recensioni 2007

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ELEGANTLY WASTED
"Desolation Row"

(Flaco Music)

Tracklist: 1.Sickhead, 2.Fly, 3.Hollywood, 4.Burn right through, 5.So Wrong, 6.You, 7.Let it Rain
8.Do what you want, 9.Bitter Mouth (Sick head Part2), 10.When the Time is right, 11.Every time i run, 12.Too much too soon
.

Line up: Lenny J. (lead vocals, guitars), Diana (guitars, vocals), John “Yeti” Nuss (bass, vocals), Pauly (drums).

Tornano i californiani Elegantly Wasted con Desolation Row, il nuovo album dopo il precedente Greetings from a strange Place . Vi state chiedendo come suona questo CD? Hard rock che si contamina pesantemente con il blues, e consente di attribuire a questo album quel tocco in più per accattivarsi in modo vincente l'elogio della bravura. Cinquanta due minuti di ottima musica, si assapora ogni singola canzone, tutte dai suoni eccellenti. La band guidata dalla voce di Lenny J., raccoglie i frutti di anni di lavoro, sudore e passione convincendo anche il più scettico dei critici sulle loro capacità. Partono le note di Sickhead, song capace di passare dai toni suadenti alle scariche elettriche. Burn right through, canzone numero quattro, da hit a mio parere grazie al tiro e alla grinta che ci mettono i nostri, e all'accattivante vocals di Lenny. Come in ogni disco, troviamo quelle che si definiscono ballad, adatte come sottofondo da condividere con la vostra lei o il vostro lui in una serata particolare, o semplicemente da ascoltare mentre vi rilassate. In So Wrong la voce si fonde in una melodia morbida, provocando un'atmosfera da sogno, ma quella che tocca l'apice a mio avviso è When the Time is right, respiri un'emozione che ti trasporta e ti culla nei ricordi, come guardare un album di foto rivivendo ogni momento. Too much too soon , un refrain che si stampa subito nella memoria, un vero piacere per le orecchie al quale è sempre molto invitante sottoporsi. Davvero buono il mood di questa band, accattivante, ruvido ed elettrico, possiedono freschezza ed esuberanza giovanile oltre che un'innata capacità nel suonare, e produrre dei brani che ti rendono dipendenti all'ascolto continuo. Ottimo album che consiglio a tutti! Web-site www.elegantlywasted.net/   MySpace http://www.myspace.com/elegantlywasted

AngelDevil

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NIGHTWISH
‘Dark Passion Play'
(Nuclear Blast /Audioglobe) 

Line up: Anette Olzon – vocals, Tuomas Holopainen – Keyboards, Jukka "Julius" Nevalainen – Drums, Marco Tapani Hietala - Bass & Vocals, Emppu Vuorinen - Guitars

1. The Poet And The Pendulum, 2. Bye Bye Beautiful, 3. Amaranth, 4. Cadence Of Her Last Breath 5. Master Passion Greed, 6. Eva, 7. Sahara , 8. Whoever Brings The Night, 9. For The Heart I Once Had, 10. The Islander, 11. Last Of The Wilds, 12. 7 Days To The Wolves, 13. Meadows Of Heaven

A distanza di tre anni dal fenomenale ‘Once' che ha letteralmente consacrato nel gotha delle grandi band il gruppo di Tuomas Holopainen, I Nightwish si ripresentano sul mercato con un nuovissimo album ed una nuova female singer che sostituisce la superba Tarja alla voce dopo lo split tra la cantante e la band alla fine del tour di ‘Once'. Tre anni ‘parzialmente' colmati da greatest hits e dvd live, ma tutti i fans e la gente del settore aspettava questo particolare momento, quello della new release in studio di una delle band più originali ed interessanti dell'ultimo decennio nel nostro beneamato settore musicale. Io stesso, che come ben saprete provengo da una scuola ‘hard rock – blues rock' ho sempre ammirato il talento di questi musicisti e la loro particolare musicalità dedita ad un mix eccellente di metal, rock sinfonico e liricità. Ovviamente era la voce di Tarja a fare da padrone e dare il tocco in più di particolarità al Nightwish – style e quindi il change di vovalist era la cosa più difficile da affrontare (anche perchè trovare una singer con una voce come quella era compito assai arduo!!!) L'album ‘Dark Passion Play' è sinceramente un ottimo lavoro che riprende sì il sound del bellissimo ‘Once' ma si caratterizza dal penultimo cd proprio per la voce della brava (e bella...hehe) cantante. Preciso: Anette non è Tarja. Ha un suo stile e soprattutto una timbrica differente. Non è una spudorata copia carbone a livello vocale, bensì si lascia apprezzare proprio per la sua diversità, anche se –ovviamente- suppporta la sempre originale linea musicale dei Nightwish. Tarja era sicuramente più ‘lirica' e forse più “potente” in grado di raggiungere vette ‘più alte' come tonalità. La nuova cantante invece è altresì lirica ma non come Tarja e come timbrica è forse più ‘calda' in certi passaggi, più ammaliante anche se il fascino dell'ex female singer –a mio modesto parere- è tuttora ineguagliabile. Tredici song che condurranno l'ascoltatore nei meandri a volte soavi ma anche scalpitanti di adrenalina del sound dei finnici; su tutte abbiamo un esempio di alta classe compositiva nell'opener ‘The Poet and The Pendulum'. Tredici minuti di canzone che non annoiano poichè sembrano un mix di differenti song che si congiungono in un tuttuno speciale e sinfonico. Infatti è un continuo alternarsi di parti eufoniche e liriche coadiuvate da un immenso keys-workd ed altre parti più heavy oriented. Un vero must per palati esigenti! Tutte le tracce sono valide e non trovo cali di ‘tensione' all'interno di questo ‘Dark Passion...'. Una menzione particolare per la bellissima ‘Bye Bye Beautiful' e la grintosa ‘Master Passion Greed', ma soprattutto per la melodica e ricca di pathos ‘Eva' dove la voce di Anette viene fuori al massimo della sua espressività. Carismatico anche l'incedere epico della poderosa ‘Sahara' e come non rimanere allibiti (di piacere...) dal folk acustico di ‘The Islander' che deve molto ai maestri Jethro Tull per poi proseguire il suo ‘cammino musicale' nella successiva strumentale ‘Last Of The Wilds' sempre in linea con sonorità prog/sinfoniche (i violini iniziali sono il ‘non plus ultra'...quasi a ricordare i Kansas degli albori). Ah...dimenticavo: mi sono letteralmente 'innamorato' dell'interpretazione vocale di Anette su 'For The Heart I Once Had'. Non continuo perchè lascio scoprire a voi la grande musicalità che questi cinque musicisti sono riusciti ancora una volta a regalarci. Uno dei migliori dischi dell'anno...sicuramente. Da avere!

