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recensioni 2005

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CORROSION OF CONFORMITY
'In The Arms Of God'
(Sanctuary Rec. / Edel)

La prima cosa che emerge dall'ascolto del nuovo cd dei Corrosion of Conformity ”In the arms of god” è l'assoluto ed eccelso livello tecnico della band attiva ormai sul mercato discografico da moltissimi anni. In questo cd i brani hanno sostanzialmente una durata media maggiore rispetto a molti cd in commercio, infatti il cd dura più di un'ora. La band sembra volerti lavorare a fuoco lento, con riffs molto oscuri e pesanti che si susseguono dall'inizio alla fine del cd. C'è poco spazio alle sperimentazioni, è un disco che sicuramente affonda le proprie radici negli anni settanta, con citazioni anche blues come nell'iniziale”Stonebreaker”che inizialmente sembra che abbia come ospite alla chitarra un certo Gary Moore x poi evolversi in un pezzo midtempo con continui cambi di tempo. Questo sarà lo standard medio del disco, c'è un costante senso di claustrofobia mentre l'ascolti, sembra che Pepper e Co. vogliano trasportarti in un viaggio dove vengono citati capostipiti del genere quali Black Sabbath su tutti e i loro contemporanei Alice in Chains ovviamente rivisitati dalla band che ripeto viene sempre citata da bands importanti come Metallica e Megadeth come tra le proprie favorite. Anche Axl Rose all'epoca si presentò in un'intervista indossando la loro t-shirt non a caso. E' una band che ha molti fans tra i musicisti. Pezzi tirati e velocissimi non ce ne sono, han lavorato moltissimo sui riffs e la batteria è incredibile in questo disco. L'unico pezzo completamente fuori dai canoni è la ballata”Crown of Thorns”dove Pepper Keenan da Lucignolo torna ad essere angelo con una prestazione vocale quasi eterea. Un disco che richiede diversi ascolti prima di essere apprezzato, assolutamente non facile e digeribile al primo ascolto ma indubbiamente è un disco ben riuscito. Un appunto che mi sento di fare che in alcuni pezzi il disco sembra essere lievemente trascinato, alcune songs sicuramente avrebbero avuto maggior fascino se fossero state più corte, per il resto un bel disco. Le tracce più riuscite ”Rise river rise”, ”Infinite war” e ”Crown of thorns”.

Mau 'The alien'


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BILLY IDOL
“Devil's Playground”
(Sanctuary Rec)

Dopo la bellezza di 12 anni dal suo ultimo lavoro in studio del 1993 vale a dire”Cyberpunk”fa il suo grande ritorno sulle scene Billy Idol e il tempo sembra in un certo senso essersi fermato x lui agli anni 90. Non ci son parole per definire un disco sinceramente ben riuscito come questo. Si parte subito con 2 pezzi molto carichi come “Super overdrive” e col secondo”World comin own”dove personalmente credo che il buon Billy abbia fatto una bella indigestione di dischi dei Good Charlotte. La cosa che personalmente da fan di Billy trovo un pò cambiata è la sua voce.La trovo molto più pulita e meno roca rispetto al passato anche se nei passaggi lenti della terza canzone vale a dire”Rat race”è inconfondibile tanto quanto il suo urlo.
Ci sei mancato tanto Mr Idol, in tutti questi anni. Sembrava che dovesse tornare già nel 1998 con un disco insieme a Matt e Duff dei Velvet Revolver,ma le uniche sue performances discografiche son in un greatest hits e soprattutto nel bellissimo”Vh1 torytellers “del 2002. Un pezzo che si candida ad essere un singolo per il futuro è”Sherri”la quarta canzone dove la fa da padrone la melodia e la splendida chitarra del fido Steve Stevens che avrà perso si la famosa cotonatura improponibile ma alle 6 corde resta il solito enomeno.
Si continua con un pezzo lento come ”Plastic Jesus” e qui veramente la voce di Billy è graffiante come ai vecchi tempi sulla hitarracustica di Steve, un pezzo magnifico che sicuramente nei suoi concerti futuri sarà uno dei pezzi accolti in modo migliore. Il primo singolo”Scream”mi riporta alla mente moltissimo ”Speed” la canzone omonima usata per un omonimo film,è segnata da un riff molto incisivo di Steve iniziale prima che esplode il tipico ”Yeah” di Billy e dove la batteria di Brian Tichy ex Slash's Snakepit fa da adrone x il resto del brano.Un pezzo dove Billy è straincazzato e un pezzo assolutamente ballabile e scuotichiappe. Ecco di nuovo le influenze (o è lui che li ha influenzati) di bands come Blink182 e Good Charlotte nel seguente ”Yellin at the xmas tree”, un pezzo sul Natale e infatti in sottofondo se ascoltate sentite pure le campane ehehe. Direi proprio un'americanata azzesca… Un pezzo più oscuro degli altri è ”Romeo's waiting” un pezzo che ha molte sonorità tipiche degli anni 80, con un bel cambio di tempo a 1quarto di canzone. La seguente”Body snatcher”inizia in modo sperimentale,un riff molto potente di Steve su cui parte subito una base elettronica, un pezzo molto ballabile, influenzato sinceramente da alcune cose dei New Order,pezzo che poteva sicuramente finire su”Cyberpunk”e nessuno se ne sarebbe accorto. Pezzo per il sottoscritto comunque + che buono.“Evil eye”è un pezzo invece dall'andatura molto rallentata,con effetti particolari sulle chitarre tipiche dei Korn anche se poi un effetto sulla chitarra di Steven mi ha ricordato parecchio quello che fecero gli U2 su”Hold me,thrill me, kiss me, kill me”.
Incredibile nella canzone n.11,sicuramente lui non sa manco chi sono ma all'inizio mi sembrava di ascoltare proprio 1 cosa dei Litfiba di Ghigo e Piero dei tempi belli.sembra di stare nel far west,e da un momento all'altro su questa cmq molto gradevole e lenta ”Lady do or die” mi aspetto l'arrivo degli indiani. Anche il seguente pezzo si mantiene su uno standard tranquillo,molto anni 70 e “On the road again”, questa è “Cherrie” pezzo che mi piace veramente moltissimo e che mi ha sorpreso tantissimo.Non mi ricordo nessun pezzo simile nella lunga carriera di Billy. Si conclude poi con un altro pezzo lento quale”summer running”dove la chitarra arpeggiata di Steve domina sulla batteria suonata con tipico tempo militare di Brian e con l'orchestra in sottofondo,un pezzo molto delicato e riuscito e qui per me Billy mi regala le emozioni più belle con la sua voce. Poi il pezzo cambia completamente registro e diventa molto più cattivo,prima di ritornare soave. Sostanzialmente un disco ben riuscito, dove Billy ha sicuramente limitato di molto le sperimentazioni elettroniche di”Cyberpunk”e che non mi lascia con l'amaro in bocca. Ha voluto comunque sperimentare alcune cose senza snaturandosi il buon e vecchio caro Billy ( N.d.a.un sentito grazie ad Angel Devil).


