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recensioni 2005
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JACKY JAIL
‘Boot-live'
(Autoproduzione)
Tracklisting: 1. Kiss me 2. I wanna be your lover 3. Susy 4. Tell me ( live ) 5. Dirty stuation...summer '04 ( live ) 6. A father called r'n' r ( live ) 7. The party is over...( live )
Line up: Alex Bop: voice and guitar - Erik Roll: lead guitar - Dave Perilli: bass - Rob Gasoline: drum. Additional Musicians
Iggy Street : drum
Boot-live è il titolo di questo lavoro in studio dei nostri italianissimi Jacky Jail. Trattasi di un album autoprodotto, contenente sette brani tra cui tre in versione live, ammirevole la scelta non è da tutti! Considerati i suoni disturbati visto, il contesto, difficilmente si propongono per presentarsi solitamente band famose con anni d'esperienza e il supporto di una casa discografica pubblica queste versioni live. Credo questo voglia dire semplicemente non avere paura e osare mettendosi in gioco. Il sound di quest'album è hard-rock ‘n' roll dal marchio americano di quelli grezzi e graffianti, che ti carica con l'energia giusta come una mandria di bisonti scalpitanti. Particolarmente piacevole la voce del nostro Alex: profonda, bassa e intrigante (questi gli aggettivi adatti...) riesce a coinvolgerti con una sensualità da far sciogliere un iceberg! Batteria che pesta come si deve, chitarre urlanti e l'accattivante basso prorompono in un energia di fresco rock ‘n' roll senza fronzoli e senza troppe pretese. Kiss me, il primo brano inizia con la carica giusta, il riff della chitarra ne fa da padrona, la voce calda di Alex coinvolge in questo bacio richiesto..Bellissima I wanna be your lover, seguita da Susy , dalla chiara impronta sudista. Tra le versioni live da apprezzare The party is over , che dire..stappate una birra fresca e godetevi questo sound! Dietro 'Boot-Live' non si cela nessun mistero, se non quello di questi quattro ragazzi dalle ottime potenzialità pronti a farsi conoscere trasmettendo una sana voglia di divertirsi. Questa la miscela di Boot-live: il caro vecchio rock'n'roll suonato con grinta e la giusta melodia! Jacky Jail un nome da tenere a mente e sott'occhio! Visitate il loro sito: http://www.jackyjail.com
AngelDevil
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JOURNEY
‘Generations'
(Frontiers)
line up:
Neal Schon (guitar/vocals)
Jonathan Cain (keyboards- vocals- guitar on ‘It's Never Too Late')
Ross Valory (bass/ vocals)
Steve Augeri (vocals)
Deen Castronovo (drums/vocals)
Tracklisting: 1. 'Faith In The Heartland' 2. 'The Place In Your Heart' 3. 'A Better Life' (lead vocals Deen Castronovo) 4. 'Every Generation' (lead vocals Jonathan Cain) 5. 'Butterfly (She Flies Alone)' 6. 'Believe' 7. 'Knowing That You Love Me' 8. 'Out Of Harms Way' 9. 'In Self-Defense' (lead vocals Neal Schon) 10. Better Together' 11. 'Gone Crazy' (lead vocals Ross Valory) 12. Beyond The Clouds' 13. ' It's Never Too Late (lead vocals Deen Castronovo) * bonus track
I Journey stanno al rock melodico come gli Iron al metal, Alice Cooper allo shock rock o i Guns per lo street rock. La band di Neal Schon e company è in vita sin dal lontanissimo 1975 anno in cui vide la luce l'omonimo album dedicato però (insieme ai due successivi (‘Look Into The Future' e ‘Next') ad un sound di base jazz rock. Con l'arrivo del quarto album ‘Infinity' (78) i Journey (col nuovo singer Perry) sono divenuti GLI AUTENTICI padri putativi del grande rock melodico, delle grandi produzioni e delle canzoni in classico adult oriented rock style. Questo anche se negli album della loro longeva carriera possiamo ascoltare pietre miliari come il superlativo ‘Escape' (il miglio AOR albumdi sempre!!?) , oppure il più easy ma ugualmente interessante ‘Raise on Radio'. Album differenti come taratura melodica, alcuni più hard oriented altri più mainstream, na sempre e comunque dediti ad un eccellente e superlativo sound, unico ed inimitabile. L'avvicendamento di singer e altri componenti in line up è stato sempre presente nei Journey: nei primi quattro album la voce era del bravo Gregg Rolie, poi sostituito dall'eccellente Steve Perry (CHE PRATICAMENTE HA DATO LA VOCE A ‘Escape'....scusate se è poco!!! e quindi dall'attuale Augeri. Non dimentichiamoci che anche tutti gli altri componenti sono bravi singer, e questo lo possiamo constatare in questo cd dove non è il solo Augeri il lead singer, bensì tutti si alternano (come potete leggere sopra) in alcune song. In ogni caso siamo di fronte ad una delle line up top dei Journey ed il disco che nasce da questo grande connubio musicale di artisti è stratosferico. Un eccellente e sontuoso rock melodico che si realizza attorno al guitar work di un Neal Schon sempre ai massimi livelli e poi si fa cullare dalle intense armonie di un Jonathan Cain in gran spolvero. Un album dal forte impatto emotivo che da –come era ovvio aspettarsi- ampio spazio alle parti pompous/sinfonico melodiche, partorendo song di una cristallina eleganza , come la suadente ‘Beyond The Clouds', tanto per fare un esempio. Il cd si apre con la ‘radiofonica' ‘Faith In The Heartland' e già si assapora quello che avremo modo di ascoltare. Un grande aor sound lo troviamo nella splendida ‘Every Generation' con Cain alla voce. Però, in questo ‘Generations' i nostri sfornano un quartetto di song in sequenza ‘Out Of Harms Way', ‘In Self-Defense' con uno strepitoso Schon anche in veste di vocalist, ‘Better Together' dal roccioso riff di chitarra e la boogie-hard rock song ‘Gone Crazy' con alla voce il sempre eccelso Valory. Solo queste quattro songs potrebbero indurre i più incalliti hard rocker di voi all'aqcuisto di questo cd... Se poi aggiungiamo che alla produzione troviamo il grandissimo Kevin Elson ‘responsabile' della fortuna di ‘Escape', ‘Departure' e ‘Frontiers', ed al mixaggio Mike Fraser (Metallica /Ac/Dc/ Aerosmith) cosa dobbiamo aggiungere ancora??? Uno dei dischi dell'anno SICURAMENTE!!!!
Roberto Comanducci
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ALICE COOPER
‘Dirty Diamonds'
(Spitfire Records)
Tracklisting: 1.Woman Of Mass Distraction 2. Perfect 3. You Make Me Wanna 4. Dirty Diamonds 5. The Saga Of Jesse Jane 6. Sunset Babies ( All Got Rabies) 7. Pretty Ballerina 8. Run Down The Devil 9. Steal That Car 10. Six Hours 11. Your Own Worst Enemy 12. Zombie Dance BONUS TRACK 13. Stand
Line up:
Alice Cooper: Vocals – Harmonica
Ryan Roxie: Guitar – Background Vocals
Damon Johnson: Guitars, Bass (on “Perfect”) Background Vocals
Chuck Garric: Bass, Guitar ( on “Dirty Diamonds”) Background Vocals
Tommy Cufetos: Drum – Background Vocals
Dopo trentacinque anni di carriera l'inventore dello "Shock-rock" è tornato con un altro capolavoro, Dirty Diamonds, un ritorno al passato alle sonorità tipiche di quest'artista che fin dai primi anni '70 ha dettato le regole dell'horror rock. Che il nostro caro buon Zio Alice sia un vero personaggio si sapeva! Un artista a tutto tondo la cui classe di songwriter non è mai stata messa in discussione in tutti questi anni di carriera. Con Dirty Diamonds, se ne ha la conferma. Vi assicuro che appena ho messo il cd nello stereo già dalle prime note ho capito che stavo per ascoltare un autentico successo. Fin dal primo brano, Women Of Mass Distraction, le cose sono subito chiare: una buona dose di carica di puro rock. Alice Cooper prorompe dimostrandosi più in forma che mai complice anche la presenza di straordinari musicisti Ogni canzone è spettacolare e unica per l'originalità, impossibile star fermi e resistere al rock'n'roll coinvolgente di queste tredici energiche canzoni, il vostro piedino andrà a tempo senza che ve ne accorgiate. Perfect, You Make Me Wanna, Dirty Diamonds, veloci, accattivanti, trascinanti da rendervi dipendenti all'ascolto.. Ragazzi! Appena partono le note di The Saga Of Jesse Jane, infilatevi stivali e cappello da cowboy e con un fischio chiamate il vostro cavallo.. vi sembrerà di essere nel far west, cavalcando sotto il sole torrido del Texas alla ricerca della donzella da proteggere e salvare, pronti a vendicarvi affrontando il vostro nemico con la voce di Alice Cooper profonda e quasi parlata alla Johnny Cash che vi accompagna in questa avventura come un film di John Wayne. Spassosa, carina e dolce è Pretty Ballerina , che dire.. una canzone delicata con cori che ne addolciscono ancor di più la bellezza. Le note di Six Hours, sono da considerare quella della ballad d'eccezione di quest'album, un brano estremamente evocativo e d'atmosfera. Il trasporto all'immaginazione di un momento sensuale e intrigante, è normale. Vi sentirete rapiti dalla voce di Alice Cooper, come se si materializzasse in una carezza tanto da provocarvi un brivido che scorre sul vostro corpo per poi esplodere con un battito accelerato, così forte da sentirlo in gola sentendovi un calore per tutto il corpo. A chiudere questo splendido lavoro, è Stand, un pezzo dal sound più moderno, un intro nu-metal, con la presenza di Xzibit rapper underground dalla lingua più affilata della lama di un rasoio, con lo Zio propongono un bel mix: rock e rap. Questo album conferma che Alice Cooper è un vero artista che ha sempre fatto dell'ambiguità e dell'arte dello scioccare il proprio credo, regalando dischi importanti che hanno fatto la storia del rock. Dirty Diamonds, non può mancare assolutamente nella propria collezione, vi assicuro che già al primo ascolto vi innamorerete. Melodico e accattivante al punto giusto, sotto il segno del rock'n'roll più semplice e genuino creato da un icona vivente del rock. Chiuderei dicendo: Perfect ! come la canzone intonata dal nostro Zio Alice Cooper. Un disco perfetto! Pronto per essere catalogato tra i migliori del ‘05. Consigliatissimo!
