recensioni 2005
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KHYMERA
'A New Promise'
(Frontiers)
Tracklist: 1 A New Promise, 2 Alone, 3 Let It Burn, 4 Looking For You, 5 All That I Have, 6 The Damage Is Done, 7 After The Way, 8 You Can't Take Me, 9 Tomorrow Never Comes, 10 Fields Of Fire, 11 If You Dare To Dream, 12 Give In To The World, 13 All Is Gone
Line up: Dennis Ward (Vocals), Joe Vana (Backing Vocals), Tom Griffin (Backing Vocals), Tommy Ermolli (Guitars), Daniele Liverani (Keyboards & Bass), Dario Ciccioni (Drums).
Questo 2005, discograficamente, è incredibile! Ragazzi eccomi qui a recensire un altro capolavoro per questo anno ormai al termine. Un disco di pregevole fattura prodotto dal nostro italianissimo Daniele Liverani (Genius Rock Opera), protagonista anche del suono fantastico della tastiera e basso. La grande sorpresa è l'ingresso al microfono al posto di Steve Walsh (Kansas) di Dennis Ward, già noto per il suo ruolo di bass-player all'interno dei Pink Cream 69 . Il CD in questione è un ottimo compendio di quanto i Khimera hanno saputo realizzare, buono sia per i fans sia per chi li vuole conoscere per la prima volta. In questo viaggio sonoro ci accompagnano tredici brani per una durata di cinquanta minuti ed è difficile sceglierne uno sugli altri perché sono tutti molto belli. A New Promise, questo il titolo del CD, mi è piaciuto dall'inizio alla fine e il gruppo ha fornito un'esecuzione coi controfiocchi, hard rock/AOR graffiante e melodico al tempo stesso, le canzoni sono costruite con riffs solo apparentemente semplici, ma ci sono delle melodie irresistibili che rendono sempre molto orecchiabile il tutto, come: A lone, Let It Burn, The Damage Is Done, o le meravigliose note ammalianti e trascinanti delle due ballad Tomorrow Never Comes, e la conclusiva All Is Gone. L a voce di Dennis Ward è ancora più intrigante e trascinante, come solo la musica suonata con il cuore sa fare. Il suono della batteria suonata da Dario Ciccioni si dimostra fantasiosa, e non si limita a svolgere il compito di accompagnare i brani, ma li interpreta con dinamismo eccitante, così come il riff della chitarra del funambolico chitarrista di indiscusso spessore Tommy Ermolli, entrambi dimostrano la capacità e la tecnica giusta per suonare con trasporto un album come A New Promise. I Khymera, un progetto che vede alle spalle solo il precedente album omonimo, danno la sensazione di una band con una discografia alle spalle di tutto rispetto. Il disco scivola via che è un piacere alternando riff tranquilli come le ballad alle song più cariche, e lasciando la voglia di riascoltarlo, fatto di per sé abbastanza unico in questo periodo. Grazie alla Frontiers Records per averci dato la possibilità di ascoltare un altro bel disco!
AngelDevil
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SOUL DOCTOR
‘For A Fistful Of Dollars '
(Frontiers)
Tracklist: 1. Eatin' On Me, 2. Best Way To Fade, 3. Under Your Skin, 4. Remember, 5. Where Do We Go, 6. Ten Seconds Of Love, 7. She's Mine, 8. The Trigger (Goin' Downhill) 9. Give Me A Ride (The Ride) 10. Cheap Down 'n'Nasty Line up: Tommy Heart (vocals) Chris Lyne (guitar) Jogy Rautenberg (bass) Mario B (batterista)
Sta per chiudersi il 2005 ed ecco arrivare un altro CD che si presenta nelle vetrine dei negozi per questo freddo Dicembre . Bellissime sonorità hard rock intrise di southern-rock che lo rendono ancora più accattivante. I Soul Doctor, band tedesca capitanata dalla voce indimenticabile di Tommy Heart, ex frontman dei Fair Warning, si sono formati circa cinque anni fa e For A Fistful Of Dollars è il loro terzo album; quaranta minuti, dieci song per gustarvi come un barattolo di nutella, una bella carrellata di canzoni che ricordano gli AC/DC per certi aspetti, arricchiti da atmosfere western come in Cheap Down 'n'Nasty , suono tipico blues-country, grazie all'armonica a bocca. Un disco che si fonde su riffing corposi e chorus pieni e dimostrano una buona versatilità di Tommy, ben coadiuvato dai fidi compagni. La quarta song Remember è la tipica ballad in stile hard rock anni ottanta, ottima per spezzare un po' i ritmi delle precedenti song, e farsi trasportare da una sensazione di ricordi da condividere in una magica situazione con la vostra lei o il vostro lui. For A Fistful Of Dollars è un concentrato di musica graffiante, di riff eccellenti, di grande ritmo, e non ultimo, di un carisma del tutto particolare che invita chi lo ascolta a pigiare nuovamente play un volta finito. Tutti gli strumenti danno il loro solido contributo. Che dire: un paio di ascolti, anche più eheh.. in questo scorcio di vacanze li merita in pieno!
AngelDevil
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CRYSTAL PISTOL
‘S/T'
(Bad Reputation / Frontiers)
line up: Mik Ireland – vocals, Pinto – lead guitar, Dave Troutman – drums, Greg Laikin – bass & back vocals, Brian Bresset – lead guita & back vocals
tracklist: Watch you bleed / Rockstar / Locomotive / Line It Up / Salt of the Earth / XXIII / Shake /All The Freaks / Live fast / Teenage Parasite / No Fun City
Colpo di coda di questo già eccellente 2005. Un'annata doc per quanto concerne il nostro genere musicale, con grandi come back e tante nuove proposte, come da diverso tempo non si vedeva...o meglio, sentiva!! Ed ecco quindi arrivare a casa del sottoscritto il new debut album di questo combo di cinque street rockers dal Canada. Un album al fulmicotone, originale, diretto e soprattutto energico e carico di quella stuzzicante e ammiccante attitudine prettamente glamour che mancava proprio per concludere un anno veramente eclatante. I Crystal Planet , quindi, vanno ad unirsi ai bravissimi Enemies Swe come best new album del settore street-glam. Una ventata d'aria fresca che ci riporta indietro nel tempo, senza contaminazioni new-glam, sonorità new punk, o altre cosette di questo tipo. Qui siamo al cospetto di un sano e robusto album di matrice glamour con sterzate verso lo street rock. In quest'album fa ‘capolino' un sound “mixate” tra Faster Pussycat, Pretty Boy Floyd, Swedish Erotica...praticamente il classico stile che andava per la maggiore intorno alla fine degli eghties e inizio-primissimi anni novanta. Undici tracce tutte ballabili e interessanti. Si parte col potente street rock di ‘Watch You Bleed' mentre la seconda ‘Rockstar' trattasi di un vero inno al rock'n'roll, non per nulla inizia con la frase “ everybody hates you when you love rock'n'roll..” impreziosita da un sound potente e ‘cattivo' al tempo stesso. Il ritornello si conficcherà nella vostra testa e non riuscirete più a togliervelo! ‘Locomotive' è veloce, con violenti ‘stop & go' e un guitar riffing da paura. Passando per ‘Line It Up' arriviamo alla melodica (ma non è una ballad) “Salt of The Earth” dall'incedere ricco di pathos dove si mette in luce la bella voce del singer, dotato di una timbrica ‘segnata dall'alcool' e quindi molto graffiante, ottima per un genere come questo. Echi dei Pretty Boy Floyd si possono riscontrare nella glam rock song ‘XXIII' dalle chorus lines maliziose e intriganti. Si prosegue senza cali di qualità e adrenalina nelle due seguenti ‘Shake' e ‘All The Freaks' per giungere alla violenta e ‘speedy' “Live Fast' che vi farà saltare letteralmenmte sulla sedia! ‘Teenage Parasite' è sempre un roccioso street rock e la conclusiva ‘No Fun City' non sfigurerebbe in un album dei primi LA Guns. Inutile proseguire (anche perchè non ci sono più song...ehm), questo disco è in assoluto nella top quality degli album di ‘rock stradaiolo' dell'anno che sta per finire. Ah dimenticavo, il mixaggio è opera di un certo Mike Fraser (Ac/Dc, Aerosmith, The Cult, Metallica, Guns'n'Roses....), della serie “vogliamo il meglio!!!”. Da avere assolutamente!!!
Visitate il loro sito : www.crystalpistol.com
Roby Comanducci
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THE MOB
‘The Mob‘
(Frontiers) Tracklist: 01 - One Track Mind, 02 – Wait, 03 - The Magic, 04 - I Will Follow, 05 - Guitar Solo, 06 - Never Get Enough, 07 - Love Will Carry On, 08 - Turn To Stone, 09 - No Reason Why, 10 - Spaghetti Western (Instrumental) 11 - I Want To Live Forever
Line up: Doug Pinnick (Vocals) Reb Beach (Guitars, Vocals) Kelly Keagy (Drums, Vocals) Kip Winger (Bass) Timothy Drury (Keyboards)
Mamma mia! Questa è stata la frase che ho detto appena ho visto i nomi presenti in questo CD. La presenza del grande Kip Winger, oltre a suonare il basso si è occupato dell'intera direzione e produzione di The Mob , eseguendo un eccellente lavoro. L'altro personaggio è Reb Beach, parliamo di un chitarrista di indiscutibile talento, fido compagno di vecchia data di Kip già dai tempi in cui suonavano nei Winger. Un album straordinario che rappresenta un ritorno alle sonorità dei primi anni novanta, già dalle note dell'open-track si può intuire che l'intero album suona come il vecchio e buon hard rock. Come in ogni album che si rispetti troviamo due splendide ballad: The Magic , e I Want To Live Forever, voce ammaliante, riff di chitarra che si conficcano nel cranio e riecheggiano all'interno dello stesso facendone fatica ad uscire, apportando un calore ed un feeling davvero enorme. Spaghetti Western, è un brano interamente strumentale, carico di chitarra e con un ritmo trascinante, e qui il nostro Reb Beach sfoggia la sua bravura. Ogni singolo passaggio è costruito e giocato sull'ormai incontrovertibile classe compositiva di quest'artista. Avrete a disposizione quarantatre minuti per farvi trascinare da questi artisti in grado di farvi sognare con il loro sound. Non rimarrete delusi, anzi, se ancora non li conoscete dategli un ascolto perché non ne rimarrete di sicuro delusi.
AngelDevil
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THE BRIAN SETZER ORCHESTRA
"Dig That Crazy Christmas"
(Surf Dog rec./ Frontiers)
Appena mi è arrivato questo cd, mi son detto "Cazzo è Natale con un mese di anticipo..." ma che Natale stupendo è questo sulle note dei classici natalizi interpretati da una grande orchestra quale la Brian Setzer Orchestra. Brian è attivo da moltissimi anni, leader di quella straordinaria band rockabilly chiamata "The Stray Cats" e maestro di musica in quel di Los Angeles. Da lui passano periodicamente numerosi musicisti desiderosi di apprendere o migliorare nuove tecniche.
Negli anni scorsi Brian ha lavorato parecchio con gente quali Paul Rodgers, con i Neurotic Outsiders e numerosi altri.
Questo cd è composto da 13 canzoni, moltissime son classici quali "White Christmas" o "Jingle Bell rock" che fa da sottofondo a un recente spot televisivo, alcune sono canzoni a me poco note quali "Let it snow!Let it snow!Let it snow!". Immaginatele tutte suonate da una mega-orchestra a tempo di swing e rockabilly e avrete questo cd, cd che Brian sta attualmente proponendo in lungo e largo per gli Usa e nelle maggiori trasmissioni televisive quali "The tonight show with Jay Leno" e "Late night with Conan O'Brien2". Mi ha colpito moltissimo l'incredibile coro gospel in "Angels we heave heard on high" che altro non è che la popolare canzone che ti becchi 9 su 10 alla Messa di Mezzanotte della Vigilia vale a dire "Gloria in excelsis deum" (e se ho sbagliato a coniugare il latino, perdonatemi è Natale...).
Questo cd potrebbe essere tranquillamente la colonna sonora di Santa Claus alle prese col traffico meneghino, e infatti molte canzoni son dedicate al simpatico barbuto dal vestito biancorosso...Come non ci si può scatenare e muovere il culo su un incredibile boogie quale la settima canzone "Hey Santa!" che addirittura mischia ad un certo punto ritornelli quasi come "Platoon"...questi rockers hanno una classe disumana...e non finisce qui sto pezzo...alla fine quasi mi ricorda l'orchestrina che c'era nel mitico"Portobello" che forse i più anzianotti (e sti cazzi non son così vecchio...in fondo a Babbo Natale ho smesso di crederci da poco...) ricordano come programma cult del Venerdi sera... Come ogni yankee che si rispetti Brian non può tributare onori a questa strana creatura del Natale americano quale il Grinch, che fu interpretato anni fa in un film di grande successo da Jim Carrey nella nona canzone "You're a mean one,Mr grinch", suadente marcetta, su cui fa da contrasto una chitarra suonata in un modo quasi helloweeniano, non nel senso del gruppo teutonico... Io penso che"Jingle bell rock" l'abbiano ascoltata un pò tutti ora, a ricordarsi quale pubblicità è, forse serve la Memorina a me eheheh, cmq è proprio lei e che dire me la sto cantando e fischiettando ora...grande Brian... Il carillon introduce la successiva"Santa drives a hot rod"che viene quasi recitata inizialmente da Brian x poi diventare un torrido blues rock...
Si finisce questo gradevolissimo cd, che non credo però ascolterai a Luglio con la classica "Cosa farai a Capodanno?" ossia "What are you doing new year's eve?"...un problema che accomuna troppi....Brian forse sa cosa fare, una fanciulla canta con lui nel pezzo e chi non.....a Capodanno non ....tutto l'anno ehehehe.
Buon Natale rockers
Mauthealien
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THE SYN
'Syndestructible'
( Inside Out/Audioglobe )
Tracklist: 1)Breaking Down Walls, 2)Some Time, Some Way, 3)Reach Outro, 4)Cathedral of Love
5)City of Dreams , 6)Golden Age, 7)The Promise
Line up: Stephen Nardelli- Vocals, Chris Squire- Bass, Vocals, Paul Stacey- Guitar,Vocals, Gerard Johnson- Keyboards,Vocals, Jeremy Stacey- Drums
E' proprio vero: il tempo non ferma coloro che amano veramente la musica! Eccomi a recensire un nuovo lavoro dei The Syn, la band capitanata da Chris Squire e Stephen Nardelli, fondata nel 1965, che incise i due singoli Created by Clive e 14 Hour Technicolor Dream e poi si sciolse, per poi riapparire negli anni 2000. Chris Squire, ha militato negli Yes proponendo quella che si può definire la band capostipite del progressive rock inglese. Gli indistruttibili The Syn ci propongono un lavoro di pregevole fattura, con sonorità di un rock progressivo, ad un livello maggiore di complessività e varietà compositiva, melodica, armonica e stilistica, incorporando sonorità tipica degli anni settanta, catturandoti all'ascolto di song veramente belle, come la bellissima Cathedral of Love, brano estratto come primo singolo, che ti fa venire i brividi e aver voglia di abbracciare qualcuno, come la conclusiva The Promise , dalla durata di ben tredici minuti. Un disco suonato da chi ha fatto la storia di un genere musicale. La stagione del rock progressivo non è finita, è iniziata! Un piccolo gioiellino di genialità e ispirazione da avere nella propria collezione per gli amanti di questo genere e non... Consigliato!
AngelDevil
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JOHNNY LIMA
"Version 1.2"
(Escape Music / Frontiers)
Questo album segna il ritorno sulle scene di Johnny Lima, artista californiano di incredibile talento. E'stato un duro lavoro quello compiuto da Johnny su questo"Version 1.2", album in lavorazione da alcuni anni ma il risultato finale non delude assolutamente le attese.
Johnny Lima è un artista che piacerà sicuramente ai fans accaniti dei primi Bon Jovi e dei Def Leppard. La ricerca delle melodie e dei cori è pressoché simile personalizzata alla sua maniera visto che Johnny non è certo un pivello essendo stato attivo con gli Attitude prima di cominciare una carriera solista nel 1996.
La band che suona in questo "Version 1.2" è molto affiatata e comprende Johnny alla voce, chitarra elettrica, acustica, basso e tastiere (un artista poliedrico insomma), Bernie F.Diaz alla batteria, Craig Takeshita alla chitarra solista e Ryan Freeman ai cori.
Si parte con "Never gonna let you go", splendido mid tempo impreziosito dalle tastiere di Johnny e da un assolo stratosferico di Craig verso la fine un pezzo che mi ha ricordato parecchio alcuni lavori di Kyle Vincent, altro artista dotato come Johnny di una classe sopraffina.
La seconda canzone "Little Runaway" mi trasporta diretto negli anni 80 e penso che avrebbe avuto un ottimo riscontro radiofonico all'epoca ma che purtroppo in questi anni in cui domina musica "spazzatura" difficilmente può ottenere il riscontro che merita. Decisamente una canzone anthem questa, ancor più della prima, da cantare tutti insieme. Mi conferma sempre più che nulla è lasciato all'improvvisazione in questo disco. La terza canzone "Rock n'roll river" inizia con un bel riffone alla Mr Big per farvi capire, e prosegue col cantato grandissimo di Johnny coadiuvato da Ryan Freeman ai cori. Sicuramente la mia preferita del disco che già adesso segnalo tra le migliori cose che ho ascoltato in questo 2005. Grande Johnny!!! Che dire poi della batteria di Bernie F.Diaz, questi musicisti hanno i coglioni e i controcoglioni, rockers!!! La quarta canzone "Here for You" è la classica ballatona. Avete presente "Always" di Bon Jovi agli inizi? Esatto, avete vinto qualcosa...che dire. Fortunatamente questo effetto deja-vu svanisce dopo 30 secondi e la canzone assume una sua identità personale anche se questa ottima canzone potrebbe essere tranquillamente cantata in ogni momento dalla coppia Bonjovi-Sambora. Anche qui le tastiere la fanno da padrone a un certo punto.
La quinta canzone è "Reckless Heart" inizia con batterie suonate tribalmente in sottofondo per poi esplodere in un crescendo coinvolgente nel bridge della canzone che si ripete parecchio nel corso del pezzo. Questo pezzo mi ricorda i migliori momenti dei Survivor (presenti quelli di"Eye of the tiger"del film"Rocky) e arriva dritta come un pugno nello stomaco....questo rocker ha classe...vi sto annoiando??? E'la verità pura e semplice...
Si continua poi con "Drift away" e qui veramente mi sembra di aver sbagliato disco e di avere inserito un cd dei "Bon Jovi" lettore, i coretti sono melliflui, le pause tra le strofe son le stesse, la chitarra sembra quella di Richie. C'è soltanto una cosa da dire, che la voce di Johnny ora come ora è superiore a quella dell'italo-americano del New Jersey. La settima canzone è "Crazy"e come ogni canzone che porta questo titolo (Aerosmith etc...) non può essere che un lento.Una canzone molto rifinita e lavorata sicuramente, anche questa è una delle mie preferite del disco, un brivido lungo la schiena mi pervade e mi trasporta in un'altra dimensione. Una canzone che ti regala emozioni e che ha varie parti,verso la fine, c'è una parte introdotta dalle tastiere che è semplicemente spettacolare.
Subito dopo ecco"Fire of love", il fuoco dell'amore per noi rockers italiani e qui il fuoco che mi brucia i ricordi è quello dei Def Leppard agli inizi per modo di accordare la chitarra e poi guarda te mi appare nella mia mente Bryan Adams, anche questo un mid-tempo di sicuro effetto. Ma perché certi artisti come Johnny non hanno il successo che meriterebbero,questa è una songe che se accompagnata da un video e programmata da Mtv potrebbe essere veramente un hit single, non sto scherzando. Molto radiofonica per usare un eufemismo di cui abuserò in questa occasione anch io. La nona canzone ci ricorda i giorni passati da soli,quando la malinconia ti pervade e ti fermi a pensare a cosa hai combinato nella vita,a perché la donna che ti piace si mette sempre con qualcuno diverso da te,al lavoro che vorresti ma che non puoi perché devi sopravvivere in questo mondo, ecco il giorno solitario che ci racconta Johnny. "Another lonely day", un altro giorno passato da solo e un'altra ballata all'altezza dominata dalla chitarra acustica e dalla tastiera. "Into your arms"ha un riff molto aggressivo di chitarra agli inizi su cui le tastiere entrano di prepotenza,la voce di Johnny arriva poco dopo e narra della sensazione unica di quello che si prova quando ci si abbandona nelle braccia dell'innamorato/a.Come dice lui,tutti troviamo un modo sempre x finire nelle braccia dell'altro,non importa come.Importa qui che Johnny forse ci da un suggerimento,magari proprio col suo cd in sottofondo ehehehe.L'undicesima canzone è "Something's gonna change", viene cantata in tonalità più bassa da Johnny con il valido aiuto di Ryan ai cori. E'anche questa un mid-tempo nella migliore tradizione AOR.Anche questo un pezzo riuscito. Segue "If I had a heart" ,se io avessi un cuore tradotta, un pezzo che non aggiunge ne toglie nulla al complesso dell'album.Anche questa 1 canzone alla Bon Jovi x capirci,mi piace un casino la batteria di Bernie Diaz qui. Si va a chiudere con"Fly Angel" e qui veramente servono gli accendini per poter rendere visivamente quello che si prova ascoltando, è il tempo veramente di stringerti qualcuno al fianco, di guardare negli occhi la tua metà e di cominciare a baciarsi. Solo tastiere e voce. Non si può chiudere meglio un cd che con una canzone simile. Questo cd lo consiglio a tutti...non solo ai fans dei Bon Jovi, vogliatevi bene, regalatevi emozioni con Johnny Lima
Mauthealien
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TONY DE GRUTTOLA
‘03'
(Raiser Prod.)
line up : Tony De Gruttola - guitars, Gualtiero Marangoni – bass, Luca Biggio – sax, Beppe D'Angelo – keys, Riccardo Lombardo – drums (tracce 1-2-5-7-8) Stefano Lori– drums (tracce 3-4-6-9)
tracklist: 1. Nuvole, 2. Crazy Funk, 3. No True, 4. Blue Shuffle, 5. Clichet, 6. Once Upon A Time, 7. Jungle Turca, 8. Good Idea, 9. Theatre
E' con grande piacere che mi accingo a questa review di un artista con la ‘A' maiuscola. Tony è un eccellente guitar player e compositore, noto soprattutto nel mondo della sei corde dove insegna, suona , arrangia praticamente è un vero guitar-man. Infatti quest'album non viene distribuito nei negozi, ma per ferma volontà dell'artista. Lo potrete trovare ai suoi live oppure ordinarlo tramite il suo sito. Ed è una cosa che, cari miei, sarebbe da fare al più presto poichè, questo nuovissimo ‘03', è un cd strumentale di primissima qualità. Nove tracce di cui solo una cover ‘Jungle Turca' che trattasi di una composizione di Mozart, tutte a livelli altissimi. Qui stiamo parlando di tecnica sopraffina, ma anche di un eccellente mix tra la tecnica stessa e la melodia. Il nostro proviene da una scuola jazz, rock fusion oriented e quindi potete immaginare il grande bagaglio culturale che apporta alla sua sei corde. Questo album, pur essendo tutto strumentale, non annoia, poichè ogni traccia è un piccolo mondo a se per originalità e arrangiamenti. Si spazia dalla fusion, al blues rock, a sonorità e partiture ammiccanti al jazz e stemperate da un guitar work sempre incisivo. Inutile citare una song a dispetto di un'altra, valgono tutte e sono tutte capaci di creare una scossa di adrenalina ma anche di ammaliare per musicalità e composizione. Simpaticissima la cover del brano di musica classica di Mozart, qui rivisto in chiave fusion. Ma la vera chicca sono i brani... L'opener ‘Nuvole' dall'incedere suadente e ammaliante, 'Crazy Funk' che dal titolo la dice lunga, un funky–rock tecnico ed esuberante. ‘No True' il primo ‘lento' nel quale Tony crea magia con note e partiture pregne di phatos. In certi momenti sembra di ascoltare Steve Morse e i suoi Dixie Dregs, ascoltatevi il brano ‘Blue Shuffle' e mi direte. Oppure il Joe Satriani di ‘Flying In a Blue Dream' nell'altro lento ‘Once Upon...' mentre fa capolino il Marty Friedman di ‘Scenes' nella melodica e intimista song finale ‘Theatre'. Per i più rockettari consiglio invece l'ascolto diretto della più hard–oriented track del cd, ‘Good Idea'. Cosa dire? Abbiamo circa quaranta minuti di chitarra d'autore, cosa vogliamo di più?
Visitate il sito di Tony, dove potrete anche acquistare questo new album. www.tonydegruttola.com
Roby Comanducci
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THE PYTHONS
' Never Enough'
(Valery Records)
Tracklist: 1. Up to U, 2. My shelter, 3. Shadows, 4. Back to life, 5. Inner words, 6. Burnin' fever, 7. No more answers, 8. Black stone, 9. Texas queen, 10. Away, 11. In the rain, 12. Just a song
Line-up: Francesco Castoldi – vocals- Luca Umidi - guitar, vocals- Nicolò Donati – guitar- Luca Minichiello – bass- Giorgio Costa - drums.
La band milanese The Pythons giunge finalmente al primo album Never enough grazie all'etichetta milanese Valery Records. Dopo il loro esordio e un paio di demo ( In The Rain del 2001 e Four Stones del 2003), ci regalano un ottimo disco che suona come i vecchi album hard rock con spruzzi di street-glam. Nell'album troviamo tre song già conosciute presenti nel loro vecchio demo, le bellissime Shadows, Black Stone e Texas Queen. La voce ruvida di Francesco è molto intrigante e coinvolgente. Le dodici tracce si susseguono con ritmo, ben elaborate, fantasiose, interessanti e che si apprezzano sempre di più ascolto dopo ascolto. Questi ragazzi impreziosiscono l'intero album con la loro bravura, la raffinatezza nel suonare: preparazione, esperienza, notata anche nelle loro esibizioni live. Già dalla prima track Up to U rimarrete colpiti dalla grinta, sostenuta dalle successive song, fino a prendere fiato con la bellissima No more answers, e la travolgente semi ballad Texas queen , poi si ascolta l'accattivante e grintosa Away, con tonalità canore, e suoni stile anni ottanta sposati con sonorità quasi nu-metal per la voce iniziale. La dimostrazione che si può innovare senza uscire da un genere. In alcune canzoni i The Pythons vedono la presenza di amici di altre band che accompagnano la voce di Francesco, quali: Aldebran-Bloody Mary, Joe- KickStart, Matteo Giuliani, Danilo “Stone” Di Lorenzo, Niki Lou Rosh e Gavin Stuart. La bellezza dell'ultimo brano Just a song ricorda molto lo stile della famosa e stupenda More than Words , degli Extreme, versione acustica anche per The Pythons su questa traccia travolgente che conquisterà ovviamente tutti i fans degli Extreme. Che dire: un ottimo album che rende fieri i nostri cinque ragazzi, per le bellissime canzoni che fanno sognare con il sound di vecchia matrice anni ottanta, il tutto firmato made in Italy…Consiglio l'acquisto di questo disco.. Bravi ragazzi!
AngelDevil
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TERRA NOVA
‘Best Of + 5 ‘
(Frontiers)
Tracklist:
I Wanna Know **/ Break Away / Livin' it Up / Love Sick / Not Here With Me / Hey Babe / Right Now / Once Bitten Twice Shy / How / Make My Day / Holding On / Eye To Eye / Love Of My Life / Against The Wind **/ Reminiscing **/ I'm The One **/ Holy Water **
Mamma mia, che album!!! O meglio che compilation! Non sto a prolungarmi su questo eccellente combo musicale poichè ho già scritto due recensioni sotto, parlando del loro nuovo album in studio. Questo invece esce giusto giusto nel periodo natalizio e quale miglior regalo per se stessi oppure per un amico che –magari- non conosce bene i Terra Nova, di fargli questo ‘Best of ...' come regalo??? Attenzione questo best pesca veramente il meglio dalla discografia dei nostri, e che canzoni!! Ma la vera chicca del cd in questione sono le (ben!!) CINQUE tracce inedite che provengono dalle session in studio dell'album ‘Break Away' (1997), ma mai pubblicate. Ragazzi....cinque canzoni che non pubblicarle sarebbe stato peccato mortale e che da sole valgono l'acquisto a occhi chiusi di questa succulenta compilation. Le song inedite sono quelle sopra elencate nella tracklist con doppio asterisco. ‘I Wanna Know' è un hard'n'roll song pulsante ed elettrica che vi farà saltare sulla sedia per ritmo e corposità! ‘Against The Wind' è un piccolo capolavoro: inizio acustico con chitarre che cesellano un riff-working pauroso e ammaliante, la voce del singer stupenda dona al pezzo una carica di pathos allucinante, per poi sfociare nella seconda parte elettrica. Sembra di ascoltare i grandi Tesla degli esordi. Da precisare che oltre alle vocals di Fred Hendrix abbiamo delle chorus line d'eccezione. Capolavoro. ‘Reminiscing' è un altro bel brano di fm rock e la successiva ‘I'm The One' è una song solare, sprizzante energia e molto orecchiabile. L'ultima inedita, ‘Holy Water' è costruita su una base acustica che però viene stemperata da una pulsante sezione ritmica, e da keybords sempre in bell'evidenza. Cosa dire: i fratelli Hendrix ci hanno fatto proprio un bel regalo!
Roby Comanducci
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CARPTREE
' Man Made Machine '
( Inside Out/Audioglobe )
tracklist: 1. Titans clash aggressively to keep an even score 2. Sunshine waters 3. The weakening sound 4. Tilting the scales 5. The man you just became 6. Man Made Machine 7. Burn to something new 8. In the centre of an empty space 9. The recipe 10. This is home
Line up: Niclas Flinck: lead vocals, Carl Westholm: piano, synthesizer, vocoder, theremin, choir arrangement
Guest musicians: Ulf Edelönn: all electric and acoustic guitars, bass (6,8,10) Jejo Perkovic: drums, Stefan Fanden: bass (1,2,4,5) baritone guitar (8) Jan Hellman: bass (7) electric upright bass (3) Jan Hellman: bass (7) electric upright bass (3) Jonas Waldefeldt: tamb ourine and percussion (1,2,4,7) background vocals (1,4) Öivin Tronstad: background vocals (2,8,10)
Cia Backman: background vocals (1,2,4,5,7)
Il duo svedese Carptree torna dopo il loro ultimo album Superhero, datato 2002 con un nuovo lavoro Man Made Machine, coadiuvati da una vera band i No Future Orchestra, collaborazione già avvenuta con il precedente Superhero. Confezionano ancora una volta un album raffinato, dalle sonorità prog - sinfonico- romantico - rock. Ottima produzione e curatissimi arrangiamenti rendono i suoni ancora più suggestivi, e intrisi da una melodia ammaliante. Estremamente melodico si ispira ai suoni dei Genesis più romantici, tonalità retrò per queste dieci canzoni. Interessante la miscela dei suoni con parti più rock a quelli più armoniche. Voce gestita con grande personalità e teatralità dall'abile Niklas Flink: belle aperture melodiche, sorrette da ispirata tensione emotiva in un contesto di maturità espressiva. Man Made Machine, è un disco dove ogni sfumatura tecnica interpretativa è di gradevole orecchiabilità, anche se necessita di molti ascolti proprio per apprezzarne il genere un po' particolare, quasi fiabesco, grazie all'uso anche del theremin (strumento inventato nel 1919 da Leonard Theremin. Il suono classico si differenzia secondo i modelli, varia dal violoncello-violino fino a raggiungere caratteristiche vocali. la produzione di questo strumento è stata recentemente riavviata dall'azienda di Robert Moog, e già utilizzato in passato da altri gruppi come i Led Zeppelin in The Song Remains the Same ) presente nel brano In the Centre of an Empty Space, ricca di pathos. Concludendo un disco che va ascoltato con attenzione!
Angeldevil
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TERRA NOVA
‘Escape'
(Frontiers) In assoluto uno dei migliori act musicali di fm/pomp rock in Europa, i Terra Nova tornano dopo circa sei anni dal precedente full lenght album ‘Make My Day' regalandoci un'altra perla di melodic rock d'autore. Con questo nuovissimo ‘Escape' la band dei fratelli Hendrix ( Fred , vocals & Ron , keys) si ripropone sul mercato a testa alta, fiera di un prodotto che farà impazzire tutti gli amanti del settore musicale sopracitato...e non solo. Songs quali ‘Heaven Knows' , ‘la stessa title track, la dicono lunga su come si deve creare, arrangiare e suonare un classico brano di pomp rock. L'opener ‘Long Live Rock'n'Roll' invece è più ‘cattiva' e strizza l'occhio ad un hard rock più corposo, come anche il grintoso riffing di chitarra presente su ‘Sole Survivor'. Dodici songs che si fanno apprezzare per la loro carica di phatos e ammaliano nel loro insieme. I nostri sfoggiano la loro bravura in tutte le ‘sezioni' musicali presenti su questo ‘Escape'. Quella pompous, quella hard rock ma anche in pregevoli fm rock songs molto radiofoniche come la suadente ‘Lonely Is the Night'. Un album da avere assolutamente, capace di caricarvi di adrenalina e al tempo stesso accarezzarvi con guanti di velluto nei suoi momenti più eufonici.
Roby Comanducci
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CHANGE OF HEART
'Trust or Dare'
(Escape Music/Frontiers)
Tracklist: 01. Burned, 02. Farlands, 03. Desperate heart, 04. Hold on, 05. Falling from the world, 06. Truth or dare, 07. Don't cross the line, 08. Taking my time, 09. Keep on believing, 10. I will remember you, 11. Never fall
Line up: Alan Clark (Vocals/ Bass) Dave Chapman (Keyboards) John Footit (Guitars) Pete Jupp (Drums) Steve Overland (Back. Vocs) Steve Morris (Acoustic Guitars)
Terzo album per gli inglesi Change of Heart che confezionano un album più che buono con sonorità in stile melodic rock di buona qualità, in cui ciò che conta è il mood globale di ogni brano, la cura del songwriting nel pieno rispetto dei canoni classici, vale a dire gran cura per gli arrangiamenti, ritornelli corali e immediati, perizia esecutiva, raffinatezza e gusto fin nei dettagli. Ottima produzione da parte di Overland e Morris. Trust or Dare , questo il titolo contenente undici canzoni corpose e mai noiose, suonate con passione. Da notare nella line up la presenza di Pete Jupp (FM) alla batteria, Chris Overland ai cori e Steve Morris alla chitarra. Un album che si fa apprezzare durante l'ascolto per il groove, gli assoli di chitarra, e il magico suono delle tastiere. La voce calda di Alan si snoda tra melodie che sprigionano feeling fin dal brano d'apertura Burned, all'ultima traccia Never fall, avvolgente e di grande intensità, note sognanti per un brano particolarmente affascinante. Un disco che consiglio per la bellezza delle canzone e per la bravura di questi musicisti.
AngelDevil
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AA.VV.
‘ Rock Ballads Vol. 6 '
( MTM/Frontiers )
Tracklist:
01. TNT - What A Wonderful World (forthcoming album "All The Way From The Sun")
02. RADIOACTIVE - This I Promise You (forthcoming album "Taken")
03. JAY MILES - Grandpas Chair (recent album "9 Hours")
04. CHRIS ANTBLAD - I'll Find My Way (previously unreleased)
05. SHY - Ill Be Home Tonight (recent album "Sunset And Vine")
06. SILVER - Wouldnt You Agree (recent album "Gold")
07. DARE - Storm Wind (recent album "Beneath The Shining Water")
08. STRYPER - Wait For You (recent album "Reborn")
09. MARTIE PETERS GROUP - Takes Some Time (recent album "Martie Peters Group")
10. HEARTPLAY - Bridges Burning (recent album "Where The Deadends Meet")
11. RETURN - Holy Water (recent album "Return")
12. NORTHERN LIGHT - Wherever You Go (recent album "Northern Light")
13. EDGE OF FOREVER - A Deep Emotion (recent album "Let The Demon Rock NRoll")
14. NOVAK - Carry On (recent album "Forever Endeavour")
15. BROKEN BLUE - This Time (recent album "The Waiting")
16. PEO - Cant Bring Me Down (recent album "Look What Ive Started")
Arriva finalmente un'altra bella compilation che la MTM propone agli amanti delle ballad Rock Ballad Vol.6 , esce nel periodo più adatto. Quale stagione se non l'autunno, e l'inverno per gustarsi le più belle romantiche ballads in stile hard rock, AOR se non novembre? Avrete a disposizione ben sedici brani, oltre settantatré minuti per lasciarvi cullare dalle note più calde, in compagnia della vostra/o partener o per rilassarvi dopo una giornata frenetica. Immaginatevi un'atmosfera ricoperta da fiocchi di neve..mentre ve ne state al calduccio ad ascoltarvi queste canzoni…spettacolare come la prima canzone, è una vera chicca la cover della straconosciuta e meravigliosa What A Wonderful Worl, di Luois Armostrong interpretata dai bravissimi TNT (inclusa nel nuovo cd "All The Way To The Sun") le altre due inedite This I Promise You, dei Radioactive (anch'essa disponibile a breve nel nuovo album "Take") e l'inedita I'll Find My Way di Chris Antblad, inclusa unicamente nella release in questione. Note romantiche suonate da artisti straordinari. La presenza di nomi importanti come Shy, Silver , Dare, Stryper e tanti altri che ci fanno sognare con sognanti melodie.Interessante anche la presenza degli italiani Edge Of Forever. Lasciatevi conquistare da queste rock ballad intrise di romanticismo e classe. Un disco perfetto da regalare e ovviamente da regalarvi!
