recensioni 2007

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LE MAGREEN
‘Rebel Devil'
(Elch Music)

line up: Peppino Adamo (vocals, bass), Alberto ‘Pippo' Filippin (700 guitars, acoustic guitars, back vocals), Giorgio ‘Pez' Milanesi (drums)

tracklist: Are yoy ready?, Rebel Devil, Crying, Love, Supersonic Speed, You Can Kiss me where the Sun don't Shine, one by One, 20Pads, Times They may Pass, Riders on the Storms, Ticket to Ride, Lego man, Automobile (remastered), Kratere (remastered), Times They May Pass (steel guitar version), 700 guitar more (remix by The Waz Exp & Mike Tales)

Assolutamente da avere. Questo nuovo prodotto della band di Bolzano è una vera e propria chicca per gli estimatori del rock suonato col cuore, tecnica e molto feeling. I nostri sono un trio capitanato dal leader Peppino Adamo, eccelso songwriter, compositore, nonché bass player e, soprattutto, in possesso di un'ugola d'oro, dalla timbrica vocale molto lineare e corposa al tempo stesso e dalla pronuncia linguistica quasi perfetta (cosa assai rara in band nostrane). Alberto è un ottimo guitar player (praticamente il sosia di Ozzy osbourne… guardate le sue foto e mi direte…) che con il suo guitar work cesella autentici momenti d'estasi per gli amanti della sei corde ma costruisce anche un ‘tappeto sonoro' di gran classe. Il drummer Giorgio riesce a dare il giusto ‘tiro' al sound della band e forma -assieme al bassista- una sezione ritmica da dieci e lode. Questo album consta di ben sedici tracce tra cui alcune cover e altri brani rimasterizzati dal loro primo album"Spectraphysix 700". Tra le cover spicca la bellissima interpretazione (in versione più rock'n'roll..) della mitica ‘Riders on The Storm' di Jim Morrison & Co. Ma ovviamente sono le canzoni inedite a farla da padrone; su tutte la chicca è ‘You Can Kiss Me…', hard'n'roll carico di groove e adrenalina, una song da gustarsi in compagnia di buoni amici e divertirsi fino a notte tarda. Nelle parti più fm rock - Aor come la title track o la bella ‘Supersonic Speed', si assapora il sound del Robin Trower più pop oppure del lavoro solista omonimo del grandioso Steve Lukather. Altre eccelse rock song sono l'opener ‘Are You Real?' ma anche ‘Love'….senza dimenticarci il lento introspettivo di ‘One by One'. Sinceramente un'autentica sorpresa che non mancherà di accompagnarmi per lungo tempo sparata a palla nel mio lettore cd. Uno dei migliori lavori di questo 2007 e, pensando che è made in Italy, bisogna esserne veramente orgogliosi. www.lemagreen.com http://www.myspace.com/peppinoadamo

Roby Comanducci

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D DRIVE/DON MANCUSO
"Straight Up The Middle"
(GFI Mucic) 

Tracklist: 1. A Little Bitta Sunshine, 2. Straight Up The Middle, 3. Lick Your Lips, 4. Dead On The Highway, 5. Pray For Tomorrow, 6. Whose Side You're On, 7. Can You Gig It, 8. I Don't Wanna Wait, 9. I Can Feel No Pain, 10. Love Me, 11. Diamond Star Halo, 12. Another Funky Day .

Line up: Phil Naro (vocals/acoustic guitar), Don Mancuso (guitars), Andy Knoll (keyboard), Joe Lana (drums), Richard Gramm (bass).

Special guest: Lou Gramm (Vocals), Dave Quick, AD Kimmer & John Taylor (bass).

E' sempre un piacere recensire un album di Don Mancuso (Lou Gramm Band/Black Sheep, ma, lo è ancora di più ascoltare le canzoni contenute in questo nuovo lavoro intitolato Straight Up The Middle . Questo CD è un lavoro da cercare, da ascoltare e riascoltare e da amare, perché se lascerete entrare la voce di Lou Gramm (Lou Gramm Band/Black Sheep/Foreigner) e di Phil Naro (Peter Criss (Kiss)/Talas (Billy Sheehan)& 24K, e la musica prodotta dalla chitarra di Don Mancuso, dentro di voi non potrete più farne a meno. Questo è un disco di passioni mature, suonato per gente che vuole vivere in pienezza la musica. Un cast di musicisti di alto livello tutti riuniti per collaborare con Don Mancuso nella realizzazione di queste splendide canzoni. E' difficile scegliere un brano sugli altri tenendo conto che ce ne sono dodici e che sono tutti molto belli, anche se sono rimasta rapita nell'ascoltare A Little Bitta Sunshine, Straight Up The Middle, Can You Gig It, sorprende con una grande interpretazione e Love Me . Il CD mi è piaciuto dall'inizio alla fine e il gruppo ha fornito un'esecuzione coi controfiocchi, hard rock selvaggio e melodico al tempo stesso, e le canzoni sono costruite con riffs e melodie irresistibili che rendono sempre molto orecchiabile il tutto. Straight Up The Middle con i suoi cinquanta minuti ci fa amare la musica. Davvero un buon lavoro! Visitate il sito web donmancuso.com http://www.myspace.com/donmancuso  

AngelDevil

 

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THE CURSED
‘Room Full of Sinners'
(Locomotive Rec. / Frontiers)

line up: Bobby ‘Blitz' Ellsworth – vocals, Dan Lorenzo – guitars, Job The Raver- bass, Mike Cristi – drums

tracklist: ‘Sweeter', ‘Evil, in the Bag', ‘Leven Als God in Frankrijk', ‘Breaking Her Down', ‘Best of The Worst', ‘Native Tongue', ‘Serpentine Slither', ‘All's Right', 'One Time', ‘Queen of the Down', ‘Generate Her'.

Un pugno diretto allo stomaco ed un calcio nei ‘cosiddetti' questo new project dell' ex singer degli Overkill Bobby ‘Blitz' Ellsworth. Il nostro autentico tharshers ha creato questo album coadiuvato alla chitarra dal buon Dan Lorenzo (guitar palyer degli Hades) che praticamente è un autentico power rock, tagliente, corrosivo, carico di groove e trascinante al punto giusto. Come un giusto mix tra i Motorhead e i The Almighty (attenzione quelli del bellissimo ‘Soul Destruction' targato 1991!!!). Risultato quindi ai massimi vertici di adrenalina; merito della sempre potente, rauca e graffiante ugola del buon Bobby e di un guitar work col ‘gain' a palla!! Senza dimenticare l'eccellente e pulsante lavoro in fase di ritmica del duo Mike Cristi on drums e Job the Raver al basso. Undici tracce esplosive dove trova addirittura spazio un sax sofferto e ammaliante come nella superba ‘Evil in The Bag'. ‘Breaking Her Down' rende appieno quanto appena scritto sul sound di questa band mentre il cadenzato power rock inframezzato da diversi ‘stop & go' della successiva ‘Best Of The Worst' farà sicuramente la gioia di molti. Un album da prendere com'è nella sua semplicità che sicuramente è il punto di forza ma che rende al top poichè trasuda corrosivo rock'n'roll in ogni traccia. Ma attenzione, non rnr levigato ed edulcorato ma bensì brutto sporco e cattivo, quello che si potrebbe ascoltare in un fumoso pub dell'Arizona tra bikers, rockers e birra go go... Ascoltatevi attentamente anche la penultima ‘Queen of The Down' dove la carica groove è pazzesca (e c'è anche posto per un breve passaggio si sax!!). Per una estate torrida questo è quello che ci vuole. Attenzione....se accendete la radio in spiaggia, non lamentatevi se si creera il vuoto attorno a voi... Ascoltatelo e fatelo vostro.