AngelDevil
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RETURN
‘Return'
(MTM/Frontiers)
Dopo tanti anni tornano al full length album I Return, band sacndinava che ottenne buon successo negli eighties. L aformazione è la medesima di un tempo ed anche il rock melodico è simile a quanto proposto anni addietro. Certo, qui troviamo qualche arrangiamento magari più ‘modern-rock', ma nulla di trascendentale. Parlavo di melodic rock; beh effettivamente la base è quella ma i nostri stemperano il loro sound anche con buone dosi di energia e quindi il prodotto è un buon FM rock da vasto airplay con punte hard e momenti eufonici. Se prendiamo ‘Save The Heart', ad esempio, possiamo dire di essere al contesto di una song prettamente radiofonica. Suadente e melodica. Assurda e fuori contesto la stralunata punk pop song ‘TV-song' che però piace e serve a spezzare il sound...una piccola gocciolina di adrenalina pura per poi tornare alal musica più ‘seria'. Si torna invece a ‘rockare' nella robusta ‘Fallen Angel' aggraziata da un ottimo guitar work. Elegante invece il class rock di ‘Heroes And Knights'. Insomma ragazzi: non sarà un capolavoro ma I soldini per una giusta spesa li vale tutti!!!!
Roby Comanducci
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RUSSEL ALLEN'S
'Atomic Soul'
( Inside Out )
Tracklist :
01.Blackout 02.Unjustified 03.Voodoo Hand 04.Angel 05.The Distance 06.Seasons of Insanity
07.Gaia 08.Loosin' You 09.Saucey Jack 10.We Will Fly 11.Atomic Soul
Line up:
Russell Allenn - Vocals, guitars, bass, keyboards
Robert Nelson - Drums
Guests:
Michael Pinnella - Piano (trk 10)
Jens Joahnsson - Keyboard solo (trk 11)
Brendan Anthony - Guitars solos
Russell Allen, al suo esordio solista con questo Atomic Soul, si cimenta in qualcosa di diverso difficilmente riconducibile a quello che faceva con i suoi Symphony X , dimostrando una buona capacità nel comporre queste canzoni e di suonare in molte parti la chitarra e il basso. Un progetto in cui ha creduto tanto da produrlo, mettendoci ogni speranza per un nuovo percorso musicale. Lo ritroviamo in questa nuova avventura con una timbrica vocale diversa, come se avesse voluto rieducare modulando la sua voce ad una tonalità più bassa, riconducendoci ad un sound tipicamente hard-rock come quello dei grandi: Led Zeppelin, Rainbow, Deep Purple e Thin Lizzy. Le prime canzoni: Blackout, Unjustified e Voodoo Hand ne sono la conferma, il sound ha uno stampo tipico degli anni settanta-ottanta, diretti e potenti. Angel, il quarto brano presente, ha la capacità di rapirti, trasportandoti nella voce bassa, rauca e sensuale di Allen; pronto ad emozionarti con assoli di chitarra. Le note di Angel sfumano e ti ritrovi all'ascolto della sentimentale The Distance, la voce calda ti conquista facilmente coinvolgendoti all'emozione. Se ti sei appena rilassato Seasons of Insanity ti catapulta in un sound più potente, rievocando le doti di questo cantante dagli acuti incredibili. Gaia, il settimo brano, inizia con dei suoni che ricordano il fascino dell'oriente contrastati dal ruvido e roccioso rock, il tutto arricchito con la carica vocale di questo artista. Che dire… il signor Allen non si lascia scappare nulla! In Saucey Jack riesce a regalarci suoni rock'n'blues per proseguire alla decima canzone, We Will Fly, dove troviamo la partecipazione di Pinnella al piano che accompagna la voce di Allen, melodia che ricorda per certi versi un sound più tipico dei Symphony X, cosi come in Atomic Soul, massiccia e potente come un pugno. Cinquanta minuti da ascoltare e riascoltare per essere scoperto e riscoperto ad ogni ascolto! L'anima atomica di questo disco non va sottovalutata al primo ascolto…
AngelDevil
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AUDIOVISION
‘The Calling'
(Metal Heaven/Frontiers)
Bruce Kulick (Grand Funk Railroad & Ex. Kiss) Jeff Scott Soto (Talisman & Ex. Yngwie Malmsteen´s Rising Force) Tony Franklin (Whitesnake, Blue Murder, Firm) Mats Levén (Krux, At Vance & Ex. Yngwie Malmsteen´s Rising Force) Mic Michaeli ( Europe)… sono solo alcuni nomi di grandi guest star che hanno collaborato a questo eccellente album deegli Audiovision. Band formata da Christian Rivel singer dei Narnia e il guitar player dei Lions Share, Lars Chriss. La band sforna un potente ed al contempo melodico class metal che potrebbe accostarsi ad un mix tra Masterplan e Edguy. Quindi molta melodia anche se gli arrangiamenti di base sono incalzanti e dediti a atmosfere ridondanti potenza e feeling. Dieci songs, dove la fa da padrone la bellissima e chiara timbrica del vocalist Christian, il tutto coadiuvato da un guitar work mai esuberante ma che confeziona preziosi solos e un robusto muro di watts.... Plauso anche alla sezione ritmica, sempre puntuale che conferisce un impatto forte al prodotto e, da non dimenticare, il tappeto sonoro fatto dal bravo keyboards player Andreas Lindhal. Le song sono tutte di elevata caratura ed anche originali (cosa rara di questi tempi). Bella l'incalzante e quasi ‘speedy' ‘Show Me The Way', Di diversa estrazione è la lunga (oltre ssei minuti e mezzo...) ‘Love' dall'incedere armonioso e melodico per poi svilupparsi in un calibrato hard rock ricco di un keys sound che rende il sound molro ‘vintage'. Un album consigliato vivamente a tutti...qui i vostri euri saranno spesi bene! Garantito.
Roby Comanducci
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STEVE WALSH
‘Shadowman'
(Frontiers)
'Leftoverture' , 'Point Of Know Return' ma anche il grande ritorno a fine eighties con il superlativo ‘In The Spirit Of Things'. Questi sono solo alcuni capolavori marchiati Kansas e con la superba ugola di colui che ancora oggi è annoverato tra I best singer of the world: Steve Walsh. Il nostro grande artista si cimenta quindi in questo nuovissimo solo album Steve ci regala un saggio di grande musica e di una grande ed ancora ammaliante voce. Solo otto song che però, per durata, ne valgono dodici. Qui siamo al cospetto di un grande rock sinfonico con tinte seventies ma anche moderni arrangiamenti e intense cavalcate strumentali in classico stile pompous. Su tutte la perla d'oro va data alla superba ‘Hell Is Full Of Heroes' , sei minuti di canzone che ammalia per tecnica compositiva, feeling ma anche adrenalina pura. Certamente questo album deve moltissimo al sound Kansas, ma è appetibile da chiunque voglia passare un'ora ascoltando grande musica musica e, ripeto, una grande interpretazione vocale del sempreverde Steve. Dimenticavo: da segnalare I grandi musicisti che hanno preso partte a questo cd: Joe Franco, (Twisted Sister, Magellan) drums, Joel Kosche (Collective Soul) guitars and bass, il mitico David Ragsdale (Kansas) al violino nella song “After” e il guitar mastermind Michael Romeo (Symphony X) che ha dato il suo contributo nelle song parti sinfoniche delle tracce ‘After', ‘Shadowman', ‘Hell Is Full...'
