshed", "I Want You...Dead", "My Home Sweet Homicide", "Not Another Teenage Anthem", "From Here to the Hearse", "Till Death Do Us Party", "Skeletons", "God Is a Lie", "House by the Cemetery", "Put Your Death Mask on", "Happily Ever Cadaver", "Runnin' Down a Dream" (Tom Petty and the Heartbreakers cover), "Look What the Bats Dragged in", "Faith in the Devil", "197666", "Rambo", "Bad Things", "I Love to Say Fuck"

Ed ecco qua il nostro ex Murderdolls e Frankestein Drag Queens From Planet 13 alle prese con il suo primo prodotto discografico in versione live registrato durante il tour negli Stati Uniti lo scorso novembre. Chicca di questo live album è la doppia versione, ovvero il medesimo concerto lo potrete ascoltare su cd oppure inserirlo nel vostro dvd e vedervelo comodamente seduti a casa vostra. Oddio…comodamente non so poi quanto, poiché il nostro e la sua band sanno bene come fare salire l’adrenalina ai propri fans e tutte le tracce comprese in questo show sono al fulmicotone  e vanno dai suoi successi fino a brani dell’ultimo (..e molto molto bello!!!) album ‘Skeletons’. La presenza scenica dei Wednesday 13 la conoscete bene e la grinta anche. Se a questo unite un suono compatto e potente come un muro di cemento, chitarre sature all’inverosimile, un nu-glam rock (come alcuni amano definirlo) miscelato a gothic rock, rock’n’roll e tanto…ma tanto punk rock style avrete subito idea in cosa andrete ad imbattervi (questo lo dico per coloro che non conosco ancora molto bene la band….)! Ascoltando song quali ‘God Is A Lie’ oppure il primo dei tre “bis” ‘Rambo’ capirete bene (ma già lo sapete ovvio…) che qui si respira l’adrenalina grezza, sporca, diretta e senza mezzi termini del vero punk rock di fine anni settanta. Un album da godere tutto di un fiato e….”pogare” come i ragazzi che vengono filmati sotto il palco (beh…in casa però non ve lo consiglio hehehe…).

Roby Comanducci

 

OTR
‘Mamonama’
(Lion Music/ Frontiers)

Line up: John Lawton- vocals, Jan Dumee- guitars, Xande Figueiredo-drums, Marvio Ciribelli-keyboards, Ney Conceicao-bass

Tracklist: Ghetto, Taking you Down, Hello, The Corner Club, Mamonama, Steal the Night, Face to Face, Shine, Woman, Ride on!

Un album che trasuda anni settanta ad ogni nota, ad ogni passaggio eppure risulta di una freschezza compositiva allarmante (in senso buono ovviamente). Questo nuovo combo di eccellenti musicisti capitanato dall’ ex Uriah Heep John Lawton alla voce e Jam Dumee ex Focus (ma anche grande e rinomato compositore, guitar player, arrangiatore eproducer) e la sezione ritmica & keys direttamente dal Brasile ci regala un album di una cristallina bellezza capace di evocare pathos e armonie sublimi ma anche momenti ricchi di groove e hard rock sound che miscela Uriah Heep, Boston, Focus, Styx e praticamente il grande hard rock anni settanta. La voce di John da una interpretazione bellissima ad ogni song e la chitarra di Jan la fa da padrone in tutte le tracce sia nei momenti acustici come ‘The Corner Club’ (tanto per fare un esempio) sia in quelli più hard oriented con un arrangiamento / guitar work sopraffino, solos eccellenti e che impreziosiscono ulteriormente il risultato finale della canzone. Ottima la sezione ritmica, precisa e pulsante quanto serve e il laborioso keyboards sound che da il tocco finale per regalare il tipico ‘effetto seventies’. Tutte e dieci le song sono degne di nota e non riesco onestamente ad estrapolarne una sulle altre. Un album da assaporare con calma e , vedrete, vi regalerà intense emozioni! Il sito del gruppo: www.otr-band.co.uk


Roby Comanducci

 

TWISTED SISTER
‘Live At Astoria’ (CD + DVD)
(Demolition Rec / Frontiers)

Dee Snider – vocals, Jay Jay French – guitar, Eddie "Fingers" Ojeda –  guitar, Mark "The Animal" Mendoza – basso, A.J. Pero - drums

Track Listing CD & DVD: 1. What You Don’t Know (Sure Can’t Hurt You), 2. The Kids Are Back, 3. Under The Blade, 4. Destroyer, 5. Like A Knife In The Back, 6. Burn In Hell
7. Ride To Live, 8. Shoot ‘Em Down, 9. You Can’t Stop Rock ‘N’ Roll, 10. The Fire Still Burns, 11. We’re Not Gonna Take It, 12. The Price, 13. I Am, I’m Me, 14. I Wanna Rock, 15. Come Out And Play, 16. S.M.F.

Un regalo più bello da fare o farsi fare le ‘Sorelle Svitate’ non ce lo potevano fare migliore di questo: proprio sotto Natale esce questo ‘Live At Astoria’ un duplice packaging con il live su cd ed anche la versione dvd, per godere al massimo della carica m,usicale e il forte impatto visivo che il signore Dee Snider & Co. Hanno da sempre regalato ai tantissimi fans sparsi per il mondo. Rockers, glamsters, metal…i TW fanno musica capace da sempre di unire queste varie fasce di pubblico e di sicuro, il ‘momenti live’ è il non-plus-ultra del combo musicale in questione. Sedici canzoni che ripescano tutti i loro gloriosi successi e vi incolleranno alla sedia e, al video ovviamente, per tutta la durata di questo dischetto. L’esibizione è ottimamente registrata, le immagini sono eccelse poiché i cameraman inquadrano ogni elemento nel momento clou della sua esibizione non dimenticandosi passaggi salienti o perdendosi in lementi o inquadrature inutili che, spesso succede in tanti dvd live, non possono certamente interessare l’ascoltatore che , invece, vuole focalizzarsi sui musicisti e null’altro. Inutile aggiungere commenti sulle song, le conoscete tutte e quindi vi consiglio di fare immediatamente vostro questo succulento live in double version, cd + dvd! Ottimo!!!

Roby Comanducci


 

JIMI JAMISON
‘Crossroads Moment’
(Frontiers)

Tracklist: Battersea, Can't Look Away, Make Me A Believer, Crossroads Moment, Bittersweet, Behind The Music, Lost, Love The World Away, She's Nothing To Me,  As Is, 'Till The Morning Comes, That's Why I Sing, Friends We've Never Met, When Rock Was King

Line-up: Jimi Jamison – Vocals, Jim Peterik - Vocals, Guitars & Keyboards, Thom Griffin - Backing Vocals, Mike Aquino – Guitars, Joel Hokstra – Guitars, Christian Cullen – Keyboards, Jeff Lanz - Keyboards, Klem Hayes – Bass, Bill Syniar – Bass, Ed Breckenfeld - Drums. 'When Rock Was King' choir: Jimi Jamison, jim Peterik, Don Barnes, Mike Reno, Joe Lynn Turner, Mickey Thomas and Dave Bickler

Amanti del rock adulto accorrete, ecco qui il lavoro solista della voce dei Survivor, Mr. Jamison, che si avvale in questo elegante lavoro in studio di una schiera di ottimi musicisti, tra i quali compaiono alcuni membri dei Survivor. Il bravo Peterik è stato anche produttore e ha scritto tutte le song di ‘Crossroads Moment’ ed il risultato si sente eccome: un superbo mix tra Loverboy, Foreigner, Survivor, Journey vi avvolgera come un vortice quando schiaccerete il play del vostro lettore cd. Grandi musicalità ed arrangiamenti sopraffini la fanno da padrone in tutte le quattordici tracce senza mai risentire o segnalare momenti di ‘flessione’ e quindi appagando in pieno l’ascoltatore con melodie degne dei grandi nomi che hanno partorito questo full lenght album. Ovviamente i passaggi eufonici sono in gran lunga maggiori rispetto a momenti più ‘hard rock’ che però si fanno ben ascoltare in song come l’ultima ‘When The Rock Was King’ dove apprezziamo molto il guitar work oppure il pomp rock sinuoso di ‘Love The World Away’ e ‘Make me a Believer’ ma anche l’ottimo rock dell’opener ‘Bettersea’. Poi ci sono tantissimi momenti pià easy listening, da vasto airplay radiofonico, ballate e melodic song da dieci e lode. Un prodotto da ascoltare tranquilli a casa, comodamente seduti con una buona bibita sul divano e magari usando anche le cuffie per apprezzare al meglio questo sound ammaliante e ricco di pathos. Ottimo lavoro Jimi!