Roby Comanducci

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MOTORHEAD
‘Better Motorhead Than Dead –Live At Hammersmith'
(SPV/ Audioglobe)


Tracklist: CD 1: Dr. Rock / Stay Clean / Shoot You In The Back / Love Me Like A Reptile / Killers / Metropolis/ Love For Sale/ Over The Top/ No Class/ I Got Mine/ In The Name Of Tragedy/ Dancing On Your Grave
CD 2: R.A.M.O.N.E.S./ Sacrifice/ Just `Cos You Got The Power/ (We Are) The Road Crew/ Going To Brazil/ Killed By Death/ Iron Fist/ Whorehouse Blues/ Bomber/ Ace Of Spades/ Overkill

“49% Motherfucker, 51% Son Of A Bitch”. Casomai ce ne fosse ancora bisogno, ci pensano Motorhead stessi a dettarci la ricotta per sopravvivere 30 anni sulla breccia, senza accusare cedimenti e continuando imperterriti a fare male ad ogni esibizione. 30 anni che vengono celebrati discograficamente oggi con questo splendido lavoro (i festeggiamenti live sono avvenuti il 16 giugno 2005 all'Hammersmith di Londra, di cui questo album è fedele testimonianza), fotografia di una band che, nonostante gli anni, riesce a risultare sul palco devastante come non mai, bombardando sempre e comunque i presenti con quelle cannonate che rispondono al nome di ‘No Class', ‘Iron Fist', ‘Bomber', ‘Ace Of Spades', ‘Overkill'.. ovvero classici in grado di segnare un'epoca e che in questo lavoro (offerto al pubblico in un elegante digipack) vengono sciorinati con inaudita potenza incastonati in una sorta di best of live di Lemmy & soci. 30 anni di metal e di eccessi e non accusare minimamente il colpo, roba dell'altro mondo, o semplicemente roba da Motorhead.

Fabio Magliano

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ICED EARTH
"Framing Armag
eddon' (Something Wicked Part 1)
(Spv /Steamhammer)

Jon Schaffer - Rhythm and Lead Guitars, Tim Owens - Lead and Backing Vocals, BreNt Smedley – Drums, Troy Seele - Lead Guitar, Dennis Hayes - Bass Guitar

1. Overture, 2. Something Wicked pt. 1, 3. Invasion, 4. Motivation of Man, 5. Setian Massacre, 6. A Charge to Keep, 7. Reflections, 8. Ten Thousand Strong, 9. Execution 10. Order of the Rose, 11. Cataclysm, 12. The Clouding, 13. Infiltrate and Assimilate 14. Retribution Through the Ages, 15. Something Wicked pt. 2, 16. The Domino Decree, 17. Framing Armageddon, 18. When Start Collide (Born is He), 19. The Awakening

Purtroppo le misure antipirateria non hanno limiti ed il cd che ho nel lettore e' si l'anteprima mondiale del nuovo attessimo cd degli Iced Earth, ma e' anche un "Voice over promo cd", ossia su tutto il nuovo album c'e' sovrancisa la voce si Jon Schaffer che dice "Ciao!sono Jon Schaffer degli Iced Earth state sentendo Framing Armageddon-Something wicked part one!" con cadenza di 2-3 minuti su ogni song, considerando che il lavoro totale dura un'ora e dieci minuti circa, questa voce si ripetera' per almeno una cinquantina di volte, fortuna che avevo con me i miei tranquillanti equini... Nella nuova release trovete i soliti riff stoppati e trascinanti di Jon Schaffer che han caratterizzato l'intera storia degli americani e che li han resi unici e tanto amati (soprattutto dal sottoscritto). Avevo gia' avuto modo di commentare il singolo che precedeva questo cd e di apprezzare la voce di Tim Owens, quindi non mi ripetero' nelle varie affermazioni che han tormentato la band subito dopo la dipartita dell' ex cantante Matt Barlow. Si diceva fossero finiti invece ci hanno regalato (mica tanto l'abbiamo pagato...ehehe) un eccellente "Glorius Burden"! Attesi alle classica "prova del nove" gli Iced Earth non deludono nemmeno questa volta, un disco diverso dal solito, forse il piu' melodico di tutta la loro discografia! Gia', questa volta il lavoro assomiglia sempre di piu' alla seconda creatura di Jon Schaffer (i Demons & Wizards) rispetto a tutti i precenti lavori. Una ricerca quasi maniacale per le melodie ed atmosfere,per i cori potenti ed evocativi, questo a mio giudizio non e' il seguito del capolavoro "Something Wicked This Way Comes" di qualche anno fa, certi capolavori sono irripetibili, ma e' il degno e valido successore del sorprendente "Glorius Burden"! Il cd scorre via bene tutto d'un fiato,caretterizzato anche da molte intro, peccato sempre per quella voce sovraincisa, aspettero' con ansia l'uscita ufficiale poiche' ‘Framing Armageddon...‘ sa regalare emozioni e fa "viaggiare", la musica e' emozione, immaginatemi rilassato ed in estasi sulle note di "Order of the Rose" quando per l'ennesima volta vengo "interrotto" da Schaffer che mi "dice" per la quarantesima volta la stessa
cosa...aaaargh! A questo punto non mi resta che aspettarli in sede live, dopo cinque anni d'attesa, non vedo proprio l'ora! Consigliato a tutti i fans, ai defenders, ai thrashers ed anche ai detrattori (che almeno per una buona volta si ricredano definitivamente)!

Sam ‘Thrasher'

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EYEWITNESS
‘Messiah Complex + Eyewitness'
(Escape/ Frontiers)

Tracklist: CD1: Song / Rising Sun / Can't Stop / Only You Can Rock Me / Arms Of Love / Life Goes On/ A Very Minor King

CD2: Messiah Complex / All We Are / The Servant Has Become A Master / Out Of Sight Out Of Mind / Breaking Down The Walls / Sea Of Sadness / The Blade / Guiding Hand / Dreamscape / Desert Rain / I Think I Wanna Die Now / Cries For Mercy

Nuova azione di riscoperta da parte della intraprendente Escape Music che, in una botta sola, mette a disposizione dell'ascoltatore non solo il nuovo album degli Eyewitness di Ralph Santolla (una carriera spesa tra Deicide, Death, Iced Earth, Millenium e Seb Bach…) ‘Messiah Complex', ma anche il primo, ormai introvabile album ‘Eyewitness' originariamente uscito nel 1995. Il tutto remixato e racchiuso in un elegante digipack per la gioia dei rocker più ostinati. La band in questione, infatti, nonostante sia nata da un'idea di Ralph Satolla, un musicista il cui nome negli ultimi anni è stato accostato soprattutto al meglio della musica estrema è da sempre stata caratterizzata da una spiccata attitudine melodica, ben espressa attraverso un hard rock americano melodico e abbastanza ruffiano, nel quale il chitarrista italo/americano fa il bello e cattivo tempo ben coadiuvato dietro al microfono dal singer Todd Plant. Il nuovo ‘Messiah Complex' rispetto al suo predecessore si presenta più maturo (come era lecito aspettarsi), più oscuro e maggiormente elaborato. I brani pur non perdendo in immediatezza e in melodia sono andati facendosi più complessi, figli di un songwriting di classe ma estremamente efficace, come testimoniano le varie ‘Dreamscape', ‘Desert Rain' o ‘Sea Of Sadness'.Una band eccellente la cui riscoperta, oggi, è resa ancora più facile da questa azzeccata mossa della sempre più intraprendente label britannica.