Roby Comanducci
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SPIRITUAL BEGGARS
‘Demons'
(IsideOut/Spv/Audioglobe)
Potente e massiccia come un pugno allo stomaco, torna al full lenght album la band del leader and guitarist Michael Amott a distanza di tre anni dall'ottimo ‘On Fire' e con il debutto del new vocalist JB. Cosa dire, cari miei... I Beggars sin dal bellissimo ‘Ad Astra' del 1999 ci deliziano col loro sound che deriva dal grande heavy rock settantiano di matrice Mountain, Deep Purple, RJ Dio e dai grandi riff di chiara estrazione Black Sabbath. A questo aggiungete una rivisitazione leggermente più moderna ma senza mai perdere la linea musicale di quegli anni. Il risultato è quindi un sorprendente power hard rock, con riff maestosi e incisivi, lunghe (ma non esagerate...attenzione...) ‘galoppate strumentali' ed un groove pazzesco. Infatti il pregio di questo ‘Demons' è il potente groove che il guitar work riesce ad esprimere, supportato da una sezione ritmica devastante e dalla bella voce del nuovo acquisto JB, il tutto impreziosito da partiture di keyboards che rimembrano i grandissimi Purple. Un album bello nella sua totalità, ma se proprio vogliamo capire l'amore dei nostri verso i ‘famigerati seventies' basta selezionare le stupende e ammalianti 'One Man Army' e ‘Dying Every Day' che da sole valgono l'acquisto di questo eccellente ‘Demons'.
Roby Comanducci
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THE DUKE
'My Kung Fu is Good'
(Spitfire Records)
Track Listing:
1. I Give To You 2. Immune 3. Used to Be 4. Summer 5. Suicide Machine 6. Running 7. Show You the Way 8. Breathe 9. Back to You 10. At This Moment
Band:
The Duke (Rich Ward) - vocals
Mike Martin - guitar
Sean Delson - bass
Frank "Bud" Fontsere - drums
Eric Frampton – keyboards
Additional Musicians:
Allison Irby - vocals (1, 4, 9, 10)
Clay Cook - vocals (4, 5, 10)
Julie Dexter - vocals (1, 9)
John Stringer - vocals (9)
Keith Watson - bass
Rick Beato - guitar and keyboards
Billy Grey - guitar
Rasheed Muhammad - additional percussion (1, 2, 3, 4, 6, 7, 10)
Ryan Wexler - additional percussion (1, 2, 3, 4, 6, 7, 10)
Nicole Jurovics - additional percussion (1, 2, 3, 4, 6, 7, 10)
The Duke, un nome forse ancora sconosciuto, altri non è che Richard Ward ex Stuck Mojo e Fozzy, dando una svolta a livello sonoro, ci propone un sound più melodico rispetto al passato. In My Kung Fu is Good, dalle sonorità modern-rock – AOR, si assapora ogni singola canzone, tutte dai suoni eccellenti. Il primo pezzo, I Give To You, è il classico che ti ricarica, i giri di basso sono eccezionali, ascoltandola ti trasmette grinta e voglia di fare. Nella seconda canzone, Immune , la voce calda e profonda di Richard è travolgente, più si ascolta più se ne riscopre la bellezza, così come nelle altre presenti, tutte molto calde e sensuali con la grinta giusta nei ritornelli più accattivanti; qui la timbrica vocale di Richard è riconoscibile rievocando per certi versi i lavori passati ma con molta più tranquillità. Non è difficile provare emozioni con quest'album grazie anche alla presenza di molti musicisti e vocals femminili che hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro con buoni risultati. Come in ogni disco, troviamo quelle che si definiscono ballad, adatte come sottofondo da condividere con la vostra lei o il vostro lui in una serata particolare, o semplicemente da ascoltare mentre vi rilassate. In Summer le voci di Rich Ward e Alison Irby si fondono in una melodia soave, provocando un'atmosfera da sogno, ma quella che tocca l'apice a mio avviso è Breathe, il piano ne è il protagonista, la voce è toccante: respiri un'emozione che ti trasporta e ti culla nei ricordi, come guardare un album di foto rivivendo ogni momento; è indescrivibile la sensazione e arriva diritta al cuore. Indubbiamente una di quelle ballad da riascoltare infinite volte... accanto ad una bella scatola di kleneex. Nell'album l'abilità di questo songwriting è encomiabile, è riuscito con un affilato riff di chitarre e di basso (spesso protagonista in song più accattivanti) a fondere il tutto con piacevoli sonorità canore e a regalare una sorta di magia atmosferica composta di melodia e sentimento, grazie anche alla presenza del piano, fondamentale in alcune canzoni. Un disco piacevolmente intrigante che ti accompagna in un viaggio musicale con feeling …
AngelDevil
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BLANC FACES
‘Blanc Faces'
(Frontiers)
Eccellente album per I fratelli La Blanc da New York, ovvero Robbie lead vocals & chitarra ritmica e Brian basso, percussioni, keyboards, accompagnati da altri artisti di elevata caratura tecnica per questo gaudioso album ‘Blanc Faces'. Un cd dedicato al melodick rock d'autore, con interessanti arrangiamenti di base, chitarre mai esuberanti ma che cesellano solos molto raffinati ed un sound solare di chiara matrice Fm americana. Direi che i nostri apprendono a piene mani dal bagaglio musicale di Foreigner, Survivor, Boston, Loverboy e qualcosa dei Journey e quindi l'album non può che essere di elevata caratura tecnico –compositiva (in ognoi caso i nostri non sono più giovincelli e vantano tantissime collaborazioni nel music biz tra cui Bobby Kimball dei Toto....). Il sound è arioso, zuccheroso in certe partiture ma mai stucchevole o monotono. ‘Blanc Faces' ammalia per le armonie e tutte le song sono su una linea musicale di ottima qualità. Non riesco sinceramente a scegliere dei brani, poichè il disco è da ascoltarsi nel suo insieme, magari sotto l'ombrellone sdraiati al sole o su una bella macchina cabriolet (o anche normale, per chi non ha la prima hehe...) sul lungomare in vacanza. Un disco per l'estate ...che vi allieterà le vostre giornate più belle.
Roby Comanducci
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YAWNING MAN
' Rock Formations'
(Alone Records/ The Stone Circle)
Album strumentale molto introspettivo questo Rock Formations, la band composta da Alfredo Hernandez (ex Kyuss, Queens of the stone age), Mario Lalli (Across The River, Fatso Jetson) e Gary Arce (The Sort of Quartet, Oddio Gasser) ci offre un rock sound dal sapore desertico nel quale risulta presente un'ottima miscela tra punk rock e gusto latino. Ogni brano e' un'esperienza musicale ben precisa ma tre elementi sono cardine di tutto il lavoro, sole, miraggi e deserto. Molta sperimentazione in questo disco che affascina sin da subito per la magia dei contenuti, meraviglioso il lavoro di Lalli che ci delizia con affascinanti giri di basso fretless dal suono caldo e avvolgente. Ipnotiche le chitarre di Gary Arce, sembra quasi di vederlo suonare seduto su di un masso circondato da cactus e serpenti a sonagli, strabiliante la sua capacita' di dosare e mixare con maestria effetti quali delay e reverbero. Tra i brani piu' interessanti, Rock formations, Perpetual Oyster, Sonny Bono Memorial Freeway, Advanced Darknuss e Buffalo Chips. Per gli amanti del "desert rock", un disco da avere assolutamente. Preparatevi un bel drink ghiacciato, sentirete molto molto caldo.
Per Info:
www.the-stone-circle.com
Hardigor
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ROBIN BECK
‘Do You Miss Me'
(Frontiers)
Torna il Grande Rock ad ‘origine controllata'. Ebbene sì; aspettavo da tempo un nuovo full lenght album della rocker del Brooklyn che risponde al nome di Robin Beck. Una bella donna dalla voce leggermente roca ma al contempo soave e complice di una timbrica calda, sensuale ed ‘intensa'. La nostra female singer è nel music biz dal lontano 1979 (ma non si direbbe viste le recenti foto...ehm), ha collaborato con i più svariati ed importanti artisti del music world mondiale come Steve Lukather, Paul Stanley che collaborarono in un suo album intitolato ‘Troubleor Nothin'. Ma anche Desmond Child (il songwriter per antonomasia...), Michael Landau, Jeff Porcaro e tante altre performances con calibri del tipo di David Bowie, Tina Turner, Deep Purple. Meglio che non vado avanti, l'elenco è ancora lungo. Questo però sta a dimostrare la grande capacità musicale della nostra super girl che, esaminando quest'ultimo lavoro in studio, si fa ben valere ed apprezzare. ‘Do You Miss Me', è un gaudioso e maturo album di eccelso rock; ROCK scritto però con lettere maiuscole poichè qui c'è alta scuola compositiva e una superba voce. Robin è capace di cullare i vostri momenti più easy e darvi una scossa di adrenalina senza però compromettere il basilare ed importantissimo gusto eufonico della canzone. In questo album hanno dato il loro contributo Desmond Child (e si sente ragazzi...) Michael Bolton, e altri pregevoli artisti tra cui il suo compagnio, Mr. James Christian che è presente come backing vocals. Le song sono tutte piacevoli e se volete apprezzare una interpretazione ad hoc di Robin ascoltatevi la rockeggiante ed incalzante ‘Your Love is Tough' ma anche l'energica ‘What About Us'....senza parlare invece di bellissime ed ammalianti melodic songs come ‘Find A Little Faith' oppure del gioioso fm rock di 'Coming Back For More'. Il sound di base sembra un mix tra Robin Trower, Mark Spiro, Pat Benatar, Kim Wilde .....spero di avervi dato una vaga idea. Ah dimenticavo; da segnalare l'ottimo guitar work dei guitars player Steffi Hazan (guitars), Nick Savio (lead guitar) e JM Scattolin (additional guitars). In ogni caso un grande album da avere assolutamente nella vostra personalissima discografia. Bentornata Robin!!!
