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LAST INTERVIEW
GOTTHARD 25 OTTOBRE @ LIVE DI TREZZO (MI)
Il tour dei Gotthard ha fatto tappa al Live di Trezzo e la performance dei nostri è stata sicuramente sopra le righe con un’ottima scelta integrata tra vecchi classici e nuove tracks. Una sempre forte carica di energia coadiuvata da una bella e indovinata idea di richiedere al pubblico le ballads che avrebbero dovuto suonare…. Ciao Leo, tanto per iniziare una domanda semplice: perché questo titolo così ‘particolare’, “Need to Believe”? Se non erro…i privi vostri lavori in studio erano più hard rock oriented mentre ultimamente, pur mantenendo sempre chiara la vostra linea musicale, avete ‘ammorbidito’ un po’ il sound. Mi sbaglio? Non è esattamente come dici tu; forse l’impronta che stiamo dando ai nostri dischi è più moderna e quindi più incline ad un class rock rispetto ad un puro hard rock; sicuramente anche sotto il profilo della produzione abbiamo apportato molti cambiamenti e migliorie che, magari, alla fine hanno reso il prodotto meno ‘hard’. Ma è giusto che sia così. Della produzione siamo veramente soddisfatti: volevamo ottenere certi suoni ed abbiamo ottenuto il meglio, lo stesso Steve ha effettuato delle parti vocali eccelse e noi tutti ne abbiamo beneficiato. In ogni caso i Gotthard suonano e suoneranno sempre rock duro alla stessa maniera, la nostra!! Bene, mi fa piacere sentire queste tue dirette e forti affermazioni sul vostro sound. Parlando in specifico delle canzoni presenti sul disco, c’è qualcuna a cui sei particolarmente legato o che prediligi? Beh si….anche se uno deve amare tutto ciò che fa direi ….(…ci pensa un attimo, nda) “Don’t let Me Down” e “Need to Believe”. Con questo però non voglio denigrare i restanti brani che per il sottoscritto sono tutti bellissimi e mi hanno completamente soddisfatto…direi che non potevamo incidere di meglio ora… Visto che sei così felice del tuo lavoro mi dici come i Gotthard lavorano usualmente alla composizione di un loro album? Ognuno di noi è importante e da il suo contributo portando tutto quello che ha preparato, persino le cose che ha scritto sui foglietti e gli appunti, praticamente la totalità del materiale di ciascun membro ed in studio ci si lavora sopra ed arriviamo a delle conclusioni che portano poi alla scrittura e composizione dei pezzi. E’ un lavoro assolutamente collettivo anche se a volte ci ritroviamo prima io e Steve se abbiamo qualcosa di particolare ma poi, a breve, ci ritroviamo in studio e proponiamo il tutto al resto della band e si decide tutti insieme. Se non sbaglio ‘Don’t Let Me Down’ è una song con un significato intrinseco molto particolare…giusto? Si abbastanza e tra l’altro è il ‘seguito’ di ‘Falling’ presente nel precedente album ‘Domino Effect’. Praticamente rappresenta la storia su qualcuno che se ne è ‘andato’. Leo, come ti vedi nel presente sia come persona sia come musicista affermato quale sei….? Facciamo anche un bilancio della situazione vah… (risata). Mi vedo invecchiato (ride..) e come tutti arrivati a 40 anni ho fatto un vero e proprio bilancio della mia vita su quello che ho fatto e quello che vorrei ancora fare. Spesso ti chiedono a cosa ti sei ispirato per fare questo o quello ed io rispondo sempre: ai miei sogni. Se sono arrivato dove sono è grazie a loro e questo credo debba essere il motivo ‘portante’ per tutti quei nuovi artisti che stanno cercando di ‘sfondare’ nel campo musicale odierno. Poi se parliamo di fisicità beh…a quaranta anni senti di più la fatica e continuare a dormire per lunghi periodi in tour bus non è più il must come magari poteva esserlo a vent’anni! Ad ogni modo mi piace e lo faccio ancora (risate….)
Bene Leo….grazie per la tua disponibilità! Grazie a tutti voi!
Lorena Piggio
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