AngelDevil
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FIRE TRAILS
‘Third Moon'
(Valery Rec.)
tracklist: Third Moon, Spaces and Sleeping Stones, Fighter, Brave Heart, Sailor and Mermaid, Reaching For The Sky, Silent Heroes, God of Souls, Stronghold, Freedom Tribes, Wise Man Tale.
line up: Vocals: Pino Scotto Guitars: Steve Angarthal Keyboards: Larsen Premoli Bass: Frank Coppolino Drums: Mario Riso tracks (1/2/4/5/12) .& Tato tracks (3/6/7/8/9/10)
Parlare di Pino Scotto è come parlare di una leggenda, una leggenda in musica, un rocker, probabilmente ‘IL rocker' italiano più tosto, più agguerrito, e soprattutto più vero. Lo dimostrano gli anni di onorata carriera musicale sempre ad alti livelli, lo dimostra il fatto che è stato il pioniere dell'hard & heavy nella nostra penisola, lo dimostra il fatto che nel 2005 è ancora qui ‘on the road' a sfornare album eccellenti che portano avanti un discorso musicale molto forte, molto intenso. Pino è da sempre stato un artista particolare: la sua inconfondibile voce ha marchiato a ferro e fuoco i grandi album dell'heavy metal band italiana per antonomasia, i Vanadium, e nessuno come lui può dire , io c'ero, ho sudato, ho lottato, ed ora sono ancora qui a vivere intensamente la mia musica componendo quello che voglio incurante degli stereotipi musicali e freddi trend modaioli del momento. Pino Scotto è quindi un esempio da seguire per chiunque voglia definirsi rocker. La sua musica è sempre stata gaudio per tantissimi fans non solo in italia ma anche all'estero, dove il nostro vocalist è conosciuto e molto apprezzato. Questo che ho tra le mani è il suo nuovissimo full lenght album in studio come Fire Trails. Accompagnato da superlativi musicisti il nostro ci regala un album che è di base un concept, narrante la storia, i momenti, l'evoluzione / maturazione dell'individuo-uomo dalla gioventu' fino alla maturità adulta, ma la cosa più interessante è che pur essendo un concept ogni canzone ha la sua spiccata personalità e si evita quindi quella noiosa sensazione di ‘complicatezza' strutturale che spesso è la rovina di molti concept album. ‘Third Moon' è un grande album di incontaminato, sano, robusto e sanguigno hard rock.. Un cd sullo stile del R.J Dio di ‘Holy Diver' e dei Rainbow di ‘Straight Between The Eyes', praticamente un album roccioso ma al contempo carico di phatos e feeling. Undici tracce tutte interessanti e senza cali di tono, song che eletrizzano ma fanno anche pensare e viaggiare con la fantasia. Come non rimanere estasiati dall' heavy rock dell'opener ‘Third Moon', la speedy ‘Spaces and...', la potente ed intensa ‘Fighter'. Ma anche la bella strumentale (con un brevissimo prologo vocale) ‘Reaching For The Sky' oppure l'epic sound presente su ‘God Of Souls' ed il classico heavy sound stile NWOBHM impreziosito da filtranti partiture di keyboards di ‘Stronghold'....... Ma non esiste un brano ‘clou', qui siamo di fronte ad un lavoro bello nella sua totalità. Una frase estratta dal songwriting della traccia ‘Spaces and Sleeping Stones' dice: “....Dream of rock'n'roll, life of rock'n'roll...' Bene. Questa esemplifica lo spirito di Pino. Lo spirito rock, ma Rock con la ‘R' maiuscola, che ben pochi hanno nel proprio background musicale e -soprattutto- culturale. Un album da avere e assaporare nella sua totalità. Ottimo.
Roby Comanducci
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GREEN
'Of Love and Soul'
(Frontiers)
E' sempre un enorme piacere poter recensire cd eccellenti made in italy. Visto e considerato l'oramai saturo mercato estero, e quello italiano anch'esso saturo ma non eccezionale in fatto di rapporto qualità/quantità, uscite discografiche come questa seconda fatica in studio dei fiorentini Green è letteralmente una sana boccata d'aria fresca. Il loro debut ‘Life' risale a due anni fa, e già si trattava di un eccellente full lenght album di ottimo rock a tinte progressive con composizioni tutte sopra le righe. Adesso sfornano questo seguito ‘Of Love and Soul' che si colloca un gradino sopra il già buonissimo esordio. Soprattutto il sound sterza verso arrangiamenti più hard rock, soluzioni musicali leggermente più dure e meno progressive rispetto a ‘Life'. Questo è un classico disco di melodic hard rock, a volte più ‘radiofonico' altre volte più ‘tecnico', ma sempre e comunue ricco di feeling e phatos. Lo dimostra subito l'opener ‘Receive Me', dedita ad un Fm rock di puro stampo americano e impreziosità da un breve ma ‘ficcante' solos di chitarra. Anche la seguente ‘Fight For Truth' è un gaudioso pop rock mentre la terza traccia è una melodic song a tutto tondo con chorus line e arrangiamenti ad ampio respiro, keyboards molto pompous ed un ritornello che si ricorda subito al primo ascolto. Più ‘hard - settantiano' il taglio musicale della bella ‘Hate Me', mentre le acque si calmano nuovamente con il pop rock di ‘There's No Wind', mentre tinte ‘progressive' si mescolano ad un fm rock nella successiva ‘No Return Journey'. ‘Baby Tell Me Why' segna la matrice progressive rock del quintetto, ma il tutto è sempre stemperato da un ottimo guitar work, decisamente ‘hard' per definirlo prog. ‘One Day' è un'altra eccelsa song dedita ad un rock radiofonico e sempre impreziosita dalla bella voce del singer Fabrizio Pieraccini mentre ‘One Day' è una classica ballad molto intrigante nel suo incedere. Per concludere la title track di ben nove minuti di durata! Un brano che mixa tecnica e riff hard rock ad arrangiamenti prettamente pompous – symphonic rock, da segnalare la parte centrale del brano (ma che poi si protende sin verso la fine) con l'intensa ed espressiva cavalcata strumentale – il kayboards work ricorda i Signori EL&P, con le dovute proporzioni. Per concludere non mi resta che levarmi il cappello di fronte a cotanta bravura ed espressività tradotta in musica. Visitate il loro sito www.thegreen.it ...Ah dimenticavo, il cd contiene tre file Mp3 e ben due video inclusi!!
Roby Comanducci
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LEGS DIAMOND
'Diamonds are Forever'
(Aor Heaven/Frontiers)
Tracklist: 1 Don't Turn Away, 2. Time Will Never Change, 3. Good Time, 4. King Of Speed, 5. Trouble, 6. This Time Around, 7. Let It Go, 8. Will You Remember, 9. Rain Down, 10. Loneliness, 11. Get You Home, 12. Change (bonus track) 13. For All We Know (bonus track)
Line up: John Levesque(vocals)Mike Prince ( keyboards )Roger Romeo (guitar) Adam Kury (bass) Jeff Poole (drums)
Un gran ritorno dei leggendari Legs Diamond, band hard rock storica, purtroppo dimenticata da molti formata da talentuosi musicisti, possono essere annoverati tra i persecutori di questo genere musicale. Discografica di tutto rispetto, dal loro primo album Legs Diamond, datato 1977 seguiti dagli altri nove, all'ultimo Unicum Diamone del 1999. Oggi dopo questa lunga assenza si ripresentano con un album valido. Nuovo singer nella formazione storica, John Levesque (ex-SHOUT, WILD HORSES, MONTROSE) ottima voce dall'ugola carismatica. Fin dalla prima canzone si apprezza la raffinatezza delle melodie, e il suono pulito arma vincente dei Legs Diamond. Il terzo brano presente Good Time, sound all'AC/DC, ricorda molto lo stile della band australiana, per darvi un idea vi piace TNT degli AC/DC? Bene! Good Time, ha la stessa carica, molto ballabile, i rockers ne saranno travolti con facilità. Il suono delle tastiere apprezzabile in Will You Remember, spicca maggiormente la bravura di Mike Prince. Tredici tracce molto belle, ognuna con la sua importanza, difficile dare un giudizio su quale possa essere la più bella, tutte hanno qualcosa di speciale, dai riff di chitarra in puro muscle-rock style, alla timbrica vocale, al suono della tastiera straordinaria come nella magica For All We Know, brano strumentale, sarete travolti dalla bellezza soft di questa melodia, ogni vostra tensione scomparirà, vi arrenderete alla delicatezza delle note come fossero carezze e abbracci. Ho ascoltato quest'album così, e mai risultare noioso, dopo i ripetuti ascolti, anzi.. sempre più gradevole. Un album che vale come un diamante, come i Legs Diamond degli anni d'oro, permise loro di guadagnarsi il curioso appellativo di “Deep Purple d'America”. Un ottimo rientro per loro, confezionando un album straordinariamente di puro hard rock incontaminato!
AngelDevil
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TRAMPS WHITE LION
‘ Rockin' the U.S.A. '
( Frontiers ) Traclist: CD 1: 01. Lights And Thunder, 02. Hungry, 03. Lonely Nights, 04. Love Don't Come Easy, 05. Broken Heart, 06. Fight To Survive, 07. Cry For Freedom, 08. You're All I Need, 09. Little Fighter CD 2: 01. It's Over, 02. Living On The Edge, 03. Tell Me, 04. Wait, 05. Lady Of The Valley, 06. When The Children Cry, 07. Radar Love
Line up: Mike Tramp (vocals) Jamie Low (guitars) Claus Langeskov (bass) Troy Patrick Farrell (drums) Henning Wanner (keyboards)
Mike Tramp dopo lo scioglimento dei White Lion nel lontano1991 si è ricostruito una carriera formando i Freak Of Nature, e avviando un progetto solista. Oggi ritorna alla ribalta con nuovi musicisti creando i Tramps White Lion. La nuova formazione vede artisti provenienti da diverse nazioni, Mike e il bassista Claus Longwood danesi, il chitarrista Jamie Law australiano, il batterista Troy P. Farrell americano e il tastierista Henning Wanner tedesco. Questo doppio disco è un mix di vecchi successi estrapolati dal tour Rockin' the U.S.A., e mixati dal bravissimo Michael Wagener. La scelta di Tramp di non pubblicare un album con nuove canzoni è stata semplicemente perché in passato non ha mai fatto un disco live, e ha deciso di presentare la nuova band al pubblico con le più belle song suonate nel loro tour nei mesi di febbraio e marzo 2005. Apprezzabile live sia per la scelta delle canzoni che tutti ricordano come le più belle: dalle ballad alle più accattivanti, suonate al meglio, e rivivendo durante l'ascolto le melodie che tanto hanno fatto scalare le classifiche col mastodontico Pride. Rockin' the U.S.A., è un concentrato d'atmosfere diverse, grinta, e riflessioni, basta ascoltare la bellissima When The Children Cry , Wait , due successi che arrivarono rispettivamente al terzo e all'ottavo posto della classifica dei singoli più venduti in America. Riscoprirete le sensazioni che queste sedici canzoni ci hanno regalato. Ascoltando questo live vi assicuro che avrete una voglia matta di vedere e sentire la nuova formazione in un concerto. Questa testimonianza live la consiglio a tutti gli amanti dell'hard rock. I nuovi Leoni Bianchi sono più ribelli e più accattivanti che mai e lo scoprirete in questo doppio live.Da avere assolutamente!
AngelDevil
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NASHIVILLE PUSSY
‘Get Some'
(SPV/Audioglobe)
Tracklist: 1. Pussy Time, 2. Come On, Come On, 3. Going Down Swinging, 4. Good Night For A Heart Attack, 5. Hate And Whiskey, 6. Lazy White Boy, 6. Lazy White Boy, 7. Hell Ain't What It Used To Be, 8. One Way Down, 9. Raisin' Hell Again, 10. Atlanta's Still Burnin', 11. Nutbush City Limits, 12. Meaner Than My Mama, 13. Snowblind
Line up: Blaine Cartwright (vocals, guitar) Ruyter Suys (guitar, background vocals) Karen Cuda (bass instrument, background vocals) Jeremy Thompson (drum)
Gli americani Nashiville Pussy sono tornati! S ì proprio loro, con il loro rock trasgressivo, centrano in pieno il bersaglio con il nuovo album, quarto della loro carriera , dal titolo Get Some . Registrato nella loro città natale Atlanta, in Georgia, con il leggendario produttore Daniel Ray (Ramones, Raging Slab). Cari miei , ascoltare un album di questa band sarà come: catapultarsi da un treno in corsa, fare bungee jumpy, avrete l'adrenalina a mille . A ssistere ad un loro live? E' elettrizzante come il suono della chitarra, e per i maschietti è qualcosa di più, già perché le due donzelle Sysy (chitarra) e Karen (basso) la sanno molto lunga, già le due pussy.. eh eh le loro esibizioni le fanno quasi nude, reggiseno trasparente, grinta, e tanto rock'n roll nel loro caso provocante, graffiante, sporco, fottuttissimo rock 'n'roll! Si parte subito con Pussy Time, testo diretto senza giri di parole, l'esplosione delle prime note più che accattivanti, riff veloce, energetico ed eccitante. Segue Come On, Come On, ottima per le serate in discoteca, vi farete trasportare dalla rabbia e potenza, muoversi e ballare è la parola d'ordine. Tredici canzoni che ti spiazzano! Bellissima scelta per le cover presenti: Nutbush City Limits , di Ike & Tina Turner e Snowblind, dal mitico primo disco solista di Ace Frehley dei Kiss del 1978. Ospite d'eccezione Rick Richards dei Georgia Satellites inconfondibile i suoi riff. Un disco che lascia la giusta adrenalina che ci vuole per un duro e sporco rock ‘n roll, la voce di Blaine Cartwright, paragonabile al Jack Daniels: forte, potente, cattivo e rude, il suono della chitarra di Ruyter Suys: tagliente e provocante, la batteria di Jeremy Thompson: potente, veloce che pulsa all'impazzata, e infine il suono prepotente della bassista sexy Karen Cuda . Un disco esplosivo come un liquore, il suo nome? Sex Drugs and Rock 'n' Roll! Gli effetti? Dipendenza d'adrenalina causata con l'ascolto di Get Some ! Gradazione alcolica ? NASHIVILLE PUSSY ! Fossi in voi correrei subito a comprarlo!!!
AngelDevil
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GEMINI 5
‘Black : Anthem'
(Wild Kingdom)
Tin Star: Vocals & Guitar / Snoopy : Guitar & Vocals / Slim Pete : drums / Hot Rod : bass & vocals
A distanza di due anni dal debutto (escludendo cd single ecc…) ‘Babylon Rockets' ecco il seguito del già citato e fortunato cd d'esordio. Questo nuovissimo ‘Black:Anthem' è sicuramente un passo avanti rispetto alla media di uscite discografiche di questo settore e, insieme ai già recensiti Enemy Swe, va a collocarsi nel gotha di uscite street/glamour di questo prolifico anno musicale. La band di Tin Star è assolutamente originale, e questa è la sua vera forza: grande carattere, suoni grezzi con chitarre sature e un ‘gain pompatissimo', grandi riff ed una voce sicuramente particolare, ammaliante e ‘viziosa' al tempo stesso. In certi momenti i vocalizzi del nostro sembrano rimebrare qualcosa del singer dei Dead or Alive ma soprattutto l'ottimo Manson dell'ultimo (e assolutamente sottovalutato) ‘The Golden Age Of Grotesque'. Sonorita presenti in songs quali ‘Mobscene' possiamo ritrovarle in alcune tracce di questo album dei Gemini 5. Poi la caratteristica di Star è quella di sapere interpretare la canzone dandole un ‘taglio magnetico', viziato. Interessanti anche gli arrangiamenti con campionature/synth come opener di certe tracce oppure in rifinitura, che stemperano la durezza del sound e impreziosiscono la composizione. Un disco da ascoltare tutto di un fiato, per sballarsi e divertirsi, un disco capace di fare cantare e ballare, ma anche pensare... Le song tutte di alto livello disegnano un cd sopra le righe. La title track è stupenda; miscela un sound prettamente rock con atmosfere ed un cantato leggermente new wave, dark che strizza l'occhio anche agli HIM. Ovviamente non mancano momenti più ‘rockeggianti' quali ‘Insane Is Sane' oppure ‘Second II None' e quindi l'album può soddisfare molti utenti. Comunque, non fatevi sviare dalle mie comparazioni con artisti non propriamente rock'n'roll oriented, anche perchè nella sua totalità questo ‘Black:Anthem' trasuda selvaggio rock, certamente non viscerale ma molto interessante e carico di adrenalina. Per tutti.....da avere assolutamente, una delle migliori uscite del settore!!!
Roby Comanducci
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DEEP PURPLE
'Rapture of The Deep'
(Edel Records)
Tracklist: 1. Money Talks, 2. Girls Like That, 3. Wrong Man, 4. Rapture Of The Deep, 5. Clearly Quite Absurd, 6. Don't Let Go, 7. Back To Back, 8. Kiss Tomorrow Goodbye, 9. Mtv (bonus track solo nella limited edition)10. Junkyard Blues,11. Before Time Begin
Line up: Ian Gillan (vocals) Steve Morse (guitrar) Don Airey (keyboards) Ian Paice (drums) Roger Glover (bass)
Formati nel 1968 dal chitarrista Ritchie Blackmore e dal tastierista Jon Lord, esordirono con l'album Shades. Oggi dopo trentasette anni di carriera e venti album, arriva l 'attesissimo nuovo lavoro dei Deep Purple, e con lui anche i più storici elementi di questa band. Ian Paice, Ian Gillan e Roger Glover, tre componenti della leggendaria formazione di Machine head , di Made in Japan e di Smoke on the water. Hanno rappresentano e rappresentano ancora uno dei gruppi fondamentali dell'hard rock: insieme ai grandi Led Zeppelin, sono una pietra miliare del rock che tutti ricordano anche per la famosa copertina dell'album In Rock , nella cover è raffigurato un simil-monte Rushmore, dove scolpiti nella pietra, anziché i volti dei quattro presidenti americani, vi sono i testoni con rispettive lunghe chiome dei giovani (al tempo!) musicisti. Con questo disco scolpiscono in modo decisivo il loro nome nella memoria di tanti rocker. Rapture Of The Deep è proposto anche in edizione limitata in un originale confezione metallica con l'aggiunta di una bonus track Mtv, decisamente molto raffinata questa confezione, un vero gioiellino. Money Talks, brano d'apertura seguito da Girls Like That, rendono già l'idea di quel che sarà l'intero album: hard rock con sfumature blues accompagnate da melodie raffinate. La voce di Ian Gillan è straordinaria nella sensuale e ipnotica tittle-track Rapture Of The Deep, vi sembrerà d'essere circondati da danzatrici del ventre, l'atmosfera profumata da essenze profumate…se state ancora sognando ora vi sentirete in paradiso con la bellissima C learly Quite Absurd, ballad d'eccezione. Travolgente come le note e la voce di Ian, l'emozione aumenterà ad ogni ascolto, se avete la scatola di kleneex è il momento di tenerla molto vicina mentre ascolterete questa song. L'atmosfera si ravviva con Kiss Tomorrow Goodbye, trascinante e accattivante come molti vecchi successi dei nostri Deep Purple, così come la conclusiva Before Time Begin . Un disco che ci riporta indietro nel tempo grazie a questi straordinari musicisti, con le loro canzoni e con queste nuove sono e saranno per sempre i Deep Purple, i maestri delle emozioni e della storia del mondo musicale. Che cosa dirvi in più..le parole non servono per commentare questo disco, l'ascolto è la risposta di un regalo che hanno fatto a tutti noi con queste nuove emozionanti undici tracce che sanno come sempre di vera passione. Un album da avere assolutamente!!!
AngelDevil
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BRUCE TURGON
'Outside Looking In'
(Frontiers)
Line up:
Bruce Turgon, vocals, bass, rhythm guitar, keyboards Denny Carmassi, drums (Heart / Whitesnake / Foreigner / Montrose), Rocket Ritchotte, lead guitar (David Lee Roth / Stan Bush / Cher / Rick Springfield), Scott McKinstry, lead guitar (Lou Gramm Band), Ronnie Montrose, lead guitar, Ricky Philips and Tom Gimbel on backing vocals.
Bruce trattasi di uno dei più prolifici e validi song writers del panorama hard rock melodico mondiale. Se poi aggiungiamo la sua calda e suadente timbrica vocale ed anche le sue apprezzate doti di strumentista al basso e tastiere, non possiamo che toglierci il cappello e dare atto di tanta arte e cultura. La sua longeva carriera, spesso in compagnia dell'amico Lou Gramm coi Foreigner e non solo (ricordatevi, tra le altre cose, che 9 canzoni su 10 del debut album dei gloriosi Shadow King, sono sue e di Gramm!!). Nonostante questa intensa attività collaboratore, guest musicians, ma anche membro effettivo di grandi band (Foreigner su titti, ovviamente), il buon Bruce non aveva mai varcato la soglia del disco solista. Quindi, ecco qui davanti ai nostri occhi questa piccola parla di melodic rock intitolata ‘Outside Looking In' per dimostrare che Turgon ci ha alla fine regalato un suo personalissimo full lenght album. E che album. Grandi arrangiamenti, una line up stellare (leggete sopra), un'interpretazione vocale (la sua..) a dir poco stupenda e dodici song capaci di caricare di adrenalina ma anche farsi amare per phatos, feeling e carisma. Tutte interessanti ma se proprio devo....il pompous rock presente su ‘Walk Thru Fire' e ‘Pleasure Dome' sono da ‘pelle d'oca'.... Amanti del grande rock, accorrete e fate vostro questo dischetto!!
Roby Comanducci
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SEVENTH KEY
'Live In Atlanta '
(Frontiers)
Che dire….io non sono mai stato attirato dai live album, tranne alcune eccezioni ovviamente. Ho sempre preferito ‘vedere' dal vivo le band oppure ‘sentirle e vederle' in una vhs prima ed ora in un bel dvd. Non so, ma i live album , spesso, non riescono a trasmettermi la giusta adrenalina. C'è da dire che, sovente, i live cd vengono ‘un pochino riarrangiati e corretti' e quindi si pèerde molto della carica rock della band in questione. Senza ombra di dubbio nella storia dell'hard & heavy ci sono stati album live divenuti poi pietre miliari, qualche esempio? Beh, ‘Live In The Heart Of the City' by Whitesnake, ‘Alive' dei mitici Kiss, ‘Gonzo' live di Ted Nugent, ‘Made in Japan' Deep Purple…Ma questi non sono live, sono opere d'arte da incorniciare…..In ogni caso veniamo all'attualità e parliamo del dischetto che è sotto ‘tiro' per questa mia review. Sto parlando ovviamente del concerto dal vivo ad Atlanda della ‘mostruosa' (in senso buono ..) creatura musicale del grandissimo bass player dei mitici Kansa, Billy Greer. Il nostro, con questa band ha già sfornato album da ‘capogiro' autentici concentrati di hard rock pompous & tagliente al tempo stesso. Questa volta invece ci regala un bel dischetto composto da 15 songs delle quali 3 bonus track in studio. L'album gode di una buona registrazione e si respira il ‘live' non essendo , a mio avviso, un live album artefatto o ‘corretto'. Ok, non paragoniamolo agli esempi di cui sopra, quelli sono gioielli, però anche in questo ‘Live In Atlanta' si riesce ad estrapolare emozioni, e non è certamente cosa di poco conto. Nell'album si ripercorrrono le song dei due precedenti full legnht cd in studio ( ‘Seventh Key' e ‘The Raging Fire') e la band dal vivo sforna tutta una speciale ‘maestria' e abilità che solo i grandi riescono a dare. Non potrebbe essere altrimenti quando i nomi corrispondono a Terry Brock (guitar, backing vocals), Pat MacDonald (drums) , Mike Slamer (guitar, keys, bass), David Manion (keys) ed ovviamente il leader Billy Greer (vocals & bass). Da segnalare ospiti di lusso tra cui un cero mr Robby Steinhardt (violino e vocals) che i Kansas fans conosceranno moooolto bene!! Un album consigliato a tutti, per assaporare la vera maestosità e potenza, ma anche intensa melodia che il grande hard rock sa regalare dal vivo.
Roby Comanducci
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KICK AXE
‘Rock The World'
(MTM Classix)
Tracklisting: 1. Rock the World, 2. The Chain, 3. Red Line, 4. Devachan, 5. Warrior, 6. We Still Remember, 7. Great Escape, 8. Medusa, 9. The Dark Crusade, 10. Magic Man, Bonus track: 11. Piece of the Rock
Line up: George Criston (vocals) Larry Gillstrom (guitars and keyboards) Brian Gillstrom (drums and percussion) Victor Langen (bass, symphonic fuzz bass and keyboards)
Kick Axe band canadese all'attivo quattro album: Vices primo lavoro datato1984, seguito da Welcome To The Club 1985, Rock The World 1986 terzo album, e ora rilanciato con questa ristampa, per l'occasione con un bonus track. George Criston fondatore di questo progetto attualmente non è più un elemento dei Kick Axe, sostituito da Gara Langen nel loro ultimo lavoro Kick Axe IV datato 2004. Rock The World , un disco che suona anni ottanta, ovviamente con sonorità epiche dell'hard rock. Grandi musicisti, come i due fratelli Gillstrom classe e raffinatezza, la voce di George Criston straordinaria e travolgente spicca nella bellissima Warrior, enfatica e sensuale. Ottima interpretazione per The Chain, cover dei Fleetwood Mac. Difficile scartare delle song, hanno tutte le loro particolarità, dalle belle trame vocali, e dai suoni curati da ogni elemento. La chitarra di Larry parla con i suoi riff, la batteria e il basso che si fanno sentire con padronanza nell'epica Devacha. Un a lbum gradevole, che cresce con gli ascolti e che sebbene non sia una novità ci riconsegna un gruppo dal sound maturo, di vecchia data, che avrebbe meritato negli anni d'oro del nostro genere certamente maggiore fortuna.
AngelDevil
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BRIDES OF DESTRUCTION
‘Runway Brides'
(Mascot Music Production and Publishing BV)
Tracklist: 1 . Aunt Biente, 2. Lord OF The Mind, 3. Dead Mans Ruin, 4. Criminal, 5. This Time Around, 6. White Trash, 7. Brothers, 8. Never Say Never, 9. Blown Away, 10. Porcelain Queen, 11. White Horse, 12. Tunnel Of Love, 13. Dimes In Haven
Line up: Tracii Guns (guitar) Scot Coogan (drums) Scott Sorry (bass) London LeGrand (vocalist)
Tornano i Brides Of Destruction! Band fondata da Nikki Sixx, oggi nuovamente nei Motley Crue . Dopo il loro primo album Here Come The Brides, dimostrano di farcela anche senza il bassista, sostituito da Scott Sorry . Capitanati da Tracii Guns (ex- L.A. Guns) che in Runaway Brides collabora per la prima volta con un produttore d'eccezione come Andy Johns (Led Zeppelin, Rolling Stones, Free etc.). Nulla di innovativo, semplici ingredienti per un sano rock duro che solo musicisti di grande caratura sanno offrirci. L'esperienza è il comune denominatore che amalgama i componenti di questa formazione con base a Los Angeles. Un album alimentato dai riff di chitarra di Tracii Guns. A ccattivante e veloce questi gli ingredienti per la maggior parte delle song presenti, come Dead Mans Ruin, suonata da un set irruente; che placa l'accelerazione con un groove meno tirato come le più lente e belle Criminal, Never Say Never, Porcelain Queen. Un disco godibile, di certo non eccezionale o impedibile, ma lo stesso in grado di placare la fame di un nuovo lavoro firmato Brides Of Destruction.
AngelDevil
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PETER & THE TEST TUBE BABIES
'A Foot Full Of Bullets'
(Locomotive Rec. / Frontiers)
Tracklist: 1. My Unlucky Day, 2. Driven To Beers, 3. Minor Celebrity, 4. Ye Olde Pub Rocker, 5. Haves And Have Nots, 6. Smiling Through The Tears, 7. Foot Full Of Bullets, 8. The Mistress, 9. Distorted View, 10. Still Love The Pub, 11. Traffic Jam Man, 12. All About Love
Line up: Peter Bywaters (Vocals) Derek 'Del' Greening (Guitar) Paul H (Bass) Caveman Dave ( Drums)
Nati nel 1978 gli inglesi Peter & The Test Tube Babies , per volontà del cantante Peter Bywaters hanno esordito con Banned from the pubs, un titolo che riflette la loro attitudine alcolica, confermata dall'album di debutto, Pissed & proud , piccolo successo delle classifiche indie britanniche. La loro carriera è proseguita per parecchi anni e i quattro possono vantare una discografia monumentale, grazie ad un'intensa attività live, il gruppo si è mantenuto ad alti livelli di popolarità. Sono una vera istituzione della musica punk britannica. Peter Bywaters con i suoi nuovi membri ha registrato e mixato Foot Full Of Bullets, in sole quattro settimane. Le prime note cari miei che sentirete appena inizia questo CD… eh eh saranno quelle della marcia nuziale, 12 secondi e vi sentirete come degli sposini, catapultati in questo brano My Unlucky Day d'impatto, l'adrenalina aumenterà, per la carica che trasmette. Il vero matrimonio in questo Foot Full Of Bullets, è quello delle sonorità punk, rock e interessanti sfumature composte da una miscela di Rockabilly. La batteria è la protagonista per la maggior parte delle canzoni, rullate e doppio pedale si fanno sentire. Interessante Foot Full Of Bullets, voce roca e grezza per questa interpretazione da parte di Peter Bywaters, un cantato quasi parlato per questo brano, davvero intrigante questa canzone, di quelle toste! I Peter & The Test Tube Babies , riescono a trasmetterti tanta di quella adrenalina che sfido chiunque riesce a restare fermo, catapultandoti in melodie più morbide, grazie a riff di chitarra più soft. Bellissima anche All About Love , si può definire una ballad, considerata la potenza di tutte le altre, regalando una piccola sorpresa: il brano finisce …alcuni minuti di silenzio totale ed ecco arrivare un pezzo fantasma per chiudere un album intriso d'energia. R iescono a creare un "effetto sorpresa" tale da stupire sia i nuovi sia i vecchi ascoltatori. Per questo le inevitabili grandi aspettative che si ripongono ogni volta che un "gruppo storico" esce con un nuovo lavoro stavolta non sono deluse. Un album che si evolve a tal punto che saprà far impazzire tanto un ascoltatore esigente quanto un passivo ascoltatore.
AngelDevil
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TNT
‘All The Way To The Sun'
(MTM/ Frontiers)
Profumi di un tempo andato che riaffiorano dalle canzoni di questo vero e proprio pasterpiece che i norvegesi maestri del hevy rock melodico ci hanno regalato. Stiamo parlando ovviamente dei mitici TNT, autori di quel superbo lavoretto dal nome ‘Tell no Tales' ( anno 1987...) edel successore ‘Intuition'..... E la cosa più bella è che non hanno mai smesso di sfornare album tra i quali cito il penultimo (targato 2004) ‘My Religion'... Ma con questo nuovissimo ‘All The Way To The Sun' i nostri toccano altissimi vertici tecnico /compositivi e soprattutto eufonici. Ebbene si, la band del lead vocalist Tony Harnell e del guitar hero Ronni Le Tekro mettono in questo disco tanta di quella passione e feeling che possiamo solo RINGRAZIARE questi signori musicisti di essere nati ed avere continuato imperterriti per la loro strada musicale. Un disco, questo ‘All The Way...' superbo nella sua totalità. Disintegrante l'opener ‘A Fix' e grandissima e ricca di armonie in puro Tnt sound la seguente ‘Too Late' , ascoltatevi il breve ma intenso solos di chitarra!!La bellissima ed espressiva voce di Tony si mette in bell'evidenza nella pomp rock song ‘Driving' ma il ‘non plus ultra' lo ritroviamo nella bellissima title track. Potenza, grinta, originalità, armonia: questo è il grandissimo connubio musicale di questa stratosferica song, che racchiude il classico stile di questa band. Mi risulta difficilissimo menzionare altre canzoni, poichè questo album è, dai tempi di ‘Intuition' il miglior platter di Harnell & company. Il tutto, ovviamente, sempre coadiuvato da un guitar work mai esagerato ma puntuale, tecnico ed espressivo di Ronni, da sempre il sigillo del sound di questa gloriosa band che, a tutto tondo, mantiene ancora lo scettro di leader nel loro settore musicale. L'acquisto del cd??? Obbligatorio!!!!!!
Roby Comanducci
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KING'S X
‘Ogre Tones'
(InsideOut/ Audioglobe) Cosa dire cari ragazzi. Questo trio Texano che diede alle stampe il mitico ‘Out Of The Silent Planet' nel lontano 1988 èancora qui a stupirci! Pensate che dopo tutti questi anni la band del guitar player Ty Tabor è in assoluto una delle più innovatite sul pianeta musica di questi ultimi quindici – e forse più- anni. La classe cristallina, tecnica compositiva, ma soprattutto un'innata originalità che gli ha valso la nomea di autentici precursori di stile sono ineguagliabili. Loro, come Rush, Steve Vai, Quennsryche e pochi altri, sono stati capaci di dettare delle regole del rock music world. Il loro sapiente mix di atmosfere hard rock, fusion, progressive, psichedelia e quant'altro (riscontriamo anche musicalità ‘à la Beatles' in certe loro song....figuriamoci') ha da sempre ammaliato miolioni di fans in tutto il mondo. La loro non è solo una sapiente ricerca sonora, poichè le song presenti nei loro dischi, e questo ultimissimo piccolo capolavoro ‘Ogre Tones' non si discosta certamente, sono autentici mix di tecnica e feeling ricchi di phatos e mai asettiche e /o fredde. Quest'ultimo lavoro in studio è ‘pauroso' in senso positivo ovviamente. Non una nota fuori posto, non una canzone inutile. Tredici songs che spaziano e accomunano tutti gli stili di cui sopra, ma tutto miscelato nel comune denominatore che è: il vero e autentico King's X sound style!!! Tutte, ma proprio tutte le canzoni sono eccelse e non so quale consigliarvi. Vi basti pensare che solo l'ascolto della lunga (quasi sette minuti) ‘Sooner Or Later' basta vale l'acquisto del cd. Sette minuti di cui due e mezzo cantati dalla sempre eccelsa voce di Doug Pinnick e i restanti quattro che si sviluppano in un vortice di chitarra e maestosità strumentale al limite tra Pink Floyd e il Satriani di ‘Flying In a Blue Dream'...insomma una chitarra talmente ammaliante e celebrale che non potra non cullarvi in un universo a se stante, dove musica colori e profumi vi eleveranno alla massima potenza. Da ascoltare a volume massimo da soli in una stanza ....guardando il cielo. In assoluto, una delle ‘songs' dell'anno!!!! Grandi, grandissimi King's X.
