recensioni 2005

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'One Thing Remains'
(TVT Records)

Quest'anno è veramente speciale. Nulla da dire....è stato un anno musicale con i “fiocchi”. Lo dimostrano tutte queste uscite discografiche che ci arrivano in redazione anche agli ultimi sgoccioli del 2005. Tra le mani ho questo interessante terzo album dei bravi canadesi (se non erro...) Default che ci regalano un dischetto molto interessante, intriso di un bel rock graffiante, commerciale al punto giusto ed anche capace di ammaliare con song da vasto airplay. Avete presente l'ultimo full lenght album dei Nickelback? Bene, questi quattro artisti seguono la linea musicale di Chad Kroeger e Co., (tra l'altro lo stesso Chad ha collaborato con la band per alcune song e soprattutto per l'eccelente singolo/video ‘Count On me'). Ottima timbrica vocale per questo singer Dallas Smith, espressiva e ‘rockeggiante' al punto giusto, mentre un lodevole guitar work ci viene servito dal guitar man Jeremy Hora. Come dicevo sopra c'è lo ‘zampino' dei Nickelback, e soprattutto nel singolo si sente eccome la loro influenza. Molto bella anche l'opener ‘All Is Forgiven', un fm rock che scalerà sicuramente le classifiche radio se verrà estratto come singolo, discorso valido anche per l'eufonica e ‘radiofonica' ‘The Memory Will Never Die'. Attenzione però: qui siamo al cospetto sì di rock song ‘commerciali' ma basate su una solida base rock...e rock con la ‘R' maiuscola. Infatti a farci capire la verve ‘hard rock' del combo ci pensa la travolgente e originalissima ‘Hiding From The Sun', da ascoltare a ‘palla' nel vostro stereo e non riuscirete a stare fermi. Garantito! Ottimo il riff di chitarra di Jeremy... Un'altro esempio di rocciosa rock song, ma senza sfociare nel'hard rock, è la bella title track, echi dei Pearl Jam scaturisconno invece da ‘Get out of This Alive' mentre per gli amanti del melodic sound c'è la suadente ed intrigante ‘The Way We Were', che non trattasi di una vera ballad ma è ricca di phatos e arrangiamenti sopraffini. Non vado avanti. Questo è un ottimo album che senza ombra di dubbio farebbe bella figura nella vostra personale collezione di cd.

Roby Comanducci

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BLOODPIT
'Mental Circus'
(Merceedees Tuotanto / Edel)

line up: Aleksi Keranen (bass), Matthau Mikojan (Vocals & guitar), Alarik Valamo (drums), Paavo Pekkonen (guitars)
tracklist: 1. Bad Echo 2. In a Furnace 3. Platitude 4. Autumn 5. Bad-ass Blues 6. For The Time Being 7. For The Days Of The End 8. Out To Find You 9. One More Time 10. The Juvenile Hell 11. February Day's Draught

Interessante debut album per questo combo finlandese che porta il nome Bloodpit. Una band che è stata paragonata al bravo HIM ma forse più pre provenienza anagrafiche che per sonorità vera e propria. Certo, i nostri fanno un rock abbastanza particolare, che in certi ‘passaggi' può ricordare HIM ma con un piglio più ruvido, più elettrico e meno gothic/dark dell'autore di ‘Razorblade Romance'. Possiamo dire che i Bloodpit sono più hard oriented ma solo come concezionein quanto di hard rock non hanno nulla o quasi. Il sound si attesta su un rock ammaliante e ricco di phatos, una voce molto evocativa del singer Matthau e comunque un ottimo guitar work. Il loro è un romantic – electro rock sound, oserei definire. Certo è rock, rock vero e non pop o altre cose simili. In alcune song effettivamente fanno ‘capolino ‘tinte' new wave – dark , ma solo come arrangiamento. L'album si attesta su buoni libelli compositivi e si lascia ascoltare nella sua totalità senza annoiare. Anzi. Sound come l'heavy rock presente nell'opener ‘Bad Echo', il grintoso riffing di ‘For The Days of The End' o la radiofonica frizzante ‘Out To Find You' rendono onore ai quattro musicisti come anche le tracce più introspettive e ‘cupe', su tutte il singolo ‘Platitude'. Bel lavoro quindi, che sicuramente mieterà proseliti nel prossimo futuro.

Roby Comanducci


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BAD HABIT
'Hear-Say'
(Frontiers)

Tracklist: 1. To Love You, 2. I Swear, 3. All That I Want, 4. Walk Of Life, 5. Reason, 6. Alive, 7. I Want To Know, 8. Take Control, 9. Tell Me Why, 10. I'll Be The One, 11. I Can't Help Myself, 12. The Air That I Breathe
 
Line-up: Bai Fehling (vocals), Hal Marabel (guitar, keyboards), Sven Cirnski (guitar), Patrik Södergren (bass), Jaime Salazar (drums).

Una perfetta alchimia di Melodic Rock/AOR, un'icona immortalata in questo Hear-Say , nuovo album dei Bad Habit, band svedese capitanata dal chitarrista newyorkese Hal Marabel. Sono attivi fin dal 1986, nonostante i lunghi periodi di inattività, non si arrendono e tornano con queste dodici song. La band è un'ulteriore testimonianza alla grande scena musicale da due decenni, visto che il 2006 è alle porte, e che opererà per tutti i nostalgici più incalliti da vero ed insindacabile ponte musicale tra passato e presente. Forse di altri tempi, ma anche di nostri gusti. Le canzoni si lasciano ascoltare piacevolmente, armonie vocali uniti a ritmi trascinanti e gradevoli dell'incisivo singer Bai Feeling, dotato di un timbro caldo per le song più lente come: I Want To Know e Tell Me Why ; chitarre corpose ma mai invadenti, ottimi arrangiamenti di tastiere, molto bello l'evolversi del pezzo, un lento non smielato ma toccante grazie alla chitarra elettrica ed alle sue evoluzioni, e alla voce più roca e accattivante. Hear-Say è un album con brani compatti e pimpanti, si alternano e miscelano con grande maestria e accortezza a melodie più lente e a quelle più energiche come la bellissima I'll Be The One, a mio avviso un brano che non passa inosservato, anzi, è una tra i miei preferiti. Un'altra bella chicca da avere nella propria collezione.

AngelDevil

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ROINE STOLT

‘Wall Street Woodoo'
( Inside Out)

Tracklist: CD 1: 1.The Observer, 2.Head Above Water, 3.Dirt, 4.Everyone Wants To Rule The World, 5.Spirit Of The Rebel, 6.Unforgiven, 7.Dog With A Million Bones, 8.Sex Kills, 9.Outcast

CD 2: 1.The Unwanted, 2.Remember, 3.It's All About Money, 4.Everybody Is Trying To Sell You Something, 5.Hotrod (The Atomic Wrestler), 6.Mercy, 7.People That Have The Power To Shape The Future

Line-up: Roine Stolt (Vocals, Electric and Acoustic Guitar), Hass Bruniusson (Percussion), Gonzo Geffen (Congas & Percussion), Marcus Lillequist (Drums), Neal Morse (Lead Vocals, Hammond Organ), Slim Pothead (Wurlize Piano, Mini Moog, Hammond Organ), Victor Woof (Bass).

Ma guarda un po' chi mi ritrovo: Roine Stolt, alcuni mesi fa ho recensito l'ottimo album Mindrevolutions, dei Kaipa e la sua presenza certo non passava inoservata. Roine è un grande personaggio del progressive, è proprio negli anni '70 che dà vita ai Kaipa, nel '90 fonda i Flower Kings, partecipando nel corso degli anni a moltissimi progetti come: Transatlantic, Tangent e Karmakanic. Oggi si può ascoltare il suo quinto disco solista ed è una piacevole sorpresa, mi aspettavo di sentire sonorità prog, e mi ritrovo un grande disco a base di hard-blues, la chitarra parla una nuova lingua in questo Wall Street Woodoo , il fascino del blues è irresistibile così come la sua voce ammaliante. Oltre a suonare e cantare, in questo doppio album il nostro Roine si è dedicato all'intera produzione, confezionando quello che si può definire un ottimo lavoro. Un cast di alto livello, suonato da musicisti di vecchia data, già compagni d'avventura in altri lavori. La creatività naturale di un vero artista è basata su due fattori: anzitutto l'ispirazione che viene dall'interno, forgiata da tratti ereditati e configurata in base alla propria crescita e al proprio coinvolgimento all'interno del settore prescelto. Poi c'è il fluire spontaneo delle idee creato da artisti differenti che, contemporaneamente, si ispirano a vicenda. La creazione di Wall Street Woodoo , ne è il risultato, canzoni che hanno un trasporto talmente forte che è difficile resistere, potrete rillassarvi ascoltando queste sedici tracce. Già dalla prima song sono rimasta senza parole e non esagero, ti senti rapito dalla voce intrigante e dai battiti del basso, come fosse il tuo cuore che accelera per l'emozione. Molte sono le tracce che colpiscono come la sensuale Sex Kills, per certi versi mi ha fatto venire in mente la stupenda Foxy Lady, di Jimi Hendrix, e che dire della bellissima e ritmata Everybody Is Trying To Sell You Something, a volte le parole non servono, e questo è un esempio lampante: non occorrono tante parole o termini complicati per definire un disco, occorre fare delle semplice cose, prendere questo CD, metterlo nel vostro stereo, pigiare il tasto PLAY , e avrete a disposizione quasi due ore per ascoltare dell'ottima musica, e capire di cosa sto parlando. Grandi emozioni per un bel disco che consiglio a tutti gli amanti del blues e a chi ama la buona musica!

AngelDevil

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KHYMERA
'A New Promise'
(Frontiers)

Tracklist: 1 A New Promise, 2 Alone, 3 Let It Burn, 4 Looking For You, 5 All That I Have, 6 The Damage Is Done, 7 After The Way, 8 You Can't Take Me, 9 Tomorrow Never Comes, 10 Fields Of Fire, 11 If You Dare To Dream, 12 Give In To The World, 13 All Is Gone
Line up: Dennis Ward (Vocals), Joe Vana (Backing Vocals), Tom Griffin (Backing Vocals), Tommy Ermolli (Guitars), Daniele Liverani (Keyboards & Bass), Dario Ciccioni (Drums).