Roby Comanducci

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286
"286"
( Autoprodotto) 
 

Tracklist: 01. Mr. But, 02. Unemployment Blues Volume 1., 03. 1986, 04. Broken Peace, 05. Bridges, 06. Record Store Prophets, 07. Dark Carnival, 08. Forgotten Song, 09. Profiled, 10. Sands .

Line up: Adam Joad (vocals), Martin Verry (guitars), Pete Pace (drums), Nikee Verry (bass). 

Dotati di una grande voglia di creare musica, di sperimentare e di mettersi in gioco, un gioco che è anche una bella scommessa per l'ascoltatore, un'avventura in cui capire le sonorità dei nostri. 286 questo il nome della band formata a Los Angeles dai due fratelli argentini Martin e Nikee Verry, dal batterista Pete Pace proveniente dal New Jersey e dal cantante di Pittsburgh, Adam Joad. La loro sfida è suonare la loro musica senza troppe regole, e lo fanno a mio parere molto bene. Vi state chiedendo come suono questo CD? rock'n'roll stradaiolo, con una forte presenza di heavy metal e dell'accattivante di southern rock, un tripudio di sonorità potenti e d'impatto alla 286. Questo debut album arriva dopo l'esordio con l'EP del 2005, che li ha fatti conoscere ed apprezzare. Il disco, composto di dieci brani, si presenta energico, esplosivo, grazie alla voce rauca e ruggente di Adam Joad. Rulli di drums, riff taglienti, forte dinamismo, coinvolgenti linee vocali che accompagnano interrottamente l'ascoltatore; sono le caratteristiche dell'intero album. Momenti di quiete, di riflessione, mancano totalmente in un lavoro che si vuole presentare il più potente possibile. Nel disco sono proposti numerosi spunti ed idee interessanti. Abbiamo quindi un buon prodotto che dimostra il miglioramento della band e fa presagire ad una continuazione nel futuro; questo perchè si può tranquillamente capire che alla base c'è un progetto solido e su cui si vuole puntare. Visitate la loro pagina myspace    http://www.myspace.com/286music  

AngelDevil

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MEGADETH
"United Abomination"
(Roadrunner records/Warner)


line up: Dave Mustaine - voce/chitarra, Glenn Drover - chitarra, James LoMenzo - basso, Shawn Drover - batteria


L'attesa e' durata un bel po' e la curiosita' anche. Per una band che fu dichiarata sciolta fino a qualche anno fa, ovviamente non mi aspettavo un ritorno ai fasti di "Rust in Peace", considerando che la linea musicale di Mustaine intrapresa ultimamente è ben lontana dai quei tempi ed escludendo il deludente "Risk" si puo' dire che da ‘Yothanasya' in poi sia stato tutto basato su suoni piu' "easy"e meno "speed thrash"che abbiamo tanto amato noi thrashers ....Ecco quindi una recensione n'track by track' per meglio presentare quasta ultima fatica di questa grande band...
1) SLEEPWALKER: come inizio non c'e' male..il meglio di "The System has Failed" e di "World Needs a Hero" concentrato in questa canzone, lontano dai Megadeth targati '80-'90 ma comunque apprezabile...La canzone ha un bel riff e un discreto ritornello. 2)WASHINGTON IS NEXT: ok..l'inizio e' veramente bello! Pezzo da heabang furioso. Era un bel po' che i Megadeth non "tiravano "cosi', bello anche il ritornello e l'assolo di chiatarra. Nulla da dire, questo pezzo è veramente "speed"! 3)NEVER WALK ALONE CALL TO ARMS: l'inizio mi ricorda un po' quello di "She Wolf"di ‘Cryptic Writings' ma, se vogliamo, un po tutta l'intera traccia me lo ricorda. Il ritmo ovviamente non e' piu' speed come la precedente song ma c'e' da dire che gli assoli stanno diventando in vero punto di forza di questo disco. 4)UNITED ABOMINATION: la title track invece comincia in modo piu' "atmosferico"(col vento in sottofondo e la classica vocina in stile tg americano che annuccia chissà quale disgrazia) per poi lasciare posto ad un riff metallico in pieno thrash style ed a un ritornello un po' troppo sdolcinato per una canzone con un riff cosi' tagliente. 5) GEARS IF WAR: canzone che riporta alla mente il titolo di un famoso videogioco qui potrebbe invece ricordare i Megadeth degli esordi; ritmo lento ma metallico, ritornello decisamente piu' accativante che anticipa la strofa e il riff seppur lento ma veramente thrash 6)BLESSED ARE THE DEAD: questa song ricorda ‘Go to Hell' di "Hidden treasures" con sempre un inizio lento che prende velocità man mano che la track prende forma rimanendo sempre su ritmi heavy ma non speed e nemmeno thrash 7) PRAY FOR BLOOD: eccoci ad un pezzo veramente killer dell'album, forse in stile moderno per le ritmiche (e per moderno intendo quei riff crossover) ma nulla di cosi' "impuro" da far gridare al tradimento. Il ritornello scorre via troppo bene come tutta la song... peccato sia leggermente corta...8) A TOUT LE MONDE (SET ME FREE): ed eccoci alla già anucciata collaborazione tra Dave Mustaine e Cristina Scabbia...il pezzo lo si conosce già è praticamente uguale alla sua prima uscita se non fosse per la presenza nei cori della sopracitata cantante, personalmente mi chiedo: "ce n'era proprio bisogno?" e mi rispondo "no!", non che mi aspettassi qualcosa di particolare ma credo che "coverizzarzi"da soli sia solo una mossa "commerciale" e basta 9)AMERIKHASTAN: il titolo mi fa pensare a qualcosa di politico-polemico sulla situazione asiatico-americana post 11 settembre (AMERICA-PAKISTAN). Questa song sembra non decollare mai e la sensazione è che manchi qualcosa di "esplosivo" come nelle precendeti canzoni...10) YOU'RE DEAD: in questa parte finale del cd sembra abbiano messo apposta le canzoni meno potenti di tutta la track list anche se questa song risulta sicuramente migliore delle due precedenti 11) BURNT ICE: colpo di tosse iniziale e non sembra cambiato niente rispetto alle ultime tre songs, veramente nulla degno di nota (escludo solo gli assoli che comunque mi han deliziato per tutto il cd) Quindi, nel complesso, un buon cd, certo non il migliore della storia dei Megadeth sia chiaro, ma sicuramente migliore del tanto osannato ‘The System has Failed' ed assieme a ‘World Needs a Hero' il migliore degli ultimi dieci anni di storia di questa gloriosa band.


Sam ‘Jolly Roger'

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SHAMELESS
"Famous 4 Madness"
(NL Distribution)

Tracklist: 01. C rashdown, 02. Famous 4 madness, 03. She's watching u, 04. Better off without you, 05. We won't take it anymore, 06. No regrets, 07. Magical misery, 08. Web junkie, 09. Complications, 10. Dirty sirts, 11. Party tonight .

Line up: Alexx Michael (bass & brains), B.C. (guitars), Steve Summers (vocals), Stevie Rachelle (vocals), Keri Kelli (guitars).

Nuovo lavoro per gli Shameless, band tedesca-statunitense , nata da un'idea del bassista Alexx Michael. Il nuovo album prodotto da Keri Kelli si intitola Famous 4 Madness . Una line up strepitosa; si alterneranno alla voce Steve Summers, Stevie Rachelle, Phil Lewis, Jani Lane e John Corabi. Tra gli altri musicisti figurano B.C., Keri Kelli, Michael Thomas, T Burr, Kari Kane, Mike Fasano ed Eric Singer. Le canzoni si rincorrono veloci tra ritornelli orecchiabili che invitano a party glam e celebrano le virtù canore degli svariati ospiti, e cori di voci tipici del glam hard rock degli anni '80. Il disco è molto ben prodotto, chitarre graffianti al punto giusto. Musica sempre frizzante e festante, immediata ed orecchiabile, semplice e ruffiana nell'uso di melodie dalla facile presa e di ritornelli capaci di stamparsi in mente al primo ascolto. Così scorreno i brani dell'album ci si ritrova con spensieratezza a canticchiare le allegre She's watching u, Web junkie, e Party tonight . Strepitosa la titletrack Famous 4 madness, pura song alla Shameless. Non mancano le ballad e con Better off without you, e Magical misery ci si ritrova a sognare. Un album che farà gola a molti fans e agli amanti di questo genere. Consigliato!

