recensioni 2007

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vai alle review del 2006

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VOICE OF ROCK
"MMVII"
(Frontiers Records)
 

Tracklist:

01. James Christian: Voodoo Woman
02. Dan Reed: Over And Done
03. Harry Hess: Irristible
04. James Christian: Voodoo Woman (shortened versio)
05. Jean Beauvoir: Wild Thing
06. Terry Brock: Nightingale
07. Dan Reed: Over And Done
08. Johnny Gioeli: Phoenix Rising
09. Harry Hess: Irristible (shortened versio)
10. Göran Edman: China In Your Hands
11. Robin Beck: Underloved
12. Steve Overland: Slip Away
13. Gary Barden: Love Is Blind

Alcune tra le voci più belle dell'hard rock e AOR danno vita al progetto Voice Of Rock . Registrato e suonato da Michael Voss (Mad Max, Casanova) il CD ci propone vere e proprie sorprese in un insieme variopinto ed appetitoso, che accomuna dieci tra le voci più belle dell'hard rock. La musica suonata con il cuore non regge alla sola tecnica. Questa non è una semplice compilation! Ragazzi potrete ascoltare le note di Voodoo Woman , canzone straordinaria dell'ugola carismatica di James Christian frontman e singer degli House Of Lords, proposta in due versioni (full version for radio & clubs, e shortened version). L'elenco delle belle canzoni e degli artisti è lunga, e pregiata; lo confermano canzoni come: Over And Done di Dan Reed, China In Your Hands di Göran Edman, Phoenix Rising di Johnny Gioeli degli Hardline, Irristible di Harry Hess degli Harem Scarem, Nightingale di Terry Brock (Strangeways/Slamer), o quella dell'unica donna presente in questo paradiso sonoro, Robin Beck la singer newyorkese sposata con James Christian, che ci delizia con l'ammiccante e ritmata Underloved . Non poteva mancare all'appello Mr. Steve Overland (FM/Shadowman) con la sua classe ci coinvolge con le note Slip Away, in puro stile AOR. Undici tracce sempre in bilico tra l'AOR e l'hard-rock. Niente di innovativo o sperimentale, sia chiaro, ma soltanto un gran disco di genere, che riesce a distillare una formula classica la quale trova l'equilibrio tra melodie sussurranti ed avvolgenti, ritmate e d'impatto grazie a riff taglienti ed elettrici. Per chi ama l'hard rock e AOR questo è un lavoro da ascoltare e da avere anche in virtù degli artisti presenti.

AngelDevil

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SHINPHONY X
"Paradise Lost"
(Inside Out Music/ Audioglobe)

Tracklist: 1. Oculus ex Inferni, 2. Set the World on Fire (The Lie of Lies), 3. Domination, 4. The Serpent's Kiss, 5. Paradise Lost, 6. Eve Of Seduction, 7. The Walls Of Babylon , 8. Seven, 9. The Sacrifice, 10. Revelation (Divus Pennae ex Tragoedia) .

Line up: Russel Allen (vacals), Michael Romeo (guitar), Michael Lepond (bass), Michael Pinnella (keyboards), Jason Rullo (drums).

Arriva il settimo album per i Symphony X, band statunitense dedita ad un progressive metal raffinato. Paradise Lost, un album senza mezza nota sbagliata, una vera e propria rivendicazione di supremazia da parte di una band che da tempo confeziona album di pregevole fattura. Un prog metal chiaramente riconducibile sia al passato che al presente, caratterizzato da brani tutti piuttosto lunghi, ed ottime partiture. Parte alla grande con l'accoppiata micidiale Oculus ex Inferni, e Set the World on Fire che evidenziano la grinta e la potenza dei nostri. La band mostra il suo lato più melodico nella ballad Paradise Lost, atmosferica e raffinata. Lodi alla voce di Russel Allen, e alla band con un'esecuzione ad ottimi livelli, dalla sezione ritmica sempre precisa, alla potente ed efficace chitarra di Michael Romeo, capace di disegnare ottimi riff ed assoli sempre azzeccati e mai eccessivi o fuori luogo, il tutto coadiuvato da tastiere non invadenti e capaci di dare un tocco in più nelle melodie. E nnesima perla sonora questo nuovo album; altra testimonianza della maestria tecnica dei Symphony X.

AngelDevil

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MANOWAR
"Gods of war live"
(SPV/Magic Circle music)

Line up: Eric Adams- voce, Joe Demaio – bass, Karl Logan - lead guitar, Scott Columbus - drums


A pochi mesi di distanza da ‘Gods of war' l'abum ecco che i Manowar ci regalano l'ennesimo "live"della loro carriera. Sinceramente ero rimasto abbastanza deluso dal precedente studio album e non capivo l'ultilità di questo doppio live..mossa commerciale? Probabilmente si, ma i Manowar rimangano ancora l'ultimo baluardo heavy metal sulla faccia della terra... a guardia di una vera e propria fede, loro sono un culto seguito da milioni di fans in tutto il mondo che non si lasceranno perdere l'occasione di portarsi a casa il gusto di un concerto live degli americani. Per chi ignora ancora la band è un buon motivo per conoscerli, la scaletta propone tanti classici del passato, ma ahimè dov'è ‘Thor the powerhead' ?? Forse sacrificata in favore degli ultimi "hits" presi dal fortunatissimo "Warriors of the World". Per chi li conosce e ha avuto la fortuna di seguirli dal vivo sa già cosa aspettarsi..suoni potentissimi ed Eric Adams come sempre in una forma eccezionale; nessun pezzo sottotono rispetto ad un altro, il pubblico impreziosice i cori nelle canzoni la dove il supporto corale è maggiore! Le improvvisazioni e i "teatrini" di De Maio e soci rendono gradevole tutto l'ascolto fino alla fine senza annoiare mai. Doppio live da consigliare ai patiti della band e a chi ancora non si è degnato di dargli un meritato e approfondito ascolto...ed anche ai detrattori della band che la danno ormai per morta vivente. Un bel calcio nel culo sonoro e live!


Sam ‘Thrasher'

 

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ARTISTI VARI
“Rock The Bones Volume 5“
(Frontiers Records)

Tracklist:

01. Primal Fear - Everytime It Rains
02. Allen/Lande - Master Of Sorrow
03. Pink Cream '69 - Out Of This World
04. Night Ranger - Tell Your Vision
05. Joe Lynn Turner - Love Is Life
06. Pride Of Lions - Language Of The Heart
07. Great White - Back To The Rhythm
08. Jorn - We Brought The Angels Down (Live)
09. Circus Maximus - Wither
10. David Readman - Without You
11. Stan Bush - I'll Never Fall
12. Frederiksen/Denander - Let Him Go
13. Robin Beck - Livin' On A Dream
14. Los Angeles - I Must Be Blind
15. TRW - River Of Paradise
16. Marco Mendoza - Let The Sun Shine

Che la Frontiers Records prima o poi decidesse di viziarci alla grande era prevedibile, viste le ultime realese. Che riuscisse a mettere insieme una tale, impressionante, carrellata di stelle dell' hard rock, era quasi inimmaginabile, e invece.. ecco mie cari una chicca impedibile: Rock The Bones Volume 5, sedici canzoni per altrettante band realizzate in questi ultimi mesi del 2007, come le nuovissime dei Great White - Back To The Rhythm , e David Readman - Without You . La compilation propone vere e proprie sorprese in un insieme di hit strepitose, all'insegna dell' hard rock. Allen/Lande, Pink Cream '69, Night Ranger, Robin Beck, Great White, Marco Mendoza sono solo alcuni dei nomi presenti in questo CD. Oltre un'ora di melodie suntuose, che si susseguono su un tappeto ritmico raffinato mai troppo accelerato e che presenta vocals eleganti, ammiccanti, emozionali dei nomi più noti dell'hard rock. Complicato riuscire a fare una cernita, se non basandosi sui gusti personali dell'ascoltatore. Scrivere una recensione di questa compilation, quindi, può assumere anche il ruolo di menzione del valore di queste bands, che hanno dato un contributo fondamentale alla (ri)nascita di queste sonorità in un periodo quasi morente per la nascita di altri generi musicali (grunge, nu-metal ecc..). La bellissima Master Of Sorrow di Allen/Lande non può che conquistare i più critici, mentre le note eleganti di River Of Paradise dei TRW e di Livin' On A Dream di Robin Beck regalare emozioni, canzoni che ho già apprezzato nei rispettivi album. Rock The Bones Volume 5, gode della forza di un pugno di canzoni di valore e di una nidiata di band di notevole bravura. Da avere!!!

AngelDevil

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JORN
‘Live in America '
(Frontiers)

Tracklist: Jorn Lande - vocals, Tore Moren and Jörn Viggo Lofstad - guitars, Steinar Krokmo – bass, Willy Bendiksen - drums.Guest musicians: Stian Kristoffersen – drums, Lasse Finbraten - keyboards

CD1 : We Brought The Angels Down; Blacksong; Duke Of Love; Are You Ready; Cold Sweat; Drum Solo ; Out To Every Nation; Guitar Solo ; Straight Through The Heart.

CD2: Godless and Wicked; Soulburn; Devilbird; Perfect Strangers; Gonna Find The Sun; The Whitesnake Medley: Come On/Sweet Talker/Crying in the Rain/Here I Go Again/Give Me All Your Love; Out To Every Nation (2007 version, studio track ); Lonely Is The Word/Letters From Earth ( studio track ); Sacrificial Feelings ( bonus studio track ).

Da avere assolutamente questo doppio cd live di una delle ‘ugole d'oro' dell'hard rock mondiale di questo ultimo decennio. Il nostro singer ha registrato il tutto in quel di Atlanta nell'ambito del VII ProgPower Festival dove – tra l'altro- ha suonato da headliner il 16 settembre 2006. Grandi musicisti e ospiti lo hanno accompagnato sul palco per dare vita ad un'autentica performance carica di adrenalina, feeling, elettricità e massicce dosi di incontaminato hard rock. I brani sono nove per parte (in totale 18) ma tenete cnto che i ‘live' sono quindici ...le altre sono song ri-registrate, studio track ed anche –però- il regalino di una nuovissima bonus track ‘Sacrificial Feelings' che qualifico immediatamente come eccellente song! Ma, ovviamente, è il live che la fa da padrone. E che live!!! Jorn cesella song dai suoi dischi solisti ed anche cover d'eccezione come la stupenda interpretazione di ‘Perfect Strangers' anticipata dalla sublime strumentale ‘Devilbird' e poi resa molto ‘personalizzata' nel finale, oppure il gaudioso meddley di cinque brani storici del ‘Serpente Bianco'. Lande è uno dei pochi che riesce veramente bene a ‘rifare' Coverdale e queto non può che essere un vanto a suo favore! Essendo un grande live di ‘classica impostazione' hard rock non potevano mancare drum solo e guitar solo; ottimi entrambi poichè –oltre che eccezionalmente suonati- sono giustamente calibrati come tempo senza durare un'eternità e risultare , quindi, noiosi. Per quanto concerne il vocalist e leader Jorn lande che dire: un'altra prova di grande classe da un'artista veramente al top della forma. Fatelo vostro...

