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recensioni 2005
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REFUGEE
'Affairs In Babylon '
( MTM )

Tracklist: 01. Affairs In Babylon , 02. Thunder Of Another Night, 03. Listen To Your Heart, 04. Hot Words, 05. Dream On Anastasia, 06. Exiles In The Dark, 07. No Survivors/ No Way Out, 08. Body To Body, 09. Here We Go Again, 10. These Are The Good Times, Bonus Tracks: 11. We All Go Down To The River, 12. Let It Out, 13. Mississippi Side Road (Live), 14. Piano/Drum Feature (Live), 15. Mighty Quinn (Live)

Cari miei quello che sto per recensire è un album in realtà datato 1985! trattasi di una ristampa, ed è stata riscoperta dalla raccolta MTM Classix, offrendo per l'occasione anche quattro bonus track. I canadesi Refugee negli anni '80 erano famosi e conosciuti soprattutto nella loro patria. Nati come Michael Fury Band, dopo un disco di debutto senza successo, cambiò parte della lineup pubblicando questo Affairs In Babylon. L'album si presenta con sonorità tipiche, ovviamente degli anni ‘80. Già dalla prima canzone è impossibile non lasciarsi trasportare dal suono delle tastiere, suonate da Howard Helm, brano profondo, le prime note quasi malinconiche. Le canzoni che seguono ci regalano riff di chitarra che ne disegnano il suono pulito e preciso, con la voce di Myles Hunter che si fondono insieme creando un album da scoprire e d'ascoltare con attenzione, proprio perché è un lavoro datato eight con sonorità pomp rock e con la forte presenza delle tastiere. Apprezzabile le registrazioni live presenti, se ne riscopre la forza e la bravura dei Refugee, interessante il brano Piano/Drum Feature, una bella miscela di suoni: rullate accattivanti, quasi una sfida con la tastiera. L'ultimo brano che chiude questa chicca è Mighty Quinn, cover dei Manfred Mann's Earth Band, una bell'interpretazione per questa canzone che ha fatto la sua storia nel 1978 e, che, cari miei le note torneranno familiari a molti mentre si ascolta. Il pulsare continuo della batteria, del basso, i riff di chitarra, la sensualità delle tastiere e la voce di Myles ti riportano indietro nel tempo piacevolmente..

AngelDevil

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NICKELBACK

' All The Right Reasons '
(Roadrunner Record)

Tracklist: 01 Follow you home, 02 Fight for all the wrong reasons, 03 Photograph, 04 Animals, 05 Saving me, 06 Far away, 07 Next contestant, 08 Side of a bullet, 09 If everyone cared, 10 Someone that you're with, 11 Rockstar

Line up: Chad Kroeger – Voce/Chitarra * Ryan Peake – Chitarra/Voce *Mike Kroeger – Basso * Daniel Adair – Batteria

I canadesi Nickelback sono tornati! Si sono guadagnati il successo grazie alla canzone How You Remind Me, il primo singolo estratto dal fortunato album Silver Side Up , con il quale hanno vinto una nomination come "best record" ai Grammy Awards del 2003. Chad Kroeger e la sua band si ripresenta in grande con un nuovo album All The Right Reasons. Un album potente e tagliente con testi profondi, anticipato dal singolo Photograph. La prima canzone ad aprire questo CD è Follow you home con la presenza di un grande ospite : Billy Gibbons degli ZZ-Top, straordinario il tocco del chitarrista, oltre a suonare la chitarra, canta dividendo il microfono. Bellissima accoppiata la voce roca di Billy con quella di Chad. Oltre a questa song , Billy contribuisce anche in Rockstar. L'intero album è dedicato a Dimebag Darrell, il chitarrista dei Pantera morto l'otto dicembre del '04. Side of a bullet, l'ottava song , è un tributo al chitarrista morto, oltre alla straordinaria interpretazione da parte di Chad Kroeger, la cosa che emoziona è sentire degli assoli suonati proprio da Dimebag Darrell. Prima della sua morte aveva lasciato della registrazioni che il fratello h a mandato a Chad Kroeger, inserite poi nella canzone. Undici tracce intense, dinamiche, accattivanti e suonante alla perfezione. Ottima anche la performance del nuovo batterista; le rullate di doppio pedale notevolmente d'impatto.Ogni canzone è ben eseguita da apprezzare Animals, dal testo originale e la bellissima Far away. Oltre ad una voce accattivante e, credo che sia proprio questa il punto forte del leader del gruppo, oltre alla gran carica ed energia che sa trasmettere con le sue canzoni, stavolta ha creato un album che trasmette il suo amore per la musica. Più scatenato e accattivante che mai, è capace di regalare emozioni. Un album che consiglio anche a chi non è un fans dei Nickelback.

AngelDevil

 


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ENEMIES SWE
'Behind Enemy Lines'
(Locomotive Music / Frontiers)

Line up: Marco drums, Pontus bass, Andreas guitar, Simon guitar, Ricki vox

Questa sì che è una bella sorpresa, e si chiama ENEMIES SWE. Una band di street rockers proveniente dalla sempre ‘prolifica' scandinavia. Un combo di musicisti dediti ad un grezzo rock'n'roll, che pesca dalla fine degli anni settanta e mixa certe sonorità di metà eighties. Una miscela di potente street'n'roll come i primi Guns di 'Appetite...', senza disprezzare il suono corrosivo del debut degli ‘allora' punk glamour rockers The 69 Eyes con il loro ‘Savage Garden' e le sonorità dei ‘maestri' Hellacopters. Si possono ascoltare anche riff a là AC/DC o refrain alla Aerosmith (quelli più ‘settantiani intendo...). Brani che sono un autentico ‘pugno diretto allo stomaco' come ‘Hay Hay Bye', la violenta opener ‘Enemy', la punkeggiante ‘Have a Way Out', la ‘malata e viziosa armonia' presente su ‘Down By Law and Order'. Manifesto di puro e potente street rock èla stupenda ‘Do It ToThe Muscle Of Love', che da sola vale l'acquisto del cd!!! Non riesco comunque a trovare un brano top, sono tutti in egual misura interessanti e piacevoli all'ascolto. Tutti carichi di adrenalina e, cosa basilare per un album, mai banali o ripetitivi. ‘Behind Enemy Lines' trattasi di un prodotto eccellente che supera di gran lunga tante uscite discografiche di questo settore in questo 2005. Vi è piaciuto l'ultimo lavoro in studio di Hardcore Superstar e Hellacopters? Ok, questo è superiore! Probabilmente, se per almeno una volta fortuna e bravura andranno di pari passo, questi ragazzi potrebbero realmente diventare famosi. La ‘stoffa' c'è, la classe anche ....complimenti!!! Visitate il loro sito www.enemiesswe.com

Roby Comanducci

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SWEDISH EROTICA
‘Too Daze Gone…'
(MTM)

tracklist: ‘Down to Bizniz', ‘Skin on Skin', ‘Fire With Fire', ‘Too Daze Gone', ‘Muscle in Motion', ‘Show a Little Lace', ‘Blue Movies', ‘Terri' + BONUS DEMOS: ‘Break The Walls', ‘Roll Away The Stone', ‘Can You Stand The Heat', ‘Terri', ‘Goodbye to Romance', ‘Open Arms', ‘Love on The Line', ‘Loaded Gun'.

Mamma mia che ricordi ragazzi. Ve li ricordate questi Swedish Erotica dell'omonimo e stupendo debut album uscito nel lontano 1989 ? Furono veramente una stella troppo sottovalutata. La band svedese del poi –futuro- singer di Malmsteen / Treat , Mats Leven era un grande combo di rockers capaci di sfornare uno street rock potente e al tempo stesso ammaliante e ‘viziato', ma mai banale. L'omonimo album trattasi di una delle migliori uscite del settore in quell'anno. Purtroppo, il secondo cd non ha mai visto la luce e la MTM ha ben pensato di pubblicare questo ‘Too Daze Gone...' che praticamente è composto dai brani che sarebbero finiti nel secondo album più l'aggiunta di 7 bonus demo, alcune di songs presenti nel primo cd: ‘'Love On The Line', , ‘Break The Walls', ‘Loaded Gun'... Un album da prendere al volo per chi non ha mai sentito questa brava e sfortunata band, ma anche per coloro che possiedono l'unico album pubblicato, troveranno in questo ‘Too Daze Gone..' ulteriori ed eccellenti rock song.

Roby Comanducci

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AIRLESS

‘2 nd Round '
( Lion Music/ Frontiers)

Track Listing: 01 2 nd Round, 02 Prayers Are Not Enough, 03 Don't You Go, 04 It's Up To You, 05 Handful Of Lies, 06 The Last Sight, 07 Cross The Line, 08 The Storm, 09 The Good Times, 10 Never Fall In Love, 11 The Darkness

Line up: Iñaki Lazkano ( vocals) Robert Rodrigo (guitar) Miguel Manjón (bass) Paco Martinez (drums)

Un CD bellissimo per gli spagnoli Airless! Dopo il loro debutto nel '02 con l'album omonimo si ripresentano con stile, proponendo un lavoro ben curato e nella sua essenza più sublime, fatta di pezzi d'impatto, melodie travolgenti, riff efficaci e ritornelli memorabili. Gli amanti dell'hard rock/ AOR non possono ignorare questo CD, sono un manifesto perfetto di cosa significhi avere gusto della melodia. Undici ottime canzoni che scorrono via che è un piacere, coi loro refrain eleganti e melodie impareggiabili uniti a fulminanti giri di chitarra davvero potenti. La voce di Iñaki Lazkano è calda e travolgente, apprezzabile già dalla prima song che dà subito le coordinate del genere e dello stile proposto: distorsioni di chitarra graffianti suonate in modo impeccabile dal bravissimo Robert Rodrigo ed un vocal melodico che raggiunge anche punte urlate. Melodie sospese tra rabbia e dolcezza, cantabile e trascinante il bel coro-ritornello. Notevole il suono del basso, imponente e protagonista in alcuni momenti nell'ottava song The Storm. The Good Times , brano interamente strumentale con quasi quattro minuti dedicati alla chitarra, basso e batteria, straordinaria la melodia. Che dire..difficilmente rimarrete delusi ascoltando questo 2 nd Round. Un album che rientra a mio avviso tra i migliori del '05. Consigliatissimo!a

AngelDevil


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BON JOVI
'Have A Nice Day'
( Island Record )

Tracklist: 01 Have a nice day, 02 I wanna be loved, 03 Welcome to wherever you are, 04 Who says you can't go home,05 Last man standing, 06 Bells of freedom, 07 Wildflowers, 08 Llast cigarette, 09 I am, 10 Complicated, 11 Novocaine, 12 Story of my life, 13 Dirty little secret
Line up: Jon Bon Jovi (Vocals) David Bryan (Keyboards) Richie Sambora (Guitars, Backing Vocals) Tico Torres (Drums & Percussion) Hugh McDonald (Bass)


Bon Jovi, una delle più famose band nata negli anni ottanta nel New Jersey, riesce ad attirare l'attenzione di molti fans. Con la loro musica hanno scalato le classifiche, arrivando al primo posto con capolavori come Slippery When Wet e New Jersey. Oltre trenta milioni di dischi venduti in tutto il mondo, incredibili spettacoli dal vivo grazie ai quali conquistano sempre più pubblico. Da più di ventuno anni insieme. Il famoso rocker e i suoi inseparabili compagni tornano con un nuovo disco prodotto da Jon Bon Jovi, Richie Sambora e Tom Shank, Have a nice day , questo il titolo. La versione edizione limitata contiene anche il DVD Live From Atalantic City (Novembre '04). Si inizia con Have a nice day, primo singolo estratto , orecchiabile, grintosa e ballabile sicuramente facile da proporre nelle discoteche. Il modo di scrivere di Jon Bon Jovi è il solito, ma ciò non vuol dire che sia scadente, anzi! Chi lo segue da sempre può rendersi conto che è sempre andato d'accordo con la melodia e i ritornelli da canticchiare. I suoni graffianti di Richie Sambora non deludono. Dodici canzoni, molte ballad le classiche che ti fanno sognare come : Welcome to wherever you are, Bells of freedom, I am. Un album classico stile Bon Jovi, pesca a pieni mani nei luoghi comuni e nelle melodie di un certo rock facile, in modo gradevole, convincente e soprattutto con la loro energia. In questo CD non ci sono canzoni epocali a mio avviso, ma, sono pronta a scommettere che le radio, e non solo, adotteranno questo disco! Per i fans dei Bon Jovi non può certo mancare questo nuovo lavoro! Un disco ottimo dal punto di vista melodico e strumentale. Bon Jovi è tornato!