Mau 'The Alien'

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NEIL ZAZA
“Melodica”
(Mascot Records / Edel)


Neil Zaza, grande chitarrista melodico strumentale, torna sulla scena con questo splendido disco intitolato guarda caso, Melodica". C'e' veramente molto sentimento in questo lavoro, ogni song e' una sorta di viaggio all'interno della melodia pura dove la chitarra di Neil offre il massimo della propria espressione, brano dopo brano.
Trattandosi di un album totalmente strumentale dove la chitarra solista riveste un ruolo di assoluto primo piano, il lavoro affascinera' sicuramente tutti coloro che abbracciano la fede della sei corde ma non solo. Come quasi sempre accade, i risultati piu' magici e affascinanti nascono fondamentalmente dalla naturalezza e dalla voglia di fare musica, semplicemente per il gusto di farla. Gran classe anche per quanto concerne i compagni di viaggio voluti nuovamente da Zaza per questo cd, Bill Cioce (drums), Doug Johns (bass) e il grande Mark Leach (hammond B3, Organ, Clavinet) risultano dei Musicisti eccezionali. Impressionante la sinergia e la complicita' che emerge durante l'ascolto degli arrangiamenti, il tappeto sonoro e' talmente perfetto per consentire a Zaza il massimo della sua espressivita'.
La complessita' del lavoro, non conesente un inquadramento ben preciso all'interno di un genere particolare, sono comunque intuibili forti richiami funky, aor, blues, RnR, jazz e fusion. Unica pecca, se proprio vogliamo trovarne una, l'eccessivo uso di synths quando francamente, poteva esserne fatto a meno. Concludendo, un disco sensazionale, da ascoltare rigorosamente in cuffia lasciandosi trasportare nello splendido mondo creato per noi da Mr Neil Zaza.
Visitate il suo sito: www.neilzaza.com


Hardigor

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WEDNESDAY 13
“ Transylvania 90210”
(Roadrunner Rec)

Members:- Ghastly - Drums/ Kid Kid - Bass/ Matt "Pig" Montgomery - Guitar /Wednesday 13 - Vocals/Guitar
tracklisting: 1.  Post Mortem Boredom 2.  Look What the Bats Dragged In 3.  I Walked With a Zombie 4.  Bad Things 5.  House by the Cemetery 6.  God Is a Lie 7.  Haunt Me 8.  Transylvania 90210 9. I Want You…Dead 10. Buried by Christmas 11. Elect Death for President 12. Rot for Me 13. The Ghost of Vincent Price 14. A Bullet Named Christ

Potente, diretto, cattivo e ‘malato': questo è quanto mi vine da dire subito dopo il primo ascolto del lavoro solista del singer dei Murderdolls, Wednesday 13. Il nostro con questo indubbiamente interessante album ‘Transylvania 90210' ci regala una dose di adrenalina come pochi prodotti usciti in questi ultimi mesi ci hanno saputo regalare. Un sound che deriva tra un mix di Murderdolls e Frankestein Drag Queens (la vecchia band del singer ...) non disdegnando anche spunti alla Rob Zombie, senza però l'uso smodato di sampler e suoni campionati. ‘House By The Cemetery' è lì appunto a dimostrare quanto ho appena scritto. Qui siamo alle prese coi classici strumenti e le keys che in certe song tessono un tappeto sonoro maligno e stuzzicante che potrebbe essere usato tranquillamente come atmosfera in qualsiasi film horror. Per esemplificare al massimo quanto appena detto ascoltatevi la title track e mi direte. Le song, tutte caratterizzate dal forte groove ed un guitar work corposo, distorto ma mai banale, sono tutte di elevata caratura. Non troviamo solos di chitarra o masturbazioni funamboliche, qui il suono si basa su un massiccio ‘ensamble' musicale che accorpa un gusto particolare di fare musica rock. L'horror rock, come dicono gli stessi membri della band è qui ben marcato, ma senza etichettare troppo direi che siamo al cospetto di un cd di power rock'n'roll, basato su parti corroboranti e a volte anche anthemiche. Su tutte svetta la poderosa ‘I want You...dead'. I nostri ragazzi hanno capito che non essendo più negli anni ottanta, il rock potrebbe essere ‘vestito' e presentato in una forma leggermente diversa ma pur sempre shokkante e glamour. Glamour non per sonorità, attenzione, Wednesday non suona à la Pretty Boy Floyd o D'Molls, ma per attitudine. Wednesday 13 ha probabilmente capito molto bene come fare musica nel secondo millennio, e soprattutto come riuscire ad essere abbastanza originali mantenendo un forte ‘tiro' ma anche – se vogliamo- una buona commerciabilità del prodotto. La ‘ballabile' I Walked With a Zombie' è l'esempio. Un cd dedicato a tutti coloro che vogliono provare violente emozioni, che vogliono passare tranquillamente una serata ‘gothika' con la propria girl, oppure vogliono caricarsi di adrenalina con lo stereo a ‘palla' prima di un appuntamento importante. Acquisto vivamente consigliato per uno dei migliori prodotti pubblicati in questi primi mesi del 2005. Vi sono piaciuti i Murderdolls? Beh, questo ‘Transylvania 90210' è probabilmente un gradino superiore!