Fabio Magliano

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DAVE EVANS
“Sinner”
(DA Records)  

Tracklist: 01. Back On The Firing Line, 02. Rock 'n' Roll Or Bust, 03. Take Me Down Again, 04. Only The Good Die Young, 05. Sinner, 06. Carnal Knowledge, 07. Turn It Up, 08. Out In The Cold, 09. Go Down Fighting, 10. Sold My Soul To Rock'n'Roll, 11. D.O.A., 12. The Thunder Down Under . 

Grazie al contratto firmato con l'etichetta discografica DA Records, il 25 settembre sarà distribuita la ristampa dell'album che sto per recensire Sinner del grande Dave Evans, fondatore e primo cantante degli Ac Dc, come conferma la prima uscita discografica ufficiale per la band australiana, il 45 giri di Can I Sit Next To You Girl del 1973, primo vinile targato Angus & Co. cantato da Dave Evans. Sinner è un disco che parte in quarta con Back On The Firing Lin, canzone dal tiro potente, deciso, compatto, molto orecchiabile: senza dubbio vincente, soprattutto per la voce roca, penetrante e potente di Dave Evans. Take Me Down Again, la canzone che trasuda di rock al 100% che ti carica fino all'esaltazione; ascoltare un brano del genere è come: catapultarsi da un treno in corsa, avrete l'adrenalina a mille. C alda atmosfera boogie-rock ben schitarrata ed urlata in Sinner, song tagliente, dura e provocante come il vero rock. Difficile sceglierne una su tutte, questo è un disco esplosivo, non ci sono cali, ma solo tanta energia sprigionata da un vocals deciso. Difficile resistere a Sold My Soul To Rock'n'Roll, una delle mie preferite, un vero inno al rock n' roll, ruvido ed incandescente con riff che infuocano il ritornello elettrizzante e selvaggio in cui la voce di Dave diventa assoluta protagonista. Ottimo album, grintoso e schietto, impossibile non farsi travolgere da queste dodici incandescenti canzoni. Ladies and gentlemen, la ristampa del disco “cult” graffiante, sporco, che suona del fottuttissimo rock 'n'roll è servita! Web-site www.daveevans.au.com MySpace www.myspace.com/daveevansrocks

AngelDevil

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SEVENTH RIZE
“Visceral Rock ”
(Autoprodotto)

Trackilist: 1. Ortni, 2. Devil's Line, 3. Hearts On Fire, 4. Divine Intervention, 5. Taken Down By Love, 6. Love Ride, 7. Sound Of A Heartbreak, 8. Mind Trip, 9. Can't Go Home, 10. No Peace Of Mind .

Line up: Henry Font (vocals), Darin Andersen (guitars), Jerry Stone (guitars), Tim LeMoine (bass), Jason Sullivan (drums/percussion).

Grazie al supporto della Break Through Entertainment si può ascoltare Visceral Rock l'album che fu pubblicato nel 2000 dai Seventh Rize; una ristampa che segna il come-back dei Seventh Rize.La band si forma nel 1991 nel Texas in un momento in cui il rock duro stava conoscendo nuove tendenze e tante contraddizioni, ma Darin Andersen , Craig Goursuch e Jason Sullivan , al di là dalle nuove tendenze musicali proponevano del vero rock. Possiamo quindi nuovamente godere dell'hard rock viscerale e granitico, con queste dieci canzoni, impreziosite da aperture melodiche sia a livello vocale sia strumentale ma con una virata verso un irrobustimento del sound, soprattutto quello delle chitarre. Non un brano debole, sempre vitali e coinvolgenti e cosi maledettamente accattivanti ogni nota conquista, grazia anche alla voce roca di Henry Font, al basso e batteria che “pompano” come un carburatore d'annata tirato a nuovo, e ai riff di chitarre che lasciano il segno in un rock n' roll firmato USA. Non mancano episodi in pieno stile killer rock song come il trittico Devil's Line, Hearts On Fire e Divine Intervention . Questo è un disco che riserva le proprie sorprese negli ascolti ripetuti e nella longevità delle canzoni che pur semplici e di sicuro effetto non riescono a stancare. Visceral Rock un album davvero interessante. Web-site www.seventhrize.net   http://www.myspace.com/seventhrize

AngelDevil


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BRUNOROCK
“Live” On Fire'
(autoprodotto)

Line-Up: Lead Vocals & Guitars - Bruno Kraler, Guitars & backing vocals- Bobby Altvater, keyboards - Juha Varpio, Bass – Holger Schulten, Drums – Domonik Huelshorst

Guest: Alex De Rosso, guitars on ‘Julia' e ‘Time to Run', Fredrik Bergh, keyboards on Julia'

Tracklist: 1) It's All Been Done 4 Me, 2) Now Dies The Truth , 3) Pray 4 The Rain, 4) No More Promises, 5) La Fonte Dei Sogni, 6) Two Hearts One Weapon, 7) Castaway, 8) Take The Trophy, 9) Hard Working Day, 10) Born Winner , 11) Let Me Be The One, Bonus Tracks, 12) Time To Run, 13) Julia

Prodotto dallo stesso Bruno e mixato da Bobby Altvater (ex AFFAIR) presso gli Sky Studios in Germania vede la luce questo eccellente album live di Bruno Kraler –in arte Brunorock- che subito mette in evidenza l'eccellente qualità di registrazione che va di pari passo con la grande maestria live del nostro e dei restanti membri della band. Avevamo lasciato Bruno con la recensione del suo ultimo album in studio, il bellissimo ‘Interaction' (2005), ed ora ci troviamo al cospetto di questo live che ripropone quasi tutte le tracce dello studio album appena citato; segnalo in assoluto le tre ‘perle' di ‘Interaction', che sono ‘Pray For The Rain', ‘Take The Trophy' e la bellissima e melodica ‘Let me be The One' che riproposta in ‘veste' live fa ancora più effetto ed ammalia letterelmente l'ascoltatore. Inoltre come dimenticare la superba rock song cantata in italiano ‘La fonte dei Sogni', altra piccola chicca presente nel precedente cd. Le uniche tracce derivanti da ‘X-Over (2002) sono ‘Born Winner' e ‘Two Hearts One Weapon' mentre troviamo come bonus track due new studio song, ‘Julia' e ‘Time to Run' (dove c'è la collaborazione di Alex De Rosso e Fredrik Bergh). Due song molto interessanti che ci fanno ben sperare per il (speriamo prossimo) nuovo full lenght album in studio. Un ottimo cd live che questa volta è autoprodotto e si può avere direttamente da Bruno scrivendogli una e-mail presso il suo sito web oppure più avanti da tutti i mailorder più importanti in europa. Consiglio: fatelo vostro al più presto, ne vale veramente la pena!!! Visitate il suo sito http://www.brunorock.com/home.html

