recensioni 2007
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SAXON
‘The Inner Sanctum'
(SPV / Audioglobe)
tracklist: ‘State Of Grace', ‘Need for Speed', ‘Let me Feel your Power', ‘Red Star Falling', ‘I've got to rock(to stay Alive)', ‘If I Was', ‘Going Nowhere Fast' ‘Ashes to Ashes' ‘Empire Rising, ‘Atila the Hun'
line up: Biff Byford- vocals, Nibbs Cartes- bass, Nigel Glockler-drums, Doug Scarrat-guitars, Paul Quinn-guitars
Omonimo self-titled album targato 1979; ecco l'esordio della compagnia di Mr. Byford & co. Tra i maestri della New Wave of British Heavy Metal, autori di capolavori intramontabili (‘Wheels Of Steel', ‘Power and The Glory', ‘Crusader'...) ed ora dopo quasi ventotto anni eccoli sempre ready to rock!!!! Biff sembra non conoscere la parola ‘tempo', ed il passare di questo non l'ha nemmeno scalfitto facendolo rimanere il grande front man di sempre preservadogli ancora una bella voce. Questo ‘The Inner Sanctum' è un album che mi ha letteralmente stregato sin dalle prime note. Un classico driver-class heavy rock à la Saxon. Un disco che trasuda energia e adrenalina nel suo insieme e ti ammalia soprattutto nelle parti più ‘speedy'. Un esempio su tutte la veloce e grintosa ‘Need for Speed' (titolo quantomai azzeccato!!!), una song che incalza e accellera sin dalle prime battute e rende al massimo pompata a palla nel vostro stereo di casa. Eccelsa! Anche la successiva ‘Let Me Feel....' prosegue sui binari dell'alta velocità creando quindi una sequenza-accoppiata di due autentiche ‘killer songs'. Segue col suo lento incedere l'ammaliante ‘Red Star Falling'e quindi è il turno di ‘I've Got To Rock' in puro Saxon style, potente e aggressiva che ci prepara a ‘If I Was You' (se non erro il primo singolo...) intrigante e tagliente ed anche impreziosita da un azzeccatissimo ritornello & chorus line. Comunque tutte le song sono di elevata caratura tecnico compositiva e soprattutto originalità. Bella anche l'anthemica ed incalzante ‘Ashes to Ashes'....Inutile proseguire; correte a fare vostro questo piccolo gioiellino di sano, robusto, incontaminato heavy metal.
Roby Comanducci ______________________________

HELLOWEEN
" Keeper of the Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006 Live In Sao Paulo "
(SPV/Audioglobe)
Tracklist: CD 1 : 1. Intro, 2. The King For A 1000 Years, 3. Eagle Fly Free, 4. Hell Was Made In Heaven, 5. Keeper Of The Seven Keys, 6. A Tale That Wasn`t Right, 7. Mr. Torture, 8. If I Could Fly, 9. Power. CD 2 : 1. Future World, 2. The Invisible Man, 3. Mrs. God, 4. I Want Out, 5. Dr. Stein, 6. Occasion Avenue, 7. Halloween .
Line-up: Andi Deris (vocals), Michael Weikath (guitars), Sascha Gerstner (guitars), Markus Grosskopf (bass), Dani Löble (drums).
Tornano sul mercato gli Helloween, band teutonica, in passato assolutamente fondamentale per lo sviluppo del power metal in Europa. Dopo l'ultimo studio album, dal discusso titolo Keeper of the Seven Keys - The Legacy ci regalano un doppio live album (e doppio dvd). Le sedici canzoni presenti in questo doppio CD documentano l'ultimo tour mondiale Keeper of the Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006 Live in Sao Paulo . La qualità audio del lavoro è perfetta, pulita e potente, dalla struttura di notevole spessore , e l'interpretazione vocale di Andi Deris è ammirevole. L a scelta delle tracce pesca a piene mani dal repertorio tradizionale, alternando vecchi e nuovi successi. L'apertura è affidata dopo il breve intro alla lunghissima (ben 13.17 minuti) The King For A 1000 Years, ma non è la sola ad avere tempi cosi lunghi seguono Halloween , Future World, e Occasion Avenue . La prova dei nostri davanti al pubblico brasiliano ha offerto uno spettacolo della propria discografia, e sicuramente una memorabile performance live. Keeper of the Seven Keys - The Legacy World Tour 2005/2006 Live in Sao Paulo è un'ottima testimonianza dal vivo che i fan degli Helloween non dovranno assolutamente lasciarsi scappare.
AngelDevil
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69 DEALERS
‘Rock On Sale'
(Autoprodotto)
line up: J.Snake-vocals & backing vocals, Andy–lead, rhytm & acoustic guitar, Frank Gianna–bass guitar, Ricky Azsa-piano, keyboards & backing vocals, Luc Azsa–drums
track list: 1- intro, 2- Empty Man, 3- Shut Up, 4 – Lie, 6- Street Guys,
6 – Mirror of Soul, 7-outro
Siamo in un periodo anomalo per la musica hard'n'roll, diciamocelo. Tutti vogliono fare, comporre, suonare e poi non si trova il posto, le location, non si da loro visibilità, ma soprattutto cosa assai grave, nella moltitudine di uscite discografiche, la percentuale di coloro che andrebbero realmente supportati è assai esigua. Mi spiace dire questo ma dopo (quasi) vent'anni che sono nell'ambiente permettetemi, ne ho viste e sentite tante e, soprattutto, ho la casa stracolma di demo, dischi semi-ufficiali, autoprodotti ed anche prodotti e distribuiti ma che non valgono nemmeno la pena di essere ascoltati. Adesso poi, che c'è questa fantomatica moda di rifare a tutti i costi il glam, quando poi di ‘glam rock' c'è poco e si straripa nello pseudo punk a volte anche cyber punk e/o elettronico con vocals sputate....non cantate, è difficile produrre un album basato sul sano hard rock.. Ebbene sì, il sound dei nostri amici milanesi, al secolo 69 Dealers, è un grintoso hard rock venato da tinte street; un sound class rock che però ha dalla sua una buona dose di originalità. In certi passaggi come la melodica (...e molto bella oserei dire) ‘Mirror Of Soul' mi ricordano i grandiosi Swedish Erotica. Le altre tracce più ‘hard' riescono a fondere melodia ad una elevata carica di adrenalina ed un groove veramente azzeccato! ‘Empty Man' e ‘Street Guys' sono vere “party songs” semplici e dirette fatte apposta per essere sparate ‘a palla' dallo stereo della vostra auto (...uhm..meglio a casa, visto le multe che stanno dando di questi tempi hahaha). Originale ed ammaliante sono le caratteristiche principali di ‘Shut Up' impreziosita anche da chorus line ad effetto che si conficcano nel cervello e le canti tutta la giornata. Di pregevole fattura anche il classico hard rock di ‘Lie'. Praticamente un ‘mini-cd' questo ‘Rock On Sale' suonato da cinque musicisti in gamba, ognuno padrone del proprio strumento che riescono ad amalgamarsi nel creare un gradevole sound d'insieme. Tanto per precisare: i suddetti ragazzi li conosco di persona, ma questo non ha influenzato di certo la mia review. Da sempre sono imparziale, e su Cathouse si recensiscono solo buoni o ottimi album. E poi, anche i bravi Planet Hard che seguii sin dagli inizi e dissi che avrebbero fatto strada beh, adesso aprono al Gods of Metal.... Ascoltate questo disco, mi raccomando! Per contatti: www.myspace.com/69dealers