AngelDevil

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W.A.S.P
‘Dominator'
(Demolition/Frontiers)


Ebbene sì....gli W.A.S.P compiono nel 2007 il più shockante ed emozionante, balzo a ritroso nel tempo che la loro lunghissima carriera ricordi. Come sono lontani i tempi in cui Blackie Lawless si tirava addosso le ire dei pacifisti di mezzo mondo e lo sono ancora di più quelli in cui cercava con alterne fortune di ripetere le gesta di un album inarrivabile come ‘The Crimson Idol' con un' “opera” (‘The Neon God') riuscita solamente a metà. Oggi il “Fuorilegge” più celebre della scena rock losangeliana dopo aver caricato ben benino la sua macchina di plutonio e aver puntato il datario sugli ultimi anni novanta ha ingranato la marcia riportando la sua creatura al periodo per lei più glorioso, quello in cui i singoli si susseguivano a getto continuo ed ogni brano diventava un classico. Alla fine questo è ‘Dominator', il miglior disco mai partorito dagli W.A.S.P dai tempi del capolavoro ‘The Crimson Idol', (anche se bisogna dire che in questi ultimi anni di ottimi album la band statunitense ne ha sfornati diversi..) Questa volta, però, Blackie Lawless va oltre, rispolvera quelle sue geniali doti di superbo songwriter, torna sui suoi passi e, facendo leva su una rabbia disumana figlia della convinzione che il duo Bush'n'Blair (‘bloody bastards' li definisce senza troppi giri di parole...) l'abbiano messa nel culo un po' a tutti in questo mondo, ci offre su un piatto d'argento nove tracks impazzite, nove bombe ad orologeria come non se ne sentivano dai tempi di ‘Wild Child' e ‘I Wanna Be Somebody'. L'attacco è devastante, con l'oscura ‘Mercy' che avanza inarrestabile facendo colare metallo fuso sull'inerme ascoltatore per poi dilaniarlo con l'irresistibile chorus. ‘Long Long Way To Go', al pari della conclusive ‘Deal With The Devil' è uno scatenato rock infernale dall'acido contenuto, coadiuvato da una performance vocale di Blackie davvero sorprendente, mentre con ‘Take Me Up' si arriva ad un altro –potenziale- classico: l'inizio sornione ricorda alcune atmosfere del masterpiece del 1992, ma si tratta solo di un fuoco di paglia perché con l'ingresso delle chitarre il brano si tramuta presto in una inarrestabile cavalcata ridondante energia e melodia. Con ‘The Burning Man' gli W.A.S.P creano un autentico “gioiellino”: una song simile non si sentiva dai tempi del debut album, la progressione delle chitarre è degna dei migliori Maiden così come gli assoli, il refrain è da urlo, il coro finale è solamente la ciliegina sulla torta in un contesto di sconvolgente bellezza. La lunga ‘Heaven's Hung In Black' (suddivisa in due parti), è una estenuante litania che se da un lato richiama alcune soluzioni melodiche del passato, dall'altra mette in mostra il volto più oscuro e malato della band, un lento claustrofobico quasi malsano e carico di rabbia. E se a chiudere il cerchio inseriamo ‘Teacher' e ‘Heaven's Blessed', due potenziali hit dell'era ‘The Headless Children' ci rendiamo conto di come Lawless si sia spinto ben oltre le sue possibilità, regalandoci un disco come non se ne sentivano da tempo. Eccellente!

Fabio Magliano

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MELDRUM
"Blowin Up The Machine"
(Frontiers Records)  

Tracklist: 1.Purge, 2. Down Your Throat, 3. Scar, 4. Creme De La Crème , 5.Hang Em', 6. Miss Me When I'm Gone, 7. Another Kind, 8. Exploited, 9. Get Yours, 10. Get Me Outta Here, 11. Bite The Pillow .

Line up: Moa Holmsten (Vocals), Michelle Meldrum (guitar), Frida Stahl (bass).

Additional musician: Gene Hoglan (drums)

Special guest: Lemmy Kilminster 

Se c'è ancora qualcuno che pensa che le donne non sono in grado di far esplodere il volume del proprio stereo, o di spaccare durante un live concert, con grinta ed energia da far invidia, allora non avete ancora ascoltato le belle e dannate Meldrum. Il trio formato da Michelle Meldrum (ex PHANTOM BLUE), da Moa Holmsten e da Frida Stahl si forma alla fine del 1999 a Stoccolma, ( Frida e Moa già studiavano musica nello stesso college, mentre Michelle in quello di Los Angeles) con la voglia di suonare insieme la propria musica. Dopo l'ottimo debutto discografico con Load Mental Cannon , le nostre realizzano Blowin Up The Machine , un album in grado di convincere e coinvolgere l'ascoltatore in tutti i suoi differenti aspetti. Undici tracce dalle sonorità heavy metal e hard rock, ruvido e potente, suonato con lo spirito possente e al tempo stesso carico di groove. Dure e crude, con la dinamite in corpo, le Meldrum hanno dalla loro irruenza ed immediatezza; il cantato di Moa graffiante con linee vocali coinvolgenti, catapulta completamente l'ascoltatore nella dimensione del disco. Un disco che si apprezza ascoltandolo più volte per i molti episodi interessanti: il groove di Me When I'm Gone, dove troviamo Mr. Lemmy Kilmister che canta insieme a Moa (per la sottoscritta, una vera goduria) l'energico pathos declamato dall'avvolgente cantato di Moa nella ballad Get Me Outta Here, qui in grande spolvero o l'ammiccante Another Kind . Viaggiano spedite dall'inizio alla fine, grazie anche alla presenza del batterista Gene Hoglan. Un album dall'ottima produzione, suonato ad arte da ottime musiciste in grado di colpire per fascino e grinta. Consigliato a tutti! 

AngelDevil

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ERIC MCFADDEN
"Let's Die Forever…Together "
(Bad Reputation/Frontiers)

Tracklist: 01. Slow Lullaby (Intro), 02. What's in my head, 03. I break everything I touch, 04. Did you hear that sound?, 05. Never go home, 06. Black holidays, 07. Sick inside, 08. Friens of a friend, 09. Practical man, 10. Hole in my faith, 11. Lucky in my faith, 12. Dead man's lullaby, 13. Ship without a dock, 14. Ric's lullaby .

E' sempre un piacere ascoltare e recensire un album di Eric McFadden, chitarrista di colore con un curriculum di tutto rispetto; ha suonato con una leggenda come Bo Diddley, Nile Rodgers e Michael Hampton e altri ancora; ha con vari gruppi e confezionato ottimi lavori da solista, la sua presenza spicca nella band di GEORGE CLINTON, la P-FUNK ALL STARS BAND. Proprio l'anno scorso ho recensito Dementia, un doppio CD contenente i più grandi successi, e ora eccomi qui a scrivere una recensione per Let's Die Foreve…Together il nuovo capolavoro di Eric McFadden. Cinquanta minuti abbondanti di musica che trasuda dolcezza, passione, e originalità. La voce di Eric si fonde come per magia nel suono prodotto dalla sua sei corde. Quattordici composizioni che scorrono piacevoli, all'insegna di un chitarrismo pulito ed emozionale. Ci vorrebbe una recensione ber ogni brano, ma, credo ci vorrebbe un intera pagina, meglio ascoltare le canzoni create da questo musicista, che perdersi in tante parole. Le sonorità per queste nuove canzoni spaziano dal blues al funky, dal rock targato '70 a ritmi molto fusion e atmosferici. Eric McFadden possiede un tocco incredibile e il suo nome può accostarsi ai grandi interpreti di questo genere senza temere il confronto. Dopo aver ascoltato più volte Let's Die Foreve…Together, mi sono innamorata di questo disco all'istante! Ora fatevi travolgere anche voi da queste splendide melodie. Consigliato!