Questo 2005, discograficamente, è incredibile! Ragazzi eccomi qui a recensire un altro capolavoro per questo anno ormai al termine. Un disco di pregevole fattura prodotto dal nostro italianissimo Daniele Liverani (Genius Rock Opera), protagonista anche del suono fantastico della tastiera e basso. La grande sorpresa è l'ingresso al microfono al posto di Steve Walsh (Kansas) di Dennis Ward, già noto per il suo ruolo di bass-player all'interno dei Pink Cream 69 . Il CD in questione è un ottimo compendio di quanto i Khimera hanno saputo realizzare, buono sia per i fans sia per chi li vuole conoscere per la prima volta. In questo viaggio sonoro ci accompagnano tredici brani per una durata di cinquanta minuti ed è difficile sceglierne uno sugli altri perché sono tutti molto belli. A New Promise, questo il titolo del CD, mi è piaciuto dall'inizio alla fine e il gruppo ha fornito un'esecuzione coi controfiocchi, hard rock/AOR graffiante e melodico al tempo stesso, le canzoni sono costruite con riffs solo apparentemente semplici, ma ci sono delle melodie irresistibili che rendono sempre molto orecchiabile il tutto, come: A lone, Let It Burn, The Damage Is Done, o le meravigliose note ammalianti e trascinanti delle due ballad Tomorrow Never Comes, e la conclusiva All Is Gone. L a voce di Dennis Ward è ancora più intrigante e trascinante, come solo la musica suonata con il cuore sa fare. Il suono della batteria suonata da Dario Ciccioni si dimostra fantasiosa, e non si limita a svolgere il compito di accompagnare i brani, ma li interpreta con dinamismo eccitante, così come il riff della chitarra del funambolico chitarrista di indiscusso spessore Tommy Ermolli, entrambi dimostrano la capacità e la tecnica giusta per suonare con trasporto un album come A New Promise. I Khymera, un progetto che vede alle spalle solo il precedente album omonimo, danno la sensazione di una band con una discografia alle spalle di tutto rispetto. Il disco scivola via che è un piacere alternando riff tranquilli come le ballad alle song più cariche, e lasciando la voglia di riascoltarlo, fatto di per sé abbastanza unico in questo periodo. Grazie alla Frontiers Records per averci dato la possibilità di ascoltare un altro bel disco!

AngelDevil

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SOUL DOCTOR
‘For A Fistful Of Dollars '
(Frontiers)


Tracklist:
1. Eatin' On Me, 2. Bes
t Way To Fade, 3. Under Your Skin, 4. Remember, 5. Where Do We Go, 6. Ten Seconds Of Love, 7. She's Mine, 8. The Trigger (Goin' Downhill) 9. Give Me A Ride (The Ride) 10. Cheap Down 'n'Nasty

Line up: Tommy Heart (vocals) Chris Lyne (guitar) Jogy Rautenberg (bass) Mario B (batterista)

Sta per chiudersi il 2005 ed ecco arrivare un altro CD che si presenta nelle vetrine dei negozi per questo freddo Dicembre . Bellissime sonorità hard rock intrise di southern-rock che lo rendono ancora più accattivante. I Soul Doctor, band tedesca capitanata dalla voce indimenticabile di Tommy Heart, ex frontman dei Fair Warning, si sono formati circa cinque anni fa e For A Fistful Of Dollars è il loro terzo album; quaranta minuti, dieci song per gustarvi come un barattolo di nutella, una bella carrellata di canzoni che ricordano gli AC/DC per certi aspetti, arricchiti da atmosfere western come in Cheap Down 'n'Nasty , suono tipico blues-country, grazie all'armonica a bocca. Un disco che si fonde su riffing corposi e chorus pieni e dimostrano una buona versatilità di Tommy, ben coadiuvato dai fidi compagni. La quarta song Remember è la tipica ballad in stile hard rock anni ottanta, ottima per spezzare un po' i ritmi delle precedenti song, e farsi trasportare da una sensazione di ricordi da condividere in una magica situazione con la vostra lei o il vostro lui. For A Fistful Of Dollars è un concentrato di musica graffiante, di riff eccellenti, di grande ritmo, e non ultimo, di un carisma del tutto particolare che invita chi lo ascolta a pigiare nuovamente play un volta finito. Tutti gli strumenti danno il loro solido contributo. Che dire: un paio di ascolti, anche più eheh.. in questo scorcio di vacanze li merita in pieno!

AngelDevil

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CRYSTAL PISTOL
‘S/T'
(Bad Reputation / Frontiers)

line up: Mik Ireland – vocals, Pinto – lead guitar, Dave Troutman – drums, Greg Laikin – bass & back vocals, Brian Bresset – lead guita & back vocals

tracklist: Watch you bleed / Rockstar / Locomotive / Line It Up / Salt of the Earth / XXIII / Shake /All The Freaks / Live fast / Teenage Parasite / No Fun City

Colpo di coda di questo già eccellente 2005. Un'annata doc per quanto concerne il nostro genere musicale, con grandi come back e tante nuove proposte, come da diverso tempo non si vedeva...o meglio, sentiva!! Ed ecco quindi arrivare a casa del sottoscritto il new debut album di questo combo di cinque street rockers dal Canada. Un album al fulmicotone, originale, diretto e soprattutto energico e carico di quella stuzzicante e ammiccante attitudine prettamente glamour che mancava proprio per concludere un anno veramente eclatante. I Crystal Planet , quindi, vanno ad unirsi ai bravissimi Enemies Swe come best new album del settore street-glam. Una ventata d'aria fresca che ci riporta indietro nel tempo, senza contaminazioni new-glam, sonorità new punk, o altre cosette di questo tipo. Qui siamo al cospetto di un sano e robusto album di matrice glamour con sterzate verso lo street rock. In quest'album fa ‘capolino' un sound “mixate” tra Faster Pussycat, Pretty Boy Floyd, Swedish Erotica...praticamente il classico stile che andava per la maggiore intorno alla fine degli eghties e inizio-primissimi anni novanta. Undici tracce tutte ballabili e interessanti. Si parte col potente street rock di ‘Watch You Bleed' mentre la seconda ‘Rockstar' trattasi di un vero inno al rock'n'roll, non per nulla inizia con la frase “ everybody hates you when you love rock'n'roll..” impreziosita da un sound potente e ‘cattivo' al tempo stesso. Il ritornello si conficcherà nella vostra testa e non riuscirete più a togliervelo! ‘Locomotive' è veloce, con violenti ‘stop & go' e un guitar riffing da paura. Passando per ‘Line It Up' arriviamo alla melodica (ma non è una ballad) “Salt of The Earth” dall'incedere ricco di pathos dove si mette in luce la bella voce del singer, dotato di una timbrica ‘segnata dall'alcool' e quindi molto graffiante, ottima per un genere come questo. Echi dei Pretty Boy Floyd si possono riscontrare nella glam rock song ‘XXIII' dalle chorus lines maliziose e intriganti. Si prosegue senza cali di qualità e adrenalina nelle due seguenti ‘Shake' e ‘All The Freaks' per giungere alla violenta e ‘speedy' “Live Fast' che vi farà saltare letteralmenmte sulla sedia! ‘Teenage Parasite' è sempre un roccioso street rock e la conclusiva ‘No Fun City' non sfigurerebbe in un album dei primi LA Guns. Inutile proseguire (anche perchè non ci sono più song...ehm), questo disco è in assoluto nella top quality degli album di ‘rock stradaiolo' dell'anno che sta per finire. Ah dimenticavo, il mixaggio è opera di un certo Mike Fraser (Ac/Dc, Aerosmith, The Cult, Metallica, Guns'n'Roses....), della serie “vogliamo il meglio!!!”. Da avere assolutamente!!!
Visitate il loro sito : www.crystalpistol.com

Roby Comanducci

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THE MOB
‘The Mob‘
(Frontiers)

Tracklist: 01 - One Track Mind, 02 – Wait, 03 - The Magic, 04 - I Will Follow, 05 - Guitar Solo, 06 - Never Get Enough, 07 - Love Will Carry On, 08 - Turn To Stone, 09 - No Reason Why, 10 - Spaghetti Western (Instrumental) 11 - I Want To Live Forever

Line up: Doug Pinnick (Vocals) Reb Beach (Guitars, Vocals) Kelly Keagy (Drums, Vocals) Kip Winger (Bass) Timothy Drury (Keyboards)

Mamma mia! Questa è stata la frase che ho detto appena ho visto i nomi presenti in questo CD. La presenza del grande Kip Winger, oltre a suonare il basso si è occupato dell'intera direzione e produzione di The Mob , eseguendo un eccellente lavoro. L'altro personaggio è Reb Beach, parliamo di un chitarrista di indiscutibile talento, fido compagno di vecchia data di Kip già dai tempi in cui suonavano nei Winger. Un album straordinario che rappresenta un ritorno alle sonorità dei primi anni novanta, già dalle note dell'open-track si può intuire che l'intero album suona come il vecchio e buon hard rock. Come in ogni album che si rispetti troviamo due splendide ballad: The Magic , e I Want To Live Forever, voce ammaliante, riff di chitarra che si conficcano nel cranio e riecheggiano all'interno dello stesso facendone fatica ad uscire, apportando un calore ed un feeling davvero enorme. Spaghetti Western, è un brano interamente strumentale, carico di chitarra e con un ritmo trascinante, e qui il nostro Reb Beach sfoggia la sua bravura. Ogni singolo passaggio è costruito e giocato sull'ormai incontrovertibile classe compositiva di quest'artista. Avrete a disposizione quarantatre minuti per farvi trascinare da questi artisti in grado di farvi sognare con il loro sound. Non rimarrete delusi, anzi, se ancora non li conoscete dategli un ascolto perché non ne rimarrete di sicuro delusi.

AngelDevil

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THE BRIAN SETZER ORCHESTRA

"Dig That Crazy Christmas"
(Surf Dog rec./ Frontiers)