Roby Comanducci

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GREAT WHITE
"Back To The Rhythm"
(Frontiers Records)

Tracklist: 01. Back to the Rhythm, 02. Here Goes My Head Again, 03. Take Me Down, 04. Play On, 05. Was It the Night, 06. I'm Alive, 07. Still Hungry, 08. Standin' on the Edge, 09. How Far is Heaven, 10. Neighborhood, 11. 30 Days in the Hole (European bonus track), 12. Just Yesterday .

Line up: Jack Russell (vocals), Mark Kendall (lead Guitar), Audie Desbrow (drums), Michael Lardie (Guitar/keyboards), Sean McNabb (bass).

Ci sono album che si attendono per anni, sperando che la band ritorni a comporre le canzoni che tanto hanno scaldato giornate, animato serate, e coinvolto in diverse situazioni con album straordinari. Questa recensione per me è davvero importante; il come-back dei Great White ci riporta una grande band che ha sempre prodotto dell'ottima musica, fin dal loro album d'esordio, l'omonimo Great White del 1984, che mostra un amore per il blues ed il rock, un mix strepitoso che rimarrà inalterato per tutti gli album prodotti. Dopo il grave incendio al nightclub ‘The Station' , nella serata del 20 febbraio 2003, dove i nostri si stavano esibendo perse la vita il chitarrista dei Great White , Ty Longley, e da allora ogni speranza di poterli risentire sembrava un sogno, ma oggi finalmente i nostri si sono riuniti, e con questo nuovo album celebrano anche i venticinque anni di attività. Back To The Rhythm , questo il titolo del nuovo lavoro dopo l'ultimo studio album Can't Get There From Here del 1999 , ci riconsegna un Jack Russell in piena forma, in compagnia del fido compagno Mark Kendall, Audie Desbrow, Michael Lardie e Sean McNabb. Un platter questo, che ci riporta un hard n' blues raffinato, di gran classe, prodotto con il cuore e anima. Il repertorio è stato selezionato con cura, brani incontestabili, ed è quindi impossibile trovare difetti. Ad aprire l'album ci pensa la title –track Back to the Rhythm, con un riff che si snoda eroica e vincente rimandando la memoria ai passati discografici della band, grazie al sound graffiante inconfondibile dei Great White. L'anima spiritual del disco, comprovata da ballate come Play On, scritta appositamente per essere mormorata attorno un fuoco in una splendida e un po' fredda notte di fine autunno. Was It the Night, e I'm Alive, rastrellano la malinconia, il senso di libertà, la forza congenita dell'album. Difficile stabilire tra le dodici canzoni quale possa essere la migliore, tutte hanno un qualcosa di speciale come la ritmata e grintosa Still Hungry, e Standin' on the Edge . Non poteva che essere Just Yesterday, a chiudere un album a mio parere straordinario. I Great White sono una delle poche vecchie band che non hanno perso la voglia, e l'entusiasmo di fare rock, di comporre musica, di creare magici intrecci hard n' blues. Questa band è la testimonianza di come si può continuare a produrre musica riuscendo a non deludere i propri fans.Disco che consiglio a tutti, sono sicura che i fans stanno già ascoltando Back to the Rhythm .

AngelDevil

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PRIMAL FEAR
"New Religion"
(SoulFood/ Frontiers)


Line up: Ralf Sceepers-voice, Mat Sinner-bass & vocals, Stefan Leibing-Lead guitar,guitar Henny Walter-guitars, Randy Black-Drums, Simone Simons-special guest vocals

Quando il boss Comanducci mi propose di recensire questo cd, forse non sapeva che mi avrebbe riempito il cuore di gioia! Poiche' conosco bene il "German metal commando" capitanato da Ralf Sceepers e Mat Sinner fin dal loro primo esordio musicale con questa band dall'ominimo cd "Primal Fear". Da allora musicalmente le cose non sono cambiatissime, la band tedesca ha sempre proposto musica di ottima fattura... power metal durissimo e melodico allo stesso tempo di chiaro stampo teutonico, Sceepers dal canto suo continua ad essere il "clone" di Rob Halford pur mantendosi personale nonstante il suo "tributo" vocale al metal god. Anche in questo nuovo cd non si cambia direzione rispetto ai precedenti lavori, la band di Sinner propone 11 brani che dall'inizio alla fine ci fan capire il lor immenso amore per l'heavy metal targato Judas Priest e la loro voglia di continuare senza "contamizioni". Forse questo è il cd piu' melodico che abbiano mai concepito nella loro carriera ma la cosa non risulta affatto sgradevole ! Da segnalare una novita' assoluta nella traccia intitolata "Every time it rains" con al microfono la special guest Simone Simons (è una donna, non ho sbagliato, si chiama cosi'!) a duettare con Sceepers in una ballad strappalacrime davvero interessante. Il brano che piu' mi ha colpito è "Psycho" un vero capolavoro ma potrei citare anche "Wolrd on fire" ma forse farei torto alle altrettanto spettacolari songs presenti in tutto il cd. Per tutti gli amanti dei Judas Priest con Rob Halford è veramente imperdibile questo album il paragone puo' sembrare azzardato ma in molte songs si riscopre quanto deve la band agli inglesi e mi chiedo come mai gli stessi inglesi non siano mai risciuti a proporre musica così da dieci anni a questa parte.. Il german metal commando e' tornato a portarci una nuova religione con una buona dose di paura primordiale tutto condito come sempre da power metal/heavy metal all'ennesima potenza destinato a diventare una delle migliori uscite dell'anno!

Sam ‘Thrasher'

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VALLENBROSA
”Hessian Mercenaries”
(Autoprodotto)

Tracklist:   1. The Hessian, 2. GB Trainwreck, 3. Wings on the Floor, 4. Degenerate, 5. A Smooth Rejection, 6. Brainwash Patriot, 7. Nothing Solved, 8. Small Town Blues .

Line up: Nik Taylor-Stoakes (vocals), Simon McCarthy (lead guitar), Steve Stidolph (rhythm guitar), Russ Smith (bass), Dave Baker (drums).

Arrivano da Petersfield gli inglesi Vallenbrosa, band nata nel 2002 d edita ad un heavy metal potente. Il lavoro si apre alla grande con The Hessian un up tempo sostenuto da riff aggressivi e veloci, e il vocals potente e accattivante di Nik Taylor-Stoakes che possiede un incedere devastante. Dinamico questo è il termine adatto per descrivere il platter in questione; brani in grado di alternare riff pesanti a partiture cantate di pregevole fattura. Interessante la strumentale Wings on the Floor, con i suoi due minuti abbondanti ci delizia di una melodia tranquilla. Il disco viaggia su di un songwriting curato e maturo: chitarroni sparati e taglienti come asce, voce che vola in alto e ritmica martellante fatta di suoni metallici e battaglieri. A creare il ‘wall of sound' di questo CD sono le chitarre imperiose e granitiche di Steve Stidolph e Simon McCarthy, dove intensità emotiva e perizia tecnica si sposano alla perfezione. Batteria e basso viaggiano in sintonia per regalare la perfetta potenza. Un album interessante e ben prodotto da Pete Miles che ci fa conoscere un band molto valida capace di alternare potenza e melodia, dove l'impetuosità è stoppata da stacchi melodici che intervengono sulle composizioni come un fulmine a ciel sereno, mentre la furia distruttiva di A Smooth Rejection, e di Brainwash Patriot ci accompagnano all'heavy ballad Nothing Solve per poi accelerare alla conclusiva Small Town Blues . La bravura tecnica della band sono ulteriori garanzie per la validità e la qualità di questo disco . Web-site www. vallenbrosa.com Myspace http://www.myspace.com/vallenbrosaofficial  

AngelDevil

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BRIAN SETZER & The Nashvillians
“Red Hot And Live”
(Surfdog/Frontiers)

Tracklist: Red Hot, This Cat's On A Hot Tin Roof, Get It Off Your Mind, Slow Down, Put Your Cat Clothes On, Take A Chance On Love, Broken Down Piece Of Junk, Peroxide Blonde In A Hopped Up Model Ford, Tennessee Zip, Mini Bar Blues, Runaway Boys, Stray Cat Strut, Rocket Cathedrals, Fishnet Stockings, Rock This Town, Gene & Eddie

Nel 2006 ci aveva deliziato con ‘13' eccellente album contenente canzoni freschissime appena elaborate dalla sua fervida mente…reduce dal sempre atteso come back coi mitici Stray Cats. Ecco quindi che l'anno successivo il caro Brian ci mette sul piatto questo live album con ben 16 tracce che trasudano (ma c'è proprio bisogno di scriverlo?..hehe) adrenalina, rnr, ed eclettico rockabilly in ogni traccia. Poi, ammettiamolo, il ‘momento live' è il top per Setzer che in questa occasione (l'album è tratto dal tour giapponese) si esibisce con una grinta pazzesca facendoci letteralmente sobbalzare sulla sedia al ritmo della sua sei corde e della sua ugola caratteristica ed inconfondibile come sempre. Un vero must per i fans –e non solo- del nostro poichè in questo live si trovano pezzi recenti tratti anche dal gia citato ‘13', ma anche super classici quali ‘Stray Cat Strut' o la bellissima ‘Rock This Town'. Il buon Brian in questa tournee si è fatto accompagnare anche da un pianista e da un secondo guitar men...il tutto per dare più 'sapore' ed energia al già caldo ed infuocato rockabilly che senza tempo ed età continua a farci ballare e divertire. Da avere!