AngelDevil



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LAOS
'We Want It'
(MTM Rec.)

Ottimo ‘ripescaggio' della MTM records per questa autentica chicca di melodic rock teutonico datata 1990. Ebbene sì, quello è l'anno di uscita di questo album ‘We Want It' che a suo tempo venne osannato da tutta la critica come una delle migliori produzioni di quel periodo. Il merito, senza ombra di dubbio, va alla bella voce dell'altrettanto bella female singer Gudrun Laos, ma anche ad un sound viscerale e diretto della sua band. Potremmo definire lo stile dei Laos come un mix tra i Romeo's Daughter e i Femme Fatale con l'aggiunta di un'ulteriore grinta in fase di guitar work ed una voce simile (ma non uguale ovvio!!!) a quella della mitica Doro Pesch. Quindi, come potete capire, ci sono tutte le carte in regola per fare un ottimo cd! Precisiamo che non è certamente un capolavoro, ma è un album schietto, semplice nel suo incedere, senza super arrangiamenti; praticamente un elegante e potente hard rock con una buona melodia di base in tutte le composizioni. Potente e quasi anthemica la title track, come anche l'incalzante ‘Straight To The Top', e ricca di feeling l'eccellente ‘Now That It's Over' . Da segnalare che questa versione rimasterizzata propone ben tre bonus track tra cui la mitica ‘More Than A Feeling' dei Boston. Se non l'avevate preso in quegli anni, ecco l'occasione giusta per fare vostro questo cd!!

Roby Comanducci


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BALTIMOORE
‘Fanatical '
( Lion Music/ Frontiers)

Track Listing: 1. Fanatical, 2. My Number 1, 3. Outer Me, 4. Give Me What You've Got, 5. A Set Sight Of Dreams, 6. Wished & Reality, 7. Kiss Me, 8. You Touch Me And I'm Healing, 9. Are You Coming Or Not, 10. On The Inside

Line up: Bjorn Lodin (vocals) Mankan Sedenberg (guitar) Stefan Bergstrom (guitar) Weine Johansson (bass) Hempo Hilden (drums)

Ragazzi che classe! Fanatical, questo il titolo del nuovo album degli svedesi Baltimoore, gli assoluti protagonisti di un raffinato hard-rock fatto di dieci song più luminose che mai. Le prime note iniziano.. parte il cuore del disco che si snoda per Fanatical, brano che dà il titolo all'album caratterizzato da una decisa apertura, si intuisce la potenzialità del brano. Vi confesso : dopo aver sentito questa canzone sono rimasta talmente colpita da riascoltarla subito! La voce roca di Bjorn Lodin è travolgente , ti trasporta in questa avventura musicale. Il suo coro immediatamente catalizzante, convalida gli eccelsi connotati dell'opener, offrendo un vero showcase, la voce si mescola all'atmosfera e ai riff graffianti delle chitarre, e alle decise impronte del basso e batteria in un'imperdibile melodia. L'album va avanti così: potente e misterioso, come la sensuale Outer Me, straordinaria conduzione della batteria, basso e voce cadenzati in un ritmo che ricorda la famosa I Want to do everything for you , dei leggendari Nazareth. Sensualità disarmante e accattivante come il rock sa regalare! Con un brano così la vostra donna potrebbe stendervi ballando con la cadenza di questa melodia ammiccante. Un album di pregevole fattura, riesce a conferire alla band classe cristallina e una linea musicale inconfondibile. Dieci song meravigliose. La musica suonata con passione è immortale. Grande energia per questo Fanatical. Gli amanti dell'hard-rock troveranno pane per i loro denti! Un disco che straconsiglio!!!

AngelDevil

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HAPPYLIFE

'Sweet Resort'
( Albert Productions/Frontiers )

Tracklist: 1. Breathe For Me, 2. My World, 3. The Way You Hate Me, 4. Alive, 5. Sweet Resort, 6. Silence When You're Burning, 7. Perfect Sneer, 8. Shut Me Down, 9. Final Alibi, 10. Stand Up, 11. Paragon, 12. Happysong
Line up: Chris Drinkwater (Bass) Kevin Brown (Vocals) Rupert Mann (Drums) Ian Pellman (Guitar)

Happylife , band formata da quattro giovani inglesi pronti a dimostrare di avere carattere , lo fanno con questo Sweet Resort ; n onostante sia solo il loro primo lavoro in studio, dimostrano già la padronanza e la sicurezza, si capisce di avere davanti una band che darà modo di migliorare e di crescere sempre più. L'album è datato 2004 ma adesso viene distribuito e lo riceviamo, quidni trattasi di un cd inedito, anche se registrato l'anno precedente. Sweet Resort suona molto pop-rock, l'impatto è buono e i suoni prodotti più che accessibili, direi che i pezzi lenti sono il piatto forte di questo CD perfetto per creare un'atmosfera di relax dopo una giornata intensa e stressante.Quasi cinquanta minuti per dodici tracce che sanno essere al contempo dolci e accattivanti quanto basta , dense d'atmosfera e suoni di chitarra rockeggianti con una forte chiave melodica a caratterizzare ogni singola traccia. Gli Happylife attingono a pieni mani dal sound pop-rock inglese. Non sarà un disco destinato a rimanere nella storia del rock ma ha la capacità di essere molto gradevole anche dopo molteplici ascolti grazie alle buone melodie vocali create da Kevin Brown. Un buon disco per gli inglesi Happylife che ci propongono questo Sweet Resort. Da ascoltare indipendentemente dai propri gusti musicali.

AngelDevil

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VAN ZANT
‘Get Right With The Man'
(Sony BMG)

Tracklist: 01 Takin' Up Space, 02 Nobody Gonna Tell Me What to Do, 03 Sweet Mama, 04 Help Somebody, 05 Things I Miss the Most, 06 I Know My History, 07 I Can't Help Myself, 08 I'm Doin' Alright, 09 Lovin' You, 10 Plain Jane,11 Been There Done That

Nuovo lavoro per i due fratelli Donnie Zant (38 Special), e Johnny Zant (Lynard Skynard), due voci che rappresentano alla grande i l southern-rock, blues, country e il rock'n roll . N el loro sangue scorre quella che si può definire la storia del southern-rock, un genere musicale nato negli anni sessanta in Florida, Texas, le due Carolina, Georgia e Alabama. … loro sono i fratelli del mitico Ronnie, la voce che ha intonato la bellissima Sweet Home Alabama . Get Right WithThe Man è un disco ben suonato e cantato dalla voce roca, calda e passionale di Johnny Van Zant il cantante rock per antonomasia, con un passato artistico da solista da far invidia a chiunque, così come Donnie. Undici canzoni spettacolari con la classica impronta del country e la passione per questa musica. In questo disco c'è anche Sweet Mama, song presente nell'ultimo CD dei Lynyrd Skynyrd , Vicious Cycle. Get Right With The Man è un lavoro ben equilibrato: canzoni che ti mettono un'energia incredibile, la voglia di suonare, cantare e ballare … non puoi star fermo se ascolti un disco del genere e tanto meno essere triste, grazie a questi due fratelli che portano un cognome che li rende icone del southern-rock ; con loro il vostro spirito è animato da note che vi entrano subito in testa per la piacevole orecchiabilità! Aprezzabili le bellissime ballad Nobody gonna tell me what to do, e I Can't Help Myself. Molto particolare il cantato, quasi parlato , per Lovin' You, una canzone che mi piace molto per questa formula. Cari ragazzi , se non l'avete ancora nella vostra collezione , Get Right WithThe Man non può certo mancare , è una vera chicca da avere assolutamente! Consigliatissimo

AngelDevil

 

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PLACE VENDOME
‘Place Vendome'
(Frontiers)

line up: Michael Kiske, vocals - Dennis Ward, (PINK CREAM 69) bass, Kosta Zafiriou (PINK CREAM 69) drums - Gunther Werno, (VANDENPLAS) keyboards, Uwe Reitenauer, (PINK CREAM 69) guitars.

Nulla da eccepire: la voce del bravo ex Helloween singer Michael Kiske è sempre eccellente e , òasciatemelo dire, una delle migliori nel settore hard rock. Il nostro, che diede ‘la voce' ai due memorabili ‘Keeper On The Seven Keys'... 1 & 2 e ad altri successivi album dei grandi Helloween, dal 1996 ha iniziato una personale carriera confezionando album di pregevole fattura. Arrivato nel 2004, eccolo quindi accettare la bellissima proposta fatta da Frontiers Records nel patrocinare un grande album di hard-melodic rock, includendo eccellenti musicisti. Ecco quindi nascere questa band , Place Vendome e l'omonimo debut album in questione. La musica? Beh, un gaudioso hard rock venato di tinte melodic rock e, a tratti, heavy rock. Il giusto mix di energia e feeling che tutti i dischi dovrebbero possedere, ma che solamente i ‘grandi album' possiedono. Ascoltando le dieci tracce di questo ‘Place Vendome' veniamo sopraffatti da eufonie a la Journey, Shotgun Symphony, The Storm, ma anche da momenti più elettrici ed energici. Bellisima la melodica ‘Heavens Door', magistralmente interpretata dal bravo Michael, e carica di adrenalina l'opener ‘Cross The Line'. Seguendo un ordine ‘random' di ascolto segnalo il potente hard rock di ‘I Will Be Gone' o l'eccellente pompous rock presente su ‘The Setting Sun'. Per tutti gli amanti del genere e non solo, un lavoro sicuramente ‘sopra le righe'!!

Roby Comanducci

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LELIO PADOVANI
'The Big Picture'
(Autoprodotto)

Tracklist: 1 – Escape, 2 - The novel, 3 - On the beach, 4 - The brave melody, 5 - Serena's diary, 6 - The big picture, 7 - 22 Novembre, 8 - Into the unknown

Quello che sto per recensire è un lavoro interamente strumentale del bravissimo chitarrista parmense Lelio Padovani, insegnate di chitarra rock presso l'Accademia di musica moderna di Modena. The Big Picture è composto da otto brani interamente arrangiati da Lelio suonando tutti gli strumenti (eccezione fatta per il brano On The Beach nel quale il basso è suonato da Max Scaccaglia). Un lavoro di pregevole fattura, pezzi veloci ed articolati che si alternano a piacevoli ritmi più lenti. La fluidità dei fraseggi è stupefacente , la pulizia esecutiva e il controllo dello strumento sono notevoli. Striature metal per alcune canzoni e lo stile fusion si fondono per completare un senso melodico ai brani interamente strumentali. U n album strumentale rischia di essere difficile da apprezzare per l'assenza della voce, non è il caso di questo lavoro che trovo piacevole e mai noioso all'ascolto, ed è interessante non solo per i chitarristi. Concludendo: Ottimo lavoro con assoli eseguiti alla perfezione che puntano all'armonia e ai riff taglienti. Visitate il sito http://www.leliopadovani.com

AngelDevil

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TSAR

'Band-Girls-Money'
(TVT Records / Edel )

Tracklist: 01 Band-Girls-Money, 02 Wanna Get Dead, 03 The Love Explosion, 04 Superdeformed, 05 Straight, 06 Wrong, 07 Everybody's, 08 Conqueror Worm, 09 Startime, 10 You Can't Always Want What You Get, 11 Rebel Rouser

Interessante lavoro questo Band-Girls-Money, dei Tsar. Jeff Whalen (voce), Dan Kern (chitarra), Chuck Byler (batteria) e Derrick Forget (basso) , questi i nomi dei quattro ragazzi che nel '98 decidono di suonare e formare questa band. Dopo cinque anni dal loro ultimo album ritornano con una buona dose di adrenalina. Band-Girls-Money, album suonato con grinta , chiara la linea musicale modern rock con spruzzate punk. L'ascolto è scorrevole e piacevole, Dan Kern regala dei giochi di chitarra che ti catapultano in riff accattivanti. Energia, velocità, divertimento, questo è quello che percepirete ascoltando questo album. Ho ascoltato questo CD più volte e ogni volta ho riscoperto nuovi dettagli sempre più piacevoli, cori, giri di chitarra, rullate, il prorompente basso.. una bella sferzata di rock. L'album dura circa trentasette minuti e vi assicuro che la vitalità che trasmettono queste undici canzoni è sorprendente! Come ogni opera rock che si rispetti non manca il momento strappalacrime : si tratta di You Can't Always Want What You Get, bellissima canzone. Un buon impatto sia dal punto di vista dell'energia sia per quanto riguarda l'emozione. Se state cercando qualcosa di nuovo vi consiglio questo Band-Girls-Money !