Roby Comanducci

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TRIGGERDADDY
"Stereosonic Meltdown"

(LiveWire/ Cargo Rec./ Frontiers)


Finalmente dopo tanti anni di lavorazione, esce sul mercato il nuovo lavoro di Tim Karr. E'da anni che sul suo sito ufficiale si potevano ascoltare estratti da questo cd. Non esce come Tim Karr come lecito aspettarsi ma esce col nome TRIGGERDADDY, un vero gruppo seppur estemporaneo. Realizzato in coproduzione con Gilby, che Tim conobbe grazie a Matt Sorum,Los Angeles è un grosso crocevia dove c'è un giro ben stretto di musicisti...Il cantante realizza x un album il sogno di molti Gunners: quello di chiamare a raccolta musicisti degli Slash's Snakepit e della band di Gilby Clarke. In questo disco dalla confezione molto spartana, solo copertina e all'interno soltanto i crediti di chi suona infatti son presenti nomi come Gilby Clarke,Johnny Griparic o Blackout come volete chiamarlo degli Slash's Snakepit, Eric Singer dei Kiss e della band di Gilby Clarke,Chad dei Faster Pussycat e band di Gilby, Muddy della band di Gilby, Teddy zig zag dei Gnr e Alice Cooper band, Ryan Roxie degli Slash's Snakepit e Alice Cooper e Brian Tichy degli Slash's Snakepit e Billy Idol.
Il disco si apre con 'Space and Time' pezzo che può ricordare in alcuni tratti i migliori Enuff'z Nuff dominato dalla chitarra di Gilby Clarke, un pezzo riuscito veramente bene che può essere definito tranquillamente un anthem.
Il ritmo aumenta e diventa chiaramente stradaiolo con influenze dei primi indimenticati Bon Jovi in 'Gimme Sum Skin' .Anche questo ottimo pezzo. Ed ecco la terza canzone,abbracciate qualcuno,basta che lo fate,alzate le braccia e fate andare l'accendino, la classica ballatona da cheeck to cheeck è qua ed è 'Enemy' un pezzo dove compare l'inconfondibile Hammond di Mr Teddy Big Man Zig Zag Andreadis.
Il ritmo si mantiene molto sull'AOR con 'Jesus Cowboy' anche questo un pezzo sicuramente non brutto e che vede x me il miglior assolo di Gilby Clarke del disco,breve e intenso prima di sfociare in un soave bridge dove possiamo sentire il buon lavoro di Eric Singer alla batteria. Un pezzo invece che potrebbe essere benissimo un outtake di un qualsiasi disco di Gilby Clarke,con l'influenza subliminale dei Cheap Trick è 'Can't Get High ' dove Tim si cimenta alla chitarra con Mr Gilby Clarke. A un certo punto chiudete gli occhi e potrete sentire gli echi della Gilbyana 'Skin and Bones' che vi ronzano incessantemente nelle orecchie…
E'il turno di un'altra ballata,questa decisamente sullo stile dei Jellyfish , è TRAIN 2 NOWHERE dove torna a farla da padrone in sottofondo l'hammond dell'immenso in tutti i sensi Teddy Zig Zag. Il ritmo rimane tranquillo nella seguente 'Shape Of Things 2 come' dove fa la compasa Ryan Roxie che offre il suo prezioso assolo in un pezzo però che x il sottoscritto è il più debole di questo ottimo disco.Un pezzo abbastanza trascinato e svogliato salvato solo dal grande assolo di Ryan Roxie.
Che disco potrebbe essere se non ci son le covers?Ed ecco che questi TRIGGERDADDY ce ne offrono ben 2.
La prima è PEACH di Prince,che vien rifatta esattamente uguale all'originale,una canzone che se sapete l'inglese bene è un controsenso unico,tutti preferiamo comunque la BITCH alla PEACH, la zoccolona alla pesca. L'unica aggiunta rispetto a Prince è che c'è spazio anche x le tastiere di Teddy.I più attenti Gunner sapranno od ora glielo dico io che anni fa pure Slash si era cimentato in questa cover insieme alla voce consumata da alcool e sigarette di Mr Rod Stewart. Bang Tango?T-rex?No..Triggerdaddy alle prese anche loro con 20th century boy,rifatta meno lasciva della versione dei mitici Bang Tango e sicuramente meno oscura della loro.
Ed ecco la fine che arriva con 'Price Of Love' dove mi viene in mente subito David Bowie dei bei tempi che fa l'amore in un vicolo londinese con Alice Cooper ed ecco il risultato,un pezzo veramente bello,che viene impreziosito da un grande assolo di JON e LOVE e dove gli arrangiamenti di Jonathan Elias si fan sentire.
Un gran bel disco,uniche pecche i 33 minuti scarsi e il packaging alquanto non curato.

Mau 'The Alien'


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KELLY KEELING
“Giving Sight To The Eye”
(Mascot Rec. /Edel)

TRACK LISTING: "Snake", "Parasite", "Broken", "Perfect Day", "Peace With the World", "Nothing", "Believe", "Sunlight Needs the Day", "Hell Is On The Way", "Head Straight", "Jesse", "Ground Zero"

Solo qualche nome, Don Dokken, John Norum, Carmine Appice e Roger Daltrey, questi gli ospiti scelti da Keeling per il suo primo solo album. Un disco molto particolare questo Giving sight to the eye, presenti ambientazioni blues, sinfoniche, country, pop, prog e hard rock, una sorta di grande viaggio all'interno della musica senza alcun limite o restrizione.
Molto interessante la magia creata dalla miscela di strumenti vintage quali hammond, bassi fretless e mellotron con strumentazione di nuova generazione. Rising of the Snake, prima traccia del disco, e' una sorta di omaggio all'hard rock dai primi settanta ad oggi, Parasite invece, un bluesettone gustosissimo dal tiro diretto.
Molto interessanti anche Perfect Day, splendido viaggio melodico, Gound Zero, traccia dal sapore medievale e Peace with the world, brano dal groove Beatles oriented. La scuola 70's risulta ben percettibile, da segnalare la bellissima Believe, song dal richiamo Springsteeniano. Grande voce quella di Keeling, stupefacente la capacita' di adattarsi con semplicita' a qualsiasi tipo di stile, dai piu' soft ai piu' aggressivi. Definire questo lavoro semplicemente rock risulterebbe limitativo, un disco consigliatissimo a tutti coloro che amano la buona musica. Per info: www.kellykeeling.com

Hardigor

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CIRCLE II CIRCLE
“ The Middle Of Nowhere”
(AFM rec. / Audioglobe)

Quando l'heavy metal è suonato con la classe cristallina che sovente lo contraddistingue, merito di autentici mattatori del genere come il nostro Zak Stevens su questo cd, allora non possiamo che sederci,ascoltare ed essere ammirati di cotanta interessante musicalità. Ebbene sì, i Circle II Circle sono la band dell'ex frontman che dal 1992 al 2000 hga dato la sua ugola ai grandissimi power metal gods Savatage!!!! Otto anni nei quali il nostro singer ha sfornato con quella storica band album di notevole spessore e si è fatto ben volere ...e vedere, nelle sue esibizioni live. Poi Dal 2003 è partita questa sua avventura con una band tutta nuova e soprattutto tutta sua (da segnalare che nel debut album dei Circle II Circle “Watching In Silence” 2003 – MR Jon Oliva e Chris Caffery in persona hanno contribuito a co-scrivere alcune song...nda). Quindi questo trattasi del secondo album per Zachary Stevens e soci. Il risultato è comunque sempre di alto livello: un metal power tagliente, incisivo, potente ma al contempo melodico, arrangiato bene e con inserti di phatos & melodia che potrebbero rimembrare –ma solo in certi casi- qualche passaggio ‘à la Savatage- . In ogni caso i Circle non sono dei cloni ma vivono di luce propria e l'originalità, abbinata ad una ottima perizia tecnica e la voce di Zak, creano intense ed esuberanti song. Tra tutte citerei la classica heavy song ‘Cynical Ride' dall'inizio corroborante, ma anche la potente e cadenzata (nell'incedere musicale..) ‘Holding On'. Difficile estrapolare delle canzoni in particolare. L'album va ascoltato per tutta la sua durata e sono sicuro che vi darà forti emozioni. Ah, dimenticavo, di spessore il guitar work dei due axe man Andrew Lee e Evan Christopher. Album consigliatissimo a tutti coloro che amano la musica elegantemente suonata.