AngelDevil

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DARYL STUERMER
"Go"
(Inside Out / Audioglobe)  

Tracklist: 01 – Striker, 02 - Masala Mantra, 03 – Greenlight, 04 - Dream In Blue, 05 - Breaking Point, 06 – Urbanista, 07 - Heavy Heart, 08 – Meltdown, 09 - The Archer, 10 – Omnibus .

Daryl Stuermer ottimo chitarrista di Milwaukee, Winsconsin, d'estrazione jazzistica, è stato il chitarrista live dei Genesis e ospite nei dischi solisti di Phil Collins. Ad un anno dall'uscita di Rewired : The Electric Collection, ci regala una nuova opera sonora di pregevole fattura, Go . N on ci troviamo dinanzi ad un solista al fulmicotone, ma ad un vero e proprio musicista che con passione e tecnica ci incanta con questi dieci brani interamente strumentali. Go è una grande testimonianza di feeling portato sulla sei corde, basta ascoltare Dream In Blue per rendersene conto. Daryl Stuermer riesce ad emozionare in ogni suo assolo, ogni nota è suonata con il massimo del sentimento, e virtuosismo . Quasi cinquanta minuti di rock fusion con sfumature prog e jazz . Go, è di sicuro un cd per palati fini, da ascoltare secondo dopo secondo, e la pulizia del suono, è un elemento che contribuisce a percepire ogni singola nota. Per gli amanti delle sei corde, e non solo, consiglio vivamente questo disco. Una perla da avere nella propria collezione!

AngelDevil

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MICHAEL HARRIS
"Orchestrate "
(Lion Music)

Tracklist: 01- Opus Conceptus, 02- String Theory, 03- The Mad Composer's Rage, 04- Notes From The Kursk, 05- Battle At Storm's Edge, 06- Gulprice, 07- Mysterioso, 08- Octavian Ii, 09- The Anti Shred, 10- Schizo Forte . 

Line up: Micheal A. Harris (all instruments), Matt Thompson (drums).

Michael Harris virtuoso delle sei corde dopo sei album solisti, e la sua partecipazione a Revenge di Vitalij Kuprij, ci regala una vera opera musicale, Orchestrate interamente strumentale, con sonorità che spaziano dalla musica classica all'heavy metal. La varietà stilistica continua ad essere uno dei marchi di fabbrica del virtuoso americano, in grado di regalare con il suo solismo pirotecnico, ottimi lavori. Harris suona tutti gli strumenti per la realizzazione di questo disco, tranne la batteria che è opera di Matt Thompson, e insieme creano un lavoro di pregevole fattura. Il nostro con queste dieci tracce dimostra ancora una volta di aver classe, e sapiente preparazione dello strumento. Il disco è suonato in modo impeccabile, il fatto di essere strumentale lo destina per lo più agli appassionati del genere, ma può piacere anche a tutti gli amanti della buona musica. Orchestrate , è un disco molto vario, e ricco di situazioni interessanti, con una chitarra che esplode in riff elettrici a combinazioni in stile neoclassico già presente nell'iniziale Opus Conceptus . Un album consigliato ai veri amanti di questo stile e non solo!

AngelDevil

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ANGEL HOUSE
"World On Fire "
(Casket Music)

Tracklist: 01. Mask, 02. Loaded To Late, 03. Dying At Your Door, 04. Hush – A – Bye, 05. Victim # 13, 06. Weapons For Self-Expression, 07. Revolution, 08. Knowledge, 09. Superstitious Woman, 10. World On Fire .

Line up: Pete Easthope (vocals, guitar), Phil Easthope ( bass, vocals ), Simon Cooper (drums).

Direttamente da Birmingham arriva il debut album degli Angel House, band che si è formata nel 2004. I fratelli Pete e Phil Easthope in compagnia di Simon Cooper realizzano World On Fire , un album che combina le sonorità dei mostri sacri del passato aggiungendovi una buona dose di personalità. Dieci tracce che esplorano territori musicali intriganti formati da riff taglienti e sintetizzatori che bisbigliano soavemente. Grazie ad una sapiente miscela di grinta e melodia da cui trasuda classe innata, le canzoni ci guadagnano in concretezza e qualità. Il disco scorre bene, e spazia tra l´hard rock classico, il rock melodico passando per il pomp e per l'AOR. Gli Angel House è una band tecnicamente preparata, che cerca da un lato di "aggiornarsi" e dall'altro di condensare in un unico lavoro le passioni musicali. Le danze si aprono con Mask : la chitarra è veloce e sostiene la voce lievemente roca di Pete, un brano dinamico , ideale per scaldare l'ambiente, e l'ascoltatore. Difficile sceglierne una su tutte, ogni singola canzone è perfetta, dalla più potente alla più emozionante come Weapons For Self-Expression, la ballad del disco. World On Fire si risolve in un lavoro convincente, con molte più luci che ombre e che ci fa conoscere una band più che valida. Un album che consiglio a chi ama la buona musica. Visitate il loro sito www.angel-house.co.uk oppure www.myspace.com/angelhouserock

AngelDevil

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BONFIRE
"Double Vision"
(LZ Records/ Frontiers)

Tracklist: 01. Day 911, 02. But We Still Rock, 03. Never Mind, 04. Under Blue Skies, 05. Hot To Rock, 06. Don't Touch The Light, 07. Tony's Roulette, 08. Give lt A Try, 09. American Nights, 10. Hard On Me, 11. Sweet Obsession, 12. Ready 4 Reaction, 13. Bang Down the Door .

BonusVideo: 01. Starin' Eyes, 02. Sweet Obsession, 03. Sleeping All Alone, 04. Hard On Me, 05. Sword And Stone.

Line Up: Claus Lessmann (vocals), Hans Ziller (guitars), Chris Limburg (guitars), Uwe Köhler (bass), Jürgen Wiehler (drums).

Tornano i teutonici Bonfire con un interessante live CD e DVD per celebrare vent'anni di carriera. Nella seconda metà degli anni ‘80 raggiunsero un'ottima fama grazie al loro hard rock. Double Vision testimonia l'esibizione a Nottingham al Firefest Festival nell'ottobre 2006. Ed ecco che la Frontiers Records non si lascia sfuggire questo lavoro di eccellenza, che il frontman e vocalist Claus Lessmann, assieme ad un'altra eminenza grigia dell'hard rock, il chitarrista Hans Ziller . Con loro Chris Limburg, Uwe Köhler e Jürgen Wiehler ci regalano ancora una volta una grande prova live. I pezzi proposti sono esattamente tredici, mentre nel DVD troviamo oltre alle tracce presenti nel CD, un bonus video, cinque interessanti video-clip risalenti agli anni ottanta (tra cui Sword And Stone , brano scritto in collaborazione con Desmond Child e Paul Stanley presente nella colonna sonora del film Sotto Shock, di Wes Craven), un altra esibizione live, al Rockpalast di Lipsia nel 2002 ed un breve “dietro le quinte” registrato durante la partecipazione al Firefest del 2006. Il tutto con una doppia opzione “Dolby Digital Surround” o “Stereo 5.1” . I Bonfire hanno realizzato a mio parere un ottimo lavoro, e basta ascoltare il CD e vedere il DVD per constatare che sono in splendida forma, e come tutti i grandi che hanno fatto, e fanno parte ancora oggi della storia del rock, sanno cosa vuole dire suonare con passione. Consiglio l'acquisto del CD e Dvd a tutti!