Appena mi è arrivato questo cd, mi son detto "Cazzo è Natale con un mese di anticipo..." ma che Natale stupendo è questo sulle note dei classici natalizi interpretati da una grande orchestra quale la Brian Setzer Orchestra. Brian è attivo da moltissimi anni, leader di quella straordinaria band rockabilly chiamata "The Stray Cats" e maestro di musica in quel di Los Angeles. Da lui passano periodicamente numerosi musicisti desiderosi di apprendere o migliorare nuove tecniche.
Negli anni scorsi Brian ha lavorato parecchio con gente quali Paul Rodgers, con i Neurotic Outsiders e numerosi altri.
Questo cd è composto da 13 canzoni, moltissime son classici quali "White Christmas" o "Jingle Bell rock" che fa da sottofondo a  un recente spot televisivo, alcune sono canzoni a me poco note quali "Let it snow!Let it snow!Let it snow!". Immaginatele tutte suonate da una mega-orchestra a tempo di swing e rockabilly e avrete questo cd, cd che Brian sta attualmente proponendo in lungo e largo per gli Usa e nelle maggiori trasmissioni televisive quali "The tonight show with Jay Leno" e "Late night with Conan O'Brien2". Mi ha colpito moltissimo l'incredibile coro gospel in "Angels we heave heard on high" che altro non è che la popolare canzone che ti becchi 9 su 10 alla Messa di Mezzanotte della Vigilia vale a dire "Gloria in excelsis deum" (e se ho sbagliato a coniugare il latino, perdonatemi è Natale...).
Questo cd potrebbe essere tranquillamente la colonna sonora di Santa Claus alle prese col traffico meneghino, e infatti molte canzoni son dedicate al simpatico barbuto dal vestito biancorosso...Come non ci si può scatenare e muovere il culo su un incredibile boogie quale la settima canzone "Hey Santa!" che addirittura mischia ad un certo punto ritornelli quasi come "Platoon"...questi rockers hanno una classe disumana...e non finisce qui sto pezzo...alla fine quasi mi ricorda l'orchestrina che c'era nel mitico"Portobello" che forse i  più  anzianotti (e sti cazzi non son così vecchio...in fondo a Babbo Natale ho smesso di crederci da poco...) ricordano come programma cult del Venerdi sera... Come ogni yankee che si rispetti Brian non può tributare onori a questa strana creatura del Natale americano quale il Grinch, che fu interpretato anni fa in un film di grande successo da Jim Carrey nella nona canzone "You're a mean one,Mr grinch", suadente marcetta, su cui fa da contrasto una chitarra suonata in un modo quasi helloweeniano, non nel senso del gruppo teutonico... Io penso che"Jingle bell rock" l'abbiano ascoltata un pò tutti ora, a ricordarsi quale pubblicità è, forse serve la Memorina a me eheheh, cmq è proprio lei e che dire me la sto cantando e fischiettando ora...grande Brian... Il carillon introduce la successiva"Santa drives a hot rod"che viene quasi recitata inizialmente da Brian x poi diventare un torrido blues rock... Si finisce questo gradevolissimo cd, che non credo però ascolterai a Luglio con la classica "Cosa farai a Capodanno?" ossia "What are you doing new year's eve?"...un problema che accomuna troppi....Brian forse sa cosa fare, una fanciulla canta con lui nel pezzo e chi non.....a Capodanno non ....tutto l'anno ehehehe.
Buon Natale rockers


Mauthealien


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THE SYN
'Syndestructible'
( Inside Out/Audioglobe )

Tracklist: 1)Breaking Down Walls, 2)Some Time, Some Way, 3)Reach Outro, 4)Cathedral of Love
5)City of Dreams , 6)Golden Age, 7)The Promise

Line up: Stephen Nardelli- Vocals, Chris Squire- Bass, Vocals, Paul Stacey- Guitar,Vocals, Gerard Johnson- Keyboards,Vocals, Jeremy Stacey- Drums

E' proprio vero: il tempo non ferma coloro che amano veramente la musica! Eccomi a recensire un nuovo lavoro dei The Syn, la band capitanata da Chris Squire e Stephen Nardelli, fondata nel 1965, che incise i due singoli Created by Clive e 14 Hour Technicolor Dream e poi si sciolse, per poi riapparire negli anni 2000. Chris Squire, ha militato negli Yes proponendo quella che si può definire la band capostipite del progressive rock inglese. Gli indistruttibili The Syn ci propongono un lavoro di pregevole fattura, con sonorità di un rock progressivo, ad un livello maggiore di complessività e varietà compositiva, melodica, armonica e stilistica, incorporando sonorità tipica degli anni settanta, catturandoti all'ascolto di song veramente belle, come la bellissima Cathedral of Love, brano estratto come primo singolo, che ti fa venire i brividi e aver voglia di abbracciare qualcuno, come la conclusiva The Promise , dalla durata di ben tredici minuti. Un disco suonato da chi ha fatto la storia di un genere musicale. La stagione del rock progressivo non è finita, è iniziata! Un piccolo gioiellino di genialità e ispirazione da avere nella propria collezione per gli amanti di questo genere e non... Consigliato!

AngelDevil

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JOHNNY LIMA

"Version 1.2"
(Escape Music / Frontiers)

Questo album segna il ritorno sulle scene di Johnny Lima, artista californiano di incredibile talento. E'stato un duro lavoro quello compiuto da Johnny su questo"Version 1.2", album in lavorazione da alcuni anni ma il risultato finale non delude assolutamente le attese. Johnny Lima è un artista che piacerà sicuramente ai fans accaniti dei primi Bon Jovi e dei Def Leppard. La ricerca delle melodie e dei cori è pressoché simile personalizzata alla sua maniera visto che Johnny non è certo un pivello essendo stato attivo con gli Attitude prima di cominciare una carriera solista nel 1996.
La band che suona in questo "Version 1.2" è molto affiatata e comprende Johnny alla voce, chitarra elettrica, acustica, basso e tastiere (un artista poliedrico insomma), Bernie F.Diaz alla batteria, Craig Takeshita alla chitarra solista e Ryan Freeman ai cori. Si parte con "Never gonna let you go", splendido mid tempo impreziosito dalle tastiere di Johnny e da un assolo stratosferico di Craig verso la fine un pezzo che mi ha ricordato parecchio alcuni lavori di Kyle Vincent, altro artista dotato come Johnny di una classe sopraffina.
La seconda canzone "Little Runaway" mi trasporta diretto negli anni 80 e penso che avrebbe avuto un ottimo riscontro radiofonico all'epoca ma che purtroppo in questi anni in cui domina musica "spazzatura" difficilmente può ottenere il riscontro che merita. Decisamente una canzone anthem questa, ancor più della prima,  da cantare tutti insieme. Mi conferma sempre più che nulla è lasciato all'improvvisazione in questo disco. La terza canzone "Rock n'roll river" inizia con un bel riffone alla Mr Big per farvi capire, e prosegue col cantato grandissimo di Johnny coadiuvato da Ryan Freeman ai cori. Sicuramente la mia preferita del disco che già adesso segnalo tra le migliori cose che ho ascoltato in questo 2005. Grande Johnny!!! Che dire poi della batteria di Bernie F.Diaz, questi musicisti hanno i coglioni e i controcoglioni, rockers!!! La quarta canzone "Here for You" è la classica ballatona. Avete presente "Always" di Bon Jovi agli inizi? Esatto, avete vinto qualcosa...che dire. Fortunatamente questo effetto deja-vu svanisce dopo 30 secondi e la canzone assume una sua identità personale anche se questa ottima canzone potrebbe essere tranquillamente cantata in ogni momento dalla coppia Bonjovi-Sambora. Anche qui le tastiere la fanno da padrone a un certo punto.
La quinta canzone è "Reckless Heart" inizia con batterie suonate tribalmente in sottofondo per poi esplodere in un crescendo coinvolgente nel bridge della canzone che si ripete parecchio nel corso del pezzo. Questo pezzo mi ricorda i migliori momenti dei Survivor (presenti quelli di"Eye of the tiger"del film"Rocky) e arriva dritta come un pugno nello stomaco....questo rocker ha classe...vi sto annoiando??? E'la verità pura e semplice...
Si continua poi con "Drift away" e qui veramente mi sembra di aver sbagliato disco e di avere inserito un cd dei "Bon Jovi" lettore, i coretti sono melliflui, le pause tra le strofe son le stesse, la chitarra sembra quella di Richie. C'è soltanto una cosa da dire, che la voce di Johnny ora come ora è superiore a quella dell'italo-americano del New Jersey. La settima canzone è  "Crazy"e come ogni canzone che porta questo titolo (Aerosmith etc...) non può essere che un lento.Una canzone molto rifinita e lavorata sicuramente, anche questa è una delle mie preferite del disco, un brivido lungo la schiena mi pervade e mi trasporta in un'altra dimensione. Una canzone che ti regala emozioni e che ha varie parti,verso la fine, c'è una parte introdotta dalle tastiere che è semplicemente spettacolare. Subito dopo ecco"Fire of love", il fuoco dell'amore per noi rockers italiani e qui il fuoco che mi brucia i ricordi è quello dei Def Leppard agli inizi per modo di accordare la chitarra e poi guarda te mi appare nella mia mente Bryan Adams, anche questo un mid-tempo di sicuro effetto. Ma perché certi artisti come Johnny non hanno il successo che meriterebbero,questa è una songe che se accompagnata da un video e programmata da Mtv potrebbe essere veramente un hit single, non sto scherzando. Molto radiofonica per usare un eufemismo di cui abuserò in questa occasione anch io. La nona canzone ci ricorda i giorni passati da soli,quando la malinconia ti pervade e ti fermi a pensare a cosa hai combinato nella vita,a perché la donna che ti piace si mette sempre con qualcuno diverso da te,al lavoro che vorresti ma che non puoi perché devi sopravvivere in questo mondo, ecco il giorno solitario che ci racconta Johnny. "Another lonely day", un altro giorno passato da solo e un'altra ballata all'altezza dominata dalla chitarra acustica e dalla tastiera. "Into your arms"ha un riff molto aggressivo di chitarra agli inizi su cui le tastiere entrano di prepotenza,la voce di Johnny arriva poco dopo e narra della sensazione unica di quello che si prova quando ci si abbandona nelle braccia dell'innamorato/a.Come dice lui,tutti troviamo un modo sempre x finire nelle braccia dell'altro,non importa come.Importa qui che Johnny forse ci da un suggerimento,magari proprio col suo cd in sottofondo ehehehe.L'undicesima canzone è "Something's gonna change", viene cantata in tonalità più bassa da Johnny con il valido aiuto di Ryan ai cori. E'anche questa un mid-tempo nella migliore tradizione AOR.Anche questo un pezzo riuscito. Segue "If I had a heart" ,se io avessi un cuore tradotta, un pezzo che non aggiunge ne toglie nulla al complesso dell'album.Anche questa 1 canzone alla Bon Jovi x capirci,mi piace un casino la batteria di Bernie Diaz qui. Si va a chiudere con"Fly Angel" e qui veramente servono gli accendini per poter rendere visivamente quello che si prova ascoltando, è il tempo veramente di stringerti qualcuno al fianco, di guardare negli occhi la tua metà e di cominciare a baciarsi. Solo tastiere e voce. Non si può chiudere meglio un cd che con una canzone simile. Questo cd lo consiglio a tutti...non solo ai fans dei Bon Jovi, vogliatevi bene, regalatevi emozioni con Johnny Lima

Mauthealien

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TONY DE GRUTTOLA

‘03'
(Raiser Prod.)

line up : Tony De Gruttola - guitars, Gualtiero Marangoni – bass, Luca Biggio – sax, Beppe D'Angelo – keys, Riccardo Lombardo – drums (tracce 1-2-5-7-8) Stefano Lori– drums (tracce 3-4-6-9)

tracklist: 1. Nuvole, 2. Crazy Funk, 3. No True, 4. Blue Shuffle, 5. Clichet, 6. Once Upon A Time, 7. Jungle Turca, 8. Good Idea, 9. Theatre