Roby Comanducci
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JOE LYNN TURNER
‘The Usual Suspects'
(Frontiers Rec)

La classe non è acqua. Infatti il sempreverde singer che ha dato tanto alla scena hard rock mondiale ci regala un suo nuovo e brillante full leght album ‘The Usual Suspect'. Un album di chiaro, potente, melodico al punto giusto ma soprattutto cristallino e puro hard rock con la H maiuscola! La voce di Joe è sempre potente, tagliente ma ricca di una modulazione sempre eccelsa, come ci ha da sempre abituati il nostro carissimo singer. Trattasi di un ‘ugula grandiosamente rock, che riesce a dare corpo e vita a tutte quelle songs che uniscono dirompenza musicale ad eufonici arrangiamenti di base. Non sbaglia mai un colpo Mr. Turner, e chi lo ha amato in passato con Rainbow e altri mille progetti, non può fare a meno di amarlo e seguirlo anche in questa sua eccellente veste solista. Da segnalare l'ottimo guitar work del bravo Al Pitrelli e Karl Cochran, mai esuberanti con la loro ascia a sei corde ma eleganti e puntuali nel cesellare ottimi solos senza ‘disturbare' di troppo l'intero contesto della canzone. Le canzoni sono tutte su livelli medio alti. Da segnalare la speeady ‘Jack Knife', la potente e quasi anthemica ‘Into The Fire' ed il massiccio hard rock della finale ‘Unfinished Business'. Ovviamente non potevano mancare anche le ballad che però non sono di classica struttura “love” songs, bensì più accattivanti ...quasi delle semi ballad: ascolate ‘Really Loved' e ‘Live and Love Again' e mi direte. Grande classe ragazzi. Non potete perdervi queta chicca musicale!

Roby Comanducci
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DIO
"Evil Or Divine" - Live in NY city
(Spitfire Rec. / Edel)


trackslist:

Killing The Dragon / Egypt- Children Of The Sea / Push / Stand Up And Shout / Rock and Roll / Don't Talk To Strangers / Man Of The Silver Mountain / Guitar Solo / Long Live Rock & Roll / Fever Dreams / Holy Diver / Heaven and Hell / The Last In Line / Rainbow In The Dark / We Rock.

Parlare di Ronnie James Dio è qualcosa di veramente particolare, quasi mistico. Non sto scherzando ragazzi, il nostro ‘folle folletto' dell'hard & heavy mondiale è uno dei Grandi del gotha rock mondiale. Una persona che ha scritto a ferro e fuoco pagine e pagine della nostra beneamata musica, calcando i palchi di tutto il globo, offrendo la sua ugola a Black Sabbath (...”il capolavoro “Heaven and Hell “ porta la sua voce ehm...), Rainbow, Elf e tantissimi progetti con i suoi Dio!!! Con lui hanno suonato tra i più grandi strumentisti/musicisti di caratura mondiale ed ora alla veneranda età di over 50 ci delizia con una carica impeccabile dimostrata al 100% in questo suo interessantissimo live album, estratto dalla lunghissima tournee di ‘Killing The Dragon 2002 tour' Questo live estrapolato dalla data inquel di NY City, ha tutte le carte in regola per farvi salire l'adrenalina in corpo. Un CLASSICO live act come solo i grandi rocker di un tempo sanno fare: grande carisma, song riproposte e ‘rivestite' in chiave live di tutto punto, con improvvisazioni e suoni da fare svenire dalla gioia. Un bellissimo solos di chitarra del grande Doug Aldrich, canzoni che intrattengono e rendono partecipe il pubblico in tutta la loro maestosità ed il loro phatos. Come non rimanere estasiati nel sentire autentiche perle come ‘Long Live Rock & Roll', ‘Holy Diver', la stupefacente e Sabbathiana ‘Heaven and Hell', la veloce ‘Stand Up and Shout' o l'altrettanto mitica ‘Man of The Silver Mountain'?? Qui si parla di song che hanno decretato la storia e che dopo un ventennio sono ancora fresche e sembrano scritte ieri. Come dire, la classe non ha età e l'arte, quella vera, non può morire. Accompagnato dai bravissimi Doug Aldrich (guitar), Simon Wright (drums), Scott Warren (keys) e il sempre fedele Jimmy Bain (bass) R.J. Dio è una pietra miliare e questo cd (tra l'altro registrato benissimo !!) deve essere vostro. Hard rock puro, le fondamenta della nostra musica.

Roby Comanducci


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HEADRUSH
"S/T"
(Frontiers Rec.)


Sicuramente uno tra piu' interessanti e validi progetti Hard Rock made in Italy , gli Headrush con questo lavoro puntano veramente in alto. Lineup molto interessante per questo cd, Alex De Rosso (guitar ex Dokken), Roberto Tiranti (voice of Labyrinth), Dave Fini (drums) e Mauro Castellani (bass) colpiscono sin dal primo ascolto per il loro talento e la ricchezza dei brani. L'ottima miscela di rock 80's, prog e fusion conferisce a tutto l'album un gusto veramente particolare, introspettivo e affascinante. Guitarwork finissimo quello di De Rosso, la capacita' di passare con estrema naturalezza e velocita' da uno stile all'altro mantenendo costantemente il tiro dei brani, lo rende un chitarrista e compositore d'orgoglio per il tricolore.
Eccellente lavoro anche per Tiranti, diretto e potente nelle sue melodie, un Singer versatile e completo, grande predisposizione al genere la sua. Splendidi i cantati di Fooling Mysel Again e Catch 22 ma sopratto della magnifica ballata Silence. Un disco che colpisce subito per la bellezza degli arrangiamenti ed i graffianti riff di De Rosso, sue anche le parti di tastiera e la produzione dell'intero album. Un disco che a mio avviso riuscira' a raccogliere il consenso di una ampia fascia di rockers, dai cultori dello stile hard rock stampo 80's a quelli piu' vicini alle nuove tendenze progressive-metal. Tra i brani piu' interessanti, My World, All in a Crime, Ordinary Man, Young e Fooling Mysel Again. Concluedendo, un disco da comprare, per noi italiani sara' un piacere sentir parlare degli Headrush.
Per info: www.alexderosso.com