Roby Comanducci ___________________________

SHIVA
‘Goddess'
(Metal Heaven /Frontiers)
tracklist: Heritage Of Shiva(Intro), Walking On Thorns, Mind Of A Killer, This Ain't Love, Gone With The Dough, Barefoot And Naked Down On Luck, Heat Of The Night, Ali Baba, Same Old City, Hold On, Red, Heritage Of Shiva(Outro)
line up: Martin Schmidt- drums , Mat Sinner – vocals & bass, Armin Sabol, vocals & guitars
I signori qui presenti non sono certo alle ‘prime armi' bensì hanno una ultra ventennale carriera musicale sulle spalle. Infatti ben oltre venti anni fa (fine anni settanta) nacquero come Shiva, appunto, con Mat Sinner e Armin Sabol (che poi lavoreranno con Primal Fear e Sinner il primo e produttore dei Rage il secondo) ‘infuocando' i palchi di mezzo mondo con live act eccelsi che gli valsero anche un contratto da support act al tour degli Whitesnake. Poi stop e tre anni fa rieccoli insieme con l'aggiunta del batterista ( ex Atrocity e Leaves Eyes) Martin Scmidt per lavorare a quello che troviamo adesso, ovvero il debut album degli Shiva. Un cd ridondante energia allo stato puro, un power hard rock che si divide in momenti bluesy ed altri più speedy. Un concentrato di adrenalina dove la chitarra la fa da padrone macinando riff che sono autentiche sciabolate di elettricità pura. Sezione ritmica pulsante e vocals all'altezza della situazione. Tredici song di cui, però, un intro ed una outro finale. L'ottimo l'hard rock di ‘Heat Of The Night', ma anche l'intro blues ‘Gone With The Dough' che ci prepara al torrido hard blues di ‘Barefoot and Naked', un pò à la Gary Moore del periodo ‘Still Got The Blues', bastano per farci capire il ‘tiro' di questo lavoro... Da segnalare anche la veloce (quasi speed su certi passaggi) ‘Red' dal riff iniziale veramente cool e tagliente. In definitiva un bell'album consigliato a tutti gli amanti dell'hard rock più sanguigno e viscerale. Interessante!
Roby Comanducci
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DANTE FOX
"Under The Seven Skies"
(Frontiers Records)
Tracklist: 1. The Last Goodbye, 2. Firing Guns, 3. Hold Out Your Hand, 4. Breaking Me Down,
5. Goodbye To Yesterday, 6. Walking The Line, 7. Love Tried To Find You, 8. Save Me, 9. Lucky One's, 10. Under The Seven Skies .
Line up: Sue Willetts (vocals), Tim Manford (guitars, backing vocals), Mike Dagnall (bass, backing vocals), Roman Wieckowski (keyboards, backing vocals ), Mick Hales (drums).
Guests: Tony Mills (backing vocals).
Gradita sorpresa il come-back dei Dante Fox capitanati dalla bella e brava singer Sue Willetts ci regalano un nuovo album Under The Seven Skies . Sono passati nove anni dal loro ultimo lavoro The Fire Within del 1998, e ora la band inglese è tornata . L'album presenta dieci brani nel segno della tradizione; non ci sono novità o invenzioni, ma tanto AOR e hard rock melodico con una voce calda e suadente e un ottimo lavoro di chitarra. Stile e classe scorrono a fiume, un disco morbido e tranquillo, ma capace di grandi emozioni. L 'esperienza e la classe si sentono in questo Under The Seven Skies , tante canzoni molto ben confezionate, con una cura particolare di suoni e composizioni, la voce di Sue è il punto di forza, da notare anche la presenza di un ospite decisamente importante, il grande Tony Mills che regala il suo tocco vocale. I brani si lasciano ascoltare con piacere; interpretate con tutta la passione che un musicista ha per la propria creazione e in questo caso Under The Seven Skies contiene tante canzoni intrise di feeling e amore, basti ascoltare Goodbye To Yesterday, Love Tried To Find You . Un gusto compositivo raffinato, naturale e una voglia di incantare che traspare da ogni canzone. Non c'è che dire cinquanta minuti che scorrono via con piacere tra song lente a quelle più ritmate. Ottimo come-back dei Dante Fox!
AngelDevil
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CHRIS CAFFERY
"Pins And Needles"
(Frontiers Records)
Tracklist: 01. Pins & Needles, 02. Sixty-Six, 03. Torment, 04. Walls, 05.YGBFKM, 06. Sad, 07. Chained, 08.Worms, 09. Crossed, 10. The Time, 11. Metal East, 12. Qualdio, 13.The Temple , 14. Once Upon A Time .
Line up: Chris Caffery (vocals, guitars), Paul Morris (keyboards), Nick Douglas (bass), Yael (drums), Dave Eggar (cello and string arrangements), Lucia Micarelli (violin), Ferdy Doernberg (keyboards), Rachel (violin in Once Upon A Time), Alex Skolnick (ending guitars solo on It's Sad),
Marcus DeLoach (opera vocals in The Time), Nick Chinboukas (keyboards, drums), Paul La Placa (keyboards).
Ritorna Chris Caffery l'ex chitarrista dei Savatage con un nuovo album dopo i precedenti Faces e Warped . Affiancato da musicisti di tutto rispetto si avvale della presenza di Paul Morris (Rainbow, Doro) alle tastiere, Nick Douglas (Doro) al basso, Jeff Plate (Savatage, Metal Church) e Yael (My Ruin) alla batteria, oltre ai molti ospiti di lusso tra cui di Alex Skolnick (Testament) ed Eddie Ojeda (Twisted Sister) a suonare rispettivamente su Sad e YGBFKM . La proposta musicale è ispirata come sempre ad un classico heavy metal a stelle e strisce, leggermente influenzato in alcune sue parti dal blues e dal jazz con ritmiche molto speed, su coordinate thrash, progressive e sperimentali con parti sinfoniche, ora aggressivo e veloce, ora atmosferico e orchestrale. Sin dalla prima track le scariche elettriche ed energetiche prodotte dalle chitarre non mancano, la ricetta base di quest'album è l'aggressività unita a velocità e tecnica, con una miscela di energia accattivante e dura, come lo è del resto la voce di Chris Caffery. Sicuramente questo è un album che richiede la massima attenzione, e molti ascolti, proprio per il lavoro complesso e particolare che Chris ha dedicato nel creare queste quattordici tracce. Canzoni come Metal East e Qualdio ne sono la prova, con suoni orientali arricchiti dalla melodia del magico violino. Un lavoro davvero di pregevole fattura.