E' con grande piacere che mi accingo a questa review di un artista con la ‘A' maiuscola. Tony è un eccellente guitar player e compositore, noto soprattutto nel mondo della sei corde dove insegna, suona , arrangia praticamente è un vero guitar-man. Infatti quest'album non viene distribuito nei negozi, ma per ferma volontà dell'artista. Lo potrete trovare ai suoi live oppure ordinarlo tramite il suo sito. Ed è una cosa che, cari miei, sarebbe da fare al più presto poichè, questo nuovissimo ‘03', è un cd strumentale di primissima qualità. Nove tracce di cui solo una cover ‘Jungle Turca' che trattasi di una composizione di Mozart, tutte a livelli altissimi. Qui stiamo parlando di tecnica sopraffina, ma anche di un eccellente mix tra la tecnica stessa e la melodia. Il nostro proviene da una scuola jazz, rock fusion oriented e quindi potete immaginare il grande bagaglio culturale che apporta alla sua sei corde. Questo album, pur essendo tutto strumentale, non annoia, poichè ogni traccia è un piccolo mondo a se per originalità e arrangiamenti. Si spazia dalla fusion, al blues rock, a sonorità e partiture ammiccanti al jazz e stemperate da un guitar work sempre incisivo. Inutile citare una song a dispetto di un'altra, valgono tutte e sono tutte capaci di creare una scossa di adrenalina ma anche di ammaliare per musicalità e composizione. Simpaticissima la cover del brano di musica classica di Mozart, qui rivisto in chiave fusion. Ma la vera chicca sono i brani... L'opener ‘Nuvole' dall'incedere suadente e ammaliante, 'Crazy Funk' che dal titolo la dice lunga, un funky–rock tecnico ed esuberante. ‘No True' il primo ‘lento' nel quale Tony crea magia con note e partiture pregne di phatos. In certi momenti sembra di ascoltare Steve Morse e i suoi Dixie Dregs, ascoltatevi il brano ‘Blue Shuffle' e mi direte. Oppure il Joe Satriani di ‘Flying In a Blue Dream' nell'altro lento ‘Once Upon...' mentre fa capolino il Marty Friedman di ‘Scenes' nella melodica e intimista song finale ‘Theatre'. Per i più rockettari consiglio invece l'ascolto diretto della più hard–oriented track del cd, ‘Good Idea'. Cosa dire? Abbiamo circa quaranta minuti di chitarra d'autore, cosa vogliamo di più?
Visitate il sito di Tony, dove potrete anche acquistare questo new album. www.tonydegruttola.com

Roby Comanducci

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THE PYTHONS
' Never Enough'
(Valery Records)

Tracklist: 1. Up to U, 2. My shelter, 3. Shadows, 4. Back to life, 5. Inner words, 6. Burnin' fever, 7. No more answers, 8. Black stone, 9. Texas queen, 10. Away, 11. In the rain, 12. Just a song
Line-up: Francesco Castoldi – vocals- Luca Umidi - guitar, vocals- Nicolò Donati – guitar- Luca Minichiello – bass- Giorgio Costa - drums.


La band milanese The Pythons giunge finalmente al primo album Never enough grazie all'etichetta milanese Valery Records. Dopo il loro esordio e un paio di demo ( In The Rain del 2001 e Four Stones del 2003), ci regalano un ottimo disco che suona come i vecchi album hard rock con spruzzi di street-glam. Nell'album troviamo tre song già conosciute presenti nel loro vecchio demo, le bellissime Shadows, Black Stone e Texas Queen. La voce ruvida di Francesco è molto intrigante e coinvolgente. Le dodici tracce si susseguono con ritmo, ben elaborate, fantasiose, interessanti e che si apprezzano sempre di più ascolto dopo ascolto. Questi ragazzi impreziosiscono l'intero album con la loro bravura, la raffinatezza nel suonare: preparazione, esperienza, notata anche nelle loro esibizioni live. Già dalla prima track Up to U rimarrete colpiti dalla grinta, sostenuta dalle successive song, fino a prendere fiato con la bellissima No more answers, e la travolgente semi ballad Texas queen , poi si ascolta l'accattivante e grintosa Away, con tonalità canore, e suoni stile anni ottanta sposati con sonorità quasi nu-metal per la voce iniziale. La dimostrazione che si può innovare senza uscire da un genere. In alcune canzoni i The Pythons vedono la presenza di amici di altre band che accompagnano la voce di Francesco, quali: Aldebran-Bloody Mary, Joe- KickStart, Matteo Giuliani, Danilo “Stone” Di Lorenzo, Niki Lou Rosh e Gavin Stuart. La bellezza dell'ultimo brano Just a song ricorda molto lo stile della famosa e stupenda More than Words , degli Extreme, versione acustica anche per The Pythons su questa traccia travolgente che conquisterà ovviamente tutti i fans degli Extreme. Che dire: un ottimo album che rende fieri i nostri cinque ragazzi, per le bellissime canzoni che fanno sognare con il sound di vecchia matrice anni ottanta, il tutto firmato made in Italy…Consiglio l'acquisto di questo disco.. Bravi ragazzi!

AngelDevil

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TERRA NOVA

‘Best Of + 5 ‘
(Frontiers)

Tracklist:

I Wanna Know **/ Break Away / Livin' it Up / Love Sick / Not Here With Me / Hey Babe / Right Now / Once Bitten Twice Shy / How / Make My Day / Holding On / Eye To Eye / Love Of My Life / Against The Wind **/ Reminiscing **/ I'm The One **/ Holy Water **

Mamma mia, che album!!! O meglio che compilation! Non sto a prolungarmi su questo eccellente combo musicale poichè ho già scritto due recensioni sotto, parlando del loro nuovo album in studio. Questo invece esce giusto giusto nel periodo natalizio e quale miglior regalo per se stessi oppure per un amico che –magari- non conosce bene i Terra Nova, di fargli questo ‘Best of ...' come regalo??? Attenzione questo best pesca veramente il meglio dalla discografia dei nostri, e che canzoni!! Ma la vera chicca del cd in questione sono le (ben!!) CINQUE tracce inedite che provengono dalle session in studio dell'album ‘Break Away' (1997), ma mai pubblicate. Ragazzi....cinque canzoni che non pubblicarle sarebbe stato peccato mortale e che da sole valgono l'acquisto a occhi chiusi di questa succulenta compilation. Le song inedite sono quelle sopra elencate nella tracklist con doppio asterisco. ‘I Wanna Know' è un hard'n'roll song pulsante ed elettrica che vi farà saltare sulla sedia per ritmo e corposità! ‘Against The Wind' è un piccolo capolavoro: inizio acustico con chitarre che cesellano un riff-working pauroso e ammaliante, la voce del singer stupenda dona al pezzo una carica di pathos allucinante, per poi sfociare nella seconda parte elettrica. Sembra di ascoltare i grandi Tesla degli esordi. Da precisare che oltre alle vocals di Fred Hendrix abbiamo delle chorus line d'eccezione. Capolavoro. ‘Reminiscing' è un altro bel brano di fm rock e la successiva ‘I'm The One' è una song solare, sprizzante energia e molto orecchiabile. L'ultima inedita, ‘Holy Water' è costruita su una base acustica che però viene stemperata da una pulsante sezione ritmica, e da keybords sempre in bell'evidenza. Cosa dire: i fratelli Hendrix ci hanno fatto proprio un bel regalo!

Roby Comanducci

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CARPTREE
' Man Made Machine '
( Inside Out/Audioglobe )

tracklist: 1. Titans clash aggressively to keep an even score 2. Sunshine waters 3. The weakening sound 4. Tilting the scales 5. The man you just became 6. Man Made Machine 7. Burn to something new 8. In the centre of an empty space 9. The recipe 10. This is home

Line up: Niclas Flinck: lead vocals, Carl Westholm: piano, synthesizer, vocoder, theremin, choir arrangement

Guest musicians: Ulf Edelönn: all electric and acoustic guitars, bass (6,8,10) Jejo Perkovic: drums, Stefan Fanden: bass (1,2,4,5) baritone guitar (8) Jan Hellman: bass (7) electric upright bass (3) Jan Hellman: bass (7) electric upright bass (3) Jonas Waldefeldt: tamb ourine and percussion (1,2,4,7) background vocals (1,4) Öivin Tronstad: background vocals (2,8,10) Cia Backman: background vocals (1,2,4,5,7)

Il duo svedese Carptree torna dopo il loro ultimo album Superhero, datato 2002 con un nuovo lavoro Man Made Machine, coadiuvati da una vera band i No Future Orchestra, collaborazione già avvenuta con il precedente Superhero. Confezionano ancora una volta un album raffinato, dalle sonorità prog - sinfonico- romantico - rock. Ottima produzione e curatissimi arrangiamenti rendono i suoni ancora più suggestivi, e intrisi da una melodia ammaliante. Estremamente melodico si ispira ai suoni dei Genesis più romantici, tonalità retrò per queste dieci canzoni. Interessante la miscela dei suoni con parti più rock a quelli più armoniche. Voce gestita con grande personalità e teatralità dall'abile Niklas Flink: belle aperture melodiche, sorrette da ispirata tensione emotiva in un contesto di maturità espressiva. Man Made Machine, è un disco dove ogni sfumatura tecnica interpretativa è di gradevole orecchiabilità, anche se necessita di molti ascolti proprio per apprezzarne il genere un po' particolare, quasi fiabesco, grazie all'uso anche del theremin (strumento inventato nel 1919 da Leonard Theremin. Il suono classico si differenzia secondo i modelli, varia dal violoncello-violino fino a raggiungere caratteristiche vocali. la produzione di questo strumento è stata recentemente riavviata dall'azienda di Robert Moog, e già utilizzato in passato da altri gruppi come i Led Zeppelin in The Song Remains the Same ) presente nel brano In the Centre of an Empty Space, ricca di pathos. Concludendo un disco che va ascoltato con attenzione!

Angeldevil

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TERRA NOVA
‘Escape'
(Frontiers)

In assoluto uno dei migliori act musicali di fm/pomp rock in Europa, i Terra Nova tornano dopo circa sei anni dal precedente full lenght album ‘Make My Day' regalandoci un'altra perla di melodic rock d'autore. Con questo nuovissimo ‘Escape' la band dei fratelli Hendrix ( Fred , vocals & Ron , keys) si ripropone sul mercato a testa alta, fiera di un prodotto che farà impazzire tutti gli amanti del settore musicale sopracitato...e non solo. Songs quali ‘Heaven Knows' , ‘la stessa title track, la dicono lunga su come si deve creare, arrangiare e suonare un classico brano di pomp rock. L'opener ‘Long Live Rock'n'Roll' invece è più ‘cattiva' e strizza l'occhio ad un hard rock più corposo, come anche il grintoso riffing di chitarra presente su ‘Sole Survivor'. Dodici songs che si fanno apprezzare per la loro carica di phatos e ammaliano nel loro insieme. I nostri sfoggiano la loro bravura in tutte le ‘sezioni' musicali presenti su questo ‘Escape'. Quella pompous, quella hard rock ma anche in pregevoli fm rock songs molto radiofoniche come la suadente ‘Lonely Is the Night'. Un album da avere assolutamente, capace di caricarvi di adrenalina e al tempo stesso accarezzarvi con guanti di velluto nei suoi momenti più eufonici.