Roby Comanducci   

 

TESLA
‘Forever More’
(Frontiers)

Line up: Jeff  Keith – Vocals, Frank Hannon - Electric & Acoustic Guitars, Keyboards and Background Vocals, Dave Rude - Electric,  Acoustic and Slide Guitars, and Background Vocals, Brian Wheat - Bass Guitar and Background Vocals, Troy Luccketta - Drums and Percussion

Tracklist: Forever More, I Wanna Live, One Day At A Time, So What, Just In Case,  Fallin’ Apart, Breakin’ Free, All of Me, The First Time, Pvt. Ledbetter, In A Hole Again,  The Game

Eccomi finalmente all’atto ‘pratico’, ovvero il recensire nero su bianco….(beh adesso si usa il computer quindi meglio dire, ‘scrivere su word’…hehe) le gesta di questa superlativa band che tanto ha dato all’hard rock mondiale soprattutto con il suo capolavoro assoluto di ineguagliabile bellezza e armonia compositiva quale ‘Mechanical Resonance’ targato 1986. Uno dei migliori dischi di quell’annata e sicuramente tra i 50 top album degli eighties!! Da allora i nostri hanno sempre mantenuto alto il ‘tiro’ delle loro uscite anche se –purtroppo- la totalità degli album è indirettamente proporzionale al tempo che questa band calca i palchi di tutto il mondo (ovviamente colpa anche dello split durato diversi anni….). Ma parliamo di questo nuovo ‘Forever More’; l’avrò ascoltato decine e decine di volte per cercare di cogliere un particolare, un qualcosa che mi facesse scattare la ‘scintilla’ dentro e qualcosa effettivamente è successo anche se, perdonatemi, preferisco il loro precedente e sicuramente più rockeggiante ‘Into The Now’ (2004)…ma tantè. Sentire la particolare ugola di Keith è sempre una bellezza e il sound dei Tesla è sempre su livelli che altre band possono solo sognare però potevamo aspettarci qualcosina in più. Il disco, comunque, è bello e lo consiglio a tutti i fans poiché contiene ottime rock song come l’up tempo di ‘One Day At A Time’, il lento e cadenzato alternarsi tra parti eufoniche e heavy rock presente nella bella ‘Breakin’ Free’, il pomposo hard rock di ‘All Of Me’…beh, non mancano certamente i momenti carichi di adrenalina. Ascoltatevelo bene e fatevelo comunque vostro. Sempre di Tesla stiamo parlando!!

Roby Comanducci   

 

GAMMA RAY
‘Hell Yeah!! The Awesome Foursome’ (live In Montreal – double cd)
(SPV / Steamhammer / Audioglobe)

Line up: Kai Hansen - Vocals, Guitars, Henjio Richter – Guitar, Dirk Schlachter – Bass, Dan Zimmermann - Drums

Cd 1: 01. Welcome, 02. Gardens Of The Sinner, 03. New World Order, 04. Man On A Mission 05. Fight, 06. Blood Religion, 07. Heavy Metal Universe, 08. Dreamhealer, 09. The Heart Of The unicorn, 10. Fairytale, 11. The Silence

Cd 2 : 01. Beyond The Black Hole, 02. Valley Of The Kings, 03. Somewhere Out In Space 04. Land Of The Free, 05. Rebellion In Dreamland, 06. I Want Out, 07. Send Me A Sign 08. Into The Storm, 09. Empress, 10. From The Ashes, 11. Real World

Ho aspettato un pò…e poi mi sono dedicato all’ascolto di questo doppio albumdal vivo del sempre attivo e granitico Kai Hansen e la sua creatura Gamma Ray. Molti di voi lo sapranno che il sottoscritto non è prettamente amante dei cd live, preferisco (ovviamente) quando posso andare a vedere di persona gli artisti o perlomeno vederli/ascoltarli su un dvd live; la formula cd live non mi ha mai entusiasmato ma poi attenzione, di questo live c’è anche la versione DVD, più ‘succosa che ‘caldamente’ vi stra-consiglio di acquistare. In questo caso, invece, mi sono dovuto ricredere…notevolmente. Avrò divorato la lente del mio lettore cd con questi oltre 120 minuti di infuocato power metal registrato in maniera impeccabile (ovvero non risultando ‘asettico ‘ col filtro sul pubblico ma nemmeno con un ‘brusio’ di fondo esagerato stile …bootleg di pessima categoria) che ripercorre un pò la storia del quartetto qui all’opera in quel di Montreal, tappa del tour – il primo in assoluto nella loro lunga carriera- in Stati Uniti / Canada. Due cd, quindi, che sputano fuoco e fiamme e mostrano un Hansen in gran spolvero anche nelle parti vocali oltre quelle strumentali, una sezione ritmica che è peggio di un treno lanciato a tremila all’ora e un guitar work del sempre bravo Richter che in versione live (insieme alla sei corde di Kai…ovviamente) ci regala un guitar work eccelso, ficcante e carico di adrenalina. Eh si…perché adrenalina pura sono i Gamma Ray, soprattutto in veste live! In questo concerto  i nostri ripercorrono un po’ la loro storia cesellando song eccelse del passato tra cui menzionerei la stupefacente ‘Gardens of the Sinner’ e i quasi dieci minuti di ‘Heavy Metal Universe’ che in questa versione live da sfoggio di tutto il suo splendore aprendosi poi ad improvvisi e prolungati break e improvvisazioni di altri musiciti il tutto per infuocare al massimo la già numerosa platea di fans presente. Una song che sola…vale questo album. Tra l’altro come bonus track ci sono quattro tracce tratte dall’ultimo (e molto bello lasciatemelo dire…) album ‘Land Of The Free 2’ uscito nel 2007. Un album, quindi, obbligatorio pèer i fans ma anche vivamente consigliato a tutti coloro che magari non conosco ancora bene Hansen e soci. Da avere!!!!

Roby Comanducci  

 

DUSTINEYES
‘Next Stop Hell’

(Sliptrick Records / Andromeda Dischi)

Tracklist : Next Stop Hell, The Beast, Beer, Whisky and Bar, Lost In Venice, Raisehell Rock’n’Roll, Dead Man Boogie, Your Lies, Innocent Cries, Tonight I’m You Snake, Light To Go Away, Give Me All Your Hate. Bonus track: Raising Hell B.A.

Line up: Lele Dust – Voce, Umbo Dust – Chitarra / Back Voc, Drunk P.I.Z. – Bass / Back Voc,
S.H. Valenti - Batteria

Ed ecco qua il sottoscritto intento a recensire il nuovissimo full length album dei bravi street rockers Dustineyes. Questo è a tutto tondo un disco completo che  - ma ne ero sicuro anche quando avevamo recensito il loro primo mini ep – farà sicuramente parlare molto di se essendo uno dei prodotti made in italy (ma non solo) nel settore del rock’n’roll & street rock migliori usciti in questo 2008. La band in questione già si è fatta un notevole seguito di fedeli merito i loro infuocati live act carichi di adrenalina e rock nudo e crudo con , qualche volta, una leggera ‘spruzzatina’ di cattiveria punk. Ovviamente i quattro rockers hanno dato il meglio in fase di registrazione cercando di riportare su cd tutta la loro dirompente energia e…onestamente parlando, hanno fattoUndici tracce + nua bonus track tutte esplosive e capaci di scatenare anche un morto dalla tomba. Qui siamo al cospetto di un rock diretto, suonato egregiamente, e badando soprattutto al divertimento e a creare un sound a ‘presa diretta’. La voce ruvida come carta vetrata del bravo singer Emanuele Morra tiene a bada il viscerale sound che gli altri tre musicisti ci forniscono con prestazioni degne di nota sia a livello di guitar working (Umberto Morra) che dalla potente e dinamica sezione ritmica composta dal duo Ancellotti-Valenti. L’album è in tutte le sue tracce godibile e mi è difficile estrapolare momenti migliori rispetto ad altri. Posso solo citare –tanto per fare qualche esempio- il poderoso ed incalzante hard ‘n’roll della title track che apre l’album, come anche il corrosivo rock di ‘Lost In Venice’ che a tratti mi ricorda qualcosa dei Murderdolls, la punk oriented song ‘Dead Man Boogie’ oppure la “Motorhediana” ‘Innocent Cries’ un vero e proprio pugno nello stomaco. Non vado oltre. Questo disco è da avere assolutamente!!!!  Visitate il loro myspace: www.myspace.com/dustineyes  

Roby Comanducci

 

RAMOS – HUGO
‘The Dream’
(Frontiers)


line up: Hugo Valenti – voce, Josh Ramos – chitarra, Jamie – basso, Eric Ragno – tastiere, John Macaluso - batteria

tracklist: You're Not Alone, All That I Wanted, The Dream, Fools Game, Bring Back This Love, I Don't Want To Say Goodbye, When You Get Lonely, In The City, Tomorrow, I Can Take You

Da questi due autentici talenti che rispondono al nome di Hugo Valenti (ex Valentie…ecc) e Josh Ramos (Tha Storm , Two Fires ecc…) nasce questo nuovo album che porta il moniker dei due signori appena citati. A loro si sono affiancati altrettanti eccellenti strumentisti ed il risultato è un pregevolissimo, edulcorato, ammaliante e suadente AOR – pompous rock. Mister Valenti ha l’ugola molto simile ad un certo signor Steve Perry di nostra vecchia conoscenza e quindi se sommiamo le vocals agli arrangiamenti sicuramente indirizzati per la maggiore verso sonorità tranquille otterremo  eccelse rock song, semi ballad, ballad e, ovviamente , anche qualche brano leggermente più ‘hard orientet’ e molto incline al pomp rock come ‘Bring Back This Love’ oppure ‘Tomorrow. Eric Ragno fa un notevole keyboards sound e contribuisce a rendere molto ‘zuccheroso’ il sound che riesce a esaltare tutta la sua linea melodica ricca di pathos. Non mancano i bei passaggi di chitarra o i brevi solos del bravo guitar man Ramos, che però non va mai ‘oltre’ e mette la sua sei corde al servizio della canzone senza sprecarsi in virtuosismi fini a se stessi ( anche se potete ascoltare un solo abbastanza lungo ed emozionante che conclude l’ultima traccia ‘’I Can Take You’…). Indubbiamente questo ‘The Dream’ è nel suo settore –l’AOR / pomp rock- un’uscita degna di nota che vi farà passare bei momenti in compagnia sempre di un sound maturo e pregevole.