Roby Comanducci

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ENBLANCO
"Fracaso, etcétera..."
(Dye Records)

Tracklist: 01. Contra La Corriente , 02. Tambièn Te Vas Tù, 03. Lo Que No Crece Mengua, 04. En Undos, 05. Ciudadano, 06. Vida, 07. Sed Del Perro, 08. En Un Olvido Turbio, 09. Tu Piel, 10. Aitormena .

Line Up: Kb (vocals), Miguel Gonzalez (guitar), Gorka Etxebarria (guitar), Diego Cabezon (bass), Hector Indurain (drums).

Gli spagnoli Enblanco dopo alcuni demo pubblicano il loro debut album Fracaso, etcétera… grazie all'etichetta Dye Records. Le dieci canzoni proposte dai nostri, tutte in lingua madre suonano un rock n'roll ingrezzito ed energico; un susseguirsi di brani stradaioli che uniscono in maniera molto semplice e lineare influenze metal con una più moderna attitudine hard rock, che nei momenti maggiormente duri si spinge fino alla spigolosità del new metal ( Contra La Corrente , Lo Que No Crece Mengua) mentre in altre occasioni si indirizza verso situazioni più ammorbidite e pompeggianti ( En Undos, Ciudadano) . I brani fanno tutti il proprio dovere e scorrono senza cali di tensione, la band non esce mai dalle righe con soluzioni trendiste né tantomeno complicate, limitandosi a far bene l'essenziale cioè ritmo sostenuto, buone melodie e ottimi riff chitarristici. Come sempre in questi casi ciò che fa la differenza è la potenza d'esecuzione e le vibrazioni sporche, in questo senso la prova degli Enblanco è positiva. http://www.myspace.com/enblanco

AngelDevil

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U.D.O.
‘Mastercutor'
(AFM / Audioglobe)

Tracklist: 01. Mastercutor, 02. The Wrong Side Of Midnight , 03. The Instigator, 04. One Lone Voice, 05. We Do – For You, 06. Walker In The Dark, 07. Master Of Disaster, 08. Tears Of A Clown, 09. Vendetta, 10. The Devil Walks Alone, 11. Dead Man's Eye, 12. Crash Bang Crash

Line Up: Udo Dirkschneider – Voce, Stefan Kaufmann – Chitarra, Igor Gianola – Chitarra, Fitty Wienhold – Basso, Francesco Jovino – Batteria

E si...il piccolo-grande metal singer torna sempre puntuale all'appuntamento del disco. Udo è un ‘pezzo di storia' per tutti gli amanti del metal classico, per tutti i fans dei gloriosi Accept, per la grande musica potente e tagliente ma carica anche di grandi armonie. La sua voce, inimitabile e inconfondibile, non risente degli anni che passano, e lui risulta sempre un “ragazzino cattivo” come un tempo. Il tempo si è fermato per Mr. Dirkschneider e lui ne approfitta per sfornare canzoni sempre ammalianti e marchiate nel suo particolarissimo sound style. Questo ultimissimo ‘Mastercutor' (scusate il ritardo di pubblicazione della review, ma purtroppo è andata così...sorry) esce a circa due anni (se non erro) dal penultimo full lenght album del nostro. Un'attesa ben ripagata poichè il cd in questione è un'autentica miccia, una carica esplosiva di dinamite che esploderà incontenibile nel vostro stereo. Lo stile è sempre il suo, sempre molto diretto, tagliente, corrosivo al punto giusto come lo erano anche i primi Accept (ed il sound di UDO pesca a piene mani dalla sua prima band pur mantenedo una certa originalità, ovviamente) e le dodici tracce scorrono via una dietro l'altra senza cali ‘di tensione'. C'è spazio anche per momenti più tranquilli (che però non oserei definire ballad) come ‘Tears of a Clown' o la cadenzata ‘One Lone Voice' dall'incedere lento ma ricco di pathos. Ovviamente prediligo i momenti ‘fast' del nostro come la stessa opener, la title track, e soprattutto la metallica e speedy ‘Crash Bang Crash' oppure l'accoppiata vincente di killer-metal song quali ‘The Wrong Side of Midnight' e ‘The Instigator'. Un bell'album quindi, da avere per scatenarsi dopo un‘uggiosa giornata di lavoro o in compagnia di amici e una buona birra! Grande Udo, ottimo metal sound!

Roby Comanducci

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SIMONE FIORLETTA
“ My Secret Diary ”
(Lion Music/Frontiers)


Trackilist: 1. A Day In California , 2. I Came Back, 3. To Fly Over The Rainbow, 4. Welcome, Anita!, 5. Only Three Minutes To Dream, 6. Borderline, 7. You Are My Past, Present, Future, 8. Brawl In A Saloon, 9. The Beginning Of A New Era, 10. Good Bye .

Line up: Simone Fiorletta (guitars), Andrea De Paoli (keyboards), Pasko (bass), Tony Liotta (drums).