Roby Comanducci

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CHANGE OF HEART
'Trust or Dare'
(Escape Music/Frontiers)

Tracklist: 01. Burned, 02. Farlands, 03. Desperate heart, 04. Hold on, 05. Falling from the world, 06. Truth or dare, 07. Don't cross the line, 08. Taking my time, 09. Keep on believing, 10. I will remember you, 11. Never fall
Line up: Alan Clark (Vocals/ Bass) Dave Chapman (Keyboards) John Footit (Guitars) Pete Jupp (Drums) Steve Overland (Back. Vocs) Steve Morris (Acoustic Guitars)

Terzo album per gli inglesi Change of Heart che confezionano un album più che buono con sonorità in stile melodic rock di buona qualità, in cui ciò che conta è il mood globale di ogni brano, la cura del songwriting nel pieno rispetto dei canoni classici, vale a dire gran cura per gli arrangiamenti, ritornelli corali e immediati, perizia esecutiva, raffinatezza e gusto fin nei dettagli. Ottima produzione da parte di Overland e Morris. Trust or Dare , questo il titolo contenente undici canzoni corpose e mai noiose, suonate con passione. Da notare nella line up la presenza di Pete Jupp (FM) alla batteria, Chris Overland ai cori e Steve Morris alla chitarra. Un album che si fa apprezzare durante l'ascolto per il groove, gli assoli di chitarra, e il magico suono delle tastiere. La voce calda di Alan si snoda tra melodie che sprigionano feeling fin dal brano d'apertura Burned, all'ultima traccia Never fall, avvolgente e di grande intensità, note sognanti per un brano particolarmente affascinante. Un disco che consiglio per la bellezza delle canzone e per la bravura di questi musicisti.

AngelDevil

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AA.VV.
‘ Rock Ballads Vol. 6 '
( MTM/Frontiers )

Tracklist:
01. TNT - What A Wonderful World (forthcoming album "All The Way From The Sun")
02. RADIOACTIVE - This I Promise You (forthcoming album "Taken")
03. JAY MILES - Grandpas Chair (recent album "9 Hours")
04. CHRIS ANTBLAD - I'll Find My Way (previously unreleased)
05. SHY - Ill Be Home Tonight (recent album "Sunset And Vine")
06. SILVER - Wouldnt You Agree (recent album "Gold")
07. DARE - Storm Wind (recent album "Beneath The Shining Water")
08. STRYPER - Wait For You (recent album "Reborn")
09. MARTIE PETERS GROUP - Takes Some Time (recent album "Martie Peters Group")
10. HEARTPLAY - Bridges Burning (recent album "Where The Deadends Meet")
11. RETURN - Holy Water (recent album "Return")
12. NORTHERN LIGHT - Wherever You Go (recent album "Northern Light")
13. EDGE OF FOREVER - A Deep Emotion (recent album "Let The Demon Rock NRoll")
14. NOVAK - Carry On (recent album "Forever Endeavour")
15. BROKEN BLUE - This Time (recent album "The Waiting")
16. PEO - Cant Bring Me Down (recent album "Look What Ive Started")

Arriva finalmente un'altra bella compilation che la MTM propone agli amanti delle ballad Rock Ballad Vol.6 , esce nel periodo più adatto. Quale stagione se non l'autunno, e l'inverno per gustarsi le più belle romantiche ballads in stile hard rock, AOR se non novembre? Avrete a disposizione ben sedici brani, oltre settantatré minuti per lasciarvi cullare dalle note più calde, in compagnia della vostra/o partener o per rilassarvi dopo una giornata frenetica. Immaginatevi un'atmosfera ricoperta da fiocchi di neve..mentre ve ne state al calduccio ad ascoltarvi queste canzoni…spettacolare come la prima canzone, è una vera chicca la cover della straconosciuta e meravigliosa What A Wonderful Worl, di Luois Armostrong interpretata dai bravissimi TNT (inclusa nel nuovo cd "All The Way To The Sun") le altre due inedite This I Promise You, dei Radioactive (anch'essa disponibile a breve nel nuovo album "Take") e l'inedita I'll Find My Way di Chris Antblad, inclusa unicamente nella release in questione. Note romantiche suonate da artisti straordinari. La presenza di nomi importanti come Shy, Silver , Dare, Stryper e tanti altri che ci fanno sognare con sognanti melodie.Interessante anche la presenza degli italiani Edge Of Forever. Lasciatevi conquistare da queste rock ballad intrise di romanticismo e classe. Un disco perfetto da regalare e ovviamente da regalarvi!

AngelDevil

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FIRE TRAILS
‘Third Moon'
(Valery Rec.)

tracklist: Third Moon, Spaces and Sleeping Stones, Fighter, Brave Heart, Sailor and Mermaid, Reaching For The Sky, Silent Heroes, God of Souls, Stronghold, Freedom Tribes, Wise Man Tale.

line up: Vocals: Pino Scotto Guitars: Steve Angarthal Keyboards: Larsen Premoli Bass: Frank Coppolino Drums: Mario Riso tracks (1/2/4/5/12) .& Tato tracks (3/6/7/8/9/10)

Parlare di Pino Scotto è come parlare di una leggenda, una leggenda in musica, un rocker, probabilmente ‘IL rocker' italiano più tosto, più agguerrito, e soprattutto più vero. Lo dimostrano gli anni di onorata carriera musicale sempre ad alti livelli, lo dimostra il fatto che è stato il pioniere dell'hard & heavy nella nostra penisola, lo dimostra il fatto che nel 2005 è ancora qui ‘on the road' a sfornare album eccellenti che portano avanti un discorso musicale molto forte, molto intenso. Pino è da sempre stato un artista particolare: la sua inconfondibile voce ha marchiato a ferro e fuoco i grandi album dell'heavy metal band italiana per antonomasia, i Vanadium, e nessuno come lui può dire , io c'ero, ho sudato, ho lottato, ed ora sono ancora qui a vivere intensamente la mia musica componendo quello che voglio incurante degli stereotipi musicali e freddi trend modaioli del momento. Pino Scotto è quindi un esempio da seguire per chiunque voglia definirsi rocker. La sua musica è sempre stata gaudio per tantissimi fans non solo in italia ma anche all'estero, dove il nostro vocalist è conosciuto e molto apprezzato. Questo che ho tra le mani è il suo nuovissimo full lenght album in studio come Fire Trails. Accompagnato da superlativi musicisti il nostro ci regala un album che è di base un concept, narrante la storia, i momenti, l'evoluzione / maturazione dell'individuo-uomo dalla gioventu' fino alla maturità adulta, ma la cosa più interessante è che pur essendo un concept ogni canzone ha la sua spiccata personalità e si evita quindi quella noiosa sensazione di ‘complicatezza' strutturale che spesso è la rovina di molti concept album. ‘Third Moon' è un grande album di incontaminato, sano, robusto e sanguigno hard rock.. Un cd sullo stile del R.J Dio di ‘Holy Diver' e dei Rainbow di ‘Straight Between The Eyes', praticamente un album roccioso ma al contempo carico di phatos e feeling. Undici tracce tutte interessanti e senza cali di tono, song che eletrizzano ma fanno anche pensare e viaggiare con la fantasia. Come non rimanere estasiati dall' heavy rock dell'opener ‘Third Moon', la speedy ‘Spaces and...', la potente ed intensa ‘Fighter'. Ma anche la bella strumentale (con un brevissimo prologo vocale) ‘Reaching For The Sky' oppure l'epic sound presente su ‘God Of Souls' ed il classico heavy sound stile NWOBHM impreziosito da filtranti partiture di keyboards di ‘Stronghold'....... Ma non esiste un brano ‘clou', qui siamo di fronte ad un lavoro bello nella sua totalità. Una frase estratta dal songwriting della traccia ‘Spaces and Sleeping Stones' dice: “....Dream of rock'n'roll, life of rock'n'roll...' Bene. Questa esemplifica lo spirito di Pino. Lo spirito rock, ma Rock con la ‘R' maiuscola, che ben pochi hanno nel proprio background musicale e -soprattutto- culturale. Un album da avere e assaporare nella sua totalità. Ottimo.

Roby Comanducci

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GREEN
'Of Love and Soul'
(Frontiers)

E' sempre un enorme piacere poter recensire cd eccellenti made in italy. Visto e considerato l'oramai saturo mercato estero, e quello italiano anch'esso saturo ma non eccezionale in fatto di rapporto qualità/quantità, uscite discografiche come questa seconda fatica in studio dei fiorentini Green è letteralmente una sana boccata d'aria fresca. Il loro debut ‘Life' risale a due anni fa, e già si trattava di un eccellente full lenght album di ottimo rock a tinte progressive con composizioni tutte sopra le righe. Adesso sfornano questo seguito ‘Of Love and Soul' che si colloca un gradino sopra il già buonissimo esordio. Soprattutto il sound sterza verso arrangiamenti più hard rock, soluzioni musicali leggermente più dure e meno progressive rispetto a ‘Life'. Questo è un classico disco di melodic hard rock, a volte più ‘radiofonico' altre volte più ‘tecnico', ma sempre e comunue ricco di feeling e phatos. Lo dimostra subito l'opener ‘Receive Me', dedita ad un Fm rock di puro stampo americano e impreziosità da un breve ma ‘ficcante' solos di chitarra. Anche la seguente ‘Fight For Truth' è un gaudioso pop rock mentre la terza traccia è una melodic song a tutto tondo con chorus line e arrangiamenti ad ampio respiro, keyboards molto pompous ed un ritornello che si ricorda subito al primo ascolto. Più ‘hard - settantiano' il taglio musicale della bella ‘Hate Me', mentre le acque si calmano nuovamente con il pop rock di ‘There's No Wind', mentre tinte ‘progressive' si mescolano ad un fm rock nella successiva ‘No Return Journey'. ‘Baby Tell Me Why' segna la matrice progressive rock del quintetto, ma il tutto è sempre stemperato da un ottimo guitar work, decisamente ‘hard' per definirlo prog. ‘One Day' è un'altra eccelsa song dedita ad un rock radiofonico e sempre impreziosita dalla bella voce del singer Fabrizio Pieraccini mentre ‘One Day' è una classica ballad molto intrigante nel suo incedere. Per concludere la title track di ben nove minuti di durata! Un brano che mixa tecnica e riff hard rock ad arrangiamenti prettamente pompous – symphonic rock, da segnalare la parte centrale del brano (ma che poi si protende sin verso la fine) con l'intensa ed espressiva cavalcata strumentale – il kayboards work ricorda i Signori EL&P, con le dovute proporzioni. Per concludere non mi resta che levarmi il cappello di fronte a cotanta bravura ed espressività tradotta in musica. Visitate il loro sito www.thegreen.it ...Ah dimenticavo, il cd contiene tre file Mp3 e ben due video inclusi!!