AngelDevil

 

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AMERICAN DOG
‘Hard'
(Bad Reputation / Frontiers)

Tracklist: 01. Bock 02. No Pity 03. Sometimes You Eat the Pussy 04. Another Day in Paradise 05. Hypnotized 06. Long Time Comin' 07. Beaten, Broken, Etc. 08. Rock'n'roll Dog 09. Spell On Me 10. Little Short 11. Bloodsucker 12. Magnificient Bastard

Line up: Michael Hannon- lead vocals, bass / Steve Theado – guitars, vocals / Keith Pickens – drums, vocals

Sono oramai diversi anni (dal 2000 con il debut ‘Last Of A Dying Breed') che la band dell'ex Salty Dog Michael Hannon sta ottenendo successi in patria (e non solo) diventando una vera band da culto con tanto di seguito di accaniti fans. Il loro sporco, diretto, bastardo hard'n'roll miscelato a strutture southern (à la Molly Hatchet) e al boogie rock più sfrenato, è il must per quanto concerne divertimento e sano rock senza insulse contaminazioni. Questo trattasi del quarto album in studio (se escludiamo quindi i live ecc..) e bisogna ammettere che i ‘Dog' hanno fatto ancora centro. Questo ‘Hard' (dal titolo esplicito) suona ‘duro'... appunto. Non apporta nessuna modifica a quanto fatto finora, ma è giusto così. Il rock'n'roll non può cambiare veste e la band ha capito che la linea da seguire è questa. In ogni modo l'American Dog sound è originale; seppur basandosi su linee musicali care a molte hard rock-southern band, i nostri riescono comunque a stupirci. Questo nuovo full lenght album è un concentrato di dodici bastarde hard-blues song, cariche di adrenalina e sudore. Magari manca un pezzo ‘hit' nell'intero contesto, ma lasciamo stare. Questo lavoro riesce comunque nell'intento di farci divertire e sballare a qualsiasi party o in lieta compagnia. Tutte le song sono interessanti ma il top lo raggiungiamno nell'accoppiata centrale formata da ‘Long Time Comin' e la seguente ‘Beaten, Broken, Etc'. Due autentiche killer song dove il riff saturo della chitarra di Steve ben si miscela con una sezione ritmica pulsante e nell'insieme l'impatto sonoro è pregno di ‘groove' e potenza. Un album senza mezze misure, per rockers dal ‘palato forte'. Da avere per prepararci alla torrida estate che arriverà....

Roby Comanducci


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DAMAGE CONTROL
'Dead Man Walking'
(Live Wire / Frontiers)

Tracklist:1-Dead man walking, 2-Savage songs, 3-Alice, 4-Selfish, 5 C'Mon Down, 6-Damage Control, 7-Victim, 8-Raw, 9-One step closer, 10-Redundant, 11-Seven golden daffodils, 12-Bitchin Blues

Line up: Robin George (chitarra e voce), Pete Way (basso), Spike(voce), Chris Slade(batteria)

Sito web:www.damage-control.uk

Signore e Signori, siamo di fronte ad un supergruppo messo in piedi da assolute leggende quali Robin George (Phyl Lynott e Robert Plant) e Pete Way (Ufo) che hanno poi reclutato pure Spike (Quireboys) e Chris Slade(Ac-Dc). Tutte le canzoni sono state scritte e composte da Robin George con l'aiuto di Spike e Pete Way in alcune tracce. Il disco è stato prodotto e registrato dallo stesso Robin George.Il sound è molto ruvido per tutta la durata del cd senza inutili sovrapproduzioni e la band appare davvero solida, probabilmente dovuto al fatto che il duo George - Way ha lavorato assiduamente insieme. Non si rimane delusi quando si infila nel lettore cd o nel pc questo lavoro...visti i nomi coinvolti. Le canzoni che mi hanno colpito subito al primo ascolto sono "Dead Man Walking", track interessante con una bella intro chitarristica di George che poi viene integrata dalla voce al vetriolo che migliora anno in anno come il migliore vino di annata, di Spike; poi "Damage Control", un mid tempo che posso ritenere molto adatto al passaggio radiofonico, la splendida ballata "Victim" che però non mi ricorda le classiche ballads a là Quireboys quali "Love don't live here anymore" ...tanto per intenderci. Nulla viene lasciato al caso da questi musicisti che suonano ancora dopo tanti anni con viscerale passione musica rock, dando lezioni di stile e di determinazione a tanti musicisti che pensano che la musica sia soltanto un modo per riempire tempo, per avere maggiori possibilità con le ragazze e per avere alcool gratis nei locali. Altra canzone dove viene fuori la classe di questi rockers è "Raw", dominata dalla chitarra distorta di Robin George. In sostanza un gran bel disco che ha ricevuto recensioni entusiastiche anche da numerose webzines e da "Kerrang", un disco dove blues, rock e ballate convivono in una ricetta di eccelsa qualità.

MauTheAlien


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THE QUIREBOYS
'One more for the road'
(Live Wire / Frontiers)

 

Track list:1-Sweet as the rain, 2-Good to see ya, 3-Misled, 4-Finer stuff, 5-Tramps&Thieves, 6-Roses and rings, 7-Take me home, 8-Long time coming, 9-This is rock n'roll, 10-Hey You, 11-Searchin', 12-Lorraine Lorraine, 13-There she goes again, 14-Sweet Mary Anne, 15- 7 O'Clock, 16-Mayfair, 17-I don't love here anymore, 18-Sex Party.

Extras: Tears in heaven (video); On tour; Live at London guitar show

Line up: Spike(voce), Guy Griffin(chitarra), Paul Guerin (chitarra), Keith Weir (tastiere), Nigel Mogg (basso)- Pip (batteria)

Website: www.quireboys.com www.myspace.com/thequireboys

Il dvd è stato filmato a Londra nel dicembre 2006 e vede la band suonare con la grinta e la passione che li contraddistingue da sempre. In questo show c'è anche la presenza del loro bassista originale, Mr. Nigel Mogg che ora si è stabilito a Los Angeles ed è diventato un fotografo molto affermato nel rock con scatti per i Dandy Warhols e Scott Weiland dei Velvet Revolver. La bellezza di questo dvd filmato da www.myperfectmovie.com è che nessun membro della band viene tralasciato nelle riprese, con continue variazioni di ripresa nell'esecuzione delle canzoni. Il posto è un club di medie dimensioni che secondo me è la migliore dimensione dove potersi gustare questa meravigliosa band ormai attiva da un ventennio.Tutti i loro maggiori classici che abbiam sentito durante un infuocato set alla "Slam Night" all'Indian's Saloon di Bresso, sono qui presenti. Altra cosa che ti colpisce visivamente oltre al loro modo di consumati attori di tenere il palco, è la loro splendida eleganza dandy nel vestire. La voce al vetriolo di Spike, gli assoli taglienti di Guy e Paul che vengono equamente divisi, il basso vitale di Nigel, la batteria precisa di Pip e l'Hammond di Keith che disegna melodie avvolgenti, questa è la forza della band e questo è il rock n'roll senza contaminazioni dei Quireboys. Rock ancorato alla gloriosa tradizione di Faces, Free e Rolling Stones su tutti. Inoltre come bonus abbiamo gustosi extra come il video di "Tears in heaven", cover di Eric Clapton, dedicata alla tragica scomparsa del figlio Conor che fu usata anche da molti musicisti capeggiati da Ozzy e i Velvet Revolver come singolo di beneficienza per le vittime dello Tsunami anni fa. Il video dei Quireboys è filmato quasi tutto in bianco nero con la band che passeggia per la città e con brevi intermezzi live. Inoltre abbiamo un video filmato metà in un club e metà a un Monsters of rock all'aperto del 2006. Come chicca finale abbiamo una loro canzone ripresa al London guitar show del 2006 che sembrerebbe essere fatta durante un soundcheck. Non lasciatevi sfuggire questo dvd che potrete trovare oltre che nei negozi specializzati anche sul loro sito www.quireboys.com