Roby Comanducci
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ANGEL
‘A Woman's Diary – Chapter I'
(Black Lotus Rec/ Audioglobe)
Line up:
Helena Iren Michaelsen - vocals and choirs
Jan "Örkki" Yrlund - guitar and programming / John Stam - guitar
Gerry Verstreken – bass / Steve Wolz – drums / Audun Gronnestad - orchestrations
Okey ragazzi. Cathouse si accinge a recensire quest'album che non è hard rock e/o rnr...perchè direte voi?! Perchè trattasi di un eccellente album ridondante intense armonie, eufonico nel suo incedere e con una voce bellissima, quella della biondissima Angel (ex Trail Of Tears) conosciuta anche per il suo music project Imperia. L'album è indubbiamente interessante, un classico mix di symphonic rock, qualche accenno gotico, atmosfere progressive (NON il prog inteso alla Genesis, attenzione) e poi tanta, tanta armonia. Dodici songs che si fanno apprezzare per la loro originalità, arrangiamento sopraffino e interpretazione vocale. Non manca anche l'energia che però viene filtrata dal pompous music style di base. Un classico esempio? La gaudiosa e rockeggiante ‘Lead You Through Fire' dall'incedere maestoso che ammalia l'ascoltatore sin dalla prima nota. Praticamente in questa song, ma anche in altre come ‘Flames Of Desire' è come trovarsi al cospetto del ragionato mix dei grandiosi Nightwish (...di loro però prendete le song più eufoniche e lente), certe cose del debut album dei Therion, il tutto amalgamato da una female-voice veramente eccelsa e da superbe parti orchestrali che conferiscono ancora più valore a tutte le composizioni. Una voce che è - melodicamente parlando- sublime; ascoltate l'intensa interpretazione della stupenda ‘Mother' e mi direte... Molto avvincente anche il gaudioso ‘pop rock' di ‘Glow In The Dark', una ballad sognante. La signorina in questione è stata anche dal sottoscritto intervistata in questi giorni e tra un po leggerete su questo sito le interessanti cose che mi ha detto. Chi è che ha detto che le donne belle e ammalianti sono solo oche!??! Ma...impariamo che spesso la bellezza ed il talento vanno di pari passo! Un album consigliatissimo a rockers e non. Se volete rilassarvi e godere di sana e buona musica questo cd deve essere vostro!!
Ah dimenticavo. Visitate il suo web site www.helena-michaelsen.com
Roby Comanducci
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HANGFACE
'Freak Show'
(Collective Music - Frontiers)
Proprio un bel disco di debutto questo Freak Show che racchiude al proprio interno evidenti influenze di bands quali Velvet Revolver, Audioslave, Pearl Jam e Stone Temple Pilots (presente nel disco la cover di Down) Prodotta dal leggendario Eddie Kramer (Hendrix, KISS, Beatles, Nugent, Zeppelin, Bowie, Stones...), la band norvegese ci offre un sound di base power rock unito ad elementi prog, class metal ed in parte grunge. Il cantato del Singer Biornar Flaa colpisce subito, una voce ruvida e potente che offre il meglio sui toni medio bassi, una sorta di sintesi tra i migliori aspetti Ozzy, Cornell, Vedder e Scott Weiland. Molto valido anche il lavoro del bassista Hogne Rundber, gia' in luce per la bella collaborazione con Slash per il progetto "Sing a Song of Six Strings". Notevoli anche i due chitarristi Daggi Helling (ritmica) e Tom Espen Pedersen (solista), quest'ultimo il piu' hard rock della band, intuibile in molte parti la scuola Perry e Slash.
Tra i brani piu' validi, Cancel me, la bella Freak Show dal groove Soundgardeggiante e Ultimate Man dai riff ricchi e incalzanti e dall'inciso trascinante. Ottimo brano anche It Could be you, splendide le sue backing vovals che ricordano lo stile Blind Melon. Bravi questi Hangface, band dalle idee molto chiare che riuscira' a farsi apprezzare da Rockers di varie fascie d'eta'. Per info: www.hangface.com
Hardigor
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JULIETTE & THE LICKS
You're Speaking My Language
(Hassler Records)
Tracklisting : 1.Intro 2. You're Speaking My Language 3. Money In My Pocket 4. American Boy 5. I Never Got To Tell You What I Wanted To 6. This I Know 7. Pray For The Band Latoya 8. So Amazing 9. By The Heat Of Your Light 10. Got Love To Kill (Remix) 11. Seventh Sing 12. Long Road Out Of Hell
Juliette Lewis - voce
Todd Morse - chitarra
Paul Ill - basso
Kemble Walters - chitarra
Jason Morris – batteria
Juliette Lewis, l'attrice di Kalifornia, Strange Days e Natural Born Killers, ha deciso di mostrare il suo lato più selvaggio, alandosi nel ruolo di cantante in compagnia dei The Licks. Amante della musica rock e fan di Iggy Pop suo idolo e fonte d'ispirazione, ci propone circa quaranta minuti di sonorità dallo stile rock-garage. La voce ruvida e graffiante di Juliette ci accompagna nelle dodici canzoni (compreso l'intro) presenti nell'album. You're Speaking My Language il primo brano è carico di vitalità, attacca con foga con una sonorità “oserei dire” rockpunk, per l'aggressività vocale, una bad girl a tutto rock. Carina American Boy, intrigante interpretazione quasi parlata in alcuni pezzi con coretti maschili, azzeccati visto l'argomento. Ogni singola canzone, va ascoltata attentamente e sentirete l'adrenalina salire… Riesce a regalarci anche sonorità più melodiche come: This I Know, bellissima a mio avviso è By The Heat Of Your Light e ultima Long Road Out Of Here interpretate tutte molto olcemente, con voce rauca e sensuale catturandoti all'ascolto di un album targato rock al femminile, dove si accelera e decelera in un sound caldo e intrigante, con energia e personalità, quale quest'artista ha dimostrato anche in esibizioni dal vivo come il primo maggio a Roma. Paragonata a Courtney Love, vedremo se riuscirà a dimostrare e a coinvolgere il pubblico con questo You're Speaking My Language, vuoi parlare la sua lingua? Allora ami il rock sporco e graffiante! Quello di Juliette & The Licks
AngelDevil
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LEGS DIAMOND
‘Out On Bail'
(AOR Heaven /Frontiers)
Considerati a ‘tutto tondo' la risposta Americana ai leggendari Deep Purple I Legs , in attività dal lontano 1974 sono un classico esempio di immortalità della grande musica, quella fata col cuore, la passione e tanta maestria. Autori di album che hanno fatto storia come ‘A Diamond Is A Hard Rock' la band del batterista Jeff Poole e del bass player Michael ‘Diamond' Gargano può essere considerata come uno dei massimi esponenti dell'hard rock melodico americano. Questa rimasterizzazzione impreziosita dall'aggiunta di ben tre nuove bonus track ci propone il loro lavoro ‘Out On Bail', originariamente uscito nel 1984 dopo lo split della line up originale e con Mike Christie e Jim May rispettivamente al posto di Michael Diamond e Roger Romeo (quest'ultimo il guitar player...). L'album quindi è un bellissimo prodotto pere ricordare amare ancora questa band e capire il ‘peso' che ha avuto nel passato e come può avere influenzato le nuove generazioni a venire. Le tre bonus track sono eccellenti e i brani originali, beh che dire, sfoggiano ancora quel ‘non so che' di fresco e attuale. Questo è un segno indiscutibile della grandezza delle composizioni della band; brani come ‘Fugitive', ‘Doomsday Flight', o ‘Nobody's Fool' sono chicche di eccelso ed eufonico hard rock, mentre la monumentale pomp rock song ‘One Way Ticket' insegna a tutti come un brano di sei minuti possa ammaliare nel suo incedere maestoso di tastiere e arrangiamenti. Grandi Legs Diamond!