Hardigor

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PLANET HARD
"...So Good!"
(autoproduzione)

tracklist: ‘Jam???' – ‘Unchain My Heart' – ‘I'll Be There' – ‘The Fairy Tale' – ‘For Everything'
band: M arco Sivo: Vocals/ Marco Dandy: Guitars / Alex: Bass guitar / Stefano: drums

Abbiamo iniziato l'anno veramente bene. Prima con lo street rock dei Cathouse band, ed ora con questo eccelente debut mini cd dei Milanesi Planet Hard. Un mini cd contenente 4 ottime songs – poichè ‘Jam???' – trattasi più di un intro e non una vera canzone. Questi quattro musicisti hanno creato un piccolo gioiellino di puro, elegante, incontaminato class rock americano. Sì. Questo è lo stile dei nostri, un genere difficile da suonare, poichè se non si ha una innata predisposizione per la melodia e la capacità nell'arrangiamento d.o.c. NON si suona questa musica. I Planet Hard sfoggiano un sound che niscela Silent Rage, Honeymoon suite, gli ultimi Danger Danger con qualcosa dei Firehouse: sto scherzando?? NO! Difficilmente mi sbilancio ma credetemi, questo ‘...So Good' ha solo una pecca: avere solamente cinque tracce. Assolutamente i nostri dovranno adoperarsi per dare il seguito a questo mini cd, poichè hanno TUTTE le carte in regola per creare un eccelso full lenght album. Tutte le songs di ‘..So Good' sono belle, arrangiate con cura, potenti ma con un grande phatos di base. Una nota particolare va alla bella voce del singer Marco Sivo, assolutamente in linea con i singer più blasonati d'oltreoceano. Ottimo. E tutti sapete che –spesso e volentieri- il ‘tallone d'achille- dell rock made in italy è il cantato. Difficilissimo trovare singer all'altezza. Da non sottovalutare anche la precisa ed anche mai monotona sezione ritmica che non si limita ad accompagnare ma sostiene il tutto con maestria. Marco Dandy infine, cesella ottimi riff ed è foriero di un guitar work di classe. Ottimo prodotto.
visitate il loro sito: www.planethard.net

Roby Comanducci

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JOHN NORUM
"Optimus"
(Mascot Rec. / Edel)

Sempre detto, ragazzi. John è un grande chitarristia, eclettico al punto giusto, tecnico, melodico, ma anche dotato di notevole grinta e, una bella voce ‘arrabbiata', come si può ascoltare in questo suo new cd ‘Optimus'. Un grande talento che si è diviso tra Europe e tanti progetti compresi i suoi dischi solisti. Attenzione però: questo ‘Optimus' suona “forte”, il nostro canta con un'ugola che si avvicina al buon Zakk Wylde ed anche il sound si avvicina – non per tutte le song comuqnue- al primo lavoro dei Black Label Society. Certo, meno ‘inkazzato' e ‘distorto' del sound dell'ex guitar player di Ozzy, ma comunque la Gibson di John butta fuori un sound bello saturo, al punto giusto per caricarci di forte adrenalina: ascoltatevi la potente ‘Nailed To The Cross', o la più cadenzata ‘Takin' The Blame' e mi direte. L'opener ‘Chase Down The Moon' è invece dedita ad un hard rock più lineare mentre la classe chitarristica del nostro la gustate nella title track (brano strumentale) che nella struttura rimanda a certe sonorità care al Satriani di ‘The Extremist'. Un album indubbiamente di elevata caratura. Elegante ma anche miscelato alla giusta dose di ‘cattiveria' che fa sempre bene ad un prodotto di chiara matrice hard rock. Curiosità interessante: più si ascolta più piace.....bravo John!

Roby Comanducci
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FINAL FRONTIER
"High Tension Wire "
(Frontiers Rec.)


L'amicizia e i sentimenti sono fondamentali all'interno di qualsiasi band, Rob Moratti (Vocals) e Mladen (guitars, bass, keyboards) ne sanno qualcosa. Gli oltre dieci anni di esperienza in ambito AOR si sentono fortemente in questo lavoro a mio avviso veramente molto intenso e ben realizzato. Il recente ingresso nella lineup del chitarrista Lawrence Falcomer (Sonic X) ha contribuito in maniera eccellente allo sviluppo dell'esperienza melodica voluta da Rob e Mladen. Degne di rilievo le soluzioni scelte da Moratti per le linee vocali, soprattutto nelle background vocals, presenze cardine in ogni brano. Fascinoso e particolare lo stile di Moratti, una sorta di sintesi tra i cantati di Eagles, Bee Gees, Police ed in parte Bon Jovi, un timbro alto e penetrante che consente al singer il raggiungimento di tonalita' di tutto rispetto. Per quanto concerne la parte strumentale, ineccepibile l'espressivita' fornita dalla chitarra solista, tecnica, veloce ma sapientemente non portata all'esasperazione. Gran gusto quello di Mladen, polistrumentista e realizzatore di tutte le parti di basso e tastiera dell'album. Buon lavoro dietro le pelli anche per il Drummer Michael Shotton, essenziale ma potente. Tra i brani piu' interessanti, High Tension Wire, Beauty And The Beast, Hearts on Fire, la meravigliosa ballata acustica Sunset at down e la bonus track Let me be the one.
Sito della band www.finalfrontiermusic.com

Hardigor

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LORDI

"The Monster Show"
(Sanctuary Rec / Edel)