Roby Comanducci
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OVERLORD'S PERPETUAL
' Overlord's Perpetual '
( Sonic Age Records)
Tracklist : 1. Perpetual , 2. Majesty , 3. Immortal Hymn , 4. Prince of Darkness , 5. Empire of Shadows , 6. The Overlord , 7. I Can´t Wait , 8. I´ll Never Cry Again, 9. Melancholy
Line up: V. Axiotis ( Vocals), Overlord ( Guitars), Bob Katsionis ( Keyboards), Leo Petropoulos ( Bass), F. Benardo ( Drums)
Interesantissimo lavoro questo Overlord's perpetual !!! Primo album per il chitarrista greco dall'inconfondibile talento e dalle forti influenze dello stile Yngwie Malmsteen. Un disco confezionato alla perfezione, sonorità metal dalle tinte neoclassiche. Overlord suona rendendo espressiva la chitarra, fino a farla parlare! Apre il CD Perpetual, brano interamente strumentale, come Empire of Shadows, è la chitarra a farla da padrone in tutte le sue sfaccettature, cari miei qui c'è da leccarsi il plettro! Notevole esecuzione tecnica, testimonia la bravura di questo chitarrista. Splendide melodie che si snodano in riff compatti, potenti e di assoluta precisione. La voce meravigliosa di V. Axiotis è da capogiro nella stupenda e struggente I Can´t Wait, intensa ed enfatica questa canzone ci regala l'emozione di assaporare la dolcezza. Ottimi musicisti per quest'album, notevole la bravura e l'estensione vocale di Axiotis. Che dire? Fin dalle prime note di questo lavoro di pregevole fattura, ci si accorge che si ha a che fare con uno che la chitarra la sa usare, e bene! Facendo diventare la chitarra con la sua tecnica e maestria, il prolungamento del cuore e della sua anima. Mentre si ascolta Overlord's perpetual, si apprezza lo scorrere delle dita sulle sei corde, questo giovane riesce a regalare brividi fino a farti restare con il fiato mozzato per la bravura e la passione che trasmette. E' bello sapere che in giro ci sono giovani talentuosi come Overlord! Visitate il suo web site : www.perpetualband.com
AngelDevil
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EMERALD RAIN
'Sleepwalk'
(Escape Music / Frontiers)
Tracklist: 01 Can't Stop Bleeding , 02 Face In The Mirror, 03 It Ain't Over, 04 Sleepwalk, 05 I Never Knew, 06 Can't Recognize A Thing, 07 Everything Is Broken, 08 See It In Your Eyes, 09 Torn In Two, 10 Miracle
Line up: Murray Daigle (vocals, guitar) Mike Dmitrovic (guitar) Sean Gregory (bass) Lorne Boyle (drums)
Dopo quattro anni dal precedente Perplexed In The estreme, tornano i canadesi Emerald Rain con un nuovo elettrizzante lavoro, Sleepwalk, il quarto della loro carriera, un album incentrato su corpose sonorità hard rock, che rimanda alle cose migliori firmate Murray Daigle, centra il bersaglio con una produzione fantastica (ha già prodotto molti artisti major). Poche le cadute di tono, in un album ricco di spunti vincenti, come Sleepwalk, voce più roca in questa song, l'elemento fondamentale è l'interpretazione di Murray. Sonorità più morbide per le bellissime Torn In Two , e Miracle, due ballad enfatiche di grande effetto, la voce e riff di chitarra ti rapiscono in un viaggio sonoro, si confermano indubbiamente tra le migliori di un album elegante e raffinato. Dieci canzoni ben suonate sullo stile degli eccelsi Harem Scarem. Gli Emerald Rain dopo quasi otto anni dal loro primo album, si ripresentano ancora più attenti ai suoni d'impatto, come l'hard rock richiede, prova superata egregiamente. Cari miei questo è un album che consiglio come l'attento ascolto delle melodie create dal basso, chitarra, batteria e l'intrigante voce ruvida del nostro Murray Daigle.
AngelDevil
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REFUGEE
'Affairs In Babylon '
( MTM )
Tracklist: 01. Affairs In Babylon , 02. Thunder Of Another Night, 03. Listen To Your Heart, 04. Hot Words, 05. Dream On Anastasia, 06. Exiles In The Dark, 07. No Survivors/ No Way Out, 08. Body To Body, 09. Here We Go Again, 10. These Are The Good Times, Bonus Tracks: 11. We All Go Down To The River, 12. Let It Out, 13. Mississippi Side Road (Live), 14. Piano/Drum Feature (Live), 15. Mighty Quinn (Live)
Cari miei quello che sto per recensire è un album in realtà datato 1985! trattasi di una ristampa, ed è stata riscoperta dalla raccolta MTM Classix, offrendo per l'occasione anche quattro bonus track. I canadesi Refugee negli anni '80 erano famosi e conosciuti soprattutto nella loro patria. Nati come Michael Fury Band, dopo un disco di debutto senza successo, cambiò parte della lineup pubblicando questo Affairs In Babylon. L'album si presenta con sonorità tipiche, ovviamente degli anni ‘80. Già dalla prima canzone è impossibile non lasciarsi trasportare dal suono delle tastiere, suonate da Howard Helm, brano profondo, le prime note quasi malinconiche. Le canzoni che seguono ci regalano riff di chitarra che ne disegnano il suono pulito e preciso, con la voce di Myles Hunter che si fondono insieme creando un album da scoprire e d'ascoltare con attenzione, proprio perché è un lavoro datato eight con sonorità pomp rock e con la forte presenza delle tastiere. Apprezzabile le registrazioni live presenti, se ne riscopre la forza e la bravura dei Refugee, interessante il brano Piano/Drum Feature, una bella miscela di suoni: rullate accattivanti, quasi una sfida con la tastiera. L'ultimo brano che chiude questa chicca è Mighty Quinn, cover dei Manfred Mann's Earth Band, una bell'interpretazione per questa canzone che ha fatto la sua storia nel 1978 e, che, cari miei le note torneranno familiari a molti mentre si ascolta. Il pulsare continuo della batteria, del basso, i riff di chitarra, la sensualità delle tastiere e la voce di Myles ti riportano indietro nel tempo piacevolmente..
AngelDevil
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NICKELBACK
' All The Right Reasons '
(Roadrunner Record)
Tracklist: 01 Follow you home, 02 Fight for all the wrong reasons, 03 Photograph, 04 Animals, 05 Saving me, 06 Far away, 07 Next contestant, 08 Side of a bullet, 09 If everyone cared, 10 Someone that you're with, 11 Rockstar
Line up: Chad Kroeger – Voce/Chitarra *
Ryan Peake – Chitarra/Voce
*Mike Kroeger – Basso *
Daniel Adair – Batteria
I canadesi Nickelback sono tornati! Si sono guadagnati il successo grazie alla canzone How You Remind Me, il primo singolo estratto dal fortunato album Silver Side Up , con il quale hanno vinto una nomination come "best record" ai Grammy Awards del 2003. Chad Kroeger e la sua band si ripresenta in grande con un nuovo album All The Right Reasons. Un album potente e tagliente con testi profondi, anticipato dal singolo Photograph. La prima canzone ad aprire questo CD è Follow you home con la presenza di un grande ospite : Billy Gibbons degli ZZ-Top, straordinario il tocco del chitarrista, oltre a suonare la chitarra, canta dividendo il microfono. Bellissima accoppiata la voce roca di Billy con quella di Chad. Oltre a questa song , Billy contribuisce anche in Rockstar. L'intero album è dedicato a Dimebag Darrell, il chitarrista dei Pantera morto l'otto dicembre del '04. Side of a bullet, l'ottava song , è un tributo al chitarrista morto, oltre alla straordinaria interpretazione da parte di Chad Kroeger, la cosa che emoziona è sentire degli assoli suonati proprio da Dimebag Darrell. Prima della sua morte aveva lasciato della registrazioni che il fratello h a mandato a Chad Kroeger, inserite poi nella canzone. Undici tracce intense, dinamiche, accattivanti e suonante alla perfezione. Ottima anche la performance del nuovo batterista; le rullate di doppio pedale notevolmente d'impatto.Ogni canzone è ben eseguita da apprezzare Animals, dal testo originale e la bellissima Far away. Oltre ad una voce accattivante e, credo che sia proprio questa il punto forte del leader del gruppo, oltre alla gran carica ed energia che sa trasmettere con le sue canzoni, stavolta ha creato un album che trasmette il suo amore per la musica. Più scatenato e accattivante che mai, è capace di regalare emozioni. Un album che consiglio anche a chi non è un fans dei Nickelback.
AngelDevil
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ENEMIES SWE
'Behind Enemy Lines'
(Locomotive Music / Frontiers)
Line up: Marco drums, Pontus bass, Andreas guitar, Simon guitar, Ricki vox
Questa sì che è una bella sorpresa, e si chiama ENEMIES SWE. Una band di street rockers proveniente dalla sempre ‘prolifica' scandinavia. Un combo di musicisti dediti ad un grezzo rock'n'roll, che pesca dalla fine degli anni settanta e mixa certe sonorità di metà eighties. Una miscela di potente street'n'roll come i primi Guns di 'Appetite...', senza disprezzare il suono corrosivo del debut degli ‘allora' punk glamour rockers The 69 Eyes con il loro ‘Savage Garden' e le sonorità dei ‘maestri' Hellacopters. Si possono ascoltare anche riff a là AC/DC o refrain alla Aerosmith (quelli più ‘settantiani intendo...). Brani che sono un autentico ‘pugno diretto allo stomaco' come ‘Hay Hay Bye', la violenta opener ‘Enemy', la punkeggiante ‘Have a Way Out', la ‘malata e viziosa armonia' presente su ‘Down By Law and Order'. Manifesto di puro e potente street rock èla stupenda ‘Do It ToThe Muscle Of Love', che da sola vale l'acquisto del cd!!! Non riesco comunque a trovare un brano top, sono tutti in egual misura interessanti e piacevoli all'ascolto. Tutti carichi di adrenalina e, cosa basilare per un album, mai banali o ripetitivi. ‘Behind Enemy Lines' trattasi di un prodotto eccellente che supera di gran lunga tante uscite discografiche di questo settore in questo 2005. Vi è piaciuto l'ultimo lavoro in studio di Hardcore Superstar e Hellacopters? Ok, questo è superiore! Probabilmente, se per almeno una volta fortuna e bravura andranno di pari passo, questi ragazzi potrebbero realmente diventare famosi. La ‘stoffa' c'è, la classe anche ....complimenti!!! Visitate il loro sito www.enemiesswe.com
Roby Comanducci
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SWEDISH EROTICA
‘Too Daze Gone…'
(MTM)
tracklist: ‘Down to Bizniz', ‘Skin on Skin', ‘Fire With Fire', ‘Too Daze Gone', ‘Muscle in Motion', ‘Show a Little Lace', ‘Blue Movies', ‘Terri' + BONUS DEMOS: ‘Break The Walls', ‘Roll Away The Stone', ‘Can You Stand The Heat', ‘Terri', ‘Goodbye to Romance', ‘Open Arms', ‘Love on The Line', ‘Loaded Gun'.
Mamma mia che ricordi ragazzi. Ve li ricordate questi Swedish Erotica dell'omonimo e stupendo debut album uscito nel lontano 1989 ? Furono veramente una stella troppo sottovalutata. La band svedese del poi –futuro- singer di Malmsteen / Treat , Mats Leven era un grande combo di rockers capaci di sfornare uno street rock potente e al tempo stesso ammaliante e ‘viziato', ma mai banale. L'omonimo album trattasi di una delle migliori uscite del settore in quell'anno. Purtroppo, il secondo cd non ha mai visto la luce e la MTM ha ben pensato di pubblicare questo ‘Too Daze Gone...' che praticamente è composto dai brani che sarebbero finiti nel secondo album più l'aggiunta di 7 bonus demo, alcune di songs presenti nel primo cd: ‘'Love On The Line', , ‘Break The Walls', ‘Loaded Gun'... Un album da prendere al volo per chi non ha mai sentito questa brava e sfortunata band, ma anche per coloro che possiedono l'unico album pubblicato, troveranno in questo ‘Too Daze Gone..' ulteriori ed eccellenti rock song.
Roby Comanducci
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AIRLESS
‘2 nd Round '
( Lion Music/ Frontiers)
Track Listing: 01 2 nd Round, 02 Prayers Are Not Enough, 03 Don't You Go, 04 It's Up To You, 05 Handful Of Lies, 06 The Last Sight, 07 Cross The Line, 08 The Storm, 09 The Good Times, 10 Never Fall In Love, 11 The Darkness
Line up: Iñaki Lazkano ( vocals) Robert Rodrigo (guitar) Miguel Manjón (bass) Paco Martinez (drums)
Un CD bellissimo per gli spagnoli Airless! Dopo il loro debutto nel '02 con l'album omonimo si ripresentano con stile, proponendo un lavoro ben curato e nella sua essenza più sublime, fatta di pezzi d'impatto, melodie travolgenti, riff efficaci e ritornelli memorabili. Gli amanti dell'hard rock/ AOR non possono ignorare questo CD, sono un manifesto perfetto di cosa significhi avere gusto della melodia. Undici ottime canzoni che scorrono via che è un piacere, coi loro refrain eleganti e melodie impareggiabili uniti a fulminanti giri di chitarra davvero potenti. La voce di Iñaki Lazkano è calda e travolgente, apprezzabile già dalla prima song che dà subito le coordinate del genere e dello stile proposto: distorsioni di chitarra graffianti suonate in modo impeccabile dal bravissimo Robert Rodrigo ed un vocal melodico che raggiunge anche punte urlate. Melodie sospese tra rabbia e dolcezza, cantabile e trascinante il bel coro-ritornello. Notevole il suono del basso, imponente e protagonista in alcuni momenti nell'ottava song The Storm. The Good Times , brano interamente strumentale con quasi quattro minuti dedicati alla chitarra, basso e batteria, straordinaria la melodia. Che dire..difficilmente rimarrete delusi ascoltando questo 2 nd Round. Un album che rientra a mio avviso tra i migliori del '05. Consigliatissimo!a
AngelDevil
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BON JOVI
'Have A Nice Day'
( Island Record )
Tracklist: 01 Have a nice day, 02 I wanna be loved, 03 Welcome to wherever you are, 04 Who says you can't go home,05 Last man standing, 06 Bells of freedom, 07 Wildflowers, 08 Llast cigarette, 09 I am, 10 Complicated, 11 Novocaine, 12 Story of my life, 13 Dirty little secret
Line up: Jon Bon Jovi (Vocals) David Bryan (Keyboards) Richie Sambora (Guitars, Backing Vocals) Tico Torres (Drums & Percussion) Hugh McDonald (Bass)
Bon Jovi, una delle più famose band nata negli anni ottanta nel New Jersey, riesce ad attirare l'attenzione di molti fans. Con la loro musica hanno scalato le classifiche, arrivando al primo posto con capolavori come Slippery When Wet e New Jersey. Oltre trenta milioni di dischi venduti in tutto il mondo, incredibili spettacoli dal vivo grazie ai quali conquistano sempre più pubblico. Da più di ventuno anni insieme. Il famoso rocker e i suoi inseparabili compagni tornano con un nuovo disco prodotto da Jon Bon Jovi, Richie Sambora e Tom Shank, Have a nice day , questo il titolo. La versione edizione limitata contiene anche il DVD Live From Atalantic City (Novembre '04). Si inizia con Have a nice day, primo singolo estratto , orecchiabile, grintosa e ballabile sicuramente facile da proporre nelle discoteche. Il modo di scrivere di Jon Bon Jovi è il solito, ma ciò non vuol dire che sia scadente, anzi! Chi lo segue da sempre può rendersi conto che è sempre andato d'accordo con la melodia e i ritornelli da canticchiare. I suoni graffianti di Richie Sambora non deludono. Dodici canzoni, molte ballad le classiche che ti fanno sognare come : Welcome to wherever you are, Bells of freedom, I am. Un album classico stile Bon Jovi, pesca a pieni mani nei luoghi comuni e nelle melodie di un certo rock facile, in modo gradevole, convincente e soprattutto con la loro energia. In questo CD non ci sono canzoni epocali a mio avviso, ma, sono pronta a scommettere che le radio, e non solo, adotteranno questo disco! Per i fans dei Bon Jovi non può certo mancare questo nuovo lavoro! Un disco ottimo dal punto di vista melodico e strumentale. Bon Jovi è tornato!
AngelDevil
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LAOS
'We Want It'
(MTM Rec.) Ottimo ‘ripescaggio' della MTM records per questa autentica chicca di melodic rock teutonico datata 1990. Ebbene sì, quello è l'anno di uscita di questo album ‘We Want It' che a suo tempo venne osannato da tutta la critica come una delle migliori produzioni di quel periodo. Il merito, senza ombra di dubbio, va alla bella voce dell'altrettanto bella female singer Gudrun Laos, ma anche ad un sound viscerale e diretto della sua band. Potremmo definire lo stile dei Laos come un mix tra i Romeo's Daughter e i Femme Fatale con l'aggiunta di un'ulteriore grinta in fase di guitar work ed una voce simile (ma non uguale ovvio!!!) a quella della mitica Doro Pesch. Quindi, come potete capire, ci sono tutte le carte in regola per fare un ottimo cd! Precisiamo che non è certamente un capolavoro, ma è un album schietto, semplice nel suo incedere, senza super arrangiamenti; praticamente un elegante e potente hard rock con una buona melodia di base in tutte le composizioni. Potente e quasi anthemica la title track, come anche l'incalzante ‘Straight To The Top', e ricca di feeling l'eccellente ‘Now That It's Over' . Da segnalare che questa versione rimasterizzata propone ben tre bonus track tra cui la mitica ‘More Than A Feeling' dei Boston. Se non l'avevate preso in quegli anni, ecco l'occasione giusta per fare vostro questo cd!!
Roby Comanducci
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BALTIMOORE
‘Fanatical '
( Lion Music/ Frontiers)
Track Listing: 1. Fanatical, 2. My Number 1, 3. Outer Me, 4. Give Me What You've Got, 5. A Set Sight Of Dreams, 6. Wished & Reality, 7. Kiss Me, 8. You Touch Me And I'm Healing, 9. Are You Coming Or Not, 10. On The Inside
Line up: Bjorn Lodin (vocals) Mankan Sedenberg (guitar) Stefan Bergstrom (guitar) Weine Johansson (bass) Hempo Hilden (drums)
Ragazzi che classe! Fanatical, questo il titolo del nuovo album degli svedesi Baltimoore, gli assoluti protagonisti di un raffinato hard-rock fatto di dieci song più luminose che mai. Le prime note iniziano.. parte il cuore del disco che si snoda per Fanatical, brano che dà il titolo all'album caratterizzato da una decisa apertura, si intuisce la potenzialità del brano. Vi confesso : dopo aver sentito questa canzone sono rimasta talmente colpita da riascoltarla subito! La voce roca di Bjorn Lodin è travolgente , ti trasporta in questa avventura musicale. Il suo coro immediatamente catalizzante, convalida gli eccelsi connotati dell'opener, offrendo un vero showcase, la voce si mescola all'atmosfera e ai riff graffianti delle chitarre, e alle decise impronte del basso e batteria in un'imperdibile melodia. L'album va avanti così: potente e misterioso, come la sensuale Outer Me, straordinaria conduzione della batteria, basso e voce cadenzati in un ritmo che ricorda la famosa I Want to do everything for you , dei leggendari Nazareth. Sensualità disarmante e accattivante come il rock sa regalare! Con un brano così la vostra donna potrebbe stendervi ballando con la cadenza di questa melodia ammiccante. Un album di pregevole fattura, riesce a conferire alla band classe cristallina e una linea musicale inconfondibile. Dieci song meravigliose. La musica suonata con passione è immortale. Grande energia per questo Fanatical. Gli amanti dell'hard-rock troveranno pane per i loro denti! Un disco che straconsiglio!!!
AngelDevil
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HAPPYLIFE
'Sweet Resort'
( Albert Productions/Frontiers )
Tracklist: 1. Breathe For Me, 2. My World, 3. The Way You Hate Me, 4. Alive, 5. Sweet Resort, 6. Silence When You're Burning, 7. Perfect Sneer, 8. Shut Me Down, 9. Final Alibi, 10. Stand Up, 11. Paragon, 12. Happysong
Line up: Chris Drinkwater (Bass) Kevin Brown (Vocals) Rupert Mann (Drums) Ian Pellman (Guitar)
Happylife , band formata da quattro giovani inglesi pronti a dimostrare di avere carattere , lo fanno con questo Sweet Resort ; n onostante sia solo il loro primo lavoro in studio, dimostrano già la padronanza e la sicurezza, si capisce di avere davanti una band che darà modo di migliorare e di crescere sempre più. L'album è datato 2004 ma adesso viene distribuito e lo riceviamo, quidni trattasi di un cd inedito, anche se registrato l'anno precedente. Sweet Resort suona molto pop-rock, l'impatto è buono e i suoni prodotti più che accessibili, direi che i pezzi lenti sono il piatto forte di questo CD perfetto per creare un'atmosfera di relax dopo una giornata intensa e stressante.Quasi cinquanta minuti per dodici tracce che sanno essere al contempo dolci e accattivanti quanto basta , dense d'atmosfera e suoni di chitarra rockeggianti con una forte chiave melodica a caratterizzare ogni singola traccia. Gli Happylife attingono a pieni mani dal sound pop-rock inglese. Non sarà un disco destinato a rimanere nella storia del rock ma ha la capacità di essere molto gradevole anche dopo molteplici ascolti grazie alle buone melodie vocali create da Kevin Brown. Un buon disco per gli inglesi Happylife che ci propongono questo Sweet Resort. Da ascoltare indipendentemente dai propri gusti musicali.
AngelDevil ___________________________________

VAN ZANT
‘Get Right With The Man'
(Sony BMG)
Tracklist: 01 Takin' Up Space, 02 Nobody Gonna Tell Me What to Do, 03 Sweet Mama, 04 Help Somebody, 05 Things I Miss the Most, 06 I Know My History, 07 I Can't Help Myself, 08 I'm Doin' Alright, 09 Lovin' You, 10 Plain Jane,11 Been There Done That
Nuovo lavoro per i due fratelli Donnie Zant (38 Special), e Johnny Zant (Lynard Skynard), due voci che rappresentano alla grande i l southern-rock, blues, country e il rock'n roll . N el loro sangue scorre quella che si può definire la storia del southern-rock, un genere musicale nato negli anni sessanta in Florida, Texas, le due Carolina, Georgia e Alabama. … loro sono i fratelli del mitico Ronnie, la voce che ha intonato la bellissima Sweet Home Alabama . Get Right WithThe Man è un disco ben suonato e cantato dalla voce roca, calda e passionale di Johnny Van Zant il cantante rock per antonomasia, con un passato artistico da solista da far invidia a chiunque, così come Donnie. Undici canzoni spettacolari con la classica impronta del country e la passione per questa musica. In questo disco c'è anche Sweet Mama, song presente nell'ultimo CD dei Lynyrd Skynyrd , Vicious Cycle. Get Right With The Man è un lavoro ben equilibrato: canzoni che ti mettono un'energia incredibile, la voglia di suonare, cantare e ballare … non puoi star fermo se ascolti un disco del genere e tanto meno essere triste, grazie a questi due fratelli che portano un cognome che li rende icone del southern-rock ; con loro il vostro spirito è animato da note che vi entrano subito in testa per la piacevole orecchiabilità! Aprezzabili le bellissime ballad Nobody gonna tell me what to do, e I Can't Help Myself. Molto particolare il cantato, quasi parlato , per Lovin' You, una canzone che mi piace molto per questa formula. Cari ragazzi , se non l'avete ancora nella vostra collezione , Get Right WithThe Man non può certo mancare , è una vera chicca da avere assolutamente! Consigliatissimo
AngelDevil
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PLACE VENDOME
‘Place Vendome'
(Frontiers)
line up: Michael Kiske, vocals - Dennis Ward, (PINK CREAM 69) bass, Kosta Zafiriou (PINK CREAM 69) drums - Gunther Werno, (VANDENPLAS) keyboards, Uwe Reitenauer, (PINK CREAM 69) guitars.
Nulla da eccepire: la voce del bravo ex Helloween singer Michael Kiske è sempre eccellente e , òasciatemelo dire, una delle migliori nel settore hard rock. Il nostro, che diede ‘la voce' ai due memorabili ‘Keeper On The Seven Keys'... 1 & 2 e ad altri successivi album dei grandi Helloween, dal 1996 ha iniziato una personale carriera confezionando album di pregevole fattura. Arrivato nel 2004, eccolo quindi accettare la bellissima proposta fatta da Frontiers Records nel patrocinare un grande album di hard-melodic rock, includendo eccellenti musicisti. Ecco quindi nascere questa band , Place Vendome e l'omonimo debut album in questione. La musica? Beh, un gaudioso hard rock venato di tinte melodic rock e, a tratti, heavy rock. Il giusto mix di energia e feeling che tutti i dischi dovrebbero possedere, ma che solamente i ‘grandi album' possiedono. Ascoltando le dieci tracce di questo ‘Place Vendome' veniamo sopraffatti da eufonie a la Journey, Shotgun Symphony, The Storm, ma anche da momenti più elettrici ed energici. Bellisima la melodica ‘Heavens Door', magistralmente interpretata dal bravo Michael, e carica di adrenalina l'opener ‘Cross The Line'. Seguendo un ordine ‘random' di ascolto segnalo il potente hard rock di ‘I Will Be Gone' o l'eccellente pompous rock presente su ‘The Setting Sun'. Per tutti gli amanti del genere e non solo, un lavoro sicuramente ‘sopra le righe'!!
Roby Comanducci
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LELIO PADOVANI
'The Big Picture'
(Autoprodotto)
Tracklist: 1 – Escape, 2 - The novel, 3 - On the beach, 4 - The brave melody, 5 - Serena's diary, 6 - The big picture, 7 - 22 Novembre, 8 - Into the unknown
Quello che sto per recensire è un lavoro interamente strumentale del bravissimo chitarrista parmense Lelio Padovani, insegnate di chitarra rock presso l'Accademia di musica moderna di Modena. The Big Picture è composto da otto brani interamente arrangiati da Lelio suonando tutti gli strumenti (eccezione fatta per il brano On The Beach nel quale il basso è suonato da Max Scaccaglia). Un lavoro di pregevole fattura, pezzi veloci ed articolati che si alternano a piacevoli ritmi più lenti. La fluidità dei fraseggi è stupefacente , la pulizia esecutiva e il controllo dello strumento sono notevoli. Striature metal per alcune canzoni e lo stile fusion si fondono per completare un senso melodico ai brani interamente strumentali. U n album strumentale rischia di essere difficile da apprezzare per l'assenza della voce, non è il caso di questo lavoro che trovo piacevole e mai noioso all'ascolto, ed è interessante non solo per i chitarristi. Concludendo: Ottimo lavoro con assoli eseguiti alla perfezione che puntano all'armonia e ai riff taglienti. Visitate il sito http://www.leliopadovani.com
AngelDevil
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TSAR
'Band-Girls-Money'
(TVT Records / Edel )
Tracklist: 01 Band-Girls-Money, 02 Wanna Get Dead, 03 The Love Explosion, 04 Superdeformed, 05 Straight, 06 Wrong, 07 Everybody's, 08 Conqueror Worm, 09 Startime, 10 You Can't Always Want What You Get, 11 Rebel Rouser
Interessante lavoro questo Band-Girls-Money, dei Tsar. Jeff Whalen (voce), Dan Kern (chitarra), Chuck Byler (batteria) e Derrick Forget (basso) , questi i nomi dei quattro ragazzi che nel '98 decidono di suonare e formare questa band. Dopo cinque anni dal loro ultimo album ritornano con una buona dose di adrenalina. Band-Girls-Money, album suonato con grinta , chiara la linea musicale modern rock con spruzzate punk. L'ascolto è scorrevole e piacevole, Dan Kern regala dei giochi di chitarra che ti catapultano in riff accattivanti. Energia, velocità, divertimento, questo è quello che percepirete ascoltando questo album. Ho ascoltato questo CD più volte e ogni volta ho riscoperto nuovi dettagli sempre più piacevoli, cori, giri di chitarra, rullate, il prorompente basso.. una bella sferzata di rock. L'album dura circa trentasette minuti e vi assicuro che la vitalità che trasmettono queste undici canzoni è sorprendente! Come ogni opera rock che si rispetti non manca il momento strappalacrime : si tratta di You Can't Always Want What You Get, bellissima canzone. Un buon impatto sia dal punto di vista dell'energia sia per quanto riguarda l'emozione. Se state cercando qualcosa di nuovo vi consiglio questo Band-Girls-Money !
AngelDevil
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THE ROLLING STONES
'A Bigger Band'
( Virgin Records)
Tracklist: 1. Rough Justice, 2. Let Me Down Slow, 3. It Won't Take Long, 4. Rain Fall Down, 5. Streets Of Love, 6. Back Of My Hand, 7. She Saw Me Coming, 8. Biggest Mistake, 9. This Place Is Empty, 10. Oh No, Not You Again, 11. Dangerous Beauty, 12. Laugh, I Nearly Died, 13. Sweet Neo Con, 14. Look What The Cat Dragged In, 15. Driving Too Fast, 16. Infamy
Dopo Otto anni arriva A Bigger Bang , il nuovo album della leggendaria rock band inglese, che negli anni '60 si presentano come perfetta antitesi dei Beatles..I Rolling Stones sono una delle formazioni più importanti dell'intera storia della musica. Hanno forgiato un sound unico, che ha segnato un epoca e influenzato una miriade di band , capaci di spostare una massa di giovani negli anni '60, divisa all'epoca dalle due più importanti band Beatles e Rolling Stones. Una storia fatta di vita sfrenata, droghe, donne, misteri..anni di carriera, moltissime canzoni che resteranno per sempre nella storia del rock come l'oltraggiosa icona della linguaccia che li rappresenta. Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood , i giovincelli ultra sessantenni sono tornati e nell'universo rock riecheggerà il “bigger bang” dei Rolling Stones. Album composto da sedici brani e tutt i meravigliosamente tipic i stile Rolling Stones..già Rough Justice, la song che apre questo A Bagger Bang, ha sonorità rock il classico stile della band inconfondibile la voce e il suono dei quattro, così come le altre song che seguono, fino alla quarta , sto parlando di Rain Fall Down , la voce di Mick è accattivante, il suono del basso ne è protagonista, e chi riesce come dico sempre a tenere il piedino fermo è un fenomeno eh eh.Cari miei ora sedetevi, staccate la spina e ascoltate con tutta la vostra attenzione Streets Of Love, una delle ballad struggenti presenti, canzone estratta come primo singolo per questo lavoro, ogni vostra tensione scomparirà all'ascolto di questa melodia dal cantato sensuale e dagli accordi trascinanti di chitarra, l'anima delle emozioni è rappresentata in questa canzone. Interpretazione più che ottima di quella che rappresenta le sonorità blues di tutto l'album, sto parlando di Back Of My Hand, ascoltando questa song immaginatevi una ragazza che balla con movimenti sensuali e sarete rapiti musicalmente dalle note e dalla voce in un meraviglioso momento. Biggest Mistake, Laugh, I Nearly Died, altre due ballad intriganti, contagiose, trascinanti interpretazione confidenziali, Mick con la sua voce è insuperabile catturandoti all'ascolto delle note sensuali di questi brani. This Place Is Empty, Infamy, sono le due song cantate da Keith Richards, con il suo cantato rauco e profondo regala un tocco in più di particolarità ad un album eccellente! Sweet Neo Con, ha suscitato scalpore in america per il suo contenuto, un attacco nei confronti di Bush, una canzone diretta non è per niente metaforica, e i Rolling Stones la suonano riff graffianti e voce furbesca. Un album composto egregiamente più si ascolta e più se ne sente il bisogno di riascoltarlo per le bellissime canzoni. Che dire.. Rolling Stones! U na leggenda, una rivoluzione musicale, quella dei ragazzacci che con il loro sessanta e passa anni sono più attivi e in forma che mai, si divert on o coinvolgendo i lori strumenti, in riff selvaggi, cadenzati, scintillanti, graffianti sensuali e sempre originali con il canto inconfondibile di Mick Jagger in sedici canzoni dalle sonorità rock blues..tutto questo grazie ad una delle band che ha fatto e segnato la storia della musica, grazie ad un frontman carismatico.Oggi con questo grande ritorno posso dire solo una cosa: non è importante a volte stabilire se una band è la più grande del mondo rock..I Rolling Stones sono il rock!!! Un album da avere ASSOLUTAMENTE!
AngelDevil
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FORTY DEUCE
'
Nothing To Lose'
(Frontiers)
Nuovo strabiliante album per Richie Kotzen e i suoi Forty Deuce, band molto particolare che unisce sonorita' hard/street classiche ad ambientazioni solid grunge e punk. Terminato l'ascolto dell'intro, emerge immediatamente qualcosa di speciale, la presenza di una seconda chitarra veramente molto valida e curiosa, quella del chitarrista giapponese Taka Tamada, vera e propria rivelazione per il sottoscritto. Eccessi, rabbia e voglia di fare rock 'n' roll, queste le componenti di un progetto nato durante una festa randagia tra le colline di Hollywood dove Richie, Taka, Ari (basso) e Thr3e (batteria), si sono incontrati. Un suono primordiale, solare ma con venature cupe e riflessive, una sorta di cocktail tra gli stili di Foo Fighter, Audioslave, Velvet Revolver, Cinderella ed Alice in Chains, questo ci viene offerto dai Forty Deuce. Sensazionale tutto il lavoro vocale, le linee di Richie risultano perfettamente incastonate alla parte strumentale, intuibile la scuola Cornell in gran parte dei brani. Per quanto concerene invece il laivoro nel suo insieme, geniale la scelta di impostare una solide base hard rock sviluppando su essa un mastodontico lavoro d rifinitura punk e grunge. Punto forte del disco sono sicuramente i coinvolgenti e bellissimi incisi, difficilmente ne troviamo di banali o scontati, eccellente il songwriting di Kotzen, un'Artista pienamente consapevole del proprio passato ma che cerca continuamente di evolversi avvicinandosi con ottimi risultati anche a situazioni musicali di ultima generazione. Dover scgeliere le songs migliori mi risulta difficile, sono tutte talmente ben fatte e originali che vale sicuramente la pena citare la tracklist nella sua integrita'. Oh My God (i Fucked Up Again), I Still, Start It Up, Complicated, Say, Heaven, Stand Up, Next To Me, Standing In The Rain. Wanted. Nothing To Lose. Bravo Kotzen, un album suonato e prodotto con estrema classe e maestria, ho idea che sentiremo molto presto parlare dei Forty Deuce e di questo magnifico Nothing to lose, a mio avviso uno tra migliori dischi usciti quest'anno. Per info: www.richiekotzen.com
Hardigor
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TALISMAN
World's Best Kept Secret' (Double DVD)
(Frontiers Record)
Superlativo dvd questo dei Talisman, tutta l'energia che avevamo percepito durante l'ascolto del doppio live in cd uscito tempo fa, torna ora piu' prorompente che mai anche in versione video. Una band sensazionale in tutti i sensi, grande potenza e impatto scenico sconcertante, questi i punti salienti del primo disco che riprende i due concerti tenuti al Club Mondo e allo Sweden Rock Festival di Stoccolma nel 2003. Risulta difficile poter trovare le parole giuste per descrivere questa band dalle grandi doti tecniche unite pero' a immensa passione, gusto e cuore per questo genere. Entrambe gli shows non lasciano momenti di tregua inchiodandoci letteralmente alla poltrona, brano dopo brano. Su Jeff Scott Soto ormai sono state scritte migliaia e migliaia di parole, lui non e' un Frontman, e' il Frontman. Potenza vocale, presenza scenica al massimo dei livelli, difficilmente possone essere trovati difetti in questo Artista a mio avviso tra i piu' completi in circolazione. Definire il loro stile solamente come "melodic hard rock" risulta limitativo, i Taslisman sono una band che, con oltre 15 anni di carriera, e' riuscita a raggiungere un livello qualitativo oserei dire quasi vicino alla perfezione. Fredrik Akesson (guitar), Howie Simon (guitar), Marcel Jacob (bass) e Jamie Borger (drums) sprigionano insieme una forza incredibile, questa si che e' musica, questa si che e' gente con classe da vendere. Interessante la sezione dedicata alla visione "multi angle", ogni membro della band puo' essere ascoltato ed osservato durante la propria esibizione. Passando al disco numero due, ripercorriamo i video storici della band intervallati da vecchie riprese backstage, momenti on the road, recenti e bellisime parti in sala prove e recording studio. Curiosita', all'interno del dvd e' presente un piccole estratto del concerto tenuto dai Talisman all'Indian's Saloon di Milano. Per concludere, un doppio dvd veramente stracolmo di contenuti marchiati Talisman, hard rockers all'ennesima potenza. Per info:
www.jeffscottsoto.com
Hardigor
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RICHARD ANDERSSON
'The Ultimate Andersson Collection'
(Aor Heaven / Frontiers)
Grande collection album per questo superbo mago dei tasti d'avorio che risponde al nome di Richard Andersson. Il nostro svedese in questione ha fatto parte di eccellenti band quali The Requiem, Space Odissey, Majestic ed è riconosciuto come uno dei top keys players in circolazione. In questo cd ha raccolto diverse sue tracce registrate con le band sopracitate e ne ha ri-registrato altre (ma non ci sono brani nuovi, attenzione). Da segnalare che NON si tratta di un album strumentale (verrebbe da pensare così...invece no!) bensì alla voce troviamo l'ugola di un ‘tale' Goran Edman (YJ Malmsteen, Brazen Abbot, XSaviour), altro ospite di lusso è Jens Johansson (Stratovarius e Malmesteen...) che da il suo notevole supporto nella song ‘Attar Of Roses'). Alla chitarra invece c'è il bravo Magnus Nilsson che cesella riff taglienti e ben si amalgama con il suono pompous dell'intero album e le tastiere straripanti in ogni traccia musicale presente. Ottima anche la sezione ritmica che conferisce potenza e linearità al suono, merito di Jorg Andrews (drums) e Andy Rose (bass). Il sound style di questa compilation altri non è che un grandioso pompous rock, sinfonico e ‘metallico' al punto giusto. Come miscelare i primi Royal Hunt, Malmsteen dei primi due album e gli Artension. Praticamente un sound neoclassico che viene stemperato dalla voce potente di Goran e dai riff eleganti del guitar player (ascoltatevi il superbo solos in alternanza alle keyboards su 'Above and Beyond'....) . Ovviamente il tutto è basato sul grande lavoro tastieristico di Richard; un album che tutti gli amanti dui questo genere dovrebbero possedere.