Roby Comanducci  


 



NOIZE MACHINE
‘The Jumping Clown’
(Valery Records)

Line up: Dario Mollo- guitars, Robrto Gualdi – drums, Guido Block – basso/ vox, Andrea “Mitzi” Dal Santo – lead vocals

Tracklist: Ready To Fight, Higher And Higher, I Like It, The Jumping Clown, Turn The Stone, So Far Away, The Count, Go Away, Who Are You,  U, See What Is Better

Questo è un disco ”…della Madonna”…ehm…lasciatemi passare questo termine assai stupidotto e blasfemo (beh… qualcuno mica dice ‘non nominare il nome di Dio invano’…eh suvvia)…ad ogni modo, il sottoscritto raramente si ‘lascia andare’ con esclamazioni di questo tipo, soprattutto in fase di recensione, questo perchè dopo anni e anni e tantissimi prodotti ascoltati I miei timpani sono a prova di ‘tutto’. L’ottima Valery Records mi ha recapitato at home questo nuovissimo full lenght album che, sin dal primo ascolto, mi ha subito colpito per originalità, arrangiamenti, potenza, melodia ed un’eccelsa registrazione. L’ho ascoltato diverse volte e ho dedotto che trattasi non di un bel disco bensì di un vero piccolo gioiellino di hard & heavy made in Italy…e questa è la cosa che mi rende ancora più fiero di questo prodotto. ‘The Jumping Clown’ è il debut album di questa new band formata però da navigati ed esperti musicisti tra cui il bravissimo guitar man Dario Mollo del quale già altre volte abbiamo avuto modo di recensire suoi album nel nostro website. Questo cd è carico di adrenalina dalla prima all’ultima traccia ma, cosa fondamentale, non disdegna affatto la melodia e gli arrangiamenti sopraffini. Sicuramente uno dei più bei lavori ‘made in Italy’ che ho sentito in questi ultimi tempi. Il sound spazia dall’hard rock (a volte più eufonico altre volte più power) all’heavy rock, al metal con accenni speed … insomma, ci sono tutti gli ingredienti per farvi passare un’oretta in compagnia di ottima musica. Tanto per citare qualche song darei un voto molto alto al binomio d’apertura composto dall’hard rock nudo e crudo di ‘Ready to Fight’ e ‘Higher and Higher’ dedita ad un hard rock più radiofonico (ottimo pezzo da mandare in heavy rotation in radio!!).  Un suono più tagliente con un guitar work affilato come un rasoio la fa da padrone in ‘I Like It’ oppure se volete scatenarvi con un veloce up tempo quasi speed metal godetevi la bellissima ‘So Far Away’. In ogni caso menzione d’onore per la title track ‘The Jumping Clown’, song che da sola merita l’acquisto di questo già eccellente album. Un concentrato di adrenalina e potenza, cattiveria misurata al punto giusto, un cantato rabbioso e ruvido del bravo singer Andrea ‘Mitzi’ che da sfoggio di indubbie capacità. La chitarra di Dario già la conoscevamo e non possiamo che rendergli ulteriormente atto di aver fatto ancora una volta un lavoro ‘coi fiocchi’. Da dieci e lode anche la sezione ritmica del duo Gualdi-Block, potente, granitica e precisa. Un album da ascoltarsi tutto di un fiato e poi alla fine…premere ‘play’ nuovamente! Ottimo!! Andate a visitare il loro myspace www.myspace.com/noizemachine

Roby Comanducci

 

AXEL RUDI PELL
‘Tales Of The Crown’
(Spv / Audioglobe)

line up: Johnny Gioeli – vocals, Axel Rudi Pell – guitars, Ferdy Doernberg – keyboards, Volker Krawczak – bass, Mike Terrana – drums

tracklist: Higher, Ain't Gonna Win, Angel Eyes, Crossfire, Touching My Soul, Emotional Echoes
Riding On An Arrow, Tales Of The Crown,  Buried Alive, Northern Lights

Devo ammetterlo, non sono mai stato un ‘appassionato’ del signor Rudi Pell, anche se –ovviamente- ne ho sempre elogiato le indubbie capacità artistico/compositive e l’eccelso guitar work cha ha nel suo dna musicale. Questa volta , infatti, mi sono trovato puntuale come sempre (Axel fa di media un disco l’anno…o quasi…) il nuovissimo cd ‘Tales Of The Crown’ e ho deciso di recensirlo direttamente io non passandolo, magari, ad un collaboratore più ‘fans’ di questo bravo artista. Ho fatto bene!!! Questo nuovo album, a differenza di alcuni lavori precedenti che seppur di elevata caratura mi annoiavano un poco e non li trovavo ‘frizzanti e originali, beh…’Tales…’ è tutta un’ altra cosa. Onestamente – non ci avrei creduto nemmeno io – sono circa due settimane che sto ascoltando quasi esclusivamente questo superlativo full lenght album e non sono ancora esausto. Un eccellente mix di hard rock e heavy rock con un sempre grande lavoro alla sei corde, una sezione ritmica puntuale e massacrante al punto giusto ed una voce , quella di Gioeli, che da sfoggio ad uno splendore e ad una prestazione da dieci e lode. La cosa bella di questo ‘Tales Of The Crown’ è che non è mai monotono ed ogni canzone ha una sua incisa identità spaziando da momenti più tranquilli e soavi come la sublime melodia insita in ‘Touching My Soul’ a tracce veloci e dirompenti quali l’adrenalinica ‘Buried Alive’, passando anche per una strumentale da ‘incorniciare’ ovvero la stupenda ‘Emotional Echoes’ che è una song di ben cinque minuti ma non basata su ‘masturbazioni sonore degli strumenti’ bensì ci regala un momento di grande musicalità, sopraffina e –soprattutto- ricca di pathos. Uno dei brani più belli (strumentali) ascoltati di recente. Il bravo Axel Rudi Pell ha veramente fatto centro e i 19 lunghi anni di carriera con tanti album e live alle spalle la dicono lunga sulla sua grande caratura di artista. Da avere assolutamente.

Roby Comanducci

 

 

QUEEN + Paul Rodgers
“The Cosmos Rocks”
(Parlophone records)

tracklist: Cosmos rockin’, Time to shine, Still Burnin’ Small, Warboys,  We Believe, Call me, Voodoo, Some things that glitter, C-lebrity, Through the night, Say it’s not true, Surf up… School’s out, Small reprise