Roby Comanducci

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LEGS DIAMOND
'Diamonds are Forever'
(Aor Heaven/Frontiers)

Tracklist: 1 Don't Turn Away, 2. Time Will Never Change, 3. Good Time, 4. King Of Speed, 5. Trouble, 6. This Time Around, 7. Let It Go, 8. Will You Remember, 9. Rain Down, 10. Loneliness, 11. Get You Home, 12. Change (bonus track) 13. For All We Know (bonus track)

Line up: John Levesque(vocals)Mike Prince ( keyboards )Roger Romeo (guitar) Adam Kury (bass) Jeff Poole (drums)

Un gran ritorno dei leggendari Legs Diamond, band hard rock storica, purtroppo dimenticata da molti formata da talentuosi musicisti, possono essere annoverati tra i persecutori di questo genere musicale. Discografica di tutto rispetto, dal loro primo album Legs Diamond, datato 1977 seguiti dagli altri nove, all'ultimo Unicum Diamone del 1999. Oggi dopo questa lunga assenza si ripresentano con un album valido. Nuovo singer nella formazione storica, John Levesque (ex-SHOUT, WILD HORSES, MONTROSE) ottima voce dall'ugola carismatica. Fin dalla prima canzone si apprezza la raffinatezza delle melodie, e il suono pulito arma vincente dei Legs Diamond. Il terzo brano presente Good Time, sound all'AC/DC, ricorda molto lo stile della band australiana, per darvi un idea vi piace TNT degli AC/DC? Bene! Good Time, ha la stessa carica, molto ballabile, i rockers ne saranno travolti con facilità. Il suono delle tastiere apprezzabile in Will You Remember, spicca maggiormente la bravura di Mike Prince. Tredici tracce molto belle, ognuna con la sua importanza, difficile dare un giudizio su quale possa essere la più bella, tutte hanno qualcosa di speciale, dai riff di chitarra in puro muscle-rock style, alla timbrica vocale, al suono della tastiera straordinaria come nella magica For All We Know, brano strumentale, sarete travolti dalla bellezza soft di questa melodia, ogni vostra tensione scomparirà, vi arrenderete alla delicatezza delle note come fossero carezze e abbracci. Ho ascoltato quest'album così, e mai risultare noioso, dopo i ripetuti ascolti, anzi.. sempre più gradevole. Un album che vale come un diamante, come i Legs Diamond degli anni d'oro, permise loro di guadagnarsi il curioso appellativo di “Deep Purple d'America”. Un ottimo rientro per loro, confezionando un album straordinariamente di puro hard rock incontaminato!

AngelDevil


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TRAMPS WHITE LION
‘ Rockin' the U.S.A. '
( Frontiers )

Traclist: CD 1: 01. Lights And Thunder, 02. Hungry, 03. Lonely Nights, 04. Love Don't Come Easy, 05. Broken Heart, 06. Fight To Survive, 07. Cry For Freedom, 08. You're All I Need, 09. Little Fighter CD 2: 01. It's Over, 02. Living On The Edge, 03. Tell Me, 04. Wait, 05. Lady Of The Valley, 06. When The Children Cry, 07. Radar Love

Line up: Mike Tramp (vocals) Jamie Low (guitars) Claus Langeskov (bass) Troy Patrick Farrell (drums) Henning Wanner (keyboards)


Mike Tramp dopo lo scioglimento dei White Lion nel lontano1991 si è ricostruito una carriera formando i Freak Of Nature, e avviando un progetto solista. Oggi ritorna alla ribalta con nuovi musicisti creando i Tramps White Lion. La nuova formazione vede artisti provenienti da diverse nazioni, Mike e il bassista Claus Longwood danesi, il chitarrista Jamie Law australiano, il batterista Troy P. Farrell americano e il tastierista Henning Wanner tedesco. Questo doppio disco è un mix di vecchi successi estrapolati dal tour Rockin' the U.S.A., e mixati dal bravissimo Michael Wagener. La scelta di Tramp di non pubblicare un album con nuove canzoni è stata semplicemente perché in passato non ha mai fatto un disco live, e ha deciso di presentare la nuova band al pubblico con le più belle song suonate nel loro tour nei mesi di febbraio e marzo 2005. Apprezzabile live sia per la scelta delle canzoni che tutti ricordano come le più belle: dalle ballad alle più accattivanti, suonate al meglio, e rivivendo durante l'ascolto le melodie che tanto hanno fatto scalare le classifiche col mastodontico Pride. Rockin' the U.S.A., è un concentrato d'atmosfere diverse, grinta, e riflessioni, basta ascoltare la bellissima When The Children Cry , Wait , due successi che arrivarono rispettivamente al terzo e all'ottavo posto della classifica dei singoli più venduti in America. Riscoprirete le sensazioni che queste sedici canzoni ci hanno regalato. Ascoltando questo live vi assicuro che avrete una voglia matta di vedere e sentire la nuova formazione in un concerto. Questa testimonianza live la consiglio a tutti gli amanti dell'hard rock. I nuovi Leoni Bianchi sono più ribelli e più accattivanti che mai e lo scoprirete in questo doppio live.Da avere assolutamente!

AngelDevil

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NASHIVILLE PUSSY
‘Get Some'
(SPV/Audioglobe)

Tracklist: 1. Pussy Time, 2. Come On, Come On, 3. Going Down Swinging, 4. Good Night For A Heart Attack, 5. Hate And Whiskey, 6. Lazy White Boy, 6. Lazy White Boy, 7. Hell Ain't What It Used To Be, 8. One Way Down, 9. Raisin' Hell Again, 10. Atlanta's Still Burnin', 11. Nutbush City Limits, 12. Meaner Than My Mama, 13. Snowblind

Line up: Blaine Cartwright (vocals, guitar) Ruyter Suys (guitar, background vocals) Karen Cuda (bass instrument, background vocals) Jeremy Thompson (drum)
 

Gli americani Nashiville Pussy sono tornati! S ì proprio loro, con il loro rock trasgressivo, centrano in pieno il bersaglio con il nuovo album, quarto della loro carriera , dal titolo Get Some . Registrato nella loro città natale Atlanta, in Georgia, con il leggendario produttore Daniel Ray (Ramones, Raging Slab). Cari miei , ascoltare un album di questa band sarà come: catapultarsi da un treno in corsa, fare bungee jumpy, avrete l'adrenalina a mille . A ssistere ad un loro live? E' elettrizzante come il suono della chitarra, e per i maschietti è qualcosa di più, già perché le due donzelle Sysy (chitarra) e Karen (basso) la sanno molto lunga, già le due pussy.. eh eh le loro esibizioni le fanno quasi nude, reggiseno trasparente, grinta, e tanto rock'n roll nel loro caso provocante, graffiante, sporco, fottuttissimo rock 'n'roll! Si parte subito con  Pussy Time, testo diretto senza giri di parole, l'esplosione delle prime note più che accattivanti, riff veloce, energetico ed eccitante. Segue Come On, Come On, ottima per le serate in discoteca, vi farete trasportare dalla rabbia e potenza, muoversi e ballare è la parola d'ordine. Tredici canzoni che ti spiazzano! Bellissima scelta per le cover presenti: Nutbush City Limits , di Ike & Tina Turner e Snowblind, dal mitico primo disco solista di Ace Frehley dei Kiss del 1978. Ospite d'eccezione Rick Richards dei Georgia Satellites inconfondibile i suoi riff. Un disco che lascia la giusta adrenalina che ci vuole per un duro e sporco rock ‘n roll, la voce di Blaine Cartwright, paragonabile al Jack Daniels: forte, potente, cattivo e rude, il suono della chitarra di Ruyter Suys: tagliente e provocante, la batteria di Jeremy Thompson: potente, veloce che pulsa all'impazzata, e infine il suono prepotente della bassista sexy Karen Cuda . Un disco esplosivo come un liquore, il suo nome? Sex Drugs and Rock 'n' Roll! Gli effetti? Dipendenza d'adrenalina causata con l'ascolto di Get Some ! Gradazione alcolica ? NASHIVILLE PUSSY ! Fossi in voi correrei subito a comprarlo!!!

AngelDevil

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GEMINI 5
‘Black : Anthem'
(Wild Kingdom)

Tin Star: Vocals & Guitar / Snoopy : Guitar & Vocals / Slim Pete : drums / Hot Rod : bass & vocals

A distanza di due anni dal debutto (escludendo cd single ecc…) ‘Babylon Rockets' ecco il seguito del già citato e fortunato cd d'esordio. Questo nuovissimo ‘Black:Anthem' è sicuramente un passo avanti rispetto alla media di uscite discografiche di questo settore e, insieme ai già recensiti Enemy Swe, va a collocarsi nel gotha di uscite street/glamour di questo prolifico anno musicale. La band di Tin Star è assolutamente originale, e questa è la sua vera forza: grande carattere, suoni grezzi con chitarre sature e un ‘gain pompatissimo', grandi riff ed una voce sicuramente particolare, ammaliante e ‘viziosa' al tempo stesso. In certi momenti i vocalizzi del nostro sembrano rimebrare qualcosa del singer dei Dead or Alive ma soprattutto l'ottimo Manson dell'ultimo (e assolutamente sottovalutato) ‘The Golden Age Of Grotesque'. Sonorita presenti in songs quali ‘Mobscene' possiamo ritrovarle in alcune tracce di questo album dei Gemini 5. Poi la caratteristica di Star è quella di sapere interpretare la canzone dandole un ‘taglio magnetico', viziato. Interessanti anche gli arrangiamenti con campionature/synth come opener di certe tracce oppure in rifinitura, che stemperano la durezza del sound e impreziosiscono la composizione. Un disco da ascoltare tutto di un fiato, per sballarsi e divertirsi, un disco capace di fare cantare e ballare, ma anche pensare... Le song tutte di alto livello disegnano un cd sopra le righe. La title track è stupenda; miscela un sound prettamente rock con atmosfere ed un cantato leggermente new wave, dark che strizza l'occhio anche agli HIM. Ovviamente non mancano momenti più ‘rockeggianti' quali ‘Insane Is Sane' oppure ‘Second II None' e quindi l'album può soddisfare molti utenti. Comunque, non fatevi sviare dalle mie comparazioni con artisti non propriamente rock'n'roll oriented, anche perchè nella sua totalità questo ‘Black:Anthem' trasuda selvaggio rock, certamente non viscerale ma molto interessante e carico di adrenalina. Per tutti.....da avere assolutamente, una delle migliori uscite del settore!!!