AngelDevil


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THE ROLLING STONES

'A Bigger Band'
( Virgin Records)

Tracklist: 1. Rough Justice, 2. Let Me Down Slow, 3. It Won't Take Long, 4. Rain Fall Down, 5. Streets Of Love, 6. Back Of My Hand, 7. She Saw Me Coming, 8. Biggest Mistake, 9. This Place Is Empty, 10. Oh No, Not You Again, 11. Dangerous Beauty, 12. Laugh, I Nearly Died, 13. Sweet Neo Con, 14. Look What The Cat Dragged In, 15. Driving Too Fast, 16. Infamy

Dopo Otto anni arriva A Bigger Bang , il nuovo album della leggendaria rock band inglese, che negli anni '60 si presentano come perfetta antitesi dei Beatles..I Rolling Stones sono una delle formazioni più importanti dell'intera storia della musica. Hanno forgiato un sound unico, che ha segnato un epoca e influenzato una miriade di band , capaci di spostare una massa di giovani negli anni '60, divisa all'epoca dalle due più importanti band Beatles e Rolling Stones. Una storia fatta di vita sfrenata, droghe, donne, misteri..anni di carriera, moltissime canzoni che resteranno per sempre nella storia del rock come l'oltraggiosa icona della linguaccia che li rappresenta. Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood , i giovincelli ultra sessantenni sono tornati e nell'universo rock riecheggerà il “bigger bang” dei Rolling Stones. Album composto da sedici brani e tutt i meravigliosamente tipic i stile Rolling Stones..già Rough Justice, la song che apre questo A Bagger Bang, ha sonorità rock il classico stile della band inconfondibile la voce e il suono dei quattro, così come le altre song che seguono, fino alla quarta , sto parlando di Rain Fall Down , la voce di Mick è accattivante, il suono del basso ne è protagonista, e chi riesce come dico sempre a tenere il piedino fermo è un fenomeno eh eh.Cari miei ora sedetevi, staccate la spina e ascoltate con tutta la vostra attenzione Streets Of Love, una delle ballad struggenti presenti, canzone estratta come primo singolo per questo lavoro, ogni vostra tensione scomparirà all'ascolto di questa melodia dal cantato sensuale e dagli accordi trascinanti di chitarra, l'anima delle emozioni è rappresentata in questa canzone. Interpretazione più che ottima di quella che rappresenta le sonorità blues di tutto l'album, sto parlando di Back Of My Hand, ascoltando questa song immaginatevi una ragazza che balla con movimenti sensuali e sarete rapiti musicalmente dalle note e dalla voce in un meraviglioso momento. Biggest Mistake, Laugh, I Nearly Died, altre due ballad intriganti, contagiose, trascinanti interpretazione confidenziali, Mick con la sua voce è insuperabile catturandoti all'ascolto delle note sensuali di questi brani. This Place Is Empty, Infamy, sono le due song cantate da Keith Richards, con il suo cantato rauco e profondo regala un tocco in più di particolarità ad un album eccellente! Sweet Neo Con, ha suscitato scalpore in america per il suo contenuto, un attacco nei confronti di Bush, una canzone diretta non è per niente metaforica, e i Rolling Stones la suonano riff graffianti e voce furbesca. Un album composto egregiamente più si ascolta e più se ne sente il bisogno di riascoltarlo per le bellissime canzoni. Che dire.. Rolling Stones! U na leggenda, una rivoluzione musicale, quella dei ragazzacci che con il loro sessanta e passa anni sono più attivi e in forma che mai, si divert on o coinvolgendo i lori strumenti, in riff selvaggi, cadenzati, scintillanti, graffianti sensuali e sempre originali con il canto inconfondibile di Mick Jagger in sedici canzoni dalle sonorità rock blues..tutto questo grazie ad una delle band che ha fatto e segnato la storia della musica, grazie ad un frontman carismatico.Oggi con questo grande ritorno posso dire solo una cosa: non è importante a volte stabilire se una band è la più grande del mondo rock..I Rolling Stones sono il rock!!! Un album da avere ASSOLUTAMENTE!

 

AngelDevil


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FORTY DEUCE
' Nothing To Lose'
(Frontiers)

Nuovo strabiliante album per Richie Kotzen e i suoi Forty Deuce, band molto particolare che unisce sonorita' hard/street classiche ad ambientazioni solid grunge e punk. Terminato l'ascolto dell'intro, emerge immediatamente qualcosa di speciale, la presenza di una seconda chitarra veramente molto valida e curiosa, quella del chitarrista giapponese Taka Tamada, vera e propria rivelazione per il sottoscritto. Eccessi, rabbia e voglia di fare rock 'n' roll, queste le componenti di un progetto nato durante una festa randagia tra le colline di Hollywood dove Richie, Taka, Ari (basso) e Thr3e (batteria), si sono incontrati. Un suono primordiale, solare ma con venature cupe e riflessive, una sorta di cocktail tra gli stili di Foo Fighter, Audioslave, Velvet Revolver, Cinderella ed Alice in Chains, questo ci viene offerto dai Forty Deuce. Sensazionale tutto il lavoro vocale, le linee di Richie risultano perfettamente incastonate alla parte strumentale, intuibile la scuola Cornell in gran parte dei brani. Per quanto concerene invece il laivoro nel suo insieme, geniale la scelta di impostare una solide base hard rock sviluppando su essa un mastodontico lavoro d rifinitura punk e grunge. Punto forte del disco sono sicuramente i coinvolgenti e bellissimi incisi, difficilmente ne troviamo di banali o scontati, eccellente il songwriting di Kotzen, un'Artista pienamente consapevole del proprio passato ma che cerca continuamente di evolversi avvicinandosi con ottimi risultati anche a situazioni musicali di ultima generazione. Dover scgeliere le songs migliori mi risulta difficile, sono tutte talmente ben fatte e originali che vale sicuramente la pena citare la tracklist nella sua integrita'. Oh My God (i Fucked Up Again), I Still, Start It Up, Complicated, Say, Heaven, Stand Up, Next To Me, Standing In The Rain. Wanted. Nothing To Lose. Bravo Kotzen, un album suonato e prodotto con estrema classe e maestria, ho idea che sentiremo molto presto parlare dei Forty Deuce e di questo magnifico Nothing to lose, a mio avviso uno tra migliori dischi usciti quest'anno. Per info: www.richiekotzen.com

Hardigor
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TALISMAN
World's Best Kept Secret' (Double DVD)
(Frontiers Record)


Superlativo dvd questo dei Talisman, tutta l'energia che avevamo percepito durante l'ascolto del doppio live in cd uscito tempo fa, torna ora piu' prorompente che mai anche in versione video. Una band sensazionale in tutti i sensi, grande potenza e impatto scenico sconcertante, questi i punti salienti del primo disco che riprende i due concerti tenuti al Club Mondo e allo Sweden Rock Festival di Stoccolma nel 2003. Risulta difficile poter trovare le parole giuste per descrivere questa band dalle grandi doti tecniche unite pero' a immensa passione, gusto e cuore per questo genere. Entrambe gli shows non lasciano momenti di tregua inchiodandoci letteralmente alla poltrona, brano dopo brano. Su Jeff Scott Soto ormai sono state scritte migliaia e migliaia di parole, lui non e' un Frontman, e' il Frontman. Potenza vocale, presenza scenica al massimo dei livelli, difficilmente possone essere trovati difetti in questo Artista a mio avviso tra i piu' completi in circolazione. Definire il loro stile solamente come "melodic hard rock" risulta limitativo, i Taslisman sono una band che, con oltre 15 anni di carriera, e' riuscita a raggiungere un livello qualitativo oserei dire quasi vicino alla perfezione. Fredrik Akesson (guitar), Howie Simon (guitar), Marcel Jacob (bass) e Jamie Borger (drums) sprigionano insieme una forza incredibile, questa si che e' musica, questa si che e' gente con classe da vendere. Interessante la sezione dedicata alla visione "multi angle", ogni membro della band puo' essere ascoltato ed osservato durante la propria esibizione. Passando al disco numero due, ripercorriamo i video storici della band intervallati da vecchie riprese backstage, momenti on the road, recenti e bellisime parti in sala prove e recording studio. Curiosita', all'interno del dvd e' presente un piccole estratto del concerto tenuto dai Talisman all'Indian's Saloon di Milano. Per concludere, un doppio dvd veramente stracolmo di contenuti marchiati Talisman, hard rockers all'ennesima potenza. Per info: www.jeffscottsoto.com

Hardigor

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RICHARD ANDERSSON
'The Ultimate Andersson Collection'
(Aor Heaven / Frontiers)

Grande collection album per questo superbo mago dei tasti d'avorio che risponde al nome di Richard Andersson. Il nostro svedese in questione ha fatto parte di eccellenti band quali The Requiem, Space Odissey, Majestic ed è riconosciuto come uno dei top keys players in circolazione. In questo cd ha raccolto diverse sue tracce registrate con le band sopracitate e ne ha ri-registrato altre (ma non ci sono brani nuovi, attenzione). Da segnalare che NON si tratta di un album strumentale (verrebbe da pensare così...invece no!) bensì alla voce troviamo l'ugola di un ‘tale' Goran Edman (YJ Malmsteen, Brazen Abbot, XSaviour), altro ospite di lusso è Jens Johansson (Stratovarius e Malmesteen...) che da il suo notevole supporto nella song ‘Attar Of Roses'). Alla chitarra invece c'è il bravo Magnus Nilsson che cesella riff taglienti e ben si amalgama con il suono pompous dell'intero album e le tastiere straripanti in ogni traccia musicale presente. Ottima anche la sezione ritmica che conferisce potenza e linearità al suono, merito di Jorg Andrews (drums) e Andy Rose (bass). Il sound style di questa compilation altri non è che un grandioso pompous rock, sinfonico e ‘metallico' al punto giusto. Come miscelare i primi Royal Hunt, Malmsteen dei primi due album e gli Artension. Praticamente un sound neoclassico che viene stemperato dalla voce potente di Goran e dai riff eleganti del guitar player (ascoltatevi il superbo solos in alternanza alle keyboards su 'Above and Beyond'....) . Ovviamente il tutto è basato sul grande lavoro tastieristico di Richard; un album che tutti gli amanti dui questo genere dovrebbero possedere.