Roby Comanducci

 

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SHAKRA
‘Infected'
(AFM /Audioglobe)

line up: Mark Fox, vocals – Thomas Muster, guitars – Thom Blunier, lead guitar – Oli Linder, bass – Roger Tanner, drums

tracklist: Make Your Day, Inferno, The One, Playng With Fire, Dance Whit Madness, Love Will Find A Way , Vertigo, The Conquest, Higher Love, Cardiophobia, Look At Me, The Other Side, Acheron's Way

....che bello ascoltare un class rock fatto e suonato con una classe eccelsa ed al tempo stesso non impegnativo bensì carico di adrenalina da sfogare al massimo in questa assolata e calda estate!! Sto parlando ovviamente dell'ultimo full lenght album degli svizzeri Shakra. Giunti con questo ‘Infected' al nono album (includendo live ecc) i nostri dimostrano sempre più di saperci fare e di ammaliarci con il loro sound potente e melodico che sembra un gaudioso mix tra Gotthard, Keel, Hurricane, qualcosa dei Prophet (ve li ricordate??) insomma grande class rock (metal) che prende a piene mani dalla scuola fine anni ottanta e viene qui riproposto con eleganza e una buona dose di originalità. Band come questa non è facile trovarne, o meglio, si trovano sì sul mercato discografico, ma il genere da loro proposto è indiscutibilmente una linea sonora ‘particolare' dove se sbagli, risulti noioso, pacchiano, a volte anche troppo edulcorato e –spesso- l'etichetta del ‘già sentito- fa capolino. Cosa che non avviene assolutamente su ‘Infected' dove le tredici tracce ammaliano l'ascoltatore dal primo all'ultimo momento. I nostri sono capaci di cullarci con melodic song quali ‘Love Will Find A Way' oppure la conclusiva –che oserei definire una delle tracce migliori dell'intero cd- ‘Acheron's Way', dove una chitarra acustica la fa da padrone su una base formata da chorus line strepitose ed un bass–work stratosferico!! Ma gli Shakra sanno anche mettere il piede sull'accelleratore e snocciolare hard rock song pompose come ‘Vertigo', quasi anthemiche come ‘Playng With Fire', e vigorosi up-tempo come ‘Make Your Day'. Inutile ....questi ragazzi sanno cosa vuole dire ‘rockare' e ce lo dimostrano in tutte le song. Accendete lo stereo a ‘palla' e ascoltatevi ‘Higher Love', tanto per citarne una poichè il compito di ‘quale scegliere ‘ è arduo! Una band che dimostra maturità e grande classe compositiva... Dal loro omonimo esordio discografico targato 1998 e tantissimi live come support di grandi nomi da Hammerfall a Stratovarius e perfino Iron Maiden e dopo un cambio di vocalist, Pete Wiedmer uscito causa malattia se non erro (ma anch'esso veramente molto bravo) e l'ingresso di Mark, beh...ci auguriamo di sentirli suonare ancora per tantissimo tempo e magari vederceli dal vivo qui in Italia a breve!!! Ottimo album...da avere!!!!

Roby Comanducci

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BS'TITTY
"Just Like A Pussylover"

(Autoprodotto)  

Tracklist: 1. Iced, 2. B.B.S., 3. Sex no Love, 4. Fire!!, 5. Don't Care.

Line up: Miki Twist (vocals), Roby Twist (guitar), Fabry Kiss (guitar), Zak ( bass), L.o.D. (drums). 

Just Like A Pussylover da il titolo all'EP di debutto dei BS'Titty, band di Trieste nata nel 2001. Tra alti e bassi, cambi di line up, la band trova il giusto equilibrio con l'attuale formazione: Miki alla voce, Roby e Fabry alla chitarra, Zak al basso e L.o.D. alla batteria. Davvero buono il groove di questa band, che bada al sodo di una rinnovata voglia di rock n'roll grezzo, distorto che se ne frega di apparire “trendy” con un look appariscente. Canzoni schiette, immediate e di enorme energia fin dall'iniziale Iced, una vera bomba rock, con un basso che pompa prepotentemente, insieme a riff taglienti e veloci, ed un vocals ruvido che lascia la giusta adrenalina per un duro e sporco rock n' roll. Sex no Love , accattivante e ruffiana con un rock polveroso, caldo che trasuda energia, e voglia di trasgredire. Don't Care, altro brano che può essere considerato un valido singolo, oltre alla già citata Sex no Love , rappresentando la voglia di rinascita del rock n' roll, senza tanti fronzoli. Episodi, questi, dove trovano la concezione genuina e street dell'hard rock. Un lavoro che cresce ascolto dopo ascolto, coinvolgendo l'ascoltatore a pigiare più volte il tasto play. Just Like A Pussylover deve essere ascoltato con moderazione dai soggetti rockettari, l'EP, infatti, può provocare dipendenza euforica. L'ascolto ripetuto può dare luogo a fenomi di eccitazione per il rock più grezzo, e sintomi di dipendenza ai BS'Titty. Visitate la loro pagina myspace http://www.myspace.com/bs39titty

AngelDevil

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TURBONEGRO
”Retox”
(Edel)

Tracklist: 1-We're gonna drop the atom bomb 2-Welcome to the garbage dump 3-Hell toupée 4-Stroke the shaft 5-No, I'm alpha male 6-Do you do you dig destruction 7-I wanna come 8-You must bleed/All night long 9-Hot and filthy 10-Every body loves a chubby dude 11-What is rock?!

Band: Hank von Helvete (voce), Euroboy (chitarra solista),Rune rebellion (chitarra ritmica), Pal Pot Pamparius (chitarre e tastiere), Happy Tom (basso), Chris Summers (batteria)

Dopo una lunga attesa, tornano attesissimi sul mercato discografico i Sacerdoti della Distruzione, i norvegesi Turbonegro. L'attesa è ampiamente premiata con questo disco che è sicuramente un piccolo capolavoro all'altezza di gemme quali "Scandinavian Leather". La bellezza e unicità di questa band è il loro sound che distingui tra tutti, un misto tra punk, garage, street più selvaggio con cori che solo i migliori Cheap Trick e Wildhearts possono fare. Il disco è stato registrato ad Oslo tra il Maggio e il Dicembre 2006. Ci sono pezzi che son a dir poco pazzeschi quali l'iniziale "We're gonna drop the atom bomb" che si apre con un'intro molto suggestiva e che prosegue selvaggia e veloce con un senso del ritmo ormai marchio di fabbrica del combo norvegese. Altro pezzo molto bello è "Stroke the shaft", pezzo con un bel riffone secco di chitarra e meno veloce delle tre bombe iniziali dove Hank guida il mio gruppo Norvegese culto di sempre in territori che mi hanno ricordato tra le altre influenze bands storiche come gli ZZTOP. Selvaggia e da pogo senza controllo è invece "No, I'm a alpha male", un pezzo che non lascia scampo e che ti fa fare headbanging senza sosta. "I wanna come" è invece una canzone che spezza un pò il ritmo rallentandolo, quasi psichedelica e un pò Doorsiana nell'uso delle tastiere. Un riff quasi heavy metal vecchia scuola introduce invece "You must bleed/All night long", altro brano molto selvaggio. Un pezzo molto doom e intenso che paga un certo pegno ai Black Sabbath è "Everybody loves a chubby dude" mentre chiude una song molto oscura e potente allo stesso tempo che è molto sul loro stile quale "What is rock". Sostanzialmente un enorme disco senza pecche alcune, con differenti impostazioni nelle varie canzoni e che raccomando a tutti, vista l'enorme quantità di bands insignificanti e cloni di un passato che non c'è più. La forza dei Turbonegro è l'originalità, quindi ve lo consiglio.

MauTheAlien

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VELVET REVOLVER
”Libertad” +Bonus dvd "Tierra roja, sangre roja"
(Sony Bmg)

Tracklist cd:

1- Let it roll 2-She mine 3-Get out the door 4-She builds quick machines 5-The last fight- 6- Pills, demons, etc 7- American man 8- Mary, Mary 9-Just sixteen 10- Can't get it out of my head 11-For a brother 12-Spay 13-Don't drop that dime

Band: Scott Weiland (voce), Slash (chitarre), Dave Kushner (chitarre), Duff Mc Kagan (basso), Matt Sorum (batteria) Produttore: Brendan O'Brien