band: Paul Rodgers-voce; Brian May- chitarre; Roger Taylor- batteria

Questo disco è uscito  nello scorso mese di Settembre ma  soltanto ora riesco a trovare le parole adeguate per poterlo recensire. Diciassette anni fa, dopo una lunga e coraggiosa lotta contro l’Aids, lasciava questo mondo una delle icone, se non l’icona maggiormente rappresentativa, del rock vale a dire l’unico, inimitabile e irraggiungibile Freddie Mercury. Ben conscio di tale affermazione, quando qualche anno fa i Queen decisero di riunirsi, fui molto contento per la scelta caduta su Paul Rodgers, altra voce straordinaria del mondo rock, assoluto maestro con i suoi Bad Company e Free. Paul lavora da tempo immemore insieme a Brian e la scelta mi parve subito logica. I Queen decisero di aggiungere al loro monicker leggendario il nome di Paul Rodgers, nel rispetto di Freddie e credo di tutti i fans e sicuramente questa è una fase dei Queen che avrebbe sicuramente apprezzato anche Freddie e che sicuramente apprezza da lassù…dal posto dove è volato. Anche John Deacon non è piu’ parte della band che ha lasciato già anni fa in sede live. Si tratta del sedicesimo album di studio della band  che ha iniziato a lavorare su questo album a fine 2006 nello studio di Roger Taylor. Intervallate da precedenti impegni come solista in tour di Paul Rodgers,le sessioni sono  andate avanti e le parti di basso sono state poi suonate dallo stesso Paul Rodgers e da Brian May. Bene…dopo un piccolo riassunto inerente le ultime gesta di questi incredibili musicisti… parto a recensire ogni canzone che compone questo buonissimo album. COSMOS ROCKIN’: una canzone decisamente ballabile e con un certo gusto rockabilly aperto da un intro parlato e dalle chitarre inconfondibili di Brian May. Una song scritta da Roger Taylor che ti prende dal primo ascolto e ti fa battere il piedino,  sembra nata apposta per un salutare “air-guitar”davanti allo specchio di casa. Il gusto finale può anche ricordare alcune cose soliste prodotte da un altro grande quale Glenn Frey degli Eagles. TIME TO SHINE : canzone scritta da Paul Rodgers e non assolutamente veloce, con la voce di Paul che sa toccarti ogni millimetro della tua pelle chiara o abbronzata che sia. Le chitarre di Brian restano solo come contorno della canzone e Roger si limita ad accompagnarla senza prodursi in virtuosismi pericolosi anche per la sua veneranda età. STILL BURNIN’: una canzone che per la prima volta nell’album ci fa ricordare che i Queen , quando si tratta di fare cori tra i vari componenti possono essere avvicinati solo da altre due bands pazzesche quali The Beach Boys o The Beatles. Pezzo anche questo non velocissimo, con un grande assolo di Brian appena dopo la metà del brano. SMALL:  pezzo che è incentrato  praticamente sulla sola voce di Rodgers e che  vede gli innesti di May e Taylor praticamente solo nei cori  con una bella acustica di May. Il coro è decisamente da cantare. Un pezzo molto lento e da accendino in tanti punti del brano. Ad un certo punto finalmente possiamo anche sentire l’elettrica di May regalarci un breve assolo che comunque non è certo dei suoi più memorabili. WARBOYS:  questa è una canzone scritta da Paul Rodgers contro la guerra e che ha cominciato a suonare durante il suo tour solista del 2007 inglese. Certamente un pezzo atipico per i Queen e onestamente non trovo nessuna similitudine con il loro passato. Un pezzo molto aggressivo come impostazione senza essere metal , ecco come potrei definire questa song. La batteria di Taylor viene suonata quasi a marcetta e le chitarre di May sono  molto distorte. WE BELIEVE:  canzone scritta da Brian May e che è la piu’ lunga dell’album. Pezzo lento che prosegue nella migliore tradizione dei Queen , quasi un anthem in tono minore di  canzoni alla “Friends will be friends” per capirci. Atmosfera che si addice molto ad atmosfere natalizie …in taluni punti.  L’assolo di May è davvero riuscito, peccato sia cortissimo, purtroppo ! CALL ME: una canzone d’amore in chiave blues composta da Paul Rodgers. Non sono esattamente un fan di questa canzone e con eufemismo potrei definirla la peggiore song dell’album perché mi sembra troppo elementare nell’evoluzione anche se lo spunto iniziale della canzone era buona. VOODOO:  anche questa canzone ha debuttato nel tour inglese del 2007 di Paul Rodgers. Atmosfera molto lenta sulla tradizione di artisti quali Eric Clapton ad esempio con la chitarra di Brian che disegna trame suadenti nel corso del brano. La voce di Paul ti scalda davvero come un ceppo di legno che fa attizzare un bel fuoco in un caldo camino di montagna invernale. SOME THINGS THAT GLITTER: pezzo che si apre con un bel piano, assolutamente non veloce, come d’altronde è la quasi totalità di questo album con bei cori della band. L’assolo migliore del disco è secondo il sottoscritto, presente in questo brano. C-LEBRITY:  brano che è stato scelto dalla band, che è stato molto programmato nel recente passato dalle radio. Un pezzo scritto da Roger Taylor, contro la mania di apparire della gente in tutti i reality shows di questo pianeta. Una critica rivolta a tutte le bands che riescono a sfondare, senza sudare, aiutati da questi mezzi. Un pezzo molto crudo e  con un bel coro dove figura anche il batterista dei Foo Fighters, Taylor Hawkins. Il coro del brano sembra quasi parte di un’altra canzone ed è assolutamente stupendo. THROUGH THE NIGHT:  traccia che inizia con un assolo molto ben riuscito di May su cui si interseca un bel inserto di piano. La voce di  Rodgers è malinconica e sembra evocare i ricordi di persone che hanno fatto parte della tua vita e ne sono uscite. Anche questa molto lenta. SAY IT’S NOT TRUE: una canzone già proposta nel 2003 in un concerto organizzato da Nelson Mandela , molto lento. La voce di Roger Taylor arriva inizialmente da effetti filtrati per poi pian piano lasciare il posto a quelle prima di Brian May e poi a quella di Paul Rodgers. Uno dei pezzi sicuramente cardine dell’album, dove Taylor suona potente e May fa un assolo da capogiro. SURF UP….SCHOOL’S OUT: decisamente la canzone che richiama maggiormente questa versione dei Queen a quella inimitabile con Freddie con un riff iniziale stile “Now I’m here” e sinceramente - finalmente un pezzo di bruciante rock in questo disco comunque bello. Altri ricordi possono portare ad episodi quali “Headlong”… Anche questo un brano molto lungo. SMALL REPRISE: non è altro che una piccola ripresa come dice il titolo della canzone “SMALL” presente in questo album e che non lo stravolge. In sostanza questa band non si è permessa di ricercare in ogni canzone paragoni scomodi con Freddie ma ha saputo sviluppare proprie idee, in taluni casi molto riuscite, in altri piuttosto labili. Un bel disco da ascoltarvi in macchina…potrei definirlo così. Per le vendite, la posizione maggiore che ha raggiunto in Italia è stata la numero 6.

MauTheAlien

 

 

 

RATTLESNAKE
‘Just Better’
(autoprodotto)

tracklist: World is a whore, All alone, Ready & Drunk, Promise, Just  Better

band: Leonardo Deri- voce,  Andrea Vitelli- chitarre e cori,  Matteo Buti -chitarre e cori, Igor Giuliani - basso e cori, Alberto Marzano- Batteria

I Rattlesnake si sono formati  a fine 2005 da un’idea di Andrea Vitelli e  Alberto Marzano. Sono una band street e hard rock toscana che ha iniziato una importante attività live nel 2006 proponendo un set infuocato di cover degli Skid Row, Guns N’Roses ed Extreme e molte altre band glam e hard rock anni 80. Cominciarono ben presto a scrivere pezzi loro e realizzarono il primo Ep “Dirty Fuckin’ Street Rock” accolto con recensioni molto valide da diverse riviste e webzine. Questo è il loro secondo Ep e nel frattempo sono entrati nella formazione il secondo chitarrista Matteo Buti e  Leonardo Deri alla voce che ha rimpiazzato Fabio Gigli (…uscito dalla band per ragioni personali). Fin dali inizi del cd ovvero l’opener “World is a whore” capiamo che questa band è molto professionale e sa suonare adeguatamente. Il muro di chitarre della coppia  Buti -Vitelli fa la giusta base per la voce molto potente di Leonardo Deri, che in diverse parti ricorda un mix molto riuscito tra Jani Lane e Sebastian Bach. Il coro della canzone è molto potente e duro. Davvero un grande pezzo dove poi a un certo punto troviamo un grandissimo assolo in stile shredding e potente. La seconda traccia  è “All Alone”, una canzone che mi ricorda le cose più belle degli Extreme del passato -and che adoro - e che è davvero molto coinvolgente con il basso slappato di Igor e la batteria indiavolata di Alberto che sanno costruire un bel muro per le chitarre della coppia Vitelli e Buti. La voce indiavolata di Leonardo Deri fa la differenza e completa perfettamente questa canzone che risulta un’altra traccia davvero riuscita e vincente! La terza song è molto veloce e si chiama “Ready & Drunk” poiché è selvaggia dall’inizio alla fine e, allo stesso tempo, è molto ballabile. Prendete il vostro cocktail preferito, beccatevi la ragazza più carina e disponibile che conoscete e cominciate a scatenarvi in balli incessanti. Ecco l’effetto visivo adeguato per descrivere questa grintosissima canzone. “Promise”continua  a sorprendermi ogni volta che la sento. La voce di Buti è assolutamente perfetta ed è un cantato che si discosta molto dalle precedenti tracce proposte. Il pezzo è un mid-tempo  con un ottimo bridge e inoltre anche in questo caso assisto a cambi di tempo nella canzone assolutamente perfetti che ne fanno la mia preferita del lavoro. Un piccolo capolavoro …onestamente parlando. Il lavoro si chiude con la title-track “Just Better”, canzone che è chiaramente influenzata anche da band molto tecniche quali White Lion et similia  oltre che naturalmente Skid Row,  ed anche qui la band fornisce un’ottima prova, viaggiando velocissima in talune parti ed aggredendoti lentamente in altre senza lasciarti scampo. Un lavoro consigliato a tutti che dimostra che in Italia ci sono ottime band che sanno suonare un rock n’roll tostissimo e –tra l’altro - la scena toscana è veramente molto valida .