AngelDevil
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SWITCHBLADE
"Rock'n'Roll 4ever"
(Perris Records)
Tracklist: 1 . Cocksuckin Suzie, 2. Mr. Big Shot, 3. Rocker, 4. Show Me All Your Stuff, 5. Desert Train, 6. Rock & Roll 4ever, 7. Face Your God, 8. Man On The Run, 9. Bad Morning Bluez, 10. Dynamite, 11. Bag Full Of Nuthin .
Line up: Ken Anthony (vocals), Henning Nielsen (guitars), Martin Steene (guitars), Søren Christiansen (bass), Kim Hagemann (drums).
Rock'n'Roll 4ever è un album dannatamente Rock'N Roll! Groove ad alto voltaggio, selvaggio ed ipnotico, che ti prende, ti scuote e ti fa muovere e battere il piede al ritmo delle canzoni dei bravissimi Switchblade. La band formatasi nel 2002 arriva dalla Danimarca ed è composta dal frontman e cantante Ken Anthony, dai chitarristi Henning Nielsen e Martin Steene, il bassista Søren Christiansen e il batterista Kim Hagemann. Ad aprire questo splendido disco ci pensa l'opener Cocksuckin Suzie dal riff tosto e incandescente, pompa adrenalina nelle vene dell'ascoltatore. Cantato rude, che incarna lo stile di Lemmy dei Motorhead nel suo lato assolutamente migliore: sporco, diretto, ma allo stesso tempo preciso, potente e melodico! Il platter contiene tante hit, e sceglierne una su tutta è difficile, anche se la mia preferita è sicuramente Cocksuckin Suzie . Rock'n'Roll 4ever è una siringata di adrenalina pura, potente e serrata e impreziosita da un ottimo rock'n'roll grezzo che sa di sudore, whiskey e tabacco. Interessante è la bella Bad Morning Bluez un rock'n' roll/blues rallentato e calibrato sul battito del cuore, perfetta sotto ogni punto di vista, semplice nella sua struttura eppure efficace come solo i brani destinati alla Storia sanno essere. Come dicevano i grandi " Il rock'n roll non è inquinamento sonoro, il rock'n roll non morirà mai !!!". Cosa posso aggiungere …sicuramente è quello di farvi comprare questo cd a scatola chiusa. Complimenti a questa band che sa creare ottime rock song, e suonare con la giusta attitudine. CONSIGLIATISSIMO! Web site: switchbladedk.com http://www.myspace.com/switchbladedk AngelDevil
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MESSIAH'S KISS
"Dragonheart"
(SPV/Steamhammer/Audioglobe)
Tracklist: 1.The Ancient Cries, 2.Babylon, 3.Where The Falcons Cry, 4.Dragonheart,
5.Thunders Of The Night, 6.Steelrider, 7.City Of Angels, 8.Nocturnal, 9.Northern Nights, 10.Open Fire, 11.The Ivory Gates .
Line up: Eddy Ostra (drums), Georg Kraft (guitar), Mike Tirelli (vocals), Wayne Banks (bass).
Dragonheart è il nuovo e terzo album dei tedeschi Messiah's Kiss che tornano a colpire con un album che segna una decisissima sterzata nel songwriting . Un disco curato alla perfezione, diretto, fresco ed ispirato con gli elementi tipici degli anni '80 e con l'heavy metal contemporaneo. Il lavoro si apre alla grande con The Ancient Cries un up tempo sostenuto da riff aggressivi e veloci, uno speed metal e una buona dose di power metal sono gli ingredienti per le canzoni che seguono come la successiva Babylon . La voce di Mike Tirelli (Riot, Holy Mother) si amalgama alle perfezione con i riff velocissimi della chitarra supportate da una parte di batteria di quelle incalzanti ma mai scontate, ed un basso che pulsa all'impazzata, per un risultato finale che convince appieno. Concedetevi questi quarantacinque minuti di power-speed metal ben suonato e ben cantato, una sorta d'arcobaleno all'interno del quale ogni suono è armoniosamente legato all'altro definendo ottime melodie. Riff ad alto voltaggio metallico ed una sezione ritmica precisa insieme ad un cantato dannatamente perfetto, fanno di questo disco un lavoro di pregevole fattura, e canzoni come City Of Angels ne sono la prova. Questo disco è un simbolo per chi ama l'heavy metal di un certo tipo, ricercato e di qualità.
AngelDevil
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MCQUEEN
"Break The Silence"
(Demolition Records/Frontiers)
Tracklist: 1. Neurotic, 2. Dirt, 3. Running Out Of Things To Say, 4. Break The Silente,
5. Numb, 6. The Line Went Dead, 7. Blinded, 8. Bitch, 9. Not For Sale , 10. (Don't Know How To) Break It To You.
Line up: Leah Duors (vocals), Cat de Casanove (guitars), Gina Collins (bass), Hayley Cramer (drums).
Belle, accattivanti, aggressive, sguardi intriganti queste le caratteristiche delle inglesi McQueen. Leah, Cat, Gina e Hayley possiedono una grinta davvero non indifferente e con il loro modo di suonare producono sonorità sleaze hard punk rock. La band si è formata nel 2003 a Brighton, e contando diverse date live a fianco di grandi nomi come Juliette and the Licks, The Foo Fighters, The Towers of London, Viking Skull, e the Kaiser Chiefs. Break The Silence è un album fatto di riff granitici e taglienti, un rock dall'impatto aggressivo ed energico, con sferzate punk rock per una pura scarica di adrenalina. La voce di Leah roca e potente tiene l'ascoltatore inchiodato per tutta la durata dell'album, mezzora circa di canzoni che sprigionano energia e adrenalina. Tanta musica, passione e sudore, traspaiono dalla ruvida opener Neurotic, per una varietà di scelta e capacità compositiva davvero sbalorditiva. Le quattro girls ci danno dentro senza troppe moine, suonando al meglio il proprio strumento. Le dieci canzoni suonano potenti e caldamente rock'n'roll, niente ballads, solo potenza con lo scopo di farci alzare il volume del nostro stereo e intonare a squarciagola ogni singola canzone. Non c'è che dire ottimo esordio per le belle McQueen e lo dimostrano canzoni come Bitch, Break The Silente, Not For Sale . Quando il rock si tinge di rosa, le vere bad girls lo trasformano in hot rock. Album consigliato!