"Libertad" inizialmente doveva essere un concept album secondo Scott Weiland ma l'idea fu abbandonata in quanto negli ultimi anni erano usciti anche troppi cd di quel target. A fine registrazione dei pezzi si accorsero che comunque inconsciamente la "Libertà" era stata inconsciamente musa in ogni pezzo del cd e inoltre mai termine fu più così azzeccato in quanto, in questo disco, i Velvet Revolver non sono schiavi di nessun limite e propongono semplicemente le loro emozioni trasformandole in musica. Aiutati dall'eccezionale produzione di Brendan O'Brien, che ha nel suo curriculum artisti di ogni genere che passano dai Pearl Jam fino ad arrivare a Bruce Springsteen, i Velvet Revolver ci regalano un cd che è un capolavoro assoluto e che probabilmente sarà discusso per tanto tempo. Le cose che colpiscono subito l'ascoltatore, secondo me, sono certamente la magica voce di Scott Weiland che riesce a cantare con differenti tonalità in tutto il disco, riuscendole a cambiare anche diverse volte nello stesso pezzo la grandissima prova offerta da Slash che non si ha sufficienti parole per descrivere quello che combina in questo disco. Slash ha dichiarato che prima di comporre questo album ha ascoltato una cifra di dischi blues e direi si sente moltissimo, in quanto alcuni assoli potranno essere ricordati tra i suoi migliori di sempre ad esempio il secondo assolo su "American man" che è da pelle d'oca. Dave Kushner lavora sempre più amalgamato con Slash, producendo ottime ritmiche sulle quali poi Slash fa i suoi solos... quindi, un combo vincente. Duff, a mio parere, suona il basso in modo meno veloce del passato, quasi un basso funky che dà un senso del ritmo pazzesco e Matt dietro le pelli è aggressivo e potente come non mai. Il disco si apre con la velocissima "Let it roll", un pezzo non lunghissimo, sicuramente forse l'unico pezzo che può ricordare i Guns N' Roses nelle parti di "Perfect Crime", che è molto aggressivo e che si arricchisce di effetti armonici incredibili dove sentiamo già cosa saprà regalarci Slash per tutto l'album. "She Mine" è una canzone che ha molto groove, basata su un ritornello molto semplice da memorizzare e con ottimi cori. "Get out the door" è una canzone scritta e composta interamente da Dave Kushner ed è una song che probabilmente spiazzerà diverse persone cantata da Scott inizialmente con una voce molto bassa e con la batteria molto aggressiva di Matt e con diversi effetti che Dave riesce a tirare fuori. Le chitarre sono molto distorte. "She builds quick machines" è stato il primo singolo scelto per l'album, un pezzo che può ricordare quello che propose la band sul fortunato esordio "Contraband" che sta ricevendo una buona programmazione come video musicale. Pezzo che si lascia ballare molto volentieri e che inizia molto in penombra per decollare subito dopo con riffoni che ti travolgono letteralmente. Uno dei suoi punti di forza è il ritornello, assolutamente coinvolgente. Il primo pezzo un pò lento è "The last fight" che inizia in modo splendido con la batteria di Matt suonata come una marcetta e che potrebbe, a detta di molti, essere il secondo singolo. Un brano molto radiofonico con la voce di Scott che ti avvolge e culla dall'inizio alla fine. Secondo me una prova incredibile per questo eccellente cantante, uno dei pochi che sa ancora dare vero spettacolo sul palco e che in ogni disco sa regalare le emozioni più belle ogni volta che lo si ascolta. Anche qui abbiamo un solo di Slash di quelli micidiali accompagnato poi da cori molto belli. "Pills, demons, etc" è un pezzo ricco di groove e che a me ha ricordato tantissimo i migliori Extreme per il modo di suonare il wah di Slash (brano che è dedicato da Scott al fratello Michael recentemente scomparso per overdose di eroina). Questa canzone è l'emblema della compattezza della band che si produce in una prova collettiva pazzesca con tutti in primo piano. Il basso di Duff in sottofondo è assolutamente una cosa molto bella, come gli effetti che riesce a tirare fuori quel genio di Dave Kushner e inoltre abbiamo un coretto molto coinvolgente con quegli "uh, uh..." che ti si stampano in testa subito. "American man" è secondo me il pezzo perfetto e sicuramente quello che spiazzerà diversi. I Velvet Revolver in questo caso sono sicuramente diversi, hanno certamente ascoltato anche loro bands molto valide e straordinarie secondo me quali Muse e Coldplay e nel sound qui poresente si sente. Iniziata da colpi leggeri di batteria e dal basso slappato di Duff sulle quali si mettono subito a farla protagonista le chitarre del combo Slash e Dave, il brano continua con uno Scott ispiratissimo che ci ricorda che è un uomo americano eh eh e qui abbiamo due assoli di Slash che son gioia per le orecchie. Un pezzo molto ballabile. "Mary, Mary" è dedicato da Scott alla moglie che ha ritrovato e che ama con tutto se stesso. Una track che sicuramente all'inizio richiede qualche ascolto e che è molto funky e ballabile. La strofa "Black boots,strong legs" che descrive la bellezza della moglie è qualcosa che ti si pianta addosso per bene. Le chitarre sono suonate molto più grezze in alcune parti della canzone e Duff e Matt dettano sempre il ritmo. "Just sixteen" rimane la mia canzone preferita dell'album. Pezzo molto grintoso e ballabile dedicato alle voglie sessuali di una bella insegnante verso l'alunno sedicenne. Ottimo il bridge dove Scott fa due voci, ottimo l'assolo di Slash e perfetti Dave nel suo modo di suonare e la coppia Sorum-Mc Kagan. Una canzone che ascolto appena posso più di tutte. "Can't get it out of my head"è una cover della Electric Lights Orchestra, che secondo me non differisce moltissimo dalla bellissima originale non fosse per altro dalle chitarrone messe da Slash e Dave. Un pezzo molto soave ed etereo in alcuni punti che secondo me risulta molto più coinvolgente abbracciati a una seconda persona. "For a brother" è un altro brano dedicato da Scott al fratello Michael che si apre con le chitarre di Slash in piena epoca Snakepit contrapposte a quelle di Dave che lo completano.La voce di Scott è struggente nel ricordare il fratello Michael ed è molto evocativa e rabbiosa nel ricordare che Michael ha lasciato un grosso vuoto in lui, visto che è stato lui ad introdurlo al mondo musicale in adolescenza.In alcune parti riesco a capire perché tanti definiscono Scott come un fuoriclasse, visto che ad un certo punto sembra di assistere ad alcune strofe di Jim Morrison per impostazione e carisma. "Spay"è un assoluto pugno sui denti. Un pezzo punk selvaggio, sicuramente nato dalla mente di Duff che è dedicato a tutte le Paris Hilton che stanno infestando questo pianeta. Un pezzo che si apre con un arpeggio luciferino di Duff per poi decollare a velocità pazzesche.Ecco anche questo pezzo può ricordare quello che i Gnr hanno fatto con "Double talkin' jive" per grinta ma qui la grinta è il triplo fate voi.In questo pezzo anche Slash fa gregario ma è tutto insieme che colpisce. Si chiude con un capolavoro assoluto: "Grave dancer", un pezzo lento quasi psichedelico che ti trasporta in un'altra dimensione che sto ascoltando ora con le lacrime agli occhi talmente è bello e non so quante volte l'ho già ascoltato da venerdì. Una song che può diventare davvero un classico di questi anni se questo disco sfonderà come spero e si merita.Il ritornello è assolutamente fantastico come il modo di suonare della band. Segnalo inoltre che c'è un pezzo segreto country chiamato "Don't drop that dime" che è un pezzo molto ironico e che veramente se facevano un album sotto nome segreto di quel genere erano già trasmessi in heavy rotation su Country Music Television. Concludendo,probabilmente uno dei dischi più belli del 2007 che ha già ricevuto recensioni entusiastiche da parte di Classic Rock,Billboard ed Entertainment Weekly.Consigliatissimo.Inoltre in questa DELUXE EDITION abbiamo anche un inserto per cd rom che tratta il"Makin di Libertad"con le prove in studio della band dei vari pezzi e varie improvvisazioni.10 minuti circa ulteriori che necessitano dell'installazione sul vostro pc di Quicktime Player. Consiglio inoltre se volete essere aggiornati quotidianamente sulle novità sui Velvet Revolver:

http://www.velvetrevolver.it

http://www.myspace.com/gunsandvelvetitaly

 

“Tierra roja, sangre roja”: bonus tour documentary dvd

Prodotto e diretto da Rocco Guarino

L'edizione limited deluxe che potete acquistare con soli pochi euro di differenza, comprende un pazzesco dvd diretto e prodotto da Rocco Guarino, ragazzo di chiari origini italiane e che si occupa del sito ufficiale dei Velvet Revolver e che è in tour con loro, che filma il loro tour sudamericano del maggio 2007 che segna il ritorno dei Velvet Revolver all'attività live dopo le pochissime date americane dell'estate 2006 fissate soltanto per evadere un pò dagli studi dove stavano ancora abbozzando le varie idee poi realizzate, grazie a Brendan O'Brien per Libertad. Il dvd si apre con il loro arrivo a Rio De Janeiro all'aeroporto, vengono filmati in bianco e nero mentre scendono dal loro aereo, salgono sul pulmino e si preparano per suonare, scortati dalla polizia verso il luogo del concerto. Per magia, la scena si sposta invece a Buenos Aires al Quilmes Rock festival dove eseguono una versione al fulmicotone di "Do it for the kids"presente sul primo cd "Contraband". La band è in forma smagliante ed è soltanto una delle prime date del tour,che secondo Duff potrà durare 15 mesi. Dopo questa performance incendiaria ci son brevi interviste alla band che parla della gioia di tornare a suonare live. Segue il primo singolo da "Libertad" ovverosia "She builds quick machines" che dal vivo secondo me rende più della versione in studio, con Scott e il suo berretto col teschio, Slash e la sua magica tuba, Matt macchina da guerra dietro le pelli, Duff e il suo basso energico e Dave l'ingrediente segreto di questa band. Sulle note dell'eterea "Grave Dancer"ci sono ancora immagini della band che viene intervistata e fa il soundcheck e stavolta l'immagine ritorna a Rio De Janeiro con Duff che indossa la maglietta di tributo al suo mito di sempre, mr Sid Vicious..Il viaggio continua con le riprese dei sobborghi di Rio De Janeiro, con Slash che viene controllato in aeroporto e Matt che si legge il giornale nell'attesa del volo. Si ritorna alla performance del Quilmes Rock con la versione dell'ormai loro classico "Suckertrain blues", un pezzo dall'impatto vincente che acquista nella versione live la forza di un pugno che ti arriva in faccia dal basso in alto e ti lascia scosso.La band ha un frontman pazzesco quale Scott Weiland, che si muove sul palco con mosse ispirate al migliore Iggy Pop e con il resto della band assolutamente magistrale nell'esecuzione.Slash poi quando fa suo assolo,fa viaggiare la sua chitarra a velocità ipergalattiche. Si ritorna ad immagini in bianco e nero da Rio De Janeiro con Scott che si rilassa nel backstage, Slash che casualmente gioca al flipper di "Terminator 2", Duff che sta insieme alla moglie Grace, Matt che si fuma un mega sigaro e poi soprattutto prima di risalire on stage in quel di Buenos Aires parlano un attimo con Mr Joe Perry, visto che al Quilmes Rock erano il supporto degli Aerosmith. Un'esplosiva versione di "Let it roll" chiude il dvd...che è un'assoluta chicca che completa questo splendido cd.

MauTheAlien

 

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TWR
"Rivers Of Paradise"
(Frontiers Records)

Tracklist: 1. Set My Spirit Free, 2. Rivers Of Paradise, 3. Hold On, 4. Indiscretion, 5. Gonna Be Some Changes, 6. Only A Letter, 7. Hard Time Love, 8. One Good Woman, 9. Love Comes Calling, 10. Alimony Blues .

Line up: Michael Thompson (guitars & vocals) John Robinson (drums, percussion & vocals), Mark Williamson (lead vocals, bass).

Momento magico per Michael Thompson, chitarrista che vanta oltre a bravura una lunga lista di collaborazioni come Ray Charles, Barbara Streisand, Ringo Starr, Cher, Joe Cocker, Neil Diamond, Lionel Ritchie, Bee Gees, Phil Collins, ai più recenti Jennifer Paige, Whitney Huston, Gloria Estefan, Christina Aguilera, Nona Hendrix, Julio Iglesias, Celine Dion, Madonna, Mariah Carey, Michel Bublé, Michael Bolton, Gregg Bissonette, Benny Mardones, Great White, Fleetwood Mac, infine è apparso anche al fianco di artisti italiani come Celentano, Umberto Tozzi, Cocciante, Pavarotti e Spagna. Per un totale di oltre trencentocinquanta dischi, oltre a varie composizioni di colonne sonore per film per bambini. In contemporanea con l'uscita della ristampa di How Long , album della Michael Thompson Band, la Frontiers Record non si lascia sfuggire il nuovo progetto del chitarrista che da vita ai TRW , assieme al vocalist e bassista Mark Williamson e al batterista John Robinson, amici di vecchia data. Rivers Of Paradise ci riconsegna tre musicisti straordinari, foriera di un rock melodico con delle interessanti sfumature blues, prodotto con attenzione, che evidenza grandi riff, grandi melodie, grandi chorus ma soprattutto tanto feeling. Un buon disco per gli estimatori del genere che rimarranno soddisfatti, soprattutto dopo aver ascoltato Hold On, Gonna Be Some Changes, la ballad Only A Letter, e la conclusiva e stupenda rock-blues song Allmony Blues . Un album che non può mancare per chi ama la buona musica e l'ottima melodia.