MauTheAlien

 

 

AGONY
“Heartache Aenue”

(autoprodotto)

tracklist: No more tears, Sweet& Naïve, Endless Loneliness, A thousand roses, Heartache

band: Andreas Blackrose-voce; Pale-chitarra; Lady Iron-batterie; Vega-Basso; Jesus-chitarre; Valerious-tastiere.

Questa band milanese, attiva ormai da qualche anno e con la quale mi scuso personalmente per il ritardo con cui recensisco il loro cd uscito  qualche tempo fa (colpa anche mia caro Mau…ndComanducci), ci regala un ottimo cd di rock gotico/metal influenzato molto dalle sonorità di Ville Valo, idolo del frontman Andreas Blackrose. Quello che balza subito al mio orecchio è la cristallina perfezione profusa nella cura degli arrangiamenti, cosa davvero rara da trovarsi in band che non hanno attualmente un contratto con qualche etichetta. Ogni strumento si sente piu’che bene, il lavoro delle chitarre di Pale e Jesus è pressoché perfetto nelle loro partiture, la voce di Andreas sa portarti in mondi paralleli e farti sognare e ti scalda l’animo, come  d’altronde il resto della band completata da Lady Iron,Vega e Valerious. Questa band mi convince in ogni pezzo dalla opener “No more Tears” che vede ai cori una mia gradita conoscenza quale Hilary e, devo dire, la mia canzone preferita è “Endless Loneliness”dove Valerious fa un ottimo lavoro di tastiere. Molto diverso e piu’lento degli altri è “A thousand roses” dove la band è molto cadenzata e precisissima nella ricerca di sonorità che possano entrarti lentamente e inesorabilmente in circolo. Altre band che hanno influenzato molto questo gruppo sono certamente Malice in Wonderland e The 69 Eyes ma ho anche trovato ottime influenze di buon dark anni 80 quali Joy Division o altri in questo gradevolissimo disco. Esiste anche un video per la seconda canzone “Sweet & naive” che potete trovare nel loro canale Youtube. Un gruppo che merita davvero, che sa regalare live molto coinvolgenti nei migliori locali milanesi quali Zoe e Legend54 (li abbiamo visti noi di persona!) ed anche in molti altri. Assolutamente da non perdere dal vivo e –ovviamente-  procuratevi questo bellissimo ep. Il loro sito: www.myspace.com/agonyband

MauTheAlien

 

THE SOUND EX
”Palomino”

(Demolition records/ Frontiers)

Tracklist: Enchantment, Pastlife, Loss,  Everything will be fine,  Shaking games, Royal Blood, KIMB,  Born into the grave,  9 Mile ride, Let it turn,  Palomino

line up: Kit Endean- voce e chitarra, Glen  Roughead- chitarra e voce, Steve Gibson-batteria,  Euan Macfarlane-basso

The Sound Ex sono una giovane band pop rock da Newcastle che  riesce a convincermi appieno con questo loro primo lavoro che sta ricevendo recensioni entusiaste su riviste quali Kerrang e Rock Sound. La band in talune parti è chiaramente influenzata da gruppi quali Nirvana, Foo Fighters e nella prima canzone “Enchantment’  ho trovato diverse sonorità che la possono farla tranquillamente definire come un mix ben riuscito tra The Strokes e Queens of the Stone Age. La band ci sa fare davvero e ha molti cambi di tempo davvero interessanti inoltre si è costruita una forte fama di band davvero esplosiva dal vivo. Il loro singolo “Loss” è un chiaro manifesto della loro potenza con un attacco molto distorto alla White Stripes - tanto per citare un nome conosciuto alla maggior parte del pubblico- con un bel virtuosismo tipico anche dei Rage Against the Machine e sarebbe lecito aspettarsi un cantato subito aggressivo mentre le vocals sono distanti e ipnotiche allo stesso tempo. Altra band che sicuramente li ha molto influenzati - e si sente in “Everything will be fine”- sono i Manic Street Preachers, con  le varie “schitarrate”  distorte tipiche di quel gruppo … e via dicendo. Segnalo in questo disco molto bello anche la canzone “KIMB”che  è una song  che può piacere a molti fans degli Smashing Pumpkins. Sostanzialmente nulla di nuovo sotto il sole ma una collezione di canzoni che sanno conquistarti praticamente da subito e che danno comunque una loro identità alla band che sa fondere davvero bene le varie lezioni dei maestri di un certo tipo di rock alternativo. La band inoltre sa suonare davvero bene e questo è innegabile; se pompata a dovere dalle varie radio e dai vari canali musicali, questo gruppo band potrà sicuramente divenire una forte realtà musicale
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MauTheAlien

 

GIRLSCHOOL
‘Legacy’
(Spv/Audioglobe)


line up:  Kim McAuliffe - rhythm guitar, vocals, Enid Williams - bass, vocals, Denise Dufort – drums, Jackie Chambers - lead guitar

Tracklist: 1) Everything's The Same (feat. Kelly Johnson on percussion - her ashes), 2) From The Other Side, 3) I Spy (Girlschool Mix), 4) Spend Spend Spend ( feat. J.J. French - guitar solo), 5) Whole New World ( feat. Neil Murray - bass, Phil Campbell - lead guitar solo), 6) Just Another Day ( feat. Phil Campbell - guitar solo), 7) Legend ( feat. Neil Murray - bass) , 8) Still Waters , 9) Metropolis ( feat. Fast Eddie Clarke - guitar solo) Motörhead cover , 10) Don`t Mess Around ( feat. Eddie Ojeda - guitar solo), 11) Zeitgeist , 12) Don't Talk To Me ( feat. Lemmy on bass, vocals and triangle), Bonus Tracks: 13) I Spy (Dio/Iommi Mix) ( feat. Ronnie James Dio on vocals, Tony Iommi - lead guitar), 14) Emergency , 15) London

Uno dei dischi che attualmente sto ascoltando con più frenesia e che mi da la giusta dose di adrenalina e forza, “Legacy”!!! Ebbene si…queste care ragazze beh…donne (non hanno più vent’anni) fanno il pelo e contropelo a tantissime new comers band e si posizionano nella mia personale top ten dei migliori lavori di questo 2008 musicale. Questo nuovo album delle girls suona potente, diretto, rock’n’roll con quel giusto punk-attitude che da sempre contraddistingue il loro sound style. Tante le song presenti di cui ben tre sono bonus tracks con una notevole schiera di illustri collaboratori che nulla tolgono all’originalità del prodotto e, anzi, contribuiscono a renderlo ancor più ‘appetitoso’ e ad elevarlo di qualità. Un full lenght album per celebrare i loro 30 anni di attività dal lontano esordio nel 1978 col singolo ‘Take It All Away’ e con la stessa originale line up eccetto la compianta chitarrista Kelly Johnson (deceduta il 15 luglio 2007 causa cancro…R.I.P, nda); per la festa di questo trentesimo anniversario le nostre girls non potevano partorire un prodotto migliore. Adrenalina pura nell’opener  ‘Everything's The Same’, puro punk e grezzo rock’n’roll nella seguente ‘ From The Other Side’, più rockeggiante e cadenzato  l’andamento della bella ‘Spend , Spend…’ dove il bravo JJ Frech aggrazia il brano con un suo guitar solo. Altra lezione di punk’n’roll viene data con la vigorosa (ottimo lavoro di Denise dietro le ‘pelli’!) ‘Just Another Day’ (guitar solo di Phil Cmpbell). Come non caricarsi di adrenalina sentendo il potente e veloce up tempo di ‘Don’t Mess Around’ (con solos di Eddie Ojeda) oppure la bellissima  cover dei Motorhead ‘Metropolis’ e la speedy ‘Don't Talk To Me’ con la presenza alla voce e basso del buon Lemmy . Bella anche l’hard rock oriented ‘Zeitgeist’ e –senza ombra di dubbio- ‘I Spy’ con Mr. Ronnie James Dio alle vocale Tony Iommi on guitars…Beh…Potrei citare tutte le canzoni poichènon c’è una traccia, nemmeno una credetemi, sottotono o inferiore alle altre. Questo ‘Legacy’ è un ottimo album di veloce e grezzo rock’n’roll e piacevole punk rock. Solo loro potevano farne uno così. Grandissime!!!!