Roby Comanducci
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GOTTHARD
‘Lipservice'
(Nuclear Blast/ Audioglobe)
Cari ragazzi miei…. Questo che sto per recensire trattasi di uno dei migliori prodotti musicali sfornati da una band hard rock in questi ultimi tempi. Soprattutto, voglio precisare, siamo al cospetto NON di una band qualsiasi o nuova, bensì della band HARD ROCK che attualmente possiamo definire una delle migliori al mondo per classe e musicalità HARD ROCK pura ed incontaminata: I nostri ‘vicini di casa‘ Gotthard!! Una band che dal 1992 ci delizia con il suo sound sempre dedito alle sonorità di cui sopra e, soprattutto, una band che non si è mai svenduta al mercato. Il loro ‘tiro' musicale è sempre rimasto intatto, magari qualche album più soft rispetto ad altri, ma sempre e comunque lineare con il loro stile musicale. Considerando il fatto che gli anni novanta hanno AMMAZZATO l'hard rock, e le poche band rimaste hanno cominciato a ‘respirare solo verso la fine dello scorso decennio mentre altre sono scomparse nel nulla, dobbiamo rendere omaggio e levarci il cappello al cospetto di Steve Lee & company. Alcuni dicevano che il precedente ‘Human Zoo' era troppo ‘commerciale' e rischiava di portare i nostri verso ‘rotte musicali' alternative: BALLE! A prescinedere dal fatto che ‘Human Zoo' è sì un album più easy e commerciale, ma è bellissimo, un piccolo masterpiece di class rock che tutti dovremmo possedere nella nostra personale collezione di dischi. Ma veniamo a questo nuovissimo parto discografico della band svizzera: ‘Lipservice'. Sinceramente ero moooolto curioso nel sentire come avrebbero inciso il successore di Human Zoo'. Avevano due possibilità; rimanere su un rock più ‘edulcorato' oppure tornare ad un sound più tagliente....magari un piccolo riflesso del superlativo‘G'. Beh....hanno fatto un mix delle due cose, e che mix ragazzi!!!!!!! ‘Lipservice' è un autentico gioiellino di incontaminato e puro hard rock arrangiato benissimo e con forti tinte pompous / eufoniche che ovviamente ne caratterizzano la struttura di base. Un album capace di caricarvi di adrenalina nelle song più ‘heavy' e cullarvi nella sua intensa ed intrinseca melodia nei momenti più soft. Devo ammettere che mister Leo Leoni (chitarrista e co-leader con Steve della band) ha fatto un grande lavoro, coadiuvato dal resto della band, ed il nuovo chitarrista Freddy Scherer ha svolto un ottimo lavoro alla seconda chitarra in quanto sostituto dell'ex Mandy Mayer...
Si inizia con ‘All We Are', e si capisce subito l'indirizzo musicale del new album essendo questa una classica hard rock song. Il ritmo si alza con la successiva e pulsante ‘Dream On', song caratterizzata da un heavy rock di facile presa, orecchiabile nelle chorus line ma accattivante e con un buon groove di chitarra. Si prosegue con la stupenda ‘arena song' ‘Lift ‘U' Up' (...che è anche il primo singolo). Batteria e cori in evidenza per questa hard'n'roll song che mette in evidenza la grinta vocale del bravissimo Steve e il suono anthemico che i Gotthard spesso riescono a tirare fuori. Una canzone che da sola vale l'acquisto del cd!! La quarta traccia è la seconda perla del cd. Il titolo è ‘Everything I Want' ed è una canzone melodica che però non è una ballad, bensi un stupenda e armonica rock song, che prende a piene mani dai Def Leppard di ‘Hysteria'. Un capolavoro assoluto che vi consiglio di ascoltare in dolce compagnia...ehm. Si torna invece sul sentiero ‘hard' con ‘Cupid Arrow' e la successiva ‘I Wonder' nella quale la parte da leone la svolgono soprattutto le eccelse chorus line. ‘I'm Alive' invece ha un sound tagliente ed un guitar work più marcato, stile ‘vecchia produzione Gotthard', tanto per capirci , mentre ‘I've seen An Angel ....' è una vera ballata interpretata magistralmente da Lee e con un arrangiamento superlativo. Si va avanti con ‘Stay For The Night' che sembra uscire da ‘1987' dei grandi Whitesnake. Un hard rock diretto e potente, senza mezze misure che poi lascia spazio alla più ‘radiofonica' ‘Anytime Anywhere'. Corposa e con un eccellente guitar work è la successiva ‘Said & Done' mentre un superbo hard rock'n'roll si ascolta nell'altra chicca di questo album, ‘The Other Side Of Me'. E' quindi il momento di tornare a sognare e viaggiare con la mente, e quindi eccovi servita la melodica ‘Nothing Left At All', suadente e ricca di phatos. Arriviamo quindi all'ultima traccia di questo eccellente lavoro in studio, e troviamo l'acustica ‘And Then Goodbye' che viene elevata ai massimi livelli dalla prestazione vocale di uno Steve Lee sempre ai massimi livelli. Non voglio aggiungere altro. Siamo di fronte ad un album che già catalogo nella mia futura top ten di questo 2005 musicale, ed in attesa di vederli tra poco dal vivo in italia, vi consiglio a tutti di fare vostro questo grandissimo album.
Roby Comanducci
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BRAZEN ABBOT
‘My Resurrection'
(Frontiers)
line up:
Nikolo Kotzev: guitars, percussions, additional keys, piano.
The singers: Joe Lynn Turner, Goran Edman, Tony Harnell, Erik martensson
The players: Nelko Kolarov: keyboards, Hammond , piano / Wayne Banks : bass
Mattias Knutas: drums / additional musicians: Tha Sofia String Orchestra.
Un poderoso spiegamento di forze e talenti è presente in questo bellissimo nuovo parto discografico del guitar virtuoso bulgaro Nikolo Kotzev. Con il suo progetto solista , Brazen Abbot, il nostro da vita a questo nuovo ‘My Resurrection' chiamando a se tra le migliori ‘ugole' musicali del settore hard rock, eccellenti musicisti e nietepopodimenoche un' orchestra sinfonica, che impreziosisce con il suo supporto l'intero lavoro in studio, fornendo quel giusto e magico ‘grip' eufonico che eleva il cd ad uno status di elevatissima caratura tecnico/compositiva. Nikolo già lo conoscevamo, tra l'altro reduce da un recente cd&dvd live commemorativo del decennio Brazen Abbot di attività (recensito sempre su questo sito); trattasi di un grande guitar hero, che oltra a suonare gran parte degli strumenti oltre alla sua sei corde, è anche produttore, songwriter, arrangiatore ....praticamente la mente di questo suo grande progetto. Dodici canzoni che, stilisticamente parlando, rendono gloria al caro vecchio e sempre imponente hard rock. Un po come sentire i Rainbow del grande Blackmore tanto per fare un paragone. Quindi siete già avvisati: qui siamo al cospetto di Grande Musica non di semplici ‘easy songs' da classifica radiofonica. ‘My Resurrection' trattasi di un cd da ascoltare attentamente, nelle sue mille sfumature, poichè capace di regalare intense sensazioni all'ascoltatore. Sicuramente, oltre al nostro chitarrista, il merito è anche dei grandi cantanti che interpretano le dodici tracce con la massima professionalità e contribuiscono a dare quel pizzico di originalità in più all'album. Interessante ascoltare le tonalità più ‘rauche' e graffianti di un ‘sempreverde' Joe Lynn Turner, che si alternano alla potente e al tempo stesso eufonica voce del Malmsteen-vocalist Goran Edman. Tony Harnell è sempre al top e la sua timbrica vivace, accattivante ma anche potente e melodica al tempo stesso oramai sono marchio d'indelebile qualità. Bellissima e ‘profinda' anche l'interpretazione vocale del vocalist degli Eclipse Erik Martensson nella superba ‘The Shadows', ballad ricca di phatos e feeling aggrazziata da un magistrale supporto orchestrale di sottofondo. Praticamente un disco al top sotto ogni profilo, fatelo vostro e ne rimarrete entusiasti.
Roby Comanducci
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MOLLY HATCHET
“Warriors Of The Rainbow Bridge ”
(SPV/ Audioglobe)
Line-Up:
Bobby Ingram: Lead And Acoustic Guitars, Bg Vocals
Phil McCormack: Lead Vocals And Harmonica
Dave Hlubek: Lead Guitars And Bg Vocals
John Galvin: Keyboards / Piano And Digital Programming
Rich Del Falvo Piano / Keyboards
Tim Lindsey: Bass Guitar And Bg Vocals
Shawn Beamer: Drums And Percussion
Backing Vocals : Amalia
Grandissimi esponenti del Southern Rock più viscerale e potente, I Molly Hatchet di Bobby Ingram tornano dopo due anni con un nuovissimo full lenght album: ‘Warriors of The Rainbow Bridge'. Un album interamente dedicato alla prematura scomparsa della moglie Stephanie di Bobby, evento tragico che ha influenzato non poco il songwriting di quest'album. Il suono è come sempre potente e il disco si mantiene per tutta la sua durata su alti livelli qualitativo/compositivi come i grandi Molly Hatchet ci hanno da sempre abituato .... Il loro sound è riconoscibile immediatamente, uno stile di southern-boogie miscelato a ingenti dosi di hard rock e chitarre ‘taglienti'. Probabilmente i MH sono , nel panorama southen, una delle band più “heavy” più orientate verso un sound che miscela la cultura e filosofia southern a spunti e musicalità heavy rock. Infatti il cd si apre con un classico sound southern nella bella ‘Son Of The South' e ci stupisce poi nella successiva ‘Moonlight Dancin', dove un affilato riff di chitarra introduce una boogie rock'n'roll song veramente carica di adrenalina. Le song, come detto all'inizio, sono tutte interessanti quindi non mi dilungo in un riassunto particolareggiato. Da segnalare, però, la lunga (circa sette minuti) e conclusiva ‘Rainbow Bridge' una song dal taglio epico culminante nel finale in una sorta di furiosa jam session. Cosa dire.... per tutti i fans e per tutti coloro che si vogliono avvicinare a questa storica band. Un album eccellente.