AngelDevil

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MICHAEL THOMPSON BAND
"How Long"
(Frontiers Records) 

Tracklist: 1. Secret Information,  2. Give Love A Chance, 3. 1000 Nights, 4. Wasteland,  5. Never Stop Falling, 6. Can't Miss, 7. Gloria, 8. Stranger, 9. Baby Come Back , 10. How Long, 11. Right To Be Wrong , 12. Love Goes On, 13. Wheelchair .

Line up: Rick ‘Moon' Calhoun (vocals), Michael Thompson (guitars), John Andrew Schreiner ( keyboards), Leon Gaer (bass), John Keane (drums).

Guests: Terry Bozzio (drums), Pat Torpey (drums), Bobby Kimball (backing vocals), John Elefante (backing vocals):

Ecco un'altro interessante regalo che ci fa la Frontiers Records , la ristampa di uno degli album da sempre considerato come un must dell'AOR, How Long realizzato dal grande Michael Thompson uno dei più attivi chitarristi, in qualsiasi genere, soprattutto pop (Michael Bolton, Cher, Shania Twain, Joe Cocker, Jennifer Lopez, Faith Hill, Celine Dion, Madonna, ecc.) ma anche nell'ambito hard rock Great White e Richard Marx. How Long originariamente uscito per la Geffen nel 1989, vide come ospiti illustri gente del calibro di Bobby Kimball, Terry Bozzio, Jimmy Haslip e John Elefante. La ristampa in questione contiene tre bonus track Right To Be Wrong , Love Goes On e la nuova ed interessante traccia Wheelchair, che lascia ben presagire un nuovo album per il 2008. Le tredici canzoni si lasciano ascoltare piacevolmente, eseguite alla perfezione da ogni singolo musicista; armonie vocali uniti a ritmi trascinanti e gradevoli dell'incisivo singer Moon'Calhoun , dotato di un timbro caldo per le song più lente come: Give Love A Chance, Never Stop Falling, Can't Miss . Difficile stabilire quale possa essere la canzone più bella, quando si ascolta un lavoro raffinato e di gran classe l'imbarazzo della scelta è inconfutabile. Bel lavoro quindi, che sicuramente ci farà compagnia nell'attesa del new album.

AngelDevil

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JENNYFER STAR
"On My Own"
(Autoprodotto)
 

Tracklist: 01. As Good As It Gets, 02. Be The Same .

Line Up: Jennyfer Star (lead vocals & guitar).

Additional Musicians: Martin Sweet (giutars), Peter London (bass), Mia Coldheart (backing vocals).

La svedese Jennyfer Star, vocals degli Starlet Suicide ci presenta il suo progetto solista con l'EP On My Owen . Per la realizzazione di questi brani la nostra si avvale della presenza di due membri dei CRASHDÏET Martin Sweet e Peter London. Due brani belli tosti, che picchiano alla grande grazie alla grinta di Jennyfer, che, con la sua voce ruvida e graffiante conquista all'istante. Ascoltare queste due tracks è come miscelare il sound e la grinta di Juliette & The Licks, le Hole e Courtney Love . As Good As It Gets, e Be The Same sono godibili e ispirano un certo fascino dove si accelera e decelera in un sound caldo e intrigante, con energia, e un mix di s can rock- sleaze punk- street rock. Un concentrato quindi di potenza, groove e sensualità sprigionato da questa giovanissima cantante. Web-site jennyferstar.com http://www.myspace.com/jennyferstarmusic

AngelDevil

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KIDD HAVOK
"Roll the Dice"
(Suncity Records)

Tracklist: 1.Too Sadd, 2. Push, 3. Candy Store, 4. Treat Me, 5. Lady Luck, 6. Cold Sweat, 7. Lust 4 Life, 8. Rumors, 9. Entertainment 4 Tonight, 10. Night on Me, 11. Scot's Live Guitar Solo .

Tracklist: Johnny B. (Vocals), Scot Marcs (Guitars), Shawn St. Pierre (Bass), Rob Barone (Drums).

Kidd Havok band nata sul finire degli anni '80 da un idea del chitarrista Scott Marcs e dal singer Johnny B. a cui si aggiungono in seguito il bassista Shawn St. Pierre e il batterista Rob Barone. La band proveniente dalla Florida realizza questo nuovo album Roll the Dice che si dirige verso gli stilemi tanto cari dell' hair metal- hard rock a stelle e strisce degli anni '80. Album dallo svolgimento dignitoso, esecuzione professionale, produzione buona, dove non mancano episodi incalzanti di rock-fm che restano in mente al primo ascolto come Push, Lady Luck, e Cold Sweat; grazie a ritornelli vincenti, riff traenti, solos vibranti, ritmiche martellanti e ad un vocals ammiccante. Possiamo quindi nuovamente godere dell'hard rock viscerale e granitico, con questo Roll the Dice dove la band mette in luce anche la straordinaria personalità, sennonché voce, suoni e un guitar work ottimo, esaltato dal brano in chiusura Scot's Live Guitar Solo . Dopo ripetuti ascolti posso affermare che le undici canzoni presenti in questo album vi faranno affiorare alla mente i ricordi gli anni '80 inizi '90, con canzoni godibili fin dal primo ascolto. Visitate la loro pagina myspace http://www.myspace.com/kiddhavok

AngelDevil       

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FREDERIKSEN – DENANDER
‘Baptism by Fire'
(Frontiers)

Tracklist: 1. Let Him Go 2. Right Heart, Wrong Time 3. Silver Lining 4. Crossing Over 5. Written In Stone 6. My Saving Grace 7. Baptsim By Fire 8. Can't Get Enough 9. Never Try To Love Again 10. Dead End 11. Keep A Light On 12. Left With Nothing

LINE UP: - Fergie Frederiksen – voce, - Tommy Denander - chitarra, tastiere, basso

Guests: - Michael Thompson - assolo di chitarra in Silver Lining, Steve Porcaro - hammond in Can't Get Enough, - Eric Z Daniel – batteria, - Thomas Vikstrom - backing vocals, - Jan Johansen - backing vocals in Written In Stone

Interessante lavoro in studio del bravo singer Dennis ?Fergie' Federiksen che, con questo ‘Baprism by Fire' in compagnia del guitar player Tommy Denander, riesce a cogliere ancora nel segno regalandoci un ammaliante AOR album. A molti il talentuoso ‘Fergie' sarà noto anche per la sua militanza come vocals nell'album ‘Isolation' dei Toto, ma per chi ancora non lo sapesse il nostro è un titolato songwriter, compositore, ed ha prestato la sua arte a mille progetti con svariati artisti del music world. Ovviamente, quando un personaggio di questo ‘calibro' si mette a lavorare su un ‘suo album' le probabilità di buona risucita sono elevate. E in questo caso lo sono davvero. Merito , comunque, da dividere euqamente con Tommy (infatti mica per nulla il moniker è Frederiksen/Denander) che svolge un ottimo guitar work senza mai ‘strafare' con la sei corde ma riuscendo ad amalgamare ottime ritmiche con anche pregevoli , brevi e d eleganti solos. Questo album scorre via ‘fluido' senza intoppi e si lascia ascoltare' nella sua totalità senza mai annoiare o innescare la ‘voglia di passare alla song successiva'. Per questo motivo, anche, non ho brani preferiti anche se ci sono song come .... che sinceramente hanno quel ‘grip' che ti eletrizza maggiormente di altre. Un bell'album (anche se io preferisco il bellissimo Frederikesen & Phillips del 1995...ma è solo una mia opinione) che desterà sicuramente la vostra attenzione e potrebbe essere la giusta ‘colonna sonora' di “particolari momenti”.

Roby Comanducci

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HALFORD
‘Metal God Essentials Vol.1'
(Frontiers)

(cd + dvd special digipack edition)

CD track list:
1.Ressurection 2 Made In Hell 3. Screaming In The Dark (live) 4.Golgotha 5.Silent Screams (demo version) 6. Crystal . 7. Into The Pit 8. Nailed To The Gun 9. Slow Down 10.Locked And Loaded 11. Forgotten Generation (new) 12. Drop Out (new) 13. War Of Words 14. Sun 15. Trail Of Tears 16. Redemption European Mix

DVD:
1.
Resurrection – Behind The Scenes) 2. Live Insurrection – (Behind The Scenes) 3. Made In Hell – Live 4. Betrayal - Video 5. In The Morning - Video 6. Silent Screams - Live 7. Never Satisfied - Live 8.Forgotten Generation

Rob Halford – Vocals / Mike Chlasciak (Halford band), Pat Lachman (Halford band), Roy Z (Halford band)- Guitars (1-6,9-12,14,15) (Halford band) Ray Riendeau, - Bass (1-6,9,10,14,15) Mike Davis - Bass (Halford band) (11,12) Bobby Jarzombek - Drums (Halford band) (1-6,9-12,14,15) Russ Parish (Fight band), Brian Tilse - Guitars (Fight band) (7,8,13) Jay Jay - Bass (Fight band) (7,8,13) Scott Travis - Drums (Fight band) (7,8,13)

Parlare di Rob è ‘semplicemente' ...parlare dell'icona metal. Del metal singer per antonomasia, dello screamer che più di chiunque altri – da quando esiste questo stupendo genere musicale- ha immedesimato nella sua persona il perfetto cantante, l'ugola d'oro del metallo pesante. E tutte queste lodi non sono scritte solo per ‘importanza storica', oppure performance live o ancora carisma. Qui siamo al cospetto di una voce ineguagliabile, unica, potente e inimitabile. Il nostro è stato il leader della metal band per eccellenza Judas Priest e poii si è dedicato (dal 1992 se non erro) ad una carriera solista fomando una band tutta sua – i Fight- ed inoltre pubblicando anche album a suo nome, Haldford per poi tornare in casa Judas e riprendere in mando le redini di quella gloriosa band. Sinceramente, credo, che qualsiasi fans del metal e dell'hard rock, debba possedere almeno qualche disco dove presenzia questo incredibile vocalist e front man. E' una cosa basilare che ogni bravo collezionista ed estimatore di buona musica sa bene. Quindi, ecco qui un'uscita indubbiamente ‘succosa' di questo nuovo lavoro-raccolta di song dell'Halford solista. Abbiamo ben quattordici tracks che ripercorrono la carriera dei Fight e di Halford solista, con l'aggiunta di due nuovissime ed inedite song ‘Forgotten Generation' e ‘Drop Out'. Inoltre troviamo la preziosa aggiunta di un dvd con tante chicche interessanti live, video e altro. Le due new song non sono male nazi, soprattutto ‘Drop Out' inizia martellantee tagliente con un riff assassino. Inutile proseguire oltre, visto e considerato che è a tuti gli effetti una raccolta; consiglio però l'acquisto a tutti, poichè non è un banale best of, ma qualcosa di più curato e particolare della lunga storia musicale di Rob.