AngelDevil ______________________________

DOKKEN
'From Conception – Live 1981'
(Frontiers)
Line up: Don Dokken – lead vocals, guitar, George Lynch –lead guitar, Jeff Pilson-bass, Mick Brown- drums
Tracklist: ‘Paris is Burning', ‘Goin' Down'*, ‘In The Middle', ‘Young Girls', ‘Hit And Run'*, ‘Nightrider', ‘Guitar solo', ‘Live To Rock', ‘Breakin' The Chains', ‘You're a Liar'*
Parlare dei Dokken è come narrare di un piccolo ‘pezzo di storia' del class metal Americano poichè il quartetto in questione è stato il massimo fautore, araldo, esponente di quell genere diretto, anthemico, potente ma al tempo stesso denso di melodia che ha spadroneggiato negli eighties. Adesso mi arriva a casa questo live che riporta una data mitica, il 1981. Ma vi rendete conto? Periodo di grandi acts musicali, dove il grande class rock dilagava negli Usa e le band cominciavano a dare i loro grandi frutti incidendoli su memorabili album (che mai verranno dimenticati). I Dokken erano appunto nel periodo ‘Breakin' The Chains' (ma non credo fosse già uscito nei negozi nel periodo di questo live...forse poco dopo...) grandissimo album, e qui vengono appunto riproposate alcune seminali heavy rock song. La famosissima ‘Breakin' The Chains', ma anche le stupende ‘Nightrider' o ‘Paris Is Burning' e, come poteva mancare in un live album targato anni ottanta un solos del guitar hero? Infatti ecco un eccelso guitar solo di una delle migliori ‘asce' del mondo hard rock (ma non solo), Mr George Lynch! Il tutto condito da ben tre song ancora inedite ‘Goin' Down', ‘Hit And Run' e ‘You're a Liar'. Un piccolo live da avere per capire come i grandi suonavano allora, soprattutto per chi non ha ancora tutta la discografia dei nostri o vuole completarla con questo concerto di ventisei anni fa! Grande band!!
Roby Comanducci _____________________________

WINGER
"Demo Anthology"
(Frontiers Records)
Tracklist: CD1: 1. Madalaine, 2. Hungry, 3. Seventeen, 4. State Of Emergency , 5. Time To Surrender, 6. Hangin' On, 7. Headed For A Heartbreak, 8. Only Love, 9. Can't Get Enuff, 10. Loosen Up, 11. Miles Away, 12. Easy Come Easy Go, 13. Rainbow In The Rose, 14. In The Day We'll Never See, 15. Under One Condition, 16. Little Dirty Blonde, 17. Star Tripper, 18. You Are The Saint I Am The Sinner, 19. In The Heart Of The Young .
CD2: 1. All I Ever Wanted, 2. Skin Tight, 3. Someday Someway, 4. Never, 5. Blind Revolution Mad, 6. Down Incognito, 7. Spell I'm Under, 8. Hour Of Need, 9. Junk Yard Dog, 10. Lucky One,
11. Like A Ritual, 12. In For The Kill, 13. No Mans Land, 14. Who's The One, 15. Written In The Wind, 16. Until There Was You, 17. Without Warning, 18. Give Me More .
Line up: Kip Winger (vocals & bass), Reb Beach (guitars), Cenk Eroglu (keyboards), Rod Morgenstein (drums).
Cosa potrei dire che non è già stato detto dei Winger e del frontman Kip Winger? Una band che è sinonimo di qualità, capace di regalare raffinate melodie grazie all'impeccabile capacità di questi musicisti che trasudano dalle chitarre, dalle tastiere, dalla batteria, dal basso e, ovviamente, dalla voce calda e sognante di Kip Winger tante emozioni. Demo Anthology è u na bellissima ed interessante raccolta di trentasette song, tutti i demo inerenti ai brani poi finiti sugli album pubblicati dalla band e qui riproposti in diversa ‘versione'. Delle trenta sette song, però, ce ne sono ben dieci mai pubblicate e quindi inedite : Only Love, Star Tripper, All I Ever Wanted, Skin Tight, Never, Someday Someway, Written In The Wind, Until There Was You, Without Warning, Give Me More . I Winger dopo il come back dello scorso anno con l'album IV ci propongono Demo Anthology una corposa carrellata della loro carriera con sontuose melodie che ti entrano subito nel cuore, e sapienti armonie di hard rock cariche di feeling. Impossibile rimanere impassibili all'ascolto di tutte queste canzoni, che si alternano a momenti dolci ad altri forti e grintosi, con le più storiche canzoni alle nuove track che si lasciano amare fin dal primo ascolto come la bellissima Someday Someway o la grintosa Give Me More . Demo Anthology energia di pura classe, dove la musica e le emozioni ci riempiono la testa ed il cuore non può che far parte della propria collezione. Ogni volta che riascolto canzoni come Madalaine, Hungry, Seventeen, Can't Get Enuff, Miles Away, Rainbow In The Rose, Down Incognito i battiti del mio cuore accelerano sempre più. La musica suonata con la vera passione ha un potere straordinario, coinvolgerti fino a farti sentire i brividi per tutto il corpo, e ne sei totalmente coinvolto che i tuoi pensieri scivolano via come gocce d'acqua su di un corpo caldo. Demo Anthology è una vera opera, il manifesto di un'epoca, e di un modo di concepire la musica, come pochi sanno fare, la leggenda che ritorna, in ciò che è inaspettato, imprevedibile e “straordinario”. Questa recensione vuole essere semplicemente un piccolo omaggio da parte di una vera appassionata, ad un'opera grandissima, che contiene le più belle canzoni che fanno parte di quel meraviglioso mondo chiamato rock'n'roll. Credo che non occorra che vi dico di comprare questo album, perché sono sicura che nel vostro stereo sta già suonando. Un album che merita alla stragrande, un album suonato da grandi musicisti. Demo Anthology una raccolta di canzone che brillano di luce unica e preziosa. CONSIGLIATISSIMO!