Non ci posso credere. Sono rimasto letteralmente ‘folgorato' da questa band che unisce uno stile horror a tematiche musicali hard'n'heavy. Stupidi, grotteschi, pagliacci?? Naaaaaa...ragazzi qui siamo di fronte ad una band con le contro**** e!!! Una band che ha saputo capitalizzare il suo status life imponendosi con il loro marchio di fabbrica e la loro presenza in bilico tra KISS, White Zombie, Gwar ed i nostrani Death SS. Per quanto concerne il sound invece si attestano su un mix di eccellente heavy metal venato da tematiche in classico hard rock style il tutto mixato con notevoli parti ‘sinfoniche' di piano/keyboards e chorus line accattivanti. Sono matto? No! Praticamente il sound soprattutto in certe songs prende a piene mani dal grande Alice Cooper di ‘Trash', ma anche dal dorato periodo di ‘Welcome To My Nightmare'. Ecco, se vogliamo paragonare il sound dei lordi direi che Alice Cooper è perfetto, ascoltatevi ‘The Children Of The Night' e mi direte. Infatti , anche in fase di intervista a Mr. Lordi (che vedrete su questo sito a breve) abbiamo fatto riferimento agli artisti sopra citati, includendo anche Twisted Sister , King Diamond e altri. Praticamente i nostri ragazzi finlandesi (che hanno venduto ben 50000 copie solo nel loro paese) ritengono che gli anni ottanta abbiano dato il massimo a livello musicale e loro cercano di riprendere il tutto ovviamente aggiungendo il loro stile.
Bisogna però dire che questo nuovo cd non è un album originale bensì il mix degli album finora pubblicati e quindi trattasi una compilation. Perchè una compilation? A detta di Mr. Lordi, perchè era venuto il tempo di fare conoscere la loro musica over the world....e serviva non un singolo album, bensi un qualcosa che racchiudesse TUTTE le loro songs migliori tratte dal debut ‘Get Heavy' e dall'ultimo (datato 2004) ‘The Monsterican Dream'. Il risultato è eccellente, ed effettivamente per chi non conosce a fondo la band è assolutamente consigliabile l'acquisto di questo dischetto. In ‘The Monster Show' troviamo dodici tracce e quindi tutti i maggiori successi della band. Il loro sound è potente ma ammalia e avvolge l'ascoltatore in un ‘aurea di strana situazione che non può che stupire. Sono rimasto estasiato dal phatos emanato dalla bellissima ‘Icon Of Dominance' ma anche dalla dirompente e famosa ‘Would You Love A Monsterman?', oppure la potente ed ammaliante – con il prezioso apporto di tastiere- ‘Bring It On'. Non c'è una song sottotono, tutte eleganti e originali oserei dire. Volete passare una serata eccitante con la vostra lady a lume di candela e musica soffusa?? Niente musica meelensa: i LORDI!! L'automobilista allo stop vi ha fatto il dito medio perchè voleva passare prima di voi? Lo picchiate? NOOO. Sparate a palla il vostro stereo e gli salteranno via i cerchioni della macchin: ovviamente a palla il cd dei LORDI!! La vecchietta del piano di sopra si lamenta perchè siete metallari o rockettari e siete cattivi ragazzi? Appendetele alla porta una foto di Mr Lordi!!!

Hehehe...ragazzi miei: i Lordi, a detta del suo stesso leader , vanno presi così come sono. Non vogliono dare messaggi sublimali, cazzate, non amano nemmeno i messaggi politici, cazzate...il loro è puro e teatrale divertimento. Divertimento che DOVETE provare acquistando questo cd ma anche ...e lo farete ne sono certo, tutta la loro discografia. Ops da non dimenticare le tre bonus video tracks come regalo x tutti i fans !!! Ah...visitate il loro bellissimo sito web: www.lordo.org

Roby Comanducci


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THE BLUE VAN
"The Art Of Rolling"
(TVT Rec / Edel)

Ottimo album! Ottimo esordio discografico per questi quattro danesi che di dedicano ad un sound decisamente vintage e retrò. Un rock venato di Beat, soul e R&Blues che esplora sentieri già dettati dai maestri Beatles, Rolling Stones, Free, Kinksspaziando anche acerte sonorità care ai mitici The Who e, perchè no, alcune cosette stile jim morrison & soci. La stessa immagine di Steffen Westmark (lead vocals and guitar) ed il resto della band ricalcano lo stile anni 60-70: praticamente ci troviamo al cospettop di una band fuori dal tempo ma che, proprio per questo motivo, piace molto e viene apprezzata per l'accuratezza e la capacità compositiva e strumentale. Bellissima l'opener ‘Word from The Bird” ma anche la scanzonata “I Remember The Days”. Poche band hanno il coraggio di farlo e i The Blue van invece ne hanno da vendere. In un periodo di musica ‘contratta', satura, corrosiva, un album come questo “The Art Of Rolling” è un autentico toccasana per le nostre orecchie e per chiunque ami una musica old fashion di elegante caratura. Gli anni settanta fanno ‘capolino' nel loro massimo splendore nella stupenda “The Remains Of Sir Maison” dove i grandi artisti sopra menzionati sembra che si siano riuniti insieme ai nostri The Blue Van per un'autentica piccola ‘orgia sonora' di due minuti e mezzo! Senza parlare di “Revelation Of Love” che per tutti gli amanti di queste sonorità, da sola, varrebbe l'acquisto dell'intero album. Dire che per certi versi mi sono emozionato e poco; ascoltando ‘The Art...” sembra che il tempo si fermi e, anzi, sembra di essere catapultati indietro negli anni, quando la semplicità era uno status life molto più diffuso, quando la vita giovanile era più easy e la musica di riflesso, forse, più vera e sentita. Bravi The Blue Van, continuate così!

Roby Comanducci


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STARBREAKER
"s/t"
(Frontiers Rec.)


line up:

Tony Harnell (vocals) – Magnus Karlsson (guitar) - Fabrizio Grossi (bass) – Hohn Macaluso (drums)
Tracklisting: Die For You; Lies; Break My Bones; Crushed; Days of Confusion; Transparent; Light at the End of the World; Cradle to the Grave; Underneath a Falling Sky; Turn it Off; Dragonfly; Save Yourself.


Eccellente debut album per questo nuovo gruppo di all stars di caratura mondiale. Infatti Starbreaker è nato dalla fervida mente dell'ugola d'oro dei TNT, accompagnato in questa avventura dal bravissimo guitar hero Karlsson (Last Tribe), dall'altro talento cherisponde al nome di Grossi Fabrizio, uno dei più quotati producer in ambito musicale e session man d'eccezione (ha suonato con Steve Vai, Nina Hagen e tantissimi altri!!), e non dimentichiamoci dell'ex malmesteen & Ark, John Macaluso dietro le ‘pelli'.