Roby Comanducci

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POISON
"Poison'd!"
(Capital Records)

Trackilist: 01. Little Willy (Sweet), 02. Suffragette City (David Bowie), 03. I Never Cry (Alice Cooper), 04. I Need to Know (Tom Petty & The Heartbreakers), 05. Can't You See (The Marshall Tucker Band), 06. What I Like About You (The Romantics), 07. Dead Flowers (The Rolling Stones), 08. Just What I Needed (The Cars), 09. Rock and Roll All Nite (Kiss), 10. Squeeze Box (The Who), 11. Your Mama Don't Dance (Loggins & Messina), 12. You Don't Mess Around With Jim (Jim Croce), 13. We're An American Band (Grand Funk Railroad).

Line up: Bret Michaels (vocals, guitars & harmonica), CC Deville (guitars), Bobby Dall (bass), Rikki Rockett (drums).

Interessante realease questo Poison'd! ottavo album dei Poison, band che tutti conoscono fin dagli esordi nel lontano 1984 l'anno che vede la nascita di una band che con il loro rock and roll entrarono prepotentemente nel mercato discografico conquistando per il loro stile musicale e look. Con l'album Open Up And Say...Ahh! ottennero un gran successo, tanto da vendere oltre otto milioni di copie in tutto il mondo e con le hit Every Rose Has Its Thorn delicata e bellissima ballad dagli echi country, il pezzo più noto e bello, Nothin' But A Good Time e Fallen Angel dominarono le classifiche conquistando il cuore di tutti. Poison'd! è un album composto interamente da cover di band storiche, ben tredici canzoni che suonano lo stile classico dei Poison. Fin dalle prime canzoni Little Willy (Sweet), Suffragette City (David Bowie), I Never Cry (Alice Cooper), e I Need to Know (Tom Petty & The Heartbreakers), si apprezza alla grande il tocco particolare che Bret Miachaels, CC Deville, Bobby Dall e Rikki Rockett creano, regalando tonalità solari e festaiole, arricchite da slide guitars e ritmi country blueseggianti. Presenti nel nuovo album anche cover che la band aveva già registrato in precedenza come Rock and Roll All Nite dei Kiss , We're An American Band dei Grand Funk Railroad e Your Mama Don't Dance di Loggins & Messina . Personalmente trovo ottimo il lavoro eseguito dai nostri, poi come immagino ci saranno i “soliti” commenti, ma cari miei prima di parlare ascoltatevi l'intero album e poi ditemi se I Never Cry o Dead Flowers non valgono un commento positivo. Certe volte per fare un album che si possa definire riuscito non serve cercare di sperimentare chissà quale formula sonora innovativa ma è sufficiente proporre una musica che sia capace di sprigionare forza ed energia a chi la ascolti. Poison'd! a mio parere è un buon cover album tanto quanto basta per far uscire dagli speaker anche l'odore del vecchio rock'n'roll!!!

AngelDevil       

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TWO OF A KIND
" Two Of A Kind "

(Frontiers Records)

Tracklist: 01. Light In The Dark, 02. The Longest Night, 03. Little By Little, 04. Give Me A Reason, 05. Heaven Can Wait, 06. Unbearable, 07. Into the Fire, 08. In Your Arms, 09. Whole Again, 10. To The Top, 11. I Die A Little More Everyday .

Line Up: Esther Brouns (vocals), Anita Craenmehr (vocals), Gesuino Derosas (guitars), Ron Hendrix (keyboards), Fred Hendrix (bass), Hans In 'T Zandt (drums).

Debut album dei Two Of A Kind, nuovo progetto del tastierista e songwriter Fred Hendrix (Terranova) che realizza un interessante lavoro in compagnia delle due singers Esther Brouns e Anita Craenmehr, il fratello Ron al basso e il batterista Hans In 'T Zandt. Soluzioni pomp rock di qualità per le undici tracce contenute in questo album, caratterizzate dalle voci cristalline e ispiratissime delle due singers, e arrangiamenti sopraffini. Tutti gli agenti atmosferici sono chiamati in causa, con l'iniziale Light In The Dark, che riscalda le nostre orecchie, trascinandoci nell'accattivanti The Longest Night, Give Me A Reason e Heaven Can Wait, per poi farci esaltare nel connubio romantico-melodico di Unbearable . Con Into the Fire, e In Your Arms, le emozioni invadono il nostro corpo e la nostra mente, mentre i riff e le voci di queste brave cantanti ci fanno viaggiare in viaggio sonoro. Questo è senza dubbio un lavoro di gran classe, dove veniamo avvolti da suoni fluttuanti ed impalpabili come le note dell'atmosferica I Die A Little More Everyday . Cos'altro aggiungere ...un disco di valore, di classe ed eleganza.

AngelDevil

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TESLA
"Real to Reel"
(Rykodisc)

Tracklist: 01. Space Truckin', 02. Walk Away, 03. Hand Me Down World , 04. Bad Reputation , 05. Thank You , 06. I've Got A Feeling , 07. Day of the Eagle, 08. Ball of Confusion , 09. Rock Bottom , 10. Stealin', 11. Bell Bottom Blues , 12. Honky Tonk Women ,13. Dear Mr. Fantasy .

Line up: Jeff Keith (vocals), Frank Hannon (guitars), Dave Rude ( guitars), Brian Wheat (bass),Troy Lucchetta (drums).

Esistono dischi che segnano un'epoca, che diventano oggetti di culto, entrano a far parte della storia, non solo artistica, ma della loro nazione, della bellezza compositiva, tecnica ed emotiva. Questo disco rientra nella categoria perché contiene numerosi omaggi a grandi gruppi del passato: DEEP PURPLE, JAMES GANG, GUESS WHO, THIN LIZZY, LED ZEPPELIN, BEATLES, ROBIN TROWER, TEMPTATIONS, UFO, URIAH HEEP, ERIC CLAPTON, ROLLING STONES e TRAFFIC, ma oggi non sono qui per parlare delle band storiche, ma per parlare del presente e di questo Real to Reel, il nuovo e primo cover album di una band di gran classe, i Tesla. Il 1986 è l'anno che segna l'esordio dei Tesla (nome derivato dallo scienziato che inventò la radio Nikola Tesla) che è accolto da un notevole successo, e da lodevoli giudizi sulle riviste specializzate. La punta di diamante della band è la voce inconfondibile e particolare del frontman Jeff Keith, vocalist hard-blues particolarmente espressivo, che insieme a musicisti di tutto rispetto quali i due chitarristi Frank Hannon, Tommy Skeoch ora sostituito dal chitarrista Dave Rude, il batterista Troy Lucchetta, e il bassista Brian Wheat hanno sempre realizzato a mio parere delle vere opere d'arte (ascoltatevi Five man acoustical jam ). I Tesla tornano dopo l'album Into the Now del 2004, album che ha segnato il come-back della band dopo dieci anni di silenzio. I nostri con questo Real to Reel reinterpretano canzoni che hanno fatto la storia dell'hard rock, con una prova vocale da dieci e lode, e una sezione ritmica da capogiro. Tra le tante e bellissime canzoni contenute in questo CD, sono sicura che rimarrete stregati per l'interpretazione del primo singolo estratto Thank You , canzone delicata, emozionale dei Led Zeppelin che ha conquistato il cuore di tutti nel passato, e oggi riconquista come in quell'intramontabile 1969. Potrei andare avanti per ore e parlarvi di ogni singola song, ma la cosa migliore miei cari è prendere questo CD e ascoltarvi le tredici canzoni e lasciarsi trasportare e conquistare, dall'accattivante Bad Reputation, dalla magica di I've Got A Feeling, dalla forza del rock di Rock Bottom, o dalla suadente Honky Tonk Women . Nota importante prima di concludere, la confezione contiene un solo CD, l'altro potrete averlo solo ai loro concerti, con la seguente tracklist: 01. All the Young Dudes (MOTT THE HOOPLE), 02. Make It Last (MONTROSE), 03. Shooting Star (BAD COMPANY), 04. Not Fragile (BACHMAN-TURNER OVERDRIVE), 05. Street Fighting Man (ROLLING STONES),06. Is It My Body (ALICE COOPER), 07. I Want to Take You Higher (SLY & THE FAMILY STONE), 08. Do You Feel like We Do (PETER FRAMPTON), 09. Beer Drinkers and Hellraisers (ZZ TOP), 10. Seasons of Wither (AEROSMITH),11. Saturday Night Special (LYNYRD SKYNYRD),12. War Pigs (BLACK SABBATH), per all info andate nel loro web-site http://www.teslarealtoreel.com Real to Reel, è una bellissima storia sonora del passato, che oggi rivive grazie alla magia e alla classe dei Tesla. Che dire..a volte le parole non servono, la musica va oltre…Un album che non può mancare nella propria collezione. Consigliato!

AngelDevil

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BON JOVI
"Lost Highway"
( Island Records/Mercury Records)

Tracklist: 1. Lost Highway, 2. Summertime, 3. (You Want To)Make a Memory, 4. Whole Lot Of Leaving, 5. We Got It Going On, 6. Any Other Day, 7. Seat Next To You, 8. Everybody's Broken, 9. Till We Ain't Strangers Anymore, 10. The Last Night, 11. One Step Closer,12. I Love This Town .

Line up: Jon Bon Jovi (Vocals) David Bryan (Keyboards) Richie Sambora (Guitars, Backing Vocals) Tico Torres (Drums & Percussion) Hugh McDonald (Bass).

Special guest: Leann Rimes, e Big & Rich.