AngelDevil _____________________________

CRANK COUNTY DAREDEVILS
‘Livin' In The Red'
(Bad Reputation/ Frontiers)
Se anche nell'America ultra trendy, super modaiola e perennemente chinata davanti al dio MTV, saltano fuori band come i Crank County Daredevils, vuol dire che qualcosa sta davvero cambiando anche Oltre Oceano e che la voglia di suonare volgare rock'n'roll non risiede più solamente nel cuore di quei vecchi nostalgici che ogni mese riesumano più o meno celebri band ottantine. Già messisi in mostra tre anni addietro con lo sfrontato ‘King Of Sleaze', i quattro di Asheville, North Carolina tornano a fare danni con il loro street bastardo ed impertinente, Scotty P continua ad abbaiare tutta la sua rabbia dietro al microfono su un muro sonoro costruito dai suoi compagni di scorribande che, almeno ad un primo ascolto, paiono cresciuti con flebo di Motorhead, Faster Pussycat, Motley Crue e Backyard Babies. Un disco violento, grezzo, nel quale la melodia rimane sepolta sotto spessi strati di chitarre ruvide e taglienti, facendo emergere una genuina voglia di fare casino con la mente costantemente rivolta all'assolata L.A. Che, con i tempi che corrono, è pura manna dal cielo…
Fabio Magliano _____________________________
HEROES DEL SILENCIO
‘The Platinum Collection'
(EMI)
Tracklist: CD1: Entre Dos Tierras/ Mar Adentro/ Maldito Duende/ Iberia Sumergida/ La Sirena Varada/ Apuesta Por El Rock´N´Roll/ Deshacer El Mundo/ La Derida/ Flor Velenosa/La Chispa Adecuada (Bendecida 3)/ Despertar/ Avalancha/ Opio/ Tesoro/ Los Placeres De La Pobreza
CD 2: Nuestros Nombres/ Héroe De Legenda/ Con Nombre De Guerra/ En Brazos De La Fiebre/Fuente Esperanza/ Flor De Loto/ Oración/ No Más Lágrimas/ La Carta/ Malas Intenciones/ El Camino Del Exceso/ Agosto/ Hace Tempo/ Virus/ Senda
CD 3: Héroe De Leyenda (Unplugged)/ Con Nombre De Guerra (Unplugged)/Deshacer El Mundo (Alt. Vers.)/ La Sirena Varada (Unplugged)/ La Herida (Unplugged)/ El Mar No Cesa (Alt. Vers.)/ La Carta (Unplugged)/ El Estanque (Alt. Vers.)/ La Sirena Varada (Unplugged 2)/Iberia Sumergida (Unplugged)/ Iberia Sumergida (Live)/ El Camino Del Exceso (Live)
Ad inizio anni Novanta bazzicava, sulla scena europea, una band spagnola capace di conquistare un po' tutti con il suo rock melodico cantato rigorosamente in lingua madre, arrivando a far breccia anche nei cuori degli italiani grazie al tormentone ‘Entre Dos Tierras'. Oggi gli Herpes Del Silencio, in vista del ventennale della loro nascita, tornano alla carica facendo precedere la reunion live che si concretizzerà in autunno da questo ricco box contenente un doppio greatest hits arricchito da un terzo CD composto da gustose chicche. Un buon modo per prendere nuovamente confidenza con una band che ha saputo scrivere pagine importanti dell'hard rock europeo, dando vita a una serie di lavori di buona fattura che vanno oltre all'hit da Festivalbar già citata. ‘El Spiritu Del Vino', ‘Hèroes De Leyenda',‘Avalancha' sono infatti dischi carichi di energia, di melodia e di quel calore tipicamente latino, ben rappresentato dalla voce calda ed intensa di Enrique Bunbury. In attesa di stappare un nuova bottiglia per festeggiare l'ennesimo come back, un ottimo strumento per togliere un po' di povere dalla nostra memoria…
Fabio Magliano
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 FUORIUSO
‘Black Signs'
(Sweet Poison/Self)
W.A.S.P, Motley Crue, L.A Guns, Warrant… le hanno provate tutte per cercare di inquadrare la proposta sonora dei Fuoriuso, scomodando paragoni ingombranti e quasi mai rendendo merito ad una band, quella bergamasca, che dopo tanto sbattimento è finalmente riuscita a dare vita ad un sound a modo suo originale, scolpito nel metal classico, imbastardito con il rock'n'roll e immalinconito con una sapiente venatura dark, un mix sonoro dannatamente efficace in grado di rendere Holly e soci tra le band più interessanti sbucate sul suolo italiano negli ultimi anni. Perché ‘Black Signs' è uno di quei dischi in grado di farsi amare sin dal primo ascolto, grazie alla sua capacità di non risultare mai noioso né ripetitivo. Tra l'opener ‘Sexy Teens (The Ectasy)' una pallottola letale composta con lo spettro di Mr. Lawless alle spalle, e l'ultima ‘Sexy Teens (The Dream)' (lo stesso brano rimontato su una base di tastiere sino a trasformarlo in una sofferta ballad), idealmente i due estremi sonori, i Fuoriuso hanno gettato davvero tanta carne al fuoco: cori strappaorecchie in perfetto r'n'r style come quelli di ‘Danger In The City' e ‘F.T.W', irresistibili galoppate metal (‘Love Desire'), avvincenti melodie goth (‘My Sweet Witch'), il tutto offerto su un piatto estremamente energico e condito con sane dosi di melodia. Teneteli d'occhio, sapranno far parlare di sé molto presto…
Fabio Magliano ___________________________
 LAST AUTUMN'S DREAM
‘Saturn Skyline'
(Escape/ Frontiers)
Nonostante le ultime prove in studio non siano state propriamente memorabili, c'è sempre una certa attesa quando salta fuori un nuovo la voro dei Last Autumn's Dream, già solo perché il loro debut album è ancora oggi uno dei migliori album hard rock usciti negli ultimi anni. Il piacere, quindi, è ancora maggiore se viene fuori che l' ”ultimo venuto”, come nel caso di questo ‘Saturn Skyline' va ritrovando lo smalto dei tempi migliori e la band di Andy Malacek torna a esprimersi su livelli eccellenti. Il nuovo disco, infatti, torna ad infarcirsi di melodie ruffiane e coretti strappa orecchie, il songwriting dell'ex chitarrista dei Fair Warning torna ad essere fluido ed ammiccante mentre la voce di Mikael Erlandsson continua a dipingere linee di gran fascino. Ogni brano di questo disco, nella sua semplicità, riesce a lasciare il segno, dalla divertente ‘For The Young And The Wild' con il suo irresistibile chorus a ‘Supersonic' composta con l'ombra dei Queen alle spalle, dalla ballata ‘Frozen Heart', alla catchy ‘Rock'n'Roll Is Saving My Soul' alla sofferta ‘Still On The Run'…dopo alcuni tentativi, finalmente la retta via è stata nuova mente trovata . Bentornati.
Fabio Magliano _____________________________

PANZER PRINCESS
"Legacy Of Ignorance"
(Autoprodotto)
Tracklist: 1. Get off my Back, 2. Bumville Judge, 3. Rob the Bank,4. I´ll be in your way .
Line up: Kelly Morgue (vocals), Sir Alex (bass), Tank Hooker (guitars), Simon LaRoue (drums).