Roby Comanducci

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DEEP PURPLE
'Rapture of The Deep'
(Edel Records)

Tracklist: 1. Money Talks, 2. Girls Like That, 3. Wrong Man, 4. Rapture Of The Deep, 5. Clearly Quite Absurd, 6. Don't Let Go, 7. Back To Back, 8. Kiss Tomorrow Goodbye, 9. Mtv (bonus track solo nella limited edition)10. Junkyard Blues,11. Before Time Begin

Line up: Ian Gillan (vocals) Steve Morse (guitrar) Don Airey (keyboards) Ian Paice (drums) Roger Glover (bass)

Formati nel 1968 dal chitarrista Ritchie Blackmore e dal tastierista Jon Lord, esordirono con l'album Shades. Oggi dopo trentasette anni di carriera e venti album, arriva l 'attesissimo nuovo lavoro dei Deep Purple, e con lui anche i più storici elementi di questa band. Ian Paice, Ian Gillan e Roger Glover, tre componenti della leggendaria formazione di Machine head , di Made in Japan e di Smoke on the water. Hanno rappresentano e rappresentano ancora uno dei gruppi fondamentali dell'hard rock: insieme ai grandi Led Zeppelin, sono una pietra miliare del rock che tutti ricordano anche per la famosa copertina dell'album In Rock , nella cover è raffigurato un simil-monte Rushmore, dove scolpiti nella pietra, anziché i volti dei quattro presidenti americani, vi sono i testoni con rispettive lunghe chiome dei giovani (al tempo!) musicisti. Con questo disco scolpiscono in modo decisivo il loro nome nella memoria di tanti rocker. Rapture Of The Deep è proposto anche in edizione limitata in un originale confezione metallica con l'aggiunta di una bonus track Mtv, decisamente molto raffinata questa confezione, un vero gioiellino. Money Talks, brano d'apertura seguito da Girls Like That, rendono già l'idea di quel che sarà l'intero album: hard rock con sfumature blues accompagnate da melodie raffinate. La voce di Ian Gillan è straordinaria nella sensuale e ipnotica tittle-track Rapture Of The Deep, vi sembrerà d'essere circondati da danzatrici del ventre, l'atmosfera profumata da essenze profumate…se state ancora sognando ora vi sentirete in paradiso con la bellissima C learly Quite Absurd, ballad d'eccezione. Travolgente come le note e la voce di Ian, l'emozione aumenterà ad ogni ascolto, se avete la scatola di kleneex è il momento di tenerla molto vicina mentre ascolterete questa song. L'atmosfera si ravviva con Kiss Tomorrow Goodbye, trascinante e accattivante come molti vecchi successi dei nostri Deep Purple, così come la conclusiva Before Time Begin . Un disco che ci riporta indietro nel tempo grazie a questi straordinari musicisti, con le loro canzoni e con queste nuove sono e saranno per sempre i Deep Purple, i maestri delle emozioni e della storia del mondo musicale. Che cosa dirvi in più..le parole non servono per commentare questo disco, l'ascolto è la risposta di un regalo che hanno fatto a tutti noi con queste nuove emozionanti undici tracce che sanno come sempre di vera passione. Un album da avere assolutamente!!!

AngelDevil

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BRUCE TURGON
'Outside Looking In'
(Frontiers)

Line up:
Bruce Turgon, vocals, bass, rhythm guitar, keyboards Denny Carmassi, drums (Heart / Whitesnake / Foreigner / Montrose), Rocket Ritchotte, lead guitar (David Lee Roth / Stan Bush / Cher / Rick Springfield), Scott McKinstry, lead guitar (Lou Gramm Band), Ronnie Montrose, lead guitar, Ricky Philips and Tom Gimbel on backing vocals. 

Bruce trattasi di uno dei più prolifici e validi song writers del panorama hard rock melodico mondiale. Se poi aggiungiamo la sua calda e suadente timbrica vocale ed anche le sue apprezzate doti di strumentista al basso e tastiere, non possiamo che toglierci il cappello e dare atto di tanta arte e cultura. La sua longeva carriera, spesso in compagnia dell'amico Lou Gramm coi Foreigner e non solo (ricordatevi, tra le altre cose, che 9 canzoni su 10 del debut album dei gloriosi Shadow King, sono sue e di Gramm!!). Nonostante questa intensa attività collaboratore, guest musicians, ma anche membro effettivo di grandi band (Foreigner su titti, ovviamente), il buon Bruce non aveva mai varcato la soglia del disco solista. Quindi, ecco qui davanti ai nostri occhi questa piccola parla di melodic rock intitolata ‘Outside Looking In' per dimostrare che Turgon ci ha alla fine regalato un suo personalissimo full lenght album. E che album. Grandi arrangiamenti, una line up stellare (leggete sopra), un'interpretazione vocale (la sua..) a dir poco stupenda e dodici song capaci di caricare di adrenalina ma anche farsi amare per phatos, feeling e carisma. Tutte interessanti ma se proprio devo....il pompous rock presente su ‘Walk Thru Fire' e ‘Pleasure Dome' sono da ‘pelle d'oca'.... Amanti del grande rock, accorrete e fate vostro questo dischetto!!

Roby Comanducci

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SEVENTH KEY
'Live In Atlanta '
(Frontiers)

Che dire….io non sono mai stato attirato dai live album, tranne alcune eccezioni ovviamente. Ho sempre preferito ‘vedere' dal vivo le band oppure ‘sentirle e vederle' in una vhs prima ed ora in un bel dvd. Non so, ma i live album , spesso, non riescono a trasmettermi la giusta adrenalina. C'è da dire che, sovente, i live cd vengono ‘un pochino riarrangiati e corretti' e quindi si pèerde molto della carica rock della band in questione. Senza ombra di dubbio nella storia dell'hard & heavy ci sono stati album live divenuti poi pietre miliari, qualche esempio? Beh, ‘Live In The Heart Of the City' by Whitesnake, ‘Alive' dei mitici Kiss, ‘Gonzo' live di Ted Nugent, ‘Made in Japan' Deep Purple…Ma questi non sono live, sono opere d'arte da incorniciare…..In ogni caso veniamo all'attualità e parliamo del dischetto che è sotto ‘tiro' per questa mia review. Sto parlando ovviamente del concerto dal vivo ad Atlanda della ‘mostruosa' (in senso buono ..) creatura musicale del grandissimo bass player dei mitici Kansa, Billy Greer. Il nostro, con questa band ha già sfornato album da ‘capogiro' autentici concentrati di hard rock pompous & tagliente al tempo stesso. Questa volta invece ci regala un bel dischetto composto da 15 songs delle quali 3 bonus track in studio. L'album gode di una buona registrazione e si respira il ‘live' non essendo , a mio avviso, un live album artefatto o ‘corretto'. Ok, non paragoniamolo agli esempi di cui sopra, quelli sono gioielli, però anche in questo ‘Live In Atlanta' si riesce ad estrapolare emozioni, e non è certamente cosa di poco conto. Nell'album si ripercorrrono le song dei due precedenti full legnht cd in studio ( ‘Seventh Key' e ‘The Raging Fire') e la band dal vivo sforna tutta una speciale ‘maestria' e abilità che solo i grandi riescono a dare. Non potrebbe essere altrimenti quando i nomi corrispondono a Terry Brock (guitar, backing vocals), Pat MacDonald (drums) , Mike Slamer (guitar, keys, bass), David Manion (keys) ed ovviamente il leader Billy Greer (vocals & bass). Da segnalare ospiti di lusso tra cui un cero mr Robby Steinhardt (violino e vocals) che i Kansas fans conosceranno moooolto bene!! Un album consigliato a tutti, per assaporare la vera maestosità e potenza, ma anche intensa melodia che il grande hard rock sa regalare dal vivo.

Roby Comanducci

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KICK AXE
‘Rock The World'
(MTM Classix)

Tracklisting: 1. Rock the World, 2. The Chain, 3. Red Line, 4. Devachan, 5. Warrior, 6. We Still Remember, 7. Great Escape, 8. Medusa, 9. The Dark Crusade, 10. Magic Man, Bonus track: 11. Piece of the Rock

Line up: George Criston (vocals) Larry Gillstrom (guitars and keyboards) Brian Gillstrom (drums and percussion) Victor Langen (bass, symphonic fuzz bass and keyboards)

Kick Axe band canadese all'attivo quattro album: Vices primo lavoro datato1984, seguito da Welcome To The Club 1985, Rock The World 1986 terzo album, e ora rilanciato con questa ristampa, per l'occasione con un bonus track. George Criston fondatore di questo progetto attualmente non è più un elemento dei Kick Axe, sostituito da Gara Langen nel loro ultimo lavoro Kick Axe IV datato 2004. Rock The World , un disco che suona anni ottanta, ovviamente con sonorità epiche dell'hard rock. Grandi musicisti, come i due fratelli Gillstrom classe e raffinatezza, la voce di George Criston straordinaria e travolgente spicca nella bellissima Warrior, enfatica e sensuale. Ottima interpretazione per The Chain, cover dei Fleetwood Mac. Difficile scartare delle song, hanno tutte le loro particolarità, dalle belle trame vocali, e dai suoni curati da ogni elemento. La chitarra di Larry parla con i suoi riff, la batteria e il basso che si fanno sentire con padronanza nell'epica Devacha. Un a lbum gradevole, che cresce con gli ascolti e che sebbene non sia una novità ci riconsegna un gruppo dal sound maturo, di vecchia data, che avrebbe meritato negli anni d'oro del nostro genere certamente maggiore fortuna.

AngelDevil

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BRIDES OF DESTRUCTION
‘Runway Brides'
(Mascot Music Production and Publishing BV)

Tracklist: 1 . Aunt Biente, 2. Lord OF The Mind, 3. Dead Mans Ruin, 4. Criminal, 5. This Time Around, 6. White Trash, 7. Brothers, 8. Never Say Never, 9. Blown Away, 10. Porcelain Queen, 11. White Horse, 12. Tunnel Of Love, 13. Dimes In Haven

Line up: Tracii Guns (guitar) Scot Coogan (drums) Scott Sorry (bass) London LeGrand (vocalist)

Tornano i Brides Of Destruction! Band fondata da Nikki Sixx, oggi nuovamente nei Motley Crue . Dopo il loro primo album Here Come The Brides, dimostrano di farcela anche senza il bassista, sostituito da Scott Sorry . Capitanati da Tracii Guns (ex- L.A. Guns) che in Runaway Brides collabora per la prima volta con un produttore d'eccezione come Andy Johns (Led Zeppelin, Rolling Stones, Free etc.). Nulla di innovativo, semplici ingredienti per un sano rock duro che solo musicisti di grande caratura sanno offrirci. L'esperienza è il comune denominatore che amalgama i componenti di questa formazione con base a Los Angeles. Un album alimentato dai riff di chitarra di Tracii Guns. A ccattivante e veloce questi gli ingredienti per la maggior parte delle song presenti, come Dead Mans Ruin, suonata da un set irruente; che placa l'accelerazione con un groove meno tirato come le più lente e belle Criminal, Never Say Never, Porcelain Queen. Un disco godibile, di certo non eccezionale o impedibile, ma lo stesso in grado di placare la fame di un nuovo lavoro firmato Brides Of Destruction.