My Secret Diary è il nuovo album solista di Simone Fiorletta, chitarrista conosciuto e già apprezzato nei Moonlight Comedy. Dopo aver pubblicato Parallel Worlds , torna con questo interessantissimo lavoro di pregevole fattura. Il nostro si avvale della presenza di ottimi musicisti il bravissimo tastierista Andrea De Paoli dei Labyrinth , il batterista Tony Lotta, che ha lavorato con artisti del calibro di Sting , Tina Turner , Santana ecc.. , ed il bassista Pasko. Il percorso descritto dal platter (51 minuti di durata), è un costante susseguirsi di melodie ricercate e di grande gusto, con una gamma di influenze che si estende dal progressive rock melodico a quello più tirato passando per jazz e fusion, senza mai, nonostante la notevole complessità di brani divisi in varie situazioni di movimento, essere noiosi o scontati. Fraseggi molto emotivi e d'ampio respiro, passaggi sulle note basse che fanno crescere splendide melodie che si snodano in riff compatti, potenti e di assoluta precisione producendo una musica solare, riflessiva, rilassante, elettrizzante; una sorta di cocktail da assaporare in qualsiasi momento. Sin dall'iniziale A Day In California, si intuisce che questo non è un semplice album strumentale basato sulla chitarra elettrica, ma si distingue letteralmente dalla classica teoria “tecnica = emozioni zero”, ma dando luogo ad una esibizione di perfetto equilibrio tra abilità strumentale e feeling. Davvero stupende i due brani intrisi di emozioni Welcome, Anita!, e You Are My Past, Present, Future ; l'atmosfera languida e romantica prodotta da queste canzoni le fa scivolare sulla pelle come un lieve tocco, e lentamente la nostra mente viaggia, e il corpo si rilassa adagiandosi su di un suono che si tinge di colore in un sound poliedrico e spirituale, sulle note splendide prodotte dalla tastiera di Andrea e la sei corde di Simone, un vero paradiso sonoro. Divertente e veloce è la stravagante Brawl In A Saloon, questa va ascoltata per capire cosa riescono a fare i nostri emulando in tutto e per tutto la tipica atmosfera del Far West. Davvero difficile valutare quale può essere il brano migliore, questo è un album suonato e prodotto con estrema classe, inventiva e maestria, dove ogni singolo musicista ci regala un esecuzioni da dieci e lode in grado di esaltare al meglio ogni singola nota. Che dire.. consigliato non solo ai fanatici delle sei corde, ma a tutti! C'è da leccarsi il plettro con queste melodie mie cari! Un plauso a Simone per avere realizzato My Secret Diary, l'emozione fatta di note. http://www.myspace.com/simonefiorletta

AngelDevil


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ROCKSTAR
"Dusk Till Down"
(Costa Ovest Records)

Tracklist: 01. To Be A Monster, 02. Take My Gun, 03. Tonite, 04. Dirty Love, 05. Livin' Again .

Line up: Dyego Star (vocals), Richie Rock (guitars), Andrew Wall (guitars), Doug J. Rock (bass), Johnny Brass (drums).

Debutto discografico per i toscani RockStar che realizzano l'EP Dusk Till Dawn grazie all' etichetta Costa Ovest Records. La band si forma nel 2006 grazie ai due fratelli Richie e Doug J. Rock. Ai due si aggiungono in seguito Andrew Wall, Johnny Brass e Dyego Star. La scintilla che ha unito i cinque è la passione per l'hair metal anni ottanta, e le cinque canzoni dimostrano quanto è forte la voglia di rivivere gli anni d'oro emulando look e sonorità di quel tempo. Si parte con un muro di chitarre, una ritmica incalzante, un basso pulsante ed una batteria avvolgente che aprono con un rock'n'roll grezzo le note di To Be A Monster , seguita con il dinamismo del rock di Take My Gun, con cori e riff tipici degli anni '80. Ancora rock stradaiolo dalle venature ‘glam' per Tonite, e Livin' Again . Il ritmo rallenta con Dirty Love, una graziosa ballad agrodolce memorizzabile e di facile presa. Un Ep piacevole poichè i RockStar hanno scritto buone canzoni riuscendo a fare centro con le loro capacità tecniche lesinando però sul fattore ‘originalità. Li aspettiamo quindi al varco del full lenght album che crediamo proprio sarà la definitiva prova ‘del nove'. Visitate la loro pagina myspace http://www.myspace.com/rockstarkickass

AngelDevil


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MAGNUM
"Princess Alice and the Broken Arrow "

(SPV/Audioglobe)

Tracklist: 1. When we were younger, 2. Eyes wide open, 3. Like brothers we stand, 4. Out of the shadows, 5. Dragons are real, 6. Inside your head, 7. Be strong, 8. Thank you for the day, 9. Your lies, 10. Desperate times, 11. You'll never sleep .

Line up: Bob Catley (vocal), Tony Clarkin (guitar), Mark Stanway (keyboards), Al Barrow (bass), Jimmy Copley (drums).

Princess Alice and the Broken Arrow è il nuovo e tredicesimo album degli inglesi Magnum, i maestri del pomp AOR che da trenta anni sfornano album di gran classe; con questo , il terzo dopo la reunion del 2001. Sin dalle prime note di brani come When we were younger, Eyes wide open, Dragons are real, ci regalano a mio parere un vero capolavoro, grazie a ritmi cadenzati, chorus accattivanti, assoli elettrizzanti, splendidi inserti di tastiera, e una batteria sempre in primo piano. Non mancano i brani d'atmosfera più soffusa come le bellissime Like brothers we stand, e Inside your head, confesso di aver riascoltato questi due brani molte volte, grazie al loro coinvolgimento, e alla bravura interpretativa di Bob Catley. La cosa che più mi ha sorpreso in positivo è la fluidità con cui scorre questo disco, che riesce incredibilmente ad evitare la sensazione di "già sentito" grazie a melodie chitarristiche e vocali sempre piacevoli ed accattivanti, una miscela musicale melodica ma al tempo stesso potente e trascinante. Undici brani di valore, come ben testimoniato dalla possente e maestosa opener. Quest'album è un vero gioiello, consiglio vivamente a tutti di ascoltare questo nuovo lavoro dei grandi Magnum. Non rimarrete delusi.

AngelDevil


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MASS
‘Crack of Dawn'
(Escape / Frontiers)

tracklist : 01. It's You, 02. Crack Of Dawn, 03. Someday, 04. Empty Soul, 05. Hello, 06. Magic Train, 07. Monkey Brain, 08. Sweet Lady Jane, 09. Seven Days, 10. Castle, 11. Leaving You, 12. Who Am I?

line up: Louie D'Augusta – Vocals, Gene D'Itria – Guitar, Lou Spagnola – Bass, Joey "Vee" Vadala – Drums

In ‘auge' sin dal lontano 1981 e dal 1984 col loro omonimo EP d'esordio questo combo americano del Massachusetts ritorna al full lenght album con un pugno nello stomaco chiamato ‘Crack of Dawn'. Un intenso condensato di adrenalina, incontaminato hard rock, chitarre stracolme di groove e, ovviamente, tanta melodia da vendere. Gli anni passano ma i nostri sono e rimangono sempre al top in fatto di composizione e ‘carica rock'n'roll'!! Quando mi è arrivato il cd non ci credevo....mi ricordavo di loro ma poi li avevo persi un po di vista anche se non hanno mai smesso di suonare e fare album e collaborazioni nel corso di questa loro lunga e longeva carriera (tra l'altro dovrebbe uscire anche la re-release del loro primo full lenght album targato 1985 ‘New Birth') e quindi è stato un enorme piacere. Piacere che è diventata goduria pura dopo l'ascolto. Avrò divorato quest'album ascoltandolo a casa ed in macchina non so quante volte in pochi giorni. Dodici tracce senza nessuna caduta di stile: eleganti e potenti al tempo stesso, adrenalina pura ma anche momenti ridondanti inteso feeling e pathos come la bella ‘Hello', una song anche ‘radiofonica' se vogliamo, che fa respirare a pieni polmoni poichè imperniata su un sound solare da vasto airplay e arrangiamenti da ‘grande rock song'. Bella anche l'altra song più ‘tranquilla' (ma non ballad attenzione) ‘Someday'!! Ma è sul groove che i nostri la fanno da padrone e quindi il trittico di song “ammazza-ascoltatore” quali ‘Magic Train', Monkey Brain' e ‘Seven Days' (che trattasi di una bonus track') valgono da sole l'acquisto di questo cd. Un elogio alla sezione ritmica ma soprattutto al guitar work eccelso dell'axe men Gene D'Itria. Assolutamente il motore di questa band!! Ottima prestazione vocale del bravo vocalist Louie D'augusta. Insomma, questo cd è da gustare track by track e vedrete che non ne rimarrete affatto delusi. Eccellente!!!! visitate il sito www.massmusic.biz e il loro myspace   www.myspace.com/masstheband   