Dalla Svezia arriva un'elettrizzante scossa di rock'n'roll suonato con l'attitudine della strada. A portarcela sono i Panzer Princess q uattro ragazzi dalle chiome cotonate, borchie, accessori e l'eyeliner facile, con un look sgargiante in stile glam-rock anni ottanta, ci scuotono con la potenza della musica e l'immagine trasgressiva. Quattro canzoni in stile street-rock-glam, che si caratterizzano per un feeling trascinante e dannatamente efficace, influenzate dai maestri del passato. Get off my Back la prima track di questo mini EP conquista all'istante con un sound diretto e semplice, dal sapore a volte retrò, che strizza l'occhio allo sleaze glam, e a tratti anche al punk. Le song procedono l'una dopo l'altra che è un piacere, sempre scanzonate e sempre ad un livello qualitativo buono. La chitarra è aggressiva e sfrontata al punto giusto, il cantato di Kelly è immediato e ricco di complicità e per finire le rullate e il caldo vibrare del basso si rendono protagoniste in modo non infifferente. Canzoni come Bumville Judge, Rob the Bank e I´ll be in your way lasciano presagire che i nostri potrebbero creare un album bomba, di quelli che ti riascolti più volte, di quelli che ti fanno schiacciare l'acceleratore e cantare a squarciagola.Visitate il loro web-site http://www.panzerprincess.com/ http://www.myspace.com/panzerprincess
AngelDevil
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MASTERPLAN
"MK II"
(Audioglobe)
Tracklist: 1 . Lost And Gone, (full version for radio & clubs), 2. Keep Me Burning, (full version for radio & clubs), 3. Phoenix Rising, 4. Warriors Cry, 5. Lost And Gone, 6. Keep Me Burning, 7. Take Me Over, 8. I'm Gonna Win, 9. Watching The World, 10. Call The Gipsy, 11. Trust In You, 12. Masterplan,13. Enemy, 14. Heart Of Darkness .
Line up: Mike Di Meo (vocals), Roland Grapow (guitars), Jan S. Eckert (bass), Axel Mackenrott (keyboards), Mike Terrana (drums).
Dopo il disco Aeronautics e l'uscita dal gruppo di Jorn Lande, e Uli Kusch tornano i Masterplan i signori del power metal melodico. Nati dall'unione degli ex-Helloween Roland Grapow ed Uli Kusch e con il cantante Jorn Lande, ora si presentano con una nuova formazione. Il nuovo vocalist è Mike Di Meo ex Riot che per la prima volta interpreta un genere completamente diverso, ma che egregiamente riesce ad affrontare senza problemi regalando un'interpretazione vocale degna per le sonorità richieste. L'altro nuovo acquisto è il batterista dei Rage Mike Terrana che dietro le pelli dimostra gran classe. MK II è un album di notevole caratura, le sue quattordici tracce, (la versione da me recensita comprende Lost And Gone e Keep Me Burning nelle versioni per le radio e clubs) si lasciano ascoltare facilmente e senza stancare l'ascoltatore. Sviluppato in quasi cinquantatré minuti di ritmiche potenti, pesanti chitarre distorte e sinfoniche melodie sono godibili anche per l'ascoltatore più attento che cerca la raffinatezza tecnica ed un sound particolare. Il power metal teutonico di classe regna in questo disco dalla produzione impeccabile. Gli elementi cari ai sostenitori del genere ci sono tutti: introduzione sinfonica, ballad, mid tempo ed up tempo a go-go che dimostrano doti tecniche non indifferenti. Non posso dunque esimermi dal citare la bellissima song Lost And Gone che è il primo singolo estratto, ha raggiunto la posizione novantaquattresima in Germania e l'undicesima in Norvegia, con la sua melodia conquista fin dal primo ascolto e la scelta di sceglierla come primo singolo mi sembra più che indicata. Tra le composizioni migliori dell'album, oltre alla citata Lost And Gone impossibile non prendere a campione le due spettacolari ballad Take Me Over e Trust In You, armate di refrain trascinante ed emozionali grazie anche alla voce di Mike Di Meo, e le iniziali Phoenix Rising e Warriors Cry e Keep Me Burning . Un disco che farà gola agli amanti dei ritmi power metal.
AngelDevil
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 NAUGHTY WHISPER
"Psycho"
(Blasted Productions)
Tracklist: 1. Nasty Night, 2. Two Times The Jerk U Are, 3. Naughty Smile, 4. Lady Squirt, 5. Kill My Wife, 6. Pretty Girl, 7. Take Out The Trash, 8. Like A Rocket, 9. Easy Lay, 10. Leave My Way, 11. Lovin' Twister 2K7, 12. Shock To The System .
Line up: Andy Star (vocals), Ashly X (bass), Redox (guitars), Lexxy J (drums).
Psycho questo il titolo del nuovo album dei milanesi Naughty Whisper che tornano sulla scena discografica grazie all'etichetta Blasted Productions con dodici killer songs. La nuova line-up comprende Andy Star (ex Newkillerstar) alla voce, Ashly X (basso), Lexxy J (batteria) e Redox (chitarra). Un album dalle sonorità street-glam, rock'n'roll condito con della sana cattiveria. Cori potenti, ritmiche accelerate, chitarroni distorti, vocals bello cattivo, questi gli elementi della musica dei Naughty Whisper con un look e suoni che ricordano molto le band svedesi. Dalla buona produzione ne esce fuori un interessante album, che si muove su potenza di fuoco e capacità tecnica. Le canzoni sono colme di passaggi vincenti e fanno sì che le composizioni siano molto accattivanti ed immediate. La personalizzazione delle linee vocali, in particolare, giova molto al progetto, conferendo al tutto ancor più individualità, tanto che le caratteristiche per imporsi e per conquistare sempre più visibilità sembrano esserci tutte. Ritmiche martellanti fin dalla prima track Nasty Night che conquista al primo ascolto: potente, energetico, accattivante, selvaggio e sano rock'n'roll intriso di glam punk. Ho ascoltato più volte questo album e con Psycho i nostri hanno fatto centro, e canzoni come la già citata Nasty Night, Lady Squirt, Pretty Girl ne sono la prova. Quest'ultima dal ritornello che si aggrappa senza alcuna pietà già al primo ascolto, chitarre che scorazzano libere e parti vocali votate ad una grezza aggressività. Il CD termina con la cover Shock To The System di Billy Idol, che dire.. interpretazione alla Naughty Whisper. Psycho è un album di ritmiche martellanti che mescola influenze di hard grezzo stradaiolo e veloce. Disco consigliato!