Roby Comanducci


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SIN

'Equilibrium'

(Metal Heaven/ Frontiers)

Tracklist : 1. Nail It To The Wall, 2. One Small Voice, 3. It's Forever, 4. Walk Away, 5. Fight For My Life, 6. The Reason, 7. Johnny's Running , 8. Nightwinds , 9. For Getting Over Us, 10. Winding Road

Line up :
Jason Marks
(vocals)
Deddy Andler (guitar, keyboards)
Wolfgang Frank (guitar, bass, keyboards)
Alex Hlousek (drums)
Guest Musicians: Michael Voss (backing vocals) / Michael Klein (guitar) / Ouzo Raschke (bass)

S.I.N , ovvero Somewhere Into Nowhere, questo il nome completo degli anglo-tedeschi band nata nel 2002. Dopo la pubblicazione dell'album omonimo datato '03, oggi si presentano con Equilibrium , prodotto dal grande Dennis Ward ( PINK CREAM 69). Un lavoro curatissimo, ritornelli corali, riffing eseguiti con classe, arrangiamenti ben studiati non possono che arricchire al meglio un album di pregevole fattura. Sin dal primo ascolto queste dieci canzoni sono molto dirette e profonde, il vocalist anglosassone Marks regala delle linee vocali più che ottime, apprezzabile sia negli acuti sia nelle interpretazioni più accattivanti. It's Forever, riesce a racchiudere molte di queste interpretazioni. Devo ammettere di essermi innamorata del quarto pezzo Walk Away, una ballad da mozzafiato, la voce calda di Marks ammalia, l'effetto della seconda voce in questo caso quella di Michael Voss, rende ancora più interessante i quattro minuti abbondanti all'ascolto, così come For Getting Over, un altro pezzo struggente. All'interno di questo lavoro vanno apprezzati gli ottimi giochi di chitarra di Deddy Andler. Il disco non annoia grazie ai cambi di melodia, rallenta con le ballad e ti ricarica con effetti di chitarra e rullate più movimentate. Concludendo ci troviamo davanti ad un ottimo lavoro dalle sonorità hard rock con qualche spruzzo di prog di pregevole fattura. Consigliato!

AngelDevil

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ELIAS VILJANEN
'The Leadstar'
(Lion Music / Frontiers)

Un album interessantissimo questa seconda prova in studio del talentuoso guitar hero finlandese Elias Biljagen, (il primo album era uscito circa un anno fa ...'Taking The Lead', il titolo). Con questo album il nostro arrangia e scrive tutti i brani ad eccezione della cover di Lionel Richie ‘Hello', ed è aiutato da eccellenti strumentisti quali Rami Herckman (bass), Tomi Ylonen (drums) e Jari Koivisto alle tastiere. Un vero e proprio team di grandi musicisti. La sezione ritmica conferisce una grinta e un power trip all'intero sound mentre le keyboards del bravo Jari, sono il migliore ‘accompagnamento' per la sei corde di Elias. Superbo infatti, in ogni song, il tappeto eufonico e pompous che il tastierista riesce a regalare e sul quale il nostro guitar man scivola via cesellando solos di grande capacita' tecnica ma, SOPRATTUTTO, pregni di melodia e feeling. Il phatos di song quali la sognante ‘Follow The Leadstar' oppure l'intro iniziale ‘Lord Of The Strings' seguito dall'incalzante symphonic guitar rock di ‘High-Powered', dimostrano quanto appena scritto. Il sound di questo album si attesta come viscerale guitar sound con numerosi intrecci armonici, partiture di chitarra difficili che si alternano ad arrangiamenti ‘caldi' e mai asettici o freddi. Elias ama privilegiare la ‘canzone' ed il solos non è il pernio della traccia sonora. Trattasi di un insieme, e per questo viene in mente il Satriani degli esordi per la fantasia oppure un Michael Lee Firkins per il taglio sonoro e il suono di chitarra. Il pregio di questo cd strumentale è che non annoia (pecca del 90% dei cd di questo tipo) e riesce ad ammaliare l'ascoltatore che degusta un grande power sound (ascoltatevi “Evilized” e mi direte...) e riesce a ‘ballare' senza rimanere ‘impietrito' di fronte ad un meticoloso ascolto sonoro dedito solo all'apprendere questo o quell particolare tecnico. Qui c'è da sognare, da scaternarsi, ed anche –ovviamente- da apprezzare la grande tecnica di Viljanen. Un cd consigliato a tutti; non solo a coloro che suonano la chitarra, ma a tutti quelli che vogliono trascorrere bei momenti in compagnia di grande musicalità.

Roby Comanducci


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KAIPA
'Mindrevolutions'

(Inside Out)

Tracklist: 01 The dodger, 02 Electric leaves, 03 Shadows of time, 04 A pair of sunbeams, 05 Mindrevolutions, 06 Flowing free, 07 Last free Indian, 08 Our deepest inner shore, 09 Timebomb, 10 Remains of the day

Line up:
Hans Lundin ( Keyboards & Vocals )
Roine Stolt ( Electric & Acoustic Guitars, Percussion & Vocals )
Morgan Ågren ( Drums )
Jonas Reingold ( Fretless & Yamaha Custom Basses )
Patrik Lundström ( Vocals )
Aleena ( Vocals )

Gli svedesi Kaipa, con il loro sound hanno calcato la scena musicale del progressive ottenendo numerosi consensi in patria, sono da considerarsi una tra le band più importanti degli anni'70. A distanza di due anni, con una discografia generosa e dal penultimo album intitolato Keyholder, considerato uno dei migliori di rock progressive, oggi tornano con un nuovo lavoro intitolato Mindrevolutions, dalle sonorità prog rock sinfonico. Stessa formazione dell 2002, Patrik Lundström e Aleena nuovamente insieme in duetti vocali fiabeschi e cori ammiccanti. La tastiera è sicuramente lo strumento dominante in queste dieci song. I l canto di Aleen in Shadows of time, è così dolce e ammaliante da rilassarti, il riff, il modo in cui è cantato questo pezzo è adatto come colonna sonora, avete presente i filmati spettacolari delle Walt Disney? Questa song per interpretazione, romanticismo e raffinatezza è l'ideale. Una particolarità di questo disco è il quinto brano, Mindrevolutions, cosa può avere di tanto strano? Ben ventisei­ minuti!!! Già, una canzone dai tempi veramente lunghi..vi assicuro che non è per niente noiosa, anzi..un vero mare di melodie, la tecnica, l'incantevole fusione delle voci sinuose e l'avventura in un'atmosfera dall'estro creativo di Hans Lundin, principale songwriter della band. Remains of the Day , song di chiusura di questo Mindrevolutions, ha degli ottimi assolo di chitarra e tastiera davvero degni dei rispettivi autori. Un album suonato alla perfezione da ottimi musicisti, melodie piene di pathos e feeling... Cercate qualcosa suonato con classe? Mindrevolutions fa al caso vostro!

AngelDevil


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ENUFF Z' NUFF

'One more for the road'
(Live Wire / Frontiers)


Tracklist:
-Rock n'world- For Now- Baby Loves you -  In the groove- Fly high Michelle -New thing-Revolution

line up: Donnie Vie (voce,chitarra),Vik Foxx (batteria), Derek Frigo(chitarra)- Tim Tame (basso)

Esce soltanto ora un disco dal vivo degli Enuff Z'Nuff, una delle band più belle e maggiormente sottovalutate di tutti gli anni Novanta e non solo in campo hard-rock. E' una sorta di tributo al loro storico chitarrista Derek Frigo, morto nel 2003.Il concerto è registrato allo storico Cat Club di Hollywood il 31 Agosto 2003 e segna il ritorno sul palco della formazione storica degli Enuff Z'Nuff ad eccezione di Chip z'Nuff sostituito per l'occasione da Tim Tame. Purtroppo son soltanto sette canzoni, il disco non è iperprodotto in quanto come riportato nel booklet l'unica registrazione della serata fu catturata su fotocamera digitale e han dovuto lavorare moltissimo per ottenere un sound perlomeno presentabile da questa registrazione.Direi che ci son riusciti,anche se appunto sembra quasi di sentire un bootleg ma ufficiale,un bootleg comunque di qualità ottima. La set list è incentrata sui brani storici del primo periodo,e la loro passione nota e dichiarata x i Beatles si sente tutta. Infatti prima di "Baby loves you" introducono un pezzo di "Please, please me" e alla fine suonano come si deve "Revolution" dei Fab 4, canzone che nel corso degli anni ho ascoltato in troppe versioni che quasi mai han saputo avvicinarsi alla bellezza dell'originale.Bene gli Enuff ci riescono eccome. Son ottimi strumentisti, molti si ricordano del lavoro compiuto da Vik con Vince Neil nei suoi lavori solisti, Derek Frigo suona con molta passione e si vede che si diverte, purtroppo sarà un rocker che mancherà ai sostenitori degli Enuff, gruppo rimasto sempre o quasi di nicchia, un gruppo che meritava molto di più, che dal vivo non è artefatto e machista come tantissimi gruppi della loro scena. Sicuramente arriveranno altri lavori loro, questo è una sorta di tributo a Derek: ho riascoltato con molto piacere la loro preferita di sempre "New thing".

Mauthealien


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VARIOUS ARTISTS
'VH1 Classic: Metal Mania Stripped'
( Albert Productions/Frontiers )

track listing:

01. POISON - "Every Rose Has Its Thorn" MTV Unplugged
02. NIGHT RANGER - "Sister Christian" New Recording
03. SCORPIONS - "Wind of Change" Import "Acoustica Live"
04. CINDERELLA - "Don't Know What You Got (Till It's Gone)" New Recording
05. QUEENSRŸCHE - "Silent Lucidity" MTV Unplugged
06. EXTREME - "More Than Words" Acapella Version
07. WARRANT - "I Saw Red" Acoustic Version
08. TESLA - "The Way It Is" Live Acoustic Version
09. WINGER - "Miles Away" Solo Acoustic Performance
10.
L.A. GUNS - "Ballad of Jayne" New Recording
11. WHITE LION - "When The Children Cry" New Recording
12. FIREHOUSE - "When I Look Into Your Eyes") "Good Acoustics" Version
13. SLAUGHTER - "Fly To The Angels" Acoustic Version
14. ALIAS - "More Than Words Can Say" New Recording
15. GREAT WHITE - "Save Your Love" New Live Recording

Mamma mia!!! Che raccolta interessante questa di Metal Mania Stripped VH1.. i ricordi degli anni d'oro, i fantastici '80 e inizi ‘90 rappresentati da band pietre miliari del rock. Nomi che hanno lasciato delle impronte indelebili nei nostri cuori con canzoni spettacolari. Dei grandi artisti capaci di trasmettere con le loro note e la propria voce tanta emozione! La musica suonata con il cuore non regge alla sola tecnica.Questa non è una semplice compilation! Ragazzi potrete ascoltare le più belle canzoni in versioni mai sentite o rare, in nuove registrazioni, versioni live inedite, versioni acustiche delle più meravigliose ballad dell'hard rock che hanno segnato i magici anni 80! Più il tempo passa e più si riscopre il vero piacere nell'ascoltare tanti successi. La prima song presente, è Every Rose Has Its Thorn, non sono le note musicali che sentirete appena metterete il vostro CD nello stereo, ma la voce di Bret Michaels pronto per esibirsi davanti al pubblico di MTV con questa straordinaria canzone, chi non ricorda le parole che tanto abbiamo intonato?! Una versione in Unplegged, ancora più toccante della classica. Ascoltare la quarta song Don't Know What You Got (Till It's Gone), in versione acustica è certamente emozionante. La voce di Tom Keifer, è da pelle d'oca sfido chiunque a non sentire questa sensazione..la chitarra suonata alla perfezione, una melodia da sogno, molti di noi hanno pianto per le parole di questa canzone. Sfumano le note Don't Know What You Got il suono della chitarra appartiene a Silent Lucidity , dei Queensryche, ottima esibizione da parte di Chris DeGarmo e Michael Wilton, accompagnano la voce calda e profonda di Geoff Tate, questa canzone è datata 1990 è presente nell'album Empire. Ci sono tanti buoni motivi, quanti sono le songs contenute in questo antologico per riscoprire la favola del hard rock delle più celebri ballad. Come non puoi innamorarti sulle note delle bellissime: Sister Christian, Wind of Change, More Than Words, I Saw Red, The Way It Is, Miles Away, Miles Away, Ballad of Jayne, When The Children Cry, When I Look Into Your Eyes, Fly To The Angels, More Than Words Can Say, Save Your Love, una manciata di canzoni da ricordare, numeri uno delle classifiche mondiali. Questa raccolta la consiglio a tutti i chitarristi, godranno nel sentire le esibizioni acustiche… da leccarsi il plettro.Cosa dirvi..fatevi travolgere dolcemente sulle note di questa storia musicale. Un disco che non può mancare assolutamente nella propria collezione, un vero gioiello: DA AVERE ASSOLUTAMENTE!!!