Roby Comanducci
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SIN
'Equilibrium'
(Metal Heaven/ Frontiers)
Tracklist : 1. Nail It To The Wall, 2. One Small Voice, 3. It's Forever, 4. Walk Away, 5. Fight For My Life, 6. The Reason, 7. Johnny's Running , 8. Nightwinds , 9. For Getting Over Us, 10. Winding Road
Line up :
Jason Marks (vocals)
Deddy Andler (guitar, keyboards)
Wolfgang Frank (guitar, bass, keyboards)
Alex Hlousek (drums)
Guest Musicians: Michael Voss (backing vocals) / Michael Klein (guitar) / Ouzo Raschke (bass)
S.I.N , ovvero Somewhere Into Nowhere, questo il nome completo degli anglo-tedeschi band nata nel 2002. Dopo la pubblicazione dell'album omonimo datato '03, oggi si presentano con Equilibrium , prodotto dal grande Dennis Ward ( PINK CREAM 69). Un lavoro curatissimo, ritornelli corali, riffing eseguiti con classe, arrangiamenti ben studiati non possono che arricchire al meglio un album di pregevole fattura. Sin dal primo ascolto queste dieci canzoni sono molto dirette e profonde, il vocalist anglosassone Marks regala delle linee vocali più che ottime, apprezzabile sia negli acuti sia nelle interpretazioni più accattivanti. It's Forever, riesce a racchiudere molte di queste interpretazioni. Devo ammettere di essermi innamorata del quarto pezzo Walk Away, una ballad da mozzafiato, la voce calda di Marks ammalia, l'effetto della seconda voce in questo caso quella di Michael Voss, rende ancora più interessante i quattro minuti abbondanti all'ascolto, così come For Getting Over, un altro pezzo struggente. All'interno di questo lavoro vanno apprezzati gli ottimi giochi di chitarra di Deddy Andler. Il disco non annoia grazie ai cambi di melodia, rallenta con le ballad e ti ricarica con effetti di chitarra e rullate più movimentate. Concludendo ci troviamo davanti ad un ottimo lavoro dalle sonorità hard rock con qualche spruzzo di prog di pregevole fattura. Consigliato!
AngelDevil
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ELIAS VILJANEN
'The Leadstar'
(Lion Music / Frontiers)
Un album interessantissimo questa seconda prova in studio del talentuoso guitar hero finlandese Elias Biljagen, (il primo album era uscito circa un anno fa ...'Taking The Lead', il titolo). Con questo album il nostro arrangia e scrive tutti i brani ad eccezione della cover di Lionel Richie ‘Hello', ed è aiutato da eccellenti strumentisti quali Rami Herckman (bass), Tomi Ylonen (drums) e Jari Koivisto alle tastiere. Un vero e proprio team di grandi musicisti. La sezione ritmica conferisce una grinta e un power trip all'intero sound mentre le keyboards del bravo Jari, sono il migliore ‘accompagnamento' per la sei corde di Elias. Superbo infatti, in ogni song, il tappeto eufonico e pompous che il tastierista riesce a regalare e sul quale il nostro guitar man scivola via cesellando solos di grande capacita' tecnica ma, SOPRATTUTTO, pregni di melodia e feeling. Il phatos di song quali la sognante ‘Follow The Leadstar' oppure l'intro iniziale ‘Lord Of The Strings' seguito dall'incalzante symphonic guitar rock di ‘High-Powered', dimostrano quanto appena scritto. Il sound di questo album si attesta come viscerale guitar sound con numerosi intrecci armonici, partiture di chitarra difficili che si alternano ad arrangiamenti ‘caldi' e mai asettici o freddi. Elias ama privilegiare la ‘canzone' ed il solos non è il pernio della traccia sonora. Trattasi di un insieme, e per questo viene in mente il Satriani degli esordi per la fantasia oppure un Michael Lee Firkins per il taglio sonoro e il suono di chitarra. Il pregio di questo cd strumentale è che non annoia (pecca del 90% dei cd di questo tipo) e riesce ad ammaliare l'ascoltatore che degusta un grande power sound (ascoltatevi “Evilized” e mi direte...) e riesce a ‘ballare' senza rimanere ‘impietrito' di fronte ad un meticoloso ascolto sonoro dedito solo all'apprendere questo o quell particolare tecnico. Qui c'è da sognare, da scaternarsi, ed anche –ovviamente- da apprezzare la grande tecnica di Viljanen. Un cd consigliato a tutti; non solo a coloro che suonano la chitarra, ma a tutti quelli che vogliono trascorrere bei momenti in compagnia di grande musicalità.
Roby Comanducci
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KAIPA
'Mindrevolutions'
(Inside Out)
Tracklist: 01 The dodger, 02 Electric leaves, 03 Shadows of time, 04 A pair of sunbeams, 05 Mindrevolutions, 06 Flowing free, 07 Last free Indian, 08 Our deepest inner shore, 09 Timebomb, 10 Remains of the day
Line up:
Hans Lundin ( Keyboards & Vocals )
Roine Stolt ( Electric & Acoustic Guitars, Percussion & Vocals )
Morgan Ågren ( Drums )
Jonas Reingold ( Fretless & Yamaha Custom Basses )
Patrik Lundström ( Vocals )
Aleena ( Vocals )
Gli svedesi Kaipa, con il loro sound hanno calcato la scena musicale del progressive ottenendo numerosi consensi in patria, sono da considerarsi una tra le band più importanti degli anni'70. A distanza di due anni, con una discografia generosa e dal penultimo album intitolato Keyholder, considerato uno dei migliori di rock progressive, oggi tornano con un nuovo lavoro intitolato Mindrevolutions, dalle sonorità prog rock sinfonico. Stessa formazione dell 2002, Patrik Lundström e Aleena nuovamente insieme in duetti vocali fiabeschi e cori ammiccanti. La tastiera è sicuramente lo strumento dominante in queste dieci song. I l canto di Aleen in Shadows of time, è così dolce e ammaliante da rilassarti, il riff, il modo in cui è cantato questo pezzo è adatto come colonna sonora, avete presente i filmati spettacolari delle Walt Disney? Questa song per interpretazione, romanticismo e raffinatezza è l'ideale. Una particolarità di questo disco è il quinto brano, Mindrevolutions, cosa può avere di tanto strano? Ben ventisei minuti!!! Già, una canzone dai tempi veramente lunghi..vi assicuro che non è per niente noiosa, anzi..un vero mare di melodie, la tecnica, l'incantevole fusione delle voci sinuose e l'avventura in un'atmosfera dall'estro creativo di Hans Lundin, principale songwriter della band. Remains of the Day , song di chiusura di questo Mindrevolutions, ha degli ottimi assolo di chitarra e tastiera davvero degni dei rispettivi autori. Un album suonato alla perfezione da ottimi musicisti, melodie piene di pathos e feeling... Cercate qualcosa suonato con classe? Mindrevolutions fa al caso vostro!
AngelDevil
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ENUFF Z' NUFF
'One more for the road'
(Live Wire / Frontiers)
Tracklist:
-Rock n'world- For Now- Baby Loves you - In the groove- Fly high Michelle -New thing-Revolution
line up: Donnie Vie (voce,chitarra),Vik Foxx (batteria), Derek Frigo(chitarra)- Tim Tame (basso)
Esce soltanto ora un disco dal vivo degli Enuff Z'Nuff, una delle band più belle e maggiormente sottovalutate di tutti gli anni Novanta e non solo in campo hard-rock. E' una sorta di tributo al loro storico chitarrista Derek Frigo, morto nel 2003.Il concerto è registrato allo storico Cat Club di Hollywood il 31 Agosto 2003 e segna il ritorno sul palco della formazione storica degli Enuff Z'Nuff ad eccezione di Chip z'Nuff sostituito per l'occasione da Tim Tame. Purtroppo son soltanto sette canzoni, il disco non è iperprodotto in quanto come riportato nel booklet l'unica registrazione della serata fu catturata su fotocamera digitale e han dovuto lavorare moltissimo per ottenere un sound perlomeno presentabile da questa registrazione.Direi che ci son riusciti,anche se appunto sembra quasi di sentire un bootleg ma ufficiale,un bootleg comunque di qualità ottima. La set list è incentrata sui brani storici del primo periodo,e la loro passione nota e dichiarata x i Beatles si sente tutta. Infatti prima di "Baby loves you" introducono un pezzo di "Please, please me" e alla fine suonano come si deve "Revolution" dei Fab 4, canzone che nel corso degli anni ho ascoltato in troppe versioni che quasi mai han saputo avvicinarsi alla bellezza dell'originale.Bene gli Enuff ci riescono eccome. Son ottimi strumentisti, molti si ricordano del lavoro compiuto da Vik con Vince Neil nei suoi lavori solisti, Derek Frigo suona con molta passione e si vede che si diverte, purtroppo sarà un rocker che mancherà ai sostenitori degli Enuff, gruppo rimasto sempre o quasi di nicchia, un gruppo che meritava molto di più, che dal vivo non è artefatto e machista come tantissimi gruppi della loro scena. Sicuramente arriveranno altri lavori loro, questo è una sorta di tributo a Derek: ho riascoltato con molto piacere la loro preferita di sempre "New thing".
Mauthealien
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VARIOUS ARTISTS
'VH1 Classic: Metal Mania Stripped'
( Albert Productions/Frontiers )
track listing:
01. POISON - "Every Rose Has Its Thorn" MTV Unplugged
02. NIGHT RANGER - "Sister Christian" New Recording
03. SCORPIONS - "Wind of Change" Import "Acoustica Live"
04. CINDERELLA - "Don't Know What You Got (Till It's Gone)" New Recording
05. QUEENSRŸCHE - "Silent Lucidity" MTV Unplugged
06. EXTREME - "More Than Words" Acapella Version
07. WARRANT - "I Saw Red" Acoustic Version
08. TESLA - "The Way It Is" Live Acoustic Version
09. WINGER - "Miles Away" Solo Acoustic Performance
10. L.A. GUNS - "Ballad of Jayne" New Recording
11. WHITE LION - "When The Children Cry" New Recording
12. FIREHOUSE - "When I Look Into Your Eyes") "Good Acoustics" Version
13. SLAUGHTER - "Fly To The Angels" Acoustic Version
14. ALIAS - "More Than Words Can Say" New Recording
15. GREAT WHITE - "Save Your Love" New Live Recording
Mamma mia!!! Che raccolta interessante questa di Metal Mania Stripped VH1.. i ricordi degli anni d'oro, i fantastici '80 e inizi ‘90 rappresentati da band pietre miliari del rock. Nomi che hanno lasciato delle impronte indelebili nei nostri cuori con canzoni spettacolari. Dei grandi artisti capaci di trasmettere con le loro note e la propria voce tanta emozione! La musica suonata con il cuore non regge alla sola tecnica.Questa non è una semplice compilation! Ragazzi potrete ascoltare le più belle canzoni in versioni mai sentite o rare, in nuove registrazioni, versioni live inedite, versioni acustiche delle più meravigliose ballad dell'hard rock che hanno segnato i magici anni 80! Più il tempo passa e più si riscopre il vero piacere nell'ascoltare tanti successi. La prima song presente, è Every Rose Has Its Thorn, non sono le note musicali che sentirete appena metterete il vostro CD nello stereo, ma la voce di Bret Michaels pronto per esibirsi davanti al pubblico di MTV con questa straordinaria canzone, chi non ricorda le parole che tanto abbiamo intonato?! Una versione in Unplegged, ancora più toccante della classica. Ascoltare la quarta song Don't Know What You Got (Till It's Gone), in versione acustica è certamente emozionante. La voce di Tom Keifer, è da pelle d'oca sfido chiunque a non sentire questa sensazione..la chitarra suonata alla perfezione, una melodia da sogno, molti di noi hanno pianto per le parole di questa canzone. Sfumano le note Don't Know What You Got il suono della chitarra appartiene a Silent Lucidity , dei Queensryche, ottima esibizione da parte di Chris DeGarmo e Michael Wilton, accompagnano la voce calda e profonda di Geoff Tate, questa canzone è datata 1990 è presente nell'album Empire. Ci sono tanti buoni motivi, quanti sono le songs contenute in questo antologico per riscoprire la favola del hard rock delle più celebri ballad. Come non puoi innamorarti sulle note delle bellissime: Sister Christian, Wind of Change, More Than Words, I Saw Red, The Way It Is, Miles Away, Miles Away, Ballad of Jayne, When The Children Cry, When I Look Into Your Eyes, Fly To The Angels, More Than Words Can Say, Save Your Love, una manciata di canzoni da ricordare, numeri uno delle classifiche mondiali. Questa raccolta la consiglio a tutti i chitarristi, godranno nel sentire le esibizioni acustiche… da leccarsi il plettro.Cosa dirvi..fatevi travolgere dolcemente sulle note di questa storia musicale. Un disco che non può mancare assolutamente nella propria collezione, un vero gioiello: DA AVERE ASSOLUTAMENTE!!!
AngelDevil
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 STRATOVARIUS
'Stratovarius'
(Sanctuary Rec/ Edel) Dopo gli ultimi avvicendamenti in line up, la fuoriuscita di Kotipelto e Jorg Michael nel dicembre del 2003 subito dopo la pubblicazione dell'ultimo album in studio della band ‘Elements Pt.2 ‘, l'arrivo alle vocals di una female singer tale Miss K e Anders Johanssons alla batteria , non contando i gravi problemi di ‘esaurimento' dello stesso Tolkki, tutti eravamo un po in ansia sul futuro di questa gloriosa band. Io stesso non credevo ad una ‘reunion' della formazione originale così a ‘breve termine', invece è avvenuto. Scaricata la singer e tornati Kotipelto e Jorg, i nostri si sono addirittura messi a suonare date on stage per alcuni festival metal nel 2004. Ma è adesso che viene reso ufficiale il come back con ‘line up originale' degli Stratovarius di ‘Episode' targato 1995. Il titolo? Semplicissimo: ‘Stratovarius'. Il sound? Portentoso!! Ebbene si ragazzi, questo nuovissimo album si scosta un pochino dalle ultimissime produzioni, ritornando ad un sound più ‘hard' ma sempre e comuqnue marchiato dall'inconfondibile pompous-prog sinfonico che Tolkki & co. hanno sempre creato per distinguere il proprio stile. Ammetto che le due songs apripista del cd ‘Maniac Dance' (che sarà anche il primo singolo se non erro...) e la seguente ‘Fight!' lasciano l'ascoltatore a ‘bocca aperta'....La prima è una hard rock song originalissima e quasi anthemica nel suo incedere. La seconda ammalia per la grinta ed il guitar work dal forte impatto. Subito viene da pensare..'Hey...ma se il disco è tutto così...altro che prog sinfonico, qui siamo al cospetto di un maestoso e roccioso album di incontaminato class metal venato di partiture hard rock. ....”. Ma ovviamente non poteva essere così: anche se sarebbe stato un bellissimo album ugualmente, i nostri tornano sul loro classico stile già con la terza canzone ‘Just Carry On' che, però, ricorda molto gli Helloween di ‘Keeper ...part 1'. ‘Back To Madness' invece è classicissimo Strato-style con arrangiamenti sublimi, un cantato di Kotipelto superlativo e un sound grintoso e simfonico al tempo stesso. Durata di oltre sette minuti, questa song ammalia ed è ricca di phatos. Eccelsa! Bellissimo il riff di chitarra che da subito un taglio poderoso e heavy alla dirompente ‘Gypsy In Me' che nel prosieguo mantiene sempre alto il ritmo per incalzare in un potente ed esaustivo prog metal. Più ‘cadenzata' la seguente ‘Gotterdammerung (Zenith Of Power)', per arrivare alla soave e dolce ‘The Land of Ice and Snow', cullata da una voce suadente di Kotipelto e da un inizio quasi folk per poi esplodere (ma sempre con adeguata e misurata classe) in un pulsante e sinfonic metal che alza il ritmo della parte centrale della song che sembra incedere quasi come una marcia militare, un inno, per poi concludersi nuovamente con la calma gaudiosa del lento inizio. ‘Leave The Tribe' è anche lei in puro Stratovarius style (degli inizi però...) e la conclusiva ‘United' nel suo nitido pompous rock sound basta (ed anche qui troviamo un'altra eccelsa interporetazione vocale del bravissimo Timo...) per sigillare un album a tutti gli effetti, tra i migliori del duo Tolkki / Kotipelto. Da avere!
Roby Comanducci
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DOGS D'AMOUR
'Let Sleeping Dogs'
(Live Wire / Frontiers)
Tracklist:
Never give up- All of them great - Life's a pain - Love ya - Power- War of the world - Live, love, die- Love of my life- A thousand days - King, Queen, Jack or Joker - Demons - Let sleeping dogs
Periodo estremamente ricco di novità per tutti i fans dei Dogs D'Amour e in particolare del loro carismatico leader Tyla. Nel mese di luglio sono usciti ben tre cd: due dedicati a nuove interpretazioni di Tyla di pezzi storici o oscuri del Dogs D'Amour e il nuovo attesissimo"Let sleeping dogs"di cui state per leggere la mia recensione. Il disco continua sulla strada intrapresa da Tyla e i suoi Dogs nel precedente "When bastards go to hell", disco molto diverso dallo standard tipico dei Dogs d'Amour e che segnò una decisa virata verso lidi dark e new wave.Tutto viene confermato anche in questo"Let sleeping dogs"; se sei un fan accanito dei Dogs e odi le contaminazioni probabilmente odierai questo disco che salverai soltanto per la voce di Tyla, se invece apprezzi senza pregiudizi alcuni ogni tipo di innovazione nel modo di suonare di questa band adorerai questo disco. Non ci sono secondo me vie di mezzo.Io personalmente ho trovato questo disco molto interessante,non certo immediato al primo ascolto. La batteria è elettronica,il basso è molto ossessivo con ottimo lavoro di slap, le chitarre son distorte e su tutte regna incontrastata l'inconfondibile voce del poeta Tyla. E' incredibile ancora cosa questo uomo riesce a tirar fuori nei suoi testi, bellissima per il sottoscritto è la seconda traccia"All of them great"sorta di tributo a tutti i musicisti che han deciso di farla finita con la vita, primo di tutti Kurt Cobain definito da Tyla "principe del giunge". Eccellente è anche la collaborazione con Spike dei Quireboys che lavorò anni fa a un apprezzatissimo disco con Tyla e che è presente nella terza traccia"Life's a pain", canzone molto influenzata da sonorità alla Mission o Siouxsie and The Banshess,amara riflessione della coppia di rockers sulle difficoltà di rapportarsi serenamente col futuro causa loro passato sregolato. Tyla è come sempre autobiografico ed è attualmente un uomo felicemente innamorato. Alla sua donna dedica ben due ballate "Loves ya" e "Love of my life", le due canzoni che ricordano maggiormente da vicino i vecchi Dogs d'amour.La chitarra nei due pezzi principale è acustica, la chitarra elettrica è presente senza disturbare la soavità di queste canzoni. Tyla sembra aver trovato la donna della sua vita. In "A thousand days"secondo me paga pegno al poeta maledetto per eccellenza del rock vale a dire Jim Morrison come impostazione vocale e come struttura della canzone, riuscendo ad ottenere un bellissimo risultato. La successiva "King, queen, jack or joker" dimostra che il buon Tyla è un acuto ascoltatore di tutti i gruppi che escono e trovo diverse analogie con alcuni lavori del passato dei Primal Scream.Questa canzone per me insieme alle ballate rappresenta l'apice di questo disco che si chiude con il pezzo più ossessivo e claustrofobico del disco, la title track "Let dogs sleeping".lasciate i cani dormire è un ottimo suggerimento,se liberate i Dogs d'amour anche stavolta sarete probabilmente ancora conquistati. Un disco che merita attenzione e che si distingue molto dalla media dei dischi in circolazione.Consigliato!
MauTheAlien
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ROYAL HUNT
'Paper Blood'
(Frontiers)
Tracklist: 01 Break Your Chains 02 Not My Kind 03 Memory Lane 04 Never Give Up 05 Seven Days 06 SK983 07 Kiss Of Faith 08 Paper Blood 09 Season's Change 10 Twice Around The World
Line up: André Andersen – Keyboards / John West – Vocals / Marcus Jidell – Guitars / Kenneth Olsen - Drums
Dopo una lunga assenza, i danesi Royal Hunt tornano con questo Paper Blood. Negli anni novanta la band capitanata da Andrè Anderson ha conquistato il pubblico con capolavori come "Moving Target" e "Paradox" mostrando un nuovo modo di fare metal, unendo alla perfezione la melodia. Oggi , ascoltando Paper Blood, posso dire di riascoltare le sonorità che li hanno resi famosi, come un salto indietro nel tempo, alle radici. Break Your Chains, il primo brano , è un classico sound dei Royal Hunt, veloce e tirato, chitarre dal suono tagliente, la tastiera gioiellino dei Royal Hunt, protagonista del sound classico e raffinato. L'album vede la presenza di tre brani strumentali : Memory Lane, SK 983 e Twice around the world, eseguite in modo ineccepibile, sorprendente il duetto tra chitarra e tastiera, Andrè e Marcus riescono a fondere i suoni di questi strumenti in una melodia classica del prog-metal. La voce del bravo John West è da sogno in canzoni come la bellissima ballad Kiss Of Faith , brano che fa da pausa dopo le tante veloci e tirate song, e la sognante Season's Change, stupenda melodia, cori che accompagnano la bellissima voce calda di West in un'atmosfera quasi medioevale carica d'emozioni. Un album impreziosito dalla talentuosità di musicisti e dalla trascinante voce di West. D opo alti e bassi sono riusciti a ricreare un album degno per i loro fans di vecchia data, e sicuramente valido per i nuovi che ascolteranno questo Paper Blood…Finalmente sono tornati più in forma che mai!
AngelDevil
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RICKY WARWICH
‘ Love Many Trust Few'
( Sanctuary Records)
Track Listing
1. Johnny or Elvis? 2. I Don't Know What To Do 3. Learning To Fall 4. New Neighbors Old Fences 5. Anybody Wanna Waste Some Time? 6. Come Back Home To Me 7. Guilty 8. Lonely Moon 9. Cold September 10. Ain't Comin' Round 11. Even Now 12. Rich Kids 13. Long Way Back To Nowhere 14. Sometimes Even Losers
Finalmente!!! Scusate l'entusiasmo ma dopo una lunga attesa ho tra le mani un cd che attendevo con molta impazienza.Sto parlando di Love Many Trust Few, nuovo album di Ricky Warwick, s inger, songwriter, guitarist. Negli anni novanta con i suoi The Almighty, band scozzese propulsore di un genere rock-metal con sfumature nu-metal, ritrovato per alcuni versi in band più attuali, hanno saputo conquistare un vasto pubblico con dischi di ottima qualità come Blood fire & love e Soul destruction, per citarne qualcuno. Con Love Many Trust Few, album prodotto da Ronan McHugh e Joe Elliott (Def Leppard) Warwich è al suo secondo album solista dopo il precedente Tattoos & alibis, datato '03. Quattordici le canzoni presenti in quest'album, ognuna con delle belle sonorità musicali. Che dire..ce né per tutti i gusti dalle rockeggianti, alle lente e per finire al country. Ragazzi! vi assicuro..scegliere quale sia la più bella tra queste quattordici è un compito veramente difficile! Sicuramente tra le atmosferiche: New Neighbors Old Fences, bellissima song intrisa di intimismo, così come l'altra emozionante ballad Lonely Moon . Divertente Guilty, una ballad country, mentre Rich Kids, tipica song country, e vai di balletto..eh eh. Questo Love Many Trust Few , al primo ascolto si apprezza e si riascolta volentieri per la bella miscela di sonorità e per l'energia e l'intensità delle canzoni, grazie alla bravura di quest'artista. Un album dal sound melodik-rock. Consigliatissimo!!!
AngelDevil
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BREED 77
‘Cultura'
(Albert Production/ Frontiers)
Interessante novità questi Breed77 che escono adesso (anche se l'album è del 2004 come registrazione) sul mercato con il seguito del loro omonimo album del 2002. Questo ‘Cultura' è un disco originale. Prima di tutto vorrei precisare che i nostri provengono da una piccola colonia avamposto di Gibilterra all'estremo sud della Spagna. In questa zona si parlano differenti lingue e la comunità ha subito influenze sia Spagnole ma anche Nord Africane, dal Marocco, ed dal Regno Unito. La loro etnia ovviamente si fonde e da le radici al loro particolare sound che potremmo caratterizzare come un ‘power rock' molto grintoso e ammaliante, un sound giovane, che prende spunto dagli anni novanta e, ma solo per certi versi e solo in alcune songs, ammicca sonorità stile Soundgarden/Alice In Chains.....ma solamente di ‘contorno', intendiamoci. Questo ‘Cultura' non è affatto un album di grunge, alternative o nu-metal, ed anche se ne riflette qualche sonorità, si distingue e si basa su rock di diversa fattura. Influenze di chitarra e ritmi flamenco-latini si fondano con alcuni arrangiamenti più ‘orientali', che conferiscono un ‘tiro' particolare e originalità all'intero lavoro. Particolare il cantato del singer Paul Isola che ha una tonalità sì aggressiva, ma anche modulabile e talvolta ‘malata' che si coniuga bene col sound ricercato della band, tutto questo lo potete riscontrare ascoltando ‘La Ultima Hora', oppure la dirompente ‘Individuo'. Troppo introspettiva e ‘seattle –sound ‘ la ballad ‘The River', malata e sofferta nel suo incedere, mentre più eufonica risulta l'altro lento ‘Numb'. Ad ogni modo l'album si alterna tra momenti più ‘intimi' a scariche di adrenalina pura, sentitevi ‘Oracion Final' e mi direte.... Soprattutto nelle chorus line, vocals e arrangiamenti esce la ‘parte' più “orientaleggiante” del combo, mentre la matrice rimane ben salda ad un rock energico e power.
Roby Comanducci
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GYPSY ROSE
‘Gypsy Rose'
(Escape Music/ Frontiers)
Ma guarda, guarda che palese caso di omonimia che mi sono trovato quando mi è arrivato questo interessantissimo dischetto di questa band dal nome Gypsy Rose; la prima cosa che ho pensato è stata...”...hey, vuoi vedere che i Gypsy Rose americani, autorI del bellissimo e stradaiolo ‘Prey' targato 1990, sono tornati on the road??....”. Poi ho guardato i nomi, letto le info ed altro materiale su di loro. Risultato? No, non sono gli street rockers autori di ‘Prey', ma una eccellente band svedese in attività dal lontanissimo 1981 ma mai, per sfortune varie e altro, arrivata alla pubblicazione di un vero e proprio full lenght album. Il chitarrista Martin Kronlund, tra l'altro, ha avuto anche precedenti esperienze con Dogface e Huriah Heep... Dopo lo scioglimento avvenuto intorno al 1990/91 nel 2004 tutti (tranne il batterista originario) si sono ritrovati e, finalmente, hanno partorito il loro primo album in....24 anni!! Beh...aspettare tanto ne è valsa la pena...hehehe. Il loro sound è un ottimo hard rock melodico stile Fair Warning, Scorpions, Hurricane e, da segnalare, nell'album troviamo anche un graditissimo ospite, ovvero tale Mats Levén ex singer di sua maestà Y.J Malmsteen. Niente street rock quindi, ma un grande cd di gaudioso hard rock costellato da autentiche perle sonore. Il sound è sì potente è graffiante, merito di un riuscito ed originale guitar work, ma sa anche essere melodico al punto giusto e eletrizzante nel suo incedere. Eufonico come nella ballad ‘Moonlight', “Scorpions-oriented-style' in ‘Drive Me Crazy' , potente e quasi anthemico nella rabbiosa ‘Fender 59'. Insomma, su questo album troverete tutti gli ingredienti giusti per farvi divertire e passare un'ora in compagnia di eccellente musica .
Roby Comanducci
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JADED HEART
‘Helluva Time'
(Frontiers)
Finalmente….aspettavo con molto interesse il nuovo full length album dei teutonici Jaded Heart, sicuramente dopo I Bonfire, una delle migliori hard rock band in suolo germanico e in generale, tra le migliori in europa. Il loro hard rock elegante ma al contempo graffiante e potente mi ha sempre affascinato. Come anche la voce dell'ex singer Michael Bormann. Eh si ragazzi miei, proprio con questo cd Michael ha preso altre strade ed è stato sostituito da questo nuovo Johan Fahlberg (ex singer della band Scudiero...). Iniziamo quindi da questo fattore, indubbiamente importante, poichè il singer è fondamentale per ogni band. La voce di Bormann era più ‘espressiva', leggermente più acuta e armoniosa. Il nostro, da parte sua, ha forse maggiore ‘potenza vocale, ma meno originalità. In ogni caso, la scelta è stata buona e il comunque bravo singer si amalgama bene in questo combo di hard rockers. Venendo al disco, che esce circa un anno e mezzo dopo l'interessante ‘Trust', devo ammettere che trattasi di un bel lavoro. Forse più ‘edulcorato' del precedente ‘Trust', ma solo in certe song. Questo ‘Helluva Time' inizia gradatamente con song sì piacevoli ma non esageratamente originali per poi, piano piano, traccia dopo traccia, aumentare sia il ritmo sia il livello compositivo. Ed è infatti dalla quinta ‘Who's Foolin' che si inizia a ‘masticare' sano ed originale hard rock sound. Una song diretta con un guitar work eccelso. Poi i nostri si cimentano nella cover di una canzone di una cantante assai brava , Anastacia e la sua strafamosissima ‘Paid My Dues'. Ok, forse Bormann sarebbe riuscito meglio nell'interpretazione ma anche il bravo Johan lavora bene con la sua ugola e cerca di adattarsi alla non facile struttura di questa bellissima pop song. Risultato? Beh, una chicca. Arriviamo alla lenta e melodica ‘Without You', che è veramente una ‘signora‘ love song!! Dosi elevate di adrenalina su ‘Love & Desire', oppure sull'incalzante e pomposa ‘Shores In Paradise' esaltano ulteriormente quest'album e la conclusiva ‘Love To Live' caratterizzata da un tagliente riff di chitarra e da una ritmica pulsante, cesella un altro album di valore elevato per questi Jaded Heart. Per tutti coloro che amano il vero hard rock, la musica intelligentemente suonata e carica di pathos e adrenalina!
Roby Comanducci
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MICKI FREE
‘Experience'
(Live Wire / Frontiers)
Finalmente un disco di hard rock blues sudato e incontaminato. Un artista molto particoalre, un VERO americano: il nostro Micki Free infatti è un indiano puro sangue Cherokee-Comanche che si è dedicato da oramai vent'anni alla musica rock senza disdegnare però le sue origini, anzi, incidendo anche un cd di musica nativa indiana ‘The Sun Chaser' (2003) dove si diletta con flauto, spanish guitar, piano per un album eccezionale. Da segnalare che il nostro è stato anche il winner del ‘Native American Music Awards 2005'. Al popolo metal-rock è conosciuto soprattutto per la sua militanza nei bravi Crown Of Thorns di Jean Beauvoir, e sempre come guitar man nei Shalamar. Innumerevoli le collaborazioni tra cui una con la ex fiamma (scomparsa) di Lemmy, Wendy O Williams (era il 1984), Janet Jackson, Kiss, Roger Taylor, Trevor Rabin, Babyface, Jon Brant....ma la lista è lunga e non voglio fare divenire questa review un monologo. Per qualsiasi info su di lui visitate il suo bellissimo sito www.mickifree.com .
Tornando a questo new solo album (ne ha incisi oltre dieci....) posso solamente dire questo: un vero album di chitarra rovente e sprizzante adrenalina pura. Il nostro si diletta anche alle vocals oltre che a tutte le parti di chitarra ed è, ovviamente , l'unico songwriter e produttore di questo ‘Experience'. Nella line up troviamo al basso e piano, Share, alla batteria , Bam, e altri ospiti in alcune tracce del cd. Micki è un vero axe-man, ma non risulta ridondante nei suoi solos ed il suo guitar work è un eccellente mix di potenza e melodia mai banale e soprattutto originale. Ottimi i riff di alcune songs, che si conficcano nel cervello senza andare più via... Praticamente il sound style rende molto omaggio al grande Jimi Hendrix, al grande rock blues elettrico di fine seventies ma, e questa è la cosa fondamentale, rivisitato leggermente da un tocco più moderno del nostro caro Micki. Una intro e dieci canzoni per fare la gioia di chiunque abbia il rock nel sangue e non si accontenti solo di prodotti edulcorati o zuccherosi con mega arrangiamenti e poco feeling. Il nostro guitar man scrive dall'anima e le sue canzoni creano un alone ricco di pathos e armonia come nella ballad ‘Callin An Angel'. Sicuramente non la ballad del secolo, ma una canzone semplice nel suo incedere ma di grande effetto. Se invece volete ascoltare per verificare quanto ho scritto sopra sul Micki Free sound style, beh, ‘Razor Blade' calza a pennello: una chitarra satura e tagliente impera in una song dal cantato ‘malato' quasi vizioso per un risultato molto originale ....che definirei ‘power blues rock' (mamma mia che definizione...hehe). Bellissima anche la conclusiva ‘Mother Earth' , canzone melodica e molto introspettiva. Se invece volete sentire ancora il suono corroborante della sei corde del buon Free, puntate il lettore sulla traccia numero quattro, ovvero 'Chemical Imbalance'. In ogni caso tutte le songs sono interessanti, non ci sono cali di tono ed il cd non annoia mai anzi, viene subito voglia di ascoltarlo una seconda volta. Concludo consigliandovi di afferrare al volo quest'album appena lo vedrete sugli scaffali dei negozi. Grande Micki!!!
Roby Comanducci
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NIN
'With Teeth'
(Nothing / Interscope Rec. )
Quest'anno musicale è sinceramente un anno di grandi e graditi ritorni sulle scene musicali di parecchi personaggi che ascolto da moltissimo tempo.
Uno tra questi è sicuramente Trent Reznor, con i suoi Nine Inch Nails, artista che non ha sonorità tipiche "da CATHOUSE" , voglio precisare, ma che ogni volta che lo ascolto è sempre una piacevole conferma.
Anche questo "With Teeth", uscito sul mercato discografico da diversi mesi, è sicuramente un disco molto riuscito.
Analizzandolo dopo diversi ascolti dico innanzitutto che non mi stufa ed è più che raro per il sottoscritto non stufarsi di un disco dopo poco tempo se questo non gli da emozioni.
Trent centra ancora una volta il bersaglio, con sinceramente il suo disco più intimista di tutti, la rabbia sembra quasi essere messa in secondo piano ed emerge veramente per pochi tratti come in "The Collector" dove nel ritornello riesce magicamente a far convivere credibilmente echi dei Rage Against the Machine con soluzioni tipiche alla Fatboy Slim.
Il disco è molto influenzato dagli anni Ottanta per il sottoscritto,"The hand that feeds" è sicuramente un pezzo molto ballabile se non il più ballabile della sua produzione ma riesce subito a scatenarti.
Ci son echi tipici punk in sottofondo in "Getting smaller",ed è questo uno dei pochi episodi dove la rabbia di Trent esplode.
La canzone più bella per me rimane "Beside you in time" assolutamente fantastica e intimista con echi che si susseguono x quasi tutta la canzone che rimane ancorata a un certo ritmo fino a quasi tre quarti di pezzo x poi diventare quasi ritmata e molto bella.
Come ogni disco che si conviene anche questo ha una bonus track finale chiamata "Home" un pezzo che rimane ancorato allo standard del disco, un disco che riesci subito a capire e non complicato come l'ultimo "Fragile".