Roby Comanducci
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CLUTCH
‘Jam Room'
(Megaforce Rec)
Indubbiamente il disco di rock più ‘sporco, sudato e carico di groove che abbia sentito dall'inizio di questo 2005. Ma soprattutto uno dei cd che suona più vintage-seventies di questi ultimi tempi. Stiamo parlando di questo lavoro della formazione del Maryland , Clutch, in attività oramai dal lontano 1991 e con diversi album e singoli alle spalle. Il loro sound è un rock stoner, a metà strada tra i Led Zeppelin, alcuni arrangiamenti funky e sonorità hard'n'heavy. Il tutto condito da un cantato ‘rauco' e acido in perfetto stile old fashioned....a metà anni settanta un album così avrebbe spopolato. Il sound dei nostri, ripeto, è veramente corrobborante nel suo incedere; parti cantate si alternano a lunghe parti strumentali, cambi tempo, atmosfere in bilico tra psicadelia funky, hard, rock ‘n' roll crudo e bastardo. Questa è la caratteristica principale che definisce questo ‘Jam Room' come un cd diretto, un pugno nello stomaco, che non si adagia su armonie eleganti anzi, si diletta nella parte più caparbia e massiccia del sound seventies: la musica suonata e strumentale, a volte magari troppo eccessiva strutturalmente parlando ma che farà la gioia di tutti coloro che NON amano le ‘easy song' sullo stile, strofa-ritornello-solos- strofa.... Qui i canoni sono molto differenti e canzoni quali l'opener ‘Who Wants to Rock' stanno a dimostrare quanto dico. L'album è quindi un ottimo prodotto, ma va ascoltato bene e con cura; magari al primo ascolto risulterà leggermente ‘pesante' ma con i successivi scoprirete la magia di ‘Jam Room'. Un altro ottimo prodotto per le vostre orecchie.
Roby Comanducci

SOUL SIRKUS
‘World Play'
(Frontiers)
line up: Jeff Scott Soto: vocals/ Neal Schon : guitar / Marco Mendoza : bass / Virgil Donati: drums
Benone. Quando escono album di questa caratura c'è poco da dire. Oppure ci sarebbero tante parole da fare un articolo invece di una recensione. Ma il nostro scopo in questa sede è raccontarvi come sempre con un breve sunto il full lenght album in questione, cercando di trasmettervi quello che potrebe essere il valore del lavoro della band in oggetto. Beh...per i Soul Sirkus diciamo subito senza paura di essere smentiti che trattasi di un progetto, una all stars band che ha partorito un album eccezionale sotto ogni profilo. D'altronde da quattro super-stars come i nostri non potevano che aspettarci un prodotto d.o.c. Un classico esempio di true hard rock sound miscelato a partiture a volte AOR oriented...e con Neil Schon alla chitarra, immaginatevi che TIPO di arrangiamenti aor che possono nascere. LUI che è il maestro , il guitar man (o meglio guitar hero....!!!) per eccellenza del panorama class rock mondiale. Anche se questa considerazione è alquanto riduttiva per un chitarrista della sua portata....considerato a ragione tra i migliori al mondo, ma non solo nel hard rock!!!! La voce di Jeff rende benissimo anche in questo album e conferisce quella particolare dose di cattiveria/adrenalina ai pezzi che acquisiscono corposità ed immediatezza. Menzione d'onore anche alla superba sezione ritmica che è la struttura portante dell'intero lavoro, con quei due mostri sacri di Marco e Virgil!!!! Ben sedici canzoni (beh...la prima è un breve intro però.. ) di cui quatro bonus track che ci regalano oltre 70 minuti di classe pura e momenti carichi di feeling, phatos e grande, GRANDE musica!!!! Difficile estrapolare il brano migliore....qui siamo al cospetto di un vero piccolo gioiellino. Inoltre le song hanno il pregio dell'originalità e si differenziamo l'una con l'altra.... una delizia per l'ascoltatore cje si appresta all'ascolto di questo ‘World Play'. Stupendo l'incedere armonico della lenta e melodica ‘Soul Goes On', dove un Soto in gran spolvero ci regala una bellissima performance vocale, il tutto impreziosito dal guitar work elegantissimo del ‘maestro' Schon. ‘Alive' una delle bonus track si presenta con un ‘vestito' hard rock che potrebbe entrare tranquillamente nella track listing di un album dei Journey. Originale la ‘sudamericana' “Abailar To' Mundo”, poco più di due minuti strumentali (con solo qualche ‘gorgheggio' di Jeff e chorus line dei nostri) che si basano sul lavoro di basso del grande Mendoza. Altro grande brano sprizzante adrenalina pura è ‘Praise' Interessante e densa di emozioni anche ‘Coming Home' un altro lento di gran classe. Mah, nopn voglio elencare tutte le song altrimenti vi tolgo il gusto della sorpresa. Grande album per dei grandi musicisti che ancora una volta ( ma avevamo dubbi?) hanno dimostrato il loro immenso valore.
Roby Comanducci
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ROBERT PLANT
'Mighty Rearranger'
(Sanctuary Rec)
Mighty Rearranger , questo il titolo del nuovo album di Robert Plant, l'ex singer dei Led Zeppelin (leggenda del rock), sono dodici i brani presenti: 1. Another Tribe 2 . Shine It All Around 3. Freedom Fries 4. Tin Pan Valley 5. All The Kings Horses 6. The Enchanter 7. Takamba 8. Dancing In Heaven 9. Somebody Knocking 10. Let The Four Winds Blow 11. Mighty Rearranger 12. Brother Ray
L'inossidabile voce del rock, supportato ancora una volta dagli Strange Sensation, con i quali ha realizzato nel 2002 Dreamland , disco premiato al Grammy Awards , torna proponendo testi profondi, rispettando le sue idee, senza cedere alla commercializzazione dell'immagine, e della sua musica, restando come si definisce “un fottutisimo hippy” e affronta temi importanti .In quest'album dalle sonorità rock-africane, se così si può definire, il nostro Robert Plant riesce a rapirti “musicalmente” conducendoti in un mondo diverso, la giusta alchimia dei suoni tecnologici e più etnici ne sono la conferma. L'evidente esperienza in Marocco ha influenzato molto la scelta dei suoni per questo Mighty Rearranger , prendendo spunto dal suo viaggio, dove ha scritto la maggior parte dei brani. Takamba , il settimo brano presente di quest'album, ne è la prova. In Marocco il Takamba, sono ritmi basati sul movimento del cammello, cosi Plant, ne ha creato una canzone. La passione che si sente per questo mondo, nell'ascoltare l'album, è straordinario. Bellissimo e penetrante il secondo brano Shine it All Around , che diventerà il singolo dell'album, con una voce straordinaria e rabbrividente. Un album, ricco d'intensità e profondità, dall'ammaliante voce, di quello che resterà per sempre, una delle leggende del rock n' roll.
AngelDevil
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JOE PERRY
'S/T'
(Columbia Records)
Finalmente! L'album solista di Joe Perry, è uscito, battezzato semplicemente con il suo nome. Tra i tredici brani contenuti, sono presenti due cover, “ Crystal ship” dei Doors, e “Vigilante man” di Woody Guthrie. Il chitarrista degli Aerosmith qui suona quasi tutti gli strumenti e questa volta ha deciso anche di cantare, le canzoni scelte, si adattano alla sua voce bassa e profonda. La batteria, è suonata da Paul Caruso, co-produttore dell'album e ingegnere del suono (compito già svolto sugli ultimi album degli Aerosmith). Si parte con “Shakin' My Cage”, un sound di puro rock n' roll, carico, e orecchiabilissimo, canzone consigliata nelle serate in discoteca, facile l'ascolto, e difficile il restar fermi. Ragazzi, chiudete gli occhi, mentre partono le note ammalianti di “Pray For Me”, il terzo brano, presente in quest'album: sarà com'essere circondati da danzatrici del ventre, suoni che richiamano l'oriente, accompagnati dalla chitarra rockeggiante, piacevole accostamento di suoni. Ottima interpretazione del brano dei Doors, “ Crystal ship”, la voce profonda, di Joe, è indicata. Dopo l'ascolto di nove pezzi, dalle sfumature blues e schitarrate rock, la decima canzone “Ten Year” è quella che si può definire la “ballad” di quest'album, per rivere emozioni, e sentirvi trascinare dalle note soft. Presenti due brani, strumentali, dal riff rock “Twilight”, e “Mercy”, quest'ultima scritta dodici anni fa, e conservata per la giusta occasione, la pubblicazione di questo”Joe Perry”. Con questo album, ha voluto fare un regalo alla moglie, ma l' ha fatto, anche a tutti noi… Volete qualcosa di piacevole e fluido da ascoltare? Regalatevi questo “Joe Perry”, dal sound blues-rock… Consigliatissimo!