AngelDevil

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STRATOVARIUS
'Stratovarius'
(Sanctuary Rec/ Edel)

Dopo gli ultimi avvicendamenti in line up, la fuoriuscita di Kotipelto e Jorg Michael nel dicembre del 2003 subito dopo la pubblicazione dell'ultimo album in studio della band ‘Elements Pt.2 ‘, l'arrivo alle vocals di una female singer tale Miss K e Anders Johanssons alla batteria , non contando i gravi problemi di ‘esaurimento' dello stesso Tolkki, tutti eravamo un po in ansia sul futuro di questa gloriosa band. Io stesso non credevo ad una ‘reunion' della formazione originale così a ‘breve termine', invece è avvenuto. Scaricata la singer e tornati Kotipelto e Jorg, i nostri si sono addirittura messi a suonare date on stage per alcuni festival metal nel 2004. Ma è adesso che viene reso ufficiale il come back con ‘line up originale' degli Stratovarius di ‘Episode' targato 1995. Il titolo? Semplicissimo: ‘Stratovarius'. Il sound? Portentoso!! Ebbene si ragazzi, questo nuovissimo album si scosta un pochino dalle ultimissime produzioni, ritornando ad un sound più ‘hard' ma sempre e comuqnue marchiato dall'inconfondibile pompous-prog sinfonico che Tolkki & co. hanno sempre creato per distinguere il proprio stile. Ammetto che le due songs apripista del cd ‘Maniac Dance' (che sarà anche il primo singolo se non erro...) e la seguente ‘Fight!' lasciano l'ascoltatore a ‘bocca aperta'....La prima è una hard rock song originalissima e quasi anthemica nel suo incedere. La seconda ammalia per la grinta ed il guitar work dal forte impatto. Subito viene da pensare..'Hey...ma se il disco è tutto così...altro che prog sinfonico, qui siamo al cospetto di un maestoso e roccioso album di incontaminato class metal venato di partiture hard rock. ....”. Ma ovviamente non poteva essere così: anche se sarebbe stato un bellissimo album ugualmente, i nostri tornano sul loro classico stile già con la terza canzone ‘Just Carry On' che, però, ricorda molto gli Helloween di ‘Keeper ...part 1'. ‘Back To Madness' invece è classicissimo Strato-style con arrangiamenti sublimi, un cantato di Kotipelto superlativo e un sound grintoso e simfonico al tempo stesso. Durata di oltre sette minuti, questa song ammalia ed è ricca di phatos. Eccelsa! Bellissimo il riff di chitarra che da subito un taglio poderoso e heavy alla dirompente ‘Gypsy In Me' che nel prosieguo mantiene sempre alto il ritmo per incalzare in un potente ed esaustivo prog metal. Più ‘cadenzata' la seguente ‘Gotterdammerung (Zenith Of Power)', per arrivare alla soave e dolce ‘The Land of Ice and Snow', cullata da una voce suadente di Kotipelto e da un inizio quasi folk per poi esplodere (ma sempre con adeguata e misurata classe) in un pulsante e sinfonic metal che alza il ritmo della parte centrale della song che sembra incedere quasi come una marcia militare, un inno, per poi concludersi nuovamente con la calma gaudiosa del lento inizio. ‘Leave The Tribe' è anche lei in puro Stratovarius style (degli inizi però...) e la conclusiva ‘United' nel suo nitido pompous rock sound basta (ed anche qui troviamo un'altra eccelsa interporetazione vocale del bravissimo Timo...) per sigillare un album a tutti gli effetti, tra i migliori del duo Tolkki / Kotipelto. Da avere!

Roby Comanducci


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DOGS D'AMOUR
'Let Sleeping Dogs' 
(Live Wire / Frontiers)


Tracklist:
Never give up- All of them great - Life's a pain - Love ya - Power-  War of the world - Live, love, die- Love of my life- A thousand days - King, Queen, Jack or Joker - Demons - Let sleeping dogs

Periodo estremamente ricco di novità per tutti i fans dei Dogs D'Amour e in particolare del loro carismatico leader Tyla. Nel mese di luglio sono usciti ben tre cd: due dedicati a nuove interpretazioni di Tyla di pezzi storici o oscuri del Dogs D'Amour e il nuovo attesissimo"Let sleeping dogs"di cui state per leggere la mia recensione. Il disco continua sulla strada intrapresa da Tyla e i suoi Dogs nel precedente "When bastards go to hell", disco molto diverso dallo standard tipico dei Dogs d'Amour e che segnò una decisa virata verso lidi dark e new wave.Tutto viene confermato anche in questo"Let sleeping dogs"; se sei un fan accanito dei Dogs e odi le contaminazioni probabilmente odierai questo disco che salverai soltanto per la voce di Tyla, se invece apprezzi senza pregiudizi alcuni ogni tipo di innovazione nel modo di suonare di questa band adorerai questo disco. Non ci sono secondo me vie di mezzo.Io personalmente ho trovato questo disco molto interessante,non certo immediato al primo ascolto. La batteria è elettronica,il basso è molto ossessivo con ottimo lavoro di slap, le chitarre son distorte e su tutte regna incontrastata l'inconfondibile voce del poeta Tyla. E' incredibile ancora cosa questo uomo riesce a tirar fuori nei suoi testi, bellissima per il sottoscritto è la seconda traccia"All of them great"sorta di tributo a tutti i musicisti che han deciso di farla finita con la vita, primo di tutti Kurt Cobain definito da Tyla "principe del giunge". Eccellente è anche la collaborazione con Spike dei Quireboys che lavorò anni fa a un apprezzatissimo disco con Tyla e che è presente nella terza traccia"Life's a pain", canzone molto influenzata da sonorità alla Mission o Siouxsie and The Banshess,amara riflessione della coppia di rockers sulle difficoltà di rapportarsi serenamente col futuro causa loro passato sregolato. Tyla è come sempre autobiografico ed è attualmente un uomo felicemente innamorato. Alla sua donna dedica ben due  ballate "Loves ya" e "Love of my life", le due canzoni che ricordano maggiormente da vicino i vecchi Dogs d'amour.La chitarra nei due pezzi principale è acustica, la chitarra elettrica è presente senza disturbare la soavità di queste canzoni. Tyla sembra aver trovato la donna della sua vita. In "A thousand days"secondo me paga pegno al poeta maledetto per eccellenza del rock vale a dire Jim Morrison come impostazione vocale e come struttura della canzone, riuscendo ad ottenere un bellissimo risultato. La successiva "King, queen, jack or joker" dimostra che il buon Tyla è un acuto ascoltatore di tutti i gruppi che escono e trovo diverse analogie con alcuni lavori del passato dei Primal Scream.Questa canzone per me insieme alle ballate rappresenta l'apice di questo disco che si chiude con il pezzo più ossessivo e claustrofobico del disco, la title track "Let dogs sleeping".lasciate i cani dormire è un ottimo suggerimento,se liberate i Dogs d'amour anche stavolta sarete probabilmente ancora conquistati. Un disco che merita attenzione e che si distingue molto dalla media dei dischi in circolazione.Consigliato!

MauTheAlien


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ROYAL HUNT
'Paper Blood'
(Frontiers)

Tracklist: 01 Break Your Chains 02 Not My Kind 03 Memory Lane 04 Never Give Up 05 Seven Days 06 SK983 07 Kiss Of Faith 08 Paper Blood 09 Season's Change 10 Twice Around The World
Line up: André Andersen – Keyboards / John West – Vocals / Marcus Jidell – Guitars / Kenneth Olsen - Drums

Dopo una lunga assenza, i danesi Royal Hunt tornano con questo Paper Blood. Negli anni novanta la band capitanata da Andrè Anderson ha conquistato il pubblico con capolavori come "Moving Target" e "Paradox" mostrando un nuovo modo di fare metal, unendo alla perfezione la melodia. Oggi , ascoltando Paper Blood, posso dire di riascoltare le sonorità che li hanno resi famosi, come un salto indietro nel tempo, alle radici. Break Your Chains, il primo brano , è un classico sound dei Royal Hunt, veloce e tirato, chitarre dal suono tagliente, la tastiera gioiellino dei Royal Hunt, protagonista del sound classico e raffinato. L'album vede la presenza di tre brani strumentali : Memory Lane, SK 983 e Twice around the world, eseguite in modo ineccepibile, sorprendente il duetto tra chitarra e tastiera, Andrè e Marcus riescono a fondere i suoni di questi strumenti in una melodia classica del prog-metal. La voce del bravo John West è da sogno in canzoni come la bellissima ballad Kiss Of Faith , brano che fa da pausa dopo le tante veloci e tirate song, e la sognante Season's Change, stupenda melodia, cori che accompagnano la bellissima voce calda di West in un'atmosfera quasi medioevale carica d'emozioni. Un album impreziosito dalla talentuosità di musicisti e dalla trascinante voce di West. D opo alti e bassi sono riusciti a ricreare un album degno per i loro fans di vecchia data, e sicuramente valido per i nuovi che ascolteranno questo Paper Blood…Finalmente sono tornati più in forma che mai!

AngelDevil


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RICKY WARWICH
‘ Love Many Trust Few'
( Sanctuary Records)

Track Listing
1. Johnny or Elvis? 2. I Don't Know What To Do 3. Learning To Fall 4. New Neighbors Old Fences 5. Anybody Wanna Waste Some Time? 6. Come Back Home To Me 7. Guilty 8. Lonely Moon 9. Cold September 10. Ain't Comin' Round 11. Even Now 12. Rich Kids 13. Long Way Back To Nowhere 14. Sometimes Even Losers

Finalmente!!! Scusate l'entusiasmo ma dopo una lunga attesa ho tra le mani un cd che attendevo con molta impazienza.Sto parlando di Love Many Trust Few, nuovo album di Ricky Warwick, s inger, songwriter, guitarist. Negli anni novanta con i suoi The Almighty, band scozzese propulsore di un genere rock-metal con sfumature nu-metal, ritrovato per alcuni versi in band più attuali, hanno saputo conquistare un vasto pubblico con dischi di ottima qualità come Blood fire & love e Soul destruction, per citarne qualcuno. Con Love Many Trust Few, album prodotto da Ronan McHugh e Joe Elliott (Def Leppard) Warwich è al suo secondo album solista dopo il precedente Tattoos & alibis, datato '03. Quattordici le canzoni presenti in quest'album, ognuna con delle belle sonorità musicali. Che dire..ce né per tutti i gusti dalle rockeggianti, alle lente e per finire al country. Ragazzi! vi assicuro..scegliere quale sia la più bella tra queste quattordici è un compito veramente difficile! Sicuramente tra le atmosferiche: New Neighbors Old Fences, bellissima song intrisa di intimismo, così come l'altra emozionante ballad Lonely Moon . Divertente Guilty, una ballad country, mentre Rich Kids, tipica song country, e vai di balletto..eh eh. Questo Love Many Trust Few , al primo ascolto si apprezza e si riascolta volentieri per la bella miscela di sonorità e per l'energia e l'intensità delle canzoni, grazie alla bravura di quest'artista. Un album dal sound melodik-rock. Consigliatissimo!!!