E' un grandissimo album che consiglio a tutti.
Mau'TheAlien'
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DIVING FOR PEARLS
'Texas'
(Atenzia Records / Frontiers)
Tracklist: 01. Thinking About Things That Will Never Be 02. I Thought About You 03. The Truth Is 04. If I Only Knew 05. Baby Come Down 06. The Colours Show 07. I Will Get Over You 08. Broken Man 09. Heaven Only Knows 10. The Sweetest Sin 11. Lonely Is The Dark 12. Stop The World From Turning
Line up:
Danny Malone- Vocals, Guitars
David Pratter- Instrumentation
Era dall'89, anno dell'omonimo album di debutto apprezzato dalla stampa internazionale con grandissimi riconoscimenti che i Diving For Pearls non pubblicavano più nulla.Li avevamo lasciati con delle canzoni spettacolari come la bella ballad I Don't Wan To Cry, o la rocckeggiante You're All I Know . Finalmente Danny Malone ritorna sulle scene in compagnia di David Pratter, produttore dei Dream Theater, con Texas, dalle sonorità AOR/melodic hard-rock. Indubbiamente un buon disco, dodici le canzoni presenti. Thinking About Things That Will Never Be, colpisce già dalle prime note, sound diretto e ritmato, oserei dire la song che rappresenta la vera melodia dei Diving For Pearls, composizione solare e ritmata. Non mancano le classiche ballad The Truth Is, Baby Come Down, I Will Get Over You, The Sweetest Sin, riff melodici e sognanti, la voce di Malone è semplicemente dolce tanto da rapirti in questo viaggio sonoro. L'ascolto di questo album è piacevole e scorrevole adatto come sottofondo per serate tranquille e spensierate non tralasciando il giusto sprint per farvi sentire felici! Hanno aspettato quindici anni per farci sentire nuovamente il loro sound..Ora speriamo che siano tornati per sempre! Un album che consiglio per la melodia molto piacevole e la qualità sia a livello di testi che di sonorità..
AngelDevil
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RUSSEN ALLEN - JORN LANDE
‘The Battle '
( Frontiers Records )
Track List:
01. Another Battle 02. Hunter's Night 03. Wish For A Miracle 04. Reach A Little Longer 05. Come Alive 06. Truth of Our Time 07. My Own Way 08. Ask You Anyway 09. Silent Rage 10. Where Have The Angels Gone 11. Uiverse Of Light 12.The Forgotten Ones
The Band:
Jorn Lande - Vocals
Russel Allen - Vocals
Jaime Salazar - Drums
Magnus karlsson - Guitars, Bass and Keyboard
Eccomi nuovamente a recensire un lavoro del singer Allen Russell, dopo la recente pubblicazione del suo Atomic Soul.Due tra le ugole d'oro del panorama internazionale Allen Russell, frontman dei Symphony X e Jorn Lande attuale vocalist dei Masterpalan e con un passato negli Ark e nella band di Y.J. Malmesteen, ci regalano The Battle . L'album è prodotto da Ander 'Theo' Theander, i brani sono scritti per l'occasione da Magnus Karlsson e il compito di creare questa copertina è stato assegnato al mitico disegnatore Rodney Matthews , celebre per le copertine di On A Storyteller's Night Magnum , Borrowed Time Diamond Head , Time Tells No Lies Praying Mantis , Aqua e Arena Asia. Le prime note Another Battle , sono da brivido! Un'atmosfera incredibile quasi gotica che sfuma dopo pochi minuti catapultandoti nella potente batteria seguita dalla chitarra e dalle voci di questi due grandi singer, melodia tipica del prog metal. Il secondo brano dal titolo Hunter's Night , è cantata dal solo Russel ci mette molta grinta, quello che mi viene da dire mentre si ascolta è: tosta, cazzuta e accattivante! Reach A Little Longer , dal mio punto di vista tra le più belle dell'album, ballad cantata in questo caso da Jorn, le prime note del piano sono favolose riescono a farti sognare, adatta per i più romantici. L'ascolto delle due voci che si fondono in molte canzoni è intrigante e interessante. Ottima interpretazione della bella The Forgotten Ones , fa a gara con Reach A Little Longer , per l'emozioni che trasmette. The Battle, lavoro ineccepibile, tecnicamente preciso che ne conferma l'indiscutibile talentuosità di Russell e Lande, si muovono abilmente sul confine dell'hard rock e il prog. Un album ricco di varietà compositiva e stilistica. Molto atmosferico.. Un album consigliato! Più di sessanta minuti per i fans e non di questi grandi singer..
AngelDevil
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NIGHTVISION
'Nightvision'
(MTM Music/ Frontiers)
Line-Up:
Peter Högberg – Vocals / Stefan Fjellner – Guitars /Johan Petersson – Bass /
Mikael Szemler –
Drums / Mårten Sandén - Keyboards
Mamma mia cari ragazzzi miei, la cara Svezia cosa non sta facendo in campo musicale. Cosa?? Di tutto. Sforna band eccellenti di ogni genere musicale, punk, street, hard, metal, black ....e questa volta eccoci qui a recensire questo nuovo combo proveniente appunto dai paesi nordici e che risponde al moniker di Nightvision. Il loro album omonimo è anche quello di debutto, quindi non ho molte info su di loro. Ma non importa, spesso , non è il blasone o l'essere conosciuti, bensì come si suona ed il prodotto pubblicato a destare scalpore! Ed i Nightvision suonano bene, anzi sono una band eccellente. Il loro calibrato mix tra hard rock ed class metal è gaudioso e ridondante adrenalina ad ogni traccia. Sentire quest'album è come gustarsi una miscela di R.J Dio (periodo “Dream Evil”...), Pink Cream 69 (degli esordi), qualcosa di Ozzy e poi....ovviamente la loro classe ed originalità. Il disco suona elettrico e potente dall'intro iniziale ‘ Before The Storm' alla conclusiva ‘The End'. Tutte, ma proprio TUTTE ( e lo scrivo in maiuscolo) le songs sono accattivanti con potenti e –soprattutto- originali riff di chirarra che comunque fanno parte di un guitar work di elevata caratura , il tutto accompagnato da una precisa e potentissima sezione ritmica e dalla timbrica calibrata e incisiva del bravissimo singer Peter Hogberg. Ah, dimenticavo, un plagio all'ottimo tappeto sonoro creato dalle keyboards del nostro Marten Sanden. Una canzone su tutte? Beh ‘The Last Time', oppure l'heavy rock in stile Y. Malmsteen's Rising Force della stupenda ‘Fight' ...e poi compratevi pure il disco, ‘a scatola chiusa'. Ne vale veramente la pena! Ottimo!!!!
Roby Comanducci
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THE HELLACOPTERS
‘Rock & Roll is Dead'
(Universal)
Tracklist:
1. Before the fall , 2. Everything's on T.V. , 3. Monkeyboy, 4. No angel to lay me away, 5. Bring it on home, 6. Leave it alone, 7. Murder on my mind, 8. I'm in the Band, 9. Put out the fire, 10. I might come see you tonight, 11. Nothing terribly new, 12. Make it tonight, 13. Time got no time to wait for me
Ragazzi altro che il rock‘n'roll è morto! Ascoltando questo nuovo album dei The Hellacopters , vi sentirete l'adrenalina aumentare sempre più. Band capitanata dal grande Nicke Andersson (chitarra, voce), insieme ai suoi fedeli compagni Robert Dahlqvist (chitarra), Robert Eriksson (batteria), Kenny Hankansson (basso), Anders Lindstrom (chitarra, tastiera), band simbolo del garage rock della terra svedese. Si confermano alla grande per i loro primi dieci anni di carriera, con questo Rock & Roll is dead, tredici canzoni suonate con energia, con grinta come un fulmine che ti colpisce, con una scarica a mille volts! Capaci di sfiorare in alcune canzoni il blues. Fin dal primo brano Bifore The Fall , intuisci che non hai tempo di annoiarti, hai la sensazione di correre a tutta velocità e mentre lo fai ti ricarichi sempre più…divertendoti con l'interessante Everything's on T.V., la simpatica Monkeyboy , per poi riprendere fiato con l'accattivante No Angel To Lay Me Away, ritmo lento con chitarre che ricordano il classico sound degli Hellacopters del passato, e gli storici Rolling Stones. Splendida Leave It Alone, sonorità rock-blues con cori femminili che la rendono ancora più intrigante, una delle mie preferite. Il ritmo riprende con Murder On My Mind, e I'm in the Band, dove la batteria e la chitarra prevalgono e ne sono protagoniste. Un album diverso dai loro precedenti, meno sporco e cattivo ma dalle sonorità davvero rock ‘n' roll!…volete ricaricarvi?..bene questo è quello che fa per voi.
AngelDevil
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BROKEN[N]BLUE
‘The Waiting'
(MTM/Frontiers)
Elegante ed eufonico al punto giusto questo studio project chiamato Broke[n]Blue, e formato da musicisti svedesi di differenti band. Il tutto è incentrato attorno al songwriting del bravo Lars Abrahamsson e soprattutto, vero punto di forza del cd, il cantato a due voci con la presenza dell'ugola soave e dolcissima della brava Eva Abrahamsson. Questo trattasi del secondo lavoro per questa band che infatti si era già fatta lodare dalla stampa internazionale al tempo del loro debut album (circa due anni fa...). Lo stile musicale dei nostri è un gradevole mix tra il sound di Heart, Richard Marx, Journey, HoneyMoon Suite, Femme Fatale. Le song più ammalianti sono quelle cantate da Eva ma tutto l'album scorre via su binari solidi basati su un fm rock d'autore. Ovviamente ci sono song più graffianti come la bella ed incalzante ‘Rivers Are Calling', oppure il ficcante hard rock di ‘Let Me Out'. Bellissima la vena pompous rock su ‘Perfect Match', chorus line accattivanti e arrangiamenti sublimi. In definitiva un album veramente consigliato a tutti gli amanti dell'AOR e fm rock d'autore. Un cd, questo ‘The Waiting', capace di creare intime emozioni ma anche momenti più carichi di adrenalina. Complimenti, sessanta minuti di ottima musica.
Roby Comanducci
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Electric Eel Shock (EES)
'Beat Me'
(Demolition Records / Frontiers)
Rabbiosissimo nuovo album per questa band nipponica dal suond selvaggio e irriverente. Aki Morimoto (Guitar & Vo), Kazuto Maekawa (Bass) e Tomoharu 'Gian' Ito (Drums) si ripresentano ai propri fans con un disco che suona molto hard rock 70's (AC/DC, Black Sabbath) ma che al proprio interno ritrova diversi richiami old punk (Ramones, Pistols), metal (Judas, Maiden, Megadeth) e hard & roll (Van Halen). Suoni di chitarra saturi e sporchi uniti a ritmiche semplici ma efficaci, questa la scelta per quest' album dal gusto stradaiolo e ribelle. Ascoltando Scream for me, primo brano del lavoro, si intuisce subito l'orientamento della band, una base punk (basso e batteria) unita ad una miscela piu' robusta ed articolata generata dalla chitarra di Morimoto, sicuramente il piu' 80's della band. Passando alle linee vocali, poca melodia ma molta rabbia quella di Morimoto, sicuramente leader carismatico della band, molto Hendrix Oriented in fatto di sei corde. Riascoltando il dsco piu' volte, emerge chiaramente la voglia di affrontare le radici della musica solida partento dagli anni settanta fino ai giorni nostri, grande merito va assolutamente attribuito a Morimoto. Tra i pezzi piu' belli, Scream for me dal sapore scandinavo, don't say fuck dal giro di basso brutale e dall'inciso violento, Lemon lees dal groove alla fratelli Young, Killer Killer, la bella cover, omaggio ad Ozzy, Iron Man ed infine la splendida versione di Beat Me. In conclusione, un disco con molta poca tecnica ma tanta carica e genuina energia Rock 'n' roll che di questi tempi, non guasta mai. per info: www.electriceelshock.com
Hardigor
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IOMMI - HUGHES
‘Fused'
(Sanctuary Record)
Track List:
01. Dopamine, 02. Wasted Again, 03. Saviour Of The Real, 04. Resolution Song, 05. Grace, 06. Deep Inside A Shell, 07. What You're Living For, 08. Face Your Fear, 09. The Spell, 10. I Go Insane
Band:
Glenn Hughes - vocals and bass
Tony Iommi - guitar
Kenny Aronoff - drums
Bob Marlette - keyboards and bass
Più che azzeccato il titolo per quest'album: Fused, un'interessante fusione di due grandi artisti. Tra i chitarristi che hanno maggiormente influenzato la storia del rock si può tranquillamente annoverare il nome di Tony Iommi, leggendarie le sue imprese con i Black Sabbat, è affiancato da Glenn Hughes splendido cantante, ex voce dei Deep Purple ottimo bassista e compositore, dal sapiente batterista Kenny Aronoff e dal grande Bob Marlette. La straordinaria coppia torna insieme per un vero e proprio album composto da dieci nuove song, semplicemente stupende. Dopo dieci anni le due leggende del rock Tony Iommi e Glenn Hughes ci regalano un album che sorprende per le sonorità riportandoci al sound dei Black Sabbath sfumando in tonalità più moderne e simili per il cantato alla Chris Cornell ( Soundgarden, Audioslave) e Alice in Chains, questa l'impressione che ho mentre ascolto queste song. I ritmi e la di chitarra di Iommi da pelle d'oca, l'ugola di Glenn che si scalda sempre più nei graffianti versi che si evolvono fino al solo di chitarra , la batteria Che dire una vera fusione! Tra le canzoni migliori per il giusto trasporto: Resolution Song, Grace, I Go Insane , quest'ultima una ballad accompagnata dalla chitarra acustica per poi catapultarti al riff più elettrico e ad un vocale intenso. Un album che consiglio ai fans dei Black Sabbat e non solo, chiunque ama il riff del rock più epico con l'incantesimo della grande voce di Glenn coinvolgente al punto giusto!
AngelDevil
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BRIAN SETZER
‘Rockabilly Riot! Volume One
- Tribute to Sun Records'
(SurfDog / Frontiers)
tracklist:
Red Hot, Slow Down, Real Wild Child, Rockhouse, Put Your Cat Clothes On, Lonely Weekends, Get It Off Your Mind , Just Because , Glad All Over , Flatfoot Sam , Rock N Roll Ruby , Blue Suede Shoes , Tennessee Zip , Mona Lisa, Peroxide Blonde (In A Hopped Up Model Ford), Get Rhythm , Stairway To Nowhere , Boppin' The Blues , Rakin' & Scrapin' , Sweet Woman , Flyin' Saucers Rock N Roll , Lonely Wolf , Red Cadillac & A Black Moustache
Il Rockabilly è sempre stato sinonimo di allegria, movimento, adrenalina: questa musica nata dalla fusione di rhythm & Blues, country, gospel e jazz è stata il cardine e la gioia di intere generazioni. Gli anni cinquanta (ma anche i sixties) hanno convissuto con questa musicalità, dando alla luce veri e propri masterpiece musicali e lanciando autentiche leggende nello star system. Il rock'n'roll è quì nella sua veste più ‘elettrica' ed il grande Brian Setzer (chitarrista dei mitici Stray Cats) si impegna nella riedizione , riarrangiata a modo suo di ben 23 grandi classici che hanno fatto la storia e reso popolare questa musicalità nel mondo. Un albun poi che è un ‘trubuto ad una label'!!! Strano è?? Ma perchè questo?? Perchè la gloriosa Sun Records nel periodo tra il 1954 ed il '57 diede alla luce la maggior parte delle produzioni rockabilly. Brian quindi si cimenta al meglio (ma chi più di lui poteva svolgere questo compito??...nda!!) ed il cd è gradevolissimo, con classici come "Blue Suede Shoes" e "Red Hot" ma nache autentiche perle come "Peroxide Blonde in a Hopped Up Model Ford", scritta dal mito/leggenda della Sun Records - Gene Simmons (e la voce nella song è la sua!!!). Cosa dirvi?!? Questa musica è puro rock, è vitalità, e il nostro Brian si è dimostrato ancora una volta all'altezza della situazione.
Ah...non dimernticate di visitare il suo sito www.briansetzer.com
Roby Comanducci
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XCARNATION
‘Grounded'
(Frontiers)
Superlativo. Certe volte, anzi …spesso, mi trovo di fronte a nuovi prodotti di artisti che conosco poco oppure conosco per fama ma non ho la più pallida idea di cosa stiano facendo adesso. Questa però è la magia di certi artisti: l'essere così ‘avanti' da imporre uno stile, una linea musicale, provare ad innovare, a creare, cosa che attualmente è assai rara. E' questo il caso di questo 38enne astro della chitarra proveniente dalla Turchia, Cenk Eroglu. Ma dire guitar hero è molto limitativo: Cenk è un vero e proprio talento, un artista completo; suona anche keyboards, bass, drums e canta (ed ha anche una bella voce!). Inoltre è maestro nel programming di suoni molto particolari. Iniziò sin da bambino e la sua carriera prima in Turchia (dove è molto famoso) si è espansa poi in tutto il mondo con tantissime collaborazioni. Il suo primo album solista risale al 1991, il secondo nel 1996 senza contare la sua presenza in album di grandi musicisti ( da segnalare la sua collaborazione per l'album ‘BPMM' con nientepopodimenoche Pat Mastellotto e Robert Fripp....i signori King Crimson). Tornando a quest'album, la lista di ospiti è enorme, tra i nomi ‘portanti' del cd figura il grande Kip Winger (anche lui vocals, bass, acoustic guitar, background vocals) Rod Margstein ed il già citato Mastellotto on drums. Troviamo anche il bravo Reb Beach alle chitarre e una serie di session men che oltre ai ‘classici' strumenti, suonano un tipo di strumentazione etnica prettamente derivata dalla cultura turca. Tutto questo insieme di modernismo (programming), classicismo (chitarra, bass, drums) ed etnico (strumenti tipici), assemblato con un eccelso songwriting ed un gusto particolare per l'arrangiamento melodico, ma anche per una potenza controllata e modulata, rendono questo ‘Grounded', uno dei cd più originali ascoltati in questo 2005. Dieci tracce tutte da ascoltare e soprattutto diverse fra loro!! L'opener ‘Personal Antichrist' è poderosa e molto ‘elettronica', quasi a ‘spiazzare' l'ascoltatore, ma ha il giusto ‘grip' di guitar work che mette le cose aposto ed il risultato è una sconvolgente e autentica advangarde rock song. Originalissima. Ub rock più ‘acido' e cadenzato nell'icedere lo troviamo nella seguente ‘Everlasting', mentre un pianoforte e keys suadenti impreziosiscono per tutta la durata la bella emelodica ‘Without You'. Atmosfere pià etnico/advangarde le troviamo nella originale ‘Desperately Sad' mentre il ‘tocco ‘etnico' si sviluppa nel suo splendore in certi ‘passaggi' di ‘Reason To Believe'. ‘Lucky Day' dal potente bass work e programming è ‘cattiva' al punto giusto per poi ‘aprirsi' nelle chorus line ad una melodia più eufonica. Elengate anche ‘Take A Deep Breath', dove un rock sostenuto la fa da padrone sempre accompagnato da partiture di programming che danno quel tocco di ‘advangarde' e soprattutto da notare la presnza di un bel solos del nostro Cenk. Passando per la breve ‘Coma White' arriviamo a ‘Willing to Wait', che sinceramente è molto difficile da catalogare. Un mix di etnico, programming, chorus line ricche di phatos ed un arrangiamento sopraffino, il tutto per confezionare una rock song ( ma è limitativo questo termine) che stupisce ad ogni passaggio. Chiude questo album la track ‘Pictures', anche lei dedita ad musicalità molto introspettiva che pesca dal rock per invadere il settore avanguardista il tutto servito con profumi di sinfonie eteree orientali.
Mamma mia....che disco ragazzi.
Roby Comanducci
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ARTICA
' As It Should Be'
(Escape Music / Frontiers)
Rock melodico senza compromessi, questo e' quello che ci viene proposto dagli Artica, band americana con base ad Hollywood composta da John David Martin (voce), Robby Moore (tastiere), Mark Adrian (chitarre), Roger Fiets (Basso) e Chuck Baker (batteria e percussioni).
As It Should Be e' un disco piacevole, fresco e diretto, sin dai primi secondi del brano Take Me All The Way, ci si rende immediatamente conto su quale binario ha voluto viaggiare la band. Tastiere in primo piano, chitarre crunch e curatissime backing vocals sono sicuramente i punti forti del lavoro melodico voluto della band. Buona anche la scelta delle linee vocali utilizzate da Martin, Singer che a mio avviso potrebbe comunque dare molto di piu'.
Dal punto di vista strumentale, ottimo lavoro da parte di tutti, menzione particolare per il guitar man Adrian dal tocco Vanhaleniano e dal tastierista Moore capace di creare atmosfere veramente valide e particolari Survivor oriented.
Splendida (Your Love Will) Carry Me Home, ballatona strappalacrime dall'inciso dolce ed immortale, uno tra i pezzi piu' belli del cd. Molto validi anche i brani dai guitar riff trascinanti quali Take me All the way, Hold on, Fantasy e la bellissima One Light.
Peccato per la poca valorizzazione della band in fatto di suoni, viste le potenzialita', avrebbero sicuramente meritato molto di piu'. Concludendo, sempre piu' bands stanno riscoprendo il fascino del vero ed incontaminato rock 'n' roll, sono certo che gli Artica con questo disco abbiano creato un'ottima base per il proprio futuro.
Per tutti i fans di Tour De Force, Survivor, VanHalen e Journey, ne rimarrete entusiasti.
Per info:www.escape-music.com
Hardigor
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PHILIP BARDOWELL
‘In The Cut'
(Frontiers)
Eccoci ad esaminare questo interessantissimo album solista dell'ugola degli Unruly Child del disco ‘UCIII' , mr Philip Bardwell, che ha lavorato anche con altri grandi artisti come Lanny Cordola, Chuck Wright in una project band chiamata Magdal. Il nostro è un classico cantautore americano con una timbrica simile al grande Lou Gramm (attenzione...dico ‘simile'...ehm). Lo stile della composizione mi ricorda anche il Bobby Kymball solista. Ad ogni modo l'album è un sapiente e ragionato concentrato di grande AOR, dove la voce di Philip la fa da padrone, ed il songwriting è di gran classe: Mark Spiro, Jim Peterik, Curt Cuomo, Stan Bush sono alcuni grandi che hanno lavorato a questo ‘In the Cut' con il nostro vocalist. Lo ‘stampo' stilistico, ovviamente, si basa su un grande rock da vasto airplay , anche radiofonico se vogliamo, e le song melodiche sono in maggioranza. Però non sottovalutiamo momenti più ‘hard' come la bella ed incalzante opener ‘In The Cut', la rockeggiante ma sempre molto pompous ‘Dreamin With My Eyes Wide Open', oppure ‘Never Too Late For Love' in classico Loverboy style. Menzione particolare invece per la stupenda eufonia pregna di pathos presente su ‘I Gotta Believe'. Un bel disco, per i vostri momenti più.....intimi!!!
Roby Coamnducci
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JACKY JAIL
‘Boot-live'
(Autoproduzione)
Tracklisting: 1. Kiss me 2. I wanna be your lover 3. Susy 4. Tell me ( live ) 5. Dirty stuation...summer '04 ( live ) 6. A father called r'n' r ( live ) 7. The party is over...( live )
Line up: Alex Bop: voice and guitar - Erik Roll: lead guitar - Dave Perilli: bass - Rob Gasoline: drum. Additional Musicians
Iggy Street : drum
Boot-live è il titolo di questo lavoro in studio dei nostri italianissimi Jacky Jail. Trattasi di un album autoprodotto, contenente sette brani tra cui tre in versione live, ammirevole la scelta non è da tutti! Considerati i suoni disturbati visto, il contesto, difficilmente si propongono per presentarsi solitamente band famose con anni d'esperienza e il supporto di una casa discografica pubblica queste versioni live. Credo questo voglia dire semplicemente non avere paura e osare mettendosi in gioco. Il sound di quest'album è hard-rock ‘n' roll dal marchio americano di quelli grezzi e graffianti, che ti carica con l'energia giusta come una mandria di bisonti scalpitanti. Particolarmente piacevole la voce del nostro Alex: profonda, bassa e intrigante (questi gli aggettivi adatti...) riesce a coinvolgerti con una sensualità da far sciogliere un iceberg! Batteria che pesta come si deve, chitarre urlanti e l'accattivante basso prorompono in un energia di fresco rock ‘n' roll senza fronzoli e senza troppe pretese. Kiss me, il primo brano inizia con la carica giusta, il riff della chitarra ne fa da padrona, la voce calda di Alex coinvolge in questo bacio richiesto..Bellissima I wanna be your lover, seguita da Susy , dalla chiara impronta sudista. Tra le versioni live da apprezzare The party is over , che dire..stappate una birra fresca e godetevi questo sound! Dietro 'Boot-Live' non si cela nessun mistero, se non quello di questi quattro ragazzi dalle ottime potenzialità pronti a farsi conoscere trasmettendo una sana voglia di divertirsi. Questa la miscela di Boot-live: il caro vecchio rock'n'roll suonato con grinta e la giusta melodia! Jacky Jail un nome da tenere a mente e sott'occhio! Visitate il loro sito: http://www.jackyjail.com
AngelDevil
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JOURNEY
‘Generations'
(Frontiers)
line up:
Neal Schon (guitar/vocals)
Jonathan Cain (keyboards- vocals- guitar on ‘It's Never Too Late')
Ross Valory (bass/ vocals)
Steve Augeri (vocals)
Deen Castronovo (drums/vocals)
Tracklisting: 1. 'Faith In The Heartland' 2. 'The Place In Your Heart' 3. 'A Better Life' (lead vocals Deen Castronovo) 4. 'Every Generation' (lead vocals Jonathan Cain) 5. 'Butterfly (She Flies Alone)' 6. 'Believe' 7. 'Knowing That You Love Me' 8. 'Out Of Harms Way' 9. 'In Self-Defense' (lead vocals Neal Schon) 10. Better Together' 11. 'Gone Crazy' (lead vocals Ross Valory) 12. Beyond The Clouds' 13. ' It's Never Too Late (lead vocals Deen Castronovo) * bonus track
I Journey stanno al rock melodico come gli Iron al metal, Alice Cooper allo shock rock o i Guns per lo street rock. La band di Neal Schon e company è in vita sin dal lontanissimo 1975 anno in cui vide la luce l'omonimo album dedicato però (insieme ai due successivi (‘Look Into The Future' e ‘Next') ad un sound di base jazz rock. Con l'arrivo del quarto album ‘Infinity' (78) i Journey (col nuovo singer Perry) sono divenuti GLI AUTENTICI padri putativi del grande rock melodico, delle grandi produzioni e delle canzoni in classico adult oriented rock style. Questo anche se negli album della loro longeva carriera possiamo ascoltare pietre miliari come il superlativo ‘Escape' (il miglio AOR albumdi sempre!!?) , oppure il più easy ma ugualmente interessante ‘Raise on Radio'. Album differenti come taratura melodica, alcuni più hard oriented altri più mainstream, na sempre e comunque dediti ad un eccellente e superlativo sound, unico ed inimitabile. L'avvicendamento di singer e altri componenti in line up è stato sempre presente nei Journey: nei primi quattro album la voce era del bravo Gregg Rolie, poi sostituito dall'eccellente Steve Perry (CHE PRATICAMENTE HA DATO LA VOCE A ‘Escape'....scusate se è poco!!! e quindi dall'attuale Augeri. Non dimentichiamoci che anche tutti gli altri componenti sono bravi singer, e questo lo possiamo constatare in questo cd dove non è il solo Augeri il lead singer, bensì tutti si alternano (come potete leggere sopra) in alcune song. In ogni caso siamo di fronte ad una delle line up top dei Journey ed il disco che nasce da questo grande connubio musicale di artisti è stratosferico. Un eccellente e sontuoso rock melodico che si realizza attorno al guitar work di un Neal Schon sempre ai massimi livelli e poi si fa cullare dalle intense armonie di un Jonathan Cain in gran spolvero. Un album dal forte impatto emotivo che da –come era ovvio aspettarsi- ampio spazio alle parti pompous/sinfonico melodiche, partorendo song di una cristallina eleganza , come la suadente ‘Beyond The Clouds', tanto per fare un esempio. Il cd si apre con la ‘radiofonica' ‘Faith In The Heartland' e già si assapora quello che avremo modo di ascoltare. Un grande aor sound lo troviamo nella splendida ‘Every Generation' con Cain alla voce. Però, in questo ‘Generations' i nostri sfornano un quartetto di song in sequenza ‘Out Of Harms Way', ‘In Self-Defense' con uno strepitoso Schon anche in veste di vocalist, ‘Better Together' dal roccioso riff di chitarra e la boogie-hard rock song ‘Gone Crazy' con alla voce il sempre eccelso Valory. Solo queste quattro songs potrebbero indurre i più incalliti hard rocker di voi all'aqcuisto di questo cd... Se poi aggiungiamo che alla produzione troviamo il grandissimo Kevin Elson ‘responsabile' della fortuna di ‘Escape', ‘Departure' e ‘Frontiers', ed al mixaggio Mike Fraser (Metallica /Ac/Dc/ Aerosmith) cosa dobbiamo aggiungere ancora??? Uno dei dischi dell'anno SICURAMENTE!!!!
Roberto Comanducci
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ALICE COOPER
‘Dirty Diamonds'
(Spitfire Records)
Tracklisting: 1.Woman Of Mass Distraction 2. Perfect 3. You Make Me Wanna 4. Dirty Diamonds 5. The Saga Of Jesse Jane 6. Sunset Babies ( All Got Rabies) 7. Pretty Ballerina 8. Run Down The Devil 9. Steal That Car 10. Six Hours 11. Your Own Worst Enemy 12. Zombie Dance BONUS TRACK 13. Stand
Line up:
Alice Cooper: Vocals – Harmonica
Ryan Roxie: Guitar – Background Vocals
Damon Johnson: Guitars, Bass (on “Perfect”) Background Vocals
Chuck Garric: Bass, Guitar ( on “Dirty Diamonds”) Background Vocals
Tommy Cufetos: Drum – Background Vocals
Dopo trentacinque anni di carriera l'inventore dello "Shock-rock" è tornato con un altro capolavoro, Dirty Diamonds, un ritorno al passato alle sonorità tipiche di quest'artista che fin dai primi anni '70 ha dettato le regole dell'horror rock. Che il nostro caro buon Zio Alice sia un vero personaggio si sapeva! Un artista a tutto tondo la cui classe di songwriter non è mai stata messa in discussione in tutti questi anni di carriera. Con Dirty Diamonds, se ne ha la conferma. Vi assicuro che appena ho messo il cd nello stereo già dalle prime note ho capito che stavo per ascoltare un autentico successo. Fin dal primo brano, Women Of Mass Distraction, le cose sono subito chiare: una buona dose di carica di puro rock. Alice Cooper prorompe dimostrandosi più in forma che mai complice anche la presenza di straordinari musicisti Ogni canzone è spettacolare e unica per l'originalità, impossibile star fermi e resistere al rock'n'roll coinvolgente di queste tredici energiche canzoni, il vostro piedino andrà a tempo senza che ve ne accorgiate. Perfect, You Make Me Wanna, Dirty Diamonds, veloci, accattivanti, trascinanti da rendervi dipendenti all'ascolto.. Ragazzi! Appena partono le note di The Saga Of Jesse Jane, infilatevi stivali e cappello da cowboy e con un fischio chiamate il vostro cavallo.. vi sembrerà di essere nel far west, cavalcando sotto il sole torrido del Texas alla ricerca della donzella da proteggere e salvare, pronti a vendicarvi affrontando il vostro nemico con la voce di Alice Cooper profonda e quasi parlata alla Johnny Cash che vi accompagna in questa avventura come un film di John Wayne. Spassosa, carina e dolce è Pretty Ballerina , che dire.. una canzone delicata con cori che ne addolciscono ancor di più la bellezza. Le note di Six Hours, sono da considerare quella della ballad d'eccezione di quest'album, un brano estremamente evocativo e d'atmosfera. Il trasporto all'immaginazione di un momento sensuale e intrigante, è normale. Vi sentirete rapiti dalla voce di Alice Cooper, come se si materializzasse in una carezza tanto da provocarvi un brivido che scorre sul vostro corpo per poi esplodere con un battito accelerato, così forte da sentirlo in gola sentendovi un calore per tutto il corpo. A chiudere questo splendido lavoro, è Stand, un pezzo dal sound più moderno, un intro nu-metal, con la presenza di Xzibit rapper underground dalla lingua più affilata della lama di un rasoio, con lo Zio propongono un bel mix: rock e rap. Questo album conferma che Alice Cooper è un vero artista che ha sempre fatto dell'ambiguità e dell'arte dello scioccare il proprio credo, regalando dischi importanti che hanno fatto la storia del rock. Dirty Diamonds, non può mancare assolutamente nella propria collezione, vi assicuro che già al primo ascolto vi innamorerete. Melodico e accattivante al punto giusto, sotto il segno del rock'n'roll più semplice e genuino creato da un icona vivente del rock. Chiuderei dicendo: Perfect ! come la canzone intonata dal nostro Zio Alice Cooper. Un disco perfetto! Pronto per essere catalogato tra i migliori del ‘05. Consigliatissimo!
AngelDevil
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RETURN
‘Return'
(MTM/Frontiers)
Dopo tanti anni tornano al full length album I Return, band sacndinava che ottenne buon successo negli eighties. L aformazione è la medesima di un tempo ed anche il rock melodico è simile a quanto proposto anni addietro. Certo, qui troviamo qualche arrangiamento magari più ‘modern-rock', ma nulla di trascendentale. Parlavo di melodic rock; beh effettivamente la base è quella ma i nostri stemperano il loro sound anche con buone dosi di energia e quindi il prodotto è un buon FM rock da vasto airplay con punte hard e momenti eufonici. Se prendiamo ‘Save The Heart', ad esempio, possiamo dire di essere al contesto di una song prettamente radiofonica. Suadente e melodica. Assurda e fuori contesto la stralunata punk pop song ‘TV-song' che però piace e serve a spezzare il sound...una piccola gocciolina di adrenalina pura per poi tornare alal musica più ‘seria'. Si torna invece a ‘rockare' nella robusta ‘Fallen Angel' aggraziata da un ottimo guitar work. Elegante invece il class rock di ‘Heroes And Knights'. Insomma ragazzi: non sarà un capolavoro ma I soldini per una giusta spesa li vale tutti!!!!