Roby Comanducci

 

 

HONEYMOON SUITE
‘Clifton Hill’
(Frontiers)

Line up: Johnnie Dee – Voce, Derry Grehan – Chitarre / Back. Voc, Ray Cockburn – Tastiere, Gary Lalonde – Basso, Dave Betts - Batteria

Tracklist: She Ain't Alright, Tired O' Waitin' On You, Riffola, Ordinary,  The House,  Why Should I?, Down 2 Bizness, Sunday Morning, That's All U Got, Restless, Separate Lives

E brava Frontiers….ancora una volta fa centro producendo questo come back d’eccezione, ovvero il ritorno dei Canadesi Honeymoon Suite, maestri del pop-pompous- fm rock che ha imperversato nei fatidici anni ottanta. Il loro debut risale addirittura al lontano 1984 ma è stato con l’edulcorato e pomposo fm rock del bellissimo ‘Racing After Midnight’ del 1988 che i nostri si sono fatti conoscere letteralmente in tutto il globo. Quel disco, pensate, ogni tanto lo prendo dalla mia collezione di vinili e con grande ‘goduria’ per il sottoscritto lo appoggio sul piatto avvicino la puntina e lo riascolto più che volentieri poiché riesce a mantenere intatta la sua freschezza compositiva, il suo graditissimo pop-fm rock ed ancora mi procura emozioni…Adesso quindi è il turno del nuovo parto discografico dei nostri e Mr. Johnnie Dee & Co. lo fanno veramente alla grande. ‘Clifton Hill’ è un album eccellente che coniuga al meglio le atmosfere pomp rock e fm rock con pregevoli momenti di guitar work sempre però ammorbidito nel keyboards sound generale che fa da ‘tappeto sonoro’ per tutte le undici tracce. Ad ogni modo questa nuova release, se vogliamo compararla con i loro lavori passati è più hard oriented, sicuramente di più del già menzionato ‘Racing…’ anche se mantiene intatte le caratteristiche peculiari del loro stile. Non potete non apprezzare le due song ‘apripista’ ‘She Ain’t Alright’ e ‘Tired O Waitin’ On You’ dove l’AOR si fonde ad un gustoso rock ‘da classifica’ che tanto ci piace a noi amanti delle armonie ‘aperte’ da vasto airplay e che fanno sognare l’estate, le belle donne, gli spazi incontaminati (peccato che siamo in novembre…va beh,…hehe). Autentica perla è ‘Riffola’ dal riff (scusate il giro di parole…) di chitarra tagliente ma assolutamente azzeccato che ti si conficca in testa e non va più via come anche le suadenti armonie della ballad ‘Ordinary’. Un ottimo esempio di riff hard rock e arrangiamenti fm rock lo abbiamo in un’altra chicca del disco, la bella ‘Down 2 bizness’, stesso discorso valido anche per un’altra song ‘sopra le righe’ che risponde al titolo di ‘That’s All U Got’..Insomma ragazzi, questo ‘Clifton Hill’ è in grado di accontentare tutti ma, soprattutto, coloro che amano scoprire nella musica e riceverne forti sensazioni. Grande ritorno!

Roby  Comanducci



JENNIFER BATTEN
‘Whatever’
(Lion Music / Frontiers)

Line up: Jennifer Batten (all Guitars, keyboards, and programming);Sandin Wilson( Bass);Andre Berry ( Bass) Jon Clark, Debbie Schepp, Bret and Kari Helm, Ann Marie Crouch, Nel Gerome, Leah Santos, Sean Dailey( vocal samples); Skip Vonkuske (Cello);Nelly Kovalev (Violin);Betsy Hamilton(Native American flute);Michael Jordan(Drums

Tracklist: Ass Whoopin' , Ricochet, Off The Deep End, Whatever, Fearless, Hooligan'S Holiday, In The Aftermath, Run With It, Cupid'S Arrow, Inner Journey

In assoluto una delle chitarriste più acclamate dalla critica mondiale e sicuramente uno dei migliori axe men in circolazione  al mondo. La nostra signora è al suo terzo disco solista ma le sue collaborazioni sono tantissime tanto per citarne una stra-famosa quella con Michael Jackson. La nostra bella ‘androgina bionda’, tutto questo dovuto al suo aspetto molto particolare e chi la conosce e ha visto le sue immagini (oppure dal vivo) mi darà ragione, è qui con questo nuovissimo full lenght album di musica strumentale (con vocals samples in certe tracce) dove la nostra artista mette la sua sei corde al servizio di diversi stili musicali che poi, ovviamente, si fondono tutti su una base rock. In questo ‘Whatever’ Jennifer definisce il sound espresso come “guitronica” ovvero un guitar sound che però viene fortemente miscelato da sample e suoni di ogni tipo e origine. Particolarissime le sonorità presenti su ‘Off The Deep End’ molto etniche/africane… con un risultato finale di grandissimo effetto. Dieci brani che, a  parte l’ultima quasi ‘goliardica’ ‘Inner Journey’ (mi capirete dopo averla ascoltata hehe…) trasportano l’ascoltatore in un turbinio fatto di mille suoni, mille sfaccettature e tantissima originalità. Inutile recensire track by track….qui è da prendere questo album, metterlo sul vostro stereo, equalizzare tutto molto bene, mettervi le cuffie e scoprire ad ogni ascolto qualche novità, qualche segreto, qualche ‘pazzia’ che Miss. Batten ci ha regalato in questo eccellente lavoro. Ottimo!!! Consigliato ai chitarristi e non solo..!!

Roby Comanducci

 

 

VOODOO SIX
‘First Hit For Free’
(Locomotive Rec/Frontiers)

Line up: Henry Rundell – vocals, Matt Pearce – guitar, Chris Jones – guitar, Tony Newton - bass, Dave ‘Grav’ Cavill - drums

Tracklist:  Faith, No Friend Of Mine, Feed My Soul,  Walking On Nails, Crawl,  I Am The Sun,  Saint & Sinners, One More Day, Mistaken, Shine On, Century, Slip Inside

Quando ci troviamo di fronte ad un debut album , spesso, ci avviciniamo all’ascolto con cautela e , purtroppo, ci capita anche di rimanere delusi. Questo non è assolutamente il caso di questi cinque musicisti inglesi (due dei quali –bassista e batterista- provenienti dai Deeds) che con questo new full lenght album prodotto dal grande Mike Fraser (Van Halen, AC/DC, Aerosmith, Metallica) sono un autentico pugno nello stomaco per tutti coloro che compreranno il suddetto ‘First Hit For Free’. Il problema che maggiormente si riscontra nelle band nuove è l’originalità e la carenza di idee anche se supportate da buona tecnica (ma chi l’ha detto che un grande musicista deve per forza essere un “mostro” di bravura tecnica…feeling, passione, unicità non vi dicono nulla? …hehe) e questi cinque boys dalla terra d’albione hanno tutte le carte in regola per superare le prove e i dubbi di cui sopra mostrando con questo album i muscoli e supportando il tutto con un sound ricco di numerosi spunti freschi e originali. Il suono dei Voodoo Six è un potente hard rock che miscela il groove dei seventies con la potenza degli anni novanta. Infatti la band suona un rock diretto e sudato, basato molto sul guitar sound dove sono i riff a farla da padrone e tutto viene poi supportato da una vigorosa e potente sezione ritmica. Per completare abbiamo l’ottima ugola del singer Rundell che riesce ad ‘incattivire’ il suono pur non espatriando in territori crossover o altro. Questo è un power rock e song come ‘Feed My Souls’, ‘Walking On Nails’, ‘Faith’ sono lì a dimostrare quanto appena scritto. Ci sono, poi, anche momenti più tranquilli come ‘Mistaken o ‘Saint & Sinners’ (no non è una cover di Coverdale ….nda) che la dicono lunga sul come questi artisti sono capaci di creare musica suonata con perizia ma soprattutto con grinta da vendere. Da avere…

Roby  Comanducci

 

 

THUNDER
‘Bang’
(Frontiers)

Line up: Danny Bowes - Lead Vocals, Luke Morley - Guitars & Vocals, Harry James - Drums & Percussion, Ben Matthews - Guitars & Keyboards, Chris Childs - Bass Guitar

Tracklist: On The Radio  Radio, Stormwater , Carol Ann , Retribution, Candy Man, Have Mercy, Watching Over You , Miracle Man, Turn Left At California, Love Sucks, One Bullet, Honey