AngelDevil
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BREED 77
‘Cultura'
(Albert Production/ Frontiers)

Interessante novità questi Breed77 che escono adesso (anche se l'album è del 2004 come registrazione) sul mercato con il seguito del loro omonimo album del 2002. Questo ‘Cultura' è un disco originale. Prima di tutto vorrei precisare che i nostri provengono da una piccola colonia avamposto di Gibilterra all'estremo sud della Spagna. In questa zona si parlano differenti lingue e la comunità ha subito influenze sia Spagnole ma anche Nord Africane, dal Marocco, ed dal Regno Unito. La loro etnia ovviamente si fonde e da le radici al loro particolare sound che potremmo caratterizzare come un ‘power rock' molto grintoso e ammaliante, un sound giovane, che prende spunto dagli anni novanta e, ma solo per certi versi e solo in alcune songs, ammicca sonorità stile Soundgarden/Alice In Chains.....ma solamente di ‘contorno', intendiamoci. Questo ‘Cultura' non è affatto un album di grunge, alternative o nu-metal, ed anche se ne riflette qualche sonorità, si distingue e si basa su rock di diversa fattura. Influenze di chitarra e ritmi flamenco-latini si fondano con alcuni arrangiamenti più ‘orientali', che conferiscono un ‘tiro' particolare e originalità all'intero lavoro. Particolare il cantato del singer Paul Isola che ha una tonalità sì aggressiva, ma anche modulabile e talvolta ‘malata' che si coniuga bene col sound ricercato della band, tutto questo lo potete riscontrare ascoltando ‘La Ultima Hora', oppure la dirompente ‘Individuo'. Troppo introspettiva e ‘seattle –sound ‘ la ballad ‘The River', malata e sofferta nel suo incedere, mentre più eufonica risulta l'altro lento ‘Numb'. Ad ogni modo l'album si alterna tra momenti più ‘intimi' a scariche di adrenalina pura, sentitevi ‘Oracion Final' e mi direte.... Soprattutto nelle chorus line, vocals e arrangiamenti esce la ‘parte' più “orientaleggiante” del combo, mentre la matrice rimane ben salda ad un rock energico e power.

Roby Comanducci
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GYPSY ROSE
‘Gypsy Rose'
(Escape Music/ Frontiers)

Ma guarda, guarda che palese caso di omonimia che mi sono trovato quando mi è arrivato questo interessantissimo dischetto di questa band dal nome Gypsy Rose; la prima cosa che ho pensato è stata...”...hey, vuoi vedere che i Gypsy Rose americani, autorI del bellissimo e stradaiolo ‘Prey' targato 1990, sono tornati on the road??....”. Poi ho guardato i nomi, letto le info ed altro materiale su di loro. Risultato? No, non sono gli street rockers autori di ‘Prey', ma una eccellente band svedese in attività dal lontanissimo 1981 ma mai, per sfortune varie e altro, arrivata alla pubblicazione di un vero e proprio full lenght album. Il chitarrista Martin Kronlund, tra l'altro, ha avuto anche precedenti esperienze con Dogface e Huriah Heep... Dopo lo scioglimento avvenuto intorno al 1990/91 nel 2004 tutti (tranne il batterista originario) si sono ritrovati e, finalmente, hanno partorito il loro primo album in....24 anni!! Beh...aspettare tanto ne è valsa la pena...hehehe. Il loro sound è un ottimo hard rock melodico stile Fair Warning, Scorpions, Hurricane e, da segnalare, nell'album troviamo anche un graditissimo ospite, ovvero tale Mats Levén ex singer di sua maestà Y.J Malmsteen. Niente street rock quindi, ma un grande cd di gaudioso hard rock costellato da autentiche perle sonore. Il sound è sì potente è graffiante, merito di un riuscito ed originale guitar work, ma sa anche essere melodico al punto giusto e eletrizzante nel suo incedere. Eufonico come nella ballad ‘Moonlight', “Scorpions-oriented-style' in ‘Drive Me Crazy' , potente e quasi anthemico nella rabbiosa ‘Fender 59'. Insomma, su questo album troverete tutti gli ingredienti giusti per farvi divertire e passare un'ora in compagnia di eccellente musica .

Roby Comanducci

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JADED HEART
‘Helluva Time'
(Frontiers)

Finalmente….aspettavo con molto interesse il nuovo full length album dei teutonici Jaded Heart, sicuramente dopo I Bonfire, una delle migliori hard rock band in suolo germanico e in generale, tra le migliori in europa. Il loro hard rock elegante ma al contempo graffiante e potente mi ha sempre affascinato. Come anche la voce dell'ex singer Michael Bormann. Eh si ragazzi miei, proprio con questo cd Michael ha preso altre strade ed è stato sostituito da questo nuovo Johan Fahlberg (ex singer della band Scudiero...). Iniziamo quindi da questo fattore, indubbiamente importante, poichè il singer è fondamentale per ogni band. La voce di Bormann era più ‘espressiva', leggermente più acuta e armoniosa. Il nostro, da parte sua, ha forse maggiore ‘potenza vocale, ma meno originalità. In ogni caso, la scelta è stata buona e il comunque bravo singer si amalgama bene in questo combo di hard rockers. Venendo al disco, che esce circa un anno e mezzo dopo l'interessante ‘Trust', devo ammettere che trattasi di un bel lavoro. Forse più ‘edulcorato' del precedente ‘Trust', ma solo in certe song. Questo ‘Helluva Time' inizia gradatamente con song sì piacevoli ma non esageratamente originali per poi, piano piano, traccia dopo traccia, aumentare sia il ritmo sia il livello compositivo. Ed è infatti dalla quinta ‘Who's Foolin' che si inizia a ‘masticare' sano ed originale hard rock sound. Una song diretta con un guitar work eccelso. Poi i nostri si cimentano nella cover di una canzone di una cantante assai brava , Anastacia e la sua strafamosissima ‘Paid My Dues'. Ok, forse Bormann sarebbe riuscito meglio nell'interpretazione ma anche il bravo Johan lavora bene con la sua ugola e cerca di adattarsi alla non facile struttura di questa bellissima pop song. Risultato? Beh, una chicca. Arriviamo alla lenta e melodica ‘Without You', che è veramente una ‘signora‘ love song!! Dosi elevate di adrenalina su ‘Love & Desire', oppure sull'incalzante e pomposa ‘Shores In Paradise' esaltano ulteriormente quest'album e la conclusiva ‘Love To Live' caratterizzata da un tagliente riff di chitarra e da una ritmica pulsante, cesella un altro album di valore elevato per questi Jaded Heart. Per tutti coloro che amano il vero hard rock, la musica intelligentemente suonata e carica di pathos e adrenalina!

Roby Comanducci


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MICKI FREE
‘Experience'
(Live Wire / Frontiers)

Finalmente un disco di hard rock blues sudato e incontaminato. Un artista molto particoalre, un VERO americano: il nostro Micki Free infatti è un indiano puro sangue Cherokee-Comanche che si è dedicato da oramai vent'anni alla musica rock senza disdegnare però le sue origini, anzi, incidendo anche un cd di musica nativa indiana ‘The Sun Chaser' (2003) dove si diletta con flauto, spanish guitar, piano per un album eccezionale. Da segnalare che il nostro è stato anche il winner del ‘Native American Music Awards 2005'. Al popolo metal-rock è conosciuto soprattutto per la sua militanza nei bravi Crown Of Thorns di Jean Beauvoir, e sempre come guitar man nei Shalamar. Innumerevoli le collaborazioni tra cui una con la ex fiamma (scomparsa) di Lemmy, Wendy O Williams (era il 1984), Janet Jackson, Kiss, Roger Taylor, Trevor Rabin, Babyface, Jon Brant....ma la lista è lunga e non voglio fare divenire questa review un monologo. Per qualsiasi info su di lui visitate il suo bellissimo sito www.mickifree.com .
Tornando a questo new solo album (ne ha incisi oltre dieci....) posso solamente dire questo: un vero album di chitarra rovente e sprizzante adrenalina pura. Il nostro si diletta anche alle vocals oltre che a tutte le parti di chitarra ed è, ovviamente , l'unico songwriter e produttore di questo ‘Experience'. Nella line up troviamo al basso e piano, Share, alla batteria , Bam, e altri ospiti in alcune tracce del cd. Micki è un vero axe-man, ma non risulta ridondante nei suoi solos ed il suo guitar work è un eccellente mix di potenza e melodia mai banale e soprattutto originale. Ottimi i riff di alcune songs, che si conficcano nel cervello senza andare più via... Praticamente il sound style rende molto omaggio al grande Jimi Hendrix, al grande rock blues elettrico di fine seventies ma, e questa è la cosa fondamentale, rivisitato leggermente da un tocco più moderno del nostro caro Micki. Una intro e dieci canzoni per fare la gioia di chiunque abbia il rock nel sangue e non si accontenti solo di prodotti edulcorati o zuccherosi con mega arrangiamenti e poco feeling. Il nostro guitar man scrive dall'anima e le sue canzoni creano un alone ricco di pathos e armonia come nella ballad ‘Callin An Angel'. Sicuramente non la ballad del secolo, ma una canzone semplice nel suo incedere ma di grande effetto. Se invece volete ascoltare per verificare quanto ho scritto sopra sul Micki Free sound style, beh, ‘Razor Blade' calza a pennello: una chitarra satura e tagliente impera in una song dal cantato ‘malato' quasi vizioso per un risultato molto originale ....che definirei ‘power blues rock' (mamma mia che definizione...hehe). Bellissima anche la conclusiva ‘Mother Earth' , canzone melodica e molto introspettiva. Se invece volete sentire ancora il suono corroborante della sei corde del buon Free, puntate il lettore sulla traccia numero quattro, ovvero 'Chemical Imbalance'. In ogni caso tutte le songs sono interessanti, non ci sono cali di tono ed il cd non annoia mai anzi, viene subito voglia di ascoltarlo una seconda volta. Concludo consigliandovi di afferrare al volo quest'album appena lo vedrete sugli scaffali dei negozi. Grande Micki!!!

Roby Comanducci

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NIN

'With Teeth'
(Nothing / Interscope Rec. )



Quest'anno musicale è sinceramente un anno di grandi e graditi ritorni sulle scene musicali di parecchi personaggi che ascolto da moltissimo tempo. Uno tra questi è sicuramente Trent Reznor, con i suoi Nine Inch Nails, artista che non ha sonorità tipiche "da CATHOUSE" , voglio precisare, ma che ogni volta che lo ascolto è sempre una piacevole conferma.
Anche questo "With Teeth", uscito sul mercato discografico da diversi mesi, è sicuramente un disco molto riuscito. Analizzandolo dopo diversi ascolti dico innanzitutto che non mi stufa ed è più che raro per il sottoscritto non stufarsi di un disco dopo poco tempo se questo non gli da emozioni. Trent centra ancora una volta il bersaglio, con sinceramente il suo disco più intimista di tutti, la rabbia sembra quasi essere messa in secondo piano ed emerge veramente per pochi tratti come in "The Collector" dove nel ritornello riesce magicamente a far convivere credibilmente echi dei Rage Against the Machine con soluzioni tipiche alla Fatboy Slim. Il disco è molto influenzato dagli anni Ottanta per il sottoscritto,"The hand that feeds" è sicuramente un pezzo molto ballabile se non il più ballabile della sua produzione ma riesce subito a scatenarti. Ci son echi tipici punk in sottofondo in "Getting smaller",ed è questo uno dei pochi episodi dove la rabbia di Trent esplode. La canzone più bella per me rimane "Beside you in time" assolutamente fantastica e intimista con echi che si susseguono x quasi tutta la canzone che rimane ancorata a un certo ritmo fino a quasi tre quarti di pezzo x poi diventare quasi ritmata e molto bella. Come ogni disco che si conviene anche questo ha una bonus track finale chiamata "Home" un pezzo che rimane ancorato allo standard del disco, un disco che riesci subito a capire e non complicato come l'ultimo "Fragile". E' un grandissimo album che consiglio a tutti.