Roby Comanducci
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RUSSEL ALLEN'S
'Atomic Soul'
( Inside Out )
Tracklist :
01.Blackout
02.Unjustified
03.Voodoo Hand
04.Angel
05.The Distance
06.Seasons of Insanity
07.Gaia
08.Loosin' You
09.Saucey Jack
10.We Will Fly
11.Atomic Soul
Line up:
Russell Allenn - Vocals, guitars, bass, keyboards
Robert Nelson - Drums
Guests:
Michael Pinnella - Piano (trk 10)
Jens Joahnsson - Keyboard solo (trk 11)
Brendan Anthony - Guitars solos
Russell Allen, al suo esordio solista con questo Atomic Soul, si cimenta in qualcosa di diverso difficilmente riconducibile a quello che faceva con i suoi Symphony X , dimostrando una buona capacità nel comporre queste canzoni e di suonare in molte parti la chitarra e il basso. Un progetto in cui ha creduto tanto da produrlo, mettendoci ogni speranza per un nuovo percorso musicale. Lo ritroviamo in questa nuova avventura con una timbrica vocale diversa, come se avesse voluto rieducare modulando la sua voce ad una tonalità più bassa, riconducendoci ad un sound tipicamente hard-rock come quello dei grandi: Led Zeppelin, Rainbow, Deep Purple e Thin Lizzy. Le prime canzoni: Blackout, Unjustified e Voodoo Hand ne sono la conferma, il sound ha uno stampo tipico degli anni settanta-ottanta, diretti e potenti. Angel, il quarto brano presente, ha la capacità di rapirti, trasportandoti nella voce bassa, rauca e sensuale di Allen; pronto ad emozionarti con assoli di chitarra. Le note di Angel sfumano e ti ritrovi all'ascolto della sentimentale The Distance, la voce calda ti conquista facilmente coinvolgendoti all'emozione. Se ti sei appena rilassato Seasons of Insanity ti catapulta in un sound più potente, rievocando le doti di questo cantante dagli acuti incredibili. Gaia, il settimo brano, inizia con dei suoni che ricordano il fascino dell'oriente contrastati dal ruvido e roccioso rock, il tutto arricchito con la carica vocale di questo artista. Che dire… il signor Allen non si lascia scappare nulla! In Saucey Jack riesce a regalarci suoni rock'n'blues per proseguire alla decima canzone, We Will Fly, dove troviamo la partecipazione di Pinnella al piano che accompagna la voce di Allen, melodia che ricorda per certi versi un sound più tipico dei Symphony X, cosi come in Atomic Soul, massiccia e potente come un pugno. Cinquanta minuti da ascoltare e riascoltare per essere scoperto e riscoperto ad ogni ascolto! L'anima atomica di questo disco non va sottovalutata al primo ascolto…
AngelDevil
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AUDIOVISION
‘The Calling'
(Metal Heaven/Frontiers)
Bruce Kulick (Grand Funk Railroad & Ex. Kiss) Jeff Scott Soto (Talisman & Ex. Yngwie Malmsteen´s Rising Force) Tony Franklin (Whitesnake, Blue Murder, Firm) Mats Levén (Krux, At Vance & Ex. Yngwie Malmsteen´s Rising Force) Mic Michaeli ( Europe)… sono solo alcuni nomi di grandi guest star che hanno collaborato a questo eccellente album deegli Audiovision. Band formata da Christian Rivel singer dei Narnia e il guitar player dei Lions Share, Lars Chriss. La band sforna un potente ed al contempo melodico class metal che potrebbe accostarsi ad un mix tra Masterplan e Edguy. Quindi molta melodia anche se gli arrangiamenti di base sono incalzanti e dediti a atmosfere ridondanti potenza e feeling. Dieci songs, dove la fa da padrone la bellissima e chiara timbrica del vocalist Christian, il tutto coadiuvato da un guitar work mai esuberante ma che confeziona preziosi solos e un robusto muro di watts.... Plauso anche alla sezione ritmica, sempre puntuale che conferisce un impatto forte al prodotto e, da non dimenticare, il tappeto sonoro fatto dal bravo keyboards player Andreas Lindhal. Le song sono tutte di elevata caratura ed anche originali (cosa rara di questi tempi). Bella l'incalzante e quasi ‘speedy' ‘Show Me The Way', Di diversa estrazione è la lunga (oltre ssei minuti e mezzo...) ‘Love' dall'incedere armonioso e melodico per poi svilupparsi in un calibrato hard rock ricco di un keys sound che rende il sound molro ‘vintage'. Un album consigliato vivamente a tutti...qui i vostri euri saranno spesi bene! Garantito.
Roby Comanducci
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STEVE WALSH
‘Shadowman'
(Frontiers)
'Leftoverture' , 'Point Of Know Return' ma anche il grande ritorno a fine eighties con il superlativo ‘In The Spirit Of Things'. Questi sono solo alcuni capolavori marchiati Kansas e con la superba ugola di colui che ancora oggi è annoverato tra I best singer of the world: Steve Walsh. Il nostro grande artista si cimenta quindi in questo nuovissimo solo album Steve ci regala un saggio di grande musica e di una grande ed ancora ammaliante voce. Solo otto song che però, per durata, ne valgono dodici. Qui siamo al cospetto di un grande rock sinfonico con tinte seventies ma anche moderni arrangiamenti e intense cavalcate strumentali in classico stile pompous. Su tutte la perla d'oro va data alla superba ‘Hell Is Full Of Heroes' , sei minuti di canzone che ammalia per tecnica compositiva, feeling ma anche adrenalina pura. Certamente questo album deve moltissimo al sound Kansas, ma è appetibile da chiunque voglia passare un'ora ascoltando grande musica musica e, ripeto, una grande interpretazione vocale del sempreverde Steve. Dimenticavo: da segnalare I grandi musicisti che hanno preso partte a questo cd: Joe Franco, (Twisted Sister, Magellan) drums, Joel Kosche (Collective Soul) guitars and bass, il mitico David Ragsdale (Kansas) al violino nella song “After” e il guitar mastermind Michael Romeo (Symphony X) che ha dato il suo contributo nelle song parti sinfoniche delle tracce ‘After', ‘Shadowman', ‘Hell Is Full...'
Roby Comanducci
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SPIRITUAL BEGGARS
‘Demons'
(IsideOut/Spv/Audioglobe)
Potente e massiccia come un pugno allo stomaco, torna al full lenght album la band del leader and guitarist Michael Amott a distanza di tre anni dall'ottimo ‘On Fire' e con il debutto del new vocalist JB. Cosa dire, cari miei... I Beggars sin dal bellissimo ‘Ad Astra' del 1999 ci deliziano col loro sound che deriva dal grande heavy rock settantiano di matrice Mountain, Deep Purple, RJ Dio e dai grandi riff di chiara estrazione Black Sabbath. A questo aggiungete una rivisitazione leggermente più moderna ma senza mai perdere la linea musicale di quegli anni. Il risultato è quindi un sorprendente power hard rock, con riff maestosi e incisivi, lunghe (ma non esagerate...attenzione...) ‘galoppate strumentali' ed un groove pazzesco. Infatti il pregio di questo ‘Demons' è il potente groove che il guitar work riesce ad esprimere, supportato da una sezione ritmica devastante e dalla bella voce del nuovo acquisto JB, il tutto impreziosito da partiture di keyboards che rimembrano i grandissimi Purple. Un album bello nella sua totalità, ma se proprio vogliamo capire l'amore dei nostri verso i ‘famigerati seventies' basta selezionare le stupende e ammalianti 'One Man Army' e ‘Dying Every Day' che da sole valgono l'acquisto di questo eccellente ‘Demons'.
Roby Comanducci
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THE DUKE
'My Kung Fu is Good'
(Spitfire Records)
Track Listing:
1. I Give To You 2. Immune 3. Used to Be 4. Summer 5. Suicide Machine 6. Running 7. Show You the Way 8. Breathe 9. Back to You 10. At This Moment
Band:
The Duke (Rich Ward) - vocals
Mike Martin - guitar
Sean Delson - bass
Frank "Bud" Fontsere - drums
Eric Frampton – keyboards
Additional Musicians:
Allison Irby - vocals (1, 4, 9, 10)
Clay Cook - vocals (4, 5, 10)
Julie Dexter - vocals (1, 9)
John Stringer - vocals (9)
Keith Watson - bass
Rick Beato - guitar and keyboards
Billy Grey - guitar
Rasheed Muhammad - additional percussion (1, 2, 3, 4, 6, 7, 10)
Ryan Wexler - additional percussion (1, 2, 3, 4, 6, 7, 10)
Nicole Jurovics - additional percussion (1, 2, 3, 4, 6, 7, 10)
The Duke, un nome forse ancora sconosciuto, altri non è che Richard Ward ex Stuck Mojo e Fozzy, dando una svolta a livello sonoro, ci propone un sound più melodico rispetto al passato. In My Kung Fu is Good, dalle sonorità modern-rock – AOR, si assapora ogni singola canzone, tutte dai suoni eccellenti. Il primo pezzo, I Give To You, è il classico che ti ricarica, i giri di basso sono eccezionali, ascoltandola ti trasmette grinta e voglia di fare. Nella seconda canzone, Immune , la voce calda e profonda di Richard è travolgente, più si ascolta più se ne riscopre la bellezza, così come nelle altre presenti, tutte molto calde e sensuali con la grinta giusta nei ritornelli più accattivanti; qui la timbrica vocale di Richard è riconoscibile rievocando per certi versi i lavori passati ma con molta più tranquillità. Non è difficile provare emozioni con quest'album grazie anche alla presenza di molti musicisti e vocals femminili che hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro con buoni risultati. Come in ogni disco, troviamo quelle che si definiscono ballad, adatte come sottofondo da condividere con la vostra lei o il vostro lui in una serata particolare, o semplicemente da ascoltare mentre vi rilassate. In Summer le voci di Rich Ward e Alison Irby si fondono in una melodia soave, provocando un'atmosfera da sogno, ma quella che tocca l'apice a mio avviso è Breathe, il piano ne è il protagonista, la voce è toccante: respiri un'emozione che ti trasporta e ti culla nei ricordi, come guardare un album di foto rivivendo ogni momento; è indescrivibile la sensazione e arriva diritta al cuore. Indubbiamente una di quelle ballad da riascoltare infinite volte... accanto ad una bella scatola di kleneex. Nell'album l'abilità di questo songwriting è encomiabile, è riuscito con un affilato riff di chitarre e di basso (spesso protagonista in song più accattivanti) a fondere il tutto con piacevoli sonorità canore e a regalare una sorta di magia atmosferica composta di melodia e sentimento, grazie anche alla presenza del piano, fondamentale in alcune canzoni. Un disco piacevolmente intrigante che ti accompagna in un viaggio musicale con feeling …
AngelDevil
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BLANC FACES
‘Blanc Faces'
(Frontiers)
Eccellente album per I fratelli La Blanc da New York, ovvero Robbie lead vocals & chitarra ritmica e Brian basso, percussioni, keyboards, accompagnati da altri artisti di elevata caratura tecnica per questo gaudioso album ‘Blanc Faces'. Un cd dedicato al melodick rock d'autore, con interessanti arrangiamenti di base, chitarre mai esuberanti ma che cesellano solos molto raffinati ed un sound solare di chiara matrice Fm americana. Direi che i nostri apprendono a piene mani dal bagaglio musicale di Foreigner, Survivor, Boston, Loverboy e qualcosa dei Journey e quindi l'album non può che essere di elevata caratura tecnico –compositiva (in ognoi caso i nostri non sono più giovincelli e vantano tantissime collaborazioni nel music biz tra cui Bobby Kimball dei Toto....). Il sound è arioso, zuccheroso in certe partiture ma mai stucchevole o monotono. ‘Blanc Faces' ammalia per le armonie e tutte le song sono su una linea musicale di ottima qualità. Non riesco sinceramente a scegliere dei brani, poichè il disco è da ascoltarsi nel suo insieme, magari sotto l'ombrellone sdraiati al sole o su una bella macchina cabriolet (o anche normale, per chi non ha la prima hehe...) sul lungomare in vacanza. Un disco per l'estate ...che vi allieterà le vostre giornate più belle.
Roby Comanducci
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YAWNING MAN
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Rock Formations'
(Alone Records/ The Stone Circle)
Album strumentale molto introspettivo questo Rock Formations, la band composta da Alfredo Hernandez (ex Kyuss, Queens of the stone age), Mario Lalli (Across The River, Fatso Jetson) e Gary Arce (The Sort of Quartet, Oddio Gasser) ci offre un rock sound dal sapore desertico nel quale risulta presente un'ottima miscela tra punk rock e gusto latino.
Ogni brano e' un'esperienza musicale ben precisa ma tre elementi sono cardine di tutto il lavoro, sole, miraggi e deserto.
Molta sperimentazione in questo disco che affascina sin da subito per la magia dei contenuti, meraviglioso il lavoro di Lalli che ci delizia con affascinanti giri di basso fretless dal suono caldo e avvolgente.
Ipnotiche le chitarre di Gary Arce, sembra quasi di vederlo suonare seduto su di un masso circondato da cactus e serpenti a sonagli, strabiliante la sua capacita' di dosare e mixare con maestria effetti quali delay e reverbero.
Tra i brani piu' interessanti, Rock formations, Perpetual Oyster, Sonny Bono Memorial Freeway, Advanced Darknuss e Buffalo Chips.
Per gli amanti del "desert rock", un disco da avere assolutamente.
Preparatevi un bel drink ghiacciato, sentirete molto molto caldo.
Per Info:
www.the-stone-circle.com
Hardigor
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ROBIN BECK
‘Do You Miss Me'
(Frontiers)
Torna il Grande Rock ad ‘origine controllata'. Ebbene sì; aspettavo da tempo un nuovo full lenght album della rocker del Brooklyn che risponde al nome di Robin Beck. Una bella donna dalla voce leggermente roca ma al contempo soave e complice di una timbrica calda, sensuale ed ‘intensa'. La nostra female singer è nel music biz dal lontano 1979 (ma non si direbbe viste le recenti foto...ehm), ha collaborato con i più svariati ed importanti artisti del music world mondiale come Steve Lukather, Paul Stanley che collaborarono in un suo album intitolato ‘Troubleor Nothin'. Ma anche Desmond Child (il songwriter per antonomasia...), Michael Landau, Jeff Porcaro e tante altre performances con calibri del tipo di David Bowie, Tina Turner, Deep Purple. Meglio che non vado avanti, l'elenco è ancora lungo. Questo però sta a dimostrare la grande capacità musicale della nostra super girl che, esaminando quest'ultimo lavoro in studio, si fa ben valere ed apprezzare. ‘Do You Miss Me', è un gaudioso e maturo album di eccelso rock; ROCK scritto però con lettere maiuscole poichè qui c'è alta scuola compositiva e una superba voce. Robin è capace di cullare i vostri momenti più easy e darvi una scossa di adrenalina senza però compromettere il basilare ed importantissimo gusto eufonico della canzone. In questo album hanno dato il loro contributo Desmond Child (e si sente ragazzi...) Michael Bolton, e altri pregevoli artisti tra cui il suo compagnio, Mr. James Christian che è presente come backing vocals. Le song sono tutte piacevoli e se volete apprezzare una interpretazione ad hoc di Robin ascoltatevi la rockeggiante ed incalzante ‘Your Love is Tough' ma anche l'energica ‘What About Us'....senza parlare invece di bellissime ed ammalianti melodic songs come ‘Find A Little Faith' oppure del gioioso fm rock di 'Coming Back For More'. Il sound di base sembra un mix tra Robin Trower, Mark Spiro, Pat Benatar, Kim Wilde .....spero di avervi dato una vaga idea. Ah dimenticavo; da segnalare l'ottimo guitar work dei guitars player Steffi Hazan (guitars), Nick Savio (lead guitar) e JM Scattolin (additional guitars). In ogni caso un grande album da avere assolutamente nella vostra personalissima discografia. Bentornata Robin!!!
Roby Comanducci
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ANGEL
‘A Woman's Diary – Chapter I'
(Black Lotus Rec/ Audioglobe)
Line up:
Helena Iren Michaelsen - vocals and choirs
Jan "Örkki" Yrlund - guitar and programming / John Stam - guitar
Gerry Verstreken – bass / Steve Wolz – drums / Audun Gronnestad - orchestrations
Okey ragazzi. Cathouse si accinge a recensire quest'album che non è hard rock e/o rnr...perchè direte voi?! Perchè trattasi di un eccellente album ridondante intense armonie, eufonico nel suo incedere e con una voce bellissima, quella della biondissima Angel (ex Trail Of Tears) conosciuta anche per il suo music project Imperia. L'album è indubbiamente interessante, un classico mix di symphonic rock, qualche accenno gotico, atmosfere progressive (NON il prog inteso alla Genesis, attenzione) e poi tanta, tanta armonia. Dodici songs che si fanno apprezzare per la loro originalità, arrangiamento sopraffino e interpretazione vocale. Non manca anche l'energia che però viene filtrata dal pompous music style di base. Un classico esempio? La gaudiosa e rockeggiante ‘Lead You Through Fire' dall'incedere maestoso che ammalia l'ascoltatore sin dalla prima nota. Praticamente in questa song, ma anche in altre come ‘Flames Of Desire' è come trovarsi al cospetto del ragionato mix dei grandiosi Nightwish (...di loro però prendete le song più eufoniche e lente), certe cose del debut album dei Therion, il tutto amalgamato da una female-voice veramente eccelsa e da superbe parti orchestrali che conferiscono ancora più valore a tutte le composizioni. Una voce che è - melodicamente parlando- sublime; ascoltate l'intensa interpretazione della stupenda ‘Mother' e mi direte... Molto avvincente anche il gaudioso ‘pop rock' di ‘Glow In The Dark', una ballad sognante. La signorina in questione è stata anche dal sottoscritto intervistata in questi giorni e tra un po leggerete su questo sito le interessanti cose che mi ha detto. Chi è che ha detto che le donne belle e ammalianti sono solo oche!??! Ma...impariamo che spesso la bellezza ed il talento vanno di pari passo! Un album consigliatissimo a rockers e non. Se volete rilassarvi e godere di sana e buona musica questo cd deve essere vostro!!
Ah dimenticavo. Visitate il suo web site www.helena-michaelsen.com
Roby Comanducci
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HANGFACE
'Freak Show'
(Collective Music - Frontiers)
Proprio un bel disco di debutto questo Freak Show che racchiude al proprio interno evidenti influenze di bands quali Velvet Revolver, Audioslave, Pearl Jam e Stone Temple Pilots (presente nel disco la cover di Down)
Prodotta dal leggendario Eddie Kramer (Hendrix, KISS, Beatles, Nugent, Zeppelin, Bowie, Stones...), la band norvegese ci offre un sound di base power rock unito ad elementi prog, class metal ed in parte grunge.
Il cantato del Singer Biornar Flaa colpisce subito, una voce ruvida e potente che offre il meglio sui toni medio bassi, una sorta di sintesi tra i migliori aspetti Ozzy, Cornell, Vedder e Scott Weiland.
Molto valido anche il lavoro del bassista Hogne Rundber, gia' in luce per la bella collaborazione con Slash per il progetto "Sing a Song of Six Strings".
Notevoli anche i due chitarristi Daggi Helling (ritmica) e Tom Espen Pedersen (solista), quest'ultimo il piu' hard rock della band, intuibile in molte parti la scuola Perry e Slash.
Tra i brani piu' validi, Cancel me, la bella Freak Show dal groove Soundgardeggiante e Ultimate Man dai riff ricchi e incalzanti e dall'inciso trascinante.
Ottimo brano anche It Could be you, splendide le sue backing vovals che ricordano lo stile Blind Melon.
Bravi questi Hangface, band dalle idee molto chiare che riuscira' a farsi apprezzare da Rockers di varie fascie d'eta'. Per info:
www.hangface.com
Hardigor
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JULIETTE & THE LICKS
You're Speaking My Language
(Hassler Records)
Tracklisting : 1.Intro 2. You're Speaking My Language 3. Money In My Pocket 4. American Boy 5. I Never Got To Tell You What I Wanted To 6. This I Know 7. Pray For The Band Latoya 8. So Amazing 9. By The Heat Of Your Light 10. Got Love To Kill (Remix) 11. Seventh Sing 12. Long Road Out Of Hell
Juliette Lewis - voce
Todd Morse - chitarra
Paul Ill - basso
Kemble Walters - chitarra
Jason Morris – batteria
Juliette Lewis, l'attrice di Kalifornia, Strange Days e Natural Born Killers, ha deciso di mostrare il suo lato più selvaggio, alandosi nel ruolo di cantante in compagnia dei The Licks. Amante della musica rock e fan di Iggy Pop suo idolo e fonte d'ispirazione, ci propone circa quaranta minuti di sonorità dallo stile rock-garage. La voce ruvida e graffiante di Juliette ci accompagna nelle dodici canzoni (compreso l'intro) presenti nell'album. You're Speaking My Language il primo brano è carico di vitalità, attacca con foga con una sonorità “oserei dire” rockpunk, per l'aggressività vocale, una bad girl a tutto rock. Carina American Boy, intrigante interpretazione quasi parlata in alcuni pezzi con coretti maschili, azzeccati visto l'argomento. Ogni singola canzone, va ascoltata attentamente e sentirete l'adrenalina salire… Riesce a regalarci anche sonorità più melodiche come: This I Know, bellissima a mio avviso è By The Heat Of Your Light e ultima Long Road Out Of Here interpretate tutte molto olcemente, con voce rauca e sensuale catturandoti all'ascolto di un album targato rock al femminile, dove si accelera e decelera in un sound caldo e intrigante, con energia e personalità, quale quest'artista ha dimostrato anche in esibizioni dal vivo come il primo maggio a Roma. Paragonata a Courtney Love, vedremo se riuscirà a dimostrare e a coinvolgere il pubblico con questo You're Speaking My Language, vuoi parlare la sua lingua? Allora ami il rock sporco e graffiante! Quello di Juliette & The Licks
AngelDevil
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LEGS DIAMOND
‘Out On Bail'
(AOR Heaven /Frontiers)
Considerati a ‘tutto tondo' la risposta Americana ai leggendari Deep Purple I Legs , in attività dal lontano 1974 sono un classico esempio di immortalità della grande musica, quella fata col cuore, la passione e tanta maestria. Autori di album che hanno fatto storia come ‘A Diamond Is A Hard Rock' la band del batterista Jeff Poole e del bass player Michael ‘Diamond' Gargano può essere considerata come uno dei massimi esponenti dell'hard rock melodico americano. Questa rimasterizzazzione impreziosita dall'aggiunta di ben tre nuove bonus track ci propone il loro lavoro ‘Out On Bail', originariamente uscito nel 1984 dopo lo split della line up originale e con Mike Christie e Jim May rispettivamente al posto di Michael Diamond e Roger Romeo (quest'ultimo il guitar player...). L'album quindi è un bellissimo prodotto pere ricordare amare ancora questa band e capire il ‘peso' che ha avuto nel passato e come può avere influenzato le nuove generazioni a venire. Le tre bonus track sono eccellenti e i brani originali, beh che dire, sfoggiano ancora quel ‘non so che' di fresco e attuale. Questo è un segno indiscutibile della grandezza delle composizioni della band; brani come ‘Fugitive', ‘Doomsday Flight', o ‘Nobody's Fool' sono chicche di eccelso ed eufonico hard rock, mentre la monumentale pomp rock song ‘One Way Ticket' insegna a tutti come un brano di sei minuti possa ammaliare nel suo incedere maestoso di tastiere e arrangiamenti. Grandi Legs Diamond!
Roby Comanducci
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GOTTHARD
‘Lipservice'
(Nuclear Blast/ Audioglobe)
Cari ragazzi miei…. Questo che sto per recensire trattasi di uno dei migliori prodotti musicali sfornati da una band hard rock in questi ultimi tempi. Soprattutto, voglio precisare, siamo al cospetto NON di una band qualsiasi o nuova, bensì della band HARD ROCK che attualmente possiamo definire una delle migliori al mondo per classe e musicalità HARD ROCK pura ed incontaminata: I nostri ‘vicini di casa‘ Gotthard!! Una band che dal 1992 ci delizia con il suo sound sempre dedito alle sonorità di cui sopra e, soprattutto, una band che non si è mai svenduta al mercato. Il loro ‘tiro' musicale è sempre rimasto intatto, magari qualche album più soft rispetto ad altri, ma sempre e comunque lineare con il loro stile musicale. Considerando il fatto che gli anni novanta hanno AMMAZZATO l'hard rock, e le poche band rimaste hanno cominciato a ‘respirare solo verso la fine dello scorso decennio mentre altre sono scomparse nel nulla, dobbiamo rendere omaggio e levarci il cappello al cospetto di Steve Lee & company. Alcuni dicevano che il precedente ‘Human Zoo' era troppo ‘commerciale' e rischiava di portare i nostri verso ‘rotte musicali' alternative: BALLE! A prescinedere dal fatto che ‘Human Zoo' è sì un album più easy e commerciale, ma è bellissimo, un piccolo masterpiece di class rock che tutti dovremmo possedere nella nostra personale collezione di dischi. Ma veniamo a questo nuovissimo parto discografico della band svizzera: ‘Lipservice'. Sinceramente ero moooolto curioso nel sentire come avrebbero inciso il successore di Human Zoo'. Avevano due possibilità; rimanere su un rock più ‘edulcorato' oppure tornare ad un sound più tagliente....magari un piccolo riflesso del superlativo‘G'. Beh....hanno fatto un mix delle due cose, e che mix ragazzi!!!!!!! ‘Lipservice' è un autentico gioiellino di incontaminato e puro hard rock arrangiato benissimo e con forti tinte pompous / eufoniche che ovviamente ne caratterizzano la struttura di base. Un album capace di caricarvi di adrenalina nelle song più ‘heavy' e cullarvi nella sua intensa ed intrinseca melodia nei momenti più soft. Devo ammettere che mister Leo Leoni (chitarrista e co-leader con Steve della band) ha fatto un grande lavoro, coadiuvato dal resto della band, ed il nuovo chitarrista Freddy Scherer ha svolto un ottimo lavoro alla seconda chitarra in quanto sostituto dell'ex Mandy Mayer...
Si inizia con ‘All We Are', e si capisce subito l'indirizzo musicale del new album essendo questa una classica hard rock song. Il ritmo si alza con la successiva e pulsante ‘Dream On', song caratterizzata da un heavy rock di facile presa, orecchiabile nelle chorus line ma accattivante e con un buon groove di chitarra. Si prosegue con la stupenda ‘arena song' ‘Lift ‘U' Up' (...che è anche il primo singolo). Batteria e cori in evidenza per questa hard'n'roll song che mette in evidenza la grinta vocale del bravissimo Steve e il suono anthemico che i Gotthard spesso riescono a tirare fuori. Una canzone che da sola vale l'acquisto del cd!! La quarta traccia è la seconda perla del cd. Il titolo è ‘Everything I Want' ed è una canzone melodica che però non è una ballad, bensi un stupenda e armonica rock song, che prende a piene mani dai Def Leppard di ‘Hysteria'. Un capolavoro assoluto che vi consiglio di ascoltare in dolce compagnia...ehm. Si torna invece sul sentiero ‘hard' con ‘Cupid Arrow' e la successiva ‘I Wonder' nella quale la parte da leone la svolgono soprattutto le eccelse chorus line. ‘I'm Alive' invece ha un sound tagliente ed un guitar work più marcato, stile ‘vecchia produzione Gotthard', tanto per capirci , mentre ‘I've seen An Angel ....' è una vera ballata interpretata magistralmente da Lee e con un arrangiamento superlativo. Si va avanti con ‘Stay For The Night' che sembra uscire da ‘1987' dei grandi Whitesnake. Un hard rock diretto e potente, senza mezze misure che poi lascia spazio alla più ‘radiofonica' ‘Anytime Anywhere'. Corposa e con un eccellente guitar work è la successiva ‘Said & Done' mentre un superbo hard rock'n'roll si ascolta nell'altra chicca di questo album, ‘The Other Side Of Me'. E' quindi il momento di tornare a sognare e viaggiare con la mente, e quindi eccovi servita la melodica ‘Nothing Left At All', suadente e ricca di phatos. Arriviamo quindi all'ultima traccia di questo eccellente lavoro in studio, e troviamo l'acustica ‘And Then Goodbye' che viene elevata ai massimi livelli dalla prestazione vocale di uno Steve Lee sempre ai massimi livelli. Non voglio aggiungere altro. Siamo di fronte ad un album che già catalogo nella mia futura top ten di questo 2005 musicale, ed in attesa di vederli tra poco dal vivo in italia, vi consiglio a tutti di fare vostro questo grandissimo album.
Roby Comanducci
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BRAZEN ABBOT
‘My Resurrection'
(Frontiers)
line up:
Nikolo Kotzev: guitars, percussions, additional keys, piano.
The singers: Joe Lynn Turner, Goran Edman, Tony Harnell, Erik martensson
The players: Nelko Kolarov: keyboards, Hammond , piano / Wayne Banks : bass
Mattias Knutas: drums / additional musicians: Tha Sofia String Orchestra.
Un poderoso spiegamento di forze e talenti è presente in questo bellissimo nuovo parto discografico del guitar virtuoso bulgaro Nikolo Kotzev. Con il suo progetto solista , Brazen Abbot, il nostro da vita a questo nuovo ‘My Resurrection' chiamando a se tra le migliori ‘ugole' musicali del settore hard rock, eccellenti musicisti e nietepopodimenoche un' orchestra sinfonica, che impreziosisce con il suo supporto l'intero lavoro in studio, fornendo quel giusto e magico ‘grip' eufonico che eleva il cd ad uno status di elevatissima caratura tecnico/compositiva. Nikolo già lo conoscevamo, tra l'altro reduce da un recente cd&dvd live commemorativo del decennio Brazen Abbot di attività (recensito sempre su questo sito); trattasi di un grande guitar hero, che oltra a suonare gran parte degli strumenti oltre alla sua sei corde, è anche produttore, songwriter, arrangiatore ....praticamente la mente di questo suo grande progetto. Dodici canzoni che, stilisticamente parlando, rendono gloria al caro vecchio e sempre imponente hard rock. Un po come sentire i Rainbow del grande Blackmore tanto per fare un paragone. Quindi siete già avvisati: qui siamo al cospetto di Grande Musica non di semplici ‘easy songs' da classifica radiofonica. ‘My Resurrection' trattasi di un cd da ascoltare attentamente, nelle sue mille sfumature, poichè capace di regalare intense sensazioni all'ascoltatore. Sicuramente, oltre al nostro chitarrista, il merito è anche dei grandi cantanti che interpretano le dodici tracce con la massima professionalità e contribuiscono a dare quel pizzico di originalità in più all'album. Interessante ascoltare le tonalità più ‘rauche' e graffianti di un ‘sempreverde' Joe Lynn Turner, che si alternano alla potente e al tempo stesso eufonica voce del Malmsteen-vocalist Goran Edman. Tony Harnell è sempre al top e la sua timbrica vivace, accattivante ma anche potente e melodica al tempo stesso oramai sono marchio d'indelebile qualità. Bellissima e ‘profinda' anche l'interpretazione vocale del vocalist degli Eclipse Erik Martensson nella superba ‘The Shadows', ballad ricca di phatos e feeling aggrazziata da un magistrale supporto orchestrale di sottofondo. Praticamente un disco al top sotto ogni profilo, fatelo vostro e ne rimarrete entusiasti.
Roby Comanducci
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MOLLY HATCHET
“Warriors Of The Rainbow Bridge ”
(SPV/ Audioglobe)
Line-Up:
Bobby Ingram: Lead And Acoustic Guitars, Bg Vocals
Phil McCormack: Lead Vocals And Harmonica
Dave Hlubek: Lead Guitars And Bg Vocals
John Galvin: Keyboards / Piano And Digital Programming
Rich Del Falvo Piano / Keyboards
Tim Lindsey: Bass Guitar And Bg Vocals
Shawn Beamer: Drums And Percussion
Backing Vocals : Amalia
Grandissimi esponenti del Southern Rock più viscerale e potente, I Molly Hatchet di Bobby Ingram tornano dopo due anni con un nuovissimo full lenght album: ‘Warriors of The Rainbow Bridge'. Un album interamente dedicato alla prematura scomparsa della moglie Stephanie di Bobby, evento tragico che ha influenzato non poco il songwriting di quest'album. Il suono è come sempre potente e il disco si mantiene per tutta la sua durata su alti livelli qualitativo/compositivi come i grandi Molly Hatchet ci hanno da sempre abituato .... Il loro sound è riconoscibile immediatamente, uno stile di southern-boogie miscelato a ingenti dosi di hard rock e chitarre ‘taglienti'. Probabilmente i MH sono , nel panorama southen, una delle band più “heavy” più orientate verso un sound che miscela la cultura e filosofia southern a spunti e musicalità heavy rock. Infatti il cd si apre con un classico sound southern nella bella ‘Son Of The South' e ci stupisce poi nella successiva ‘Moonlight Dancin', dove un affilato riff di chitarra introduce una boogie rock'n'roll song veramente carica di adrenalina. Le song, come detto all'inizio, sono tutte interessanti quindi non mi dilungo in un riassunto particolareggiato. Da segnalare, però, la lunga (circa sette minuti) e conclusiva ‘Rainbow Bridge' una song dal taglio epico culminante nel finale in una sorta di furiosa jam session. Cosa dire.... per tutti i fans e per tutti coloro che si vogliono avvicinare a questa storica band. Un album eccellente.
Roby Comanducci
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CLUTCH
‘Jam Room'
(Megaforce Rec)
Indubbiamente il disco di rock più ‘sporco, sudato e carico di groove che abbia sentito dall'inizio di questo 2005. Ma soprattutto uno dei cd che suona più vintage-seventies di questi ultimi tempi. Stiamo parlando di questo lavoro della formazione del Maryland , Clutch, in attività oramai dal lontano 1991 e con diversi album e singoli alle spalle. Il loro sound è un rock stoner, a metà strada tra i Led Zeppelin, alcuni arrangiamenti funky e sonorità hard'n'heavy. Il tutto condito da un cantato ‘rauco' e acido in perfetto stile old fashioned....a metà anni settanta un album così avrebbe spopolato. Il sound dei nostri, ripeto, è veramente corrobborante nel suo incedere; parti cantate si alternano a lunghe parti strumentali, cambi tempo, atmosfere in bilico tra psicadelia funky, hard, rock ‘n' roll crudo e bastardo. Questa è la caratteristica principale che definisce questo ‘Jam Room' come un cd diretto, un pugno nello stomaco, che non si adagia su armonie eleganti anzi, si diletta nella parte più caparbia e massiccia del sound seventies: la musica suonata e strumentale, a volte magari troppo eccessiva strutturalmente parlando ma che farà la gioia di tutti coloro che NON amano le ‘easy song' sullo stile, strofa-ritornello-solos- strofa.... Qui i canoni sono molto differenti e canzoni quali l'opener ‘Who Wants to Rock' stanno a dimostrare quanto dico. L'album è quindi un ottimo prodotto, ma va ascoltato bene e con cura; magari al primo ascolto risulterà leggermente ‘pesante' ma con i successivi scoprirete la magia di ‘Jam Room'. Un altro ottimo prodotto per le vostre orecchie.
Roby Comanducci
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SOUL SIRKUS
‘World Play'
(Frontiers)
line up: Jeff Scott Soto: vocals/ Neal Schon : guitar / Marco Mendoza : bass / Virgil Donati: drums
Benone. Quando escono album di questa caratura c'è poco da dire. Oppure ci sarebbero tante parole da fare un articolo invece di una recensione. Ma il nostro scopo in questa sede è raccontarvi come sempre con un breve sunto il full lenght album in questione, cercando di trasmettervi quello che potrebe essere il valore del lavoro della band in oggetto. Beh...per i Soul Sirkus diciamo subito senza paura di essere smentiti che trattasi di un progetto, una all stars band che ha partorito un album eccezionale sotto ogni profilo. D'altronde da quattro super-stars come i nostri non potevano che aspettarci un prodotto d.o.c. Un classico esempio di true hard rock sound miscelato a partiture a volte AOR oriented...e con Neil Schon alla chitarra, immaginatevi che TIPO di arrangiamenti aor che possono nascere. LUI che è il maestro , il guitar man (o meglio guitar hero....!!!) per eccellenza del panorama class rock mondiale. Anche se questa considerazione è alquanto riduttiva per un chitarrista della sua portata....considerato a ragione tra i migliori al mondo, ma non solo nel hard rock!!!! La voce di Jeff rende benissimo anche in questo album e conferisce quella particolare dose di cattiveria/adrenalina ai pezzi che acquisiscono corposità ed immediatezza. Menzione d'onore anche alla superba sezione ritmica che è la struttura portante dell'intero lavoro, con quei due mostri sacri di Marco e Virgil!!!! Ben sedici canzoni (beh...la prima è un breve intro però.. ) di cui quatro bonus track che ci regalano oltre 70 minuti di classe pura e momenti carichi di feeling, phatos e grande, GRANDE musica!!!! Difficile estrapolare il brano migliore....qui siamo al cospetto di un vero piccolo gioiellino. Inoltre le song hanno il pregio dell'originalità e si differenziamo l'una con l'altra.... una delizia per l'ascoltatore cje si appresta all'ascolto di questo ‘World Play'. Stupendo l'incedere armonico della lenta e melodica ‘Soul Goes On', dove un Soto in gran spolvero ci regala una bellissima performance vocale, il tutto impreziosito dal guitar work elegantissimo del ‘maestro' Schon. ‘Alive' una delle bonus track si presenta con un ‘vestito' hard rock che potrebbe entrare tranquillamente nella track listing di un album dei Journey. Originale la ‘sudamericana' “Abailar To' Mundo”, poco più di due minuti strumentali (con solo qualche ‘gorgheggio' di Jeff e chorus line dei nostri) che si basano sul lavoro di basso del grande Mendoza. Altro grande brano sprizzante adrenalina pura è ‘Praise' Interessante e densa di emozioni anche ‘Coming Home' un altro lento di gran classe. Mah, nopn voglio elencare tutte le song altrimenti vi tolgo il gusto della sorpresa. Grande album per dei grandi musicisti che ancora una volta ( ma avevamo dubbi?) hanno dimostrato il loro immenso valore.