Roby Comanducci

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EVIDENCE ONE
"The Sky Is The Limit"
(AFM Records/ Audioglobe)  

Line up: Lizard – vocals, Hutch Bauer – bass, Jörg “Warthy”Wartmann guitars, Wolfgang “Shimmi”Schimmer – guitars, Rami Ali - drums

Tracklist: The Sky Is The Limit, Mr. Madness, The Luxury Of Losing Hope, Won't Sleep Alone, Propaganda, Can't Fight The Past, Gallery Of Broken Glass, Rain Road , Mindmines, Raging Winds

Ammetto la mia ignoranza su questo eccellente combo musicale. All'arrivo di questo cd ho dovuto leggere le info perchè non conoscevo la band in questione. I cinque rockers sono tedeschi e i fondatori sono stati membri di band più conosciute quali Frontline e Domain. Questo –tra l'altro- trattasi del terzo full lenght album ll'attivo (...e qui, per forza, dovrò andare a scovare gli altri due!!) e inoltre hanno suonato tantissimo ed anche in importanti e blasonati heavy festival tra tutti il mitico Wacken...Come appena detto non conoscevo il gruppo e quindi mi sono buttato letteralmente a testa bassa ad ascoltare questo ‘The Sky Is The Limit'... risultato? Un eccellente album di potente hard rock, anthemico, roccioso, che sputa adrenalina ad ogni nota e in certi pezzi sembra dare un calcio nello stomaco all'incauto ascoltatore. Due chitarre che tessono riff assassini confezionando anche pregevoli solos, una sezione ritmica precisa e potente come un rullo compressore ed un vocalist dalla voce graffiante e capace di traghettare cotanta potenza sonora incananadola perfettamente in linee vocali azzeccate e pregevoli. Asoltatevi la prima, la title track, e mi direte; un potente e diretto hard rock senza contaminazioni. Si va avanti e il vigoroso up-tempo di ‘Mr.Madness' sfocia quasi su tematiche ‘class metal' in quanto a vigore e ‘tiro'. Tutte le song sono sopra la media, anche la calma ‘Won't Sleep Alone' (poichè non me la sento di definirla semi ballad o altro) nella sua melodia di base sprigiona adrenalina. Altra miccia rovente è la veloce ‘Gallery Of Broken Glass' un gioiello che vi farà saltare sulla sedia merito di una sezione ritmica superlativa. Beh ragazzi...inutile proseguire. Qui di ‘alti e bassi' non ce ne sono. L'album pulsa energia dalla prima alla decima canzone. Da avere assolutamente.

Roby Comanducci


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LILLIAN AXE
" Water Rising "
(Locomotive Records/ Frontiers Records)

Tracklist: 01. Waters Rising, 02. Antarctica , 03. Become A Monster, 04. Quarantine, 05. I Have to Die Goodbye, 06. Fear of Time, 07. Until the End of the World, 08. Fields of Yesterday, 09. Thirst, 10. The 2nd of May, 11. Deep in the Black, 12. 5 .

Line up: Derrick Lefevre (vocals), Steve Blaze (guitar), Sam Poitevent (guitar), Eric Morris (bass), Ken Koudelka (drums).

Grande ritorno degli americani Lillian Axe, band nata a New Orleans nel 1983 , che ha realizzato cinque studio album di pregevole fattura come il memorabile Love and War del 1989, e il magnetico Poetic Justic del 1992, che li portò al trentasettesimo posto della classifica rock americana con il singolo True Believer . Una band che riuscì in pochi mesi a procurarsi un contratto discografico per tre dischi, e l'aiuto di Robbin Crosby chitarrista dei Ratt che decise di promuovere e produrre il primo ed omonimo disco del 1988. Dopo sette anni dall'ultimo studio album ( Fields of Yesterday ), e con un cambio di line up (unico rimasto della vecchia guardia è il chitarrista Steve Blaze) i nostri realizzano Waters Rising, un lavoro che trasuda di sonorità hard rock, rock a stelle strisce con rimarchevoli riff di class metal. Dodici canzoni che si lasciano ascoltare con gusto come la title –track Waters Rising, e la potente Become A Monster . Nota di merito per l'intro di chitarre che ci conducono alla bellissima I Have to Die Goodbye, ballad atmosferica che ci vizia con riff dannatamente intriganti. Sono le note di Fields of Yesterday, che ci procurano qualche lacrimuccia per l'atmosfera nostalgica. Che dire…con una produzione decisamente azzeccata, piena e corposa, ma anche dolce e tenue nei momenti opportuni. I Lillian Axe ci consegnano sicuramente un ottimo lavoro .

AngelDevil

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MANITOU
"No signs of wisdom"

(Metal Heaven / Frontiers)



line up: vocals: Markku Pihlaja, lead guitar: Markus Vanhala, guitar: Antti Laurén, bass: Ismo Laukkanen, drums: Matti Suhonen

tracklist: 1- in this indolence, 2-dread of the freaks, 3-no signs of wisdom,4-the end within, 5-harbinger, 6-polluted world, 7-same of the sins revealed, 8-the loon, 9-the august sky