MauTheAlien

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GOTTHARD
‘Domino Effect'
(Nuclear Blast / Audioglobe)

tracklist: ‘Master of Illusion', ‘Gone To Far', ‘Dominp Effect', ‘Falling', ‘The Call', ‘The Oscar Goes To You', ‘The Cruiser (Judgement Day), ‘Heal Me', ‘Letter To a Friend', ‘Tomorrow's Just Begun', ‘Come Alive', ‘Bad To the Bone', ‘Now', ‘Where is Love When It's Gone'

line up: Steve Lee – vocals, Leo Leoni – guitars, Marc Lynn – bass, Hena Habegger- drums, Freddy Scherer- guitars

Un piccolo gioiellino di incontaminato hard rock probabilmente ai vertici della produzione della band svizzera. Questo è il riassunto in una breve frase di questo nuovissimo ‘Domino Effect', successore dell'ottimo ‘Lipservice' che ha segnato una svolta poichè primo album dopo il cambio di label. Adesso con Nuclear Blast –a detta dello stesso leader e singer Steve Lee, e lo leggerete a breve nella mia intervista sul ns sito – lavorano decisamente meglio e l'etichetta si preoccupa anche di sostenere la band come mai è stato fatto finora. Questo ‘Domino Effect' ha un titolo esplicativo poichè, come ci è stato riportato in sede d'intervista, questa new release dovrebbe essere ‘un traino ad effetto domino' che possa fare conoscere ed ottenere consensi anche da quella rimanente fetta di pubblico che, magari, non ha avuto ancora modo di ammaliarsi al suono di questa grande band. Beh...io credo che ci siano tutte le carte in regola per ammaliare e regalare incredibili momenti di adrenalina accompagnati ad altri carichi di pathos e intense armonie. ‘Domino Effect' è un album molto diretto, sicuramente non iper-arrangiato ed edulcorato come ‘Human Zoo' tanto per capirci (anche se comunque quello è stato un ottimo disco); il disco è più simile a ‘Lipservice' anche se qui il guitar sound è ancora più corposo e le rock song sono dirette, potenti e cariche di adrenalina. Magari non c'è un grosso hit com'è stata ‘Lift ‘u Up' ma ci sono tante song che si stampano nel cervello e non si dimenticano più... E' stato fatto un gran lavoro dal duo Lee/Leoni, quest'ultimo poi in grande spolvero sia in veste strumentale con un eccellente guitar work, sia in veste compositiva, in quanto autore delle due ‘melodic song' più belle del cd ovvero'Falling' e la stupenda ‘Letter For a Friend' magistralmente interpretata da un grande Steve Lee. Una piccola perla da ascoltare mille volte. L'album, però, non è solo melodic –oriented tutt'altro. Come detto all'inizio ‘Domino..' è un album sanguigno ed il trittico di hard sound con ‘Master Of Illusion', ‘Gone to Far' e la title track sta a dimostrare il tutto. Avete presente ‘Higher' o ‘Mountain Mama' del bellissimo ‘Dial Hard' (1994)? Ecco...l'hard rock sound di questo album riprende un ‘tiro' simile a quelle song. Bello l'incedere heavy rock dell'accoppiata ‘The Oscar Goes...' e ‘The Cruiser...' e carica di adrenalina l'anthem rock song ‘Heal Me'. Ammaliante e carica di feeling ‘Tomorrow's Just Begun', dove si alternano momenti lenti a passaggi più ‘hard' mentre una vera e potenziale hit single potrebbe essere la successiva ‘Come Alive'; hard rock pomposo e grintoso allo stesso tempo molto radio-oriented se vogliamo ma assolutamente non banale e, anzi, basato su linee musicali ‘heavy rock'. Eccoci dunque ad un'altra doppia dose di hard sound con la sanguigna e diretta ‘Bad to The Bone' e la seguente ‘Now' anche lei dirompente ma stemperata da chorus line più eufoniche. Questa nuova fatica in studio di Lee & Co. si chiude con un'altra bella melodic song ‘Where Is Love...' giusto per fare capire la caratura elevata di tutto questo ‘Domino Effect'. Onestamente credo che i Gotthard non avrebbero potuto fare di meglio e questa decisione di pubblicare un album di sano hard rock senza troppe (anzi nessuna) situazioni meelense o ‘soft' premierà di sicuro il gruppo che merita assolutamente di essere nel gotha dei più grandi act musicali di hard rock di questi ultimi dieci anni. Indiscutibilmente un album che entrerà nella mia top ten di fine anno. Fatelo vostro!!!

 

Roby Comanducci


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ANNIHILATOR
‘Metal'
(SPV / Audioglobe)

line up: Jeff Waters (guitar, bass e lead vocals in **), Mike Mangini (drums), Dave Padden ( vocalist )

touring line up: Jeff Waters (vocals & lead guitar), Dave Padden (vocals % rhytm guitar), Brian Daemon (bass), Alex Landenburg (drums)

tracklist: 1. Clown Parade – feat. Jeff Loomis (Nevermore) 2. Couple Suicide – feat. Danko Jones (Danko Jones) & Angela Gossow (Arch Enemy) on vocals 3. Army Of One – feat. Steve ´Lips` Kudlow (Anvil) 4. Downright Dominate – feat. Alexi Laiho (Children Of Bodom) 5. Smothered – feat. Anders Bjørler (The Haunted) 6. ** Operation Annihilation – feat. Michael Amott (Arch Enemy) 7. Haunted – feat. Jesper Strømblad (In Flames) 8. Kicked – feat. Corey Beaulieu (Trivium) 9 . Detonation – feat. Jacob Lynam (Lynam) 10. Chasing The High – feat. William Adler (Lamb Of God)

Era il lontano 1989 quando sugli scaffali dei negozi di dischi comparve un ‘autentica chicca', un disco che avrebbe fatto parlare di se per anni, una band che dettava alcune nuove regole per quanto concerne il sound potente e viscerale dello speed metal. Questo disco era ‘Alice in Hell' e portava dentro i suoi solchi arrangiamenti, musicalità e aspetti innovativi. Sinceramente parlando non è che gli Annihilator siano una band speed; in alcuni frangenti si, in altri sono tendenti ad un thrash metal molto tecnico, in altri ancora un classico (ma potentissimo) heavy metal. Il sound del leader Jeff Waters è da sempre un vero marchio di fabbrica poichè il chitarrista (ma anche polistrumentista attenzione) ha da sempre caratterizzato i suoi lavori con una massiccia dose di originalità. Questo nuovissimo album dal titolo quantomai esplicito mi arriva sulla scrivania come un fulmine a ciel sereno. Guardo curioso la line up e le song e subito mi chiedo quanta gente abbia partecipato a questo full lenght studio album... un'enormità. Avevo quindi il dubbio che cotanto dispiego di ‘forze' disperdesse il sound di Jeff magari inquinando un poco la linea diretta e potente dell' Annihilator sound style. Nulla di tutto questo, invece, si è verificato anzi, ‘Metal' trattasi di un album potentissimo sempre in bilico tra speed e tecno-thrash e capace di caricare con deflagranti dosi di adrenalina qualsiasi ascoltatore. Dieci killer song senza pietà ma attenzione, sempre dedite ad un grande arrangiamento e mai ‘banali thrash metal song senza capo ne coda'. Qui siamo al cospetto di un album superlativo che Waters ha scritto e suonato nel migliore dei modi e che anche grazie a tutte quueste numerose collaborazioni risulta vario, mai monotono, potente ma al tempo stesso iniettato da eccellenti armonie. Non c'è una sola canzone sottotono e tutte si elevano ad un livello alto di tecnica/composizione. Due momenti diametralmente opposti ma che delineano questo ‘Metal' sono la seconda traccia ‘Couple Suicide' e l'ultima ‘Chasing The High'. La prima basata su sonorità sempre heavy oriented strizza l'occhio al modernismo ed arranca nel suo incedere pomposo e power che ben si presta ad essere un potenziale hit single. La seconda song che tra l'altro trattasi della tracia finale è praticamente ‘figlia' di una certa e famosissima ‘Reign in Blood' dei maestri Slayer. Poi come non menzionare il piccolo ‘capolavoro' di ‘Haunted', quasi otto minuti di song che esplora tre momenti musicali ben delineati dal metal allo speed al tecno thrash, bellissima! Praticamente solo queste tre song varrebbero l'acquisto di ‘Metal', ma posso garantirvi che anche le rimanenti songs sanno farsi valere. ‘Detonation' è come dice il titolo poderosa nelle chorus line ed ha un grip pazzesco mentre ‘Army of One' nel testo sembra un inno ai mostri sacri del metal primi eighties (vengono citati Iron, Metallica, Megadeth, Motorhead, Black Sabbath ecc..) Un album dove la chitarra regna padrona macinando riff assassini, solos originali e taglienti e una ritmica devastante. Di più non potevamo chiedere e Jeff Waters ci domostra ancora (anche se non ne aveva certamente bisogno) di essere un grandissimo artista e la sua creatura, gli Annihilator, una band sempre al vertice ed ancora capace di dettare regole di stile e ottima musica!