Ecco che i Bon Jovi ritornano a calcare le scene della musica rock mondiale con l'album Lost Highway ,  dopo il successo di Have a Nice Day del 2005. I Bon Jovi sono una delle band più longeve delle scena rock americana dei primi anni '80, con all'attivo ben dieci album e centoventi milioni di copie vendute. Le prime impressioni su questo nuovo lavoro? Buone, certo sono cambiati dagli inizi della loro carriera (primi anni '80) non troviamo più il sound prodotto nei primi album, ora i nostri si sono ammorbiditi e puntano sull'immediatezza. L'album è prodotto da Dann Huff (Keith Urban, Rascal Flatts) e John Shanks (già produttore di Have A Nice Day ). Cinquanta minuti, dodici canzoni, nessuno stravolgimento, ma solo un sound più intimistico, un'avvolgente melodia con dosi di grinta in alcune tracks, come nella mia preferita, la ritmata We Got It Going On , canzone che vede la presenza di Big & Rich. Questa song è stata scelta come tema musicale per la programmazione televisiva della AFL e anche per il video introduttivo che accompagna i fans all'interno della AFL arena. Il footage sarà trasmesso durante la partita tra i Dallas Desperados e i New York Dragons e tra i Kansas City Brigade e i Chicago Rush. Jon Bon Jovi ha adattato il testo della canzone per ognuna delle franchigie, inclusi i Philadelphia Soul, la squadra di sua proprietà. La title-track Lost Highway è nella colonna sonora del film Wild Hogs con John Travolta, sonorità che richiama quelle adottate in Destination Anywhere. Make a Memory, classica ballad emozionale alla Bon Jovi, è il primo singolo estratto, canzone che molti ormai conoscono. In Till We Ain't Strangers Anymore, il nostro duetta con la ragazza prodigio del country statunitense, LeAnn Rimes creando tanto feeling, e atmosfere carezzevoli, caratteristica che predilige l'intero album. Un lavoro scritto e prodotto in un momento particolare all'interno della band, la morte del padre del chitarrista Richie Sambora per un cancro ai polmoni, e la separazione dall'attrice Denise Richards. Jon Bon Jovi per questi tristi avvenimenti ha composto Whole Lot Of Leaving . Un album piacevole, anche se sono sicura che molti avranno da dire, paragonando questo disco ai primi; va ascoltato lasciando da parte dubbi e perplessità di ogni genere per godersi le nuove canzoni dei Bon Jovi odierni. Nel futuro è prevista anche la registrazione di un "MTV Unplugged" che andrà in onda contemporaneamente su CMT, MTV e VH1. Consigliato!

AngelDevil

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BLUESTONE COMPANY
"Bluestone Company"
(Big Stone Records)   

Tracklist: 01. Silver Horse, 02. In The News Today, 03. She Cries, 04. Luck Shines On Me, 05. Me n' You, 06. Carnal Assets, 07. Valle Colorado .

Line up: Toshihiro Sumitomo (lead guitar), Yoshihiro Ogasahara (bass), Taizo Takafuji (drums), Taro Takagi (percussions).

Special Guest : Chris Duarte (vocals & guitar).  

Bluestone Company questo il nome della jam band di Osaka (Giappone) che ci scalda con canzoni di puro blues rock e southern rock. La band è composta dal chitarrista Toshihiro Sumitomo, il bassista Yoshihiro Ogasahara, il batterista Taizo Takafuji e il percussionista Taro Takagi, e la presenza di un ospite di tutto rispetto il chitarrista e cantante texano Chris Duarte, una delle più formidabili sei corde della scena rock blues contemporanea. I Bluestone Company ci regalano sette canzoni secche, graffianti, polverose, torride di vero e sanguigno boogie blues alla texana. Una vera manna per gli amanti del genere ma anche un buon modo per conoscere una band capace di produrre ottime canzoni, provenienti da uno stato non certo conosciuto per questo genere musicale. Ad aprire questo CD ci pensa la strumentale Silver Horse , ma è con In The News Today che l'atmosfera si scalda piacevolmente, con la voce roca di Chris Duarte in perfetta armonia con il suo infuocato stile chitarristico, che spicca nella bellissima Luck Shines On Me , c hitarre che tintinnano come speroni, sembra di respirare l'aroma piacevolmente stantio di certi polverosi luoghi. Le canzoni si susseguono piacevolmente facendoci immaginare di strare in un vecchio pick-up Ford degli anni ‘60 ad osservare le tipiche strade americane che ti conducono in una cittadina di campagna, mentre le note di queste canzoni sono la colonna sonora di un viaggio che profuma di fieno e di libertà. Come in apertura è un'altra song strumentale Valle Colorado che chiude un lavoro davvero interessante dei Bluestone Company, che in questi giorni suonano proprio qui in Italia. Disco che consiglio per gli amanti del genere. Visitate la loro pagina myspace http://www.myspace.com/bluestonecompany

AngelDevil

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ICED EARTH
"Overture of the wicked" (CD single)
(SPV / Steamhammer/ Audioglobe)

line up :Jon Schaffer - Rhythm, Bass and Lead Guitar, Backing Vocals - Tim "the Ripper" Owens , Lead Vocals - Brent Smedley – Drums

PREMESSA: per chi ancora non lo sapesse, SCORDATEVI Tim Owens "The ripper" sentito in Jugulator e Demolition dei Judas Priest e piuttosto andatevi a sentire Iced Earth:the gloriuos Burden e Beyond Fear: beyond Fear; per chi come me segue questa band da più di dieci anni sa che e' stata definita come la figlia illegittima del matrimonio sconsacrato tra Iron Maiden e Metallica (ovviamente non i Metallica attuali) e quando mi son ritrovato tra le mani questo cd singolo ho capito da subito che il seguito di "Something wicked this way comes" è finalmente alle porte. Girando la confezione mi accorgo leggendo la tracklist che è presente solo una song nuova (Ten Thousand Strong) e tre pezzi classici presenti su "Somehing wicked..." (Prophecy; Birth of the wicked; The coming curse) e subito ho pensato che fossero stati riproposti i brani col precedente singer Matthew Barlow, nvece inserendo il cd e dopo aver ascoltato la nuova opener (grandiosa) mi accorgo che sono interamente ricantate da Tim Owens. Ovviamente la voce di Barlow era qualcosa di eccezionale, particolare, amabile fino alla disperazione... MA...il caro buon vecchio "Ripper" da quando non è piu nei Judas Priest non sbaglia un colpo! E' assolutamente in grado di riproporre le song cantate da Barlow! E' molto difficoltoso giudicare in questi casi: è come decidere se fosse migliore la voce di R.J. Dio oppure quella di Rob Halford... il mio consiglio e' quello di ascoltare e decidere da che parte stare! Io non scelgo, amo entrambi! Vedo sempre inutile l'acquisto dei cd singoli, ma in questo caso fossi in voi non me lo lascerei sfuggire per nulla al mondo!

Sam ‘Thrasher'

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SLAVIOR
"Slavior"
(Inside Out-Audioglobe)

Tracklist : 1. Origin, 2. Shatter, 3. Swept Away, 4. Altar, 5. Another Placet, 6. Deeper, 7. Dove 8. Slavior, 9. Give It Up, 10. Red Road .

Line up: Greg Analla (vocals), Mark Zonder (drums), Wayne Findlay (guitars, keyboards).

Album di debutto per gli Slavior, il nuovo progetto del batterista Mark Zonder, famoso per la sua lunga militanza nei Fates Warning e Warlord, affiancato dal polistrumentista Wayne Findlay, già con Michael Schencker Group e Vinnie Moore, e dal cantante Gregg Analla. Un album dedito ad un sound dalle tante sfumature, con basi heavy metal ad un elevata presenza di crossover/nu metal, post grunge, e reggae, quindi contaminazione a più non posso, potenza e melodia trasfuse nelle dieci tracce di questo Slavior . Il disco mescola metal, crossover, reggae, nu metal, sa essere cattivo come in Origin ma anche molto più placido e melodico in Altar , e nel mezzo tra questi due estremi la band sa trovare mille sfumature, con un songwriting dinamico, colorato, fantasioso, ricco di spunti e di inventiva come in Dove, dove il reggae regna a fiumi. Un album straordinario dalle colorate sonorità, fregiandosi anche di un ottima produzione, potente e pulita, e di una prova corale di rilievo, con un chitarrista che mostra riffs granitici e ottime aperture melodiche, ed una sezione ritmica abile a supportare le diverse situazioni che le dieci tracce presentano in tutti i suoi cinquantadue minuti . Questo è un lavoro che stupisce per la fantasia del sound prodotto e la professionalità.

AngelDevil

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OZZY OSBOURNE
''Black Rain''
(Sony – Bmg)

Tracklist: 01. Not Going Away, 02. I Don't Want To Stop, 03.Black Rain, 04. Lay Your World on Me, 05. The Almighty Dollar, 06. 11 Silver, 07. Civilize the Universe, 08. Here For You, 09. Countdown's Begun, 10.Trap Door .

Line up: Ozzy Osbourne (vocals), Zakk Wylde (guitars), Rob ''Blasko'' Nicholson (bass), Mike Bordin (drums).

A distanza di sei anni da Down To Earth , Ozzy Osbourne torna con un nuovo lavoro dal titolo Black Rain, il nono album in studio, che segna il grande ritorno di un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Rovinato dal successo, dalla droga, dall'alcool, e da ogni sorta di eccesso, il principe delle tenebre (nomignolo che si è guadagnato dai tempi dei Black Sabbath) torna in grande spolvero in compagnia del mitico Zakk Wylde, Mike Bordin alla batteria e Rob Blasko al basso. Anticipato dal singolo I Don't Want To Stop , Black Rain è l'unico disco a detta dello stesso realizzato e registrato senza ''l'aiuto'' di sostanze alcoliche o stupefacenti. Ho ascoltato più volte questo nuovo disco e lo trovo straordinario, mi piace e I Don't Want To Stop mi ha stregato subito con il suo sound di impatto, ti smuove e ti fa battere il piede a ritmo senza che te ne accorgi; è la tipica song che ti colpisce subito, non a caso è stata scelta come singolo, e il tocco chitarristico del grande Zakk crea con i suoi riff delle melodie metalliche da capogiro. Dieci canzoni, quaranta sei minuti circa per capire che Black Rain è un album ben costruito, realizzato con cura e senza fretta; prodotto dallo stesso Ozzy assieme a Kevin Churko. Un sound di impatto, songwriting e produzione di pregevole fattura, con canzoni che parlano di un mondo devastato dalla guerra, l'inganno, la devastazione ambientale e la droga, e in 11 Silver,  Ozzy parla della droga sintetica conosciuta come ”crystal meth”. Questo è un disco che c i consegna un Ozzy di cinquantanove anni non solo in una gran forma vocale, ma con la voglia e la grinta di portare avanti la sua musica, dimostrando come riesca a rinnovare il suo stile componendo brani eccelsi, e acuto nella qualità dei testi . Canzoni come Civili ze the Universe ne sono la prova “I'm alive/Watching better turn to worse/One more time/Try to civilize the universe (Sono vivo/mentre guardo il meglio volgere al peggio/ancora una volta/ si deve cercare di civilizzare l'universo)”. Classici riff metallici, graffianti e pesanti ad opera di Zakk Wilde che riempiono l'atmosfera quanto basta per far risaltare al meglio la voce del singer che da sempre ha contraddistinto la musica di Mr Ozzy. Più ascolto le canzoni mentre scrivo questa recensione, e più me ne innamoro. Ogni singola traks è una hit, la title track Black Rain con il suo fascino oscuro e con quell'armonica conquista stregando l'ascoltatore, Here For You la ballad dell'album, è l'emozione tramutata in melodia. Questo è un disco che merita di stare nella propria collezione e che farà parte dei miglior album di questo 2007. Grazie Ozzy per averci regalato Black Rain… sei unico nella tua pazzia e unico per il tuo stile! Non ci rimane che aspettare Ozzy il principe delle tenebre, Zakk Wilde, Rob ''Blasko'' e Mike Bordin approdare in Italia il trenta giugno al Gods of Metal che si terrà all'Idroscalo di Milano. Black Rain è consigliatissimo!!!