Band pressochè sconosciuta ma che vanta un ottimo passato come special guest live a supporto di un certo Paul Dianno…la formazione esiste dal 2004 con gia' una release alle spalle (Deadlock del 2006). Devo dire che a prima impressione la musica proposta sembra Power metal di quello classico Finnico di cui sono originari, ma con un secondo ascolto piu' approfondito (e...consigliato) riscopro molte più somiglianze con gli Iron Maiden rispetto che agli Stratovarius. In un periodo in cui il power metal scandinavo è "saturo", dove il 90% delle band sono paraticamente una il clone dell'altra i Manitou si distinguono dalla massa sicuramente per non "abusare" di superassoli alla velocita' della luce ne di abusare con infinite melodie, ma anzi come detto prima riscoprono il piacere di suonare Heavy metal classico. Le linee vocali di Markku Pihlaja ricordano un tentativo di imitare Bruce Dickinson, la sezione ritmica è del tutto personale infatti non riesco a trovare somiglianze con nessun' altra band e questo è un punto a loro favore. Ciò che salta subito all'orecchio è comunque la splendida voce del singer e se siete fan del singer degli Iron Maiden mi darete ragione, per tutte le songsè un vero punto di forza di questa band. Mi piace pensare a loro come a dei veri e proprio eredi della band di Harris e soci poichè vista l'età degli Inglesi e le loro non felicissime ultime uscite, si sente quasi il bisogno di un "ricambio generazionale". In ‘No Signs of Wisdom' non troverete mai un solo e vero pezzo "killer" ma non troverete nemmeno una sola song sottotono rispetto alle altre, tutto suona via liscio come l'olio fino alla fine senza rendere pesante l'ascolto. So di commentare in maniera molto meno tecnica del solito stavolta, ma mi lascio trasportare dall'emozione che mi scaturisce questo cd e delle volte è meglio –anche- recensire così... la musica ti deve comunicare qualcosa e i Manitou ci riescono, la musica va goduta anche in questo senso lasciandosi alle spalle anche il valore tecnico che per altro non manca assolutamente. Consigliato a chi ancora si gode la musica e a chi ama gli Iron Maiden

Sam “Thrasher”

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NIGHT RANGER
‘Hole In The Sun'
(Frontiers)

Line up: Jack Blades -bass, lead vocals, Jeff Watson - guitars, vocals, Brad Gillis – guitars, vocals, Kelly Keagy - drums, lead vocals, Michael Lardie – touring keyboards, vocals 

Tracklist: Tell Your Vision, Drama Queen, You're Gonna Hear From Me, Whatever Happened, There Is Life, Rockstar, Hole In The Sun, Fool In me, White Knuckle Ride, Revelation 4am, Wrap it Up, Being.

Scusate il ritardo, ma il suddetto cd è arrivato solo in questi giorni in mio possesso e quindi solo ora posso dirvi la mia sul nuovo lavoro di Brad Gillis & Co. Questo full lenght album uscito (se non erro) ad aprile-maggio spezza il silenzio dei night Ranger dopo ben nove lunghi anni. La line up è la gloriosa che scrisse tanti anni fa grandiosi hit single e che dopo oltre sedici milioni di album venduti si era fermata dando vita ad una moltitutine di progetti solisti dei rispettivi singoli membri della band. Inutile stare ad elencarli, visto e considerato che i nostri non son mai rimasti ‘seduti sugli allori' ed hanno creato eccellenti album solisti o con side project band. Ma qui stiamo parlando dei Night Ranger, della band che, tra le prime, ha coniato il termine melodic hard rock, che ha letteralmente stregato milioni di fans col suo sound sì potente e grintoso (merito di due chitarre soliste) ma allo stesso tempo ricco di feeling, melodia e pathos elevati ell'ennesima potenza. La band di ‘Man in Motion' (88), ‘Big Life' (87), Seven Wishes' (85), e qui nuovamente a proporci dell'eccellente hard rock prodotto con la consueta sapienza di chi –dopo tanti anni di carriera- non mostra minimamente il segno del tempo e nessuna caduta di stile. ‘Hole In The Sun' consta di dodici tracce che nel complesso elevano l'album ad un livello qualitativo molto buono. Le prime tre song ‘Tell Ypour..', ‘Drama Queen' e ‘You ‘re Gonna...' sono tre autentiche killer song dedite ad un pomposo e grintoso hard rock ricco di adrenalina e coadiuvato sempre da un eccelso guitar working. Poi si ‘calmano i bollenti spiriti' ed è il momento del pop rock di ‘Whatever Happened' molto orecchiabile e da vasto airplay seguito dalla melodica e suadente ‘There is Life'. ‘Rockstar' si fa apprezzare per l'originalità compositiva ed è ammiccante al punto giusto mentre la title track non brilla particolarmente e scivola via senza lasciare segno. L'album prosegue quindi su questa linea con momenti molto eufonici tipo ‘Fool In Me' ed altri più elettrici ‘Wrap It Up'. Questi egregi Signori del melodic rock hanno fatto sicuramente un buon lavoro che parte hard ed in pompa magna per poi affievolire il sound e dare più spazio ad un suono più easy listening. Non sarà un capolavoro ma per i fans e non solo l'acquisto è vivamente consigliato.

Roby Comanducci

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SKANSIS
" Take Your Chance "
(Escape Music/ Frontiers Records)

Tracklist: 01. Is That Engough, 02. Will You Be There, 03. All I Care, 04. Change My Mind, 05. Justice, 06. Dangermind, 07. Take Your Chance, 08. Never Let You Go, 09. Return Today, 10. Where Nobody Cries, 11. Heaven Tonight, 12. Lay Your Hands On Me .

Line up: Reto Reist (vocals ), Bax (guitar), Daniel Joss (guitar), Menz Pfister (bass), Matt Hagmann (drums).

Take Your Chance un disco, di sano e robusto hard rock, ruvido ed elegante, degli svizzeri Skansis. Un album ben suonato, ben prodotto, interessante che scorre fluido; il tutto impreziosito da stupende armonie. Le dodici tracks presentano caratteristiche rimarchevoli, soprattutto considerando un certo modo di intendere l'hard rock nelle sue componenti: riff trascinanti di facile presa, classe a tonnellate, un genere senza fronzoli né compromessi con la presenza di riff d'impatto, e di ballat che procurano quella sensazione di appagamento; un misto di energia e romanticismo graffiante, e dolce allo stesso tempo che solo il buon vecchio hard rock sa dare . Is That Engough, apre le danze in maniera orecchiabile, grazie a strofe e riff accattivanti, uno degli episodi più interessanti di questo lavoro che spiana la strada ad un melodico refrain, reso sublime dall'interpretazione di Reto Reist. Altro grandioso brano è Will You Be There, un brano carico di feeling ed in possesso di un favoloso chorus e di un'azzeccata linea melodica, mentre in Justice, Never Let You Go, e Heaven Tonight, il ritmo rallenta con melodie appassionate che regalano sensazioni rilassanti e sognanti. Chiude in bellezza Lay Your Hands On Me, canzone con sonorità rock-blues che ti ricarica al primo ascolto, davvero un gran pezzo. Ancora una volta, la Svizzera è riuscita a provocarci qualche brivido con questa ottima band. Consiglio a chiunque abbia voglia di ascoltare un gran bel disco, potente e melodico suonato in maniera deliziosa e mai banale questo Take Your Chance dei bravissimi Skansis.