Angel Devil
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HARTMANN
‘Out In The Cold'
(Frontiers)
Ottimo debut album solista per l'ex singer degli Avantasia e At Vance, il bravo frontmen (e guitar player) Oliver Hartmann. Il nostro artista si era già fatto ben valere nelle band appena citate e in altri side project. Il suo background derivativo da Deep Purple, AcDc, Whitesnake, Rainbow fa capolino in quest'album che segna un forte stile hard rock oriented , leggermente più easy delle band appena citate ma comunque il giusto compromesso tra un sound di Strangeways, Dare e i grandi Whitesnake con arrangiamenti stile Giant. Possibile direte voi? Certamente. Il nostro Oliver con questo eccellente ed edulcorato prodotto decisamente Aor oriented, ci regala affascinanti melodie, senza disprezzare però un sound a volte anche vigoroso, ma mai esagerato o noioso. Le song si attestano tutte su standard qualitativamente alti anche se tracks quali l'opener 'Alive Again', la melodica e suadente 'Out In The Cold', 'How Long' dalla batteria 'pulsante' ma anche la semi ballad che chiude il cd 'Into The Light' ricca di pathos..... possono considerarsi le top songs di quest'album. Un prodotto decisamente ben arrangiato e suonato, che potrà indubbiamente abbellire la vostra già bella collezione di cd di rock d'autore!
Roby Comanducci
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SWIRL 360
‘California Blur'
(Atenzia Rec. / Frontiers)
Denny Scott: vocals/guitar– Kenny Scott : guitar/programming/backing vocals – Chad Salls: bass / back. Vocals – Luke Adams : drums / back. vocals
Dopo qualche anno di silenzio, causa cambio di etichetta e altro, i Losangeleni Swirl 360 tornano al full lenght album, e lo fanno confezionando questo ‘California Blur' che, a detta loro, rispecchia e riporta nei testi, frammenti di vita e life style in quel di Los Angeles, adesso.... Il cd è un buon prodotto, i fratelli Scott si dilettano sempre nel loro Fm rock, pop rock con contorni molto ‘radiofonici' e lo fanno bene. Nulla da eccepire infatti: questo ‘California Blur' è il classico album da tenere sempre in macchina ed aspettare le assolare giornate estive per spararlo a ‘manetta' sul vostro hi-fi car stereo. Ma anche in spiaggia, con la vostra radio, mentre godete l'ebrezza del mare e...le belle forme delle ragazze in bikini...hehe. A parte gli scherzi; quest'album ricalca i precedenti lavori della band, ricordiamoci che sono stati in classifica con un interessante hit single ‘Hey Now Now' tratto dal loro cd ‘Ask Anybody'. Certo, in Italia non sono conosciuti, ma sono convinto che il loro solare e frizzante sound, mai impegnato o ipertecnico, vi allieterà le migliori giornate della prossima estate. Dico questo poichè trattasi di un album da ascoltare in un ambiente allegro, la musica che sprigiona ben si addice alle vacanze, al divertimento. Su ‘California Blur' non ci sono assolo di chitarra, arrangiamenti superlativi, tecnica esasperata. Trattasi di un interessante rock album, piacevole nel suo complesso: le song più ‘gettonate' potrebbero essere la stessa title track, l'opener ‘Oblivion', ‘Chemical (my true love) e la conclusiva acustica ‘Okay'. Bene, bene. Se volete un cd di buon fm rock, questo è per voi.
Roby Comanducci
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DARE
‘The Power Of Music – Live in Munich ' (cd)
(MTM/Frontiers)
Parlare della band di Darren Wharton fa sempre molto piacere, e soprattutto il piacere è ancor più alto costatando che il bravo ex Thin Lizzy oramai si è ritagliato una fetta di mercato e di fans tutta sua, dove con i suoi DARE sta lasciando sicuramente un'impronta indelebile. Ricordiamoci tutti che il Sig. Wharton è l'artefice di uno dei dischi più belli di Adult Oriened Rock di fine eighties: il masterpiece ‘Out Of The Silence'. Pietra miliare oramai, per il suddetto genere ed anche cd mai superato dallo stesso Wharton coi suoi lavori successivi. Tanto di cappello, comunque, poichè i Dare si sono matenuti sempre su elevati standard qualitativi/compositivi. Adesso stiamo recensendo invece non l'ultima fatica in studio, bensì questo live (che esce sia in CD sia in DVD) ‘The Power Of Nature', la cui unica ‘pecca' ( se di ‘pecca' vogliam parlare...) è la breve durata –solo dieci tracce, meglio quindi la versione DVD contenente diversi bonus - e la mancanza di songs tratte dal masterpiece prima citato. Per il resto il suddetto live è stato registrato in quel di Monaco, i suoni sono egregi (giusto mixaggio tra band e pubblico, non come in molti live dove il sound è sterile o l'opposto, soffocato da grida e urletti...) e la band è in gran spolvero. I brani proposti mettono in luce la sempre eccelsa preparazione artistica della band e soprattutto l'interpretazione vocale del leader/singer Darren, capace con la sua tonalità ‘calda' e ammaliante della voce, di fare provare sempre forti emozioni. Consigliato!
Roby Comanducci
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TALISMAN
'Five Man Live'
(Frontiers)
Questo e' uno di quei live che lasciano veramente il segno, i Talisman sono un gruppo talmente perfetto che difficilmente possono essere trovate parole giuste per poterlo descrivere. Un doppio live datato 2003 e composto da due concerti differenti, questa l'idea della band composta dal grande Jeff Scott Soto (vocals), Fredrik Akesson (guitar), Howie Simon (guitar), Marcel Jacob (bass) e Jamie Borger (drums). il disco 1 contiene la performance della band al Club Mondo di Stoccolma mentre il disco 2 alllo Sweden Rock festival sempre nella capitale svedese. Eccellenti le registrazioni e la cura dei suoni, tutta la classe e la potenza della band e' totalmente valorizzata dall'ottima produzione affidata direttamente a Marcel Jacob. Straordinaria l'intensita' di entrambe i live, Jeff e' veramente un Singer con la S Maiuscola, una voce che ogni band vorrebbe avere. Gli oltre quindici anni di carriera in ambito hard rock emergono totalmente in questo magnifico live, a mio avviso uno tra i migliori degli ultimi anni in questo ambito. Bellissime le esecuzioni di brani quali Break Your Chains, Skin on Skin e Scream of Anger, delle vere perle suonate in maniera incredibilmente maestosa. Per concludere, un disco da avere assolutamente, una vera 'chicca' hard rock tutta dal vivo. Per info: www.jeffscottsoto.com
Hardigor
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V8WANKERS
'The Demon Tweak'
(Rude Rec. / Frontiers)
Nuovo album per questi interessantissimi e potentissimi street-punk rockers tedeschi gia' in evidenza in passato per le precedenti produzioni e come special guest live per bands quali Rose Tattoo e Motorhead. Immediatezza, potenza e rabbia, queste le componenti di "The Demon Tweak", un disco che suona molto punk ma che al proprio interno contiene forti richiami Rn'R e metal. Decisa e graffiante la voce del Singer Lutz Vegas, incredibile la sua capacita' di agganciarsi al brano tenendo costantemente al massimo il tiro dello stesso. Come da buona tradizione punk, la durata di ciascun pezzo risulta relativamente corta ma a differenza di molti lavori associabili a questo genere, non si riscontra monotonia durante l'ascolto.
Come detto in precedenza, non solo punk in questo disco, il cocktail che ci viene offerto dai v8w contiene anche ingredienti di sapore diverso. Intuibili richiami a bands storiche quali Motorhead, Bad Religion, Judas Priest ed AC/DC ma anche, seppur in minima parte, alle nuove tendenze rock scandinave. Bellissima la prima traccia intitolata Bad Ass Boys, forse la piu' Rn'R del disco, notevole anche San Francisco con i sui tarantolati e allucinati stop & go. Accelleration Nation, song che sembra fondere gli stili di Backyard Babies e Hardcore Superstar in chiave punk, risulta un altro pezzo forte del lavoro. Degna di rilievo anche la rabbiosissima No One Says no to v8w, sembra quasi che la band voglia farci capire di che pasta e fatta. Per concludere, un disco consigliatissimo ai fedeli del punk rock di qualita' ma anche a tutti i Rockers legati a sonorita' piu' obuste Motorhead oriented.
Per info:
www.v8wankers.de
Hardigor
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BRUNO ROCK
‘Interaction'
(MTM/Frontiers)
Line-Up:
Vocals, Guitars - Bruno Kraler
Keyboards - Fredrik Bergh (STREET TALK)
Bass - John Billings, Rachel Bolan (SKID ROW)
Guitars - Bobby Altvater (AFFAIR), Alex De Rosso (ex DOKKEN)
Drums - Paolo Morbini (ex EVA and EXILIA)
Produced by Michael Wagener (DOKKEN - OZZY OSBOURNE - METALLICA - ALICE COOPER – ACCEPT- SKID ROW -EXTREME)
BRUNOROCK è il progetto solista del frontman ( singer / guitarist) di NIGHTPRIDE e DARK SKY Bruno Kraler. Questo nuovissimo ‘Interaction' trattasi del terzo lavoro in studio dopo due lavori quali l'omonimo del 1994 e ‘X-OVER' nel 2002!