AngelDevil
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MANTRA
'Hate Box'
(Horus/Audioglobe)
Tracklist: Promised Land/ Drifters/ Time And Space/ Hard Times/ Somewhere Sometimes/ She/ Saving Grace/ Hit & Run/ Win Lose Or Draw/ A Minor Bird
I Mantra sono una delle band più talentuose ma allo stesso tempo sottovalutate nell'intera scena hard rock europea. Questo tarlo che si era insinuato in noi già al tempo dell'eccellente 'Hard Times', torna oggi prepotentemente a galla con la pubblicazione del nuovo 'Hate Box', disco della svolta stilistica nonché della definitiva maturazione artistica per la band toscana. Ad irrobustire quell'hard rock dalle forti tinte zeppeliniane che ne aveva caratterizzato le uscite precedenti, a questo giro intervengono soluzioni decisamente più attuali che, utilizzate con intelligenza e con notevole maturità, consentono al sound della band di evolversi tremendamente senza però uscirne snaturato, dote questa indispensabile per far si che 'Hate Box' risulti affascinante e coinvolgente per tutti i suoi quaranta minuti di durata. E di fondamentale importanza per la "costruzione" di un sound così vario è poi l'esperienza accumulata dai quattro musicisti coinvolti in questa band durante anni e anni di gavetta: ognuno ha messo del suo nelle tracce che compongono questo lavoro, ed ecco quindi convivere senza troppi problemi echi hard rock e sfumature moderne alla Audioslave, tecnicismi tipicamente progressive e soluzioni più metal oriented, sino a giungere ad un gusto per la melodia a tratti quasi pop (la meravigliosa 'Time And Space' la dice lunga in questo senso). Se il singer Jacopo Meille si conferma ancora una volta cantante talentuoso e poliedrico, a suo agio sia con i brani più lenti ed intimi, sia con quelli più robusti, i suoi compagni di viaggio non gli sono certo da meno sfoderando una prestazione eccellente impreziosita da arditi virtuosismi sempre di grande impatto e mai fini a se stessi. Ecco quindi le invenzioni chitarristiche di Gianluca Galli, già con i Time Machine, abile a sfornare a ripetizione rocciosi riff spesso crudi all'eccesso per poi lasciarsi andare in assoli che faranno certamente la gioia degli amanti del puro tecnicismo, ecco quindi l'estroso basso di Andrea Castelli, indispensabile per donare al sound dei Mantra un groove di grande impatto, ma soprattutto ecco il fantasioso drumming di Senio Firmati, cuore pulsante della band toscana. Un mix di teste, di influenze e di esperienze che, alla lunga, si rivelerà la vera arma vincente dei Mantra, e a chi ne dubitasse, il consiglio è di andarsi ad ascoltare a fondo questo 'Hate Box': difficile individuare il vero highlight dell'album, perché ogni brano pur rimanendo saldamente incastonato nel "disegno" del disco, riesce a brillare di luce propria. Ci si troverà quindi ad emozionarsi ascoltando la dolce 'Somewhere Sometimes', ballata destinata a crescere nel suo svolgimento sino a tramutarsi in song frizzante e scanzonata, ad esaltarsi con la potente 'Promised Land', brano al quale spetta il compito di aprire le danze, a venire rapiti dal groove quasi sabbathiano di 'She' e poi travolti da 'Saving Grace', un autentico fiume in piena con la band chiamata ad esprimersi su livelli altissimi. Un lavoro eccellente che dovrebbe finalmente consentire alla band di riscuotere dopo anni di sacrifici, c'è da augurarselo, il giusto premio. Chapeau!
Fabio Magliano
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THE POODLES
‘Metal Will Stand Tall'
(AFM Rec / Audioglobe)
Line up: Jakob Samuel: Vocals , Pontus Norgren: Guitars, Christian Lunqvist: Drums , Pontus Edberg: Bass
Track list: Echoes From The Past, Metal Will Stand Tall, Night Of Passion , Song For You, Shadows, Lie To Me, Rockstar, Dancing With Tears In My Eyes, Don't Give Up On Love, Number One, Kingdom Of Heaven, Crying
Sinceramente parlando…ehm, anzi, scrivendo, posso affermare che questo nuovissimo album dei bravi rockers svedesi The Poodles, sarà sicuramente un evento e, se appoggiato ben bene, potrebbe essere uno di quei dischi che potrebbero dare un leggera ma significativa svolta al sano rock senza contaminazioni et similia. I nostri, in patria, son già delle star, hanno già vinto dischi d'oro, sono in vetta alle chart, e vengono trasmessi i loro maggiori hit by radio con incessante frequenza; meno male!!! Li hanno paragonati agli Hardcore Superstar, ma non c'entrano una mazza. Sono completamente diversi. Vuoi per attitudine ma anche per sound. Forse l'unica similitudine è il paese d'origine ed il (presunto) successo che otterranno in futuro. Perchè dico questo? Perchè molto raramente mi capita di ascoltare lo stesso cd per una settiomana intera, andare al concerto degli stessi artisti e venire a casa felice e contento come fosse stato un mio primo live e fossi tornato indietro nel tempo fino alla seconda metà degli eighties. Il live act @ Alcatraz in supporto dei bravi HammerFall è stato grandioso. Ma per quello vi invito a leggere la mia short review nella nostra apposita sezione. In questa sede è ovvio e obbligatorio parlare di questo ‘Metal Will Stand Tall', debut cd stampato in europa solo in questo 2007 dopo la firma del contratto con l'ottima AFM rec. I nostri quattro rockers hanno un'attitudine prettamente street rock, un look anch'esso stradaiolo stile Bang Tango, ed il singer è un novello Vince Neil. Non per la voce, ma per presenza scenica (e somiglianza) ed un look molto Motley Crue del periodo ‘Girls...' ma anche ‘Teathre of pain'. Il sound invece? Non è punk street rock come la maggior parte dei prodotti che ci arrivano dalle frredde lande del nord europa, bensi un ‘caldo' hair metal, basato su vocals street ma arrangiamenti da vasto airplay, coadiuvati da un eccelso guitar work mai esuberante ma molto energico e capace di riff che si conficcano nel cervello per farti saltellare e divertire. Il ‘clou' dei The Poodles è l'avere in ogni singola traccia un potenziale hit single ed anche nella capacità di creare una sorta di party sound da cantare e godere con gli amici ai party più hot. Lo hanno dimostrato dal vivo, riuscendo a fare ballare e battere le mani in solo 30 minuti di performance ai tosti metal defenders presenti giustamente per osannare i grandissimi Hammer Fall! Una prova eccezionale quindi!! Comunque vorrei precisare che i nostri non sono musicisti ‘di primo pelo' ed anche se vi sembrano nuovi della scena vi garantisco che hanno un vasto curriculum tra partecipazioni e collaborazioni; otorhead, Thin lizzy, Whitesnake, Alice Cooper, Europe e Candlemass. Collaborazioni D.O.C mi permetto di dire ed inoltre i quattro sono stati anche membri effettivi in diverse hard rock band come Talisman, Lion's Share, Midnights Sun ....Mica male neh??? Comunque torniamo a parlare della succulenta e gaudiosa track list di questo full lenght album. Si parte con l'hard rock di ‘Echoes...' dedito ad un fm rock da vasto airpley. Si prosegue con due tra le perle sonore di questo lavoro; la title track leggermente più alternativa e carica di groove cantata a due voci con l'asilio dell'ugola della female pop star Alcazar, la seguente ‘Night Of Passion' è sinceramente un hit single a tutto tondo, ridondante phatos, armonie e con un ritornello assolutamente straordinario. Il disco prosegue praticamente su questa linea, miscelando hard rock, fm rock, hair metal il tutto condito dalla particolare voce del bravo singer e da una dose di originalità rara in altri album sul mercato. Da notare la bella ‘Shadows', eufonica e ammaliante al tempo stesso ma anche la stupenda ‘Number One', senza nulla togliere, attenzione, ai brani non menzionati. Questo ‘Metal Will Stand Tall' riesce a creare suggestive armonie e radiofoniche rock song senza l'ausilio di nessun tipo di keyboards...vi rendete conto? Un album che , comunque, non è ‘zuccheroso' o meelenso, bensì carico di adrenalina e ballabile, ma capace anche di farsi sentire in quanto a grinta e groove (merito del guitar work, ovviamente). I The Poodles, faranno successo anche oltre i loro confini, basta solo aspettare e nel frattempo continuare a deliziarci le orecchie ascoltando queste dodici piccole perle sonore. Comprare assolutamente!!!