Mau'TheAlien'


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DIVING FOR PEARLS
'Texas'
(Atenzia Records / Frontiers)

Tracklist: 01. Thinking About Things That Will Never Be 02. I Thought About You 03. The Truth Is 04. If I Only Knew 05. Baby Come Down 06. The Colours Show 07. I Will Get Over You 08. Broken Man 09. Heaven Only Knows 10. The Sweetest Sin 11. Lonely Is The Dark 12. Stop The World From Turning

Line up:

Danny Malone- Vocals, Guitars
David Pratter- Instrumentation

Era dall'89, anno dell'omonimo album di debutto apprezzato dalla stampa internazionale con grandissimi riconoscimenti che i Diving For Pearls non pubblicavano più nulla.Li avevamo lasciati con delle canzoni spettacolari come la bella ballad I Don't Wan To Cry, o la rocckeggiante You're All I Know . Finalmente Danny Malone ritorna sulle scene in compagnia di David Pratter, produttore dei Dream Theater, con Texas, dalle sonorità AOR/melodic hard-rock. Indubbiamente un buon disco, dodici le canzoni presenti. Thinking About Things That Will Never Be, colpisce già dalle prime note, sound diretto e ritmato, oserei dire la song che rappresenta la vera melodia dei Diving For Pearls, composizione solare e ritmata. Non mancano le classiche ballad The Truth Is, Baby Come Down, I Will Get Over You, The Sweetest Sin, riff melodici e sognanti, la voce di Malone è semplicemente dolce tanto da rapirti in questo viaggio sonoro. L'ascolto di questo album è piacevole e scorrevole adatto come sottofondo per serate tranquille e spensierate non tralasciando il giusto sprint per farvi sentire felici! Hanno aspettato quindici anni per farci sentire nuovamente il loro sound..Ora speriamo che siano tornati per sempre! Un album che consiglio per la melodia molto piacevole e la qualità sia a livello di testi che di sonorità..

AngelDevil

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RUSSEN ALLEN - JORN LANDE
‘The Battle '
( Frontiers Records )

Track List:

01. Another Battle 02. Hunter's Night 03. Wish For A Miracle 04. Reach A Little Longer 05. Come Alive 06. Truth of Our Time 07. My Own Way 08. Ask You Anyway 09. Silent Rage 10. Where Have The Angels Gone 11. Uiverse Of Light 12.The Forgotten Ones

The Band:
Jorn Lande - Vocals
Russel Allen - Vocals
Jaime Salazar - Drums
Magnus karlsson - Guitars, Bass and Keyboard

Eccomi nuovamente a recensire un lavoro del singer Allen Russell, dopo la recente pubblicazione del suo Atomic Soul.Due tra le ugole d'oro del panorama internazionale Allen Russell, frontman dei Symphony X e Jorn Lande attuale vocalist dei Masterpalan e con un passato negli Ark e nella band di Y.J. Malmesteen, ci regalano The Battle . L'album è prodotto da Ander 'Theo' Theander, i brani sono scritti per l'occasione da Magnus Karlsson e il compito di creare questa copertina è stato assegnato al mitico disegnatore Rodney Matthews , celebre per le copertine di On A Storyteller's Night Magnum , Borrowed Time Diamond Head , Time Tells No Lies Praying Mantis , Aqua e Arena Asia. Le prime note Another Battle , sono da brivido! Un'atmosfera incredibile quasi gotica che sfuma dopo pochi minuti catapultandoti nella potente batteria seguita dalla chitarra e dalle voci di questi due grandi singer, melodia tipica del prog metal. Il secondo brano dal titolo Hunter's Night , è cantata dal solo Russel ci mette molta grinta, quello che mi viene da dire mentre si ascolta è: tosta, cazzuta e accattivante! Reach A Little Longer , dal mio punto di vista tra le più belle dell'album, ballad cantata in questo caso da Jorn, le prime note del piano sono favolose riescono a farti sognare, adatta per i più romantici. L'ascolto delle due voci che si fondono in molte canzoni è intrigante e interessante. Ottima interpretazione della bella The Forgotten Ones , fa a gara con Reach A Little Longer , per l'emozioni che trasmette. The Battle, lavoro ineccepibile, tecnicamente preciso che ne conferma l'indiscutibile talentuosità di Russell e Lande, si muovono abilmente sul confine dell'hard rock e il prog. Un album ricco di varietà compositiva e stilistica. Molto atmosferico.. Un album consigliato! Più di sessanta minuti per i fans e non di questi grandi singer..

AngelDevil
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NIGHTVISION
'Nightvision'
(MTM Music/ Frontiers)

Line-Up:
Peter Högberg – Vocals / Stefan Fjellner – Guitars /Johan Petersson – Bass /
Mikael Szemler – Drums / Mårten Sandén - Keyboards

Mamma mia cari ragazzzi miei, la cara Svezia cosa non sta facendo in campo musicale. Cosa?? Di tutto. Sforna band eccellenti di ogni genere musicale, punk, street, hard, metal, black ....e questa volta eccoci qui a recensire questo nuovo combo proveniente appunto dai paesi nordici e che risponde al moniker di Nightvision. Il loro album omonimo è anche quello di debutto, quindi non ho molte info su di loro. Ma non importa, spesso , non è il blasone o l'essere conosciuti, bensì come si suona ed il prodotto pubblicato a destare scalpore! Ed i Nightvision suonano bene, anzi sono una band eccellente. Il loro calibrato mix tra hard rock ed class metal è gaudioso e ridondante adrenalina ad ogni traccia. Sentire quest'album è come gustarsi una miscela di R.J Dio (periodo “Dream Evil”...), Pink Cream 69 (degli esordi), qualcosa di Ozzy e poi....ovviamente la loro classe ed originalità. Il disco suona elettrico e potente dall'intro iniziale ‘ Before The Storm' alla conclusiva ‘The End'. Tutte, ma proprio TUTTE ( e lo scrivo in maiuscolo) le songs sono accattivanti con potenti e –soprattutto- originali riff di chirarra che comunque fanno parte di un guitar work di elevata caratura , il tutto accompagnato da una precisa e potentissima sezione ritmica e dalla timbrica calibrata e incisiva del bravissimo singer Peter Hogberg. Ah, dimenticavo, un plagio all'ottimo tappeto sonoro creato dalle keyboards del nostro Marten Sanden. Una canzone su tutte? Beh ‘The Last Time', oppure l'heavy rock in stile Y. Malmsteen's Rising Force della stupenda ‘Fight' ...e poi compratevi pure il disco, ‘a scatola chiusa'. Ne vale veramente la pena! Ottimo!!!!

Roby Comanducci

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THE HELLACOPTERS
‘Rock & Roll is Dead'
(Universal)

Tracklist:

1. Before the fall , 2. Everything's on T.V. , 3. Monkeyboy, 4. No angel to lay me away, 5. Bring it on home, 6. Leave it alone, 7. Murder on my mind, 8. I'm in the Band, 9. Put out the fire, 10. I might come see you tonight, 11. Nothing terribly new, 12. Make it tonight, 13. Time got no time to wait for me


Ragazzi altro che il rock‘n'roll è morto! Ascoltando questo nuovo album dei The Hellacopters , vi sentirete l'adrenalina aumentare sempre più. Band capitanata dal grande Nicke Andersson (chitarra, voce), insieme ai suoi fedeli compagni Robert Dahlqvist (chitarra), Robert Eriksson (batteria), Kenny Hankansson (basso), Anders Lindstrom (chitarra, tastiera), band simbolo del garage rock della terra svedese. Si confermano alla grande per i loro primi dieci anni di carriera, con questo Rock & Roll is dead, tredici canzoni suonate con energia, con grinta come un fulmine che ti colpisce, con una scarica a mille volts! Capaci di sfiorare in alcune canzoni il blues. Fin dal primo brano Bifore The Fall , intuisci che non hai tempo di annoiarti, hai la sensazione di correre a tutta velocità e mentre lo fai ti ricarichi sempre più…divertendoti con l'interessante Everything's on T.V., la simpatica Monkeyboy , per poi riprendere fiato con l'accattivante No Angel To Lay Me Away, ritmo lento con chitarre che ricordano il classico sound degli Hellacopters del passato, e gli storici Rolling Stones. Splendida Leave It Alone, sonorità rock-blues con cori femminili che la rendono ancora più intrigante, una delle mie preferite. Il ritmo riprende con Murder On My Mind, e I'm in the Band, dove la batteria e la chitarra prevalgono e ne sono protagoniste. Un album diverso dai loro precedenti, meno sporco e cattivo ma dalle sonorità davvero rock ‘n' roll!…volete ricaricarvi?..bene questo è quello che fa per voi.

AngelDevil

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BROKEN[N]BLUE
‘The Waiting'
(MTM/Frontiers)

Elegante ed eufonico al punto giusto questo studio project chiamato Broke[n]Blue, e formato da musicisti svedesi di differenti band. Il tutto è incentrato attorno al songwriting del bravo Lars Abrahamsson e soprattutto, vero punto di forza del cd, il cantato a due voci con la presenza dell'ugola soave e dolcissima della brava Eva Abrahamsson. Questo trattasi del secondo lavoro per questa band che infatti si era già fatta lodare dalla stampa internazionale al tempo del loro debut album (circa due anni fa...). Lo stile musicale dei nostri è un gradevole mix tra il sound di Heart, Richard Marx, Journey, HoneyMoon Suite, Femme Fatale. Le song più ammalianti sono quelle cantate da Eva ma tutto l'album scorre via su binari solidi basati su un fm rock d'autore. Ovviamente ci sono song più graffianti come la bella ed incalzante ‘Rivers Are Calling', oppure il ficcante hard rock di ‘Let Me Out'. Bellissima la vena pompous rock su ‘Perfect Match', chorus line accattivanti e arrangiamenti sublimi. In definitiva un album veramente consigliato a tutti gli amanti dell'AOR e fm rock d'autore. Un cd, questo ‘The Waiting', capace di creare intime emozioni ma anche momenti più carichi di adrenalina. Complimenti, sessanta minuti di ottima musica.