La peculiarità di Bruno è sempre stata quella di circondarsi di artisti molto bravi di fama internazionale e comunque session man d'eccezione. Il risultato è sorprendente anche perchè eleva questo ‘Interaction' al rango di uno dei migliori cd di questo genere hard rock / class rock americano , usciti dall'inizio di questo 2005! La formazione (come potete leggere sopra) è eccellente con due membri De Rosso / Morbini che sono tra i migliori session/artisti che abbiamo in italia...e addirittura la presenza di Bolan degli Skid! Il Cd suona bene, anzi è dirompente e al contempo melodico in tutte le sue undi tracce. La voce di Bruno eccelle sia nelle parti hard sia in quelle più eufoniche come la stupenda ‘Pray For The Rain' che da sola vale l'acquisto di questo piccolo gioiellino intitolato ‘Interaction'. Ricca di phatos e l'ammaliante ‘Let Me be The One' che riporta a certi lenti à la Mr Big, tanto per capirci!! Se volete invece farvi salire la pressione e ascoltare un grande brano di hard rock fm oriented ...beh, sentite ‘Take The Throphy'. Non voglio prolungarmi in quanto tutte le song sono degne di nota, ma una in assoluto mi ha lasciato a ‘bocca aperta' ( e non è facile credetemi): la conclusiva ‘La Fonte Dei Sogni'!!! Si avete letto bene, una song cantata in ITALIANO, bellissima, intrigante, commerciale e da un refrain eccelso. In questa song Bruno è riuscito a miscelare armonie e feeling al massimo livello. Il motivo di un brano cantato in italiano non lo so...forse la presenza dei nostri De Rosso e Morbini, cosa che comunque ha reso ancora più prezioso quest'album. Da avere a tutti i costi!! Un vero piccolo gioiellino!!!
Roby Comanducci
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MILAN POLAK
'Dreamscapes'
(Lion Music /Frontiers)
In attività sin dai primi anni novanta con tantissime collaborazioni con molti artisti di calibro internazionale, numerose release (per vedere la sua discografia linkatevi a http://www.lionmusic.com/artists/polak.htm ) il nostro guitar man, addirittura osannato dalla stampa/critica locale Austriaca come uno dei migliori chitarristi provenienti da questo paese, ci regala questo nuovissimo album strumentale ‘Dreamscapes'. In questo cd - la cui caratura tecnico-compositiva preciso subito essere di alti livello - si respira una musicalità piena, che non lascia spazi ‘vuoti' e soprattutto non annoia (cosa molto importante per un lavoro strumentale!!!). Si spazia da sonorità ‘à la Satriani' per cambiare poi allo stile originale dello stesso Milan. Bellissime le due ‘lente' e melodiche ‘Girlsfriends' e ‘Dreamscapes', oppure l'ammiccante opener ‘Panic Room'. Atmosfere gitane con una chitarra classica stupefacente si ascoltano nella bellissima ‘Spanish Romance' mentre la successiva ‘Quicksilver' rende omaggio al maestro Satriani del periodo ‘The Extremist'. ‘Joyride' rende invece omaggio ad un FM rock molto radiofonico che se fosse ‘cantato' sarebbe un sicuro hit da trasmettere. Troviamo poi un'alternanza di song più ‘hard-oriented' ad altre più melodiche, ma il pathos lo raggiungiamo nella stupenda ‘Sometimes I Still Miss You' che chiude con lae sue delicate eufonie di base un albun indubbiamente valido e consigliato non solo ai chitarristi, ma a tutti coloro che vogliono godere di buona musica suonata con passione.
Roby Comanducci
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HEARTLAND
‘Move On'
(Escape Frontiers)
Vocals: Chris Ousey /Guitars: Steve Morris /Bass: Mathias Gregerson / Drums: Rasmus Dueldahl /Drums: Bjarne T. Holm on #5
Giunti al traguardo del nono album I figli della terra d'Albione Heartland ci regalano questa new release sempre dedicata ad un eccelso adult oriented rock colmo di phatos e arrangiamenti sopraffini. I nostri si sono sempre evidenziati per il loro corposo sound che ammalia l'ascoltatore e dosa un'incredibile melodia con parti di guitar work indubbiamente accattivanti e ‘hard' che contribuiscono a ‘pompare' il prodotto non rimanendo quindi nei canoni del puro FM rock. Basti sentire l'opener ìHard Hearted Man' oppure la dirompente ‘City Of Light' per rendersi conto di che pasta sono fatti questi musicisti. Senza ombra di dubbio menzione particolare per Chris Ousey alla voce ma soprattutto al lavoro del guitar man Steve Morris, capace di cesellare solos incandescenti come anche eleganti partiture di chitara per cullare le vostre orecchie. Ovviamente non mancano le ballad (se così vogliamo chiamarle anche se non le definirei proprio in questa maniera...), come l'interessante e armoniosa ‘Hell Or High Water'. Se volete invece ascolater un classico e eccelso esempio di Fm rock molto mainstream da sparare a ‘palla' quest'estate nella vostra auto ...beh, selezionate la traccia numero sette, ‘Too Sad To Cry'. Praticamente questo ‘Move On' non perde colpi e tutte le tracks sono su un livello qualitativo elevato. Un acquisto sicuro che farà felice molti fans.
Roberto Comanducci
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LANA LANE
‘Lady Macbeth'
(Frontiers)
Tracklisting: The Dream That Never Ends; Someone To Believe; Our Time Now; Summon The Devil; No Tomorrow; Shine On Golden Sun; The Vision; Keeper of The Flame; We Had The World; Dunsinane Walls – Bonus video: Someone To Believe
Signore e signori eccoci dunque al cospetto di un altro gioiellino musicale: ‘Lady Macbeth', il nuovo concept album della regina incontrastata dell' heavy rock sinfonico e progressivo. Lana lane oramai è un punto fermo per tutti coloro che amano atmosfere fiabesche o sognanti, basate su una linea musicale molto prog oreiented (il progressive più moderno però, non quello settantiano...nda) sulla quale vengono impostate armonie e arrangiamenti tendenti ad un hard rock elegante e pomposo, mai aggressivo ma tagliente al punto giusto. Un eccelso lavoro della vocalist oramai da sempre accompagnata da quel talento naturale che risponde al nome di Erik Norlander (tastierista, ma anche co-autore e produttore dell'intero cd...nda). Il sound è eccellente è regala intense eufonie di base ricche di phatos probabilmete dovuto al fatto che tutta la storia è l'estapolazione di un'opera del grande Shakespeare. Da segnalare anche l'intenso ed elegante guitar work del virtuoso Peer Vershuren sia in fase di accompagnamento che nei solos di indubbia qualità. Un album da ascoltare con calma, in una tranquilla serata, per rilassarsi e cullarsi beandosi della sublime voce di Lana.
Roby Comanducci
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MIDNIGHT
‘Sakada'
(Black Lotus Rec./ Audioglobe)
Complesso, intrigante, introspettivo e di elevata caratura tecnico/compositiva: questo è il commento che viene subito alla mente dopo un attento ascolto di questa nuova release solista ‘Sakada' del grande singer dei gloriosi Crimson Glory, Midnight. Ebbene sì: il nostro trattasi di uno di quegli artisti con la ‘A' maiuscola, un cantante d'eccezione che ci ha regalato intensi momenti grazie alla sua preziosissima ugola d'oro. Il suon cantato è qualcosa di speciale, l'intonazione, il timbro, l'estensione vocale sono unici e lo sanno bene i tantissmi estimatori di questo grande vocalist. Ricordiamoci i bellissimi album coi Crimson (‘Crimnson Glory' 86, ‘Transcendence' 88 e ‘Strange & Beautiful' 91) autentici masterpiece per chi vuole un heavy metal classico e sinfonico al tempo stesso. Ma adesso il nostro si diletta con il suo progetto solista. ‘Sakada' è un cd strano, non ben catalogabile in un genere particolare, ma non per questo noioso, tutt'altro. All'interno delle nove tracks si assaporano differenti situazioni musicali...anzi, soluzioni musicali oserei dire. Quest'album è un gaudioso mix di heavy metal fuso con rock psichedelico e elementi esoterici, orientali, tratti da una musicalità drammatica ed al contempo ridondante phatos ed intense e sottili armonie. Un disco da ascoltarsi comodamente seduti per assaporarne le tante sfumature che le songs presenti riescono a regalarci. Non vorrei elencare tutte le song, poichè l'album dovete scoprirlo voi stessi, canzone dopo canzone. Ad ogni modo l'opener ‘Incubus' prende a piene mani dal passato Crimson Glory mentre cambio completo di linea musicale l'abbiamo con la seguente e ‘melanconica' ‘Berber Trails', dove la drammaturgica ed originale musicalità interiore di Midnight esce allo scoperto. Un cantato quasi ‘malato' , sofferente nel suo incedere su un tappeto sonoro quasi esotico e melodie che trasportano la mente verso luoghi lontani e sperduti. Un continuo alternarsi di musicalità è la caretteristica principale di questo ‘Sakada'. Su tutte la differenza tra la più rockettara ‘Little Mary Sunshine' e la successiva ‘Miss Katie' song introspettiva dove addirittura compare il banjo, tra gli strumenti usati nel comporla e suonarla. Per i ‘palati più heavy' la bellissima heavy song ‘War' regala forti emozioni per poi riadolcire l'ascoltatore con la lenta e melodica ‘Lost Boy'... Inutile proseguire: questo album è per tutti coloro che non si accontentano di un ‘semplice' album suonato bene, ma vogliono originalità miscelata ad un pizzico di magia compositiva. Da segnalare la presenza tra i guest musicians di Ben Jackosn, vecchio amico e bassista dei Crimson Glory. Grande Midnight, ottimo lavoro!
Roby Comanducci
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