Roby Comanducci
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STARLET SUICIDE
"Makin' All The Noize"
(Autoprodotto)
Tracklist: 1. Makin' All The Noize, 2. Heartless, 3. Shake It Up, 4. Dirt .
Line up: Jennyfer Star (lead vocals & guitars), Dallas Chrome( guitar & backing vocals), Rikki Riot ( bass & backing vocals ), Sammy Sparks ( drums).
Dalla sempre fertile scandinavia, ecco un'altra interessante band dal look decisamente appariscente, capelli cotonati, trucco e sguardi che hanno voglia di farsi conoscere. Gli Starlet Suicide sono di Stoccolma, e si formano nella primavera del 2004, per mano della cantante e leader Jennyfer Star. Al suo fianco troviamo Dallas Chrome alla chitarra, Rikki Riot al basso e alla batteria Sammy Sparks. Desiderosi di esprimere al massimo delle proprie possibilità creano Makin' All The Noize un EP che suona un glam rock sporco e adrenalinico in cui spicca la personalità debordante di Jennyfer, con un cantato aggressivo e accattivante. Mescolando le influenze della miglior scuola hard rock scandinava con il rock marchiato a stelle e strisce, gli Starlet Suicide creano quattro canzoni interessanti dai riff possenti e decisi, con forti richiami ottantiani come la title track Makin' All The Noize e Shake It Up con il suo ritornello accattivante e la sua struttura lineare ma mai troppo ripetitiva. Non ci resta che aspettare il debut album, nell'attesa gotevi questo EP. Web-site http://www.starletsuicide.com/ http://www.myspace.com/starletsuicide
AngelDevil
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SNAKEBITE
"Sleep When I'm Dead"
(Bite Records)
Tracklist: 1. Sleep When I'm Dead, 2. Beautiful Emily, 3. Into My Life, 4. Too Late To Remember, 5. No More Clown, 6. Next Stop, 7. Every Word I Say, 8. She Gets Me S High, 9. Al Goes Wrong, 10. No Words, 11. Horror Movie Stars .
Line up: AJ (vocals), Smoke (guitars), Rikki (guitars), Becky (bass), Kendy (drums).
Snakebite questo il nome della band di Perugia che si è formata nel 1999, e dopo un lungo periodo, e cambi di line up finalmente arriva il tanto atteso debut album Sleep When I'm Dead . Nella band troviamo AJ alla voce, Smoke e Rikki alla chitarra, Becky al basso e Kendy alla batteria. Musicalmente il disco ha sonorità hard rock, il classico degli anni '80, un rock innaffiato da partiture melodiche, cori, atmosfere spensierate e dilettevoli ed una buona dose di stile ed eleganza utile per permettere al disco di rimanere sempre ben saldo entro i confini del buon gusto. Sostanzialmente immediato e dalle fogge tradizionali, l'album si spiega all'interno di percorsi che ricordano i suoni prodotti dai dischi di quel periodo a noi tanto caro, i mitici anni '80. Un pugno di canzoni in cui si stemperano i frammenti di melodie vivaci e familiari dove trovano spazio eloquenze che rievocano immagini di un passato senza tempo. Proprio grazie alla sovrabbondanza di chorus stradaioli e di pezzi come la title-track Sleep When I'm Dead , Into My Life, Next Stop ed Every Word I Say l'album si lascia ascoltare piacevolmente. Il viaggio indietro nel tempo è perfezionato con le ballad Too Late To Remember e No Words, sentimentalismi che si tramutano in melodie grazie anche alla voce di AJ piena di pathos che conquista gli animi in cerca di emozioni. Sleep When I'm Dead non è un album che urla al miracolo, ma comunque un buon prodotto. Sono sicura che in futuro i nostri riusciranno a creare nuove canzoni per i palati più fini. web-site http://www.myspace.com/snakebiterock
AngelDevil
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KORITNI
"Lady Luck"
(Bad Reputation/Frontier)
Tracklist: 1. Red Light Joint, 2. Under The Overpass, 3. Heaven Again, 4. Highway Dream 5. Never Say Goodybe, 6. Sick Again, 7. Not Your Man, 8. I See The Light, 9. Starving Fast, 10. Lady Luck, 11. Got To Get You Into My Life, 12. Ain't No Love Song .
Line up: Lex Koritni (vocals), Eddy Santacreu (guitars), Luke Cuerden (guitars, backing vocals) Matt Hunter (bass, backing vocals), Chris Brown (drums).
Nuovo progetto per il giovane cantante australiano Lex Koritni che lo scorso anno con i suoi Green Dollar Color ha realizzato un ottimo album. Ora in compagnia di altri giovani musicisti Lex ci regala un disco maturo dalle sonorità rock, con radici che affondano nel blues. Nel disco troviamo pezzi a dir poco travolgenti, che hanno l'effetto immediato di far partire il vostro piedino a tempo di musica. L'esplosività dell'album è disarmante proprio per l'impatto che crea. Grande forza di questo lavoro è la voce di Lex che si fa ruvida e graffiante, miscelando sapientemente blues e rock, strizzando l'occhio all'hard riuscendo a coniugare orecchiabilità a potenza. Il lavoro omogeneo ed il livello alto rende difficile segnalare brani particolari, tra i pezzi che sfiorano le radici del seventy-sound, brillanti, dinamici, come Red Light Joint e Got To Get You Into My Life caratterizzati da ruvida energia con un ritmo stuzzicante e melodie di rapida assimilazione, con cascate di rock blues e southern rock presenti in Sick Again, Not Your Man, e la trascinante Starving Fast , la scelta è vasta e, i ragazzi non si fanno mancare niente, con grinta trascinante e perizia strumentale realizzano dodici canzoni davvero belle. Lady Luck è un gran bel disco, da scoprire, apprezzare ed amare, in un suono caldo, libero, e nell'atmosfera del rock giovane ma maturo. Disco consigliato a tutti!
AngelDevil
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