L'album omonimo trattasi di un classic rock di puro stampo americano coi controfiocchi. Eccellenti parti vocali e chorus line vedono un Tony Harnell in grande spolvero che viene cullato in un contesto musicale superlativo. Atmosfere ricche di eccellenti armonie, phatos, feeling, che non disdegnano assolutamente la potenza e l'aggressività di un guitar sound molto compatto ed al contempo mai stancante e tagliente al punto giusto. La sezione ritmica viaggia come ‘un treno' senza perdere mai un colpo e conferisce vigorosità al prodotto impreziosendo il già eccellente lavoro di base. Un ottimo arrangiamento e una buona registrazione concludono quindi il cerchio di positività che ritroviamo in questo new cd. Le song, sinceramente, sono tutte degne di nota. Se proprio vogliamo segliere, l'opener ‘Die For You', il class metal di ‘Turn It Off' che riprende un po Dokken e Europe dei glòoriosi fasti ma anche il calibrato ed elegante brano strumentale “Dragonfly” sono autentiche chicche. Da ascoltare bene ed assaporare in qualsiasi momento si voglia godere di una musica eramente doc!

Roby Comanducci




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ENUFF Z'NUFF
"?"
(Frontiers Rec.)


tracklist:
- 'Gorgeous' – ‘Home Tonight' - ‘Help...' - ‘No Place Like Home- Harleya - ‘Hang On For Life' - ‘Man With A Woman' – ‘How Are You?' – ‘Joni Woni (Likes To Ride The Pony)' – ‘This Guy' – ‘Stone Cold Crazy' – ‘Fly High Michelle (Acoustic Version)'  - exclusive bonus track for Europe

Benissimo!! Ben sedici anni dopo il loro oramai famoso debut album gli Enuff Z'Nuff sono ancora ‘on the road' e sfornano un nuovo album!! Donnie Vie, Chip Znuff e compagni con questo album ci hanno regalato un vero e proprio concentrato di eccelso rock, suonato bene ma, soprattutto, pregno di melodia e ricco di phatos. In questo nuovissimo ‘?' (titolo alquanto strano che chiederemo in fase di intervista...oviamente, hehe...nda) la band sfoggia al massimo livello la sua innata capacità di creare quel sound miscelato tra il gusto vizioso e meelenso ed un guitar work macina riff. Soprattutto la verve Beatlesiana e RollingStoniana dei quattro viene a galla in queste dodici tracce. Song come ‘Gorgeous' evidenziano il taglio dei ‘Ragazzi di Liverpool' che rendono quindi molto prezioso questo cd, mentre altre song più rock oriented pagano lo scotto agli Stones e ci rendono gli Enuff più rocker e taglienti. Su tutte la bella ‘Home Tonight' che richiama il sound del bravo Izzy Stradlin nel suo “River'...ve lo ricordate?? Ci sono momenti anche molto ‘mainstream' come la ‘radiofonica' “Help...” oppure la bellissima e melodica ‘No Place Like Home' dalle chorus line ammalianti. Non mancano certamente anche momenti di puro strett ‘n'roll come la veloce ed ammiccante “Stone Cold Crazy” indubbiamente il brano più hard dell'intero contesto, che vi farà scatenate e salire l'adrenalina in corpo oppure la carismatica ‘hang On For Life'. Se invece volete ‘appartarvi' con la vostra donna per qualche tenera effusione...ehm, ascoltate in sottofondo la lenta ‘How Are You'. Ah, da segnalare la versione acustica (bonus track solo per l'Europa) del loro famoso brano ‘Fly High Michelle'. Ottimo album, da ascoltare attentamente.

Roby Comanducci


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MASCOT RECORDS' GUITAR CENTER VOLUME 1
(Mascot Records)

featuring:

JOHN 5, STEVE MORSE, MARTY FRIEDMAN, NEIL ZAZA, MICHAEL SCHENKER, GEORGE LYNCH, PAUL GILBERT, GREG KOCH, JING CHI, JEFF RICHMAN-GREG HOWE, VITAL INFORMATION, JOE BONAMASSA, JOE LOUIS WALKER, STEVE FISTER, RACER X.

Questa super-guitar compilation edita verso fine 2004 riporta un best of dei singoli musicisti e ripettivi lavori solisti, tutti elegantemente riportati e precisati nel corposo booklet del cd. L'album essendo una compilation di artisti con estrapolazioni da album del 2004 ma anche del 2003 se non ricordo male, può benissimo essere recensito tuttora, ed il mio spassionato consiglio è quello di correre a farvelo vostro!!!

Ebbene si ragazzi: questi musicisti toccano, nelle rispettive songs, tantissimi generi del rock guitar sound e non solo. JOHN5 conosciuto ai più come guitarist dei Marilyn Manson (ma non solo) ci da un saggio della sua abilità e soprattutto della sua innovativa tecnica musicale col suo brano tratto da “Vertigo” il suo album solista. STEVE MORSE non ha bisogno di presentazioni e ci delizia con una chitarra acustica nel suo pezzo estrapolato da ‘Majior Inpact 2'. Altro mostro della 6 corde, MARTY FRIEDMAN ci regala l'interessante title track dal suo ultimo ‘Music For Speeding' mentre l'elegante sound di Neil Zaza ci culla in un sound più ‘ovattato' e armonico tutto tratto dal suo solista ‘Staring At The Sun'. Corposo hard rock ci viene sparato da MICHAEL SCHENKER/PATTISON SUMMIT, mentre una dei guitar players più amati negli eighties , GEORGE LYNCH, ci stupisce sempre con la sua iper tecnica con un brano dal suo ultimo ‘Furius George'. PAUL GILBERT ci regala 1 minuto di chitarra classica da ‘leccarsi i baffi', preso dal suo ‘The Best of ... Paul Gilbert'. Cambiamo genere e ci troviamo catapultati in un funky-rock eccelso, suonato dal grande GREG KOCH (strumentista, compositore & Fender clinician member.....) e preso dalla sua antologia ‘13x12'. JING CHI trattasi invece di una band capitanata dal bravo Robben Ford con Vinnie Colaiuta (drum)Jimmy Haslip (bass) che ci propongono un elegantissimo brano di rock fusion dall'album ‘3D'. A GUITAR SUPREME è un altro gaudioso pezzo di art rock tra fusion e qualche accenno jazz, nel quale il grande John Coltrane da sfoggio della sua abilità coadiuvato da molti altri ospiti. Il tutto estrapolato dall'album ‘A Giant Step In Fusion Guitar'. Rimaniamo sempre nel settore della fusion/ soul/ jazz / rock fusion con quest'altra track di STEVE SMITH's VITAL INFORMATION tratta dal cd ‘Come On In' con un Frank Gambale in grande spolvero!! Si ricambia completamente sonorità e viene da correer a 300 all'ora in macchina (ma NON fatelo ragazzi ehm...) con questo bellismo brano di JOE BONAMASSA autore e eccelso guitar player dedito ad un rock'n'roll , country rock, blues rock ma soprattutto autore di uno dei branio più belli e scanzonati di questa compilation, preso dal suo album ‘Had To Cry Today'. Rimaniamo nel blues rock ma più ‘tranquillo' però, con il bravo JOE LOUIS WALKER che ci regala un bel pezzo di rock blues dal suo cd ‘New Direction'. Proseguiamo ed il penultimo brano è un eclettico hard'n'roll del bravissimo STEVE FISTER che dal suo ‘Between a Rock and Blues Place' inietta adrenalina con questa infuocata bluesy rock'n'roll song. Superlativa! Si conclude con i RACER X del grande Paul Gilbert. Brano tecnico e iperveloce (quasi speed...) con un mix tra potenza e armonia grandiosos ed un incedere incalzante. Dal piccolo capolavoro ‘SuperHeroes'

Bene...cosa fate li seduti????? Correte a prendere questo cd rockers!!!!!