AngelDevil

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ALLEN / LANDE
"The Revenge"
(Frontiers Records)  

Tracklist: 01. The Revenge, 02. Obsessed, 03. Victory, 04. Master Of Sorrow, 05. Will You Follow, 06. Just A Dream, 07. Her Spell, 08. Gone Too Far, 09. Wake Up Call, 10. Under The Waves, 11. Who Can You Trust, 12. When Time Doesn'T Heal .

Line-up: Jorn Lande (vocals), Russel Allen (vocals), Magnus Karlsson (guitars, keys, bass), Jaime Salazar (drums). 

Nuovo lavoro per le ugole d'oro Russel Allen frontman dei Symphony X e Jorn Lande attuale vocalist dei Masterpalan con un passato negli Ark e nella band di Y.J. Malmesteen. Dopo il trionfo con il debut album The Battle del '05 tornano con The Revenge . Il nuovo album di notevole caratura non delude le attese, e come per il precedente lavoro troviamo il chitarrista Magnus Carlsson (Last Tribe, Starbreaker), che suona anche basso e tastiere e si occupa anche della produzione, alla batteria Jaime Salazar (The Flower Kings). La cover è disegnata ancora dal grande Rodney Matthews, inoltre Dennis Ward (Pink Cream 69, Angra e altri) ha contribuito alla resa finale del disco. Il disco parte subito bene con la title-track The Revenge, una carica esplosiva costruita su linee ritmiche potentissime create da Jaime Salazar, e su melodie chitarristico/tastieristiche ad opera del virtuoso Magnus Karlsson e interpretata in modo assolutamente esaltante da Russel Allen e Jorn Lande, considerate le migliori voci attuali in campo heavy hard rock. Interpretazione straordinaria per Jorn Lande nella ballad Master Of Sorrow, una power song che ti colpisce e ti trasporta nell'atmosferica Just A Dream, qui i nostri intonano insieme questa meravigliosa canzone. Difficile stabilire la miglior track, molte sono quelle capaci di emozionare come Gone Too Far, qui ad opera della voce di Russel. Questo è un disco che racchiude potenza e sentimento. La testa e il cuore sono elementi fondamentali per creare un album da hit, e questo è un lavoro capace di regalare grandi emozioni. The Revenge un album consigliatissimo!


AngelDevil

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SCORPIONS
‘Humanity – Hour I'
(Sony – Bmg)

line up: Klaus Meine- vocals, Rudolf Schenker – rhythm guitar, Matthias Jabs- lead guitar, Pavel Maciwoda- bass, James Kottak- drums

tracklist: ‘Hour I', ‘The Game Of Life', ‘We Were Born To Fly', ‘The Future Never Dies', ‘You're Lovin me to Death', ‘321', ‘Love Will Keep us Alive', ‘We Will Rise Again', ‘Your Last Song', ‘'Love Is War', ‘The Cross', ‘Humanity'

Parlare di Klaus Meine e soci è sicuramente arduo e di massima delicatezza, questo perchè siamo al cospetto della storia dell'heavy rock mondiale, di una di quelle band che non verranno mai dimenticate avendo scritto e marchiato la storia dell'hard & heavy con autentiche perle musicali e album che hanno dettato le regole di ‘come fare' certi tipi di musica. La band teutonica oramai da oltre trent'anni sulla scena musicale e con ben 21 album (compreso quest'ultimo) avrebbe bisogno di una recensione-fiume, ma tantè…lo spazio è quello che è e poi, sinceramente, è giusto soffermarci sugli attuali Scorpions, gli autori di questo entusiasmante ‘Humanity – Hour I'. L'aggettivo appena usato per descrivere questa nuova fatica della band è proprio ‘calzante'; ammetto che negli ultimi anni la band si era un poco ‘adagiata' su sonorità ‘easy pop rock' e solamente con il penultimo (anche se ammetto di averlo ascoltato pochissimo) ‘Unbreakable si sentiva o meglio si percepiva una certa voglia di tornare a ‘rockare' come un tempo. D'altronde, dagli autori di ‘Blackout', ‘Love at First Thing' ‘Crazy World' (tanto per citare alcuni masterpiece) era obbligo riproporsi ad alti livelli. Gli Scorpions DOVEVANO riscattare la loro storia dimostrando (anche se forse non ne avevano bisogno) di essere ancora loro gli indiscussi leader del metal “melodico”. Beh, questa etichetta va un po' stretta al gruppo, perché il loro sound è sempre stato originale: un mix di riff e guitar work metal con arrangiamenti sopraffini e linee vocali ammalianti ed eufoniche, il tutto ovviamente, condito dalla capacità di scrivere ballad stupende, tra le migliori mai scritte in questo settore musicale. Per ottenere il massim, oltre alla gran voglia di ‘rimettersi in gioco, Meine, Schenker e Jabs hanno avuto la grand eidea di prendere alla loro ‘corte' nientepopodimeno che Desmond Child. Eh sì, proprio lui, il grande compositore che ha contribuito a lanciare centinaia di band e, soprattutto, creare il suono perfetto e la giusta melodia per centinaia di grandi hit single! Desmond ha dato una grossa ‘impronta' a questo ‘Humanity…' e si sente in tutte le tracce del disco! Ha collaborato alla stesura di tutte o quasi le tracce presenti ed ha ragionato con i membri del gruppo sul suono migliore che si potesse ottenere per questo grande ritorno. Sapete, anche se il precedente album era interessante e, cronologicamente, vicino come pubblicazione a questo, è solo con ‘Humanity – Hour I' che oserei definire e sancire il grande ritorno degli Scorpions. L'album è potente, ricco di groove con chitarre talvolta anche ‘sature' da massiccie dosi di ‘gain'. Ottimo il lavoro alla solista del sempre bravo Matthias ma altrettanto lodevole l'apporto di tutta la band. La voce del vocalist è in grande spolvero e ammalia in tutte le tracce, con la sua sempre inimitabile ed inconfondibile timbrica. Una pulsante sezione ritmica del duo Kottak-Maciwoda fornisce l'adeguato supporto al grande lavoro ritmico del sempre glorioso Rudolf, il chitarrista ritmico per antonomasia. L'album parte in quarta con la potente e grintosissima ‘Hour I', che rimodella la potenza dell'heavy rock dirompente dei migliori Scorpions modernizzando il tutto a canoni più consoni al secondo millennio ma, attenzione, niente stranezze o innovazioni, solo un grande sound ad impatto che non penso aver mai ascoltato in nessun album dei teutonici. Un'autentica killer song che sparata a palla è un autentico ‘pugno in faccia'. ‘The game Of Life' è un hard rock elegante nel suo incedere che evidenzia la grande classe compositiva dei nostri. Il gusto per la melodia sussite anche nella successiva ‘We Were Born To Fly' caratterizzata da un alternarsi di passaggi lenti dove la voce di Meine cesella momenti di autentica e bellissima eufonia a momenti più grintosi. Superba. Arriviamo alla quarta traccia ‘The Future Never Dies', e quì siamo al cospetto di una ballad sullo stampo delle grandi melodic song da ‘arena' a cui la band ci ha sempre abituato (non è simile ma aleggia lo ‘spirito' della mitica ‘Still Lovin' You). Si torna a rockare con ‘You're Lovin' Me To Death' dedita ad un eccelente heavy rock mentre la successiva ‘321' riprende il sound aggressivo e “power” dell'opener. Ottimo il guitar work dell'ormai rodata coppia di axe men. ‘Love Will Keep Us Alive' è più ‘mielosa' cullata dalla bellissima ugola di Klaus che in questa song la fa da padrone. Grande arrangiamento ed un ritornello che si conficca nella testa e non si dimentica più. Passiamo a ‘We Will Rise Again' che piace pur non avendo niente di particolare ma si lascia ascoltare e riascoltare diverse volte, merito del suo melodic hard rock. E' il turno della melodica ‘Your Last Song' ben arrangiata e anche questa volta interpretata magistralmente dal nostro vocalist. Eccoci dunque ad uno dei momenti “clou” del disco; ‘Love Is War'. Un'autentica perla musicale che sommata alla prima ed alla terza traccia varrebbero da sole l'acquisto di questo album. Eufonie eccelse per una song molto introspettiva che da lezioni su come creare e suonare una song melodica che non sia però una futile e sdolcinata ballata, ma una grande rock song!!! Dopo tanta bellezza non crediate che gli Scorpions abbiano tolto il piede dall'acceleratore, anzi. Ecco quindi il grintoso hard rock ‘The Cross' sempre stemperato da stop & go melodici e giostrati dal superbo vocalist, per poi ripartire con un tagliente guitar work. Siamo alla traccia conclusiva che ....è stupenda. ‘Humanity', probabilmente, si affianca alle top song del disco ma ha un qualcosa in più. La melodia è dilaniante (in senso buono ovvio), ti penetra dentro, ti fa volare col pensiero e ragionare...basata su linee eufoniche ricche di phatos non è una semplice song, è un capolavoro in musica. Peccato che il cd in mio possesso non abbia i testi anche perchè questo ‘Humanity...' è un concept album basato sui problemi dell'uomo e dell'umanità (titolo esplicativo) e sinceramente mi sarebbe piaciuto leggere attentamente il tutto mentre ascoltavo le song. Pace. Mi farò raccontare venerdì prossimo da Meine e soci - durante l'intervista- tutto quello che non ho potuto leggere sui testi (intervista che poi pubblicheremo qui sul ns sito). Disco dell'anno?? Beh, ancora è presto per dirlo...ma sicuramente qui si sfiora il ‘capolavoro'. GRANDI!

Roby Comanducci

 

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