AngelDevil

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DAVID READMAN
‘S/T'
(Frontiers)

tracklist: Without You , Evil Combination , Take These Tears , Don't Let It Slip Away No Peace For The Wicked , Long Way To Heaven , Wild In The City , Gentle Touch, Prisoner Of Shame , New Messiah , Over The Ocean , Love In Vain + bonus multimedia video track ‘Don't Let It Slip Away'

Line-up: David Readman - vocals, (guitars & keyboards) Paul Logue - bass, Dirk Bruinenberg and Chris Schmidt on drums, Eric Ragno and Günter Werno on keyboards, Alex Beyrodt –guitar, Gerald Sänger – guitar, Tommy Denander – guitar, Uwe Reitenauer -guitar.

Interessante lavoro solista del singer dei Pink Cream che si diletta con questo suo primo debut full length album solista dedito ad un pregevole AOR con venature hard rock. Il sound è ammiccante, mai esageratamente poderoso tranne in due tracce quali ‘Wild In the City' e ‘Prisoner of Shame' e punta maggiormente su atmosfere più edulcorate, eleganti e ricche d'atmosfera. Non suona hard rock come il sound Pink Cream poichè il suono è più pompous e meno ‘cattivo'. Questo, comunque, non vuole dire che il cd in questione sia sottotono, anzi. Dodici tracks più una bonus multimedia video che faranno la gioia di tutti i fans del bravo David e della sua ottima ugola, sicuramente tra le migliori in circolazione in questi ultimi tempi. Tranne la terza song che, come impostazione vocale iniziale, è molto simile alla grandiosa ‘Is This Love' di Mr Coverdale (ma poi nel prosieguo cambia...) devo ammettere che il bravo David, tra un impegno e l'altro è riuscito a confezionare un disco interessante (pensate che era oltre un anno che ci lavorava dietro). Da lode le due tracce mezionate sopra; ‘Wild..' e ‘Prisoner...' sono ‘cattive e sudate' al punto giusto da caricare di adrenalina l'ascoltatore e rendono al meglio la performance vocale del nostro. Molto riccadi pathos e dolci eufonie la conclusiva semi-ballad ‘Love in Vain' mentre gaudiosa all'ascolto è ‘New Messia' pomp rock song basata su un tappeto di acustic guitar iniettata da dosi elettriche e da keyborads & chorus line eccellenti. Un brano indubbiamente avvolgente che piace ascolto dopo ascolto. Da notare che il buon singer ha ospiti d'eccezioni come il suo compagno nei PC Uwe Reitenauer (guitar), Alex Beyrodt (Silent Force - guitar), Gunter Verno (Vandenplas, keyboards), Eric Ragno (ex Takara , keys-player) e altri ancora.... Buona quindi ‘la prima' per Mr Readman, con la speranza che la prox solista non si faccia tanto attendere.

Roby Comanducci

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CONSORTIUM PROJECT – IV
" Children Of Tomorrow "

(Frontiers Records)
 

Tracklist: 01. A Sign of the Times, 02. Nowhere Fast, 03. Neverland, 04. Shadows, 05. Exodus, 06. Made in Heaven, 07. Let the wind carry you, 08. Enigma, 09. Mastermind, 10. Path of Destruction, 11. Children of Tomorrow .

Line up: Ian Parry (vocals, keyboards), Joshua Dutrieux (keyboards, bass), Ivar De Graaf (drums), Marcel Van Der Zwam (bass), Lou St. Paul (guitar).

Children of Tomorrow è il quarto album dei Consortium Project, band capitanata da Ian Parry, vocalist straordinario e frontman di band gloriose (Elegy, Hammerhead, Ayreon, Vengeance, Perfect Strangers), che ho da poco elogiato con il suo progetto solista, Visions un concept album molto profondo. L'opera di Ian Parry non fa che confermare il giudizio, offrendo al pubblico un disco maturo, intricato e intrigante, da ascoltare e riascoltare per apprezzarne le sfumature. Un disco impreziosito da un lista pregevole di musicisti: Joshua Dutrieux, Ivar De Graaf, Marcel Van Der Zwam, Lou St. Paul ma che vede il suo punto di forza nella meravigliosa opera sonora. La miscela di sonorità di power, progressive e symphonic metal è impreziosita da pregiati innesti sinfonici ed è sorprendente come la musica sappia rendere bene gli stati emozionali legati al racconto che si snoda durante i cinquanta minuti di ascolto. Questa nutrita line-up è completata dalla presenza di voci femminili Rosita, Judith ed Erna che regalano atmosfere magiche alle melodie create dal nostro Ian Parry. Children of Tomorrow ha tanti picchi qualitativi come l'iniziale A Sign of the Times, Let the wind carry you, Enigma, così come nella conclusiva title-track Children of Tomorrow . Un lavoro pregiato; il quarto capitolo dei Consortium Project è per tutti gli amanti di questo genere.

AngelDevil

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WHITE WOLF
“Victim Of The Spotlight“
(Escape Music/Frontiers Records)

Tracklist: 01.Victim of the Spotlight. 02.The Wolf, 03. America (Hello again), 04. The Eyes Of The World, 05. One More Lie, 06. Hard Cold Stone, 07. Price Of One, 08. Dreams Are Forever, 09. Nightmares, 10. Hold On (Getting Tighter), 11.Don't Turn Away, 12. Out Of Control .

Line up: Don Wolf (vocals ), Cam Macleod (lead guitars and vocals), Martin Kronlund (guitars), Imre Daun (drums), Rikard Quist (bass and keyboards).

Erano gli anni ‘80, quando i White Wolf una della band canadesi più valide in ambito heavy rock suscitava interesse e consensi più che favorevoli per la loro musica, grazie ai due straordinari album, Standing Alone realizzato nel 1984, e Endangered Species nel 1986. Grazie all' Escape Music i nostri tornano alla ribalta con un ottimo e nuovo album Victim Of The Spotlight, riconsegnandoci una band grintosa come agli esordi, ma molto più raffinata. L'energia accumulata negli anni si scatena in queste dodici canzoni: potenza ed energia dell'heavy metal di fine anni 80, e la melodia dell'hard rock. Le chitarre si inseguono e creano riff massicci e taglienti che è un piacere, e la voce di Don Wolf potente, calda e di grande spessore ci conquista. Massiccia e potente suona la title-track Victim of the Spotlight, seguita dalla stupenda The Wolf, che ci fa elogiare la performance vocale di Don, capace poi di ammaliarci con la melodia di America (Hello again) , e conquistarci con The Eyes Of The World . L'interesse riprende immediatamente con Dreams Are Forever, grazie ad un refrain indovinato ed una melodia evocativa. Tanti gli episodi interessanti, i brani hanno tutti un notevoli vigore; cariche di energia al punto giusto, questo il sunto. Considerazione finale: un ben tornato ai White Wolf , gli amanti dell'heavy rock puro ed incontaminato potranno godere.

AngelDevil

 

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