LAST INTERVIEW

 


GOTTHARD

25 OTTOBRE @ LIVE DI TREZZO (MI)

 

Il tour dei Gotthard ha fatto tappa al Live di Trezzo e la performance dei nostri è stata sicuramente sopra le righe con un’ottima scelta integrata tra vecchi classici e nuove tracks. Una sempre forte carica di energia coadiuvata da una bella e indovinata idea di richiedere al pubblico le ballads che avrebbero dovuto suonare….
Abbiamo quindi incontrato prima del live Leo Leoni per una breve intervista; andiamo quindi a riportare quello che il biondo guitar player ha risposto alle nostre domande…

Ciao Leo, tanto per iniziare una domanda semplice: perché questo titolo così ‘particolare’, “Need to Believe”?

Beh… sicuramente perché il motivo centrale del titolo è il credere in qualcosa di fortemente positivo. C’è bisogno di ‘credere in qualcosa di positivo, sempre!! I media e la gente ti fanno vedere e credere che tutto, la vita e le cose sono negative, la realtà stessa come se il mondo fosse formato da completa negatività, e noi invece vogliamo ‘sfatare’ questa diceria. Abbiamo invece voluto trasmettere con questo disco un messaggio diverso per i giovani ed abbiamo voluto dire alla gente che non è così la realtà, che la vita è bella, che già lo svegliarsi e guardare il cielo la mattina di per se è una cosa stupenda. Sono tantissime le cose positive e belle; come il guarire da una brutta malattia se ci credi fortemente e l’affronti con la massima determinazione e forza d’animo. Si vedono troppo spesso giovani tristi, negativi, annoiati, che sovente non sanno come passare le loro serate e noi vogliamo trasmettergli che vi è un forte motivo  di credere in qualcosa , anche nella musica stessa ovviamente. Bisogna credere in quello che si prova ed in quello che si fa o perlomeno provarci mettendoci molta energia e lavorarci duramente sopra. Abbiamo voluto fare capire che non tutto o niente arriva dal cielo per caso ma che devi lavorarci e sudare forte per ottenere le cose soprattutto credendo fortemente in quello che vuoi e che stai facendo.   

Se non erro…i privi vostri lavori in studio erano più hard rock oriented  mentre ultimamente, pur mantenendo sempre chiara la vostra linea musicale, avete ‘ammorbidito’ un po’ il sound. Mi sbaglio?

Non è esattamente come dici tu; forse l’impronta che stiamo dando ai nostri dischi è più moderna e quindi più incline ad un class rock rispetto ad un puro hard rock; sicuramente anche sotto il profilo della produzione abbiamo apportato molti cambiamenti e migliorie che, magari, alla fine hanno reso il prodotto meno ‘hard’. Ma è giusto che sia così. Della produzione siamo veramente soddisfatti: volevamo ottenere certi suoni ed abbiamo ottenuto il meglio, lo stesso Steve ha effettuato delle parti vocali eccelse e noi tutti ne abbiamo beneficiato. In ogni caso i Gotthard suonano e suoneranno sempre rock duro alla stessa maniera, la nostra!!

Bene, mi fa piacere sentire queste tue dirette e forti affermazioni sul vostro sound. Parlando in specifico delle canzoni presenti sul disco, c’è qualcuna a cui sei particolarmente legato o che prediligi?

Beh si….anche se uno deve amare tutto ciò che fa direi  ….(…ci pensa un attimo, nda) “Don’t let Me Down” e “Need to Believe”. Con questo però non voglio denigrare i restanti brani che per il sottoscritto sono tutti bellissimi e mi hanno completamente soddisfatto…direi che non potevamo incidere di meglio ora…

Visto che sei così felice del tuo lavoro mi dici come i Gotthard lavorano usualmente alla composizione di un loro album?

Ognuno di noi è importante e da il suo contributo portando tutto quello che ha preparato, persino le cose che ha  scritto sui foglietti e gli appunti,  praticamente la totalità del materiale di ciascun membro ed in studio ci si lavora sopra ed arriviamo a delle conclusioni che portano poi alla scrittura e composizione dei pezzi. E’ un lavoro assolutamente collettivo anche se a volte ci ritroviamo prima io e Steve se abbiamo qualcosa di particolare ma poi, a breve, ci ritroviamo in studio e proponiamo il tutto al resto della band e si decide tutti insieme.

Se non sbaglio ‘Don’t Let Me Down’ è una song con un significato intrinseco molto particolare…giusto?

Si abbastanza e tra l’altro è il ‘seguito’ di ‘Falling’ presente nel precedente album ‘Domino Effect’. Praticamente rappresenta la storia su qualcuno che se ne è ‘andato’.

    Leo, come ti vedi nel presente sia come persona sia come musicista affermato quale sei….?

    Facciamo anche un bilancio della situazione vah… (risata). Mi vedo  invecchiato (ride..) e come tutti arrivati a 40 anni ho fatto un vero e proprio bilancio della mia vita su quello che ho fatto e quello che vorrei ancora fare. Spesso ti chiedono a cosa ti sei ispirato per fare questo o quello ed io  rispondo sempre: ai miei sogni. Se sono arrivato dove sono è grazie a loro e questo credo debba essere il motivo ‘portante’ per tutti quei nuovi artisti che stanno cercando di ‘sfondare’ nel campo musicale odierno.  Poi se parliamo di fisicità beh…a quaranta anni senti di più la fatica e continuare a dormire per lunghi periodi in tour bus non è più il must come magari poteva esserlo a vent’anni!  Ad ogni modo mi piace e lo faccio ancora (risate….)

     

    Bene Leo….grazie per la tua disponibilità!

    Grazie a tutti voi!

     

    Lorena Piggio


     



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