Ebbene sì…eccomi qua a recensire la nuova fatica discografica di Danny Bowes e soci. Tralasciando l’orribile cover del cd (…ma chi l’avrà mai scelta…fa schifo!!! …hehehe) questo nuovo album di dodici tracce che risponde al titolo di ‘Bang’ è sicuramente una delle migliori uscite dell’anno musicale in corso. La classe di questi signori inglesi - formatisi nel lontano 1989 ad opera del famoso Andy Taylor dei Duran Duran che puntò molto su di loro e produsse i loro primi due album – è tuttora intatta ed il loro rock miscelato a iniezioni blues, qualche accenno di acoustic rock & country ma soprattutto seventies sound e modern hard rock è sempre ai massimi livelli. E pensare che festeggiano il ventennale e questo è il nono full lenght album! Questo ‘Bang’ miscela al meglio le atmosfere più commerciali e radiofoniche del superbo ‘Giving The Game Away’ con i primi album più hard rock oriented…il risultato è un vero must che ad ogni song intrattiene l’ascoltatore con eccellenti dosi di feeling ma anche forti scariche di adrenalina. L’ottima accoppiata di rock song iniziali quali ‘n The Radio’ e ‘Stormwater’ la dicano già lunga sul contenuto di questo cd, entrambe sono autentiche chicche radiofoniche e da vasto aurplay da ascoltare in qualsiasi momento vogliate e vedrete…non vi stancherete di schiacciare nuovamente il play del vostro lettore. Molto bella la base acustica che strizza l’occhio al country rock americano su ‘Carol Ann’ che si sviluppa poi in un’ottima rock song sempre dedita all’armonia e melodia di base. Se volete rockare però non rimarrete delusi; ‘Candy Man’, ‘Have Mercy’, ‘Miracle Man’ sono un tris d’assi d’eccezione che vi caricherà di elettricità al punto giusto per affrontare bene l’intera giornata…(o serata…ehm..dipende che ora è…hehe). Stupenda anche ‘Turn Left At California’ anch’essa dedita al country blues rock americano di fine anni settanta mentre intense eufonie si possono ascoltare in ‘Watching Over You’ , una melodic song superlativa che insieme all’altra ballad pura ‘One Bullet’ vi allieteranno e avvolgeranno nel loro pathos. L’album si conclude con il frizzante hard rock di ‘Honey’ giusto a sigillare un prodotto che farà contenti non poche persone e contribuirà sicuramente ad aggiungere nuovi fans a questa band. Da avere assolutamente!

Roby Comanducci

 

ECLIPSE
‘Are You Ready to Rock’
(Frontiers)


line up:
Erik Mårtensson - voce, chitarra, basso, tastiere- Magnus Henriksson - chitarre, Guests: - Johan Berlin – tastiere - Robert Bäck - batteria

tracklist: 1. Breaking My Heart Again, 2. Hometown Calling, 3. To Mend A Broken Heart 4. Wylde One, 5. Under The Gun, 6. Unbreakable, 7. Hard Time Loving You, 8. Young Guns 9. Million Miles Away, 10. 2 Souls, 11. Call Of The Wild

Ottimo lavoro questo terzo album degli svedesi Eclipse da Stoccolma. Non saranno la band più ‘prolifica’ del pianeta –dal 2001 ad ora solo tre album- ma sicuramente sono fautori di un ottimo melodic rock che si attesta su basi originali e atmosfere a volte magniloquenti ma spesso molto , molto hard rock!!! Per chi ancora non li conoscesse potremmo presentare il loro sound come un mix tra Hurricane, qualcosa del pompous rock dei mitici Prophet e gli Europe degli ultimi due album. Ho dato l’idea?? Spero di si. Quindi , come avrete ben capito, un suono melodico ma mai troppo edulcorato e capace di mantenersi a ritmi molto elevati con riff di chitarra e arrangiamenti di rimordine coadiuvati da una bella voce del singer Martensson. Senite l’up-tempo della veloce ‘Hometown Calling’ e mi direte. Una song che riesce al meglio a concretizzare la qualità e lo stile dei musicisti in questione. Se poi vogliamo rivangare il sound di Joey Tempest & Co…beh, ‘Unbreakable’ sembra scaturità fuori dal loro penultimo cd  ‘Start From The Dark’. Ma gli Eclipse non sono una band fotocopia, attenzione, e riescono sempre e comunque ad abbellire il suono con maestria e capacità compositiva. ‘Wylde One’ è un’ottima hard rock song come anche ‘Hard Time Loving You’…‘Are You Ready To Rock’ è un album molto ‘easy listening’ adatto anche per il passaggio radiofonico ma, purtroppo, le radio (tranne un paio di eccezioni validissime che però non nomino per diritto di privacy ecc ecc) adesso si preoccupano solo di mettere in onda o i mostri sacri oppure i new comers pseudo rock-emo-punk dall’inghilterra e ancora …sempre e comunque tanto nu metal e hardcore. Cambierà qualcosa nel mondo? Non lo so. Intanto noi ci ascoltiamo molto volentieri questo frizzante album di rock melodico dalla Svezia.

Roby Comanducci

 

TNT
‘Atlantis’
(Metal Heaven / Frontiers)

Line up: Ronni le Tekrø, guitars, Tony Mills, vocals, Diesel Dahl, drums, Victor Borge, bass

Tracklist: Tracklist: 1. Hello, Hello 2. Peter Seller Blues 3. Baby’s Got Rhythm 4. Tango Girl 5. Me And Dad 6. Atlantis 7. The Taste Of Honey 8. Bottle Of Wine 9. The Missing Kind 10. Love Of My Life 11. Had It, Lost It, Found It

Dio benedica il rock ‘duro’! Mamma mia ragazzi….mi è appena arrivato il pacco con le ultimissime uscite dalla sempre più prolifica Frontiers e-ovviamente- subito mi sono precipitato a controllare quante belle cose I carissimi amici di Napoli mi avessero inviato. Beh…molte, e presto le troverete tutte recensite. Ma veniamo tra tutte a questa release dal titolo ‘Atlantis’. Subito ho guardato la cover e ho letto TNT!!! Si è fermato il tempo e mi sono gettato in una full immersion di questo nuovissimo album dei norvegesi. Spesso mi servono diversi ascolti per apprendere in “toto” la bellezza (o anche bruttezza dipende hehe…) di un cd, qui invece è stato ‘amore a primo…ascolto’! Senza ombra di dubbio la band di Le Tekro & Co. ha pubblicato uno dei dieci migliori cd di questo 2008,  ma andiamo con calma. Dopo un primo e veloce ascolto ho capito subito la grande eleganza compositiva presente su questo ‘Atlantis’ e soprattutto l’originalità e bellezza di alcune song, tra tutte le due chicche –quasi piccoli capolavori- che rispondono al nome di ‘Hello, hello’ e ‘Tango Girl’. Come tutti sapete i nostri sono sulla breccia dal lontano 1982 ed hanno fatto molti album con diverse line up…Eh si, i TNT sono stati spesso oggetto di split, abbandoni, come back e altro ancora nei ranghi del loro gruppo. Questo eccelso nuovo album arriva da due illustri predecessori ‘My Religion’ (2004) e ‘All The Way To The Sun’ (2006) ma orfano del loro vocalist storico, Tony Harnell e con il ritorno –invece- del bass player Diesel Dahl. Subito alcuni di voi storceranno il naso: come…i TNT senza Harnell che album vuoi che facciano?? …potreste tranquillamente obiettare. Bene…vi sbagliate. Anche io reputo Harnell uno dei più quotati singer in circolazione e la sua voce è quella dei TNT ma i nostri hanno ben pensato di chiamare all’appello nientepopodimenoche Mr. Tony Mills (Shy) che, in quanto a ugola non ha certamente nulla da invidiare ad Harnell. Risultato? Stupefacente. La mancanza non si avverte e Mills canta come non mai deliziandoci con interpretazioni vocali da dieci e lode. L’album inizia con la song che definirei una delle migliori tracks ascoltate dal sottoscritto finora in questo 2008. Infatti ‘Hello , Hello’ sembra una song dei Beatles con arrangiamenti heavy rock e coadiuvata da delle chorus line a dire poco sublimi ed un ritornello che fa letteralmente innamorare. Una song che da sola vale l’acquisto di un album! Molto intrigante il cadenzato incedere della successiva ‘Peter Seller Blues’ sempre abbellita da un sontuoso solos di Ronni cosa che ritroviamo anche nella più commerciale e heavy rock ‘Baby’s …’. Arriviamo al secondo gioiello, ‘Tango Girl’. Questi quattro ragazzacci (beh…non più giovanissimi hehe) hanno ben pensato di prendere il ‘tango’ e rivisitarlo in chiave heavy…cosa dire…dovete solo ascoltarla e ne rimarrete allibiti (magari fatelo in bella compagnia, sarà un successone garantito!). ‘Me and Dad’ è una melodic song che inizia con chitarra classica per poi aumentare il ritmo in un pompous rock sempre e comunque lento ed ammaliante. La title track è un classico brano che sembra preso dal mitico ‘Intuition’, Più easy è la suadente ‘The Taste ..’ che si attesta comunque ad ottima rock song. Si torna a rockare con la diretta ‘Bottle of Wine’ e poi siamo nuovamente cullati dalle dolci e morbide armonie scaturite da ‘The Missing Kind’. La penultima ‘Love of My live’ è un ulteriore esempio di eccelso melodic metal suonato con eleganza e perizia mentre la chiusura del cd spetta a ‘Had It, Lost It….’ brano abbastanza complesso e arrangiato con maestria che vede un ottimo lavoro alla sei corde del maestro Ronni. Non scrivo più niente. Correte a fare vostro questo ‘Atlantis’ appena lo vedrete nei negozi di dischi.