Roby Comanducci


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BLACK CAT NINE
“King Of The Hill”
(Blackcat9 Rec. 2004)

Opsss…..mega-ultra-arci dimenticanza del sottoscritto. Come abbiamo fatto non lo so....ma non recensire il nuovo (beh oramai non nuovissimo) album degli Italo-Americani BC9 è stato un errore. E noi lo recuperiamo adesso..dai, tanto siamo ad inizio 2005 quindi questo eccellente hard'n'roll album ‘King Of The Hill' targato 2004 ci può ancora stare eccome!! Cosa dire di questo quartetto di artisti Americani che oramai da diverso tempo vivono in Italy, ma che hanno bene mantenuto il carisma ed il ‘tiro' rock di pura matrice ‘d'otlreoceano'?? Questo album è potente, diretto, un pugno in faccia che, se solo qualche label importante prendesse in considerazione, farebbe veramente fortuna e – ne sono sicurissimo- venderebbe molto. Eh sì. I nostri Teddy Freese (drums), Andy Tonin (guitar) Gary Wofford (rythm guitar) e il lead vocalist and bass player Roy Raynolds , con questo album hanno raggiunto la piena maturità. Scrollandosi di dosso certe sonorità easy-street/glamour del precedente album e optando per un sound più energico, più ruvido e tagliente. Niente coretti ammiccanti ma basso pulsante, chitarre roventi ed un arrangiamento lineare ma sempre e comunque dall'incedere power. Come definire il sound?? Unpower –street rock? Oh mamma ina nuova etichetta...hehehe. Ascoltatevi la superba ‘Sick' dall'inizio pulsante di basso e batteria ed un continuo di stop & go, che conferiscono al sound quella carica degna di una grande rock band. Tutti i brani sono degni di nota, se poi aggiungiamo che i BC9 dal vivo sono ancora meglio che su disco beh....avrete già capito tutto!!!! Cercate e prendete questo cd!! Assolutamente consigliato. Per info & contatti www.blackcatnine.com

Roby C.
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ADLER'S APPETITE
“S/T"


Aspettavo con trepidazione l'uscita di questo lavoro e finalmente eccolo tra le mie mani. Steven Adler (ex GN'R) insieme ai suoi compagni di viaggio Keri Kelli, Jizzy Pearl e Robbie Crane ci offre questo EP composto da sei tracce ben realizzate ed autoprodotte dalla stessa band. Partiamo dal primo brano intitolato Suicide, eccellente riff di KK che porta immediatamente la direzione del groove all'interno di un'atmosfera molto vicina al meglio delle produzioni GN'R e Snakepit. Inciso trascinante e ben cantato farcito da splendidi cori coordinati da Robbie Crane, bassista e back vocal della band. Proseguiamo con il secondo pezzo intitolato 99, a mio avviso il piu' bello del lavoro, guitarwork d'alta classe upportato da un'ottimo drumming di Popcorn che torna a deliziarci tramite l'utilizzo del suo vecchio amico campanaccio. Anche in questo caso, tiro eccellente sin dai primi secondi, inciso emozionante e diretto.
Empty, terzo brano interamente scritto da KK, e' una splendida e dolcissima ballata chee sono certo fara' accapponare la pelle a molti, da ascoltare e riascoltare. Siamo giunti al turno di Hollywood, cover di Thin Lizzy gia' proposta dalla band in veste live nello scorso tour. Brano trascinante e di grande stile, ottima interpretazione. Little Dancer, scritta interamente da JP, forse risulta a mio avviso il brano meno intenso del lavoro in quanto diametralmente opposto alla direzione degli altri pezzi. Finiamo con Draw The Line, brano degli intramontabili Aerosmith ben suonato da Stevie & Company. Per concludere, Steven "popcorn" Adler e' tornato, chi in passato non avrebbe scommesso un centesimo su di lui, dovra' ricredersi.
per info e varie linkatevi al loro sito!!
www.adlersappetite.com

Hardigor

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CATHOUSE
‘In Pussy We Trust'
(autoproduzione)

Ma guarda un po. Bene bene.....iniziamo ed inauguriamo lo spazio review insieme con un cd straniero (vedi ADLER's...sopra) e uno ITALIANO al 100%. Un album, o meglio l' EP di esordio della Cathouse band, provenienti da Bergamo. Band molto valida sotto l'aspetto scenico e tecnico, propongono ub cocktail di energico street'n'roll di chiara matrice ottantiana. Cinque ragazzi che si sono evoluti partendo da ‘cover band' e col tempo hanno partorendo finalmente un lavoro originale con brani frutto della loro arte creativa.
Puro glam? Mah....non solo oserei dire. Magari il look può indirizzare verso un sound à la Pretty Boy Floyd, ma i nostrani Cathosue sono ben più ‘ruvidi' in quanto a suono e attitudine. Certo troviamo chorus line ammiccanti e ‘zuccherosi', party songs e allegria, ma non manca assolutamente il timbro di un ‘rock' più marcato e maturo. Soprattutto questa cosa si avverte nelle due songs conclusive 'Time to be Superstar' e 'Rock Iasall You need'.. Qui si respira puro street rock, più diretto e ‘cattivo' e la band si apprezza e viene fuori nel migliore dei modi. Una nota di merito alla chitarra solista, che in certi frangenti ‘detta legge' e marca le linee e la struttura base di ogni singolo brano. Un guitar sound a volte “Slash-oriented” (ovviamente con le dovute proporzioni) che conferisce energia e brillantezza a questo EP che, spariamo, sia solamente l'inizio di una bella carriera.
Complimenti. Per varie e eventuali la band può essere contattata a questo email address info@cathouseband.com sito www.cathouseband.com

Roby Comanducci
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www.Cathouse.it ® 2004