Roby Comanducci
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ROBERT PLANT
'Mighty Rearranger'
(Sanctuary Rec)
Mighty Rearranger , questo il titolo del nuovo album di Robert Plant, l'ex singer dei Led Zeppelin (leggenda del rock), sono dodici i brani presenti: 1. Another Tribe 2 . Shine It All Around 3. Freedom Fries 4. Tin Pan Valley 5. All The Kings Horses 6. The Enchanter 7. Takamba 8. Dancing In Heaven 9. Somebody Knocking 10. Let The Four Winds Blow 11. Mighty Rearranger 12. Brother Ray
L'inossidabile voce del rock, supportato ancora una volta dagli Strange Sensation, con i quali ha realizzato nel 2002 Dreamland , disco premiato al Grammy Awards , torna proponendo testi profondi, rispettando le sue idee, senza cedere alla commercializzazione dell'immagine, e della sua musica, restando come si definisce “un fottutisimo hippy” e affronta temi importanti .In quest'album dalle sonorità rock-africane, se così si può definire, il nostro Robert Plant riesce a rapirti “musicalmente” conducendoti in un mondo diverso, la giusta alchimia dei suoni tecnologici e più etnici ne sono la conferma. L'evidente esperienza in Marocco ha influenzato molto la scelta dei suoni per questo Mighty Rearranger , prendendo spunto dal suo viaggio, dove ha scritto la maggior parte dei brani. Takamba , il settimo brano presente di quest'album, ne è la prova. In Marocco il Takamba, sono ritmi basati sul movimento del cammello, cosi Plant, ne ha creato una canzone. La passione che si sente per questo mondo, nell'ascoltare l'album, è straordinario. Bellissimo e penetrante il secondo brano Shine it All Around , che diventerà il singolo dell'album, con una voce straordinaria e rabbrividente. Un album, ricco d'intensità e profondità, dall'ammaliante voce, di quello che resterà per sempre, una delle leggende del rock n' roll.
AngelDevil
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JOE PERRY
'S/T'
(Columbia Records)
Finalmente! L'album solista di Joe Perry, è uscito, battezzato semplicemente con il suo nome. Tra i tredici brani contenuti, sono presenti due cover, “ Crystal ship” dei Doors, e “Vigilante man” di Woody Guthrie. Il chitarrista degli Aerosmith qui suona quasi tutti gli strumenti e questa volta ha deciso anche di cantare, le canzoni scelte, si adattano alla sua voce bassa e profonda. La batteria, è suonata da Paul Caruso, co-produttore dell'album e ingegnere del suono (compito già svolto sugli ultimi album degli Aerosmith). Si parte con “Shakin' My Cage”, un sound di puro rock n' roll, carico, e orecchiabilissimo, canzone consigliata nelle serate in discoteca, facile l'ascolto, e difficile il restar fermi. Ragazzi, chiudete gli occhi, mentre partono le note ammalianti di “Pray For Me”, il terzo brano, presente in quest'album: sarà com'essere circondati da danzatrici del ventre, suoni che richiamano l'oriente, accompagnati dalla chitarra rockeggiante, piacevole accostamento di suoni. Ottima interpretazione del brano dei Doors, “ Crystal ship”, la voce profonda, di Joe, è indicata. Dopo l'ascolto di nove pezzi, dalle sfumature blues e schitarrate rock, la decima canzone “Ten Year” è quella che si può definire la “ballad” di quest'album, per rivere emozioni, e sentirvi trascinare dalle note soft. Presenti due brani, strumentali, dal riff rock “Twilight”, e “Mercy”, quest'ultima scritta dodici anni fa, e conservata per la giusta occasione, la pubblicazione di questo”Joe Perry”. Con questo album, ha voluto fare un regalo alla moglie, ma l' ha fatto, anche a tutti noi… Volete qualcosa di piacevole e fluido da ascoltare? Regalatevi questo “Joe Perry”, dal sound blues-rock… Consigliatissimo!
Angel Devil
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HARTMANN
‘Out In The Cold'
(Frontiers)
Ottimo debut album solista per l'ex singer degli Avantasia e At Vance, il bravo frontmen (e guitar player) Oliver Hartmann. Il nostro artista si era già fatto ben valere nelle band appena citate e in altri side project. Il suo background derivativo da Deep Purple, AcDc, Whitesnake, Rainbow fa capolino in quest'album che segna un forte stile hard rock oriented , leggermente più easy delle band appena citate ma comunque il giusto compromesso tra un sound di Strangeways, Dare e i grandi Whitesnake con arrangiamenti stile Giant. Possibile direte voi? Certamente. Il nostro Oliver con questo eccellente ed edulcorato prodotto decisamente Aor oriented, ci regala affascinanti melodie, senza disprezzare però un sound a volte anche vigoroso, ma mai esagerato o noioso. Le song si attestano tutte su standard qualitativamente alti anche se tracks quali l'opener 'Alive Again', la melodica e suadente 'Out In The Cold', 'How Long' dalla batteria 'pulsante' ma anche la semi ballad che chiude il cd 'Into The Light' ricca di pathos..... possono considerarsi le top songs di quest'album. Un prodotto decisamente ben arrangiato e suonato, che potrà indubbiamente abbellire la vostra già bella collezione di cd di rock d'autore!
Roby Comanducci
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SWIRL 360
‘California Blur'
(Atenzia Rec. / Frontiers)
Denny Scott: vocals/guitar– Kenny Scott : guitar/programming/backing vocals – Chad Salls: bass / back. Vocals – Luke Adams : drums / back. vocals
Dopo qualche anno di silenzio, causa cambio di etichetta e altro, i Losangeleni Swirl 360 tornano al full lenght album, e lo fanno confezionando questo ‘California Blur' che, a detta loro, rispecchia e riporta nei testi, frammenti di vita e life style in quel di Los Angeles, adesso.... Il cd è un buon prodotto, i fratelli Scott si dilettano sempre nel loro Fm rock, pop rock con contorni molto ‘radiofonici' e lo fanno bene. Nulla da eccepire infatti: questo ‘California Blur' è il classico album da tenere sempre in macchina ed aspettare le assolare giornate estive per spararlo a ‘manetta' sul vostro hi-fi car stereo. Ma anche in spiaggia, con la vostra radio, mentre godete l'ebrezza del mare e...le belle forme delle ragazze in bikini...hehe. A parte gli scherzi; quest'album ricalca i precedenti lavori della band, ricordiamoci che sono stati in classifica con un interessante hit single ‘Hey Now Now' tratto dal loro cd ‘Ask Anybody'. Certo, in Italia non sono conosciuti, ma sono convinto che il loro solare e frizzante sound, mai impegnato o ipertecnico, vi allieterà le migliori giornate della prossima estate. Dico questo poichè trattasi di un album da ascoltare in un ambiente allegro, la musica che sprigiona ben si addice alle vacanze, al divertimento. Su ‘California Blur' non ci sono assolo di chitarra, arrangiamenti superlativi, tecnica esasperata. Trattasi di un interessante rock album, piacevole nel suo complesso: le song più ‘gettonate' potrebbero essere la stessa title track, l'opener ‘Oblivion', ‘Chemical (my true love) e la conclusiva acustica ‘Okay'. Bene, bene. Se volete un cd di buon fm rock, questo è per voi.
Roby Comanducci
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DARE
‘The Power Of Music – Live in Munich ' (cd)
(MTM/Frontiers)
Parlare della band di Darren Wharton fa sempre molto piacere, e soprattutto il piacere è ancor più alto costatando che il bravo ex Thin Lizzy oramai si è ritagliato una fetta di mercato e di fans tutta sua, dove con i suoi DARE sta lasciando sicuramente un'impronta indelebile. Ricordiamoci tutti che il Sig. Wharton è l'artefice di uno dei dischi più belli di Adult Oriened Rock di fine eighties: il masterpiece ‘Out Of The Silence'. Pietra miliare oramai, per il suddetto genere ed anche cd mai superato dallo stesso Wharton coi suoi lavori successivi. Tanto di cappello, comunque, poichè i Dare si sono matenuti sempre su elevati standard qualitativi/compositivi. Adesso stiamo recensendo invece non l'ultima fatica in studio, bensì questo live (che esce sia in CD sia in DVD) ‘The Power Of Nature', la cui unica ‘pecca' ( se di ‘pecca' vogliam parlare...) è la breve durata –solo dieci tracce, meglio quindi la versione DVD contenente diversi bonus - e la mancanza di songs tratte dal masterpiece prima citato. Per il resto il suddetto live è stato registrato in quel di Monaco, i suoni sono egregi (giusto mixaggio tra band e pubblico, non come in molti live dove il sound è sterile o l'opposto, soffocato da grida e urletti...) e la band è in gran spolvero. I brani proposti mettono in luce la sempre eccelsa preparazione artistica della band e soprattutto l'interpretazione vocale del leader/singer Darren, capace con la sua tonalità ‘calda' e ammaliante della voce, di fare provare sempre forti emozioni. Consigliato!
Roby Comanducci
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TALISMAN
'Five Man Live'
(Frontiers)
Questo e' uno di quei live che lasciano veramente il segno, i Talisman sono un gruppo talmente perfetto che difficilmente possono essere trovate parole giuste per poterlo descrivere.
Un doppio live datato 2003 e composto da due concerti differenti, questa l'idea della band composta dal grande Jeff Scott Soto (vocals), Fredrik Akesson (guitar), Howie Simon (guitar), Marcel Jacob (bass) e Jamie Borger (drums).
il disco 1 contiene la performance della band al Club Mondo di Stoccolma mentre il disco 2 alllo Sweden Rock festival sempre nella capitale svedese.
Eccellenti le registrazioni e la cura dei suoni, tutta la classe e la potenza della band e' totalmente valorizzata dall'ottima produzione affidata direttamente a Marcel Jacob.
Straordinaria l'intensita' di entrambe i live, Jeff e' veramente un Singer con la S Maiuscola, una voce che ogni band vorrebbe avere.
Gli oltre quindici anni di carriera in ambito hard rock emergono totalmente in questo magnifico live, a mio avviso uno tra i migliori degli ultimi anni in questo ambito.
Bellissime le esecuzioni di brani quali Break Your Chains, Skin on Skin e Scream of Anger, delle vere perle suonate in maniera incredibilmente maestosa.
Per concludere, un disco da avere assolutamente, una vera 'chicca' hard rock tutta dal vivo.
Per info:
www.jeffscottsoto.com
Hardigor
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V8WANKERS
'The Demon Tweak'
(Rude Rec. / Frontiers)
Nuovo album per questi interessantissimi e potentissimi street-punk rockers tedeschi gia' in evidenza in passato per le precedenti produzioni e come special guest live per bands quali Rose Tattoo e Motorhead.
Immediatezza, potenza e rabbia, queste le componenti di "The Demon Tweak", un disco che suona molto punk ma che al proprio interno contiene forti richiami Rn'R e metal.
Decisa e graffiante la voce del Singer Lutz Vegas, incredibile la sua capacita' di agganciarsi al brano tenendo costantemente al massimo il tiro dello stesso.
Come da buona tradizione punk, la durata di ciascun pezzo risulta relativamente corta ma a differenza di molti lavori associabili a questo genere, non si riscontra monotonia durante l'ascolto.
Come detto in precedenza, non solo punk in questo disco, il cocktail che ci viene offerto dai v8w contiene anche ingredienti di sapore diverso.
Intuibili richiami a bands storiche quali Motorhead, Bad Religion, Judas Priest ed AC/DC ma anche, seppur in minima parte, alle nuove tendenze rock scandinave.
Bellissima la prima traccia intitolata Bad Ass Boys, forse la piu' Rn'R del disco, notevole anche San Francisco con i sui tarantolati e allucinati stop & go.
Accelleration Nation, song che sembra fondere gli stili di Backyard Babies e Hardcore Superstar in chiave punk, risulta un altro pezzo forte del lavoro.
Degna di rilievo anche la rabbiosissima No One Says no to v8w, sembra quasi che la band voglia farci capire di che pasta e fatta.
Per concludere, un disco consigliatissimo ai fedeli del punk rock di qualita' ma anche a tutti i Rockers legati a sonorita' piu' obuste Motorhead oriented.
Per info:
www.v8wankers.de
Hardigor
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BRUNO ROCK
‘Interaction'
(MTM/Frontiers)
Line-Up:
Vocals, Guitars - Bruno Kraler
Keyboards - Fredrik Bergh (STREET TALK)
Bass - John Billings, Rachel Bolan (SKID ROW)
Guitars - Bobby Altvater (AFFAIR), Alex De Rosso (ex DOKKEN)
Drums - Paolo Morbini (ex EVA and EXILIA)
Produced by Michael Wagener (DOKKEN - OZZY OSBOURNE - METALLICA - ALICE COOPER – ACCEPT- SKID ROW -EXTREME)
BRUNOROCK è il progetto solista del frontman ( singer / guitarist) di NIGHTPRIDE e DARK SKY Bruno Kraler. Questo nuovissimo ‘Interaction' trattasi del terzo lavoro in studio dopo due lavori quali l'omonimo del 1994 e ‘X-OVER' nel 2002!
La peculiarità di Bruno è sempre stata quella di circondarsi di artisti molto bravi di fama internazionale e comunque session man d'eccezione. Il risultato è sorprendente anche perchè eleva questo ‘Interaction' al rango di uno dei migliori cd di questo genere hard rock / class rock americano , usciti dall'inizio di questo 2005! La formazione (come potete leggere sopra) è eccellente con due membri De Rosso / Morbini che sono tra i migliori session/artisti che abbiamo in italia...e addirittura la presenza di Bolan degli Skid! Il Cd suona bene, anzi è dirompente e al contempo melodico in tutte le sue undi tracce. La voce di Bruno eccelle sia nelle parti hard sia in quelle più eufoniche come la stupenda ‘Pray For The Rain' che da sola vale l'acquisto di questo piccolo gioiellino intitolato ‘Interaction'. Ricca di phatos e l'ammaliante ‘Let Me be The One' che riporta a certi lenti à la Mr Big, tanto per capirci!! Se volete invece farvi salire la pressione e ascoltare un grande brano di hard rock fm oriented ...beh, sentite ‘Take The Throphy'. Non voglio prolungarmi in quanto tutte le song sono degne di nota, ma una in assoluto mi ha lasciato a ‘bocca aperta' ( e non è facile credetemi): la conclusiva ‘La Fonte Dei Sogni'!!! Si avete letto bene, una song cantata in ITALIANO, bellissima, intrigante, commerciale e da un refrain eccelso. In questa song Bruno è riuscito a miscelare armonie e feeling al massimo livello. Il motivo di un brano cantato in italiano non lo so...forse la presenza dei nostri De Rosso e Morbini, cosa che comunque ha reso ancora più prezioso quest'album. Da avere a tutti i costi!! Un vero piccolo gioiellino!!!
Roby Comanducci
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MILAN POLAK
'Dreamscapes'
(Lion Music /Frontiers)
In attività sin dai primi anni novanta con tantissime collaborazioni con molti artisti di calibro internazionale, numerose release (per vedere la sua discografia linkatevi a http://www.lionmusic.com/artists/polak.htm ) il nostro guitar man, addirittura osannato dalla stampa/critica locale Austriaca come uno dei migliori chitarristi provenienti da questo paese, ci regala questo nuovissimo album strumentale ‘Dreamscapes'. In questo cd - la cui caratura tecnico-compositiva preciso subito essere di alti livello - si respira una musicalità piena, che non lascia spazi ‘vuoti' e soprattutto non annoia (cosa molto importante per un lavoro strumentale!!!). Si spazia da sonorità ‘à la Satriani' per cambiare poi allo stile originale dello stesso Milan. Bellissime le due ‘lente' e melodiche ‘Girlsfriends' e ‘Dreamscapes', oppure l'ammiccante opener ‘Panic Room'. Atmosfere gitane con una chitarra classica stupefacente si ascoltano nella bellissima ‘Spanish Romance' mentre la successiva ‘Quicksilver' rende omaggio al maestro Satriani del periodo ‘The Extremist'. ‘Joyride' rende invece omaggio ad un FM rock molto radiofonico che se fosse ‘cantato' sarebbe un sicuro hit da trasmettere. Troviamo poi un'alternanza di song più ‘hard-oriented' ad altre più melodiche, ma il pathos lo raggiungiamo nella stupenda ‘Sometimes I Still Miss You' che chiude con lae sue delicate eufonie di base un albun indubbiamente valido e consigliato non solo ai chitarristi, ma a tutti coloro che vogliono godere di buona musica suonata con passione.
Roby Comanducci
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HEARTLAND
‘Move On'
(Escape Frontiers)
Vocals: Chris Ousey /Guitars: Steve Morris /Bass: Mathias Gregerson / Drums: Rasmus Dueldahl /Drums: Bjarne T. Holm on #5 Giunti al traguardo del nono album I figli della terra d'Albione Heartland ci regalano questa new release sempre dedicata ad un eccelso adult oriented rock colmo di phatos e arrangiamenti sopraffini. I nostri si sono sempre evidenziati per il loro corposo sound che ammalia l'ascoltatore e dosa un'incredibile melodia con parti di guitar work indubbiamente accattivanti e ‘hard' che contribuiscono a ‘pompare' il prodotto non rimanendo quindi nei canoni del puro FM rock. Basti sentire l'opener ìHard Hearted Man' oppure la dirompente ‘City Of Light' per rendersi conto di che pasta sono fatti questi musicisti. Senza ombra di dubbio menzione particolare per Chris Ousey alla voce ma soprattutto al lavoro del guitar man Steve Morris, capace di cesellare solos incandescenti come anche eleganti partiture di chitara per cullare le vostre orecchie. Ovviamente non mancano le ballad (se così vogliamo chiamarle anche se non le definirei proprio in questa maniera...), come l'interessante e armoniosa ‘Hell Or High Water'. Se volete invece ascolater un classico e eccelso esempio di Fm rock molto mainstream da sparare a ‘palla' quest'estate nella vostra auto ...beh, selezionate la traccia numero sette, ‘Too Sad To Cry'. Praticamente questo ‘Move On' non perde colpi e tutte le tracks sono su un livello qualitativo elevato. Un acquisto sicuro che farà felice molti fans.
Roberto Comanducci
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LANA LANE
‘Lady Macbeth'
(Frontiers)
Tracklisting: The Dream That Never Ends; Someone To Believe; Our Time Now; Summon The Devil; No Tomorrow; Shine On Golden Sun; The Vision; Keeper of The Flame; We Had The World; Dunsinane Walls – Bonus video: Someone To Believe
Signore e signori eccoci dunque al cospetto di un altro gioiellino musicale: ‘Lady Macbeth', il nuovo concept album della regina incontrastata dell' heavy rock sinfonico e progressivo. Lana lane oramai è un punto fermo per tutti coloro che amano atmosfere fiabesche o sognanti, basate su una linea musicale molto prog oreiented (il progressive più moderno però, non quello settantiano...nda) sulla quale vengono impostate armonie e arrangiamenti tendenti ad un hard rock elegante e pomposo, mai aggressivo ma tagliente al punto giusto. Un eccelso lavoro della vocalist oramai da sempre accompagnata da quel talento naturale che risponde al nome di Erik Norlander (tastierista, ma anche co-autore e produttore dell'intero cd...nda). Il sound è eccellente è regala intense eufonie di base ricche di phatos probabilmete dovuto al fatto che tutta la storia è l'estapolazione di un'opera del grande Shakespeare. Da segnalare anche l'intenso ed elegante guitar work del virtuoso Peer Vershuren sia in fase di accompagnamento che nei solos di indubbia qualità. Un album da ascoltare con calma, in una tranquilla serata, per rilassarsi e cullarsi beandosi della sublime voce di Lana.
Roby Comanducci
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MIDNIGHT
‘Sakada'
(Black Lotus Rec./ Audioglobe)
Complesso, intrigante, introspettivo e di elevata caratura tecnico/compositiva: questo è il commento che viene subito alla mente dopo un attento ascolto di questa nuova release solista ‘Sakada' del grande singer dei gloriosi Crimson Glory, Midnight. Ebbene sì: il nostro trattasi di uno di quegli artisti con la ‘A' maiuscola, un cantante d'eccezione che ci ha regalato intensi momenti grazie alla sua preziosissima ugola d'oro. Il suon cantato è qualcosa di speciale, l'intonazione, il timbro, l'estensione vocale sono unici e lo sanno bene i tantissmi estimatori di questo grande vocalist. Ricordiamoci i bellissimi album coi Crimson (‘Crimnson Glory' 86, ‘Transcendence' 88 e ‘Strange & Beautiful' 91) autentici masterpiece per chi vuole un heavy metal classico e sinfonico al tempo stesso. Ma adesso il nostro si diletta con il suo progetto solista. ‘Sakada' è un cd strano, non ben catalogabile in un genere particolare, ma non per questo noioso, tutt'altro. All'interno delle nove tracks si assaporano differenti situazioni musicali...anzi, soluzioni musicali oserei dire. Quest'album è un gaudioso mix di heavy metal fuso con rock psichedelico e elementi esoterici, orientali, tratti da una musicalità drammatica ed al contempo ridondante phatos ed intense e sottili armonie. Un disco da ascoltarsi comodamente seduti per assaporarne le tante sfumature che le songs presenti riescono a regalarci. Non vorrei elencare tutte le song, poichè l'album dovete scoprirlo voi stessi, canzone dopo canzone. Ad ogni modo l'opener ‘Incubus' prende a piene mani dal passato Crimson Glory mentre cambio completo di linea musicale l'abbiamo con la seguente e ‘melanconica' ‘Berber Trails', dove la drammaturgica ed originale musicalità interiore di Midnight esce allo scoperto. Un cantato quasi ‘malato' , sofferente nel suo incedere su un tappeto sonoro quasi esotico e melodie che trasportano la mente verso luoghi lontani e sperduti. Un continuo alternarsi di musicalità è la caretteristica principale di questo ‘Sakada'. Su tutte la differenza tra la più rockettara ‘Little Mary Sunshine' e la successiva ‘Miss Katie' song introspettiva dove addirittura compare il banjo, tra gli strumenti usati nel comporla e suonarla. Per i ‘palati più heavy' la bellissima heavy song ‘War' regala forti emozioni per poi riadolcire l'ascoltatore con la lenta e melodica ‘Lost Boy'... Inutile proseguire: questo album è per tutti coloro che non si accontentano di un ‘semplice' album suonato bene, ma vogliono originalità miscelata ad un pizzico di magia compositiva. Da segnalare la presenza tra i guest musicians di Ben Jackosn, vecchio amico e bassista dei Crimson Glory. Grande Midnight, ottimo lavoro!
Roby Comanducci
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CORROSION OF CONFORMITY
'In The Arms Of God'
(Sanctuary Rec. / Edel)
La prima cosa che emerge dall'ascolto del nuovo cd dei Corrosion of Conformity ”In the arms of god” è l'assoluto ed eccelso livello tecnico della band attiva ormai sul mercato discografico da moltissimi anni.
In questo cd i brani hanno sostanzialmente una durata media maggiore rispetto a molti cd in commercio, infatti il cd dura più di un'ora.
La band sembra volerti lavorare a fuoco lento, con riffs molto oscuri e pesanti che si susseguono dall'inizio alla fine del cd. C'è poco spazio alle sperimentazioni, è un disco che sicuramente affonda le proprie radici negli anni settanta, con citazioni anche blues come nell'iniziale”Stonebreaker”che inizialmente sembra che abbia come ospite alla chitarra un certo Gary Moore x poi evolversi in un pezzo midtempo con continui cambi di tempo.
Questo sarà lo standard medio del disco, c'è un costante senso di claustrofobia mentre l'ascolti, sembra che Pepper e Co. vogliano trasportarti in un viaggio dove vengono citati capostipiti del genere quali Black Sabbath su tutti e i loro contemporanei Alice in Chains ovviamente rivisitati dalla band che ripeto viene sempre citata da bands importanti come Metallica e Megadeth come tra le proprie favorite.
Anche Axl Rose all'epoca si presentò in un'intervista indossando la loro t-shirt non a caso. E' una band che ha molti fans tra i musicisti.
Pezzi tirati e velocissimi non ce ne sono, han lavorato moltissimo sui riffs e la batteria è incredibile in questo disco.
L'unico pezzo completamente fuori dai canoni è la ballata”Crown of Thorns”dove Pepper Keenan da Lucignolo torna ad essere angelo con una prestazione vocale quasi eterea.
Un disco che richiede diversi ascolti prima di essere apprezzato, assolutamente non facile e digeribile al primo ascolto ma indubbiamente è un disco ben riuscito.
Un appunto che mi sento di fare che in alcuni pezzi il disco sembra essere lievemente trascinato, alcune songs sicuramente avrebbero avuto maggior fascino se fossero state più corte, per il resto un bel
disco.
Le tracce più riuscite ”Rise river rise”, ”Infinite war” e ”Crown of thorns”.
Mau 'The alien'
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BILLY IDOL
“Devil's Playground”
(Sanctuary Rec)
Dopo la bellezza di 12 anni dal suo ultimo lavoro in studio del 1993 vale a dire”Cyberpunk”fa il suo grande ritorno sulle scene Billy Idol e il tempo sembra in un certo senso essersi fermato x lui agli anni 90.
Non ci son parole per definire un disco sinceramente ben riuscito come questo. Si parte subito con 2 pezzi molto carichi come “Super overdrive” e col secondo”World comin own”dove personalmente credo che il buon Billy abbia fatto una bella indigestione di dischi dei Good Charlotte.
La cosa che personalmente da fan di Billy trovo un pò cambiata è la sua voce.La trovo molto più pulita e meno roca rispetto al passato anche se nei passaggi lenti della terza canzone vale a dire”Rat race”è inconfondibile tanto quanto il suo urlo.
Ci sei mancato tanto Mr Idol, in tutti questi anni. Sembrava che dovesse tornare già nel 1998 con un disco insieme a Matt e Duff dei Velvet Revolver,ma le uniche sue performances discografiche son in un greatest hits e soprattutto nel bellissimo”Vh1 torytellers “del 2002.
Un pezzo che si candida ad essere un singolo per il futuro è”Sherri”la quarta canzone dove la fa da padrone la melodia e la splendida chitarra del fido Steve Stevens che avrà perso si la famosa cotonatura improponibile ma alle 6 corde resta il solito enomeno.
Si continua con un pezzo lento come ”Plastic Jesus” e qui veramente la voce di Billy è graffiante come ai vecchi tempi sulla hitarracustica di Steve, un pezzo magnifico che sicuramente nei suoi concerti futuri sarà uno dei pezzi accolti in modo migliore.
Il primo singolo”Scream”mi riporta alla mente moltissimo ”Speed” la canzone omonima usata per un omonimo film,è segnata da un riff molto incisivo di Steve iniziale prima che esplode il tipico ”Yeah” di Billy e dove la batteria di Brian Tichy ex Slash's Snakepit fa da adrone x il resto del brano.Un pezzo dove Billy è straincazzato e un pezzo assolutamente ballabile e scuotichiappe.
Ecco di nuovo le influenze (o è lui che li ha influenzati) di bands come Blink182 e Good Charlotte nel seguente ”Yellin at the xmas tree”, un pezzo sul Natale e infatti in sottofondo se ascoltate sentite pure le campane ehehe. Direi proprio un'americanata azzesca…
Un pezzo più oscuro degli altri è ”Romeo's waiting” un pezzo che ha molte sonorità tipiche degli anni 80, con un bel cambio di tempo a 1quarto di canzone.
La seguente”Body snatcher”inizia in modo sperimentale,un riff molto potente di Steve su cui parte subito una base elettronica, un pezzo molto ballabile, influenzato sinceramente da alcune cose dei New Order,pezzo che poteva sicuramente finire su”Cyberpunk”e nessuno se ne sarebbe accorto. Pezzo per il sottoscritto comunque + che buono.“Evil eye”è un pezzo invece dall'andatura molto rallentata,con effetti particolari sulle chitarre tipiche dei Korn anche se poi un effetto sulla chitarra di Steven mi ha ricordato parecchio quello che fecero gli U2 su”Hold me,thrill me, kiss me, kill me”.
Incredibile nella canzone n.11,sicuramente lui non sa manco chi sono ma all'inizio mi sembrava di ascoltare proprio 1 cosa dei Litfiba di Ghigo e Piero dei tempi belli.sembra di stare nel far west,e da un momento all'altro su questa cmq molto gradevole e lenta ”Lady do or die” mi aspetto l'arrivo degli indiani.
Anche il seguente pezzo si mantiene su uno standard tranquillo,molto anni 70 e “On the road again”, questa è “Cherrie” pezzo che mi piace veramente moltissimo e che mi ha sorpreso tantissimo.Non mi ricordo nessun pezzo simile nella lunga carriera di Billy.
Si conclude poi con un altro pezzo lento quale”summer running”dove la chitarra arpeggiata di Steve domina sulla batteria suonata con tipico tempo militare di Brian e con l'orchestra in sottofondo,un pezzo molto delicato e riuscito e qui per me Billy mi regala le emozioni più belle con la sua voce. Poi il pezzo cambia completamente registro e diventa molto più cattivo,prima di ritornare soave.
Sostanzialmente un disco ben riuscito, dove Billy ha sicuramente limitato di molto le sperimentazioni elettroniche di”Cyberpunk”e che non mi lascia con l'amaro in bocca. Ha voluto comunque sperimentare alcune cose senza snaturandosi il buon e vecchio caro Billy (
N.d.a.un sentito grazie ad Angel Devil).
Mau 'The Alien'
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NEIL ZAZA
“Melodica”
(Mascot Records / Edel)
Neil Zaza, grande chitarrista melodico strumentale, torna sulla scena con questo splendido disco intitolato guarda caso, Melodica".
C'e' veramente molto sentimento in questo lavoro, ogni song e' una sorta di viaggio all'interno della melodia pura dove la chitarra di Neil offre il massimo della propria espressione, brano dopo brano.
Trattandosi di un album totalmente strumentale dove la chitarra solista riveste un ruolo di assoluto primo piano, il lavoro affascinera' sicuramente tutti coloro che abbracciano la fede della sei corde ma non solo.
Come quasi sempre accade, i risultati piu' magici e affascinanti nascono fondamentalmente dalla naturalezza e dalla voglia di fare musica, semplicemente per il gusto di farla.
Gran classe anche per quanto concerne i compagni di viaggio voluti nuovamente da Zaza per questo cd, Bill Cioce (drums), Doug Johns (bass) e il grande Mark Leach (hammond B3, Organ, Clavinet) risultano dei Musicisti eccezionali.
Impressionante la sinergia e la complicita' che emerge durante l'ascolto degli arrangiamenti, il tappeto sonoro e' talmente perfetto per consentire a Zaza il massimo della sua espressivita'.
La complessita' del lavoro, non conesente un inquadramento ben preciso all'interno di un genere particolare, sono comunque intuibili forti richiami funky, aor, blues, RnR, jazz e fusion.
Unica pecca, se proprio vogliamo trovarne una, l'eccessivo uso di synths quando francamente, poteva esserne fatto a meno.
Concludendo, un disco sensazionale, da ascoltare rigorosamente in cuffia lasciandosi trasportare nello splendido mondo creato per noi da Mr Neil Zaza.
Visitate il suo sito: www.neilzaza.com
Hardigor
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WEDNESDAY 13
“ Transylvania 90210”
(Roadrunner Rec) Members:- Ghastly - Drums/ Kid Kid - Bass/ Matt "Pig" Montgomery - Guitar
/Wednesday 13 - Vocals/Guitar
tracklisting:
1. Post Mortem Boredom 2. Look What the Bats Dragged In 3. I Walked With a Zombie 4. Bad Things 5. House by the Cemetery 6. God Is a Lie 7. Haunt Me 8. Transylvania 90210 9. I Want You…Dead 10. Buried by Christmas 11. Elect Death for President 12. Rot for Me 13. The Ghost of Vincent Price 14. A Bullet Named Christ
Potente, diretto, cattivo e ‘malato': questo è quanto mi vine da dire subito dopo il primo ascolto del lavoro solista del singer dei Murderdolls, Wednesday 13. Il nostro con questo indubbiamente interessante album ‘Transylvania 90210' ci regala una dose di adrenalina come pochi prodotti usciti in questi ultimi mesi ci hanno saputo regalare. Un sound che deriva tra un mix di Murderdolls e Frankestein Drag Queens (la vecchia band del singer ...) non disdegnando anche spunti alla Rob Zombie, senza però l'uso smodato di sampler e suoni campionati. ‘House By The Cemetery' è lì appunto a dimostrare quanto ho appena scritto. Qui siamo alle prese coi classici strumenti e le keys che in certe song tessono un tappeto sonoro maligno e stuzzicante che potrebbe essere usato tranquillamente come atmosfera in qualsiasi film horror. Per esemplificare al massimo quanto appena detto ascoltatevi la title track e mi direte. Le song, tutte caratterizzate dal forte groove ed un guitar work corposo, distorto ma mai banale, sono tutte di elevata caratura. Non troviamo solos di chitarra o masturbazioni funamboliche, qui il suono si basa su un massiccio ‘ensamble' musicale che accorpa un gusto particolare di fare musica rock. L'horror rock, come dicono gli stessi membri della band è qui ben marcato, ma senza etichettare troppo direi che siamo al cospetto di un cd di power rock'n'roll, basato su parti corroboranti e a volte anche anthemiche. Su tutte svetta la poderosa ‘I want You...dead'. I nostri ragazzi hanno capito che non essendo più negli anni ottanta, il rock potrebbe essere ‘vestito' e presentato in una forma leggermente diversa ma pur sempre shokkante e glamour. Glamour non per sonorità, attenzione, Wednesday non suona à la Pretty Boy Floyd o D'Molls, ma per attitudine. Wednesday 13 ha probabilmente capito molto bene come fare musica nel secondo millennio, e soprattutto come riuscire ad essere abbastanza originali mantenendo un forte ‘tiro' ma anche – se vogliamo- una buona commerciabilità del prodotto. La ‘ballabile' I Walked With a Zombie' è l'esempio. Un cd dedicato a tutti coloro che vogliono provare violente emozioni, che vogliono passare tranquillamente una serata ‘gothika' con la propria girl, oppure vogliono caricarsi di adrenalina con lo stereo a ‘palla' prima di un appuntamento importante. Acquisto vivamente consigliato per uno dei migliori prodotti pubblicati in questi primi mesi del 2005. Vi sono piaciuti i Murderdolls? Beh, questo ‘Transylvania 90210' è probabilmente un gradino superiore! Roby Comanducci
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TRIGGERDADDY
"Stereosonic Meltdown"
(LiveWire/ Cargo Rec./ Frontiers)
Finalmente dopo tanti anni di lavorazione, esce sul mercato il nuovo lavoro di Tim Karr. E'da anni che sul suo sito ufficiale si potevano ascoltare estratti da questo cd. Non esce come Tim Karr come lecito aspettarsi ma esce col nome TRIGGERDADDY, un vero gruppo seppur estemporaneo. Realizzato in coproduzione con Gilby, che Tim conobbe grazie a Matt Sorum,Los Angeles è un grosso crocevia dove c'è un giro ben stretto di musicisti...Il cantante realizza x un album il sogno di molti Gunners: quello di chiamare a raccolta musicisti degli Slash's Snakepit e della band di Gilby Clarke. In questo disco dalla confezione molto spartana, solo copertina e all'interno soltanto i crediti di chi suona infatti son presenti nomi come Gilby Clarke,Johnny Griparic o Blackout come volete chiamarlo degli Slash's Snakepit, Eric Singer dei Kiss e della band di Gilby Clarke,Chad dei Faster Pussycat e band di Gilby, Muddy della band di Gilby, Teddy zig zag dei Gnr e Alice Cooper band, Ryan Roxie degli Slash's Snakepit e Alice Cooper e Brian Tichy degli Slash's Snakepit e Billy Idol.
Il disco si apre con 'Space and Time' pezzo che può ricordare in alcuni tratti i migliori Enuff'z Nuff dominato dalla chitarra di Gilby Clarke, un pezzo riuscito veramente bene che può essere definito tranquillamente un anthem.
Il ritmo aumenta e diventa chiaramente stradaiolo con influenze dei primi indimenticati Bon Jovi in 'Gimme Sum Skin' .Anche questo ottimo pezzo.
Ed ecco la terza canzone,abbracciate qualcuno,basta che lo fate,alzate le braccia e fate andare l'accendino, la classica ballatona da cheeck to cheeck è qua ed è 'Enemy' un pezzo dove compare l'inconfondibile Hammond di Mr Teddy Big Man Zig Zag Andreadis.
Il ritmo si mantiene molto sull'AOR con 'Jesus Cowboy' anche questo un pezzo sicuramente non brutto e che vede x me il miglior assolo di Gilby Clarke del disco,breve e intenso prima di sfociare in un soave bridge dove possiamo sentire il buon lavoro di Eric Singer alla batteria.
Un pezzo invece che potrebbe essere benissimo un outtake di un qualsiasi disco di Gilby Clarke,con l'influenza subliminale dei Cheap Trick è 'Can't Get High ' dove Tim si cimenta alla chitarra con Mr Gilby Clarke. A un certo punto chiudete gli occhi e potrete sentire gli echi della Gilbyana 'Skin and Bones' che vi ronzano incessantemente nelle orecchie…
E'il turno di un'altra ballata,questa decisamente sullo stile dei Jellyfish , è TRAIN 2 NOWHERE dove torna a farla da padrone in sottofondo l'hammond dell'immenso in tutti i sensi Teddy Zig Zag.