Roby Comanducci  

 

 



KILLIN’ KIND

‘Metal Rage’
(Oldones Records)


line up: Roberto God Serra : basso, Tito : voice and vocals, Daniele Genugu : lead guitar and backing vocals, Stefano Bosso : Drums

tracklist: Silver Tears/Smiling Vultures/Ultima (Spartans)/One Day The Sun/Heavy Metal/Killin' Kind/The Game/Paradise Denied/Black Sheep/Runaway/A-Theme (tribute to the '80)

Ed eccomi a recensire un cd che per anni ho aspettato; trattasi dell ormai leggendario "demo 999" dei novaresi Killin Kind. Questa band ha rappresentato per molti versi il picco più alto del metal novarese cittadino (escludendo ovviamente il buon GL Perotti), sì perche'  questa citta' più che black metal di pessima fattura, power metal scontato e crossover non hai mai proposto un granché. Purtroppo i Killin Kind si sciolsero poco dopo gli inizi del degli anni 2000, lasciando quasi un vuoto ma per fortuna si sono  riformati ultimamente (non più con la formazione originale) ed hanno infine trovato nella Old Ones Records la casa discografica che da alla luce "Metal Rage" a distanza di quasi dieci anni… Per tutti voi che non conoscete questo gruppo: la musica da loro proposta altri non è  che un buon heavy metal/thrash, molto "Metallica" o "Rage" primo stile, talvolta sorprendono anche con riffs "power". Ottime armonizzazioni e voce aggressive, cori molto "Helloween" ma... purtroppo come già detto il cd e' appena uscito ma e' vecchio di dieci anni con altrettante tecniche di registrazione dell'epoca e secondo il mio modesto giudizio andava ri-registrato da capo, senza nulla togliere al buon lavoro svolto da Roberto God Serra al basso e da Stefano Bosso alla batteria, per quel che riguarda le chitarre di Daniele Genugu e di Tito (il cantante) funzionano ancora a distanza di anni.. ma una appesantita in più non farebbe male! Ultima chicca finale la canzone tributo agli '80 altri non e' che la famosa song del telefilm "A-team" riproposta in chiave metal, davvero stupenda! Ottimo esordio nel contesto (ironico eh!) aspettando il loro prossimo lavoro!


Sam Thrasher

 

 

 

AC-DC
“Black Ice”
(Columbia Records)

Track List: Rock n’roll train, Skies on fire, Big Jack, Anything Goes, War Machine, Smash n’Grab, Spoilin’for a fight, Wheels, Decibel, Stormy may day, She Likes Rock n’roll, Money made, Rock n’roll dream, Rockin’all the way, Black Ice

Band: Angus Young- chitarra, Malcolm Young-chitarra ritmica, Brian Johnson-voce, Cliff Williams-basso, Phil Rudd- Batteria -- Prodotto da Brendan O’Brien


Il nuovo disco degli Ac-Dc “Black Ice” era un disco molto atteso dai numerosi rockers e non solo di tutto il globo. La band tornava al mercato discografico dopo tanti anni dal tanto discusso “Stiff Upper Lit” con un produttore di grido quale Brendan O’Brien (Pearl Jam.Springsteen e Velvet Revolver) e i risultati mi hanno davvero sorpreso in positivo. Quattordici tracce di pura adrenalina che ti entrano in corpo subito come un cocktail esplosivo e dilaniante. La promozione fatta  a questo disco è pazzesca: innanzitutto le due date italiane in programma a Marzo presso il Filaforum di Assago  sono andate esaurite in ‘men che non si dica’, molte città sono state invase da poster promozionali e ogni negozio di disco o store ha cartonati pubblicitari in quantità super per promozionare questo evento. Vista l’importanza del disco analizzerò ogni traccia. 1-Rock n’roll train: Singolo d’apertura, già in heavy rotation da qualche tempo sulle maggiori radio mondiali. Inizia con un attacco di batteria di Phil Rudd che definire semplice è a dir poco un limitativo. La voce unica e graffiante di Brian Johnson è sempre li’ e mi convince subito di una cosa; che il buon Brian è tornato a cantare alla grande rispetto all’ultimo album. I cori sono assassini e l’assolo di Angus, seppure non chilometrico, è pienamente nel suo stile e inoltre durante il corso del brano pennella moltissimi arpeggi chiaramente ispirati dal blues o da gente quale Keith Richards. Inizio col botto! 2-Skies on fire: l’inizio del brano è ancora molto lento. La voce di Brian stavolta è piu’ distante e suadente allo stesso tempo del primo brano. In questo brano la band fornisce un bel lavoro di insieme, anche se è ancora la batteria di Phil a non convincermi totalmente. Qui non abbiamo un vero e proprio assolo del buon Angus che invece mette la sua sei corde al servizio della band. 3-Big Jack: il tiro del cd si alza decisamente con questa canzone che sicuramente diventerà un loro punto di forza se decideranno di proporla dal vivo. Il modo di affrontare il ritornello di Brian è semplicemente grande, come i riffs che tirano fuori i fratelli Young, con un bel lavoro di contorno della sezione ritmica formata da Cliff Williams al basso e Phil Rudd alla batteria. Inoltre in questo brano possiamo sentire un solos  di Angus veramente sopra le righe. 4-Anything Goes: io comincerei semplicemente a dire che questo brano lo dedico a tutti  i detrattori degli Ac-Dc che continuano ad affermare che fanno canzoni fotocopia. Un pezzo che sicuramente trae influenze da Creedence Clearwater Revival e Bruce Springsteen in alcune parti. Un up tempo che ti conquista subito ed è anche molto radiofonico. 5-War Machine: inizio molto accennato del brano che si dipana abbastanza velocemente con un ottimo riff di apertura di Angus sul quale subito poco tempo dopo entra prepotente la voce al vetriolo di Brian Johnson, ugola assolutamente inimitabile dai vari Jesse James Dupree dei Jackyl e altri che hanno chiaramente l’uomo rock dalla coppola piu’ riconoscibile in quel campo. Un pezzo anche questo non velocissimo ma assassino. 6-Smash n’grab: un pezzo adatto ad uno spogliarello che fa capitolare anche l’uomo meno arrapato del pianeta. Questa è la metafora adatta per poter descrivere questo brano che possiede una classe cristallina e che fa capire a tante band di sbarbati che nel rock n’roll non c’è bisogno di trovare effetti sensazionali di doppie casse e assoli ipertecnici per poterti stendere e conquistare. Un altro up tempo per questo disco che pian piano ti entra dentro e non ti lascia piu’. 7- Spoilin’for a fight: con un attacco iniziale che può riportare ad alcune composizioni di altri vecchietti terribili del rock quali i barbutissimi ZZTop, questo pezzo non stravolge l’economia del disco e lo manda in territori inesplorati. Il ritornello è molto cantabile e “danzereccio” e già vedo moltissimi districarsi in complicatissime mosse di “Air guitar” sull’assolo killer di Mr Angus Young. 8-Wheels: il ritmo del disco aumenta con questo splendido e coinvolgente brano. Brian ha detto in una recente intervista che nel nuovo tour vogliono suonare cinque brani da questo disco e spero che questa sia una delle scelte. 9-Decibel: Pezzo molto lento e blues  che in alcune parti può ricordare la mitica “You can’t leave your hat on “ di Joe Cocker e con le chitarre di Angus che sanno entrare prepotenti e “incazzose” nel corso del brano. 10- Stormy may day: Pezzo che si apre con effetti quasi slide della chitarra di Angus. Un brano molto compatto e non velocissimo ma che potrebbe tranquillamente stare dentro capolavori quali “Back in black”. Molto bello il rallentamento finale  dove tutto viene soffuso. 11- She likes rock n’roll:  Pezzo che ha un ritornello che urli al cielo ogni volta pensando a tutte quelle bambine viziate che continuano a gettare cattiva luce sulla cosiddetta musica del demonio…secondo loro. Una track anch’essa non accelerata e questo sembra la prerogativa dell’intero disco. Sicuramente uno dei brani più belli. 12-Money Made:  uno dei pezzi piu’ lenti e cadenzati del disco con la voce di Brian che si addentra in territori diversi, quasi cantasse con tonalità piu’ basse. Un brano che mostra la forza di tutta la band e che non mette in evidenza uno strumento rispetto ad un altro. 13-Rock n’roll dream:  Sicuramente il pezzo con l’inizio più lento di tutto il disco e che ha un bel testo. Molto bello quando si velocizza con menzione particolare per l’ottimo solos di Angus. 14- Rockin’all the way:  track che rientra nella loro migliore tradizione, sullo stile –vagamente- di “Dirty deeds “. Semplicemente coinvolgente e che ti fa battere il piedino a tempo e fare headbanging. Un pezzo dove apprezzi a pieno la chitarra di Angus e che posso mettere tra i miei preferiti. 15-Black ice:  la title track chiude questo splendido album con un sound che è molto diverso rispetto al resto dell’album. I riff di chitarra sono molto compatti  e  la voce di Brian è molto diabolica.

MauTheAlien

 

 

 




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