Roby Comanducci


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KOTIPELTO
"Serenity"
(ATM Records/ Audioglobe)

Tracklist: 1. Once upon a time, 2. Sleep well, 3. Serenity, 4. City of mysteries, 5. King anti-midas, 6. Angels will cry, 7. After the rain, 8. Mr. Know-it-all, 9. Dreams and reality, 10. Last defender .

Line-up: Timo Kotipelto (vocals), Tuomas Wäinölä (guitars), Lauri Porra (bass), Janne Wirman (keyboards), Mirka Rantanen (drums).

Terzo album solista per Timo Kotipelto conosciuto come vocals degli Stratovarius, torna con un nuovo lavoro solista dal titolo Serenity . Musicalmente siamo di fronte ad un heavy metal molto potente ma allo stesso momento melodico. Ottimo il lavoro eseguito in questo nuovo album solista di Timo Kotipelto, grazie anche alla presenza di validi musicisti. Once upon a time apre il disco e non lascia dubbi sulla direzione artistica mostrando anche la buona registrazione degli strumenti, e la velocità che domina questa tracks. Le premesse per fare bene ci sono tutte, la potenza sonora è forte tanto quanto la melodia, e si apprezza anche in Sleep well , City of mysteries, e Angels will cry . Ci pensa After the rain a farci sognare, una vera ballad che conquisterà il cuore di molti, per l'ottima interpretazione vocale di Timo. Nota di merito per la conclusiva Last defender, possiede una forza evocativa piacevole e sorprendente. Una song di gran classe, calda e intensa che riempie la testa e il cuore con una cascata di note. Disco consigliato a tutti i fans e non solo!

 

AngelDevil

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SAGA
'
Worlds Apart Revisited'
(SPV/Audioglobe)

Tracklist: Disc 1: 1. The Pitchman, 2. Give ` Em The Money , 3. You're Not Alone, 4. See Them Smile, 5. The Runaway, 6. Ice Nice, 7. On The Loose, 8. Wind Him Up, 9. Amnesia, 10. Framed .

Disc 2: 1. Time's Up, 2. The Interview, 3. No Regrets, 4. Conversations, 5. No Stranger, 6. Scratching The Surface, 7. Keep It Reel, 8. We've Been Here Before, 9. Humble Stance, 10. Don't Be Late, 11. How Long, 12. Careful Where You Step .

Line up: Michael Sadler (vocals), Jim Crichton (bass, keyboards), Ian Crichton (guitars), Jim Gilmour ( Keyboards, armonica), Brian Doerner (drums). 

Dopo l'ultimo studio album Trust del '06, e il best of Remember When , tornano i Saga con un interessante realese, Worlds Apart Revisited contenente ventidue brani registrati durante il concerto in Svizzera nel 2005, e disponibile in tre versioni: CD, DVD, e in edizione limitata doppio DVD e doppio CD contenente molte cose interessanti . Il gruppo ha esordito discograficamente nel 1978 e con Trust contano oltre il venti album. Mesi fa mi chiedevo cosa ci avrebbero regalato nel 2007 i Saga, ed ora ecco realizzata questa nuova chicca. La track-list è di assoluta eccellenza, pescando a piene mani tra gli innumerevoli “classici” che il gruppo è stato capace di regalarci negli anni. I fasti di un'altra epoca sembrano rivivere in questo disco dove regna un AOR melodico ed il progressive, uno stile ormai ben consolidato che ritroviamo in tutte queste splendide hit. La voce di Sadler, le t astiere potenti, con inserti chitarristici bellissimi e preziosi, sono oramai il marchio di fabbrica del gruppo . Con questa pubblicazione i nostri dimostrano delle solide capacità tecniche e compositive, come ormai ci hanno abituati in questi trent'anni di carriera.

AngelDevil

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ACCOMPLICE
" She's on Fire "
(Sonicvibe Records)

Tracklist: 1. Take Love, 2. Party's Over, 3. Cry Again, 4. Everywhere, 5. She's on Fire, 6. Shadows of My Mind, 7. Again & Again, 8. City Walls, 9. Autobahn, 10. Last Hurrah .

Line up: Johnny Gioeli (vocals), Sean Michael Glegg (guitar), Scott J. Snyder (bass), Michael T. Ross (keyboards), Richard Arbuckle (drums).

She's on Fire è un album del 2006, ma che arriva alla sottoscritta solo ora, e per fortuna mi è arrivato! Un lavoro davvero interessante questo degli americani Accomplice, band composta dal cantante Johnny Gioeli (Hardline, Axel Rudi Pell), il tastierista Michael T. Ross (Hardline), il chitarrista Sean Michael Glegg, il bassista Scott J. Snyder e il batterista Richard Arbuckle. I cinque formano un cast di musicisti straordinari, realizzando un disco di puro hard rock con delle piacevoli sfumature progressive. L'esperienza e la classe si sentono in questo secondo e nuovo album, che contiene dieci tracce molto ben confezionate, con una cura particolare di suoni e composizioni; un mid tempo che fa saltare qualsiasi vero appassionato di hard rock. Johnny Gioeli come sempre regala grandi emozioni; un vocals pulito e profondo che ho apprezzato anche nell'album Mystica di Axel Rudi Pell. Sin dalle prime note di Take Love la classe dei nostri non passa inosservata. Ci sono molti brani che ci trascinano emotivamente, eh è impossibili restare indifferenti alle note di Cry Again ed Everywhere, due canzoni che lasciano il segno e colpiscono dritte al cuore. Michael T. Ross crea delle melodie magiche con la sua tastiera, che si fondono alla perfezione con gli altri strumenti. Nella conclusiva e strumentale Last Hurrah si evidenzia ulteriormente la preparazione del titolare delle sei corde, Sean Michael Glegg, che regala dei riff d'alta classe. Un album ben suonato e ben prodotto, un disco trascinante che farà felici tutti gli appassionati del genere. Una gemma che merita assolutamente di essere ascoltata e apprezzata per il suo indiscutibile valore. Album consigliato! Web site   http://www.myspace.com/accomplicerock

AngelDevil

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PINK CREAM 69
"In10sity"
(Frontiers Records)

Tracklist: 01. Children of the Dawn, 02. No Way Out, 03. Crossfire, 04. I'm Not Afraid, 05. A New Religion, 06. The Hour of Freedom, 07. Stop This Madness, 08. Desert Land 09. Out of this World, 10. It's Just a State of Mind , 11. Wanna Hear You Rock, 12. My Darkest Hour (european bonus track),13. Last Train to Nowhere .