Il ritmo rimane tranquillo nella seguente 'Shape Of Things 2 come' dove fa la compasa Ryan Roxie che offre il suo prezioso assolo in un pezzo però che x il sottoscritto è il più debole di questo ottimo disco.Un pezzo abbastanza trascinato e svogliato salvato solo dal grande assolo di Ryan Roxie.
Che disco potrebbe essere se non ci son le covers?Ed ecco che questi TRIGGERDADDY ce ne offrono ben 2.
La prima è PEACH di Prince,che vien rifatta esattamente uguale all'originale,una canzone che se sapete l'inglese bene è un controsenso unico,tutti preferiamo comunque la BITCH alla PEACH, la zoccolona alla pesca. L'unica aggiunta rispetto a Prince è che c'è spazio anche x le tastiere di Teddy.I più attenti Gunner sapranno od ora glielo dico io che anni fa pure Slash si era cimentato in questa cover insieme alla voce consumata da alcool e sigarette di Mr Rod Stewart.
Bang Tango?T-rex?No..Triggerdaddy alle prese anche loro con 20th century boy,rifatta meno lasciva della versione dei mitici Bang Tango e sicuramente meno oscura della loro.
Ed ecco la fine che arriva con 'Price Of Love' dove mi viene in mente subito David Bowie dei bei tempi che fa l'amore in un vicolo londinese con Alice Cooper ed ecco il risultato,un pezzo veramente bello,che viene impreziosito da un grande assolo di JON e LOVE e dove gli arrangiamenti di Jonathan Elias si fan sentire.
Un gran bel disco,uniche pecche i 33 minuti scarsi e il packaging alquanto non curato.
Mau 'The Alien'
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KELLY KEELING
“Giving Sight To The Eye”
(Mascot Rec. /Edel)
TRACK LISTING: "Snake", "Parasite", "Broken", "Perfect Day", "Peace With the World", "Nothing", "Believe", "Sunlight Needs the Day", "Hell Is On The Way", "Head Straight", "Jesse", "Ground Zero"
Solo qualche nome, Don Dokken, John Norum, Carmine Appice e Roger Daltrey, questi gli ospiti scelti da Keeling per il suo primo solo album.
Un disco molto particolare questo Giving sight to the eye, presenti ambientazioni blues, sinfoniche, country, pop, prog e hard rock, una sorta di grande viaggio all'interno della musica senza alcun limite o restrizione.
Molto interessante la magia creata dalla miscela di strumenti vintage quali hammond, bassi fretless e mellotron con strumentazione di nuova generazione.
Rising of the Snake, prima traccia del disco, e' una sorta di omaggio all'hard rock dai primi settanta ad oggi, Parasite invece, un bluesettone gustosissimo dal tiro diretto.
Molto interessanti anche Perfect Day, splendido viaggio melodico, Gound Zero, traccia dal sapore medievale e Peace with the world, brano dal groove Beatles oriented.
La scuola 70's risulta ben percettibile, da segnalare la bellissima Believe, song dal richiamo Springsteeniano.
Grande voce quella di Keeling, stupefacente la capacita' di adattarsi con semplicita' a qualsiasi tipo di stile, dai piu' soft ai piu' aggressivi.
Definire questo lavoro semplicemente rock risulterebbe limitativo, un disco consigliatissimo a tutti coloro che amano la buona musica.
Per info:
www.kellykeeling.com
Hardigor
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CIRCLE II CIRCLE
“ The Middle Of Nowhere”
(AFM rec. / Audioglobe)
Quando l'heavy metal è suonato con la classe cristallina che sovente lo contraddistingue, merito di autentici mattatori del genere come il nostro Zak Stevens su questo cd, allora non possiamo che sederci,ascoltare ed essere ammirati di cotanta interessante musicalità. Ebbene sì, i Circle II Circle sono la band dell'ex frontman che dal 1992 al 2000 hga dato la sua ugola ai grandissimi power metal gods Savatage!!!! Otto anni nei quali il nostro singer ha sfornato con quella storica band album di notevole spessore e si è fatto ben volere ...e vedere, nelle sue esibizioni live. Poi Dal 2003 è partita questa sua avventura con una band tutta nuova e soprattutto tutta sua (da segnalare che nel debut album dei Circle II Circle “Watching In Silence” 2003 – MR Jon Oliva e Chris Caffery in persona hanno contribuito a co-scrivere alcune song...nda). Quindi questo trattasi del secondo album per Zachary Stevens e soci. Il risultato è comunque sempre di alto livello: un metal power tagliente, incisivo, potente ma al contempo melodico, arrangiato bene e con inserti di phatos & melodia che potrebbero rimembrare –ma solo in certi casi- qualche passaggio ‘à la Savatage- . In ogni caso i Circle non sono dei cloni ma vivono di luce propria e l'originalità, abbinata ad una ottima perizia tecnica e la voce di Zak, creano intense ed esuberanti song. Tra tutte citerei la classica heavy song ‘Cynical Ride' dall'inizio corroborante, ma anche la potente e cadenzata (nell'incedere musicale..) ‘Holding On'. Difficile estrapolare delle canzoni in particolare. L'album va ascoltato per tutta la sua durata e sono sicuro che vi darà forti emozioni. Ah, dimenticavo, di spessore il guitar work dei due axe man Andrew Lee e Evan Christopher. Album consigliatissimo a tutti coloro che amano la musica elegantemente suonata.
Roby Comanducci
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JOE LYNN TURNER
‘The Usual Suspects'
(Frontiers Rec)
La classe non è acqua. Infatti il sempreverde singer che ha dato tanto alla scena hard rock mondiale ci regala un suo nuovo e brillante full leght album ‘The Usual Suspect'. Un album di chiaro, potente, melodico al punto giusto ma soprattutto cristallino e puro hard rock con la H maiuscola! La voce di Joe è sempre potente, tagliente ma ricca di una modulazione sempre eccelsa, come ci ha da sempre abituati il nostro carissimo singer. Trattasi di un ‘ugula grandiosamente rock, che riesce a dare corpo e vita a tutte quelle songs che uniscono dirompenza musicale ad eufonici arrangiamenti di base. Non sbaglia mai un colpo Mr. Turner, e chi lo ha amato in passato con Rainbow e altri mille progetti, non può fare a meno di amarlo e seguirlo anche in questa sua eccellente veste solista. Da segnalare l'ottimo guitar work del bravo Al Pitrelli e Karl Cochran, mai esuberanti con la loro ascia a sei corde ma eleganti e puntuali nel cesellare ottimi solos senza ‘disturbare' di troppo l'intero contesto della canzone. Le canzoni sono tutte su livelli medio alti. Da segnalare la speeady ‘Jack Knife', la potente e quasi anthemica ‘Into The Fire' ed il massiccio hard rock della finale ‘Unfinished Business'. Ovviamente non potevano mancare anche le ballad che però non sono di classica struttura “love” songs, bensì più accattivanti ...quasi delle semi ballad: ascolate ‘Really Loved' e ‘Live and Love Again' e mi direte. Grande classe ragazzi. Non potete perdervi queta chicca musicale!
Roby Comanducci
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DIO
"Evil Or Divine" - Live in NY city
(Spitfire Rec. / Edel)
trackslist: Killing The Dragon / Egypt- Children Of The Sea / Push / Stand Up And Shout / Rock and Roll / Don't Talk To Strangers / Man Of The Silver Mountain / Guitar Solo / Long Live Rock & Roll / Fever Dreams / Holy Diver / Heaven and Hell / The Last In Line / Rainbow In The Dark / We Rock.
Parlare di Ronnie James Dio è qualcosa di veramente particolare, quasi mistico. Non sto scherzando ragazzi, il nostro ‘folle folletto' dell'hard & heavy mondiale è uno dei Grandi del gotha rock mondiale. Una persona che ha scritto a ferro e fuoco pagine e pagine della nostra beneamata musica, calcando i palchi di tutto il globo, offrendo la sua ugola a Black Sabbath (...”il capolavoro “Heaven and Hell “ porta la sua voce ehm...), Rainbow, Elf e tantissimi progetti con i suoi Dio!!! Con lui hanno suonato tra i più grandi strumentisti/musicisti di caratura mondiale ed ora alla veneranda età di over 50 ci delizia con una carica impeccabile dimostrata al 100% in questo suo interessantissimo live album, estratto dalla lunghissima tournee di ‘Killing The Dragon 2002 tour' Questo live estrapolato dalla data inquel di NY City, ha tutte le carte in regola per farvi salire l'adrenalina in corpo. Un CLASSICO live act come solo i grandi rocker di un tempo sanno fare: grande carisma, song riproposte e ‘rivestite' in chiave live di tutto punto, con improvvisazioni e suoni da fare svenire dalla gioia. Un bellissimo solos di chitarra del grande Doug Aldrich, canzoni che intrattengono e rendono partecipe il pubblico in tutta la loro maestosità ed il loro phatos. Come non rimanere estasiati nel sentire autentiche perle come ‘Long Live Rock & Roll', ‘Holy Diver', la stupefacente e Sabbathiana ‘Heaven and Hell', la veloce ‘Stand Up and Shout' o l'altrettanto mitica ‘Man of The Silver Mountain'?? Qui si parla di song che hanno decretato la storia e che dopo un ventennio sono ancora fresche e sembrano scritte ieri. Come dire, la classe non ha età e l'arte, quella vera, non può morire. Accompagnato dai bravissimi Doug Aldrich (guitar), Simon Wright (drums), Scott Warren (keys) e il sempre fedele Jimmy Bain (bass) R.J. Dio è una pietra miliare e questo cd (tra l'altro registrato benissimo !!) deve essere vostro. Hard rock puro, le fondamenta della nostra musica. Roby Comanducci
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HEADRUSH
"S/T"
(Frontiers Rec.)
Sicuramente uno tra piu' interessanti e validi progetti Hard Rock made in Italy , gli Headrush con questo lavoro puntano veramente in alto.
Lineup molto interessante per questo cd, Alex De Rosso (guitar ex Dokken), Roberto Tiranti (voice of Labyrinth), Dave Fini (drums) e Mauro Castellani (bass) colpiscono sin dal primo ascolto per il loro talento e la ricchezza dei brani.
L'ottima miscela di rock 80's, prog e fusion conferisce a tutto l'album un gusto veramente particolare, introspettivo e affascinante.
Guitarwork finissimo quello di De Rosso, la capacita' di passare con estrema naturalezza e velocita' da uno stile all'altro mantenendo costantemente il tiro dei brani, lo rende un chitarrista e compositore d'orgoglio per il tricolore.
Eccellente lavoro anche per Tiranti, diretto e potente nelle sue melodie, un Singer versatile e completo, grande predisposizione al genere la sua.
Splendidi i cantati di Fooling Mysel Again e Catch 22 ma sopratto della magnifica ballata Silence.
Un disco che colpisce subito per la bellezza degli arrangiamenti ed i graffianti riff di De Rosso, sue anche le parti di tastiera e la produzione dell'intero album.
Un disco che a mio avviso riuscira' a raccogliere il consenso di una ampia fascia di rockers, dai cultori dello stile hard rock stampo 80's a quelli piu' vicini alle nuove tendenze progressive-metal.
Tra i brani piu' interessanti, My World, All in a Crime, Ordinary Man, Young e Fooling Mysel Again.
Concluedendo, un disco da comprare, per noi italiani sara' un piacere sentir parlare degli Headrush.
Per info:
www.alexderosso.com
Hardigor
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PLANET HARD
"...So Good!"
(autoproduzione)
tracklist: ‘Jam???' – ‘Unchain My Heart' – ‘I'll Be There' – ‘The Fairy Tale' – ‘For Everything'
band: M arco Sivo: Vocals/ Marco Dandy: Guitars / Alex: Bass guitar / Stefano: drums
Abbiamo iniziato l'anno veramente bene. Prima con lo street rock dei Cathouse band, ed ora con questo eccelente debut mini cd dei Milanesi Planet Hard. Un mini cd contenente 4 ottime songs – poichè ‘Jam???' – trattasi più di un intro e non una vera canzone. Questi quattro musicisti hanno creato un piccolo gioiellino di puro, elegante, incontaminato class rock americano. Sì. Questo è lo stile dei nostri, un genere difficile da suonare, poichè se non si ha una innata predisposizione per la melodia e la capacità nell'arrangiamento d.o.c. NON si suona questa musica. I Planet Hard sfoggiano un sound che niscela Silent Rage, Honeymoon suite, gli ultimi Danger Danger con qualcosa dei Firehouse: sto scherzando?? NO! Difficilmente mi sbilancio ma credetemi, questo ‘...So Good' ha solo una pecca: avere solamente cinque tracce. Assolutamente i nostri dovranno adoperarsi per dare il seguito a questo mini cd, poichè hanno TUTTE le carte in regola per creare un eccelso full lenght album. Tutte le songs di ‘..So Good' sono belle, arrangiate con cura, potenti ma con un grande phatos di base. Una nota particolare va alla bella voce del singer Marco Sivo, assolutamente in linea con i singer più blasonati d'oltreoceano. Ottimo. E tutti sapete che –spesso e volentieri- il ‘tallone d'achille- dell rock made in italy è il cantato. Difficilissimo trovare singer all'altezza. Da non sottovalutare anche la precisa ed anche mai monotona sezione ritmica che non si limita ad accompagnare ma sostiene il tutto con maestria. Marco Dandy infine, cesella ottimi riff ed è foriero di un guitar work di classe. Ottimo prodotto.
visitate il loro sito: www.planethard.net
Roby Comanducci
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JOHN NORUM
"Optimus"
(Mascot Rec. / Edel) Sempre detto, ragazzi. John è un grande chitarristia, eclettico al punto giusto, tecnico, melodico, ma anche dotato di notevole grinta e, una bella voce ‘arrabbiata', come si può ascoltare in questo suo new cd ‘Optimus'. Un grande talento che si è diviso tra Europe e tanti progetti compresi i suoi dischi solisti. Attenzione però: questo ‘Optimus' suona “forte”, il nostro canta con un'ugola che si avvicina al buon Zakk Wylde ed anche il sound si avvicina – non per tutte le song comuqnue- al primo lavoro dei Black Label Society. Certo, meno ‘inkazzato' e ‘distorto' del sound dell'ex guitar player di Ozzy, ma comunque la Gibson di John butta fuori un sound bello saturo, al punto giusto per caricarci di forte adrenalina: ascoltatevi la potente ‘Nailed To The Cross', o la più cadenzata ‘Takin' The Blame' e mi direte. L'opener ‘Chase Down The Moon' è invece dedita ad un hard rock più lineare mentre la classe chitarristica del nostro la gustate nella title track (brano strumentale) che nella struttura rimanda a certe sonorità care al Satriani di ‘The Extremist'. Un album indubbiamente di elevata caratura. Elegante ma anche miscelato alla giusta dose di ‘cattiveria' che fa sempre bene ad un prodotto di chiara matrice hard rock. Curiosità interessante: più si ascolta più piace.....bravo John!
Roby Comanducci
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FINAL FRONTIER
"High Tension Wire "
(Frontiers Rec.)
L'amicizia e i sentimenti sono fondamentali all'interno di qualsiasi band, Rob Moratti (Vocals) e Mladen (guitars, bass, keyboards) ne sanno qualcosa.
Gli oltre dieci anni di esperienza in ambito AOR si sentono fortemente in questo lavoro a mio avviso veramente molto intenso e ben realizzato.
Il recente ingresso nella lineup del chitarrista Lawrence Falcomer (Sonic X) ha contribuito in maniera eccellente allo sviluppo dell'esperienza melodica voluta da Rob e Mladen.
Degne di rilievo le soluzioni scelte da Moratti per le linee vocali, soprattutto nelle background vocals, presenze cardine in ogni brano.
Fascinoso e particolare lo stile di Moratti, una sorta di sintesi tra i cantati di Eagles, Bee Gees, Police ed in parte Bon Jovi, un timbro alto e penetrante che consente al singer il raggiungimento di tonalita' di tutto rispetto.
Per quanto concerne la parte strumentale, ineccepibile l'espressivita' fornita dalla chitarra solista, tecnica, veloce ma sapientemente non portata all'esasperazione.
Gran gusto quello di Mladen, polistrumentista e realizzatore di tutte le parti di basso e tastiera dell'album.
Buon lavoro dietro le pelli anche per il Drummer Michael Shotton, essenziale ma potente.
Tra i brani piu' interessanti, High Tension Wire, Beauty And The Beast, Hearts on Fire, la meravigliosa ballata acustica Sunset at down e la bonus track Let me be the one.
Sito della band
www.finalfrontiermusic.com
Hardigor
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LORDI
"The Monster Show"
(Sanctuary Rec / Edel)
Non ci posso credere. Sono rimasto letteralmente ‘folgorato' da questa band che unisce uno stile horror a tematiche musicali hard'n'heavy. Stupidi, grotteschi, pagliacci?? Naaaaaa...ragazzi qui siamo di fronte ad una band con le contro**** e!!! Una band che ha saputo capitalizzare il suo status life imponendosi con il loro marchio di fabbrica e la loro presenza in bilico tra KISS, White Zombie, Gwar ed i nostrani Death SS. Per quanto concerne il sound invece si attestano su un mix di eccellente heavy metal venato da tematiche in classico hard rock style il tutto mixato con notevoli parti ‘sinfoniche' di piano/keyboards e chorus line accattivanti. Sono matto? No! Praticamente il sound soprattutto in certe songs prende a piene mani dal grande Alice Cooper di ‘Trash', ma anche dal dorato periodo di ‘Welcome To My Nightmare'. Ecco, se vogliamo paragonare il sound dei lordi direi che Alice Cooper è perfetto, ascoltatevi ‘The Children Of The Night' e mi direte. Infatti , anche in fase di intervista a Mr. Lordi (che vedrete su questo sito a breve) abbiamo fatto riferimento agli artisti sopra citati, includendo anche Twisted Sister , King Diamond e altri. Praticamente i nostri ragazzi finlandesi (che hanno venduto ben 50000 copie solo nel loro paese) ritengono che gli anni ottanta abbiano dato il massimo a livello musicale e loro cercano di riprendere il tutto ovviamente aggiungendo il loro stile.
Bisogna però dire che questo nuovo cd non è un album originale bensì il mix degli album finora pubblicati e quindi trattasi una compilation. Perchè una compilation? A detta di Mr. Lordi, perchè era venuto il tempo di fare conoscere la loro musica over the world....e serviva non un singolo album, bensi un qualcosa che racchiudesse TUTTE le loro songs migliori tratte dal debut ‘Get Heavy' e dall'ultimo (datato 2004) ‘The Monsterican Dream'. Il risultato è eccellente, ed effettivamente per chi non conosce a fondo la band è assolutamente consigliabile l'acquisto di questo dischetto. In ‘The Monster Show' troviamo dodici tracce e quindi tutti i maggiori successi della band. Il loro sound è potente ma ammalia e avvolge l'ascoltatore in un ‘aurea di strana situazione che non può che stupire. Sono rimasto estasiato dal phatos emanato dalla bellissima ‘Icon Of Dominance' ma anche dalla dirompente e famosa ‘Would You Love A Monsterman?', oppure la potente ed ammaliante – con il prezioso apporto di tastiere- ‘Bring It On'. Non c'è una song sottotono, tutte eleganti e originali oserei dire. Volete passare una serata eccitante con la vostra lady a lume di candela e musica soffusa?? Niente musica meelensa: i LORDI!! L'automobilista allo stop vi ha fatto il dito medio perchè voleva passare prima di voi? Lo picchiate? NOOO. Sparate a palla il vostro stereo e gli salteranno via i cerchioni della macchin: ovviamente a palla il cd dei LORDI!! La vecchietta del piano di sopra si lamenta perchè siete metallari o rockettari e siete cattivi ragazzi? Appendetele alla porta una foto di Mr Lordi!!!
Hehehe...ragazzi miei: i Lordi, a detta del suo stesso leader , vanno presi così come sono. Non vogliono dare messaggi sublimali, cazzate, non amano nemmeno i messaggi politici, cazzate...il loro è puro e teatrale divertimento. Divertimento che DOVETE provare acquistando questo cd ma anche ...e lo farete ne sono certo, tutta la loro discografia. Ops da non dimenticare le tre bonus video tracks come regalo x tutti i fans !!! Ah...visitate il loro bellissimo sito web: www.lordo.org
Roby Comanducci
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THE BLUE VAN
"The Art Of Rolling"
(TVT Rec / Edel)
Ottimo album! Ottimo esordio discografico per questi quattro danesi che di dedicano ad un sound decisamente vintage e retrò. Un rock venato di Beat, soul e R&Blues che esplora sentieri già dettati dai maestri Beatles, Rolling Stones, Free, Kinksspaziando anche acerte sonorità care ai mitici The Who e, perchè no, alcune cosette stile jim morrison & soci. La stessa immagine di Steffen Westmark (lead vocals and guitar) ed il resto della band ricalcano lo stile anni 60-70: praticamente ci troviamo al cospettop di una band fuori dal tempo ma che, proprio per questo motivo, piace molto e viene apprezzata per l'accuratezza e la capacità compositiva e strumentale. Bellissima l'opener ‘Word from The Bird” ma anche la scanzonata “I Remember The Days”. Poche band hanno il coraggio di farlo e i The Blue van invece ne hanno da vendere. In un periodo di musica ‘contratta', satura, corrosiva, un album come questo “The Art Of Rolling” è un autentico toccasana per le nostre orecchie e per chiunque ami una musica old fashion di elegante caratura. Gli anni settanta fanno ‘capolino' nel loro massimo splendore nella stupenda “The Remains Of Sir Maison” dove i grandi artisti sopra menzionati sembra che si siano riuniti insieme ai nostri The Blue Van per un'autentica piccola ‘orgia sonora' di due minuti e mezzo! Senza parlare di “Revelation Of Love” che per tutti gli amanti di queste sonorità, da sola, varrebbe l'acquisto dell'intero album. Dire che per certi versi mi sono emozionato e poco; ascoltando ‘The Art...” sembra che il tempo si fermi e, anzi, sembra di essere catapultati indietro negli anni, quando la semplicità era uno status life molto più diffuso, quando la vita giovanile era più easy e la musica di riflesso, forse, più vera e sentita. Bravi The Blue Van, continuate così!
Roby Comanducci
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STARBREAKER
"s/t"
(Frontiers Rec.)
line up:
Tony Harnell (vocals) – Magnus Karlsson (guitar) - Fabrizio Grossi (bass) – Hohn Macaluso (drums)
Tracklisting: Die For You; Lies; Break My Bones; Crushed; Days of Confusion; Transparent; Light at the End of the World; Cradle to the Grave; Underneath a Falling Sky; Turn it Off; Dragonfly; Save Yourself.
Eccellente debut album per questo nuovo gruppo di all stars di caratura mondiale. Infatti Starbreaker è nato dalla fervida mente dell'ugola d'oro dei TNT, accompagnato in questa avventura dal bravissimo guitar hero Karlsson (Last Tribe), dall'altro talento cherisponde al nome di Grossi Fabrizio, uno dei più quotati producer in ambito musicale e session man d'eccezione (ha suonato con Steve Vai, Nina Hagen e tantissimi altri!!), e non dimentichiamoci dell'ex malmesteen & Ark, John Macaluso dietro le ‘pelli'. L'album omonimo trattasi di un classic rock di puro stampo americano coi controfiocchi. Eccellenti parti vocali e chorus line vedono un Tony Harnell in grande spolvero che viene cullato in un contesto musicale superlativo. Atmosfere ricche di eccellenti armonie, phatos, feeling, che non disdegnano assolutamente la potenza e l'aggressività di un guitar sound molto compatto ed al contempo mai stancante e tagliente al punto giusto. La sezione ritmica viaggia come ‘un treno' senza perdere mai un colpo e conferisce vigorosità al prodotto impreziosendo il già eccellente lavoro di base. Un ottimo arrangiamento e una buona registrazione concludono quindi il cerchio di positività che ritroviamo in questo new cd. Le song, sinceramente, sono tutte degne di nota. Se proprio vogliamo segliere, l'opener ‘Die For You', il class metal di ‘Turn It Off' che riprende un po Dokken e Europe dei glòoriosi fasti ma anche il calibrato ed elegante brano strumentale “Dragonfly” sono autentiche chicche. Da ascoltare bene ed assaporare in qualsiasi momento si voglia godere di una musica eramente doc!
Roby Comanducci
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ENUFF Z'NUFF
"?"
(Frontiers Rec.)
tracklist:
- 'Gorgeous' – ‘Home Tonight' - ‘Help...' - ‘No Place Like Home- Harleya - ‘Hang On For Life' - ‘Man With A Woman' – ‘How Are You?' – ‘Joni Woni (Likes To Ride The Pony)' – ‘This Guy' – ‘Stone Cold Crazy' – ‘Fly High Michelle (Acoustic Version)' - exclusive bonus track for Europe
Benissimo!! Ben sedici anni dopo il loro oramai famoso debut album gli Enuff Z'Nuff sono ancora ‘on the road' e sfornano un nuovo album!! Donnie Vie, Chip Znuff e compagni con questo album ci hanno regalato un vero e proprio concentrato di eccelso rock, suonato bene ma, soprattutto, pregno di melodia e ricco di phatos. In questo nuovissimo ‘?' (titolo alquanto strano che chiederemo in fase di intervista...oviamente, hehe...nda) la band sfoggia al massimo livello la sua innata capacità di creare quel sound miscelato tra il gusto vizioso e meelenso ed un guitar work macina riff. Soprattutto la verve Beatlesiana e RollingStoniana dei quattro viene a galla in queste dodici tracce. Song come ‘Gorgeous' evidenziano il taglio dei ‘Ragazzi di Liverpool' che rendono quindi molto prezioso questo cd, mentre altre song più rock oriented pagano lo scotto agli Stones e ci rendono gli Enuff più rocker e taglienti. Su tutte la bella ‘Home Tonight' che richiama il sound del bravo Izzy Stradlin nel suo “River'...ve lo ricordate?? Ci sono momenti anche molto ‘mainstream' come la ‘radiofonica' “Help...” oppure la bellissima e melodica ‘No Place Like Home' dalle chorus line ammalianti. Non mancano certamente anche momenti di puro strett ‘n'roll come la veloce ed ammiccante “Stone Cold Crazy” indubbiamente il brano più hard dell'intero contesto, che vi farà scatenate e salire l'adrenalina in corpo oppure la carismatica ‘hang On For Life'. Se invece volete ‘appartarvi' con la vostra donna per qualche tenera effusione...ehm, ascoltate in sottofondo la lenta ‘How Are You'. Ah, da segnalare la versione acustica (bonus track solo per l'Europa) del loro famoso brano ‘Fly High Michelle'. Ottimo album, da ascoltare attentamente.
Roby Comanducci
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MASCOT RECORDS' GUITAR CENTER VOLUME 1
(Mascot Records)
featuring:
JOHN 5, STEVE MORSE, MARTY FRIEDMAN, NEIL ZAZA, MICHAEL SCHENKER, GEORGE LYNCH, PAUL GILBERT, GREG KOCH, JING CHI, JEFF RICHMAN-GREG HOWE, VITAL INFORMATION, JOE BONAMASSA, JOE LOUIS WALKER, STEVE FISTER, RACER X.
Questa super-guitar compilation edita verso fine 2004 riporta un best of dei singoli musicisti e ripettivi lavori solisti, tutti elegantemente riportati e precisati nel corposo booklet del cd. L'album essendo una compilation di artisti con estrapolazioni da album del 2004 ma anche del 2003 se non ricordo male, può benissimo essere recensito tuttora, ed il mio spassionato consiglio è quello di correre a farvelo vostro!!!
Ebbene si ragazzi: questi musicisti toccano, nelle rispettive songs, tantissimi generi del rock guitar sound e non solo. JOHN5 conosciuto ai più come guitarist dei Marilyn Manson (ma non solo) ci da un saggio della sua abilità e soprattutto della sua innovativa tecnica musicale col suo brano tratto da “Vertigo” il suo album solista. STEVE MORSE non ha bisogno di presentazioni e ci delizia con una chitarra acustica nel suo pezzo estrapolato da ‘Majior Inpact 2'. Altro mostro della 6 corde, MARTY FRIEDMAN ci regala l'interessante title track dal suo ultimo ‘Music For Speeding' mentre l'elegante sound di Neil Zaza ci culla in un sound più ‘ovattato' e armonico tutto tratto dal suo solista ‘Staring At The Sun'. Corposo hard rock ci viene sparato da MICHAEL SCHENKER/PATTISON SUMMIT, mentre una dei guitar players più amati negli eighties , GEORGE LYNCH, ci stupisce sempre con la sua iper tecnica con un brano dal suo ultimo ‘Furius George'. PAUL GILBERT ci regala 1 minuto di chitarra classica da ‘leccarsi i baffi', preso dal suo ‘The Best of ... Paul Gilbert'. Cambiamo genere e ci troviamo catapultati in un funky-rock eccelso, suonato dal grande GREG KOCH (strumentista, compositore & Fender clinician member.....) e preso dalla sua antologia ‘13x12'. JING CHI trattasi invece di una band capitanata dal bravo Robben Ford con Vinnie Colaiuta (drum)Jimmy Haslip (bass) che ci propongono un elegantissimo brano di rock fusion dall'album ‘3D'. A GUITAR SUPREME è un altro gaudioso pezzo di art rock tra fusion e qualche accenno jazz, nel quale il grande John Coltrane da sfoggio della sua abilità coadiuvato da molti altri ospiti. Il tutto estrapolato dall'album ‘A Giant Step In Fusion Guitar'. Rimaniamo sempre nel settore della fusion/ soul/ jazz / rock fusion con quest'altra track di STEVE SMITH's VITAL INFORMATION tratta dal cd ‘Come On In' con un Frank Gambale in grande spolvero!! Si ricambia completamente sonorità e viene da correer a 300 all'ora in macchina (ma NON fatelo ragazzi ehm...) con questo bellismo brano di JOE BONAMASSA autore e eccelso guitar player dedito ad un rock'n'roll , country rock, blues rock ma soprattutto autore di uno dei branio più belli e scanzonati di questa compilation, preso dal suo album ‘Had To Cry Today'. Rimaniamo nel blues rock ma più ‘tranquillo' però, con il bravo JOE LOUIS WALKER che ci regala un bel pezzo di rock blues dal suo cd ‘New Direction'. Proseguiamo ed il penultimo brano è un eclettico hard'n'roll del bravissimo STEVE FISTER che dal suo ‘Between a Rock and Blues Place' inietta adrenalina con questa infuocata bluesy rock'n'roll song. Superlativa! Si conclude con i RACER X del grande Paul Gilbert. Brano tecnico e iperveloce (quasi speed...) con un mix tra potenza e armonia grandiosos ed un incedere incalzante. Dal piccolo capolavoro ‘SuperHeroes'
Bene...cosa fate li seduti????? Correte a prendere questo cd rockers!!!!!
Roby Comanducci
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BLACK CAT NINE
“King Of The Hill”
(Blackcat9 Rec. 2004)
Opsss…..mega-ultra-arci dimenticanza del sottoscritto. Come abbiamo fatto non lo so....ma non recensire il nuovo (beh oramai non nuovissimo) album degli Italo-Americani BC9 è stato un errore. E noi lo recuperiamo adesso..dai, tanto siamo ad inizio 2005 quindi questo eccellente hard'n'roll album ‘King Of The Hill' targato 2004 ci può ancora stare eccome!! Cosa dire di questo quartetto di artisti Americani che oramai da diverso tempo vivono in Italy, ma che hanno bene mantenuto il carisma ed il ‘tiro' rock di pura matrice ‘d'otlreoceano'?? Questo album è potente, diretto, un pugno in faccia che, se solo qualche label importante prendesse in considerazione, farebbe veramente fortuna e – ne sono sicurissimo- venderebbe molto. Eh sì. I nostri Teddy Freese (drums), Andy Tonin (guitar) Gary Wofford (rythm guitar) e il lead vocalist and bass player Roy Raynolds , con questo album hanno raggiunto la piena maturità. Scrollandosi di dosso certe sonorità easy-street/glamour del precedente album e optando per un sound più energico, più ruvido e tagliente. Niente coretti ammiccanti ma basso pulsante, chitarre roventi ed un arrangiamento lineare ma sempre e comunque dall'incedere power. Come definire il sound?? Unpower –street rock? Oh mamma ina nuova etichetta...hehehe. Ascoltatevi la superba ‘Sick' dall'inizio pulsante di basso e batteria ed un continuo di stop & go, che conferiscono al sound quella carica degna di una grande rock band. Tutti i brani sono degni di nota, se poi aggiungiamo che i BC9 dal vivo sono ancora meglio che su disco beh....avrete già capito tutto!!!! Cercate e prendete questo cd!! Assolutamente consigliato. Per info & contatti www.blackcatnine.com
Roby C.
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ADLER'S APPETITE
“S/T"
Aspettavo con trepidazione l'uscita di questo lavoro e finalmente eccolo tra le mie mani.
Steven Adler (ex GN'R) insieme ai suoi compagni di viaggio Keri Kelli, Jizzy Pearl e Robbie Crane ci offre questo EP composto da sei tracce ben realizzate ed autoprodotte dalla stessa band.
Partiamo dal primo brano intitolato Suicide, eccellente riff di KK che porta immediatamente la direzione del groove all'interno di un'atmosfera molto vicina al meglio delle produzioni GN'R e Snakepit.
Inciso trascinante e ben cantato farcito da splendidi cori coordinati da Robbie Crane, bassista e back vocal della band.
Proseguiamo con il secondo pezzo intitolato 99, a mio avviso il piu' bello del lavoro, guitarwork d'alta classe upportato da un'ottimo drumming di Popcorn che torna a deliziarci tramite l'utilizzo del suo vecchio amico campanaccio.
Anche in questo caso, tiro eccellente sin dai primi secondi, inciso emozionante e diretto.
Empty, terzo brano interamente scritto da KK, e' una splendida e dolcissima ballata chee sono certo fara' accapponare la pelle a molti, da ascoltare e riascoltare.
Siamo giunti al turno di Hollywood, cover di Thin Lizzy gia' proposta dalla band in veste live nello scorso tour.
Brano trascinante e di grande stile, ottima interpretazione.
Little Dancer, scritta interamente da JP, forse risulta a mio avviso il brano meno intenso del lavoro in quanto diametralmente opposto alla direzione degli altri pezzi.
Finiamo con Draw The Line, brano degli intramontabili Aerosmith ben suonato da Stevie & Company.
Per concludere, Steven "popcorn" Adler e' tornato, chi in passato non avrebbe scommesso un centesimo su di lui, dovra' ricredersi.
per info e varie linkatevi al loro sito!!
www.adlersappetite.com
Hardigor
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CATHOUSE
‘In Pussy We Trust'
(autoproduzione)
Ma guarda un po. Bene bene.....iniziamo ed inauguriamo lo spazio review insieme con un cd straniero (vedi ADLER's...sopra) e uno ITALIANO al 100%. Un album, o meglio l' EP di esordio della Cathouse band, provenienti da Bergamo. Band molto valida sotto l'aspetto scenico e tecnico, propongono ub cocktail di energico street'n'roll di chiara matrice ottantiana. Cinque ragazzi che si sono evoluti partendo da ‘cover band' e col tempo hanno partorendo finalmente un lavoro originale con brani frutto della loro arte creativa.
Puro glam? Mah....non solo oserei dire. Magari il look può indirizzare verso un sound à la Pretty Boy Floyd, ma i nostrani Cathosue sono ben più ‘ruvidi' in quanto a suono e attitudine. Certo troviamo chorus line ammiccanti e ‘zuccherosi', party songs e allegria, ma non manca assolutamente il timbro di un ‘rock' più marcato e maturo. Soprattutto questa cosa si avverte nelle due songs conclusive 'Time to be Superstar' e 'Rock Iasall You need'.. Qui si respira puro street rock, più diretto e ‘cattivo' e la band si apprezza e viene fuori nel migliore dei modi. Una nota di merito alla chitarra solista, che in certi frangenti ‘detta legge' e marca le linee e la struttura base di ogni singolo brano. Un guitar sound a volte “Slash-oriented” (ovviamente con le dovute proporzioni) che conferisce energia e brillantezza a questo EP che, spariamo, sia solamente l'inizio di una bella carriera.
Complimenti. Per varie e eventuali la band può essere contattata a questo email address info@cathouseband.com sito www.cathouseband.com
Roby Comanducci
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