AngelDevil

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PETER & THE TEST TUBE BABIES
'A Foot Full Of Bullets'
(Locomotive Rec. / Frontiers)

Tracklist: 1. My Unlucky Day, 2. Driven To Beers, 3. Minor Celebrity, 4. Ye Olde Pub Rocker, 5. Haves And Have Nots, 6. Smiling Through The Tears, 7. Foot Full Of Bullets, 8. The Mistress, 9. Distorted View, 10. Still Love The Pub, 11. Traffic Jam Man, 12. All About Love  

Line up: Peter Bywaters (Vocals) Derek 'Del' Greening (Guitar) Paul H (Bass) Caveman Dave ( Drums)

Nati nel 1978 gli inglesi Peter & The Test Tube Babies , per volontà del cantante Peter Bywaters hanno esordito con Banned from the pubs, un titolo che riflette la loro attitudine alcolica, confermata dall'album di debutto, Pissed & proud , piccolo successo delle classifiche indie britanniche. La loro carriera è proseguita per parecchi anni e i quattro possono vantare una discografia monumentale, grazie ad un'intensa attività live, il gruppo si è mantenuto ad alti livelli di popolarità. Sono una vera istituzione della musica punk britannica. Peter Bywaters con i suoi nuovi membri ha registrato e mixato Foot Full Of Bullets, in sole quattro settimane. Le prime note cari miei che sentirete appena inizia questo CD… eh eh saranno quelle della marcia nuziale, 12 secondi e vi sentirete come degli sposini, catapultati in questo brano My Unlucky Day d'impatto, l'adrenalina aumenterà, per la carica che trasmette. Il vero matrimonio in questo Foot Full Of Bullets, è quello delle sonorità punk, rock e interessanti sfumature composte da una miscela di Rockabilly. La batteria è la protagonista per la maggior parte delle canzoni, rullate e doppio pedale si fanno sentire. Interessante Foot Full Of Bullets, voce roca e grezza per questa interpretazione da parte di Peter Bywaters, un cantato quasi parlato per questo brano, davvero intrigante questa canzone, di quelle toste! I Peter & The Test Tube Babies , riescono a trasmetterti tanta di quella adrenalina che sfido chiunque riesce a restare fermo, catapultandoti in melodie più morbide, grazie a riff di chitarra più soft. Bellissima anche All About Love , si può definire una ballad, considerata la potenza di tutte le altre, regalando una piccola sorpresa: il brano finisce …alcuni minuti di silenzio totale ed ecco arrivare un pezzo fantasma per chiudere un album intriso d'energia. R iescono a creare un "effetto sorpresa" tale da stupire sia i nuovi sia i vecchi ascoltatori. Per questo le inevitabili grandi aspettative che si ripongono ogni volta che un "gruppo storico" esce con un nuovo lavoro stavolta non sono deluse. Un album che si evolve a tal punto che saprà far impazzire tanto un ascoltatore esigente quanto un passivo ascoltatore.

AngelDevil

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TNT
‘All The Way To The Sun'
(MTM/ Frontiers)

Profumi di un tempo andato che riaffiorano dalle canzoni di questo vero e proprio pasterpiece che i norvegesi maestri del hevy rock melodico ci hanno regalato. Stiamo parlando ovviamente dei mitici TNT, autori di quel superbo lavoretto dal nome ‘Tell no Tales' ( anno 1987...) edel successore ‘Intuition'..... E la cosa più bella è che non hanno mai smesso di sfornare album tra i quali cito il penultimo (targato 2004) ‘My Religion'... Ma con questo nuovissimo ‘All The Way To The Sun' i nostri toccano altissimi vertici tecnico /compositivi e soprattutto eufonici. Ebbene si, la band del lead vocalist Tony Harnell e del guitar hero Ronni Le Tekro mettono in questo disco tanta di quella passione e feeling che possiamo solo RINGRAZIARE questi signori musicisti di essere nati ed avere continuato imperterriti per la loro strada musicale. Un disco, questo ‘All The Way...' superbo nella sua totalità. Disintegrante l'opener ‘A Fix' e grandissima e ricca di armonie in puro Tnt sound la seguente ‘Too Late' , ascoltatevi il breve ma intenso solos di chitarra!!La bellissima ed espressiva voce di Tony si mette in bell'evidenza nella pomp rock song ‘Driving' ma il ‘non plus ultra' lo ritroviamo nella bellissima title track. Potenza, grinta, originalità, armonia: questo è il grandissimo connubio musicale di questa stratosferica song, che racchiude il classico stile di questa band. Mi risulta difficilissimo menzionare altre canzoni, poichè questo album è, dai tempi di ‘Intuition' il miglior platter di Harnell & company. Il tutto, ovviamente, sempre coadiuvato da un guitar work mai esagerato ma puntuale, tecnico ed espressivo di Ronni, da sempre il sigillo del sound di questa gloriosa band che, a tutto tondo, mantiene ancora lo scettro di leader nel loro settore musicale. L'acquisto del cd??? Obbligatorio!!!!!!

Roby Comanducci

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KING'S X

‘Ogre Tones'
(InsideOut/ Audioglobe)

Cosa dire cari ragazzi. Questo trio Texano che diede alle stampe il mitico ‘Out Of The Silent Planet' nel lontano 1988 èancora qui a stupirci! Pensate che dopo tutti questi anni la band del guitar player Ty Tabor è in assoluto una delle più innovatite sul pianeta musica di questi ultimi quindici – e forse più- anni. La classe cristallina, tecnica compositiva, ma soprattutto un'innata originalità che gli ha valso la nomea di autentici precursori di stile sono ineguagliabili. Loro, come Rush, Steve Vai, Quennsryche e pochi altri, sono stati capaci di dettare delle regole del rock music world. Il loro sapiente mix di atmosfere hard rock, fusion, progressive, psichedelia e quant'altro (riscontriamo anche musicalità ‘à la Beatles' in certe loro song....figuriamoci') ha da sempre ammaliato miolioni di fans in tutto il mondo. La loro non è solo una sapiente ricerca sonora, poichè le song presenti nei loro dischi, e questo ultimissimo piccolo capolavoro ‘Ogre Tones' non si discosta certamente, sono autentici mix di tecnica e feeling ricchi di phatos e mai asettiche e /o fredde. Quest'ultimo lavoro in studio è ‘pauroso' in senso positivo ovviamente. Non una nota fuori posto, non una canzone inutile. Tredici songs che spaziano e accomunano tutti gli stili di cui sopra, ma tutto miscelato nel comune denominatore che è: il vero e autentico King's X sound style!!! Tutte, ma proprio tutte le canzoni sono eccelse e non so quale consigliarvi. Vi basti pensare che solo l'ascolto della lunga (quasi sette minuti) ‘Sooner Or Later' basta vale l'acquisto del cd. Sette minuti di cui due e mezzo cantati dalla sempre eccelsa voce di Doug Pinnick e i restanti quattro che si sviluppano in un vortice di chitarra e maestosità strumentale al limite tra Pink Floyd e il Satriani di ‘Flying In a Blue Dream'...insomma una chitarra talmente ammaliante e celebrale che non potra non cullarvi in un universo a se stante, dove musica colori e profumi vi eleveranno alla massima potenza. Da ascoltare a volume massimo da soli in una stanza ....guardando il cielo. In assoluto, una delle ‘songs' dell'anno!!!! Grandi, grandissimi King's X.

Roby Comanducci

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OVERLORD'S PERPETUAL

' Overlord's Perpetual '

( Sonic Age Records)

Tracklist : 1. Perpetual , 2. Majesty , 3. Immortal Hymn , 4. Prince of Darkness , 5. Empire of Shadows , 6. The Overlord , 7. I Can´t Wait , 8. I´ll Never Cry Again, 9. Melancholy

Line up: V. Axiotis ( Vocals), Overlord ( Guitars), Bob Katsionis ( Keyboards), Leo Petropoulos ( Bass), F. Benardo ( Drums)

Interesantissimo lavoro questo Overlord's perpetual !!! Primo album per il chitarrista greco dall'inconfondibile talento e dalle forti influenze dello stile Yngwie Malmsteen. Un disco confezionato alla perfezione, sonorità metal dalle tinte neoclassiche. Overlord suona rendendo espressiva la chitarra, fino a farla parlare! Apre il CD Perpetual, brano interamente strumentale, come Empire of Shadows, è la chitarra a farla da padrone in tutte le sue sfaccettature, cari miei qui c'è da leccarsi il plettro! Notevole esecuzione tecnica, testimonia la bravura di questo chitarrista. Splendide melodie che si snodano in riff compatti, potenti e di assoluta precisione. La voce meravigliosa di V. Axiotis è da capogiro nella stupenda e struggente I Can´t Wait, intensa ed enfatica questa canzone ci regala l'emozione di assaporare la dolcezza. Ottimi musicisti per quest'album, notevole la bravura e l'estensione vocale di Axiotis. Che dire? Fin dalle prime note di questo lavoro di pregevole fattura, ci si accorge che si ha a che fare con uno che la chitarra la sa usare, e bene! Facendo diventare la chitarra con la sua tecnica e maestria, il prolungamento del cuore e della sua anima. Mentre si ascolta Overlord's perpetual, si apprezza lo scorrere delle dita sulle sei corde, questo giovane riesce a regalare brividi fino a farti restare con il fiato mozzato per la bravura e la passione che trasmette. E' bello sapere che in giro ci sono giovani talentuosi come Overlord! Visitate il suo web site : www.perpetualband.com

AngelDevil

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EMERALD RAIN
'Sleepwalk'
(Escape Music / Frontiers)

Tracklist: 01 Can't Stop Bleeding , 02 Face In The Mirror, 03 It Ain't Over, 04 Sleepwalk, 05 I Never Knew, 06 Can't Recognize A Thing, 07 Everything Is Broken, 08 See It In Your Eyes, 09 Torn In Two, 10 Miracle

Line up: Murray Daigle (vocals, guitar) Mike Dmitrovic (guitar) Sean Gregory (bass) Lorne Boyle (drums)

Dopo quattro anni dal precedente Perplexed In The estreme, tornano i canadesi Emerald Rain con un nuovo elettrizzante lavoro, Sleepwalk, il quarto della loro carriera, un album incentrato su corpose sonorità hard rock, che rimanda alle cose migliori firmate Murray Daigle, centra il bersaglio con una produzione fantastica (ha già prodotto molti artisti major). Poche le cadute di tono, in un album ricco di spunti vincenti, come Sleepwalk, voce più roca in questa song, l'elemento fondamentale è l'interpretazione di Murray. Sonorità più morbide per le bellissime Torn In Two , e Miracle, due ballad enfatiche di grande effetto, la voce e riff di chitarra ti rapiscono in un viaggio sonoro, si confermano indubbiamente tra le migliori di un album elegante e raffinato. Dieci canzoni ben suonate sullo stile degli eccelsi Harem Scarem. Gli Emerald Rain dopo quasi otto anni dal loro primo album, si ripresentano ancora più attenti ai suoni d'impatto, come l'hard rock richiede, prova superata egregiamente. Cari miei questo è un album che consiglio come l'attento ascolto delle melodie create dal basso, chitarra, batteria e l'intrigante voce ruvida del nostro Murray Daigle.

AngelDevil



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