Line up: David Readman (Vocals), Alfred Koffler (Guitars), Uwe Reitenauer (Guitars), Dennis Ward (Bass), Kosta Zafiriou (Drums).

Personalmente, lasciatemelo dire, è un piacere avere fra le mani un nuovo disco dei teutonici Pink Cream 69. Sono passati tre anni dalla pubblicazione dell'ultimo Thunderdome , ed erano in molti ad attendere il nuovo album, e finalmente ecco arrivare In10sity, titolo e copertina più che appropriati visto il riferimento celebrativo al raggiunto traguardo dei dieci album. Già solo il quartetto iniziale è sufficiente per mettere subito al tappeto l'ascoltatore più esigente, grazie anche all'iniziale Children of the Dawn con il suo impatto frontale che stende. Tredici brani che riassumono un po' la filosofia del gruppo, in altre parole un hard-rock energico che si basa su un ottimo riffing di chitarra e sulla prestazione di David Readman dal timbro vocale in grande spolvero, capace di enfatizzare tutti i vari momenti che questo disco attraversa, adattandosi a loro in modo sempre convincente. Una produzione eccelsa, una vena compositiva al massimo, fa di questo disco un must. Tutti i pezzi di questo In10sity sembrano far centro con una precisione impressionante, non facendo registrare alcun calo d'interesse, merito anche della prestazione dei nostri. Non mancano i momenti dove il ritmo rallenta e la melodia è più soft come in Desert Land e la bellissima Last Train to Nowhere . Non c'è che dire un ottimo album che consiglio vivamente a tutti.

AngelDevil

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KRISTY MAJORS
'Sex Drugs ‘N' Rock N Roll'
(Diy Records)  

 

Tracklist: 01. Terrible News, 02. Wasted In America , 03. I'm Alright, 04. Sex Drugs And Rock ‘N Roll, 05. Kids On Dope, 06. Live Without You, 07. Zero Superstar, 08. Only The Good Die Young, 09 Down To One, 10. Greed, 11. A-OK.

Ritorna Kristy Majors ex chitarrista degli americani Pretty Boy Floyd , con un nuovo album Sex Drugs And Rock ‘N Roll . Pezzi compatti, energici, piacevolissimi fin dall`energico riffeggiare dell`opener e futuro singolo Wasted In America, alla scattante frenesia rock `n` roll di I'm Alright, passando per l'esplosiva e accattivante hit Sex Drugs And Rock ‘N Roll, canzone che ti prende immediatamente con il suo riff dannatamente rock, ti scuote fino a farti intonare a squarciagola il suo ritornello, inno per ogni rockers. Sex Drugs And Rock ‘N Roll è un disco goduriosamente semplice da ascoltare con melodie dall'immediato appeal, che ti conquista con i suoi pezzi rock'n'roll che si fondono a quelli più melodici dove si sente vibrare tutta l'esperienza maturata di Kristy; fa coesistere l'anima più hard rock con quella street rock unendo il rock anni ‘80 a suoni ed atmosfere più moderne. Brano dopo brano ti ritrovi a pigiare più volte il tasto play dello stereo per riascoltare più volte questo disco, impossibile isolarne uno rispetto all'altro, anche se il tris in apertura d'album è sicuramente di quelli che invogliano a proseguire nell'ascolto. La sorpresa più grande e gradita di tutte è senza dubbio quella racchiusa in una manciata di brani a dir poco trascinanti, testimonianze concrete di quanto Kristy Majors abbia conservato la capacità di condensare in riff anacronistici e refrain festaioli tutta l'eredità street. Ha trovato la giusta dimensione, l'equilibrio capace di rendere attuale e accattivante un songwriting sempre e in ogni modo saldamente legato ad un modo di concepire l'hard rock tipico della fine degli anni '80. Sex Drugs And Rock ‘N Roll un album che non può mancare nella propria collezione. Consigliato! Web-site http://www.myspace.com/kristymajors

AngelDevil

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MILAN POLAK
"Straight"
(Lion Music/ Frontiers) 

Tracklist: 01 Difference, 02 Psychobitch, 03 Crosses, 04 Hero, 05 Favorite Vice, 06 Some Kind Of Jesus, 07 All I Want, 08 Superstar Mania, 09 Straight, 10 Happy Now?, 11 I Don't Care, 12 Free After All, 13 The Glowing Of A Cigarette .

Line up: Milan Polak (vocals, acoustic & electric guitars, additional basses, percussion, blues harp), Randy Coven (bass), Fabio Trentini (bass), John Macaluso (drums).

Finalmente ho tra le mie mani, o meglio nel mio stereo, il nuovo CD di un grande musicista, Milan Polak che per la prima volta dopo i precedenti album interamente strumentali, esordisce come cantante, e gli riesce molto bene. Il suo primo disco risale al 1995 con Guitar 2001 , un lavoro solistico che suscita un notevole interesse nell'ambiente, al punto che Mike Varney lo inserì nella compilation Guitar On The Edge . Milan Polak fu uno dei pochi chitarristi europei ad avere l'onore di far parte di questa serie di compilation che avevano lo scopo di presentare i migliori chitarristi del momento. Straight, questo il titolo del nuovo album dopo i precedenti Dreamscapes e Guitar Odyssey , rappresenta ciò che di meglio si può ascoltare da un bravo musicista. Per realizzare questo nuovo capolavoro il nostro si circonda di ottimi musicisti Randy Coven (basso, ex Malmsteen, Ark, MCM), John Macaluso (batteria, ex Malmsteen, Ark, TNT) e Fabio Trentini (basso). Dopo l'iniziale Difference , apre le danze l'arrembante Psychobitch ed è già spettacolo. Il “succo” della questione è tutto in questo brano: un incedere potente ed incalzante che spinge il volume dello stereo al massimo, per sfociare poi in un ritornello da squarciagola, in un esempio di grandissimo rock! Con la successiva Crosses , Milan Polak mette in chiaro la propria classe, un brano dal testo riflessivo e dall'intrigante melodia, ma è con Hero che ci si ritrova sommersi dai ricordi, dolci note che ti accarezzano la pelle, mentre la tua mente viaggia, e la voce quasi roca e sensuale ti accompagna in un viaggio sonoro. Canzoni come Hero e All I Want sono un'overdose di cuore e pathos che deliziano il palato con classe magistrale, sfidando le altre. Questo è un album che ci consente di apprezzare le notevolissime abilità strumentali dei musicisti: dirompente carica adrenalinica, ma anche autentici virtuosi del pentagramma. L' impegno che Milan Polak ha riposto in queste tredici canzoni, trasuda da ogni singola nota, se ne assapora la passione, i suoi sogni, le sue esperienze, e la capacità nello scrivere canzoni compiute e dirette dalla curiosità di uno spirito alla ricerca del suono perfetto. Difficile stabilire la canzone più bella, sono tutte ottime hit, le mie preferite sicuramente sono quelle elencate, come la stupenda blues song The Glowing Of A Cigarette sussurrata com'è giusto che sia, è un vero invito alle pubbliche effusioni, una canzone dalla sensualità incredibile, intrigante e magica come le sonorità del blues. Straight è un album VERO! Un lavoro del genere non può mancare a chi ama la musica, un disco che non può mancare nella propria collezione, e che di sicuro farà parte del top ten del 2007. CONSIGLIATISSIMO! Web Links: www.milanpolak.com www.myspace.com/milanpolak

AngelDevil

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