Roby Comanducci

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Electric Eel Shock (EES)
'Beat Me'
(Demolition Records / Frontiers)

Rabbiosissimo nuovo album per questa band nipponica dal suond selvaggio e irriverente. Aki Morimoto (Guitar & Vo), Kazuto Maekawa (Bass) e Tomoharu 'Gian' Ito (Drums) si ripresentano ai propri fans con un disco che suona molto hard rock 70's (AC/DC, Black Sabbath) ma che al proprio interno ritrova diversi richiami old punk (Ramones, Pistols), metal (Judas, Maiden, Megadeth) e hard & roll (Van Halen). Suoni di chitarra saturi e sporchi uniti a ritmiche semplici ma efficaci, questa la scelta per quest' album dal gusto stradaiolo e ribelle. Ascoltando Scream for me, primo brano del lavoro, si intuisce subito l'orientamento della band, una base punk (basso e batteria) unita ad una miscela piu' robusta ed articolata generata dalla chitarra di Morimoto, sicuramente il piu' 80's della band. Passando alle linee vocali, poca melodia ma molta rabbia quella di Morimoto, sicuramente leader carismatico della band, molto Hendrix Oriented in fatto di sei corde. Riascoltando il dsco piu' volte, emerge chiaramente la voglia di affrontare le radici della musica solida partento dagli anni settanta fino ai giorni nostri, grande merito va assolutamente attribuito a Morimoto. Tra i pezzi piu' belli, Scream for me dal sapore scandinavo, don't say fuck dal giro di basso brutale e dall'inciso violento, Lemon lees dal groove alla fratelli Young, Killer Killer, la bella cover, omaggio ad Ozzy, Iron Man ed infine la splendida versione di Beat Me. In conclusione, un disco con molta poca tecnica ma tanta carica e genuina energia Rock 'n' roll che di questi tempi, non guasta mai. per info: www.electriceelshock.com


Hardigor

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IOMMI - HUGHES
‘Fused'
(Sanctuary Record)

Track List:
01. Dopamine, 02. Wasted Again, 03. Saviour Of The Real, 04. Resolution Song, 05. Grace, 06. Deep Inside A Shell, 07. What You're Living For, 08. Face Your Fear, 09. The Spell, 10. I Go Insane

Band:
Glenn Hughes - vocals and bass
Tony Iommi - guitar
Kenny Aronoff - drums
Bob Marlette - keyboards and bass

Più che azzeccato il titolo per quest'album: Fused, un'interessante fusione di due grandi artisti. Tra i chitarristi che hanno maggiormente influenzato la storia del rock si può tranquillamente annoverare il nome di Tony Iommi, leggendarie le sue imprese con i Black Sabbat, è affiancato da Glenn Hughes splendido cantante, ex voce dei Deep Purple ottimo bassista e compositore, dal sapiente batterista Kenny Aronoff e dal grande Bob Marlette. La straordinaria coppia torna insieme per un vero e proprio album composto da dieci nuove song, semplicemente stupende. Dopo dieci anni le due leggende del rock Tony Iommi e Glenn Hughes ci regalano un album che sorprende per le sonorità riportandoci al sound dei Black Sabbath sfumando in tonalità più moderne e simili per il cantato alla Chris Cornell ( Soundgarden, Audioslave) e Alice in Chains, questa l'impressione che ho mentre ascolto queste song. I ritmi e la di chitarra di Iommi da pelle d'oca, l'ugola di Glenn che si scalda sempre più nei graffianti versi che si evolvono fino al solo di chitarra , la batteria Che dire una vera fusione! Tra le canzoni migliori per il giusto trasporto: Resolution Song, Grace, I Go Insane , quest'ultima una ballad accompagnata dalla chitarra acustica per poi catapultarti al riff più elettrico e ad un vocale intenso. Un album che consiglio ai fans dei Black Sabbat e non solo, chiunque ama il riff del rock più epico con l'incantesimo della grande voce di Glenn coinvolgente al punto giusto!

AngelDevil

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BRIAN SETZER
‘Rockabilly Riot! Volume One
- Tribute to Sun Records'

(SurfDog / Frontiers)

tracklist:

Red Hot, Slow Down, Real Wild Child, Rockhouse, Put Your Cat Clothes On, Lonely Weekends, Get It Off Your Mind , Just Because , Glad All Over , Flatfoot Sam , Rock N Roll Ruby , Blue Suede Shoes , Tennessee Zip , Mona Lisa, Peroxide Blonde (In A Hopped Up Model Ford), Get Rhythm , Stairway To Nowhere , Boppin' The Blues , Rakin' & Scrapin' , Sweet Woman , Flyin' Saucers Rock N Roll , Lonely Wolf , Red Cadillac & A Black Moustache

Il Rockabilly è sempre stato sinonimo di allegria, movimento, adrenalina: questa musica nata dalla fusione di rhythm & Blues, country, gospel e jazz è stata il cardine e la gioia di intere generazioni. Gli anni cinquanta (ma anche i sixties) hanno convissuto con questa musicalità, dando alla luce veri e propri masterpiece musicali e lanciando autentiche leggende nello star system. Il rock'n'roll è quì nella sua veste più ‘elettrica' ed il grande Brian Setzer (chitarrista dei mitici Stray Cats) si impegna nella riedizione , riarrangiata a modo suo di ben 23 grandi classici che hanno fatto la storia e reso popolare questa musicalità nel mondo. Un albun poi che è un ‘trubuto ad una label'!!! Strano è?? Ma perchè questo?? Perchè la gloriosa Sun Records nel periodo tra il 1954 ed il '57 diede alla luce la maggior parte delle produzioni rockabilly. Brian quindi si cimenta al meglio (ma chi più di lui poteva svolgere questo compito??...nda!!) ed il cd è gradevolissimo, con classici come "Blue Suede Shoes" e "Red Hot" ma nache autentiche perle come "Peroxide Blonde in a Hopped Up Model Ford", scritta dal mito/leggenda della Sun Records - Gene Simmons (e la voce nella song è la sua!!!). Cosa dirvi?!? Questa musica è puro rock, è vitalità, e il nostro Brian si è dimostrato ancora una volta all'altezza della situazione.
Ah...non dimernticate di visitare il suo sito www.briansetzer.com

Roby Comanducci

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XCARNATION
‘Grounded'
(Frontiers)

Superlativo. Certe volte, anzi …spesso, mi trovo di fronte a nuovi prodotti di artisti che conosco poco oppure conosco per fama ma non ho la più pallida idea di cosa stiano facendo adesso. Questa però è la magia di certi artisti: l'essere così ‘avanti' da imporre uno stile, una linea musicale, provare ad innovare, a creare, cosa che attualmente è assai rara. E' questo il caso di questo 38enne astro della chitarra proveniente dalla Turchia, Cenk Eroglu. Ma dire guitar hero è molto limitativo: Cenk è un vero e proprio talento, un artista completo; suona anche keyboards, bass, drums e canta (ed ha anche una bella voce!). Inoltre è maestro nel programming di suoni molto particolari. Iniziò sin da bambino e la sua carriera prima in Turchia (dove è molto famoso) si è espansa poi in tutto il mondo con tantissime collaborazioni. Il suo primo album solista risale al 1991, il secondo nel 1996 senza contare la sua presenza in album di grandi musicisti ( da segnalare la sua collaborazione per l'album ‘BPMM' con nientepopodimenoche Pat Mastellotto e Robert Fripp....i signori King Crimson). Tornando a quest'album, la lista di ospiti è enorme, tra i nomi ‘portanti' del cd figura il grande Kip Winger (anche lui vocals, bass, acoustic guitar, background vocals) Rod Margstein ed il già citato Mastellotto on drums. Troviamo anche il bravo Reb Beach alle chitarre e una serie di session men che oltre ai ‘classici' strumenti, suonano un tipo di strumentazione etnica prettamente derivata dalla cultura turca. Tutto questo insieme di modernismo (programming), classicismo (chitarra, bass, drums) ed etnico (strumenti tipici), assemblato con un eccelso songwriting ed un gusto particolare per l'arrangiamento melodico, ma anche per una potenza controllata e modulata, rendono questo ‘Grounded', uno dei cd più originali ascoltati in questo 2005. Dieci tracce tutte da ascoltare e soprattutto diverse fra loro!! L'opener ‘Personal Antichrist' è poderosa e molto ‘elettronica', quasi a ‘spiazzare' l'ascoltatore, ma ha il giusto ‘grip' di guitar work che mette le cose aposto ed il risultato è una sconvolgente e autentica advangarde rock song. Originalissima. Ub rock più ‘acido' e cadenzato nell'icedere lo troviamo nella seguente ‘Everlasting', mentre un pianoforte e keys suadenti impreziosiscono per tutta la durata la bella emelodica ‘Without You'. Atmosfere pià etnico/advangarde le troviamo nella originale ‘Desperately Sad' mentre il ‘tocco ‘etnico' si sviluppa nel suo splendore in certi ‘passaggi' di ‘Reason To Believe'. ‘Lucky Day' dal potente bass work e programming è ‘cattiva' al punto giusto per poi ‘aprirsi' nelle chorus line ad una melodia più eufonica. Elengate anche ‘Take A Deep Breath', dove un rock sostenuto la fa da padrone sempre accompagnato da partiture di programming che danno quel tocco di ‘advangarde' e soprattutto da notare la presnza di un bel solos del nostro Cenk. Passando per la breve ‘Coma White' arriviamo a ‘Willing to Wait', che sinceramente è molto difficile da catalogare. Un mix di etnico, programming, chorus line ricche di phatos ed un arrangiamento sopraffino, il tutto per confezionare una rock song ( ma è limitativo questo termine) che stupisce ad ogni passaggio. Chiude questo album la track ‘Pictures', anche lei dedita ad musicalità molto introspettiva che pesca dal rock per invadere il settore avanguardista il tutto servito con profumi di sinfonie eteree orientali.

Mamma mia....che disco ragazzi.

Roby Comanducci

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ARTICA
' As It Should Be'
(Escape Music / Frontiers)

Rock melodico senza compromessi, questo e' quello che ci viene proposto dagli Artica, band americana con base ad Hollywood composta da John David Martin (voce), Robby Moore (tastiere), Mark Adrian (chitarre), Roger Fiets (Basso) e Chuck Baker (batteria e percussioni). As It Should Be e' un disco piacevole, fresco e diretto, sin dai primi secondi del brano Take Me All The Way, ci si rende immediatamente conto su quale binario ha voluto viaggiare la band. Tastiere in primo piano, chitarre crunch e curatissime backing vocals sono sicuramente i punti forti del lavoro melodico voluto della band. Buona anche la scelta delle linee vocali utilizzate da Martin, Singer che a mio avviso potrebbe comunque dare molto di piu'.
Dal punto di vista strumentale, ottimo lavoro da parte di tutti, menzione particolare per il guitar man Adrian dal tocco Vanhaleniano e dal tastierista Moore capace di creare atmosfere veramente valide e particolari Survivor oriented. Splendida (Your Love Will) Carry Me Home, ballatona strappalacrime dall'inciso dolce ed immortale, uno tra i pezzi piu' belli del cd. Molto validi anche i brani dai guitar riff trascinanti quali Take me All the way, Hold on, Fantasy e la bellissima One Light. Peccato per la poca valorizzazione della band in fatto di suoni, viste le potenzialita', avrebbero sicuramente meritato molto di piu'. Concludendo, sempre piu' bands stanno riscoprendo il fascino del vero ed incontaminato rock 'n' roll, sono certo che gli Artica con questo disco abbiano creato un'ottima base per il proprio futuro. Per tutti i fans di Tour De Force, Survivor, VanHalen e Journey, ne rimarrete entusiasti.
Per info:www.escape-music.com

Hardigor
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PHILIP BARDOWELL
‘In The Cut'
(Frontiers)

Eccoci ad esaminare questo interessantissimo album solista dell'ugola degli Unruly Child del disco ‘UCIII' , mr Philip Bardwell, che ha lavorato anche con altri grandi artisti come Lanny Cordola, Chuck Wright in una project band chiamata Magdal. Il nostro è un classico cantautore americano con una timbrica simile al grande Lou Gramm (attenzione...dico ‘simile'...ehm). Lo stile della composizione mi ricorda anche il Bobby Kymball solista. Ad ogni modo l'album è un sapiente e ragionato concentrato di grande AOR, dove la voce di Philip la fa da padrone, ed il songwriting è di gran classe: Mark Spiro, Jim Peterik, Curt Cuomo, Stan Bush sono alcuni grandi che hanno lavorato a questo ‘In the Cut' con il nostro vocalist. Lo ‘stampo' stilistico, ovviamente, si basa su un grande rock da vasto airplay , anche radiofonico se vogliamo, e le song melodiche sono in maggioranza. Però non sottovalutiamo momenti più ‘hard' come la bella ed incalzante opener ‘In The Cut', la rockeggiante ma sempre molto pompous ‘Dreamin With My Eyes Wide Open', oppure ‘Never Too Late For Love' in classico Loverboy style. Menzione particolare invece per la stupenda eufonia pregna di pathos presente su ‘I Gotta Believe'. Un bel disco, per i vostri momenti più.....intimi!!!

Roby Coamnducci

 

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